La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


email
procecere@alice.it
procecere@virgilio.it



Visualizzazioni secondo Google dal 2009

martedì 24 marzo 2009

Statali in guerra contro gli onorevoli ecco quanto prendono di pensione

Gli statali della pubblica amministrazione hanno iniziato la loro campagna contro il sistema pensionistico : o fanno addirittura via email inviando a tutti gli impiegati questo volantino che pubblichiamo integralmente

Disonorevoli pensioni
Si riparla di nuovi interventi sul sistema pensionistico. Mentre Brunetta vuole portare a 65 anni l’età di pensionamento delle donne, Tremonti dichiara che il welfare e le pensioni sono da
riformare. Sacconi lo smentisce sostenendo che il problema non è all’ordine del giorno del governo.
Ma noi sappiamo che mente e che probabilmente, anche per effetto della crisi in atto, qualche
intervento non potrà essere rinviato.
In astratto potremo anche essere d’accordo. Ma riteniamo ingiusto pensare di sottrarre soldi in
futuro a chi fatica ad arrivare alla fine del mese, mentre ancora sulle pensioni dei parlamentari
non si è fatto praticamente nulla. Naturalmente il problema si pone nello stesso modo per tutti i
consiglieri regionali anche se le regole sono più rigorose. Noi diciamo che è scandaloso quanto
avviene oggi, anche se per i nuovi eletti di questa legislatura vi sono regole più restrittive (è
necessario fare 5 anni pieni per poter ricevere l’assegno). A mio giudizio, come per tutti i lavoratori,
i contributi pagati dovrebbe essere versati in un fondo presso l’Inps (come per i lavoratori a
progetto) ed utilizzati per determinare la pensione di vecchiaia al 65° anno o per integrare
l’eventuale altro trattamento pensionistico dovuto per altra causa. Ma la questione veramente
fondamentale è che le nuove regole dovrebbero valere anche per chi è già ex parlamentare e fruisce
dell’assegno. Non accettiamo che si parli di “diritti acquisiti” e quindi non modificabili. La
Corte Costituzionale ha già sancito che non si tratta di vera e propria pensione, ma di vitalizio,
come tale modificabile in qualunque momento. Per intanto ogni ex parlamentare si basa sulle regole
esistenti al momento in cui ha lasciato il Parlamento, regole che in passato avevano dell’incredibile.
Siamo infatti in presenza di casi clamorosi e vorrei qui citarvi quelli più emblematici:
Irene Pivetti, nel 2013, a 50 anni, dopo 9 anni a Montecitorio inizierà a percepire una pensione di
6.203 euro mensili. Giuseppe Gambale, entrato ragazzino nel 92', è andato in pensione nel 2006 a
42 anni con 8.455 euro lordi al mese. Giovanni Valcavi, banchiere varesino, è rimasto al Senato 68
giorni (dovette poi dimettersi per incompatibilità) ma ogni mese, dal 23 aprile del 1992 , porta a
casa una pensione attualmente di 3.108 euro. Dall'autunno del 2000 incassa ogni mese il vitalizio
senatoriale (sia pure ridotto per reversibilità) la vedova di un uomo che non mise mai piede al
Senato: Arturo Guatelli, che subentrò a camere già sciolte al senatore Morlino (morto per infarto).
Vi sono 4 ex parlamentari radicali ( Angelo Pezzana, Piero Graveri, Luca Boneschi e René
Andreani), che percepiscono una pensione di 1.733 euro netti al mese per essere stati al
Parlamento un solo giorno. Si sono infatti dimessi lo stesso giorno in cui sono stati proclamati
eletti. Toni Negri, leader di Potere operaio, nel 1983 era detenuto per associazione sovversiva e
insurrezione armata contro i poteri dello Stato. Pannella lo inserì nelle liste radicali facendolo
eleggere in Parlamento, dove i mise piede alla Camera solo per sbrigare le pratiche connesse al
suo insediamento. Dopo 64 giorni e 9 sedute, temendo di finire di nuovo in gattabuia, si diede alla
latitanza in Francia senza mai più farsi vedere a Montecitorio. Ciononostante, dal 1993 (compiuti
60 anni) riscuote ogni mese la pensione parlamentare, oggi di 3.108 euro. Altri parlamentari con
meno di 60 anni si sono aggiunti con l’interruzione dell’ultima legislatura: Antonio Martusciello,
Fi, , 46 anni, dal 1° maggio 2008, intasca 7.959 euro lordi al mese di vitalizio. Lo stesso avviene
per Rino Piscitello, Pd, 47 anni e mezzo e pure lui ha 4 mandati. Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi),
49 anni, deputato dal 1992, 16 anni di mandato effettivo, vitalizio di 8.836 euro lordi al mese.
Enrico Boselli (Sdi), 51 anni, 4 mandati e 7.958 al mese. Come Oliviero Diliberto, segretario del
Pdci, 52 anni. Ricevono 6.203 euro al mese: Mauro Fabris (Udeur) e Franco Giordano (Prc)
entrambi 50 anni, Stefano Boco (Verdi), 52 anni, Carlo Leoni (SD), 53 anni, Gloria Buffo (SD) 54
anni, Marco Fumagalli (SD), Maurizio Ronconi (Udc), 55 anni, Dario Rivolta (FI) 55 anni,
Salvatore Buglio (RnP), 57 anni, Tana de Zulueta (Verdi), 57 anni, Mauro del Bue (Psi), 57 anni,
Francesco Monaco (Pd), 57 anni. Hanno un mensile di 3.636 euro: Dario Galli (Lega), 57 anni,
Giannicola Sinisi (Pd), 51 anni, Natale D’Amico (Dini), 52 anni, Roberto Barbieri (Psi), 55 anni,
Roberto Manzione (Consumatori), Gianni Nieddu (Pd), 56 anni . Percepiscono 7.959 euro al mese
Ettore Peretti (Udc), 50 anni, Ramon Mantovani (Prc), 53 anni, Enrico Nan (FI), 55 anni, Fulvia
Bandoli (SD), 56 anni. Pietro Folena (Prc), 50 anni, 8.836 euro. Incassano 8.164 euro al mese
Franco Danieli (PD), 52 anni, Stefano Morselli (La Destra), 54 anni, Euprepio Curto (An), 56
anni, Aniello Palumbo (Pd), 56 anni, Tiziana Valpiana (Prc), 57 anni. Ancora, tra i “giovani”
pensionati del Parlamento, ritroviamo Marco Taradash, 57 anni, ex deputato di Forza Italia, un
tempo radicale, e Alfonso Gianni, 58 anni, 15 di anzianità parlamentare, di Rifondazione , Valerio
Calzolaio (Pd), e Vittorio Sgarbi, 55 anni, con 8.455 euro al mese. Ci sono anche sotto i
sessant’anni, l’ex magistrato di «Mani pulite» Tiziana Parenti, Maura Cossutta, figlia del
fondatore dei Comunisti italiani Armando; e Annamaria Donati, Verde della prima ora, Peppino
Calderisi, storico combattente contro il finanziamento dei partiti quando era seguace di Marco
Pannella, ora in Forza Italia e Nando Dalla Chiesa, 58, Pd. Ci sono gli ex senatori Edo Ronchi
(Pd), 58 anni,e Willer Bordon, 59 anni: entrambi avranno (riscatti permettendo) il massimo del
vitalizio senatoriale: 9.604 euro. Non vanno poi dimenticati gli ex parlamentari condannati per
gravi reati e che ciononostante percepiscono laute pensioni: Paolo Cirino Pomicino (Udeur): 1
anno e 8 mesi definitivi per finanziamento illecito tangente Enimont, 2 mesi patteggiati per
corruzione per fondi neri Eni, Antonio Del Pennino (FI):2 mesi e 20 giorni patteggiati per
finanziamento illecito Enimont; 1 anno 8 mesi e 20 giorni, patteggiati per i finanziamenti illeciti
della metropolitana milanese, e di protagonisti di Tangentopoli, come Altissimo, Di Donato,
Pillitteri, La Ganga, De Lorenzo, Martelli, Tognoli. Senza dimenticare i falsi testimoni come
Formica, e i condannati ante Tangentopoli: Pietro Longo, Franco Nicolazzi e Mario Tanassi.
Pensiamo che negli Stati Uniti, all’unanimità, hanno deciso di negare la pensione ai parlamentari
condannati per corruzione, spergiuro e altri reati contro la pubblica amministrazione. «I politici
corrotti - ha spiegato il promotore della legge, Nancy Boyda - meritano condanne alla prigione,
non pensioni pagate dal contribuente».
Ogni anno tra Camera e Senato si spendono più di 200 milioni di euro per pensioni degli ex
parlamentari e la cifra è destinata solo a salire. Intervenire è un dovere!