La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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mercoledì 17 dicembre 2008

Irace contro Trofino , si apre la campagna per la nomina del presidente della camera penale

Santa Maria Capua Vetere. Camera penale , si apre la campagna elettorale e tra gli avvocati candidati spunta il nome di Paolo Trofino. Sarà in ogni caso l’antagonista al vice presidente incarica Camillo Irace che ha nunacito la sua candidatura. Due professionisti da novanta che si andranno a scontrare a suon di arringhe e progetti per la camera penale che il 12 gennaio 2009 dovrà in ogni caso esprimere il nuovo presidente della camera penale . Paolo Trofino si sa è un avvocato abbastanza conosciuto poiché è stato l’avvocato del genaral manager della Juventus Antonio Giraudo, è stato impegnato nel processo dell’omicidio Gucci e l’avvocato di Moggi in calciopoli. Insomma Paolo Trofino non si scopre adesso , ma è senz’altro un personaggio importante per l’avvocatura casertana. Non è da meno il vice presidente della camera penale uscente tuttora in carica camillo Irace professore universitario e titolare della cattedra di diritto penale presso la seconda università di Napoli che con la sua perseveranza ha saputo organizzare all ’interno del sodalizio importanti corsi per gli avvocati della città del foro con la partecipazione di docenti e personaggi del diritto come i presidente della corte di cassazione che hanno dato la loro disponibilità affinché gli incontri si svolgessero nel migliore dei modi . il professor Camillo Irace certamente con la sua perfomarce ricoprendo anche la carica di vice presidente della camera penale ha cercato di dare valenza ad un organo che per certi versi è stato anche criticato da alcuni, ma si sa quando si critica e si dialoga significa che l’organo ha un’anima ed è vivo. Il nuovo presidente succederà e si insedierà a marzo , quando dopo che sarà eletto il nuovo presidente si saprà anche chi farà parte del consiglio direttivo. Da oggi si apre ufficialmente la campagna elettorale e quindi da oggi tutti potranno dire la loro sull’organo della camera penale di santa Maria Capua Vetere.

martedì 16 dicembre 2008

Fumata bianconera alla riunione del pd . Iodice dopo aver ascoltato i consiglieri comunali va da Petteruti che era assente.

Caserta. La fumata fino adesso è bianco nera. Ai consiglieri comunali tifosi della grande signora, gli fa immensamente piacere, ma a quelli tifosi delle altre squadre crea problemi . Si parla, si decide e si chiarisce con le dimissioni ancora in atto . Questo l’ultimatum che i consiglieri comunali della maggioranza hanno dato a Vincenzo Iodice segretario provinciale del pd che ieri sera ha partecipato alla lunga ed interminabile riunione che si è avuta a Caserta nella sede del partito. Concitate , ma serene gli interventi dei consiglieri di maggioranza che hanno spiegato al segretario provinciale le diversità politiche e amministrative che ci sono state fra il sindaco Nicodemo Petteruti e tutto il gruppo politico comunale del partito democratico. Alla base di ciò non vi sono le nomine del presidente del consiglio comunale di Caserta, ma il rilascio delle licenze edilizie . Le stesse che sono state al centro della disputa politica tanto è che il sindaco benché pressato da esponenti politici non ha potuto far altro che rassegnare le dimissioni che potrebbero rientrare nei venti giorni successivi . Più di tre ore è durata la riunione fra il segretario provinciale e i consiglieri di maggioranza che hanno avanzato delle richieste, ma che Enzo Iodice dovrà decider dopo aver ascoltato Nicodemo Pettoruti che stasera non era presente . Non a caso proprio ieri sera a conclusione della riunione Enzo Iodice si è recato da Nicodemo Petteruti per capire se vi è una via di uscita . sembrerebbe in ogni caso che la strada politica da percorrere sia stata già dettata , ma si aspetta in che modo. Ma se il partito democratico e i consiglieri di maggioranza cercano di stringere le file e continuare il percorso politico intrapreso nella città di Caserta, dall’altra parte e di fazione opposta il partito della libertà non sta certamente a guardare e sembra che tra gli azzurri del presidente Berlusconi si faccia riferimento ancora all’ex sindaco Luigi Falco che aspetta l’evolversi della situazione per cercare di entrare nel gioco politico . Ma bisogna fare i conti con la magistratura contabile come quella penale che ancora non ha concluso i processi che lo vedono indagato. Insomma Petteruti non molla , ma i consiglieri comunali chiedono garanzie . La patata bollente è passata nelle mani di Enzo Iodice.

Inaugurazione casello , il primo a passare è un imprenditore del nord

Di Prospero Cecere

Santa Maria Capua Vetere. Ecco fatto l’apertura della barriera di Santa Maria Capua Vetere c’è stata ed anche in pompa magna . Ma, bando alla chiacchiere chi ha realmente usato per primo il casello in uscita dalla autostrada non è un samaritano. E’ successo alle 16.14 , alla barriera del telepass. Stefano Codiferro imprenditore del Nord Italia è uscito per primo dall’autostrada varcando la barriera di Santa Maria capua Vetere . Non è un eccezione, poiché l’intuito che avevano avuto gli amministratori dell’epoca era proprio questo . Aprire la città attraverso l’uscita della barriera ai potenziali clienti che venivano da fuori o che avevano contatti con la città di Santa Maria Capua Vetere . Stefano Codiferro, questo il nome del primo cliente, all’uscita è stato avvicinato e gli è stato chiesto da dove giungeva . “ Vengo da Salerno, ho percorso l’A30 e sono uscito qui per commissioni personali professionali”. E’ giunto a bordo di una un Passat Wolskwagen station wagon . Cosa diversa invece in entrata . La prima auto a varcare l’autostrada è stata una Audi grigia alle 16,00 in punto, di cui non si conosce il conducente . Insomma la creatura ha dato il primo vagito e così anche altri automobilisti incuriositi hanno varcato la soglia : Con 50 centesimi si va da Capua a Santa Maria in cinque minuti , con 80 centesimi si giunge fino a Caserta sud in dieci minuti , ma con 30 centesimi si va da Santa Maria Capua Vetere a Caserta nord in cinque, ma si paga un euro e 80 da S.Maria alla barriera di Napoli . Insomma nell’era del terzo millennio oggi c’è chi ha visto nascere una creatura che avrà senz’altro risvolti positivi, la barriera di Santa Maria Capua Vetere avrà il compito di snellire la caotica e intasata nazionale Appia che con i sette chilometri era la strada più trafficata d’Europa . A metà terzo millennio ci sarà qualcuno che prospetterà sulla nazionale un’isola pedonale lunga 7 chilometri , Altro che percorso vita !!!.

lunedì 15 dicembre 2008

Cafonal : Omaggio ad Umberto Pizzi e Roberto D'Agostino

Se devo essere sincero, non ho letto ancora il libro di Roberto D'agostino e Umberto Pizzi ma penso che lo farò molto presto. Il mio pensiero, però ,va ora ad un personaggio che con i suoi 71 anni suonati, secondo me è ancora un ragazzino vispo e malefico, ma grande amico, così come lo conosciuto circa trenta anni fa quando " paparazzo e giornalista" del Tempo e di altri giornali romani si piazzò con la sua reflex fuori la casa circondarile femminile di Caserta , quando Sofia Loren venne rinchiusa per scontare una pena in stato di detenzione perchè secondo le accuse aveva comesso reati fiscali. E' in quel frangente, che io appena ventenne, incuriosito dalle persone che sostavano fuori il carcere, mi fermai vedendo ed ascoltando i discorsi dei reporter che animatamente e quasi da" Cafonal " si prendevano in giro, distraendosi a vicenda pronti per scappare per primi sfruttando la posizione davanti ad un'auto che giungeva o addiritttura quando si aprivano le porte del carcere per fotografare chi usciva. Una volta a mia madre la presero per un persona della famiglia Ponti, ma in realtà lavorava come maestra perchè impiegata regionale che insegnava ai detenuti. in quei giorni tristi per la Loren conobbi Umberto Pizzi che è rimasto ( dal punto di vista fisico) identico a quello di prima. Prima l'approccio poi i discorsi ed infine le cene insieme ad altri suoi colleghi . Facemmo amicizia e nei 15 giorni di detenzione di Sofia Loren addirittura stringemmo alcuni accordi. In sostanza io chiedevo a mia madre cosa fosse sucesso la mattina, se la Loren aveva fatto qualcosa di particolare , come stava e cosa via dicendo. La prima volta andò bene, perchè mi disse tante cose e così nel primo pomeriggio tornavo e mi inserivo nei discorsi e lanciavo le mie notizie centellinandole . Manco a farlo apposta qualche corrispondente di Gente,Oggi ed addirittura stranieri , maggiormente americani pubblicarono queste notizie sui giornali. Bene. E' lì che iniziai a capire come si faceva il giornalismo perchè l'indomani le pubblicazioni fecero effetto. Mi regalarono anche dei soldi . Mi guadagnavo 10 mila lire al giorno più la cena gratis (perchè pagava i giornali nazionali) la sera, alla Leccese a Piazza Vanvitelli, affianco al Banco di Roma, se riuscivo a farmi dire qualcosa da mia madre . Almeno non le rubavo . D'altronde c'è un antico detto. Il lavoro nobilita l'uomo e io mi stavo nobilitando. In quei giorni , anzi due giorni dopo l'arresto della Loren , giunse Adriano Ballarini detto Rino. Umberto Pizzi, quando lo vide iniziò un pò ad aver paura perchè sembrava che il Rino avesse la situazione sotto controllo . Giunse insieme ad altri tre quattro persone ed iniziò a studiare come doveva piazzare le reflex sui palazzi. Già perchè era reduce da un servizio fotografico su Papa Woitilia . Lo aveva fotografato in costume da bagno mentre nuotava in piscina. Insomma il periodo fu particolare perchè si era in continuo movimento tutti erano con le orecchie tese e gli occhi rivolti verso il cancello di Via Tanucci pronti per fotografare ed intervistare chiunque fosse nei paraggi. Ma il colpo griosso era la Loren dietro le sbarre tutti aspettavano un cenno per riprendere il volto della Loren. Una foto del genere, se fatta bene, poteva essere pagata dai settimanali scandalistici anche 50 miloni di lire. La foto poi avrebbe fatto il giro del mondo pensa !! Giovane e pivello come ero, mi feci avanti e domandai come poteva entrare una reflex nel carcere . A quel punto Umberto Pizzi mi fa vedere una macchina fotografica grande con un pacchetto di sigarette e minuscola pronta l'uso . Bene !! tornai a casa e ne parlai con mia madre ma quando gli feci la proposta mentre era a tavola , si alzò e se ne andò senza dire un parola, l'avevo fatta grossa .
Che cafonal !!!

Clan Picca , la sesta corte di appello assolve presunto affiliato al sodalizio

Teverola. Era stato arrestato e condannato per il reato di associazione camorristica, ieri per Giuseppe Napolano, ritenuto un presunto affiliato al clan Picca, la sesta sezione della corte di appello di Napoli lo ha assolto perché il fatto non sussiste. La sentenza è stata letta in aula ieri pomeriggio. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado , ma dopo le arringhe degli avvocati difensori Camillo Irace e Alessandro Caputo , i giudici partenopei lo hanno assolto Giuseppe Napolano era stato condannato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere a quattro di reclusione perché secondo le accuse, anche se svolgeva attività di manuale, sarebbe stato in ogni caso un affiliati al clan Picca e quindi avrebbe avuto dei benefici imprenditoriali dal sodalizio in quanto tramite Nicola di Martino gli avrebbe procurato un lavoro presso un complesso residenziale di Giovanni Spezzaferri . Il lavoro a cottimo doveva essere eseguito da un geometra ed in questo casa da Giuseppe Napolano . In realtà la tesi veniva poi avvalorata dal teste parte offesa, in questo lo Spezzaferri , che secondo i giudici samaritani si rilevò precisa, attraverso le sue dichiarazioni coerenti, in modo particolare quelle riferibili alla sussistenza del fatto , alla sua collocazione spazio temporale, e la modalità di svolgimento. Addirittura la parte offesa rievocò un incontro ad un bar con Aldo Picca e Nicola Di martino e Giuseppe Napolano che venne in un secondo momento, ma quando nel corso del dibattimento di primo grado affermò che il geometra che lo aveva telefonato era collegato al Picca e al Di martino, il collegio giudicante non ha potuto far altro che condannarlo. Le tesi accusatorie però si sono dimostrate infondata poiché, se vi erano legami, erano soltanto di carattere lavorativo e quindi il Napolano certamente non era un personaggio che potesse essere un presunto affiliato al clan di Aldo Picca . Ne lo spezzaferri si è costituito parte civile nel procedimento penale di primo grado , poiché anche quando fu interrogato 23 febbraio 2006, non apparve animato da un particolare personale per l’esito del processo interesse ne ha dimostrato particolare accanimento nei confronti del Giuseppe Napolano . Sulla base di queste discrepanze la difesa ha presentato istanza alla corte di appello di Napoli e dopo tre anni la corte lo ha assolto perché il fatto non sussiste.

Scarcerato andrea cennami affiliato al clan la torre dopo dieci mesi di detenzione

Mondragone. Scarcerato dopo dieci mesi dal suo arresto e completamente libero Andrea Cennami a cui era contestato il reato di associazione camorristica e per esso presunto affiliato al clan la torre . A ridargli la libertà è stato il giudice di indagini preliminari del tribunale di Napoli la sezione 18esima Dottor Carlo Modestino che ha accolto l’istanza presentata dal difensore del Cennami Luigi Iannettone. Era stato posto in stato di detenzione il 11 febbraio 2008 insieme ad altri 37 indagati attraverso una operazione eseguita dal Comando provinciale dei carabinieri nelle province di Caserta, Napoli, ed in varie località italiane. I militari eseguirono esecuzioni relative ad ordinanza di custodia cautelare su richiesta del pubblico ministero della DDa di Napoli Dottor Catello Maresca spiccando nei confronti di 41 persone, tutti elementi di vertice e di spicco del clan di Mondragone, convenzionalmente denominato”La Torre” o “dei chiuovi”, i mandati. . I reati ipotizzati erano associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione alle lesioni volontarie fino alla detenzione e porto illegale di armi e munizioni. Si tratta di uno dei diversi sbocchi dell’indagine, partita, come si diceva, sette anni fa sotto l’egida della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e condotta dai Carabinieri di Caserta, a seguito di diverse denunce di estorsione fatte da alcuni imprenditori di Mondragone. Un’inchiesta lunghissima, condotta, attraverso accertamenti tecnici, servizi di osservazione e pedinamento, riscontri documentali, perquisizioni e sequestri , nonché escussioni di vittime e testi, è stata arricchita in modo rilevante dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, persone indotte al pentimento successivamente ai loro arresti, resi possibili proprio a seguito agli iniziali positivi risultati della stessa immagine. Il periodo finito sotto il microscopio degli inquirenti è quello successivo all’arresto del superboss Augusto La Torre e parte precisamente dal 3 agosto 2001, data in cui finiscono in carcere Giuseppe Fragnoli ed Ernesto Cornacchia, il primo anche reggente del clan La Torre per espressa nomina del capo storico Augusto La Torre. Subito dopo, nel corso di un'altra operazione, fu recuperato, nascosto in un bagno all’interno di un rifugio a Caianello, utilizzato dallo stesso Ernesto Cornacchia durante la sua latitanza, una sorta di libro mastro del clan, documento “contabile” del gruppo criminale. Il manoscritto consentiva di ricostruire parte rilevante del “bilancio” del clan, “individuandosi – scrivono ancora gli inquirenti della Dda - le “retribuzioni” previste per gli affiliati e loro familiari, i “ tributi” estorsivi versati al gruppo mafioso, le spese legali assunte nonché di mutua assistenza previste tra gli associati, soprattutto se detenuti, ovvero ai familiari di affiliati deceduti.

I NOMI DEGLI ARRESTATI TRA ESSI DUE POLIZIOTTI E UN AGENTE DELLA POLIZIA PENITENZIARIA

ALFIERO NICOLA, nato a Casal di Principe il 26.07.1960;BIRRA GIOVANNI, nato ad Ercolano il 12.07.1963; BOVA GIOVANNI,nato a Formia il 22.07.1968; CENNAMI ANDREA, nato a Minturno il 25.09.1980; CINALLI LUCIO, nato a Trinitapoli il 14.05.1969; CORNACCHIA ERNESTO, nato a Mondragone il 14.05.1969; DE MARTINO VINCENZO, nato a Mondragone il 06.02.1961; DE ROSA MARCO, nato a Mondragone il 02.04.1962; FASTAMPA DOMENICO, nato a Mondragone l’8.04.1965; FRAGNOLI GIUSEPPE, nato a Mondragone il 10.12.1950; FRAGNOLI LUIGI, nato a Mondragone il 16.05.1976; FRAGNOLI MARIO, nato a Mondragone il 26.07.1977; GAGLIARDI ANGELO, nato a Mondragone l’ 1.08.1954; GITTO MASSIMO, nato a Pompei l’ 11.05.1954;GRAVANO PAOLINA, nata a Mondragone il 29.06.1931;GRAVANO VIRGILIO, nato a Mondragone il 20.01.1964;LA TORRE AUGUSTO, nato a Mondragone l’ 1.12.1962;LA TORRE AUGUSTO, nato a Mondragone il 24.09.1935;LA TORRE MARIANO, nato a Mondragone il 12.11.1953;LA TORRE PIETRO, nato a Mondragone il 28.10.1977;LA TORRE PIETRO, nato a Caserta il 1.12.1957;LANDA ANDREA CLAUDIO, nato a Mondragone il 07.05.1955; LUONGO MARIA, nata a Mondragone il 31.08.1976; MARTELLA ROMUALDO, nato a Mondragone il 05.01.1947; MIGLIORE EMILIO, nato a Mondragone l’1.03.1955; MIRAGLIA PASQUALINO, nato a Mondragone il 15.08.1949; ORABONA SALVATORE, nato a Napoli 1l 15.11.1946; PALMIERI SALVATORE, nato a Napoli il 31.05.1969;PERFETTO GIUSEPPE, nato a Grumo Nevano il 06.01.1946; PIGNARARO ANIELLO, nato a Mondragone il 23.02.1968; RAZZINO ERNESTO, nato a Mondragone il 21.09.1957; RAZZIERI BRUNO (POLSTRADA), nato a Mondragone il 17.02.1964; RAZZIERI GIUSEPPE (POLSTRADA), nato a Mondragone il 18.05.1961; SANTORO MARIO, nato a Villa di Briano l’8.05.1964; SORRENTINO MATTIA, nato a Mondragone L’1.10.1949; SORRENTINO MICHELE, nato a Mondragone il 18.03.1976; TRANO LUIGI, nato a Mondragone il 17.02.1972.

domenica 14 dicembre 2008

Casello autostradale c'è dopo dieci anni di silenzio politico il messaggio di Nicola di Muro ai cittadini di Santa Maria Capua Vetere

Rompe il silenzio politico , l'ex sindaco del comune di Santa Maria Capua Vetere, Nicola di Muro . Lo fa rispondendo ad un telegramma dell'ex ministro al bilancio Cirino Pomicino che con un pò di sorpresa è stato inviato al personaggio sammaritano.
"Con grande piacere e, non lo nascondo, anche con un po' di sorpresa ho ricevuto da parte dell'ex ministro al Bilancio, l'onorevole Paolo Cirino Pomicino, - ha dichiarato Don Nicola - un telegramma nel quale si esprime tutta la soddisfazione (segnata da un pizzico di amarezza per l'interminabile iter burocratico) per l'imminente inaugurazione del casello autostradale di Santa Maria Capua Vetere. Un'opera che, come ricorda bene l'ex ministro Cirino Pomicino, era stata programmata circa venti anni fa e che solo una politica politicante e poco attenta alle esigenze della collettività è riuscita a far diventare quasi una chimera. Per fortuna quanto da Noi voluto oggi vede finalmente la luce. Assieme all'onorevole Paolo Cirino Pomicino voglio condividere con tutti i cittadini Sammaritani questo importante momento".
Nicola Di Muro
Questo il testo del telegramma

Cari cittadini Sammaritani,

Il giorno 15 dicembre si aprirà finalmente dopo 20 anni quel casello autostradale al servizio della vostra città che l'allora Vice Sindaco Nicola Di Muro volle, fortissimamente volle pressando sul governo dell'epoca di cui facevo parte. Era il 1988 e quell'impegno concreto suscitò l'entusiasmo di tutti, operatori economici compresi. Poi venne il buio per molti anni, la politica fu messa in soffitta e le difficoltà crebbero sino all'inverosimile. L'apertura del casello può simboleggiare il ritorno al futuro se sapremo riprendere il bandolo di una politica smarrita coinvolgendo giovani e meno giovani nell'antica passione di un servizio alla comunità. Nella speranza di vedervi presto un pensiero va agli amministratori del tempo che iniziarono con l'appoggio del governo e con pervicace volontà l'opera che verrà inaugurata in questi giorni.

Paolo Cirino Pomicino

Se devo essere sincero e se non vado errato penso che l'intervento di Nicola Di Muro sia stato il primo dopo dieci anni di silenzio politico, e mi fa immensamante piacere che sono stato prescelto per dare pubblicità ad una dichiarazione che molti cittadini hanno aspettato . Oggi Nicola di Muro è entrato (ma lo era già da prima ) nel terzo millenio politico della città con un progetto che fa storia contemporanea politica di una regione e di una provincia , ma anche di una città che secoli addietro è stata addirittura capoluogo di provincia. E' un leone che ruggisce ancora . Ecco perchè il tribunale ha sede nella città di santa Maria Capua Vetere.


Da oggi, per gli appassionati lettori del blog, annuncio che nei prossimi giorni vi sarà una rubrica storica sugli eventi e sui fatti politici accaduti negli anni ottanta e novanta, quando S.Maria CV era vra le città più seguite dai parlamentari nazionali ed europei. Un progetto culturale e politico a cui hanno partecipato oltre a personaggi politici che hanno fatto il bene per al città anche i giornalisti Ferdinando Terlizzi, Donato Di Rienzo , Giovani De Rosa, Antonio Tagliacozzi, B iagio Salvati , Ivan Mazzoletti, Gianluigi Guarino.

Intervento di Gaetano Rauso sul centro commerciale

La aspettative che si erano create nella Città in merito all’azione risolutrice che questa Amministrazione Comunale aveva annunciato nei confronti della problematica connessa alla costruzione del centro commerciale nell’ex tabacchificio, non possono essere disattese.

Le dichiarazioni che sono apparse sui mezzi di informazioni circa il favorevole approccio da parte della maggioranza verso il problema, sono certamente il frutto di un’ opera di fraudolento convincimento tesa a far mutare opinione a coloro i quali un anno fa hanno votato, all’unanimità, quella proposta di deliberazione che fu approvata dal Consiglio Comunale e che diede chiari indirizzi in merito alla volontà politica di non realizzare alcun centro commerciale nella nostra città.

E’ superfluo dire che il mancato soddisfacimento di questa richiesta, avallata da gran parte della città, comporterebbe gravi ripercussioni sulla credibilità, peraltro abbondantemente minata, della maggioranza che, fu scelta dal popolo per “svoltare pagina” e per ridare alla Città si Santa Maria Capua Vetere la dignità di un grande centro politico, economico e culturale.

Dopo aver aspettato, fin troppo, che questa azione di rinnovamento diventasse incisiva e reale, insieme ad altre persone oneste, ci siamo convinti che non era l’intento di questo gruppo politico fare gli interessi della città, ma quello di favorire i soliti speculatori che,da anni , imperversano in Santa Maria e, fidando sulla possibilità di potersi “comprare tutti continuano a credere di fare quel che vogliono di questa Città.

Da mesi ho abbracciato, insieme a pochi altri “veri uomini e samaritani” la causa del coinvolgimento delle coscienze pulite in questa estrema battaglia contro il “malaffare” pagando un prezzo personale molto alto.

Oggi, finalmente, sto assistendo a prese di posizioni, anche se piuttosto tardive di gruppi politici e di associazioni che vorrebbero prendersi la paternità di questa azione che ho impavidamente intrapreso da più di anno. Oggi, finalmente, sono riuscito a coinvolgere anche i rappresentanti regionali di centro destra in questa battaglia che a tutti, ora, appare giusta e degna di essere affrontata.

Questa presa di posizione , spero, potrà far si che si accendano i riflettori della “Giustizia” sulle tante irregolarità che si sono registrate nella conduzione amministrativa della città e che si raggiunga lo scopo di allontanare da Santa Maria gli avvoltoi che, pian piano, hanno dilaniato negli ultimi quindici anni, il suo tessuto sociale, economico, morale e politico.

Uniamoci tutti.senza divisioni politiche ed ideologiche, perché si faccia il bene di Santa Maria Capua Vetere ed, una volta per sempre, smettiamola di essere “terra di conquista” e ritorniamo ad essere protagonisti della nostra vita come lo siamo stati in passato. “non facciamoci comprare”!!!!

Se riuscissero a raggiungere lo scopo di realizzare il centro commerciale nell’ex tabacchificio, saranno legittimati ad operare, subito dopo, le speculazioni nell’ex ITALTEL e nell’ex Mulino Parisi ed in tante altre aree che già sono state individuate ed acquistate dagli speculatori per realizzare i loro interessi.

Fare Ambiente c'è il convegno a Caserta

Caserta . Fare Ambiente per la prima uscita mette le ali confermando di essere la vera antagonista delle associazioni che fino ad oggi sono state il volano dei partiti dell’ex maggioranza di governo. A battezzarlo è stato il consigliere europeo e magistrato contabile Riccardo Ventre intervenuto alla manifestazione insieme all’onorevole Paolo Russo e il presidente della comunità del Matese Professor Giuseppe Scialla, ma anche la provincia di caserta con l’assessore all’ambiente Lucia Esposito . La conferma si è avuta attraverso la presenza di molti cittadini che hanno , con la loro presenza, dato credibilità ad un progetto di idee per la salvaguardia dell’ambiente nella provincia di caserta . Con il patrocinio della presidenza del consiglio della regione campnia nella splendida cornine del Grand Hotel Vanvitelli si è svolto l’atteso convegno avente come tema “Tutela dell’Ambiente e Sevizio Civile” . Fare ambiente di cui è presidente il professor Vincenzo Pepe, è un movimento ecologista europeo fondato dall’avvocato Francesco della Corte che vuole far conoscere , attraverso idee e progetti per l’ambiente il loro pensiero . ieri in una affollatissima assemblea i coordinatori provinaciali e regionali si sono alternati con i loro interventi affinchè facessero conoscere come il territorio della provincia di caserta potrebbe cambiare . In sostanza il presidente pepIl Dott. Gennaro CASERTA, Coordinatore Provincia di Caserta, il Prof. Italo SGHERZI Coordinatore Provincia di Napoli l’Avv. Vincenzo SBRESCIA Coordinatore Provincia di Avellino la Prof.ssa Lorella TADDEO Coordinatore Provincia di Benevento, Luigi FRAMONDINO Coordinatore Provincia di Salerno, il Dott. Angelo GRILLO Componente Esecutivo Nazionale Prof. Gian Maria PICCINELLI Preside Facoltà Studi Politici S.U.N Don Luigi MEROLA Fondazione “ ‘A Voce d’ ‘e Creature ”hanno dato il loro contributo affinché il progetto europei del presidente Pepe possa essere attuato nei tempi e nei modi previsti . Inoltre sono intervenuti il Prof. Domenico AMIRANTE Docente S.U.N. - Informazione Ambientale, mentre le conclusioni sono state afidate all’On. Leonzio BOREA Direttore Generale del Dipartimento del Servizio Civile
Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

sabato 13 dicembre 2008

OMICIDIO SELLITTO :la famiglia si costituisce parte civile con tre avvocati

Sessa Aurunca . Tre parti civili costituite per l’omicidio di Antonio Sellitto . Il bruttissimo episodio si era consumato fra le campagne sulla statale domiziana in tenimento di Cellole. Antonio Sellitto è stato colpito il 19 novembre da un colpo di fucile da caccia nei terreni in località “Polletrara in tenimento di Cellole da Arcangelo Russo, tuttora detenuto. Fu lui a sparare perché cacciatore che insieme ad alcuni amici si trovava a caccia nei terreni succitati. Più tardi si era costituito nel pomeriggio di ieri presso la stazione dei carabinieri di Grumo Nevano dove aveva raccontato la proprio versione dei fatti.. Dai primi riscontri e dalle prime dichiarazioni rese dal cacciatore che, insieme ai suoi colleghi di battuta, il colpo potrebbe essere partito al culmine di una liste tra i due. Qualche giorno fa la costituzione di parte Civile di Giuseppe Sellitto padre del giovane ucciso detenuto presso il carcere di Sulmona da parte dell’avvocato Gerardo Marrocco, mentre la moglie di antonio Sellitto e i figli minori sarà rappresentata da Luigi Ferrante , mentre per i fratelli di Antonio saranno rappresentati da Gianluca Di Matteo. . Sellitto era un agricoltore. sposato con quattro figli e arrotondava facendo alcune vigilanze nella zona. Sempre rimanendo ai primi riscontri, Sellitto è stato colpito in pieno petto da un colpo di fucile calibro 12. Antonio Sellitto è il figlio di Giuseppe che sta scontando una pena di 15 anni di reclusione nel carcere di Sulmona. Fu condannato dalla seconda corte di assise di appello di Napoli qualche anno fa alla pena di 15 anni di reclusione , dopo che il processo venne palleggiato fra la corte di cassazione di Roma e Corte di assise di appello di Napoli . Il Presidente Alberto Pacelli lo condannò ma la condanna venne cancellata dalla corte di assise di appello di Napoli . Fu la cassazione ad emette il verdetto ufficiale di condanna . Giuseppe Sellitto il 5 settembre 1999 uccise lo zio Antonio Sellitto sulla spiaggia di Baia Domizia. Antonio Sellitto , che guarda caso si chiamava come il figlio, era fratello dell’ispettore di polizia Armando Sellitto che venne poi ucciso il 16 gennaio 1999 in un agguato al lido "Amicizia" di Baia Felice, un centro turistico che, per la sua vicinanza con Napoli e Caserta, durante il week end era molto affollato. E infatti numerosissime persone avevano assistito all' omicidio. Addirittura si penso che dietro i due episodi erano collegati alla camorra, ma non fù così perché il primo quello di Antonio Sellitto fu dichiarato omicidio volontario preterintenzionale . Ieri l’epilogo di Antonio Sellitto figlio di Giuseppe che è stato ucciso a fuciliate, quando forse il padre stava aspettando una notizia sulla sua scarcerazione.