La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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venerdì 22 marzo 2013

CAMORRA IN PROVINCIA - LA DDA DI NAPOLI CHIEDE ED OTTIENE TRE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE


OPERAZIONE LILIUM 2


Nella mattinata odierna i carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli a seguito di indagini coordinate dai magistrati della locale Procura Distrettuale Antimafia , nei confronti di tre soggetti gravemente indiziati del reato di associazione di stampo mafioso.
Destinatari dell’odierna misura cautelare sono BARBATO Pasquale e DI CICCO Massimo, storici soggetti collegati al clan “MALLARDO” di Giugliano in Campania (NA), e TRAMBARULO Gennaro, soggetto apicale del clan “LICCIARDI” di Secondigliano (NA).
I provvedimenti restrittivi scaturiscono dalle ultime indagini espletate al fine di riscontrare le dichiarazioni rese dal recente collaboratore di giustizia PIROZZI Giuliano, affiliato al suddetto clan “MALLARDO” e sono il coronamento delle pregresse investigazioni che avevano disvelato l’esistenza di una solida alleanza, funzionale ad una gestione unitaria delle attività estorsive e delle altre attività illecite nel litorale “domitio”, tra i clan “MALLARDO”, “LICCIARDI” e Casalesi in particolare il gruppo “BIDOGNETTI”,  che avevano così dato vita al c.d. “gruppo  misto”, al vertice del quale figurava una sorta di direttorio costituito da PELLEGRINO Giuseppe, il predetto TRAMBARULO e DIANA Francesco, rispettivamente in rappresentanza dei “MALLARDO”, dei “LICCIARDI” e dei “BIDOGNETTI”.
Come già emerso nel corso delle precedenti investigazioni, questa inedita alleanza si era resa necessaria soprattutto per le esigenze della componente casalese, vessata dalla effettuazione di  numerose indagini ,coordinate dai magistrati della Procura Distrettuale e culminate in operazioni di polizia ed arresti di quasi tutti gli affiliati che ne avevano gravemente intaccato l’operatività sul territorio .
Si era così reso necessario, per il clan “BIDOGNETTI”, correre ai ripari per riuscire in qualche modo a mantenere il controllo criminale di quella larga parte di territorio che ha storicamente costituito il suo bacino di finanziamento, il c.d. Litorale Domitio; non potendo più contare su un numero sufficiente di affiliati a piede libero in grado di garantire il controllo del territorio, il gruppo “BIDOGNETTI” nelle sue figure apicali ha ritenuto che il ricorso ad un’alleanza con altre famiglie di solida tradizione camorrista fosse l’unica via percorribile in quel dato momento storico, per garantirne la sopravvivenza.
Secondo l’accordo stipulato dalle tre componenti dei clan, ogni famiglia metteva a disposizione del c.d. “gruppo misto alcuni propri affiliati, i quali sarebbero stati coordinati dai membri del suddetto direttorio (DIANA-PELLEGRINO-TRAMBARULO), sovrintendendo così a tutte le attività estorsive e di traffico di stupefacenti nei territori di Lusciano, Parete, Cancello Arnone e, come detto sopra, sul Litorale Domitio, insistenti anche nel Comune di Giugliano, da Ischitella a Pescopagano e creando una “cassa comune”al fine di dividere i proventi delle attività illecite tra gli affiliati .
Importantissime indicazioni sull’esistenza del “gruppo misto” e sul suo funzionamento sono state peraltro fornite da uno dei suoi componenti di vertice, ovvero DIANA Francesco, arrestato nel luglio 2009 e poi divenuto collaboratore di giustizia; ma anche altri affiliati hanno successivamente confermato il quadro generale tracciato dal DIANA, quali suo cognato BARONE Michele ed il sodale AMATRUDI Massimo, anche loro membri della componente bidognettiana.
A questi, poi, vanno ad aggiungersi altri importanti collaboratori di giustizia, quali LAISO Salvatore, PICCOLO Raffaele e MOLA Giovanni, i quali, ancorché non facenti parte del c.d. “gruppo misto”, erano comunque tutti affiliati al Clan dei Casalesi ed erano, per tale ragione, a conoscenza dell’identità di numerosi componenti del suddetto “gruppo”.
Le convergenti  dichiarazioni di tutti i predetti collaboratori di giustizia sono state quindi ulteriormente circostanziate ed implementate da quelle dell’ultimo collaboratore di giustizia riconducibile al contesto in esame: PIROZZI Giuliano, la cui scelta di collaborare con la giustizia risale a soli pochi mesi fa.
Questi, infatti, avendo fatto parte del suddetto “gruppo misto” in quota al clan “MALLARDO” ha  avuto una  personale e diretta conoscenza non solo della provenienza e dei ruoli ricoperti in seno al gruppo suddetto da parte dei due affiliati al suo stesso clan, i menzionati BARBATO Pasquale e DI CICCO Massimo, ma anche  del ruolo di spicco ricoperto, ancora fino ai nostri giorni, in seno al “gruppo” da TRAMBARULO Gennaro, che ha indicato quale componente del “direttorio” in quota alla storica  famiglia Napoletana dei “LICCIARDI”.
A seguito della esecuzione delle ordinanze cautelari si viene ad incidere  in maniera significativa sugli assetti criminali dell’area in esame, privando il c.d. “gruppo misto”, tuttora operativo, di tre dei suoi esponenti di rilievo, uno dei quali, ovvero Trambarulo Gennaro, al vertice del gruppo e con importanti funzioni di direzione e coordinamento delle attività illecite.

CASERTA - RIFIUTI, LO UTTARO - GISEC: “ABBIAMO TERMINATO LO SVUOTAMENTO DEL SITO DI TRASFERENZA. E’ STATA LA MAGISTRATURA A STABILIRE LA CONSEGNA DEL SITO AL COMUNE DI CASERTA”



“La Gisec SpA, in riferimento ad alcune notizie apparse su qualche quotidiano locale, tiene a precisare che, per quel che concerne il sito di trasferenza presente in località Lo Uttaro, si è limitata a consegnare le chiavi al Comune di Caserta, così come stabilito dall’Autorità Giudiziaria nello scorso mese di ottobre. La Gisec, una volta terminata l’attività di rimozione dei rifiuti dal suddetto sito, consentendone il dissequestro da parte della magistratura, non ha fatto altro che seguire le indicazioni contenute nel provvedimento emesso nell’ottobre 2012 dal giudice del Tribunale di Caserta, Luciana Crisci, che individuava nel Comune di Caserta il destinatario della consegna”. A dichiararlo è l’amministratore unico della Gisec SpA, Donato Madaro.
“Il magistrato, – ha proseguito Madaro – convalidando l’operato della Gisec, ha disposto il dissequestro dell’area, ritenendo il Comune di Caserta titolare del sito di trasferenza de Lo Uttaro e delegando i Noe di Roma alla consegna dello stesso. Pertanto, Gisec ha completato tutte le attività ad essa assegnate e non ha più alcuna responsabilità sulle azioni da porre in essere in tale sito. Il Comune di Caserta dovrà rivolgersi esclusivamente all’Autorità Giudiziaria per eventuali contenziosi o perplessità in merito alla titolarità dell’area”.

SANTA MARIA CV -Patto di stabilità, l’amministrazione comunale alla manifestazione romana Il presidente Mattucci: “Un risultato importante ottenuto grazie all’Anci





L’amministrazione comunale, rappresentata dal presidente del consiglio Dario Mattucci, ha partecipato alla manifestazione degli amministratori locali italiani per chiedere al governo di sbloccare risorse per il rilancio dell’economia.
In particolare, è stato ottenuto il rilevante risultato dell’annuncio dell’allentamento del patto di stabilità dei Comuni, il che consentirà di rendere disponibile liquidità per il pagamento dei debiti nei confronti di fornitori e imprese.
Nella stessa giornata, peraltro, il governo ha annunciato un provvedimento relativo sempre ai crediti vantati dalle imprese.
“E’ un segnale forte – commenta il presidente Mattucci – ed è importante per le famiglie e per le imprese. Sono mesi che denunciamo il fatto che, nelle casse dei Comuni italiani, ci sono tredici miliardi di euro bloccati a causa del patto di stabilità, un patto (peraltro, non imposto dall’Europa in questi termini, così come si vuol far credere) che riduce del 23 per cento gli investimenti. Va riconosciuto il ruolo costruttivo dell’Anci (l’associazione dei Comuni italiani), che ha dimostrato anche in questa occasione che quando si agisce con unità di intenti i risultati arrivano”.

CAMORRA IN PROVINCIA - OMICIDIO GAGLIARDI -ORDINANZA PER MISSO CARICALIEGGIO


  
A conclusione di indagini coordinate da questa Direzione Distrettuale Antimafia relativamente all’omicidio di GAGLIARDI Giuseppe, avvenuto in San Cipriano d’Aversa il 5 agosto 1992, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio GIP presso il Tribunale di Napoli, nei confronti di tre affiliati al clan “dei casalesi” gruppo Schiavone- Bidognetti, ritenuti responsabili di aver partecipato, con ruoli diversi, all’efferato delitto.
Le indagini condotte nell’immediatezza non portarono a sviluppi concreti, e furono pertanto archiviate. Successivamente, a distanza di anni, le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia BIDOGNETTI Domenico, DI TELLA Alberto e VARGAS Pasquale, hanno consentito di riaprire il caso, ricostruire la dinamica dell’omicidio ed appurarne la causale.
La vittima, mentre si trovava all’interno di un rivenditore di vernici, fu barbaramente assassinata da due individui con volto travisato da passamontagna i quali lo attingevano con numerosi colpi d’arma da fuoco. Il commando, composto da  BIDOGNETTI Domenico, VARGAS Pasquale e PANARO Nicola (i primi due, armati rispettivamente di fucile a pompa cal. 12 mm e di pistola semiautomatica cal. 9mm, con il compito di esecutori materiali ed il terzo quale autista) era sopraggiunto sul luogo a bordo di una Fiat Uno rubata, su segnalazione di MISSO Giuseppe che in tale vicenda ricopriva il ruolo di “specchiettista”, ben conoscendo la vittima. 
Il movente è da ricercarsi nella sanguinosa contrapposizione che si era creata tra il gruppo SCHIAVONE-BIDOGNETTI ed il gruppo scissionista CATERINO-DE FALCO-QUADRANO. In particolare l’eliminazione del GAGLIARDI era stata decisa da BIDOGNETTI Francesco alias “cicciotto e’ mezzanotte” poiché, seppure estraneo a qualsiasi dinamica criminale e non coinvolto nella faida allora in atto, era cognato di MAISTO Vincenzo, affiliato storico del gruppo capeggiato da CATERINO Sebastiano, nonché nipote di quest’ultimo. La sua uccisione dunque rientrava nella logica di eliminare fisicamente ogni soggetto che fosse anche lontanamente riconducibile alla fazione opposta, nell’intento di creare un clima di terrore e indurre, come in effetti avvenne, l’allontanamento di tutti gli avversari e dei loro congiunti.
Le preziose dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, oltre a consentire la ricostruzione di un grave fatto di sangue hanno permesso di rinvenire elementi di reità a carico di tre soggetti di elevata caratura criminale, tra cui MISSO Giuseppe che, recentemente scarcerato, aveva da subito assunto la direzione del clan “dei casalesi”, subentrando a SCHIAVONE Carmine arrestato nel gennaio u.s. dai Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta.
Destinatari del provvedimento cautelare notificato in data odierna sono:
-       PANARO Nicola cl.’68, detto Nicolino, con il ruolo di autista dell’autovettura Fiat Uno, a bordo della quale raggiunsero il luogo del delitto, detenuto per altra causa;
-       MISSO Giuseppe cl.’69, detto Caricalieggio, con il ruolo di “specchiettista”;
-       BIDOGNETTI Francesco cl.’51, detto Cicciotto e’mezzanotte, con il ruolo di mandante, detenuto per altra causa.

giovedì 21 marzo 2013

CARINOLA – GIUDICE DI PACE PESTATO CON UN CASCO DA SCONOSCIUTI NEL PIAZZALE DEL PARCHEGGIO

La sede del Giudice di Pace di Carinola
Aveva concluso le sue udienze alle ore 13 giusto il tempo di di recarsi all'auto che aveva parcheggiato nel piazzale antistante l'edificio, due persone , anzi , secondo una prima ricostruzione, c'era anche il cosiddetto “palo” , si sono avvicinate e lo hanno pestato a sangue con un casco . La dinamica avvenuta dieci minuti dopo è stata più che altro fulminea poiché le due persone erano giunte con un motorino con il casco in testa e una di loro, sceso da esso si è tolto il casco ed avvicinandosi a Pietro Tudino, con il volto scoperto, che ricopre la carica di giudice di pace di Carinola, lo ha picchiato con l'oggetto alle tempie, facendolo stramazzare al suolo il giudice di pace , riportando ferite alla testa . La scena si svolta davanti a molti avvocati che sostavano nel parcheggio dello stabile, che è alle spalle del municipio di Carinola, vedendo l'accaduto, hanno cercato di intervenire mettendo alla fuga le due persone sul motorino. Sul misfatto stanno indagando i carabinieri di Carinola, ma secondo alcune indiscrezioni trapelate nel corso dell'increscioso episodio , si è saputo che l'avvocato Tudini aveva segnalato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere delle anomalie su alcuni atti di citazioni per sinistri stradali pervenuti al giudice di pace di Carinola , ma non di competenza dello stesso giudice . Evidentemente la cosa, ha insospettito che si apprestava ad eseguire l'ennesimo episodio truffaldino, tanto da “ comandare “ la spedizione punitiva nei confronti del giudice di pace . Sul luogo sono intervenuti i sanitari del 118 e Pietro Tudini immediatamente dopo l'accaduto è stato trasportato d'urgenza all'Ospedale san Rocco di Sessa Aurunca e dopo medicato dai medici del pronto soccorso, per accertamenti è stato trasferito in altro nosocomio.

CARABINIERI IN AZIONE - LE OPERAZIONI DI OGGI IN PROVINCIA

1. I Carabinieri del Comando Stazione di Orta di Atella hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di MAIO Salvatore, cl. 86 di Orta di Atella, pregiudicato per reati contro la persona ed il patrimonio, in atto detenuto presso la casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere per altra causa. L’odierna ordinanza emessa a carico dell’arrestato è il risultato di un’attività info-investigativa avviata dal citato Comando Stazione a seguito di una rapina consumata in Orta di Atella in data 28.08.2012 in danno di Spirito Clemente, che ha consentito di raccogliere utili elementi, sulla scorta dei quali l’ufficio G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha ritenuto sussistere, sul conto del predetto, consistenti e gravi indizi colpevolezza che hanno indotto l’A.G. ad emetter il provvedimento restrittivo in argomento.

2. Il sindaco del comune di Sant’Arpino ha comunicato di aver disposto la chiusura del deposito e laboratorio annessi all’azienda di produzione prodotti dolciari “BENCIOK”, con sede in quel comune, gestita dalla societa’ “Enzo Bencivenga srl” del quale e’ titolare Bencivenga Federico, cl.82, di Frattamaggiore. Il provvedimento e’ stato adottato a seguito di precedente attività ispettiva condotta dai carabinieri del Nas di Caserta durante la quale e’ stato accertato che il deposito e laboratorio erano stati attivati in assenza della denuncia di inizio attività e privi dei requisiti igienico sanitari strutturali. Il valore dell’infrastruttura ammonta ad euro 200.000,00 circa.

3. I Carabinieri della Stazione di Grazzanise, nell’ambito di predisposto servizio antinquinamento, hanno sequestrato un terreno di 500mq circa, ubicato in via Oreste Salomone – localita’ borgo appio. Nella circostanza, i militari dell’Arma, hanno accertato che sul predetto fondo agricolo erano stati sversati circa 35 metri cubi di rifiuti inerti derivanti da demolizioni edili. Al riguardo sono stati deferiti in Stato di Libertà, per i reati di gestione illecita dei rifiuti e realizzazione di discarica non autorizzata: D.P. cl. 38, D.E. cl. 46, D.L. cl. 43 e D.R. cl. 37, tutti di San Cipriano d’Aversa, proprietari del predetto terreno.

4. I Carabinieri della Stazione di San Prisco hanno tratto in arresto FELACO Francesco cl. 32 del posto. Allo stesso i militari dell’Arma hanno notificato un Ordine di Carcerazione per la detenzione domiciliare, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Ufficio Esecuzioni Penali. Il FELACO deve espiare la pena di anni 1 di reclusione poiché giudicato colpevole del reato di ricettazione e calunnia .

5. I Carabinieri del Comando Stazione di Gricignano di Aversa, hanno tratto in arresto MOLITIERNO Assunta, cl. 61 di Gricignano di Aversa. Alla stessa, i militari dell’Ama, hanno notificato un Ordine di Esecuzione di Carcerazione emesso dalla procura della repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - Ufficio Esecuzioni per reati connessi alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’arrestata è stata ristretta presso Casa Circondariale di Pozzuoli.

6. I carabinieri del Comando Stazione di Castel Volturno hanno tratto in arresto GRECO Michele, cl. 68. Allo stesso i militari dell’Arma hanno notificato un ordine di carcerazione in regime degli arresti domiciliari emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Perugia. Il GRECO dovrà scontare la pena residua di mesi 5 (cinque) e giorni 27 (ventisette) di reclusione per furto aggravato. L’arrestato è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso il luogo di dimora
7. I Carabinieri della Stazione di Casal di Principe hanno tratto in arresto CANDET Vicentio Razvan, cl. 88 rumeno, in atto sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla p.g.. Allo stesso i militari dell’Arma hanno notificato un’ordinanza di sostituzione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla p.g. con quella della custodia cautelare in carcere, emessa dalla Corte d’Appello di Napoli per “violazione delle prescrizioni imposte dall’A.G.”. L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
8. I Carabinieri della Stazione di Caserta hanno notificato due ordini di esecuzione per la carcerazione, a Massaro Fioravanti, classe 79 di Caserta, per il reato di lesioni aggravate e a Di Nisio Alessandro, classe 45 di Caserta, per il reato di ricettazione. Entrambi i provvedimenti sono stati emessi dall’ Ufficio Esecuzioni Penali di Santa Maria Capua Vetere. Il primo dovrà espiare sei mesi e 27 giorni di reclusione per fatti accertati il 05 maggio 2011, in Caserta, mentre il secondo dovrà espiare un anno di reclusione. I due arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni a disposizione dell’ A.G.

ALVIGNANO (CE): BLITZ ANTIDROGA DEI CARABINIERI PRESSO GLI ISTITUTI SCOLASTICI, SPACCIATORE FINISCE IN MANETTE. SOTTO SEQUESTRO NUMEROSE DOSI DI “HASHISH”.

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese, già da tempo tenevano sotto controllo alcuni istituti scolastici del comprensorio matesino, per contrastare il fenomeno dell’uso e dello spaccio di sostanze stupefacenti. In queste ultime ore, nel corso di un ennesima operazione antidroga, i militari che si erano appostati in borghese nei pressi di un Istituto nel centro di Alvignano, hanno arrestato Filippo Leone, 21enne del posto, operaio presso una impresa edile, il quale era intento alla cessione di dosi di “hashish” ad alcuni ragazzi della zona. Fulminea l’azione dei Carabinieri, che sono riusciti anche a recuperare, a seguito di una perquisizione personale, dodici stecche di hashish per un peso complessivo di circa una decina di grammi, nonché una somma di denaro contante provento dell’attività di spaccio. Il giovane, con a carico già alcuni precedenti di reato, è stato accompagnato in caserma e dopo le formalità di rito è stato trasferito presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Indagini sono tuttora in corso, con la collaborazione del militari della locale Stazione, per accertare quanti studenti rifornisse il giovane “pusher” e quali fossero i canali di rifornimento dello stupefacente. Le attività antidroga, assicurano i Carabinieri, saranno ulteriormente intensificate con l’approssimarsi del periodo delle festività Pasquali, con particolare riferimento ai luoghi maggiormente frequentati dai più giovani.

MONDRAGONE - PRESO STATERINI - ERA LA MENTE DELLA BANDA CHE RAPINO' CIRCA 500 MILIONI DI EURO

1. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Mondragone, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito un’Ordinanza di Custodia Cautelare in carcere nei confronti di STATERINI Vincenzo di anni 47, pregiudicato di Giugliano in Campania, considerato dagli inquirenti la mente del gruppo di malviventi che in data 05 luglio 2010 ha posto in essere una rapina in danno dell’Istituto Banco di Napoli di Mondragone che fruttò ai rapinatori la somma di € 490.000,00. I malviventi riuscirono ad introdursi, all’interno dell’istituto bancario, dopo aver scavato un cunicolo nelle fogne. Le risultanze delle prime indagini portarono, nel giro di poco tempo, all’arresto di ESPOSITO Filomena di anni 26, complice, anche lei originaria di Giugliano in Campania. Il suo compito era stato quello di adescare e distrarre la guardia giurata di servizio il giorno della rapina presso il predetto istituto. Le successive indagini espletate a seguito del ritrovamento di un deposito ubicato nelle vicinanze dell’Istituto bancario utilizzato come base logistica e da dove i malviventi, attraverso un buco praticato nel pavimento, si erano introdotti nelle fogne cittadine, hanno portato all’arresto del minore MAISTO Luigi sempre di Giugliano in Campania che oltre ad aver sottoscritto il contratto di affitto del locale, con documenti poi accertati essere falsi, ha materialmente ed attivamente partecipato alla rapina. La certezza che la banda specializzata nella commissione delle rapine con buco fosse di Giugliano in Campania trova ora certezza proprio con l’ultimo arresto del capo dell’organizzazione, lo STATERINI appunto.




mercoledì 20 marzo 2013

CARABINIERI IN AZIONE ARRESTI, SEQUESTRI E FERMI IN PROVINCIA

1. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta hanno dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Maiello Vincenzo, classe 1974 di Caserta, attualmente detenuto. Gli inquirenti, concordando con le risultanze della complessa attività investigativa condotta dai militari dell’Arma hanno emesso, su richiesta della locale Procura della Repubblica, la misura cautelare in argomento. L’attività svolta è relativa ad alcune rapine ai danni di esercizi commerciali verificatesi nel periodo di settembre ed ottobre 2012 nel comune di San Nicola la Strada. Le indagini hanno infatti consentito di appurare come il Maiello si sia reso responsabile del reato di rapina aggravata ai danni della titolare dell’esercizio commerciale denominato “Latticini Fratelli De Nicola” e la titolare dell’esercizio commerciale denominato “Peperoncino dispettoso”. In entrambe le azioni delittuose l’uomo, dopo aver minacciato con una pistola i citati titolari, si faceva consegnare il danaro contante pari complessivamente ad euro 200,00 circa. Gli elementi di reità raccolti a carico del destinatario dell’odierno provvedimento si aggiungono agli esiti investigativi indicati al momento dell’ arresto in flagranza effettuato in data 28 ottobre 2012 allorquando l’uomo fu sorpreso in possesso di una pistola calibro 9 corto con relativo caricatore munito di colpi.

2. In Villa di Briano (CE), via Bramante 4, al termine di un intensa attività info-investigativa di ricerca, i Carabinieri dell’aliquota operativa della Compagnia di Casal di Principe hanno arrestato Maiello Domenico, alias “o sorbettaro”, cl.1975, sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Casal di Principe (CE), affiliato al clan dei casalesi – fazione schiavone, irreperibile dal 30.01.2013. L’uomo è stato bloccato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE) per “violazione delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale”. Nell’ambito del medesimo servizio è stato altresì arrestato, in flagranza di reato, per “favoreggiamento personale” Conte Vincenzo, cl.1972, poiché favoriva l’irreperibilità del Maiello, ospitandolo presso la propria abitazione. Nella circostanza alla vista dei Carabinieri il Maiello ha tentato una rocambolesca fuga arrampicandosi sui tetti dell’abitazione che lo ospitava ma appena resosi conto della stretta cinturazione a tutto lo stabile realizzata dai numerosi Carabinieri intervenuti, è ritornato sui suoi passi e si è consegnato ai militari. Lo stesso è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, mentre il Conte verrà trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Casal di Principe in attesa del rito direttissimo.

3. In Castel Volturno (CE), viale Volturno, i Carabinieri della locale stazione hanno tratto in arresto la pregiudicata slava Jovanovic Vera, cl.1966, in esecuzione dell’ordine di esecuzione per l’espiazione della pena in regime detenzione domiciliare emesso in data odierna dall’ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio (VA), dovendo scontare la pena residua di giorni 29 (ventinove) di reclusione. L’arrestata è stata sottoposta alla detenzione domiciliare su disposizione dell’A.G.

4. 19 marzo 2013, tarda mattinata, villa literno (ce), via diaz, militari locale stazione traevano in arresto, in flagranza di reato, per “inottemperanza all’espulsione” il cittadino albanese Rexhepi Flamur, cl.1981, in italia senza fissa dimora. L’arrestato, è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della stazione Carabinieri di Villa Literno in attesa del rito direttissimo.

5. In Falciano del Massico, via Provinciale per Mondragone, i Carabinieri della stazione di Sant’Andrea del Pizzone, unitamente a quelli della locale stazione hanno tratto in arresto la pregiudicata del luogo Pacifico Concetta, cl.1960, intestataria del contratto per la fornitura di energia elettrica alla struttura agroturistica denominata “Tenuta Sciacca”, già posta sotto sequestro giudiziario, resasi responsabile di furto aggravato di energia elettrica. Nella circostanza, i militari dell’Arma, in collaborazione con personale tecnico dell’ “ENEL”, hanno accertato che la predetta aveva realizzato un allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica per alimentare il suo agriturismio. L’arrestata è stata ammessa al beneficio della detenzione domiciliare per il successivo rito direttissimo innanzi all’A.G..

6. In Arienzo (CE), i Carabinieri della locale stazione sono intervenuti in quella località Carpineti ove, presso un terreno agricolo, è stato rinvenuto il cadavere di Crisci Pio, cl.1948, ivi residente, pensionato. Dai primi accertamenti svolti e dalla ispezione esterna del cadavere non sono emersi segni di violenza. Il decesso è verosimilmente riconducibile ad uno shock anafilattico provocato dalla puntura di un insetto. L’A.G., informata dalla stazione Carabinieri di Arienzo, ha disposto il trasporto della salma presso l’istituto di medicina legale di Caserta in attesa dell’esame autoptico.

7. In San Felice a Cancello (CE), i Carabinieri del NAS di Caserta hanno accertato che il deposito alimenti annesso alla pasticceria “Chersoni srl” era privo dei requisiti igienico sanitari e strutturali. Nella circostanza il personale medico dell’Azienda Sanitaria Provinciale, intervenuto su richiesta del NAS, ha disposto la chiusura della struttura contenente kg. 1500 di prodotti alimentari (farina, conserve vegetali, prodotti di pasticceria). Il valore dell’infrastruttura ammonta ad euro 150.000,00 e quello degli alimenti ad euro 12.000,00.

8. In Alife (CE), i Carabinieri del NAS di Caserta hanno denunciato una quarantaseienne del luogo, titolare del laboratorio di analisi cliniche ed ambientali “Omniamedica srl”, per aver detenuto confezioni di reagenti in violazione all’ordinanza del ministero della salute che ne vieta il possesso a laboratori diversi dagli istituti zooprofilattici. Nella circostanza sono stati sottoposti a sequestro due confezioni di reagente “rosa bengala” il cui valore ammonta ad euro 100.

9. In Mondragone (CE), via Provinciale per Falciano del Massico, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile – aliquota radiomobile della locale Compagnia hanno tratto in arresto il pregiudicato del luogo Cascarino Pietro, cl.1978, resosi responsabile del reato di evasione. L’uomo, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari presso la sua residenza, è stato sorpreso dai militari dell’Arma mentre percorreva la citata provinciale alla guida dei un autovettura, in violazione delle prescrizioni imposte dalla misura restrittiva. L’ arrestato è stato risottoposto alla misura degli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo innanzi all’A.G..

martedì 19 marzo 2013

GUARDIA DI FINANZA NAPOLI: “OPERAZIONE CHARLES”. SIGILLI ALL'EWA

Nella mattinata odierna i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli (Nucleo Polizia Tributaria - G.I.C.O.), come disposto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE) – Sezione Misure di Prevenzione (Presidente Dott. R. Magi, Giudici Dott.ssa P. Lombardi e Dott.ssa R. Attena), hanno sequestrato l’intero patrimonio (quote sociali, beni aziendali e rapporti finanziari) di n. 2 società, la KENDOIL S.r.l. e la FERMAR SERVICES S.r.l., attive nel settore del commercio al dettaglio di prodotti petroliferi, attraverso la gestione di n. 13 impianti di distribuzione stradale di carburanti, operanti nelle province di Benevento, Avellino, Frosinone, Campobasso ed Ancona.
Le suddette società - sequestrate su richiesta della Procura della Repubblica D.D.A. di Napoli - sono risultate riconducibili a SALZILLO Vincenzo, imprenditore di Marcianise (CE), già destinatario di precedenti provvedimenti di sequestro e confisca di beni emessi nel 2012 dal medesimo Tribunale, che ha anche applicato nei suoi confronti la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno presso il comune di residenza per anni due, in quanto ritenuto persona socialmente pericolosa, abitualmente dedita ai traffici illeciti e che vive, almeno in parte, con i proventi di tali attività.
Il predetto, a capo di un vero e proprio impero economico costituito da numerosi impianti, la maggior parte dei quali con insegna EWA, ha intrattenuto relazioni stabili e continuative con esponenti di spicco dei diversi gruppi camorristici operanti nelle varie zone ove sono situati gli impianti da lui gestiti, corrispondendo somme di denaro anche ingenti, non a titolo di estorsione ma interagendo con essi in modo paritetico.
Le ulteriori indagini, svolte dagli investigatori del citato G.I.C.O., hanno permesso di accertare che pochi mesi dopo l’esecuzione dei decreti di sequestro del 19 maggio e 6 luglio 2010 - già in estensione rispetto al primo sequestro del 2007 - erano state costituite due nuove società operanti nel medesimo settore economico ma formalmente non riconducibili all’imprenditore già colpito.La prima società, la KENDOIL srl, inizialmente con sede legale a Marcianise (coincidente con la sede legale della società EWA OIL s.p.a., già oggetto di sequestro e confisca) veniva costituita dalla figlia SALZILLO Jessica, che assumeva anche la carica di amministratore, alla quale si affiancava in un secondo momento, come secondo socio, SALZILLO Charles Salvatore Maria, anche lui figlio di Vincenzo, mentre veniva nominato procuratore speciale MACOLINO Luciano, titolare della ditta individuale “EWA GRILL di MACOLINO Luciano”, con sede nel comune di San Lupo (BN), esercente l’attività di bar, nonché ex dipendente della EWAGRILL spa.
I due fratelli non avevano mai percepito alcun reddito e non avevano le disponibilità finanziarie necessarie per la costituzione dell’impresa e la successiva gestione di n. 11 impianti di medie dimensioni.
La seconda società, la FERMAR SERVICES srl, con sede legale a Dragoni (CE), veniva costituita dai soci MIRANDA Michele e MIRANDA Maria Rosalia (anche amministratore), rispettivamente padre e figlia, il primo dei quali era già emerso nell’ambito delle precedenti indagini svolte a carico di SALZILLO Vincenzo, in quanto era il soggetto che si occupava di reperire, per conto del gruppo imprenditoriale EWA, i terreni idonei alla realizzazione di nuovi impianti di idrocarburi e di intraprendere e/o mantenere i necessari rapporti con pubblici funzionari e responsabili dei procedimenti amministrativi incaricati di seguire l’iter burocratico per la loro apertura, ad alcuni dei quali era solito fare regalie (come la consegna di buoni di carburante).
I due familiari, pur avendo regolarmente presentato le dichiarazioni dei redditi, non avevano le disponibilità finanziarie necessarie per la costituzione dell’impresa e la successiva gestione di n. 2 impianti.
In definitiva, le ulteriori indagini eseguite hanno consentito di accertare che SALZILLO Vincenzo, in totale disprezzo delle misure di prevenzione personali e patrimoniali già applicate nei suoi confronti dal Tribunale sammaritano, aveva continuato a svolgere l’attività di imprenditore mediante la costituzione - attraverso la fittizia interposizione dei figli e di altre persone a lui vicine - di due nuove società, con lo scopo preciso di riorganizzare una nuova rete di impianti di distribuzione stradale di carburanti, operanti in concorrenza sleale con quelli già sequestrati e confiscati, traendo in inganno l’Autorità Giudiziarie e gli amministratori giudiziari.
Tutto ciò è avvenuto - secondo le indagini - proprio mentre il Tribunale sammaritano, per tutelare i livelli occupazionali delle aziende già in sequestro, ha varato un piano di ristrutturazione degli impianti e ha segnalato la scarsa sensibilità delle banche nel concedere nuovi mutui finanziari.



Le due società sottoposte a sequestro hanno un valore complessivo superiore a 10 milioni di euro.