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DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013
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ECCO I RISULTATI DELLA PROVINCIA DI CASERTA
mercoledì 17 dicembre 2008
Irace contro Trofino , si apre la campagna per la nomina del presidente della camera penale
martedì 16 dicembre 2008
Fumata bianconera alla riunione del pd . Iodice dopo aver ascoltato i consiglieri comunali va da Petteruti che era assente.
Caserta. La fumata fino adesso è bianco nera. Ai consiglieri comunali tifosi della grande signora, gli fa immensamente piacere, ma a quelli tifosi delle altre squadre crea problemi . Si parla, si decide e si chiarisce con le dimissioni ancora in atto . Questo l’ultimatum che i consiglieri comunali della maggioranza hanno dato a Vincenzo Iodice segretario provinciale del pd che ieri sera ha partecipato alla lunga ed interminabile riunione che si è avuta a Caserta nella sede del partito. Concitate , ma serene gli interventi dei consiglieri di maggioranza che hanno spiegato al segretario provinciale le diversità politiche e amministrative che ci sono state fra il sindaco Nicodemo Petteruti e tutto il gruppo politico comunale del partito democratico. Alla base di ciò non vi sono le nomine del presidente del consiglio comunale di Caserta, ma il rilascio delle licenze edilizie . Le stesse che sono state al centro della disputa politica tanto è che il sindaco benché pressato da esponenti politici non ha potuto far altro che rassegnare le dimissioni che potrebbero rientrare nei venti giorni successivi . Più di tre ore è durata la riunione fra il segretario provinciale e i consiglieri di maggioranza che hanno avanzato delle richieste, ma che Enzo Iodice dovrà decider dopo aver ascoltato Nicodemo Pettoruti che stasera non era presente . Non a caso proprio ieri sera a conclusione della riunione Enzo Iodice si è recato da Nicodemo Petteruti per capire se vi è una via di uscita . sembrerebbe in ogni caso che la strada politica da percorrere sia stata già dettata , ma si aspetta in che modo. Ma se il partito democratico e i consiglieri di maggioranza cercano di stringere le file e continuare il percorso politico intrapreso nella città di Caserta, dall’altra parte e di fazione opposta il partito della libertà non sta certamente a guardare e sembra che tra gli azzurri del presidente Berlusconi si faccia riferimento ancora all’ex sindaco Luigi Falco che aspetta l’evolversi della situazione per cercare di entrare nel gioco politico . Ma bisogna fare i conti con la magistratura contabile come quella penale che ancora non ha concluso i processi che lo vedono indagato. Insomma Petteruti non molla , ma i consiglieri comunali chiedono garanzie . La patata bollente è passata nelle mani di Enzo Iodice.
Inaugurazione casello , il primo a passare è un imprenditore del nord
Di Prospero Cecere
Santa Maria Capua Vetere. Ecco fatto l’apertura della barriera di Santa Maria Capua Vetere c’è stata ed anche in pompa magna . Ma, bando alla chiacchiere chi ha realmente usato per primo il casello in uscita dalla autostrada non è un samaritano. E’ successo alle 16.14 , alla barriera del telepass. Stefano Codiferro imprenditore del Nord Italia è uscito per primo dall’autostrada varcando la barriera di Santa Maria capua Vetere . Non è un eccezione, poiché l’intuito che avevano avuto gli amministratori dell’epoca era proprio questo . A
prire la città attraverso l’uscita della barriera ai potenziali clienti che venivano da fuori o che avevano contatti con la città di Santa Maria Capua Vetere . Stefano Codiferro, questo il nome del primo cliente, all’uscita è stato avvicinato e gli è stato chiesto da dove giungeva . “ Vengo da Salerno, ho percorso l’A30 e sono uscito qui per commissioni personali professionali”. E’ giunto a bordo di una un Passat Wolskwagen station wagon . Cosa diversa invece in entrata . La prima auto a varcare l’autostrada è stata una Audi grigia alle
lunedì 15 dicembre 2008
Cafonal : Omaggio ad Umberto Pizzi e Roberto D'Agostino
Che cafonal !!!
Clan Picca , la sesta corte di appello assolve presunto affiliato al sodalizio
Teverola. Era stato arrestato e condannato per il reato di associazione camorristica, ieri per Giuseppe Napolano, ritenuto un presunto affiliato al clan Picca, la sesta sezione della corte di appello di Napoli lo ha assolto perché il fatto non sussiste. La sentenza è stata letta in aula ieri pomeriggio. Il procuratore generale aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado , ma dopo le arringhe degli avvocati difensori Camillo Irace e Alessandro Caputo , i giudici partenopei lo hanno assolto Giuseppe Napolano era stato condannato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere a quattro di reclusione perché secondo le accuse, anche se svolgeva attività di manuale, sarebbe stato in ogni caso un affiliati al clan Picca e quindi avrebbe avuto dei benefici imprenditoriali dal sodalizio in quanto tramite Nicola di Martino gli avrebbe procurato un lavoro presso un complesso residenziale di Giovanni Spezzaferri . Il lavoro a cottimo doveva essere eseguito da un geometra ed in questo casa da Giuseppe Napolano . In realtà la tesi veniva poi avvalorata dal teste parte offesa, in questo lo Spezzaferri , che secondo i giudici samaritani si rilevò precisa, attraverso le sue dichiarazioni coerenti, in modo particolare quelle riferibili alla sussistenza del fatto , alla sua collocazione spazio temporale, e la modalità di svolgimento. Addirittura la parte offesa rievocò un incontro ad un bar con Aldo Picca e Nicola Di martino e Giuseppe Napolano che venne in un secondo momento, ma quando nel corso del dibattimento di primo grado affermò che il geometra che lo aveva telefonato era collegato al Picca e al Di martino, il collegio giudicante non ha potuto far altro che condannarlo. Le tesi accusatorie però si sono dimostrate infondata poiché, se vi erano legami, erano soltanto di carattere lavorativo e quindi il Napolano certamente non era un personaggio che potesse essere un presunto affiliato al clan di Aldo Picca . Ne lo spezzaferri si è costituito parte civile nel procedimento penale di primo grado , poiché anche quando fu interrogato 23 febbraio 2006, non apparve animato da un particolare personale per l’esito del processo interesse ne ha dimostrato particolare accanimento nei confronti del Giuseppe Napolano . Sulla base di queste discrepanze la difesa ha presentato istanza alla corte di appello di Napoli e dopo tre anni la corte lo ha assolto perché il fatto non sussiste.
Scarcerato andrea cennami affiliato al clan la torre dopo dieci mesi di detenzione
Mondragone. Scarcerato dopo dieci mesi dal suo arresto e completamente libero Andrea Cennami a cui era contestato il reato di associazione camorristica e per esso presunto affiliato al clan la torre . A ridargli la libertà è stato il giudice di indagini preliminari del tribunale di Napoli la sezione 18esima Dottor Carlo Modestino che ha accolto l’istanza presentata dal difensore del Cennami Luigi Iannettone. Era stato posto in stato di detenzione il 11 febbraio 2008 insieme ad altri 37 indagati attraverso una operazione eseguita dal Comando provinciale dei carabinieri nelle province di Caserta, Napoli, ed in varie località italiane. I militari eseguirono esecuzioni relative ad ordinanza di custodia cautelare su richiesta del pubblico ministero della DDa di Napoli Dottor Catello Maresca spiccando nei confronti di 41 persone, tutti elementi di vertice e di spicco del clan di Mondragone, convenzionalmente denominato”
I NOMI DEGLI ARRESTATI TRA ESSI DUE POLIZIOTTI E UN AGENTE DELLA POLIZIA PENITENZIARIA
ALFIERO NICOLA, nato a Casal di Principe il 26.07.1960;BIRRA GIOVANNI, nato ad Ercolano il 12.07.1963; BOVA GIOVANNI,nato a Formia il 22.07.1968; CENNAMI ANDREA, nato a Minturno il 25.09.1980; CINALLI LUCIO, nato a Trinitapoli il 14.05.1969; CORNACCHIA ERNESTO, nato a Mondragone il 14.05.1969; DE MARTINO VINCENZO, nato a Mondragone il 06.02.1961; DE ROSA MARCO, nato a Mondragone il 02.04.1962; FASTAMPA DOMENICO, nato a Mondragone l’8.04.1965; FRAGNOLI GIUSEPPE, nato a Mondragone il 10.12.1950; FRAGNOLI LUIGI, nato a Mondragone il 16.05.1976; FRAGNOLI MARIO, nato a Mondragone il 26.07.1977; GAGLIARDI ANGELO, nato a Mondragone l’ 1.08.1954; GITTO MASSIMO, nato a Pompei l’ 11.05.1954;GRAVANO PAOLINA, nata a Mondragone il 29.06.1931;GRAVANO VIRGILIO, nato a Mondragone il 20.01.1964;
domenica 14 dicembre 2008
Casello autostradale c'è dopo dieci anni di silenzio politico il messaggio di Nicola di Muro ai cittadini di Santa Maria Capua Vetere
Questo il testo del telegramma
Cari cittadini Sammaritani,
Il giorno 15 dicembre si aprirà finalmente dopo 20 anni quel casello autostradale al servizio della vostra città che l'allora Vice Sindaco Nicola Di Muro volle, fortissimamente volle pressando sul governo dell'epoca di cui facevo parte. Era il 1988 e quell'impegno concreto suscitò l'entusiasmo di tutti, operatori economici compresi. Poi venne il buio per molti anni, la politica fu messa in soffitta e le difficoltà crebbero sino all'inverosimile. L'apertura del casello può simboleggiare il ritorno al futuro se sapremo riprendere il bandolo di una politica smarrita coinvolgendo giovani e meno giovani nell'antica passione di un servizio alla comunità. Nella speranza di vedervi presto un pensiero va agli amministratori del tempo che iniziarono con l'appoggio del governo e con pervicace volontà l'opera che verrà inaugurata in questi giorni.
Se devo essere sincero e se non vado errato penso che l'intervento di Nicola Di Muro sia stato il primo dopo dieci anni di silenzio politico, e mi fa immensamante piacere che sono stato prescelto per dare pubblicità ad una dichiarazione che molti cittadini hanno aspettato . Oggi Nicola di Muro è entrato (ma lo era già da prima ) nel terzo millenio politico della città con un progetto che fa storia contemporanea politica di una regione e di una provincia , ma anche di una città che secoli addietro è stata addirittura capoluogo di provincia. E' un leone che ruggisce ancora . Ecco perchè il tribunale ha sede nella città di santa Maria Capua Vetere.
Intervento di Gaetano Rauso sul centro commerciale
La aspettative che si erano create nella Città in merito all’azione risolutrice che questa Amministrazione Comunale aveva annunciato nei confronti della problematica connessa alla costruzione del centro commerciale nell’ex tabacchificio, non possono essere disattese.
Le dichiarazioni che sono apparse sui mezzi di informazioni circa il favorevole approccio da parte della maggioranza verso il problema, sono certamente il frutto di un’ opera di fraudolento convincimento tesa a far mutare opinione a coloro i quali un anno fa hanno votato, all’unanimità, quella proposta di deliberazione che fu approvata dal Consiglio Comunale e che diede chiari indirizzi in merito alla volontà politica di non realizzare alcun centro commerciale nella nostra città.
E’ superfluo dire che il mancato soddisfacimento di questa richiesta, avallata da gran parte della città, comporterebbe gravi ripercussioni sulla credibilità, peraltro abbondantemente minata, della maggioranza che, fu scelta dal popolo per “svoltare pagina” e per ridare alla Città si Santa Maria Capua Vetere la dignità di un grande centro politico, economico e culturale.
Dopo aver aspettato, fin troppo, che questa azione di rinnovamento diventasse incisiva e reale, insieme ad altre persone oneste, ci siamo convinti che non era l’intento di questo gruppo politico fare gli interessi della città, ma quello di favorire i soliti speculatori che,da anni , imperversano in Santa Maria e, fidando sulla possibilità di potersi “comprare tutti” continuano a credere di fare quel che vogliono di questa Città.
Da mesi ho abbracciato, insieme a pochi altri “veri uomini e samaritani” la causa del coinvolgimento delle coscienze pulite in questa estrema battaglia contro il “malaffare” pagando un prezzo personale molto alto.
Oggi, finalmente, sto assistendo a prese di posizioni, anche se piuttosto tardive di gruppi politici e di associazioni che vorrebbero prendersi la paternità di questa azione che ho impavidamente intrapreso da più di anno. Oggi, finalmente, sono riuscito a coinvolgere anche i rappresentanti regionali di centro destra in questa battaglia che a tutti, ora, appare giusta e degna di essere affrontata.
Questa presa di posizione , spero, potrà far si che si accendano i riflettori della “Giustizia” sulle tante irregolarità che si sono registrate nella conduzione amministrativa della città e che si raggiunga lo scopo di allontanare da Santa Maria gli avvoltoi che, pian piano, hanno dilaniato negli ultimi quindici anni, il suo tessuto sociale, economico, morale e politico.
Uniamoci tutti.senza divisioni politiche ed ideologiche, perché si faccia il bene di Santa Maria Capua Vetere ed, una volta per sempre, smettiamola di essere “terra di conquista” e ritorniamo ad essere protagonisti della nostra vita come lo siamo stati in passato. “non facciamoci comprare”!!!!
Se riuscissero a raggiungere lo scopo di realizzare il centro commerciale nell’ex tabacchificio, saranno legittimati ad operare, subito dopo, le speculazioni nell’ex ITALTEL e nell’ex Mulino Parisi ed in tante altre aree che già sono state individuate ed acquistate dagli speculatori per realizzare i loro interessi.
Fare Ambiente c'è il convegno a Caserta
Caserta . Fare Ambiente per la prima uscita mette le ali confermando di essere la vera antagonista delle associazioni che fino ad oggi sono state il volano dei partiti dell’ex maggioranza di governo. A battezzarlo è stato il consigliere europeo e magistrato contabile Riccardo Ventre intervenuto alla manifestazione insieme all’onorevole Paolo Russo e il presidente della comunità del Matese Professor Giuseppe Scialla, ma anche la provincia di caserta con l’assessore all’ambiente Lucia Esposito . La conferma si è avuta attraverso la presenza di molti cittadini che hanno , con la loro presenza, dato credibilità ad un progetto di idee per la salvaguardia dell’ambiente nella provincia di caserta . Con il patrocinio della presidenza del consiglio della regione campnia nella splendida cornine del Grand Hotel Vanvitelli si è svolto l’atteso convegno avente come tema “Tutela dell’Ambiente e Sevizio Civile” . Fare ambiente di cui è presidente il professor Vincenzo Pepe, è un movimento ecologista europeo fondato dall’avvocato Francesco della Corte che vuole far conoscere , attraverso idee e progetti per l’ambiente il loro pensiero . ieri in una affollatissima assemblea i coordinatori provinaciali e regionali si sono alternati con i loro interventi affinchè facessero conoscere come il territorio della provincia di caserta potrebbe cambiare . In sostanza il presidente pepIl Dott. Gennaro CASERTA, Coordinatore Provincia di Caserta, il Prof. Italo SGHERZI Coordinatore Provincia di Napoli l’Avv. Vincenzo SBRESCIA Coordinatore Provincia di Avellino
Presso
sabato 13 dicembre 2008
OMICIDIO SELLITTO :la famiglia si costituisce parte civile con tre avvocati
Sessa Aurunca . Tre parti civili costituite per l’omicidio di Antonio Sellitto . Il bruttissimo episodio si era consumato fra le campagne sulla statale domiziana in tenimento di Cellole. Antonio Sellitto è stato colpito il 19 novembre da un colpo di fucile da caccia nei terreni in località “Polletrara” in tenimento di Cellole da Arcangelo Russo, tuttora detenuto. Fu lui a sparare perché cacciatore che insieme ad alcuni amici si trovava a caccia nei terreni succitati. Più tardi si era costituito nel pomeriggio di ieri presso la stazione dei carabinieri di Grumo Nevano dove aveva raccontato la proprio versione dei fatti.. Dai primi riscontri e dalle prime dichiarazioni rese dal cacciatore che, insieme ai suoi colleghi di battuta, il colpo potrebbe essere partito al culmine di una liste tra i due. Qualche giorno fa la costituzione di parte Civile di Giuseppe Sellitto padre del giovane ucciso detenuto presso il carcere di Sulmona da parte dell’avvocato Gerardo Marrocco, mentre la moglie di antonio Sellitto e i figli minori sarà rappresentata da Luigi Ferrante , mentre per i fratelli di Antonio saranno rappresentati da Gianluca Di Matteo. . Sellitto era un agricoltore. sposato con quattro figli e arrotondava facendo alcune vigilanze nella zona. Sempre rimanendo ai primi riscontri, Sellitto è stato colpito in pieno petto da un colpo di fucile calibro 12. Antonio Sellitto è il figlio di Giuseppe che sta scontando una pena di 15 anni di reclusione nel carcere di Sulmona. Fu condannato dalla seconda corte di assise di appello di Napoli qualche anno fa alla pena di 15 anni di reclusione , dopo che il processo venne palleggiato fra la corte di cassazione di Roma e Corte di assise di appello di Napoli . Il Presidente Alberto Pacelli lo condannò ma la condanna venne cancellata dalla corte di assise di appello di Napoli . Fu la cassazione ad emette il verdetto ufficiale di condanna . Giuseppe Sellitto il 5 settembre 1999 uccise lo zio Antonio Sellitto sulla spiaggia di Baia Domizia. Antonio Sellitto , che guarda caso si chiamava come il figlio, era fratello dell’ispettore di polizia Armando Sellitto che venne poi ucciso il 16 gennaio