La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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venerdì 31 luglio 2009

Operazione Scala Reale , Scarcerata la figlia di Antonio Amato, Rossella moglie di Antonio Barracano.

Operazione Scala Reale, l'unica scarcerata è Rosa Amato del 1986 moglie di Antonio Barracano anch’esso detenuto che è libera . Per tutti sono stati confermati i decreti di fermo in ordinanza di custodia cautelare. Ci sono voluti due gip per interrogare le 21 persone coinvolte. Nessuno parla . Si sono svolti presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere e Pozzuoli per le donne gli interrogatori delle persone coinvolte e poste in stato di fermo. Per la maggior parte di loro nessuno ha risposto alle domande dei gip, che ha trasformato i fermi in ordinanza di custodia cautelare ed ha trasmesso gli atti al tribunale di Napoli. Ma qualcuno invece come Rosa Amato ha puntualizzato che si occupava soltanto di faccende amministrative, alla fine ha convinto i giudici dopo che gli avvocati Romolo Vignola e Antonio Massimo Grillo hanno consegnato al gip l’istanza di scarcerazione . Il Gip Dottor Caparco e la dottoressa Cervo del tribunale della città del foro sono stati coloro che hanno avuto il compito di eseguire i primi interrogatori. Per le persone coinvolte addirittura i pubblici ministeri avevano imposto il divieto di incontro anche con gli avvocati, ma addirittura l’ordinanza era stata anche secretata. Ma si pensa già ai riesami poichè i gip si dichiareranno incompetenti per territorio, ma convalideranno i fermi in ordinanza di custodia cautelare e si spera che qualche personaggi uscirà agli arresti domiciliari. L’indagine che si è conclusa con 21 decreti di fermo spiccati dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, è stata avviata agli inizi di quest’anno con la finalità di disarticolare un’organizzazione criminale di tipo camorristico, dedita all’imposizione di videopoker negli esercizi commerciali ubicati prevalentemente in Santa Maria Capua Vetere e nei comuni limitrofi. Attraverso riscontri di p.g. ed attività tecniche, si è accertato che i componenti di tale organizzazione (gerarchicamente strutturata con al vertice il pregiudicato locale AMATO Salvatore cl.’56 collaborato da quattro luogotenenti con alle dipendenze manovalanza autoctona, albanese e rumena), oltre ai reati di cui sopra, si rendevano protagonisti di frequenti scontri con altre bande criminali del posto, avvalendosi anche dell’utilizzo di armi, per affermare in maniera crescente il loro controllo del territorio. Tale situazione aveva inciso notevolmente sulla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nel comune di Santa Maria Capua Vetere, tanto da indurre l’Amministrazione locale a portare la vicenda all’attenzione delle Autorità provinciali di P.S.


ELENCO PERSONE FERMATE :
1.AMATO Salvatore cl. 1956;
2.AMATO Antonio cl. 1962;
3.AMATO Giuseppe cl. 1952;
4.VARVELLA Alfonsina cl.1959;
5.VARVELLA Claudio cl. 1965;
6.AMATO Rosa cl.1977;
7. CASERTANO Maria Giuseppa cl. 1964;
8. AMATO Rosa (intesa Rossella) cl. 1986;
9. BARRACANO Antonio cl. 1983;
10. D’ONOFRIO Angelo cl. 1987;
11. D’ONOFRIO Pasquale cl. 1982;
12. PAOLELLA Giovanni (inteso “O’ TABU’ ” oppure “O’ CASALESE”) cl. 1979;
13. NAPPA Raffaele cl. 1980;
14. DI DONATO Pasquale cl. 1981;
15. HASBAJRAMI Fatos (inteso Andrea) cl. 1984, albanese;
16. HASBAJRAMI Vilson (inteso Soni) cl. 1988, albanese;
17. NEDELCU Ananie (inteso “Alessandro il magro”) cl. 1985, rumeno;
18. NEDELCU Vasile cl. 1983, rumeno;
19. LUCACI PETRU Madalin cl.1986, rumeno;
20. BODNARIU Alexandru Ionut (inteso “Alessandro il Chiatto”) cl. 1983, rumeno;
21. APATREI Virgil (inteso “Virgilio”) cl. 1985.

INTANTO IL GIP DI S.MARIA CV AGGRAVA LA POSIZIONE DEGLI ARRESTATI PER L'EPISODIO DEL 26 FEBBRAIO 2009


Nella tarda mattinata di oggi, personale del Commissariato di P.S. di S. Maria C.V. ha dato esecuzione all'Ordinanza emessa nella stessa mattinata dall'Ufficio G.I.P. del locale Tribunale, con cui applica alle sotto indicate persone la misura della custodia cautelare in carcere, in sostituzione dell'obbligo di presentazione alla P.G., atteso che quest'ultima misura si è rilevata assolutamente inidonea a salvaguardare le esigenze cautelari. Difatti, gli indagati, già tratti in arresto dagli Agenti dello stesso Commissariato di P.S. il 26 febbraio scorso per l'aggressione alla famiglia Paolella, sono chiamati a rispondere di più gravi reati, commessi nel periodo in cui erano sottoposti all'obbligo di firma, come si evince dal provvedimento di fermo emesso nei giorni scorsi dalla D.D.A. di Napoli:

· HASBAYRAMI FATOS, NATO IN ALBANIA 28.9.1984, REESIDENTE S. MARIA C.V., VIA VICO DE MICHELE 12;
· NEDELCU ANANIE, NATO IN ROMANIA 25.8.1985, RESIDENTE S. MARIA C.V., VIA B. CROCE 13;
· APATREI VIRGIL, NATO IN ROMANIA 24.6.1985, RESIDENTE S. MARIA C.V., VIA A. TARI;
· NAPPA RAFFAELE, NATO A S. MARIA C.V. 18.12.1980, IVI RESIDENTE, VIA DE MICHELE 30;
· NEDELCU VASILE, NATO IN ROMANIA 10.6.1983, RESIDENTE S. MARIA C.V., VIA B. CROCE 13;
· HABBAYRAMI VILSON, NATO IN ALBANIA 11.9.1988, RESIDENTE S. MARIA C.V., VIA VICO DE MICHELE 12;
· PAOLELLA GIOVANNI, NATO A S. MARIA C.V. 25.7.1979, IVI RESIDENTE, VIA CAPPABIANCA 49;
· LUCACI PETRU MADALIN, NATO IN ROMANIA 01.6.1986, RESIDENTE S. MARIA C.V., VIA B. CROCE 13;
· D’ONOFRIO ANGELO, NATO A S. MARIA C.V. 08.3.1987, IVI RESIDENTE, VIA INDACO PALAZZINE I.A.C.P.;
· D’ONOFRIO PASQUALE, NATO A S. MARIA C.V. 15.7.1982, IVI RESIDENTE, VIA INDACO, PALAZZINE I.A.C.P.;


· BODNARIU ALEXANDRU IONUT, NATO IN ROMANIA 23.6.1983, RESIDENTE CASAPULLA (CE), VIA NAZIONALE APPIA 40.

Il provvedimento coercitivo di cui sopra è stato notificato agli interessati presso l’Ufficio Matricola del Nuovo Complesso Carcerario di S. Maria C.V., dove i medesimi, dal giorno 29 luglio u.s., sono ristretti.

IL VICE SINDACO PARIDE AMOROSO PRESENTA UN ESPOSTO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PER DENUNCIARE LE INADEMPIENZE DELLE FERROVIE

IL VICE SINDACO PARIDE AMOROSO PRESENTA UN ESPOSTO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI PER DENUNCIARE LE INADEMPIENZE DELLE FERROVIE DELLO STATO IN MATERIA AMBIENTALE


Marcianise. Per le inadempienze in materia ambientale non può esserci alcuna tolleranza: è questa la linea guida che l'amministrazione Tartaglione intende seguire. Dinanzi alla mancata rimozione da parte delle ferrovie dello stato, della discarica a cielo aperto, ubicata sotto i viadotti di sua proprietà, il vice sindaco Paride Amoroso ha presentato un esposto direttamente alla presidenza del consiglio dei Ministri. La linea dura assunta dal secondo responsabile del governo locale, nonchè delegato alle politiche ambientali, vuole assurgere a simbolo dell'intransigenza dell'amministrazione dinanzi al lassismo di enti che, in questa maniera, finiscono per non prestare la dovuta attenzione alla salute collettiva. "Ciò che ci preme particolarmente – spiega Amoroso- è la tutela della pubblica incolumità, da garantire anche restituendo vivibilità ad un territorio, ormai da troppo tempo alveo di inquinanti chimici. Per questo non siamo disposti a stare a guardare quando qualcuno non compie il dovere a cui è chiamato: non c'è giustificazione che tenga quando in ballo c'è il bene della città". Il provvedimento del vice- sindaco è arrivato in seguito al sopralluogo, dallo stesso effettuato qualche settimana fa, insieme al dottore Giuseppe Sagliano, capo dell'ufficio ecologia. L'occasione dell'ispezione era stata data da un rogo che, divampato tra i rifiuti depositati sotto i viadotti della rete ferroviaria, aveva indotto l'assessore alle politiche ambientali a sollecitare nuovamente ai delegati dell'ente la rimozione e lo smaltimento del pattume individuato. Un'esortazione che aveva avuto lo stesso debole effetto delle numerose ordinanze emanate nei mesi precedenti dal commissario straordinario.

giovedì 30 luglio 2009

HERMES E SCALA REALE , DUE OPERAZIONI CHE HANNO SMASCHERATO IL LEGAME ILLECITO DEL CLAN DEI CASALESI


I casalesi doc aveva affidato il territorio di Santa Maria Capua Vetere alla famiglia Amato Prima l’operazione Hermes, poi adesso quella denominata Scala reale . Tanti milioni di euro in nero. Questo era il business di denaro ipotizzano dagli inquirenti nei confronti delle persone che facevano capo alla famiglia Amato che è stata decimata dalle forze dell’ordine che avrebbero accertato un illecito dovuto per lo più al riciclaggio e il reintegro di capitale proveniente da vincite anche del calcio scommesse gestito da organizzazione criminali calabresi e soprattutto personaggi legati a Cosa Nostra .Una Holding Finanziaria illecita che gestiva un capitale da vero pozzo di San patrizio . In sostanza- secondo quanto dichiarato anche dal generale di Brigata Giovanni Mainolfi della guardia di finanza - vi erano macchinette che invece di essere collegate con appositi modem al monopolio , queste venivano depistate attraverso un sistema informatico nei computer di alcuni gestori che controllavano le giocate” . Era questo il sistema sofisticato messo a punto dalla coalizione criminale che controllava il gioco anche nelle sale Bingo dove erano ubicate le slot machine e videopoker . Un sistema che ha fruttato tanto denaro tanto da far entrare soltanto una minima parte nelle casse dello stato. A questo ci aveva pensato il Renato Grasso posto in stato di detenzione nell’operazione hermes e deux ex macchina che aveva un vera e propria organizzazione che permetteva di controllare tutto il territorio. Non a caso le indagini che avevano fatto scoprire questo grande giro illecito era venute alla luce durante l’operazione . Nel comunicato diramato Dalla Dda di Napoli e dal nucleo regionale della guardia di Finanza di Napoli del 27 aprile si faceva riferimento proprio al settore dei videopoker e delle new slot a chi facevano capo . Scala reale è la continuazione dell’operazione Hermes . “Il Sistema Grasso – scrive la direzione distrettuale antimafia della Procura della repubblica di Napoli- nel settore della macchinette era schematicamente inquadrato attraverso le attività estorsive e la forza intimidatoria esercitate nelle proprie d’influenza, in forma esclusiva o comunque preponderante rispetto ad altri concorrenti, installazione dei video poker illegali , il noleggio dei video giochi leciti nonché la raccolta delle scommesse sia legali che abusive . Renato Grasso provvedeva anche ad effettuare i conteggi settimanali facendo riferimento ad un referente di zona , persona di fiducia del clan affiancato da un contabile di zona due volte a settimana atraverso i singoli operatori economici coinvolti nell’attività in materia . A coordinare le indagini delle due operazioni Hermes e Scala Reale è stato il sostituto procuratore della repubblica e responsabile della sezione della Dda di Napoli presso la procura di Napoli Cafiero De Raho titolare di una inchiesta storica al clan dei casalesi il processo Spartacus che insieme al procuratore capo della repubblica Giandomenico Lepore e gli ufficiali della Guardia di finanza del Gico e dello scinco coordinati dal generale di Brigata Giovanni Mainolfi, prima adesso il nucleo provinciale dei carabinieri della provincia di Caserta con il colonnello Burgio e il capitano Carmine Rosciano.

Triplice omicidio a Frignano. Per Raffaele Piccolo si aggrava la sua posizione




Nel tardo pomeriggio di oggi i militari della compagnia carabinieri di Santa Maria Capua Vetere hanno tratto in arresto quattro uomini dando esecuzione a diversi provvedimenti dell’autorita’ giudiziaria, cosi come di seguito descritto:
·Raffaele Piccolo classe 1975, di Trentola Ducenta (ce), considerato elemento organico al “clan dei casalesi”, gia’ sottoposto a fermo del p.m. in data 15 mag 2009 per associazione a delinquere di stampo mafioso. L’ ufficio g.i.p. tribunale di Napoli ha emesso a carico del citato Piccolo un provvedimento di carcerazione anche per i reati di concorso in omicidio volontario aggravato e detenzione e porto illegale di armi. gli ulteriori elementi di indagine infatti, scaturiti dal lavoro investigativo dei militari della stazione carabinieri di Grazzanise, hanno permesso di acclarare che nei giorni precedenti l’omicidio di Papa Giovanni Battista, Minutolo Modestino e Buonanno Francesco, fu lo stesso Piccolo ad invitare in una zona isolata di campagna compresa tra i comuni di Villa di Briano e Frignano le tre vittime per una “riunione” al fine di dividersi dei soldi. cosa quest’ultima non vera perche’ , seppur in modalita’ e tempi differenti, i tre uomini furono poi assassinati brutalmente ad opera di Roberto Vargas e Francesco della Corte . Per tale fattiva collaborazione il Piccolo, gia’ sottoposto a fermo e attualmente gia’ recluso nell’istituto penitenziario di Carinola, e’ stato colpito da ulteriore provvedimento cautelare di custodia in carcere.

Gli stessi militari della stazione di Grazzanise hanno dato inoltre esecuzione a decreto di fermo del p.m. emesso dalla procura repubblica di Santa Maria Capua Vetere (ce) nei confronti di Ogedegbe Andy, nato sierra leone 20 giugno 1980, in italia senza fissa dimora, pregiudicato, clandestino, poiche’ ritenuto responsabile del reato di spaccio di sostanze stupefacenti. da attivita’ di indagine espletata da militari operanti, mediante attivita’ tecniche e di riscontro, si e’ accertato che il predetto acquistava, deteneva e spacciava ingenti quantita’ di sostanza stupefacente del tipo “eroina” e “cocaina”. l’ arrestato e’ stato associato alla casa circondariale di crotone, citta’ dove lo stesso Ogedegbe si trovava perche’ in attesa di essere rimpatriato nel proprio paese di origine.

I militari della stazione di Marcianise eseguivano un provvedimento di misura cautelare agli arresti domiciliari emesso da ufficio g.i.p. tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di Vincenzo Pugliese classe 82, pregiudicato.
Il provvedimento restrittivo scaturiva da accertamenti esperiti a seguito di attivita’ di indagine con cui il pugliese veniva gia’ sottoposto al fermo del p.m. per rapina consumata in data 03 giugno 2009 in san nicola la strada (ce). da tali accertamenti infatti e’ emerso che il predetto Pugliese, nel giorno della commissione del citato reato, era gia’ sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di marcianise per precedenti reati da lui commessi. a seguito della segnalazione di tale violazione il Pugliese, intanto sottoposto nuovamente all’obbligo di dimora dopo la suddetta rapina, si e’ visto aggravare la misura in quella degli arresti domiciliari.

Militari della stazione carabinieri di Marcianise inoltre davano esecuzione ad un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa in data odierna dall’ufficio g.i.p. tribunale Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di Gaetano Esposito classe 79, residente in Marcianise, tossicodipendente, pregiudicato, poiche’ ritenuto responsabile del reato di estorsione continuata. il provvedimento restrittivo e’ scaturito dalla segnalazione redatta alla competente autorita’ giudiziaria dagli stessi militari a seguito di reiterati episodi di violenza commessi dall’Esposito nei confronti dei propri genitori, costretti in piu’ occasioni, mediante violenze e minacce, a versargli somme di denaro. l’arrestato e’ stato associato alla casa circondariale di santa maria capua vetere

OPERAZIONE SCALA REALE , DOMANI INIZIANO GLI INTERROGATORI

Operazione Scala Reale , due gip per interrogare le 21 persone coinvolte . Si svolgeranno presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere e Pozzuoli per le donne domani mattina gli interrogatori delle persone coinvolte e poste in stato di fermo . Il Gip Dottor Caparco e la dottoressa Cervo del tribunale della città del foro sarano coloro che vranno il compito di eseguire i primi interrogatori Intanto per le persone coinvolte il pubblico ministero ha imposto il divieto di incontro anche con gli avvocati . In sostanza nonnpotranno colloquiare con nessuno fino a quando saranno eseguiti tutti gli interrogatori.Ma si pensa già ai riesami poichè i gip si dichiararerano incopetenti per territorio, ma convalideranno i fermi in ordinanza di custodia cautelare e si spera che qualche personaggi uscirà agli aresti domiciliari. L’indagine che si è conclusa con 21 decreti di fermo spiccati dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, è stata avviata agli inizi di quest’anno con la finalità di disarticolare un’organizzazione criminale di tipo camorristico, dedita all’imposizione di videopoker negli esercizi commerciali ubicati prevalentemente in Santa Maria Capua Vetere e nei comuni limitrofi. Attraverso riscontri di p.g. ed attività tecniche, si è accertato che i componenti di tale organizzazione (gerarchicamente strutturata con al vertice il pregiudicato locale AMATO Salvatore cl.’56 collaborato da quattro luogotenenti con alle dipendenze manovalanza autoctona, albanese e rumena), oltre ai reati di cui sopra, si rendevano protagonisti di frequenti scontri con altre bande criminali del posto, avvalendosi anche dell’utilizzo di armi, per affermare in maniera crescente il loro controllo del territorio. Tale situazione aveva inciso notevolmente sulla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nel comune di Santa Maria Capua Vetere, tanto da indurre l’Amministrazione locale a portare la vicenda all’attenzione delle Autorità provinciali di P.S.

ELENCO PERSONE FERMATE :
1.AMATO Salvatore cl. 1956;
2.AMATO Antonio cl. 1962;
3.AMATO Giuseppe cl. 1952;
4.VARVELLA Alfonsina cl.1959;
5.VARVELLA Claudio cl. 1965;
6.AMATO Rosa cl.1977;
7. CASERTANO Maria Giuseppa cl. 1964;
8. AMATO Rosa (intesa Rossella) cl. 1986;
9. BARRACANO Antonio cl. 1983;
10. D’ONOFRIO Angelo cl. 1987;
11. D’ONOFRIO Pasquale cl. 1982;
12. PAOLELLA Giovanni (inteso “O’ TABU’ ” oppure “O’ CASALESE”) cl. 1979;
13. NAPPA Raffaele cl. 1980;
14. DI DONATO Pasquale cl. 1981;
15. HASBAJRAMI Fatos (inteso Andrea) cl. 1984, albanese;
16. HASBAJRAMI Vilson (inteso Soni) cl. 1988, albanese;
17. NEDELCU Ananie (inteso “Alessandro il magro”) cl. 1985, rumeno;
18. NEDELCU Vasile cl. 1983, rumeno;
19. LUCACI PETRU Madalin cl.1986, rumeno;
20. BODNARIU Alexandru Ionut (inteso “Alessandro il Chiatto”) cl. 1983, rumeno;
21. APATREI Virgil (inteso “Virgilio”) cl. 1985.

A SAN PRISCO LE FINALI NAZIONALI ALLIEVE DI PALLANUOTO


San Prisco. Presentato ieri mattina a Napoli il grande appuntamento estivo sportivo che avrà luogo a San prisco piccolo centro casertano. Alla presenza di autorevoli rappresentanti della Federazione Italiana Nuoto e del Comitato Regionale Campano si è svolta la presentazione delle finali nazionali allievi femminili under 15 presso il circolo posillipo di Napoli . Le gare si disputeranno presso la piscina comunale gestita dal Circolo Villani di cui Fabio Villani ne il presidente , ma quest’anno è stato nominato fiduciario provinciale dal presidente regionale Paolo Trapanese. Le squadre che si affronteranno nei giorni 6/7/8/9 agosto 2009 presso la piscina comunale sono ben 8 fra cui Rari Nantes Camogli, CN Vela Ancona, Posillipo, Flegreo , che compongono il primo girone , Rapallo, Bogliasco, Nuoto Prato e Blue team che fanno parte del secondo girone . Gli incontri saranno disputati con la formula del girone all’italiana con partita di sola andata poi si passerà ai quarti semifinale e fasi finali che si disputeranno fra sabato e domenica 9 agosto . L’appuntamento vedrà impegnate più di 70 atlete che gareggeranno fra di loro per assegnarsi il titolo di campione d’Italia categoria allieve under 15 per la pallanuoto femminile 20069. E’ senz’altro un passo importate per la società gestita da Fabio Villani e dalla sua famiglia poiché è la prima volta che San Prisco diventa teatro di finali nazionali ai massimi livelli.

Spartacus 3 . Il Gip dichiara inefficace la misura restrittiva di Carmine Noviello

Casal di Principe. Scarcerato Carmine Noviello. Era stato posto in stato di detenzione domiciliare con l’ordinza di Spartacus 3 . Il Giudice delle indagini preliminari del tribunale di Napoli Claudia Picciotti ha accolto l’istanza dell’avvocato Guglielmo Ventrone ed ha dichiarato inefficace la misura restrittiva della liberta personale. L’Ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 22138/05 PM, nr. 43563/05 GIP, nr. 871/08 OCC, fu emessa in data 16.09.2008 dal Gip Ufficio 20° presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di 98 persone arrestate il 30 settembre 2008 dalla Squadra Mobile di Caserta, in quanto ritenuti tra i più rappresentativi esponenti del clan dei Casalesi. Dalle indagini svolte, si è accertata la presenza di una cassa comune utilizzata anche per il pagamento degli stipendi ai vari affiliati che nella totalità ammontano, solo per gli odierni indagati, a circa 300.000 euro mensili; la cassa era alimentata dai proventi delle attività illecite effettuate nell’intera provincia di Caserta ed in particolar modo dal ricavato delle estorsioni commesse dai vari referenti zonali e che corrispondono, per quelli accertati, a milioni di euro.Tra le attività estorsive ( numerosissime) poste in essere dagli affiliati al clan, di particolare rilievo è quella effettuata ai danni dei fratelli Orsi, impegnati fino all’anno 2004 nella raccolta dei rifiuti solidi urbani nell’area CE4 (Castel Volturno, Mondragone, Grazzanise, S.Maria la Fossa), costretti a versare la somma di 125 mila euro; quella ai danni della Ferrovia Alifana, che versava alle casse del clan rate oscillanti tra i 25.000 ed i 50.000 euro e quella ai danni all'IMPRE.CO - consorzio di imprese tessili - a versare la somma di 15 mila euro mensili.Le indagini prendevano spunto dal ritrovamento durante una perquisizione eseguita dalla Polizia presso l’abitazione di Schiavone Vincenzo, alias Copertone, di diverse liste riportanti, divisi per zona, i nominativi degli affiliati e i rispettivi capi zona nonché lo “stipendio” percepito da ciascuno di essi. Nel corso della medesima perquisizione veniva altresì rinvenuto un computer il cui hard disk veniva sottoposto ad accurate analisi scientifiche che hanno consentito di recuperare dalla memoria parte di file cancellati riportanti anch’essi organigrammi e resoconti delle attività del “clan”.

mercoledì 29 luglio 2009

OPERAZIONE SCALA REALE. IL COMUNICATO DELLA DDA DI NAPOLI E L'ELENCO DEI FERMATI

PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE DI NAPOLI
Direzione Distrettuale Antimafia

Operazione “SCALA REALE”


Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno dato esecuzione a 21 decreti di fermo del P.M. emessi dalla D.D.A. di Napoli nei confronti di altrettante persone indagate per “associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsioni, usura, illecita concorrenza con violenza e minaccia ed altro”.
L’indagine è stata avviata agli inizi di quest’anno con la finalità di disarticolare un’organizzazione criminale di tipo camorristico, dedita all’imposizione di videopoker negli esercizi commerciali ubicati prevalentemente in Santa Maria Capua Vetere e nei comuni limitrofi. Attraverso riscontri di p.g. ed attività tecniche, si è accertato che i componenti di tale organizzazione (gerarchicamente strutturata con al vertice il pregiudicato locale AMATO Salvatore cl.’56 collaborato da quattro luogotenenti con alle dipendenze manovalanza autoctona, albanese e rumena), oltre ai reati di cui sopra, si rendevano protagonisti di frequenti scontri con altre bande criminali del posto, avvalendosi anche dell’utilizzo di armi, per affermare in maniera crescente il loro controllo del territorio. Tale situazione aveva inciso notevolmente sulla situazione dell’ordine e della sicurezza pubblica nel comune di Santa Maria Capua Vetere, tanto da indurre l’Amministrazione locale a portare la vicenda all’attenzione delle Autorità provinciali di P.S.
Il gruppo criminale otteneva guadagni molto ingenti attraverso:
- l’imposizione dei videopoker, non solo nei bar, ma anche all’interno di altre attività commerciali aperte al pubblico, quali rivendite tabacchi, edicole, negozi di frutta e verdura, ecc., estromettendo altre ditte concorrenti;
- la truffa perpetrata ai danni dei giocatori attraverso la possibilità di controllo “da remoto” delle vincite, sempre percepite da soggetti inviati a tal uopo dall’organizzazione presso le attività commerciali ove la macchinetta stava per raggiungere il livello di “saturazione” (tecnica del cd. “scoppio”); è in corso d’accertamento anche l’ipotesi di un’eventuale truffa ai danni dei Monopoli di Stato mediante la manomissione del funzionamento delle schede per apparecchiature videopoker;
- il reimpiego del denaro percepito in prestiti concessi ad elevatissimo tasso usurario, in maniera generalizzata.
Il livello di violenza e di pericolosità esercitato dalla banda era talmente elevato ed indiscriminato che le vittime di brutali spedizioni punitive potevano essere non soltanto i titolari di attività commerciali presso cui erano imposti i videopoker o i debitori che non riuscivano a pagare gli interessi usurari o gli appartenenti a gruppi criminali opposti, ma qualsiasi cittadino che fosse venuto in contrasto con uno dei componenti, fosse anche soltanto per una questione di viabilità o per uno sguardo di troppo.
Oltre ai provvedimenti di cattura, sono stati eseguiti i sequestri di un centinaio di apparecchi videopoker, dodici autovetture, conti correnti bancari ed un bar, tutti riconducibili al gruppo criminale.

La figura del pregiudicato AMATO Salvatore è quella che maggiormente spicca tra le persone arrestate. In passato sono stati accertati suoi stretti legami con il clan BELFORTE di Marcianise. Nel marzo ’99 suo figlio Carlo fu selvaggiamente ucciso durante il Mak P del Liceo Scientifico, festa cui parteciparono anche rampolli di esponenti di vertice del clan dei Casalesi. A Santa Maria Capua Vetere l’AMATO ha sempre goduto di una sostanziale autonomia che gli ha permesso di crearsi un proprio gruppo criminale, mascherato dietro il “paravento legale” delle imprese specializzate nella distribuzione di videopoker. Le modalità con cui veniva esercitata tale attività imprenditoriale gli hanno consentito di accumulare nel corso degli anni introiti milionari, di fronte ai quali impallidiscono anche i guadagni che altre organizzazioni criminali ottengono mediante attività illecite di altro genere, quali il traffico di droga o le estorsioni. Inoltre, il rischio di essere perseguiti dalla legge in questo ramo d’impresa era sicuramente minore alle attività criminose “tradizionali”: l’AMATO si professava imprenditore, con alle dipendenze una folta manovalanza di malviventi autoctoni, albanesi e rumeni, regolarmente assunti da un punto di vista legale, sempre pronti ad assecondare tutte le direttive del “capo”. Il capo-settore in questo caso era l’albanese HASBAJRAMI Fatos inteso “Andrea”, che l’AMATO ha accolto in casa propria come un figlio dopo la morte del figlio Carlo. Con tali premesse, il gruppo criminale ha sempre più allargato il proprio campo d’azione, costringendo gran parte degli operatori commerciali del territorio a collocare nei propri esercizi le “macchinette” delle imprese riconducibili all’AMATO, monopolizzando l’intero settore e confidando nella ovvia omertà dei titolari delle attività commerciali, il cui contributo in quest’attività d’indagine è stato pressoché inesistente. Nel mese di febbraio u.s., inoltre, allorquando sono stati commessi dei furti all’interno di esercizi commerciali ove erano allocate alcune macchinette, l’AMATO ha predisposto “ronde notturne” attuate dai propri dipendenti con il compito di controllare che non fossero commessi ulteriori furti.
Oltre ai guadagni percepiti attraverso la percentuale dovuta alle imprese concessionarie della distribuzione delle macchinette, l’organizzazione lucrava anche attraverso sistemi ingannevoli di controllo “da remoto” delle vincite: in pratica, avendo la possibilità di controllare attraverso terminali informatici quando una macchinetta era sul punto di erogare eventuali vincite, fiancheggiatori dell’organizzazione venivano inviati a “giocare” su quel determinato apparecchio, fino a quando non percepivano la vincita. L’illusione dei tanti clienti che affidano al gioco le proprie speranze di vincita erano assolutamente vane: non avrebbero mai vinto. Tale “inganno” veniva, in alcuni casi, compiuto anche attraverso la complicità di qualche gestore di attività commerciale che ospitava la macchinetta, tenendo spento l’apparecchio fino a quando non fosse arrivato un adepto, al fine di evitare che terzi “impropriamente” potessero percepire la vincita.
Gli ingenti introiti derivanti da tale attività venivano quindi riutilizzati in prestiti concessi a tassi usurari elevatissimi: in particolare, specializzati nella “vendita dei soldi” erano i fratelli dell’AMATO ed il convivente della figlia di uno di essi, a nome BARRACANO Antonio cl.’83, soggetto altamente pericoloso per la violenza che accompagna quasi tutte le sue azioni. Vittime ne sono state in particolare i titolari di attività commerciali restii in un primo momento ad allocare le macchinette nei propri esercizi, e per tale motivo “persuasi” dal BARRACANO; coloro che non riuscivano a rispettare, anche di una mezzora, la scadenza dei pagamenti degli interessi usurari; chi malauguratamente avesse avuto con lui screzi per motivi banali, quali una mancata precedenza.
In diverse circostanze, il gruppo criminale si è reso protagonista di spedizioni punitive di particolare gravità, di cui se ne riportano alcune a titolo esemplificativo:
- nel luglio 2008 furono distrutti macchinari e pestati due medici all’interno del locale Pronto Soccorso, ritenuti colpevoli di non aver prestato in maniera solerte le cure del caso ad uno dei fratelli di AMATO Salvatore;
- in data 26 febbraio u.s. furono arrestati undici componenti della banda AMATO, che avevano attuato una spedizione punitiva al rione I.A.C.P. ai danni della famiglia PAOLELLA;
- in data 6 maggio u.s. tre nomadi furono selvaggiamente picchiati mentre sedevano davanti ad un bar, in quanto uno di essi aveva avuto una discussione con un componente della banda.

Nel panorama criminale della provincia casertana, Santa Maria Capua Vetere non ha mai avuto un vero e proprio clan federato alle organizzazioni camorristiche tradizionalmente dominanti in Terra di Lavoro: vi sono sempre stati gruppi criminali che hanno operato in condizione di “vassallaggio” sia nei confronti del clan dei Casalesi che nei confronti del clan Belforte di Marcianise; inoltre le estorsioni ad attività imprenditoriali e commerciali sono state commesse da pregiudicati provenienti ora da Casal di Principe, ora da Marcianise. E’ stato l’ultimo luogo di residenza del pregiudicato sanciprianese CATERINO Sebastiano (ivi assassinato nell’ottobre 2003, ultimo omicidio di camorra in città) legato alla fazione perdente scissionista DE FALCO – QUADRANO, ed inoltre negli ultimi anni è diventato luogo di forte espansione economica della camorra casalese da un punto di vista edilizio, imprenditoriale e commerciale. In tale contesto, AMATO Salvatore ha, con il tacito consenso dei clan tradizionali, imposto il suo predominio imprenditorial-criminale sulla città del Foro. Con l’operazione eseguita dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, si può senza ombra di dubbio affermare che è stato stroncato l’unico gruppo camorristico organicamente strutturato, con proprie basi e radici in Santa Maria Capua Vetere.


Napoli, 29 luglio 2009
ELENCO PERSONE FERMATE :
1. AMATO Salvatore cl. 1956;
2. AMATO Antonio cl. 1962;
3. AMATO Giuseppe cl. 1952;
4. VARVELLA Alfonsina cl.1959;
5. VARVELLA Claudio cl. 1965;
6. AMATO Rosa cl.1977;
7. CASERTANO Maria Giuseppa cl. 1964;
8. AMATO Rosa (intesa Rossella) cl. 1986;
9. BARRACANO Antonio cl. 1983;
10. D’ONOFRIO Angelo cl. 1987;
11. D’ONOFRIO Pasquale cl. 1982;
12. PAOLELLA Giovanni (inteso “O’ TABU’ ” oppure “O’ CASALESE”) cl. 1979;
13. NAPPA Raffaele cl. 1980;
14. DI DONATO Pasquale cl. 1981;
15. HASBAJRAMI Fatos (inteso Andrea) cl. 1984, albanese;
16. HASBAJRAMI Vilson (inteso Soni) cl. 1988, albanese;
17. NEDELCU Ananie (inteso “Alessandro il magro”) cl. 1985, rumeno;
18. NEDELCU Vasile cl. 1983, rumeno;
19. LUCACI PETRU Madalin cl.1986, rumeno;
20. BODNARIU Alexandru Ionut (inteso “Alessandro il Chiatto”) cl. 1983, rumeno;
21. APATREI Virgil (inteso “Virgilio”) cl. 1985.


OPERAZIONE SCALA REALE . ECCO GLI ESERCIZI COMMERCIALI DOVE SONO STATI SEQUESTRATI I VIDEO POKER













Operazione Scala Reale a Santa Maria Capua Vetere

CASERTA – OPERAZIONE ANTICAMORRA DEI CARABINIERI: ARRESTATE 21 PERSONE DEDITE ALL’IMPOSIZIONE DI VIDEOPOKER A SANTA MARIA CAPUA VETERE.

DALLE PRIME ORE DELL’ALBA, I CARABINIERI DI SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE) STANNO ESEGUENDO VENTUNO DECRETI DI FERMO EMESSI DALLA D.D.A. DI NAPOLI NEI CONFRONTI DI ALTRETTANTE PERSONE RESPONSABILI DI “ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI TIPO MAFIOSO, ESTORSIONI, USURA, ILLECITA CONCORRENZA CON VIOLENZA E MINACCIA ED ALTRO”.
L’OPERAZIONE HA CONSENTITO DI SMANTELLARE UN GRUPPO CAMORRISTICO CHE SI OCCUPA DELL’IMPOSIZIONE VIOLENTA DI VIDEOPOKER IN SANTA MARIA CAPUA VETERE ED IN MOLTI ALTRI COMUNI DELLA PROVINCIA DI CASERTA.
NEI MESI SCORSI I COMPONENTI DEL GRUPPO SI SONO RESI PROTAGONISTI DI EFFERATI SCONTRI CON OPPOSTE BANDE CRIMINALI PER AFFERMARE IL CONTROLLO DEL TERRITORIO, CREANDO UNA SITUAZIONE DI VERO E PROPRIO ALLARME SOCIALE.
SEQUESTRATE CENTINAIA DI MACCHINETTE VIDEOPOKER, DODICI AUTOVETTURE, CONTI CORRENTI ED UN BAR RICONDUCIBILI AI MEMBRI DELL’ORGANIZZAZIONE.

martedì 28 luglio 2009

AGGRESSIONE AL CONSIGLIERE RAUSO LE RIFLESSIONI DI UNA CITTADINA SAMMARITANA

Nel leggere la nota diramata dai segretari dei partiti di maggioranza PD, Partito Socialista, IDV, Rifondazione Comunista pubblicata sulla stampa locale del 26 Luglio e relativo all’aggressione subita dal Consigliere Gaetano Rauso non è difficile calarsi nei panni del buon Lubrano ed esclamare “La domanda sorge spontanea!”. A dire la verità sorgono spontanee un po’ di domande.
L’invito al senso di responsabilità e al dialogo civile espresso dai partiti di maggioranza a chi è rivolto? Forse a chi nega il Salone degli specchi alle Associazioni, a chi cerca di imbavagliare l’informazione impedendo la distribuzione di un giornale……
Come si fa a strumentalizzare un episodio così grave? E per che cosa? Forse si voleva dire che l’aggressione al Consigliere d’opposizione potrebbe rappresentare un altro pezzo di un puzzle, e che quindi avvalora la richiesta di una commissione d’accesso.
Da quando una verifica sulla legalità e la correttezza dell’azione amministrativa può screditare cittadini ed operatori economici onesti? Al massimo rappresenta un punto a favore del Sindaco e degli amministratori che hanno la possibilità di dimostrare di aver agito nel pieno rispetto delle leggi e nel solo interesse dei cittadini.

Su una affermazione si può concordare: la fiducia negli organi preposti ad acclarare la chiarezza dei comportamenti e degli atti amministrativi…….la speranza è l’ultima a morire.

AGRESSIONE A RAUSO 2 : IL COMUNICATO DELLE ASSOCIAZIONI


Non si può che rimanere esterrefatti alla lettura del comunicato stampa che i segretari dei partiti, attuali sostenitori dell’amministrazione di Santa Maria Capua Vetere, hanno diramato domenica 26 luglio in merito all’aggressione, di chiara matrice camorristica , subita dal consigliere Rauso
Ciò che è certamente da stigmatizzare è l’affermazione circa il “ discredito che deriverebbe ai cittadini ed operatori economici l’eventuale intervento di una commissioni di accesso”
Noi la pensiamo esattamente al contrario.
La commissione di accesso servirebbe a sgombrare il campo da ogni sospetto od illazione con indubbi vantaggi per la città.
In relazione invece alla solidarietà espressa da qualche consigliere di maggioranza é da evidenziare che il pericolo più grave che si corre allorquando si è oggetto di attenzione delle organizzazioni criminali è l’isolamento.
In tali circostanze le testimonianze di vicinanza, di solidarietà , di appoggio, di sostegno, di partecipazione devono essere senza “se” e senza “ma”.
Dobbiamo purtroppo constatare che il momento che stiamo vivendo rappresenta il punto più basso per la vita politica della nostra città.
Mai è successo che a coloro che erano in dissenso con l’amministrazione venisse negato l’utilizzo delle strutture comunali.
Mai alcun consigliere comunale ha dovuto temere per la sua incolumità.
Tutto questo non è legato al dibattito politico.
Qui non ci troviamo di fronte a squadracce di destra che si contrappongono a squadracce di sinistra. La matrice dell’aggressione è ben diversa.
Sembra, infatti, che vi siano elementi oggettivi che fanno ritenere l’aggressione un fatto intimidatorio connesso all’attività di denuncia e di critica posta in essere dal consigliere Rauso.
Tutto ciò avviene in un momento in cui la nostra città è governata da un’amministrazione debole e politicamente delegittimata perché frutto di un ribaltone e sostenuta da partiti che nell’ultima tornata elettorale hanno ottenuto risultati scandalosamente negativi.
Già qualche mese fa l’amministrazione di Santa Maria Capua Vetere è stata portata, per ben due volte, all’attenzione del Parlamento Nazionale per possibili infiltrazioni camorristiche ed in particolare l’on. Milo, con una interpellanza all’on Maroni, Ministro degli Interni, chiese l’invio di una commissione di accesso.
Quest’ultima richiesta registrò la nervosa reazione dell’ avv. Stellato, consigliere regionale, del dr Iodice, già sindaco di Santa Maria Capua Vetere e attuale segretario provinciale del P.D., e dell’attuale Sindaco, che accusarono, tra l’altro, il parlamentare di aver descritto una realtà diversa rispetto al clima, a loro dire, sereno e pacato che viene vissuto nella nostra città.
Meglio avrebbero fatto i tre esponenti politici a tacere. I fatti hanno dimostrato che l’on Milo conosce molto bene le vicende della nostra Città.
Nell’ultimo mese è stato aggredito verbalmente, anche se per ben altre motivazioni, il vice-sindaco, avv. Nicola Leone (a proposito, è stato dimostrato che l’aggressore è un accanito lettore del Popolo Samaritano?) e successivamente il Consigliere Rauso.
Cosa dobbiamo aspettare che ci scappi il morto?
Questa riunione dei segretari di maggioranza, che non era stata tenuta in occasione del ribaltone e dei rimpasti, né per l’analisi del disastroso risultato del voto, assume il significato di un patetico e disperato tentativo di impedire l’invio della commissione di accesso, da nessuno invocata in occasione dell’ultima vicenda perché è dai fatti che se ne evince l’ovvia necessità.
Certamente non basta richiamarsi ad un generico “per il bene della città” e “la difesa dei tanti sammaritani onesti”. Sono proprio quest’ultimi che vogliono vederci chiaro in merito alle denunce sollevate dal consigliere Rauso in tema di urbanistica ed edilizia, nonché sulle presunte tangenti che sarebbero state pagate.
D'altronde, se si ha la coscienza tranquilla e si ha fiducia nelle istituzioni, dovrebbe essere interesse dell’amministrazione, sindaco in testa, richiedere una verifica degli atti in modo da uscire definitivamente da questo cono d’ombra che è piombato su tutti noi.
Ed infine ai segretari di centrosinistra, attuali sostenitori della maggioranza, che si preoccupano tanto di questa temuta commissione di accesso, rivolgiamo una semplice domanda:
Sono a conoscenza delle manovre del Sindaco Giudicianni che di qui a poco potrebbero portare ad un nuovo ribaltone ?
Il Girasole
I Gladiatori
Campania Felix
Rinascita Cittadina
Risveglio Sammaritano

MARIELLA UCCELLA : L'AGGRESSIONE AL CONSIGLIERE RAUSO E' UN SENTIMENTO CHE DEVE APPARTENERE AD OGNI CITTADINO



Lo sdegno per l’aggressione subita dal Consigliere Comunale Gaetano Rauso è un sentimento che deve appartenere ad ogni cittadino sammaritano perché gli esponenti politici della Città devono essere considerati il bene democratico assoluto perché essi sono stati scelti dai cittadini e, indipendentemente dall’ essere espressione di maggioranza o di opposizione, sono i politici ai quali noi abbiamo affidato la nostra città e, perché no, anche il nostro futuro.
Già il primissimo periodo di consiliatura fu foriero delle difficoltà di governabilità che la città avrebbe vissuto e la nascita del Partito Democratico, espressione e sintesi dei partiti del centro sinistra, ci fece vivere momenti di speranza e di grandi attese convinti che il PD sarebbe stata la casa comune per tutti i cittadini che volevano dismettere le vesti di sudditi impotenti della politica personalistica ed oscurantista ed essere artefici dell’obiettivo unificante della costruzione di una rinnovata etica politica.
A tutt’oggi, purtroppo, assistiamo ad una gestione politico-amministrativa arrogante e presuntuosa, ancor più che nel passato, anche di coloro che si identificano nel Partito Democratico come appartenenza politica e partitica.
Il recupero valoriale della politica non c’è stato e sono poche le voci che in maggioranza e opposizione si ergono a custodi e paladini dell’etica nella pubblica amministrazione.
Il programma della coalizione che vinse le elezioni è stato stravolto o dimenticato; i passaggi ballerini dei Consiglieri Comunali da un’area ad un’altra ormai fanno parte della consuetudine e le esigenze dei cittadini sono sottoposte alle necessità utilitaristiche di soggetti politici o anche solo amministrativi che ci fanno assistere a ripetuti e maldestri tentativi di liquidare dolorose e traumatiche inefficienze dicendoci che non si poteva fare meglio e che non si poteva fare di più.
Queste riflessioni non vogliono essere un’ulteriore inutile accusa, ma vogliono essere il richiamo a tutti quelli che nel Partito Democratico, liberi da legacci, possono ancora testimoniare al Consigliere Gaetano Rauso la loro solidarietà in modo affettuoso come certamente è stato fatto, ma anche in modo istituzionale vero senza pregiudizi o ancora di più senza paura di essere solidale con chi vuole liberamente esprimere il suo dissenso o anche solo le sue ansie e preoccupazioni per il futuro della nostra Città.
La posta in gioco è il futuro della nostra democrazia e la chiarezza dei comportamenti, anche nel locale Partito Democratico, è elemento imprescindibile ed essenziale per la difesa della nostra libertà di espressione come massimo valore sociale e politico di ogni uomo democratico.

Dott.ssa Leonardi Maria Uccella
Delegata Regionale PD

SANTA MARIA CAPUA VETERE :AGGRESSIONE A RAUSO, LA MAGGIORANZA MINIMIZZA L'ACCADUTO , MA NON SA CHE LE INDAGINI VANNO AVANTI

Gaetano Rauso ieri ha ringraziato chi nei giorni scorsi gli ha espresso solidarietà dopo l’increscioso episodio consumato nei presi della sua abitazione . Il consigliere comunale di Santa Maria Capua Vetere lo ha fatto con la consapevolezza di sempre con tutte le forze democratiche della città e dei cittadini comuni i quali si sono incontrati con il consigliere comunale che ha subito l’aggressione fuori casa . Si è parlato anche di una strumentazione dell’accaduto dovuto per lo più a beghe che non hanno riferimento con la città, ma con fatti di del comune di Casagiove, dove ricopre un incarico istituzionale . Bisogna innanzi tutto affermare che ciò non corrisponde al vero, anzi, se l’aggressione subita faceva riferimento a fatti e circostanze accaduti nel comune di Casagiove Gaetano Rauso lo avrebbero fermato prima di giungere a santa Maria Capua Vetere e in quella circostanza sarebbe stato consumato il fattaccio. La conferma è la solidarietà tempestiva espressa dall’assise comunale e dal sindaco in carica il giorno dopo l’aggressione . Cosa ben diversa accaduta a Santa Maria Capua Vetere. Non a caso c’è stato un tentennamento da parte dei consiglieri di maggioranza e minoranza e soltanto due giorni dopo l’accaduto e dopo che Gaetano Rauso si è presentato la sera stessa alla riunione dell’unione dei Comuni nella sala del consiglio comunale di Santa Maria Capua Vetere visibilmente provato , sono fioccati gli attestati di stima. C’è, però, un chiaro di segno di minimizzare l’accaduto cercando anche di sviare quello che è stato il più chiaro segnale di intimidazione, dovuto appunto alla libertà di pensiero espresso con dichiarazioni a mezzo stampa del consigliere Rauso. Dai comunicati stampa che sono giunti presso le redazioni dei giornali e quello poi congiunto dei partiti democratici di Centro, quest’ultimo è stato poi quello che destato più interesse . Infatti DC, Udeur, UDC, Mpa hanno espresso perplessità sulla condizione amministrativo e politica della città facendo riferimento a chiare lettere all’interrogazione dell’onorevole Milo sulla richiesta di una commissione d’acceso. La stessa che fu richiesta già qualche mese addietro dall’onorevole Nespoli sollecitata da personaggi ambigui che radicano la loro politica nel centro destra e dopo le forze politiche di maggioranza si dichiarano bene accetto alla richiesta dell’interrogazione, mentre per quella di Milo ci fu una reazione scomposta. Alla fine anche le forze politiche del centro sinistra che governano la città hanno espresso il loro parere facendo riferimento alla demagogia della commissione d’accesso . e’ stato il classico autogol.

lunedì 27 luglio 2009

Città della Bufala: Conferenza Stampa per la presentazione della 32ª edizione della Sagra della Mozzarella e del Protocollo d’Intesa tra i Comuni


Città della Bufala: Conferenza Stampa per la presentazione della 32ª edizione della Sagra della Mozzarella e del Protocollo d’Intesa tra i Comuni di Cancello ed Arnone, Telese e Falciano del Massico per la realizzazione di un nuovo percorso enogastronomico
Mercoledì 29 luglio alle ore 11, presso la sede Anci dell’Associazione Res Tipica, avrà luogo a Roma la Conferenza Stampa per la presentazione della 32a edizione della Sagra della Mozzarella e del Protocollo d’Intesa siglato dai Comuni di Cancello ed Arnone, Telese e Falciano del Massico per la realizzazione di un percorso enogastronomico. Sarà presente il Presidente dell’Associazione Città della Bufala Pasqualino Emerito, Sindaco di Cancello e Arnone (Ce), il Comune che ha promosso ed organizzato la 32a Sagra della mozzarella. Il sindaco Emerito ha dichiarato che l’evento di quest’anno, che si svolgerà nei giorni 8 e 9 agosto 2009, sarà di “straordinaria portata per il rilancio del prodotto”, dopo che il settore nell’ultimo periodo ha dovuto subire una progressiva contrazione nelle vendite per le note vicende della brucellosi bufalina e di un certo limitato e discutibile uso della somatropina. “Cancello ed Arnone ha un’economia prevalentemente agro-zootecnica con un notevole numero di capi bufalini e numerose aziende dedite alla trasformazione del latte e alla relativa produzione di mozzarella ed altri derivati, che costituiscono lo zoccolo duro dell’economia locale’’. “La mozzarella di bufala campana – si legge ancora nella premessa al protocollo d’intesa stilato per la costituzione di un percorso enogastronomico con la città di Telese (Bn) ed il comune di Falciano del Massico (Ce) - è riconosciuta con marchio D.O.P. rientrante tra i prodotti alimentari più conosciuti al mondo”. Per questo motivo la sagra di quest’anno sarà di forte rilancio del prodotto. “Il format della Sagra – ha dichiarato infatti Emerito – farà leva su un marcato ritorno alle origini”. Significativa la denominazione scelta per la 32a edizione: “ Via Lattea”.
Il protocollo, approvato dal consiglio comunale con delibera n. 24, nella seduta del 9 luglio scorso, avrà come finalità “la condivisione di una proposta programmatica, tra il Comune di Cancello ed Arnone, la Città di Telese ed il Comune di Falciano del Massico, per la realizzazione di un percorso mirato alla tutela e alla promozione del territorio locale dei soggetti firmatari, mettendo in sinergia principalmente le tradizioni enogastronomiche, nonché le attività artigianali e commerciali dei luoghi in cui si vive, l’ambiente, la storia, i monumenti, rendendo ciascuno consapevole delle ricchezze del passato e delle potenzialità del presente per un sicuro progresso civile, economico e culturale”.
Insomma, una promozione territoriale a 360 gradi. Infatti, l’obiettivo primario che i soggetti firmatari intendono perseguire è quello di attuare un sistema integrato e coordinato per la individuazione, pianificazione, organizzazione e gestione di progetti di intervento finalizzati alla promozione enogastronomica e non dei prodotti locali e, segnatamente, della Mozzarella di Bufala Campana D.O.P., prodotta nel comune di Cancello ed Arnone, nonché in altre oasi situate lungo il fiume Volturno; il vino Falerno e l’olio di oliva, prodotti tipici del Comune di Falciano del Massico, nonché riserva naturale del lago; e il vino La Falanghina, prodotto nella Città di Telese, oltre alle rinomate acque delle Terme della stessa città.
Si mira, nello specifico, ad incrementare le potenzialità ricreative e produttive delle aree interessate, attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici di ciascuna zona di produzione, creando altresì elementi di attrattiva turistica di carattere naturalistico, ambientale, culturale e storico. La realizzazione degli itinerari enogastronomici dovrà servire anche ad incrementare ed incentivare la commercializzazione dei prodotti tipici locali. I tre enti firmatari, s’impegnano ancora a sostenere, in sinergia tra di loro, l’organizzazione di fiere e manifestazioni, anche a carattere rievocativo delle tradizioni e delle culture locali. La salvaguardia delle componenti ambientali fondamentali (acqua, aria, suolo e sottosuolo) rappresenta l’ulteriore sfida che i Comuni che hanno siglato il protocollo d’intesa si pongono. L’accordo avrà la durata di un anno ma sarà rinnovabile.

L’AMMINISTRAZIONE INCONTRA I VERTICI DELLA ACMS: AL VIA LA PROGETTAZIONE DI NUOVE LINEE DI PERCORRENZA PER COLLEGARE CENTRI NEVRALGICI URBANI.




Marcianise. In linea con la programmazione relativa alla rete viaria, ed esposta all’assise dello scorso venerdì,ieri mattina, presso la sala giunta del comune, il sindaco Antonio Tartaglione, ed il suo vice Paride Amoroso hanno incontrato i delegati della Acms, coordinati nell'occasione dall’ingegnere Garofalo. L’azienda, che gestisce il servizio di trasporto urbano in molte delle province di Terra di Lavoro, è stata convocata per concertare un nuovo piano di percorrenza, che inglobi centri nevralgici cittadini. Attenzione particolare è stata riservata alle linee di collegamento tra la stazione ferroviaria, il locale ospedale e la casa cimiteriale, in modo da permettere sia a studenti di medicina fuori sede, sia ad abitanti, sprovvisti di autovettura propria, di poter raggiungere facilmente strutture di tale importanza. Anzi, addirittura, presso il locale nosocomio sarebbe stato individuato un capolinea, e, proprio per l’occasione, all’interno del medesimo verrebbe impiantata una tettoia ad hoc. Il progetto, secondo le previsioni assembleari, dovrebbe essere realizzato per il prossimo settembre, mentre ad ottobre potrebbe essere attivato un servizio di collegamento, che raccordi il centro urbano con le realtà commerciali, insediate sul territorio. Contestualmente, ed a titolo gratuito per il comune, saranno installate pensiline e piloni nella aree adibite alla fermata degli autobus. Affinché la pianificazione delle nuove linee di percorrenza tenga conto delle eventuali modifiche al piano traffico cittadino, l’amministrazione si impegnerà a fornire alla Acms una copia del medesimo. In coda al vertice, i convenuti all’assemblea hanno effettuato un sopralluogo nella varie zone urbane, interessate dal passaggio dei nuovi percorsi del trasporto pubblico.

DONNA TROVATA A CASAPULLA DAI CARABINIERI.

Esclusivo donna trvata in un bagagliaio percossa.
AI PROSSIMI AGGIORNAMENTI

CAMORRA : OPERAZIONE CENTO PASSI - SCARCERATE LA MARINIELLO E LA TUCCI CONVALIDATI I FERMI PER TUTTI

Libere Stefania Marinielli moglie di Giovanni Izzo assistita dall'avvocato Angelo raucci e Rosanna Cioffo compagna di Giacomo Tucci, assistita dall'avvoacto Romolo Vignola. Interrogatori fiume mattina ieri per l’inchiesta Cento Passi della DDA di Napoli. I magistrati coordinati da Fabrizio Cafiero De Raho hanno in ogni caso accerchiato le famiglie Cacciapuoti e Izzo su un giro illecito di estorsioni , episodi omicidiari collegati fra loro come una associazione criminale camorristica . Ieri davanti al Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono comparsi nell’aula degli interrogatori del carcere di Santa Maria Capua Vetere, Stefania Mariniello, moglie del boss storico del clan Giovanni Izzo attualmente detenuto, Rosanna Cioffo, compagna del boss Gioacchino Tucci attualmente detenuto, Maurizio Fusco, capozona di Vitulazio, Perrone Giovanni Augusto, correo di Minutolo Modestino, Michele Ammutinato, referente del clan a Santa Maria la Fossa, Luisa Martino, moglie del boss Cacciapuoti Alfonso, Giuseppe Cacciapuoti, figlio del boss Cacciapuoti Alfonso,Giuseppe Conte, suocero di Giuseppe Cacciapuoti,Paolo Raimondo, autista del boss Alfonso Cacciapuoti. Le donne hano risposto al gip chiarendo la loro posizione , am delò resto anche i mariti abbiano fatto la stessa cosa . Tutti sono stati posti in regime di custodia cautelare con nn maxi blitz dei carabinieri di S. Maria Capua Vetere (Caserta) che ha consentito di smantellare un gruppo appartenente al clan dei Casalesi che si occupa della gestione delle estorsioni a Grazzanise e in altri comuni della provincia di Caserta. Nove i decreti di fermo eseguiti nei confronti di altrettante persone accusate di associazione per delinquere di tipo camorristico, estorsioni e rapine. Gli arrestati, secondo i carabinieri di S. Maria Capua Vetere, fanno parte del gruppo che nella zona di Grazzanise è guidato da Alfonso Cacciapuoti, arrestato il 30 settembre dello scorso anno, nell'ambito dell'operazione "Spartacus 3". Preparavano un attentato alla caserma dei carabinieri. Questo è emerso poiché secondo gli investigatori sarebbe stato Modestino Minutolo, di 25 anni, sequestrato ed ucciso per uno sgarro nel maggio scorso insieme con altri due affiliati al clan, Giovanni Battista Papa di 45 anni e Francesco Buonanno, di 40 anni, a preparare un attentato, poi fallito, ai danni della stazione dei carabinieri di Grazzanise.

CAMORRA.ORE DECISIVE PER LA FAMIGLIA CACCIAPUOTI. INTERROGATI IN CARCERE LE PERSONE FERMATE NEL BLITZ DELLA DDA

Interrogatori fiume mattina ieri per l’inchiesta Cento Passi della DDA di Napoli. I magistrati coordinati da Fabrizio Cafiero De Raho hanno in ogni caso accerchiato le famiglie Cacciapuoti e Izzo su un giro illecito di estorsioni , episodi omicidiari collegati fra loro come una associazione criminale camorristica . Ieri davanti al Gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere sono comparsi nell’aula degli interrogatori del carcere di Santa Maria Capua Vetere, Stefania Mariniello, moglie del boss storico del clan Giovanni Izzo attualmente detenuto, Rosanna Cioffo, compagna del boss Gioacchino Tucci attualmente detenuto, Maurizio Fusco, capozona di Vitulazio, Perrone Giovanni Augusto, correo di Minutolo Modestino, Michele Ammutinato, referente del clan a Santa Maria la Fossa, Luisa Martino, moglie del boss Cacciapuoti Alfonso, Giuseppe Cacciapuoti, figlio del boss Cacciapuoti Alfonso,Giuseppe Conte, suocero di Giuseppe Cacciapuoti,Paolo Raimondo, autista del boss Alfonso Cacciapuoti. Le donne hano risposto al gip chiarendo la loro posizione , am delò resto anche i mariti abbiano fatto la stessa cosa . Tutti sono stati posti in regime di custodia cautelare con nn maxi blitz dei carabinieri di S. Maria Capua Vetere (Caserta) che ha consentito di smantellare un gruppo appartenente al clan dei Casalesi che si occupa della gestione delle estorsioni a Grazzanise e in altri comuni della provincia di Caserta. Nove i decreti di fermo eseguiti nei confronti di altrettante persone accusate di associazione per delinquere di tipo camorristico, estorsioni e rapine. Gli arrestati, secondo i carabinieri di S. Maria Capua Vetere, fanno parte del gruppo che nella zona di Grazzanise è guidato da Alfonso Cacciapuoti, arrestato il 30 settembre dello scorso anno, nell'ambito dell'operazione "Spartacus 3". Preparavano un attentato alla caserma dei carabinieri. Questo è emerso poiché secondo gli investigatori sarebbe stato Modestino Minutolo, di 25 anni, sequestrato ed ucciso per uno sgarro nel maggio scorso insieme con altri due affiliati al clan, Giovanni Battista Papa di 45 anni e Francesco Buonanno, di 40 anni, a preparare un attentato, poi fallito, ai danni della stazione dei carabinieri di Grazzanise.

i furbetti del permessino. Ecco come i sindacati truffano il governo

I furbetti del permessino
Quasi tutti nel 2007 hanno abusato dei permessi sindacali, ma noi non siamo nell’elenco dei cattivi!

Il 21 luglio la nostra Organizzazione ha ricevuto una nota della Funzione Pubblica relativa al controllo dell’utilizzo dei permessi sindacali per l’anno 2007.
La comunicazione riportava i “numeri” dei permessi di tutti i sindacati con i relativi sforamenti di alcuni e gli importi che questi devono restituire allo Stato italiano.
I giornali hanno riportato la notizia distorcendo e nascondendo alcuni dati, come sempre.
Noi vogliamo fare una completa informazione quindi riporteremo sotto tutti i numeri e gli importi da restituire.
Ricordiamo che il 2007, anno a cui si riferisce il controllo, è stato quello delle elezioni delle RSU.
Quindi utilizzare fino a più di 8 volte i permessi disponibili non ha comportato soltanto un danno all’erario ma anche una moltiplicazione illecita della possibilità i svolgere attività di propaganda e proselitismo ai danni di chi, come Federazione INTESA, si è comportato correttamente.


CGIL CISL UIL RDB CONFSAL UGL INTESA
132.537 129.576 71.855 9.073 49.593 602 5.269
Monte ore fruite
225.863 197.565 128.760 74.416 56.461 868 3.482
Ore di esubero
93.326 67.989 56.905 65.343 6.868 286 -1787
Importi da restituire
€ 1.773.194 € 1.291.791 € 1.081.195 € 1.241.517 € 130.492 € 5.054 0

Davanti a questo scandalo tutto italiano i responsabili parlano di nodo politico, di responsabilità dei dirigenti nelle sedi periferiche, di comportamento scorretto del ministro e altre amenità.
Di fatto si tratta di un illecito che, in un paese civile, darebbe seguito a un immediata restituzione del maltolto (con gli interessi) oltre alle logiche e conseguenti sanzioni amministrative e penali.
Non solo. Se un collega si assenta indebitamente, anche di un solo giorno, rischia un procedimento penale e disciplinare!
Ed invece non solo questi sindacati, che nella campagna elettorale per le RSU del 2007 hanno avuto un indubbio vantaggio che ha inciso sulla loro rappresentatività, non vogliono neppure sentire parlare di restituzione delle somme.
Siamo sicuri che se fosse capitato a noi, anche per importi molto più bassi, avremmo già avuto le carte in tribunale e la riprovazione di tutti, ad iniziare dai nostri iscritti.
Molti penseranno che siamo stati degli sciocchi a non comportarci come tutti, ma per essere una alternativa al sistema sindacale italiano occorre comportarsi di conseguenza, quindi siamo orgogliosi di non essere nella lista dei “furbetti del permessino” per offrire a tutti i colleghi una testimonianza tangibile di un sindacato che pretende correttezza e trasparenza ma che agisce coerentemente.

venerdì 24 luglio 2009

L'ala oltransista del consiglio comunale del centrosinistra denuncia " Aumenti inutili ed Ingiusti"

Dopo il consiglio comunale del 23.7, ed in particolare dopo la discussione svoltasi anche poche ore prima l’inizio del consiglio, abbiamo dovuto registrare una sostanziale diversità di opinioni in seno alla maggioranza con riferimento ad alcune questioni di evidente interesse cittadino.
Per la precisione, con riferimento all’adottato aumento delle tariffe per la sosta dei veicoli nel centro storico, in consiglio comunale abbiamo avuto modo di manifestare le nostre perplessità su un provvedimento che riteniamo inutile, profondamente ingiusto e non funzionale ad alcuna strategia che si ponga come obbiettivo la pedonalizzazione del centro storico.
Siamo, comunque sicuri che la giunta, dopo il comportamento tenuto nel corso della seduta consiliare, saprà far tesoro delle nostre osservazioni e revocherà prontamente una delibera scaturita, a nostro avviso, dalla improvvisazione e dalla mancanza del preventivo indispensabile confronto politico.
Certamente più preoccupante appare la impermeabilità, dimostrata da una parte della maggioranza, a qualsiasi ragionamento e/o dibattito politico, condita da una ostinazione assolutamente non produttiva.
Altrettanto preoccupante risulta dover constatare come l’amministrazione possa aver abbandonato la sponda di una maggioranza per così dire “politica” per ricercare costantemente appoggi trasversali ed estemporanei costruiti su non sappiamo quali basi ed aventi una prospettiva futura lunga un battito d’ali.
In pratica, nell’ultimo consiglio comunale, si è potuto assistere al confronto tra due concezioni diverse della politica, in un dibattito che affidiamo alla valutazione degli elettori: da una parte chi pone al centro dei propri interessi quello che ritiene, in coscienza, essere il bene della città, dall’altra chi fa della occupazione e della conservazione del potere il fine ultimo della sua azione.
Da oggi, come da sempre, ci adopereremo affinché in città la politica, intesa nella sua accezione più edificante, recuperi un ruolo da protagonista nell’azione di governo ed affinché non ci sia più spazio per improvvisazione e trasversalismi che di trasparente hanno ben poco.

Consiglieri Emilia BORGIA – Maria LIMARDI – Umberto PAPPADIA

Lettera aperta al Ministro degli Interni, al Prefetto, alla procura e alla Dda di Napoli

Prima che sia troppo tardi

Qualche mese addietro, politici sammaritani, rappresentanti delle Associazioni e della Società civile ebbero a rappresentare al signor Prefetto di Caserta le loro preoccupazione circa la gestione della cosa pubblica da parte dell’Amministrazione Comunale di S. Maria C.V. nonché il clima di condizionamenti che si respirava( e si respira) in città.
In quella sede prendemmo atto dell’attenzione prestata alla nostre preoccupazioni e ci convincemmo della presenza dello Stato.
La vile aggressione subita dal Consigliere Comunale Gaetano Rauso, notoriamente artefice di numerose battaglie sulla legittimità e trasparenza degli atti amministrativi posti in essere dall’Amministrazione comunale, in particolar modo in campo urbanistico ed edilizio, ha confermato la giustezza delle nostre preoccupazioni. Le modalità dell’aggressione, ad opera di giovinastri che hanno agito in pieno giorno ed a volto scoperto, con chiaro messaggio intimidatorio, fanno ritenere che il connubio criminalità organizzata e comitato di affari abbiano cominciato ad alzare il tiro.
A questo punto iniziamo sul serio ad avere paura, temendo per l’incolumità personale e soprattutto dei nostri figli. Anche noi, come avemmo già modo di illustrare, siamo estremamente critici nei confronti di questa Amministrazione e sosteniamo le medesime battaglie del Consigliere Comunale così vilmente aggredito. Nell’immediatezza della vile aggressione si è svolta la prima seduta dell’Unione dei Comuni presso l’Aula Consiliare di S. Maria C.V. a cui ha partecipato anche il Consigliere Rauso, essendone componente. La cosa che ci ha lasciati letteralmente basiti è che il Sindaco di questa Città non ha ritenuto di profferire alcuna parola in merito all’accaduto e tanto meno esprimere la propria solidarietà al Consigliere aggredito. In altre circostanze ,(coinvolgimento di Natale nello “Spartacus 3”arresti e coinvolgimento in inchieste giudiziarie , anche collegate alla criminalità organizzata, di appartenenti alla propria maggioranza politica ) il sindaco si è precipitato a partecipare agli interessati ed alle loro famiglie la solidarietà personale e dell’Amministrazione Comunale tutta, ora nemmeno una parola. Bisogna appartenere a questo tipo di maggioranza(?) per avere la solidarietà del sindaco?
L’interrogazione parlamentare presentata dall’Onorevole Milo, intesa a sollecitare la nomina di una commissione d’inchiesta presso il Comune al fine di verificare eventuali infiltrazioni e/o condizionamenti della criminalità organizzata, ebbe a causare la scomposta reazione del Sindaco che, in quella circostanza, in luogo di auspicare la richiesta verifica, anche al sol fine di escludere ciò che da più parti è paventato, sdegnato, accusò l’ autore dell’interrogazione e coloro che , a suo dire, ne erano gli ideatori, di gettare fango sulla città.
Alla luce di quanto si è verificato riteniamo che le Istituzioni debbano , ciascuno per quanto di competenza, non sottovalutare un evento di tale portata prima che sia troppo tardi.
Vogliamo ulteriormente convincerci che le Istituzioni tutte sono , con i fatti, vicine ai cittadini.

I segretari cittadini della D.C., U.D.C, M.P.A, UDEUR

CAMORRA . 9 FERMI SONO TUTTI ADERENTI AL CLAN DEI CASALESI

Dalle prime ore di questa mattina i carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Ce) stanno eseguendo nove fermi emessi dalla Dda di Napoli nei confronti di esponenti del gruppo camorristico dei Casalesi. E' quanto si apprende da un comunicato. In precedenza, nel corso delle indagini, erano stati compiuti arresti in flagranza, sequestrato un elevato numero di armi e sventato un attentato dinamitardo contro il comando dei carabinieri di Grazzanise . Fra gli arrestati anche tre donne, mogli di tre boss detenuti, regolarmente stipendiate dal clan, secondo gli investigatori.
ECCO L'ELENCO DEI FERMATI
Stefania Mariniello, moglie del boss storico del clan Giovanni Izzo attualmente detenuto
Rosanna Cioffo, compagna del boss Gioacchino Tucci attualmente detenuto
Maurizio Fusco, capozona di Vitulazio
Perrone Giovanni Augusto, correo di Minutolo Modestino
Michele Ammutinato, referente del clan a Santa Maria la Fossa
Luisa Martino, moglie del boss Cacciapuoti Alfonso
Giuseppe Cacciapuoti, figlio del boss Cacciapuoti Alfonso
Giuseppe Conte, suocero di Giuseppe Cacciapuoti
Paolo Raimondo, autista del boss Alfonso Cacciapuoti

IL CONSIGLIERE LOPEZ SI DIMETTE DA CAPOGRUPPO DEL PDL , ECCO I RETROSCENA

I colpi di scena che si sono susseguiti dal punto di vista politico nel consiglio comunale di Santa Mrai Cpau Vetere , rispecchia un po’ ciò che sta accadendo in provincia di Caserta .
L’aggressione al consigliere Gaetano Rauso ha messo in moto quella solidarietà acclarata di tutti i partiti politici che è stata annunciata nel corso dell’assise . Fin qui tutto da protocollo . Ma la dichiarazione del consigliere di opposizione Franco Lopez che è stata consegnata al presidente del consiglio comunale Antonio Scirocco la dice lunga sui retroscena che fino ad ieri sono stati un po’ ombrati. In sostanza il tiro e molla fra un partito il Pdl che comunque è rappresentato in città da autorevoli personaggi professionali e politici quali appunto Nicola Garofalo, e il neo UDC che si andrebbe a costituire con alcuni personaggi politici che sono all’interno del consiglio comunale della maggioranza e minoranza , ha , in ogni caso , dedotto che per Franco Lopez è stato meglio rimettere il mandato come capogruppo del pdl in consiglio , in modo da accedere al progetto imprenditoriale dell’ex tabacchificio . Giorni fa infatti sui un noto quotidiano locale provinciale il consigliere di opposizione denunciava una serie di fatti e circostanze attraverso un consigliere di opposizione ( Franco Cecere ) che addirittura scopriva gli altarini fra alcuni progetti a cui anche il consigliere Lopez era interessato . Si scopriva infatti che Lopez aveva interessi nell’area dell’ex tabacchificio perché socio con un altro architetto Nardiello che aveva fatto le scarpe all’ingegnere Carlo Raucci, per la nomina a direttore dei lavori del nuovo centro polivalente commerciale , che adesso scalpita più che mai per rivendicare ciò che era stato usurpato . Le dimissioni del consigliere Lopez infatti legate appunto ad affari che non poteva eseguire se doveva rispettare il protocollo con il coordinatore cittadino del pdl Nicola Garofalo che ha sempre denunciato questo stato sia ben chiaro.Franco Lopez quindi ieri sera ha rimesso il mandato di capogruppo aprendo di fatto una crisi all’interno della minoranza . Ma non finisce qui. Poiché una mozione che era stata presentata contro la delibera voluta dal vice sindaco Nicola Leone per l’aumento del ticket dei parcheggi non è stata votata ad unanimità anche se addirittura alcuni consiglieri di maggioranza Emilia Borgia , Maria Limardi e dulcis in fundo un battagliero Umberto Pappadia avevano espresso la loro approvazione ad un documento che comunque doveva far cambiare l’elargizione del ticket da parte degli automobilisti. La votazione per questa mozione, infatti, per l’allontanamento di due consiglieri di minoranza Roberto Adelini e Gaetano Rauso che ha incassato soltanto di riflesso la solidarietà dell’intero consiglio comunale con soltanto due righe di comunicato, ha espresso un 11 a11 lasciando un po’ di amaro in bocca a chi si era prodigato affinché si potesse far cadere . ma conferma che la maggioranza all’interno del consiglio è ormai spaccata .

giovedì 23 luglio 2009

Aggresione a Rauso, 12 anni fa ci fu l'entrata in città grazie anche al patto con Iodice

Aggresione a Rauso, 12 anni fa ci fu l'entrata in città grazie anche al patto con Iodice
I comunicati che si susseguono dopo l’aggressione al consigliere comunale Gaetano Rauso testimoniano come nella città vi sono anime che non accettano si essere surclassate da personaggi che intendono di fare Santa Maria Capua Vetere come una succursale di casal di Principe . La città negli anni addietro e precisamente da circa 12 anni ha aperto, grazie all’ex sindaco Enzo Iodice ed adesso segretario del pd provinciale, le frontiere alla lobbie imprenditoriali che a Santa Maria Capua Vetere sono venuti a raccogliere soltanto denaro dei cittadini per poi scappare altrove . Su tutti , ed è questa una cosa che può essere constatata anche oggi è il cartello che è stato posizionato in Piazza san Pietro dove si legge un ipotetico lavoro di ristrutturazione della piazza che doveva essere eseguito con un prezzo base di un milione e cinquecento mila e anche più ,ma che poi fu concluso da una impresa di santa Maria Capua Vetere perché la società di san Cipriano D’aversa che doveva eseguire i lavori, venne dichiarata fallita immediatamente dopo l’aggiudicazione della gara. Ecco perché il consigliere Rauso denunciava questi abusi, proprio perché anni addietro la grande truffa edile che si era consumata poteva in ogni caso avere degli strascichi anche nel nuovo progetto amministrativo di cui ne è stato un consigliere attivo in maggioranza me che oggi continua ad esercitare . Una settimana fa infatti con due dichiarazioni abbastanza pepate aveva messo le mani sull’ufficio tecnico denunciando una nomina per un avvicendamento del capo Ufficio tecnico che non era tanto limpida. In sostanza si faceva riferimento ad una serie di adempimenti non tanto chiari che davano la possibilità di critica sia giornalista che professionale , sottolineo nel pieno rispetto della normativa della costituzione che regola la libertà di pensiero in Italia. Addirittura la spedizione punitiva che era stata eseguita nei confronti del consigliere Rauso, secondo voci in città poteva essere stata decisa da qualcuno fuori la città . Ma la realtà non trova conferma poiché se così fosse Santa Maria Capua Vetere oggi è più che mai in preda ad una crisi imprenditoriale e soprattutto politica , perché troppi forestieri che non sono considerati imprenditori entrano facilmente in città senza un controllo , dovuto per lo più ad un mancanze sul territorio di forze dell’ordine dovuto per lo più vicende giudiziarie che li hanno decimati.

VILE AGGRESSIONE AL CONSIGLIERE COMUNALE GAETANO RAUSO

LE ISTITUZIONI TUTELINO L’INCOLUMITA’ DEI SAMMARITANI

Il consigliere comunale Gaetano Rauso ha subito un pestaggio, da parte di due sconosciuti, davanti alla sua abitazione, in pieno giorno.Questa vile aggressione rappresenta il punto più basso al quale si è giunti nella nostra città. Non era mai accaduto, infatti, che un nostro concittadino impegnato da tempo nel denunciare le poco chiare vicende che riguardano l’urbanistica e i lavori pubblici, dovesse aver paura per la propria incolumità fisica e per la propria vita. E’ compito urgente delle forze dell’ordine e della magistratura l’individuazione degli esecutori e dei mandanti nel contesto in cui avvengono episodi del genere, al fine di interrompere il deterioramento civile e sociale della nostra città; ma il movente è già chiaro a tutti e si attiene alle contorte vicende urbanistiche che hanno interessato e interessano la comunità di Santa Maria Capua Vetere. Così come è chiaro il messaggio intimidatorio diretto a tutti coloro (cittadini, associazioni, giornalisti) che sono impegnati, da tempo, a richiedere maggiore trasparenza e pieno rispetto della legalità su questi temi.E’ gravissimo, inoltre, che nella seduta consiliare dell’Unione dei Comuni tenutasi, presso la Casa Comunale di Santa Maria Capua Vetere, nell’immediatezza dell’accaduto, il sindaco Giudicianni non abbia aperto una opportuna discussione sul grave episodio, né tantomeno sia stata espressa alcuna solidarietà al consigliere Rauso. Questa condotta a dimostrazione dell’ atteggiamento intimidito ed omissivo del Sindaco e dei consiglieri comunali presenti.Esprimiamo la nostra solidarietà e vicinanza al consigliere Gaetano Rauso, ed invitiamo i rappresentanti di tutte le istituzioni ad una massima attenzione sull’accaduto ed a farsi carico della insostenibile situazione creatasi in città.
Risveglio Sammaritano
Rinascita Cittadina
Campania Felix
Il Girasole
I Gladiatori
Avv. Angelo Piraino

LETTERA APERTA AL PREFETTO DI CASERTA, E AL SINDACO, AL CONSIGLIO COMUNALE, AL CONSIGLIERE REGIONALE E PARTITI POLITICI

Esprimiamo la nostra solidarietà al consigliere comunale Gaetano Rauso per il pestaggio, dal chiaro significato intimidatorio, subìto in pieno giorno davanti alla sua abitazione, da parte di due sconosciuti. “La devi finire di scrivere sui giornali" – questo il messaggio lasciato dai malviventi nel corso della vicenda criminale da mettere, quindi, in relazione alle continue denunce della vittima circa la vicenda urbanistica della nostra città e gli appetiti che essa suscita.Al riguardo vorremmo avvertire quella parte delle nostre Istituzioni e partiti locali, che sulla vicenda non ha ancora sentito l’obbligo di esprimersi con chiarezza ( forse perché la vittima è un nemico politico), che è ancora in tempo per rifiutare la tentazione dell’omertà, del silenzio complice e impaurito.Sarebbe un grave errore relegare la vile aggressione nello spazio circoscritto della microcriminalità senza sentire il bisogno di focalizzare la nostra attenzione su un particolare tipo di imprenditoria che ha messo gli occhi sulla nostra città . Ci riferiamo a quella imprenditoria con il mitra capace di concepire e generare quel circolo vizioso/virtuoso che permette di riversare ingenti (enormi, illimitate) quantità di denaro di dubbia provenienza nell’economia legale, riconvertendolo in edilizia e commercio. Di fronte a questo cambiamento epocale (non più criminalità organizzata ma sistema economico che cerca e trova il suo guadagno nel segmento criminale), le Istituzioni, spesso, non sono apparse all’altezza per contrastarlo limitandosi alla solita liturgia del richiamo alla legalità.Non ci troviamo più al cospetto di gangsters , ma di costruttori, manager, burocrazia tecnica laureata, amministratori che sanno sfruttare appieno le tecniche della società dello spettacolo, imponendo la loro immagine terribile e vincente e, all’occorrenza, sono pronti anche a dare “avvertimenti” a chi non vuole piegarsi al loro diktat.Vorremmo che le nostre Istituzioni locali , i nostri rappresentanti politici, riflettessero insieme alla città tutta (indipendentemente dall’appartenenza politica) su questa realtà relegata in un limbo oscuro e che aspetta di essere illuminata dallo sguardo con operazioni di trasparenza più volte invocate, senza esito, dalla gente comune e da Associazioni di liberi cittadini.La presenza di due poteri -lo Stato da una parte e la grande criminalità dall’altra- che dovrebbero essere radicalmente alternativi e non lo sono, che dovrebbero combattersi a morte e non lo fanno, che talvolta si scontrano, talvolta si ignorano, talvolta si alleano, produce un danno incalcolabile dal punto di vista delle libertà fondamentali dei cittadini.
L’Associazione “AbiTanti attivi” e in particolar modo:Dario Vitale, Gerardo D’Amore, Lucio Girardi, Liana Romeres, Maria Novella Vitale, Manolo Di Domenico,Mena Buonpane, Patrizia Munno

mercoledì 22 luglio 2009

SANTA MARIA CAPUA VETERE. AGGREDITO IL CONSIGLIERE RAUSO CHE DENUNCIO' UNA BUSTARELLA DI 300 MILA EURO

Aggressione al consigliere di opposizione del comune di Santa Maria Capua Vetere Gaetano Rauso. Aveva denunciato una mazzetta di 300 mila euro a danni di alcuni amministratori all’interno del consiglio comunale per il rilascio di concessioni edilizie di Zona F ed ex per l'ex tabacchificio . E’ accaduto intorno alle 14.00 quando era in procinto di tornare a casa dopo una giornata di lavoro passata al Comune di Casagiove dove ricopre anche la carica di funzionario. Gaetano Rauso prima consigliere di maggioranza poi passato nelle fila della minoranza ha lasciato il progetto iniziale per diversità di vedute ed opinioni politiche perché non in linea poi con quelli dell’attuale amministrazione . Si è sempre contraddistinto per la sua coraggiosità di denunciare i fatti come quello accertata all’interno del consiglio comunale quando denunciò a chiare lettere un connubio Lobbistico imprenditoriale basato su alcuni atti concussori che vennero alla luce durante proprio il consiglio comunale. Più tardi venne anche interrogato dai magistrati della procura della repubblica . Gaetano Rauso, ieri, evidentemente l’ho stavano aspettando , ma non è escluso che l’hanno anche seguito nell’iter stradale alla porte di Santa Maria Capua Vetere. Ai carabinieri della stazione di Santa Maria Capua Vetere ha raccontato che i suoi aggressori erano in due giunti come dei falchi alle spalle , ma il consigliere li ha anche affrontati tanto è che nella colluttazione è stato ferito con corpi contundenti al viso e agli zigomi sinistri causando ecchimosi. E' stato trasportato anche anche al pronto soccorso . Un aggressione in piena regola che ha dato il la anche alla constatazione che oggi a Santa Maria Capua Vetere domina un gruppo di malavitosi che mette paura anche ai consiglieri comunale che denunciano fatti gravi . In sostanza a Santa Maria Capua Vetere che è finta nell’occhio della magistratura dopo le inchieste di Crash Gost, Biopower e Spartacus 3 è chiusa come in una morsa da criminali che vengono ad operare dall’agro aversano nella città . Il fermo di Salvatore Laiso di Trentola Ducenta, nascosto per molto tempo anche nella città del foro, chiamato più comunemente Chicchinos come nell’ordinanza della droga a santa Maria Capua Vetere, l’ha dice lunga di come si controllava il territorio . Gaetano Rauso con i suoi articoli ha rotto le uova nel paniere alla lobbie affaristica che agisce in città e quindi ecco le conseguenze che si sino verificate oggi.

In arrivo in Campania 85 mila rimborsi per oltre 41 milioni di euro


Attenzione alle truffe: l’Agenzia non richiede le coordinate via e-mail

Per i contribuenti campani sono in arrivo 85 mila rimborsi dall’Agenzia delle Entrate, richiesti nelle dichiarazioni dei redditi anteriori al 2007, per un importo totale oltre 41 milioni di euro.

I rimborsi in arrivo saranno accreditati sul conto corrente comunicato dall’interessato oppure liquidati in contanti, presso un qualsiasi ufficio postale, tramite esibizione del modulo in corso di spedizione al domicilio dei beneficiari, oppure con vaglia cambiario della Banca d’Italia.

Per l’erogazione dei rimborsi, la modalità più rapida e sicura è l'accredito sul conto corrente, attraverso la comunicazione delle proprie coordinate Iban presso uno dei 24 uffici dell’Agenzia delle Entrate sul territorio regionale o in via telematica.

I contribuenti sono invitati a prestare massima attenzione alle truffe: le coordinate bancarie per erogare i rimborsi non vengono mai richieste dall’Agenzia delle Entrate via e-mail.

Spartacus 3 ci sono i rinvii a giudizio per 30 indagati. Dovranno comparire davanti al tribunale di S.Maria Cv il 5 ottobre

Spartucus 3, ci sono 30 rinvvi a giudizio Ieri si è svolta l’udienza davanti al giudice unico preliminare Dottoressa Claudia Piciotti del tribunale di Napoli che ha visto il rinvio a giudizio davanti al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per il 5 ottobre 2009 dei 30 e più imputati che non hanno aderito al rito al ternativo . l’Ordinanza di custodia cautelare in carcere nr. 22138/05 PM, nr. 43563/05 GIP, nr. 871/08 OCC, fu emessa in data 16.09.2008 dal Gip Ufficio 20° presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di 98 persone arrestate il 30 settembre 2008 dalla Squadra Mobile di Caserta, in quanto ritenuti tra i più rappresentativi esponenti del clan dei Casalesi. Dalle indagini svolte, si è accertata la presenza di una cassa comune utilizzata anche per il pagamento degli stipendi ai vari affiliati che nella totalità ammontano, solo per gli odierni indagati, a circa 300.000 euro mensili; la cassa era alimentata dai proventi delle attività illecite effettuate nell’intera provincia di Caserta ed in particolar modo dal ricavato delle estorsioni commesse dai vari referenti zonali e che corrispondono, per quelli accertati, a milioni di euro.Tra le attività estorsive ( numerosissime) poste in essere dagli affiliati al clan, di particolare rilievo è quella effettuata ai danni dei fratelli Orsi, impegnati fino all’anno 2004 nella raccolta dei rifiuti solidi urbani nell’area CE4 (Castel Volturno, Mondragone, Grazzanise, S.Maria la Fossa), costretti a versare la somma di 125 mila euro; quella ai danni della Ferrovia Alifana, che versava alle casse del clan rate oscillanti tra i 25.000 ed i 50.000 euro e quella ai danni all'IMPRE.CO - consorzio di imprese tessili - a versare la somma di 15 mila euro mensili.Le indagini prendevano spunto dal ritrovamento durante una perquisizione eseguita dalla Polizia presso l’abitazione di Schiavone Vincenzo, alias Copertone, di diverse liste riportanti, divisi per zona, i nominativi degli affiliati e i rispettivi capi zona nonché lo “stipendio” percepito da ciascuno di essi. Nel corso della medesima perquisizione veniva altresì rinvenuto un computer il cui hard disk veniva sottoposto ad accurate analisi scientifiche che hanno consentito di recuperare dalla memoria parte di file cancellati riportanti anch’essi organigrammi e resoconti delle attività del “clan”.Il fondamentale materiale documentale rinvenuto, tra cui i “pizzini” che Schiavone inviava ciclicamente al boss latitante Nicola Panaro per aggiornarlo sulla gestione della cassa del clan, trovava riscontro nel paziente lavoro investigativo della Squadra Mobile, supportato anche da attività tecniche di intercettazione, ed era poi confermato anche dalle convergenti dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia.uno di questi è proprio Antonio Farina che non è imputato , ma le sue dichiarazioni depositate ieri mattina dai pm della Dda di Napoli hanno fatto slittare il processo .

martedì 21 luglio 2009

CANCELLO ED ARNONE 32°SAGRA DELLA MOZZARELLA DI BUFALA CON PEPPE BARRA E GIGIO ROSA


L'INTERVENTO DELL'ASSESSORE AI GRANDI EVENTI DEL COMUNE DI CANCELLO ED ARNONE ROSAMARIA PAOLELLA


"NOI SIAMO QUELLO CHE RICORDIAMO
IL RACCONTO E´ IL RICORDO
E RICORDO E´ VIVERE"
(M.Luzi)


La produzione lattiero casearia di Cancello ed Arnone affonda nella storia il suo quid specifico, ne
rappresenta la socialità e la memoria prima che il target.
Acqua e fuoco: questi i simboli del 2009 event.
Il felice titolo del progetto "Via Lattea", che ci e’ piaciuto sviluppare per la festa mutuerà un
riferimento all’ordine dell’universo a quella striscia biancastra che gli antichi chiamavano via lattea o galassia (dal Greco gala=latte)
La traccia luminosa di questo liquido rappresenta oggi l’energia dell’universo di questo popolo che, sin dall’antichità attraverso il passaggio con il fuoco (per la pastorizzazione), ne ha fatta la più antica tradizione della mozzarella di bufale nelle "pagliare" nostrane.
Ma per ottenere questo mirabile elemento non si può non festeggiare il Dio Volturno che, bagnando e rigenerando la madre terra con il suo corso d’acqua l’ha fecondata con verdi pascoli, foraggio degli allevamenti tipici. Per questo si e’ deciso di tradurre questi motivi in altrettanti momenti di spettacolo ad opera di Compagnie professionali i cui interventi saranno legati nel teatro, nella musica e nella danza, a questi aspetti antropologici della società e della cultura mediterranea.
L’intento resta univoco: l’acqua il fuoco, il ritmo, ci accompagneranno in un itinerario appassionato ed emozionante in quei luoghi, per far rivivere l’antica sapienza di una madre terra assopita ma nutrice generosa e di un dio impetuoso e sinuoso, il Volturno.
8 e 9 AGOSTO

PERCORSO ENO-GASTRONOMICO CON MOZZARELLA DI BUFALA DI CANCELLO
ED ARNONE, FALANGHINA DI TELESE E FALERNO DI FALCIANO DEL MASSICO

ANIMAZIONE E SPETTACOLO IN ITINERE TRA CANCELLO ED ARNONE CON:
Teatro del Lazerillo, cantastorie
Compagnia de li cunti, commedia dell’arte
Baracca dei buffoni, arte di strada
Efesto Theatre, movimenti su trampoli e fuoco
Hic Sunt Leones, jonglerie con fuoco
Corteo Storico i Fieramosca, sbandieratori, tamburi e chiarine
Compagnia archibugieri Consalvo da Cordoba,archibugieri

PERCORSO IN BARCA NEL FIUME VOLTURNO
ANTICHI GIOCHI POPOLARI DEL BORGO
OSSERVAZIONE DELLE STELLE CON TELESCOPIO E GUIDA

8 AGOSTO

Peppe Barra in concerto ore 22.00 Piazza Municipio
Gigio Rosa e Radio Marte ore 21.00 Piazza Redentore

9 AGOSTO

Acqua inique: coreografie di acqua, fuoco e musica Piazza Generale Branco

Gerardino e la sua Band ore 21.00 Piazza Redentore

L’evento si arricchirà della presenza dell’Associazione Nazionale Cuochi che
proporrà deliziosi piatti con il prodotto nostrano.

san Prisco.Nuotate al chiaro di luna nella piscina Villani che ospita ad agosto le finale nazionali alllievi di pallanuoto femminili


E' l'unico impianto che fino alle 22 rimane aperto. Mai fino ad oggi le piscine erano rimaste aperte al pubblico fino ad ora tarda . A San Prisco si può fare nella piscina comunale gestita dalla famiglia Villani che ha da circa otto anni ha fondato anche u ncircolo con il loro nome . Fabio e Gianluca Vilani insieme a Noemi Toth ha dato una sterzata di vita anche di sera con bagni serali e corsi di nuoto che vengono accostati a monenti di fine settimana intensi di attività per il tempo libero. no acaso nei giorni successivi al mese di luglio e più precisamentenei giorni 7/8/9 agosto in concomitanza con altre manifestazione che rallegrano la vita quotidina proivinacile come la sagra della mozzarella di bufala a cancello arnone, nella piscina di San proisco si terrano le finali nazionale allievi femminile . Si assegnerà lo scudetto. E' un appuntamento importante non solo per lo sport casertano , ma anche per la realtà sanòproschese che con la realizzazione della piscina ha vivibilità maggiore rispetto ad altri comuni della provincia.

MARCIANISE , C'E' IL CONSIGLIO COMUNALE

Il Consiglio Comunale è convocato, nella Sala consiliare del Comune di Marcianise , in sessione straordinaria di 1^ convocazione, per venerdì, 24 luglio 2009 alle ore 19:30. Saranno discussi, ed eventualmente approvati, i seguenti capi all’ordine del giorno:

· Approvazione verbali seduta precedente
· Linee programmatiche
· Interrogazioni ed interpellanze
· Criteri ed indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune e del Consiglio presso Enti, Istituzioni e Commissioni da parte del sindaco o del Consiglio Comunale.
· Presa d’atto dell’Ordinanza Sindacale ad oggetto “Convenzione per la costituzione della Stazione Appaltante Unica Provinciale”
· Presa d’atto dell’Ordinanza Sindacale ad oggetto “Adesione alla fondazione Le 4 Stelle”
· Regolamento spese in economia (lavori e fornitura di beni e di servizi). Modifiche.
· Costituzione Commissioni Consiliari Permanenti

I pm partenopei chiedono il rinvio a giudizio ma lui già pensa di aver vinto le elezioni, dopo aver unto i casertani.

Chiesto il rinvio a giudizio per il governatore Antonio Bassolino, ma lui dei magistrati se ne infischia. Ieri la requisitoria davanti al gip del tribuanle di Napoli . Ne sono 28 i nomi delle persone per le quali la Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta sull'emergenza rifiuti in Campania. Le richieste dei pubblici ministeri Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo sono giunte dopo le notifiche delle conclusioni delle indagini preliminari. Truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture sono i reati ipotizzati dai pm a carico, tra gli altri, del governatore della Campania ed ex commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. Tra gli altri sono indagati anche Piergiorgio Romiti e Paolo Romiti (Impregilo, gestiva l'appalto dello smaltimento dei rifiuti); l'ex vicecommissario, Raffaele Vanoli, l'ex subcommissario Giulio Facchi, gli amministratori delegati di Fibe e Fisia, Armando Cattaneo e Roberto Ferraris. I pm della Procura di Napoli Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo hanno depositato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei vertici dell'Impregilo, Fisia Italimpianti, Fibe e Fibe Campania, del presidente della Giunta regionale campana Antonio Bassolino e di altri 23 indagati nella indagine su presunte irregolarita' nello smaltimento dei rifiuti in Campania. L'inchiesta della procura partenopea ha gia' portato il 26 giugno scorso a un provvedimento cautelare da parte del gip Rossana Saraceno di sequestro preventivo di somme per 750 milioni alle societa' del gruppo Impregilo - sequestro confermato dal Riesame e di interdizione alle societa' di contrattare per un anno con la pubblica amministrazione nel settore rifiuti, interdizione sulla quale il tribunale della liberta' deve ancora pronunciarsi dopo il ricorso dei legali del gruppo

lunedì 20 luglio 2009

NUOVE INDAGINI PER IL VICE COMMISSARIO CONSOLI , FIOCCANO NUMEROSE DENUNCIE PER IL SUO COMPORTAMENTO

Nuove indagini sono in corso alla procura della repubblica di Santa maria Capua Vetere per il vice commissario di polizia Valerio Consoli originario di Sparanise . In questi giorni, infatti, sono state presentate alcune denuncie davanti al pubblico ministero di turno contro il vice commissario che avrebbe operato in modo non consono per eseguire delle indagini per eseguire degli arresti . la vicenda che rimane sotto il massimo riserbo è caratterizzata da un episodio accaduto a San Tammaro qualche anno addietro dove alcuni personaggi avrebbero accusato ingiustamente alcuni cittadini che poi sono stati anche condannati. Ma altri retroscena piccanti potrebbero venire alla luce nella vicenda giudiziaria che ha coinvolto il vice commissario che prestava servizio presso il commissariato di polizia di Santa Maria Capua Vetere che oggi si trova in stato di detenzione domiciliare presso la su abitazione di Isernia dopo essersi trasferito in seguito ad un provvedimento emesso dal ministero degli interni. L’indagine su di lui scattò alla fine del 2005 inizi del 2006 , tanto è che lo stesso vicecommissario per circostanze che non furono rese note convinse della sua innocenza anche i suoi superiori , ma alla fine e dopo anni di indagini e chiusura inchieste il gip Paola Cervo del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta del pm De Renzis che lo hanno portato alla carcerazione domiciliare non facendolo passare per il carcere militare di Santa Maria Capua Vetere . La vicenda giudiziaria di Consoli non è finita , ma potrebbe riservare nuove sorprese . L'indagine è partita nel 2003, quando Valerio Consoli era alla guida del commissariato di Castelvolturno, la città del litorale passata alla ribalta per la terribile scia di omicidi firmato dal latitante Giuseppe Setola che ha costellato il 2008. L'inchiesta è partita dalla denuncia di Vincenzo Schiavone, proprietario della clinica privata Pineta Grande, dove la moglie di Consoli aveva svolto per un anno il ruolo di ricercatrice. Stando a quanto denunciato dallo stesso Schiavone, tra i più importanti imprenditori della sanità campana, presidente anche della clinica 'Villa Fiorita' di Aversa. Il referente campano dell'Associazione Italiana Ospedalità Privata ha denunciato di aver subìto pressioni dall'allora dirigente del commissariato di Castelvolturno per assumere la moglie nella struttura privata con un contratto a tempo indeterminato. Da lì sono scattate indagini e che hanno spinto a trasferire Valerio Consoli prima al commissariato di Santa Maria Capua Vetere e poi a quello di Isernia, per allontanarlo dalla provincia di Terra di Lavoro. La svolta il 13 giuigno a mattina, quando il questore di Isernia Ciaramella si è presentato nella sua abitazione per consegnargli l'ordinanza di custodia agli arresti domiciliari.