La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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mercoledì 25 giugno 2014

OMICIDIO CORTESE- LA SQUADRA DEL VICE QUESTORE ALESSANDRO TOCCO CHIUDE IL CERCHIO

  Eseguita Ordinanza di custodia cautelare, per omicidio pluri-aggravato, nei confronti dell’imprenditore GRILLO Angelo.


La Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice Questore dr. Alessandro TOCCO, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’imprenditore GRILLO Angelo, attualmente detenuto, nato a Marcianise (CE) il 18.12.1950,

1.            GRILLO Angelo, nato a Marcianise (CE) il 18.12.1950, imprenditore, detenuto,
2.            D’ALBENZIO, Giorgio, nato a Maddaloni (CE) il 22.5.1960, detenuto;
3.            D’ALBENZIO Clemente, nato a Maddaloni (CE) il 4.12.1955, detenuto;

indagati per concorso in omicidio aggravato dalla metodologia mafiosa e dal fine di agevolare il clan camorristico dei BELFORTE di Marcianise (CE) e per detenzione e porto illegale di armi.

La misura è l’esito di una complessa vicenda giudiziaria scaturita dalle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Caserta e coordinate dalla Procura Antimafia di Napoli, in relazione all’omicidio di CORTESE Angelo, nato a Cervino (CE) il 9.10.1965 - affiliato al clan PICCOLO, antagonista dei BELFORTE - consumato in Maddaloni (CE), loc. Montedecoro, il 15.09.2006.

In relazione a quell’episodio delittuoso, il 30 settembre 2013, la Squadra Mobile aveva eseguito analogo provvedimento cautelare nei confronti di:

1.     BELFORTE Salvatore, nato a Marcianise il 09.12.1960;
2.     NAPOLITANO Felice, nato a Nola il 13.07.1963;
3.     ZARRILLO Francesco, nato a Capodrise (CE) il 24.01.1969.

Secondo le risultanze investigative, CORTESE Angelo, detto O’ Chiattone o Marlon Brando, venne eliminato, su mandato del boss BELFORTE Salvatore, da un commando costituito da BUTTONE Bruno, CUCCARO Domenico, poi divenuti entrambi collaboratori di giustizia, NAPOLITANO Felice e ZARRILLO Francesco.
Il movente del raid omicidiario si inseriva nel contesto della endemica contrapposizione tra i clan BELFORTE e PICCOLO, detti i Quaqquaroni, per il controllo della attività illecite nel comprensorio di Marcianise (CE), Caserta, Maddaloni (CE) e comuni limitrofi.

Infatti, CORTESE Angelo conduceva le attività estorsive per conto dei PICCOLO.

Ma il motivo che determinò la decisione di eliminarlo fu rappresentato dalla richiesta del “pizzo” rivolta al titolare di una grossa impresa di pulizie e servizi, la CESAP di Maddaloni (CE), appunto GRILLO Angelo, in realtà emanazione imprenditoriale dei BELFORTE, ai cui vertici chiese la drastica risoluzione del “problema”, eliminando il giovane.

Per tale motivo, l’imprenditore era stato indagato, quale mandante, per concorso nell’omicidio.

Peraltro, secondo le indagini e le convergenti dichiarazioni dei c.d.g. BUTTONE Bruno e CUCCARO Domenico, che parteciparono materialmente alle fasi preparatorie ed esecutive del delitto, il commando di killers, per alcuni giorni, attese proprio negli spazi del CESAP di Maddaloni l’arrivo della vittima designata che, poi, fu attirata in un tranello dai fratelli D’ALBENZIO, Giorgio e Clemente, affiliati storici del clan e reggenti della fazione maddalonese.

Però, il G.I.P. presso il Tribunale di Napoli non ritenne adeguatamente “gravi” gli indizi acquisiti nei confronti sia di GRILLO Angelo che dei germani D’ALBENZIO, rigettando la richiesta di misura cautelare.


Immediatamente, la D.D.A. di Napoli, propose appello al Tribunale del Riesame partenopeo che, il 22 gennaio 2014, ribaltava completamente la decisione del G.I.P., accogliendo in pieno le risultanze investigative della Squadra Mobile di Caserta e le argomentazioni della Procura Antimafia, applicando a sua volta la misura cautelare in carcere nei confronti di GRILLO Angelo e dei fratelli D’ALBENZIO, la cui efficacia è rimasta sospesa sino alla definizione del successivo ricorso in Cassazione proposto dalla difesa, che la Suprema Corte ha rigettato proprio nei giorni scorsi, rendendo esecutivo il provvedimento restrittivo.