TENIMM O’ MARCHIO !!!!!
C’era una volta Caserta ,,,,,,
ora c’è soltanto cenere e carbone
Buongiorno, ho dedicato una notte
a studiarmi le 60 pagine e i 28 motivi di rigetto contenuti nella sentenza del Consiglio
di Stato sezione Terza di Roma, che doveva decidere sulle sorti di un eventuale
futuro di una città che mai , ed in questo terzo millennio, ha conosciuto la sua verità nascosta sulla vita
amministrativa cittadina.
La sentenza ha stabilito un punto
fermo ed è quello che se è vero che
esiste una giustizia penale, civile esiste anche una giustizia amministrativa
che cammina parallelamente alle due strade del sistema giudiziario italiano, poiché
applica i testi unici amministrativi degli enti locali qualora ci siano
divergenze amministrative comunale provinciale e regionali .
Quindi nessuno e parlo dei personaggi
amministrativi e funzionari e dirigenti che , secondo loro svolgono attività di trasparenza nei comuni,
provincie e regioni, possono sottrarsi a
quello che è il vademecum giuridico degli enti locali e nazionali .
Ciò significa che tutti nessuno
escluso e specialmente chi ha a che fare con gli organi amministrativi possono
dire “ io non lo sapevo “ .
La sentenza rappresenta una
sconfitta non solo politica , ma anche sociale, perché come più volte
denunciato da questo blog, “ TENIMM O ‘ MARCHIO” .
Se devo essere sincero forse il
più dritto di tutti è stato Donato Aspromonte,rappresentato in udienza dall’avvocato
Luigi Adinolfi, perché consigliato non si sa da chi , si è
sfilato dalla “ Cricca” ed attuato un vecchio detto “ meglio solo che
male accompagnato”.
E non si capisce per quale motivo
molti consiglieri di maggioranza ed opposizione non lo hanno seguito , forse perché
tenevano la colla azzeccata sotto la
sedia.
Viene appurata l’ingerenza su atti
amministrativi del comune da parte delle associazioni criminali organizzate della
provincia di Caserta , perché di quello si tratta , poiché non vi sono mai
state fatte contestazioni di carattere personali ad ex sindaco e consiglieri
comunali di maggioranza ed opposizione, ma organizzare o costituire movimenti
per la legalità e la trasparenza da parte di paladini della legalità, che di
legalità non conoscono un tubo, è stato controproducente, perché il più alto
organo dello stato Italiano ha bollato tutto
il Consiglio Comunale di Caserta ingerente
con la criminalità organizzata dal 2004 alla data in cui sono giunti i
commissari prefettizi .
Questo è il punto . Non si sa se
adesso, in base a questa sentenza del Consiglio di Stato, quali strade intende
percorrere la Dda di Napoli perché il provvedimento è il marchio di Stato
Italiano come , la corte Costituzionale la Corte di Cassazione e la Corte di Giustizia
Tributaria .
Buona giornata
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