La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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ECCO UNTC - UNIONE NAZIONALE PER LA TUTETELA DEI CONSUMATORI

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giovedì 31 luglio 2014

Caserta. Ospedale, il direttore Muto ha incontrato i dipendenti in Aula Magna



“Possiamo insieme realizzare qualcosa di nuovo. Io vedo che questo ospedale ha delle enormi potenzialità, è capace di competere con i migliori ospedali della Campania e anche oltre, perché è oltre che vorrei arrivare io. C’è bisogno di impegno e c’è bisogno di una nuova e diversa mentalità. Bisogna cambiare registro”. Con queste parole ha esordito il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta Luigi Muto nell’incontro che ha avuto stamattina con i dipendenti, a un mese dal suo insediamento. Insieme con lui c’erano il direttore sanitario Giuseppe Matarazzo e il direttore amministrativo Roberta Sivo, che si insedierà quanto prima.
Amplissima è stata la risposta dei medici e degli altri operatori sanitari, che hanno affollato l’Aula Magna ben oltre la sua capienza, tra l’altro in un giorno centrale di ferie estive.
Dopo l’attestato di stima iniziale, il Direttore generale ha voluto leggere una delle tante lettere che gli sono pervenute, di cui molte da parte di cittadini comuni. Nella missiva scelta, il cittadino, dopo aver prodotto una serie di annotazioni critiche sui comportamenti interni all’ospedale, indirizza al manager le sue esortazioni affinché renda l’ospedale più efficiente, più accogliente e più umanizzato.
Dopo la lettura della missiva, il Direttore generale ha sottolineato che nella lettera esistono interessanti spunti su cui confrontarsi e alcuni passaggi gli sono sembrati appropriati e calzanti. Su queste tematiche ha chiesto che qualcuno intervenisse da parte dei presenti. Non sono mancati gli interventi di medici e operatori del comparto.

Nelle sue conclusioni, il manager ha voluto che fosse ben chiara l’opportunità di mantenere costantemente aperto un dialogo, utile per raggiungere i più alti obiettivi.

E........ C'E' ANCHE LA LETTERA DI UN CITTADINO CASERTANO AL DIRETTORE MUTO

Egregio Avvocato,
ho appreso da poco della sua nomina a direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta e, dopo le voci che con insistenza si sono rincorse circa il possibile commissariamento della struttura per illegittimità riscontrate nella sua gestione da un’apposita commissione d’accesso, accolgo la notizia dell’avvio di una gestione ordinaria con soddisfazione e molta, moltissima speranza.
Ciascuno di noi casertani (parlo di quelli che in città ci abitano, ma anche di quelli che vivono in provincia) è stato protagonista di eventi ed esperienze che si intrecciano con la storia dell’ospedale (anzi, del ‘civile’, come ancora siamo abituati a chiamarlo). Non c’è nessuno che nei suoi reparti non abbia vissuto avvenimenti belli e bruttissimi, felici e dolorosi, diretti e indiretti: nascite, morti, accertamenti diagnostici, operazioni.
Io, per esempio, ricordo in modo vivido la gioia emozionata della nascita del mio primo nipote; richiamo con facilità alla mente l’ansia e la preoccupazione per il mio primo, banale intervento quando ero ancora bambino; rievoco nei miei incubi la frustrazione e la disperazione per la dolorosa consunzione prima, e, poi, per la morte di mia mamma; e tanto altro ancora.
Lo conosciamo tutti, il nostro ospedale. E conosciamo tantissime persone che ci lavorano. La maggior parte, signor direttore, fa il proprio dovere con coscienza e con la massima possibile dedizione, anche in condizioni logistiche e operative spesso difficili. Eppure, soprattutto negli ultimi tempi, sono sempre più numerosi i dipendenti (medici, parasanitari, amministrativi) che sembrano arrancare, svolgere a fatica (e, starei per dire, a malapena) il proprio compito, piegati da una sorta di muta rassegnazione al peggio, incapaci di reagire e di rivendicare con forza la dignità e l’autonomia del proprio ruolo e la responsabilità delle funzioni svolte. Come se l’ospedale fosse stato avvolto da una sorta di cappa che imprigiona le energie più fresche, piega le legittime ambizioni dei più meritevoli, consacra al successo chi non ha altri meriti se non l’appartenenza a questa o quella fazione che, con alterne fortune, hanno in pugno la gestione di uno dei più grandi nosocomi della nostra regione.
Io mi auguro che la sua amministrazione, signor direttore, marchi una visibile e decisa inversione di tendenza, applicando in particolare due regole rivoluzionarie: quella secondo cui qualunque scelta o comportamento soggiace soltanto all’interesse dei cittadini e, soprattutto, di chi è malato; e quella che premia esclusivamente il merito. L’applicazione di questi due semplici e in fondo banali canoni avrebbe una portata di per sé eversiva e rimetterebbe in moto la maggioranza operosa e silenziosa dei dipendenti dell’azienda, dando a essi fiducia e speranza.
Se chi viene da lei non avrà bisogno di farsi annunciare dal politico di turno; se l’ascolto da lei prestato sarà attento, vero e non frettoloso e sussiegoso; se, di contro, lo stesso ascolto sarà negato a progettualità non perseguibili e a vanesi interlocutori; se l’affermazione delle proprie idee verrà resa libera e posta al riparo da vendette o meschine ritorsioni; se chi fa e vale sarà incentivato a operare e protetto dalla reazione dei conservatori che vogliono mantenere lo status quo e le proprie rendite di posizione; se tutto ciò si avvererà, lei, signor direttore, avrà già vinto, a dispetto di cifre, di numeri, di statistiche o di altre fredde risultanze contabili e burocratiche.
Cominci, per esempio, a dire ai suoi primari che non esistono posti letto propri, gestiti come strumento di potere e di contrattazione, e che tutti i posti letto, nei limiti della razionalità organizzativa necessaria, sono flessibilmente, fungibilmente a disposizione dei malati e dell’ospedale.
Ricordi ai medici della struttura che la sanità pubblica è, anzitutto, un servizio, e non un’occasione per coltivare il proprio orticello, drenando pazienti per propri interessi (più o meno occulti) o verso strutture private con le quali sono, a vario titolo, coinvolti.
Rammenti a tutti i dipendenti che i cittadini (i malati, soprattutto, ma in generale tutti gli utenti della struttura) hanno molti, moltissimi diritti, fra i quali, innanzitutto, quello alla dignità.
Sottolinei che un’accoglienza educata rende meno duro l’impatto con l’ospedale e sollecita, a sua volta, comportamenti civili e responsabili; che un sorriso apre squarci inattesi nella paura per la malattia, stimolando le capacità di reazione ad essa; che una rassicurazione, una parola, un cenno del volto, se capitano nel momento giusto, cambiano completamente la prospettiva di qualunque intensa e umana esperienza, come quella di chi deve accedere a prestazioni sanitarie o accompagna chi ne ha bisogno.
Raccomandi ai medici di utilizzare un linguaggio semplice, di non mostrare segni di insofferenza se vengono sollecitati ad esporre chiarimenti; di dire tutto ma con appropriatezza, delicatezza e continenza verbale. E non perché lo impone la legge, ma, prima ancora, perché lo esigono sentimenti di umanità e di pietas.
Esorti i dipendenti (soprattutto i medici con funzioni di responsabilità apicali o comunque a capo di strutture organizzative) a non aspettare soluzioni calate dall’alto, poiché in una congiuntura di generale crisi e di ristrettezze economiche, particolarmente avvertite nel settore sanitario (la nostra regione, lo ribadisca, è ancora commissariata per realizzare un piano di rientro dal deficit imposto dal governo nazionale), niente è regalato, tutto va conquistato e meritato. Chi sa, faccia. Chi può, operi. Chi ne è capace, si attivi. Esistono possibilità di finanziamento, e quindi di spesa, che aspettano solo di essere intercettate, e non esigono affatto organizzazione e attivazione verticistiche.
Infine, provi a realizzare, finalmente, una vera e autentica integrazione fra università e ospedale, evitando sospetti reciproci, tensioni, guerre fra bande: l’ospedale non sia né terra di conquista da parte degli universitari, interessati all’implementazione della connotazione assistenziale del loro potere accademico; né fortino a difesa di intrusioni esterne da parte di ospedalieri incapaci di misurarsi con l’accademia sul piano dei fatti e dei risultati. Ancora oggi, signor direttore, esistono nell’ospedale – a tutti i livelli – feudi gestiti con capricciosa e irresponsabile satrapia. Li abbatta.
Se farà tutto questo, o perlomeno se incomincerà a farlo, se dimostrerà di volerci quantomeno provare, avrà dalla sua l’appoggio fervente della silenziosa maggioranza dei dipendenti della azienda. Ma, soprattutto, la sincera riconoscenza dei cittadini e dei malati che verranno a curarsi lì, al ‘civile’ e, per chi ha fede, avrà la protezione dei santi patroni che all’ospedale danno il nome.
Caserta, 25 luglio 2014  

                                                     Un cittadino casertano

CAMORRA - CLAN CASALESI - SEQUESTRI BENI AL BOSS PENTITO ANTONIO IOVINE PER DUE MILIONI DI EURO

Il sequestro dei beni ricondotti a IOVINE Antonio detto “o Ninno” è stato richiesto  con provvedimento dai magistrati della DDA interessati sono Il Procuratore Capo Giovanni Colangelo, il Procuratore Aggiunto Giuseppe BORRELLI, i sostituti Procuratori Antonello Ardituro, Cesare Sirignano, Alessandro D’Alessio.     


Nelle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Reparto Operativo di Caserta coordinati dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli - Direzione Distrettuale Antimafia, nell’ambito di un’articolata indagine, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro nei confronti di dieci soggetti considerati intestatari fittizi di beni riconducibili ad Antonio Iovine detto “O’ Ninno”, esponente di vertice dell’omonima fazione della consorteria criminale dei Casalesi ed attualmente testimone di giustizia.
In particolare sono stati compiutamente identificati i dieci prestanomi che avevano intestati beni immobili e terreni dislocati tra le province di Caserta e Modena e riconducibili al citato Iovine.
Le dichiarazioni, e gli accertamenti ad esso conseguenti, hanno tracciato un quadro chiaro della situazione degli immobili che Iovine aveva messo da parte negli anni di latitanza e che costituiscono parte del proprio patrimonio esclusivamente personale;
E’ stato inoltre accertato che i fittizi proprietari non avevano palesemente disponibilità economiche tali da giustificare la proprietà dei cespiti;
Tra i beni oggetto delle indagini vi è anche una ditta, intestata ad uno degli indagati ma riconducibile di fatto al sodalizio camorristico, che aveva ottenuto in concessione un terreno da parte del comune di San Cipriano d’Aversa (CE) in area P.I.P. per edificarvi un capannone industriale poi non costruito.
Rilevante è poi la circostanza che uno degli intestatari fittizi, è la figlia del proprietario dell’abitazione in cui lo stesso Iovine fu catturato al termine della sua latitanza.
Il valore complessivo dei beni sequestrati (costituito da 4 ville di grandi dimensioni, 1 autorimessa, 1 appartamento e 2 terreni) è di circa 2 milioni di euro.

ISTRUZIONE. LA PROVINCIA DI CASERTA FINANZIA 40 BORSE DI STUDIO PER GLI STUDENTI ISCRITTI AL CORSO DI LAUREA DI GIURISPRUDENZA PRESSO LA SECONDA UNIVERSITA’ DI NAPOLI.




La Provincia di Caserta ha istituito 40 borse di sostegno per lo studio a favore degli studenti, meritevoli e appartenenti alle fasce sociali più deboli, residenti in provincia di Caserta ed iscritti al corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza presso la Seconda Università degli Studi di Napoli (SUN) di Santa Maria Capua Vetere.
A tal fine è stata stanziata una somma complessiva di 20mila euro che sarà destinata a 20 borse di sostegno di 500 euro ciascuna per gli iscritti al primo anno e 20 borse di sostegno, dello stesso valore, per gli iscritti al secondo anno.
Il contributo sarà spendibile per il pagamento della tassa di iscrizione al successivo anno di corso e per l’acquisto di materiale didattico.
Sono ammessi a partecipare alla selezione gli studenti iscritti al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza che risultino regolarmente iscritti nell’anno accademico 2013/2014 al primo e al secondo anno del medesimo corso, che al 31 ottobre 2014 abbiano superato almeno il 50% degli esami previsti per il relativo anno di iscrizione e che, ai fini del pagamento delle tasse e contributi per l’iscrizione, rientrino nelle fasce dalla prima alla quinta compresa.
A sancire l’istituzione di queste 40 borse di studio è stata la firma dell’accordo, avvenuta questa mattina presso la sede della Provincia di Caserta in corso Trieste, tra il presidente dell’Ente, Domenico Zinzi, e il direttore del Dipartimento di Giurisprudenza della Sun, Gian Paolo Califano.

“Questa iniziativa  - ha spiegato il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi –  va nella direzione di garantire il diritto allo studio degli studenti meritevoli e appartenenti alle fasce sociali più deboli e si coniuga con quanto prospettato dal nuovo rettore della Sun, Giuseppe Paolisso, con l’obiettivo di favorire, in un territorio difficile come il nostro, l’iscrizione di un maggior numero di studenti possibile ai Dipartimenti dell’ateneo”.

CASTELVOLTURNO - ERANO AI DOMICILIARI , PER LORO C'E' UNA NUOVA ORDINANZA

Castel Volturno (CE), località Pescopagano (CE) e Giugliano in Campania (NA), i carabinieri della Stazione di Mondragone hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (CE), nei confronti di ANDREOZZI Paolo,cl. 59 di Castel Volturno e DE PASQUALE Francesco,  cl. 78 di Giugliano in Campania,  già sottoposto alla detenzione domiciliare per spaccio di sostanze stupefacenti. Il provvedimento in questione è scaturito dalla condivisione della magistratura delle risultanze investigative prodotte dai militari della Stazione di Mondragone che hanno dimostrato, anche attraverso attività tecnica, come i due, nei mesi di agosto-settembre 2013, si siano resi responsabili, a vario titolo, del reato di spaccio di sostanze stupefacenti proprio nella località di Pescopagano, ultimamente salita alla ribalta delle cronache per i noti disordini di ordine pubblico. Gli arrestati sono stati associati presso casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE).

I Carabinieri della Stazione di Vairano Patenora hanno tratto in arresto ION COSTEL, cl. 91 della Romaniadomiciliato in Afragola (NA) presso campo il nomadi. All’uomo  è stato notificato un decreto di fermo del P.M. emesso dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Ce).  Tale provvedimento è scaturito a termine di una complessa attività investigativa, avviata dai carabinieri dopo la rapina impropria commessa, nottetempo, in data 01 aprile 2014,  in  un’abitazione di Pietravairano (CE) in danno di un 62enne e suoi familiari. Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, pienamente concordata dalla Magistratura Sammaritana, il 23enne, di origine rom, in quella circostanza, avrebbe funto da “palo” ed autista per due suoi connazionali, che, invece, furono catturati dai militari dell’Arma nei pressi di un casolare in Grazzanise (Ce) dove si erano rifugiati. Determinante per la cattura dei due complici del ION Costel risultò il sopralluogo eseguito nella immediatezza dei fatti dai carabinieri che gli consentì di raccogliere elementi utili quali la descrizione dei soggetti, il fatto che avessero un accento straniero ed il colore dell’autovettura utilizzata per la fuga, elementi questi (colore carrozzeria e nazionalità straniera degli occupanti) che, guarda caso, coincidevano  con analoga vettura controllata, alcune ore prima, da una pattuglia dei carabinieri nei pressi della SS 6 “Casilina”, localita’ Valdassano.
Il 23enne rumeno è stato associato alla casa circondariale di Napoli Poggioreale. 

SANTA MARIA CAPUA VETERE - IL CONSIGLIERE MONACO - FINALMENTE STA MIGLIORANDO LA CONDIZIONE DEL RIONE COLONNA, MA QUNATO COSTA ??? -

   La riqualificazione dell'area in Via Cumana finalmente arriva al traguardo. Personalmente sono soddisfatto perchè abbiamo lavorato fortemente con la precedente amministrazione per  la realizzazione di tale opera, al fine di migliorare la vivibilità del Rione Ponte Colonna. Vivibilità dal punto di vista del traffico, perchè in alcune ore, sopratutto all'uscita delle scuole diventa impraticabile, e vivibilità dal punto di vista dei servizi a servizio dello Rione stesso. Il progetto, infatti, prevedeva oltre all'abbattimento del muro per allargare la strada, il parcheggio, con l'apertura della scuola come ingresso supplementare, la riqualiificazione dell'area verde attrezzatto con annesse giostrine, fontana, panchine, campo polifunzionale e percorso ciclabile.
 La domanda che mi sono posto invece è: ci sono voluti tre anni per iniziare i lavori? 

E poi, con l'importo a suo tempo stanziato per finanziare tale opera, che cosa verrà realizzato? 
Il Sabato 3 Maggio 2014 , Monaco Fabio ha scritto:

Martedì 6 maggio alle ore 19,30, dopo le continue sollecitazioni dell'opposizione, si celebra il consiglio comunale sul Question Time, con una serie di interrogazioni consiliari su varie problematiche che assillano la città. Alcune  riguardano i disagi della villa comunale, il cimitero, la raccolta rifiuti, la viabilità ed altri temi. Mattatore della seduta é il Consigliere comunale Fabio Monaco con ben 10 interrogazioni consiliari seguito dal consigliere Valletta e con sole 2 interrogazioni dal consigliere Capitelli.

Fabio Monaco

NUOVA ORDINANZA PER I CANTILE - SFRUTTAVANO UN PERMESSO SANITARIO CON LO SCOPO DI MANTENERE IL CONTROLLO DELLE ATTIVITA' - DAI DOMICILIARI VENGONO TRADOTTI IN CARCERE -

I Carabinieri del Reparto Operativo di Caserta hanno eseguito un’ordinanza di aggravamento di misura cautelare, emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di Guido CANTILE e dei suoi due figli Pasquale e Luigiantonio, proprietari del caseificio CANTILE s.r.l., ritenuti responsabili della violazione delle prescrizioni loro imposte dalla misura degli arresti domiciliari.
Gli approfondimenti investigativi, effettuati dai Carabinieri in seguito all’esecuzione del provvedimento giudiziario del 12 maggio scorso, operazione che portò all’arresto di 12 persone ed al sequestro dell’intero caseificio e dei punti vendita dislocati sulle province di Caserta e Napoli, hanno consentito di appurare che i 3 indagati, nonostante i divieti loro imposti dal regime degli arresti domiciliari, hanno tentato reiteratamente - mediante comunicazioni telefoniche verso i propri dipendenti o raggiungendo personalmente i punti vendita, approfittando di permessi rilasciati dal Tribunale per motivi sanitari – di intromettersi nella gestione della società già sequestrata ed attualmente in amministrazione giudiziaria, con lo scopo di mantenere il controllo dell’attività aziendale di famiglia.
Alle predette inosservanze si aggiungeva, altresì, l’ulteriore manovra di intromissione nelle dinamiche aziendali messa in atto da Luigiantonio Cantile il quale, cercando la complicità di qualche dipendente, aveva messo in atto il tentativo di creare un accesso remoto per introdursi nel sistema telematico aziendale ed accedere pertanto ad informazioni riservate appartenenti all’azienda non più sotto la loro gestione.
I tre arrestati sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

mercoledì 30 luglio 2014

SANTA MARIA CV - I CARABINIERI DI SANTA MARIA FER,MANO UN GIOVANE PER TENTATA ESTORSIONE ED USURA

I Carabinieri della Stazione di Santa Maria Capua Vetere hanno dato esecuzione ad Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere, emessa da ufficio G.I.P. della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di DE LUCA Francesco cl. 70 del posto, ritenuto responsabile di usura e tentata estorsione aggravata in concorso. Il provvedimento restrittivo è scaturito dalla concordanza dell’ A.G. con le risultanze investigative prodotte da militari dell’Arma che hanno accertato  come il 44enne, a fronte di più prestiti di denaro elargiti a tre diverse vittime (due donne ed un uomo), aveva loro applicato interessi usurai al tasso del 20% mensili, pari al 240 % annui.
In un caso, il DE LUCA,  aveva anche minacciato di ritorsioni una delle vittime nel tentativo di costringerla a corrispondere, oltre alla somma capitale di 3.500 € già restituita, una ulteriore somma di 5.500 € a titolo di interessi usurai. L’arrestato è stato associato presso la casa circondariale Santa Maria Capua Vetere 

martedì 29 luglio 2014

POLITICA CASERTANA - PERCHE IL PRESIDENTE ZINZI BACCHETTA LA SGAMBATO - CHI HA TORTO CHI HA RAGIONE - INTANTO STAMATTINA FERRANDELLE E' STATA SVUOTATA

RIFIUTI – ZINZI: “SONO DAVVERO STUPITO DALLE DICHIARAZIONI DELL’ONOREVOLE SGAMBATO. SONO 4 ANNI CHE ESISTE UN PIANO PROVINCIALE DEI RIFIUTI, GLIENE INVIEREMO UNA COPIA”.


“Sono davvero stupito dalle dichiarazioni rilasciate dalla deputata del Partito Democratico, Camilla Sgambato, che ha chiesto di conoscere dettagli sulla nostra programmazione in tema di ambiente. Mi sorprende molto che una parlamentare della Repubblica, sempre attenta alle vicende della sua terra, non sappia che da circa 4 anni esiste un Piano provinciale dei rifiuti che prevede una raccolta differenziata spinta insieme alla realizzazione di un impianto di compostaggio, di un digestore anaerobico e di un impianto di trattamento termico dei rifiuti attraverso gassificazione in provincia di Caserta”. A dichiararlo è il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi.
“Tale programmazione provinciale del ciclo integrato dei rifiuti – ha aggiunto Zinzi – è stata anche completamente recepita dal Piano regionale, vigente dall’inizio del 2013. Di conseguenza, è facile comprendere come il gassificatore di Capua non sia affatto ‘svincolato da una visione strategica complessiva della gestione dei rifiuti’, come affermato dall’onorevole Sgambato, ma anzi sia necessario al completamento del ciclo integrato dei rifiuti”.


CARABINIERI IN AZIONE LE OPERAZIONI DEL GIORNO IN PROVINCIA DI CASERTA

Nel pomeriggio odierno i carabinieri della Compagnia di Marcianise, sono stati chiamati ad intervenire presso l’Ospedale di Marcianise, ove una ragazza 24enne di etnia rom si era allontanata facendo perdere le proprie tracce dopo che nella mattinata  aveva dato alla luce una bimba.
I Carabinieri si sono attivati per acquistare capi di abbigliamento per la neonata. Nel frattempo sono in corso le ricerche per risalire ed identificare compiutamente la genitrice.
Un contributo in termini di capi di abbigliamento sta per essere fornito anche da altre persone ricoverate presso il reparto di ginecologia dell’Ospedale.
La bimba del peso di 3.5 kg e della lunghezza di 50 cm gode di ottima salute ed è costantemente accudita dal personale medico della struttura ospedaliera.


S. Potito Sannitico (CE): Bloccato  mentre  spaccia presso un bar in pieno centro abitato.

Era da tempo che l’uomo era oggetto di attenzione da parte dei militari dell’Arma ed alla fine è stato bloccato e poi arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.  Si tratta di Giovanni Riccio 45enne di San Potito, già noto alle forze dell’ordine, l’uomo era stato notato in atteggiamento sospetto all’interno di un bar del luogo. Al momento del controllo ha cercato in ogni modo di sottrarsi all’azione dei militari, adducendo scuse di varia natura cercava di evitare la perquisizione, ma l’insistenza dei Carabinieri che lo conducevano sino all’abitazione, lo costringevano a svelare il motivo di tanto nervosismo. Infatti appena entrato in casa l’uomo, approfittando della presenza dei figli, tutti in tenera età, cercava di liberarsi di un pacchetto di sigarette gettandolo sotto il letto. La pronta reazione dei militari ed il recupero dell’involucro consentiva di   rinvenire all’interno dello stesso circa 15 grammi di Hashish suddiviso in quattro stecche e parzialmente già pronto per lo spaccio.
A questo punto sono scattate le manette e l’uomo è stato posto in regime di arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo cosi come disposto dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

I Carabinieri della Stazione di Santa Maria Capua Vetere hanno proceduto all’arresto, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare, emessa dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, di Formisano Gabriele,cl.1979 e Consolazio Gabriele, cl. 1984 entrambi del luogo.
In particolare a seguito di una attività di indagine condotta dai citati Carabinieri, venivano acquisiti nei loro confronti  inequivocabili indizi di colpevolezza in ordine ad un tentativo di estorsione posto in essere nei confronti di un titolare di un esercizio pubblico di Santa Maria Capua Vetere, il quale subiva minacce, anche armate, affinché consegnasse loro, la somma di euro  100,00 (cento).
Risultanze investigative condivise appieno dal G.I.P. del citato Tribunale il quale, per l’appunto, ha emesso nei loro confronti l’ordinanza in argomento in ordine ai  reati di estorsione aggravata e detenzione illegale di arma comune da sparo.
Il provvedimento in parola, per quanto riguarda il Formisano Gabriele è stato notificato presso la  casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere ove il predetto si trova già ristretto, mentre Consolazio Gabriele, dopo la notifica è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. 

Identificata la persona che la sera del 26 luglio u.s. investiva un ciclista di nazionalità albanese di 32 anni, causandone la morte, facendo perdere poi le proprie tracce. Il giovane albanese venne rinvenuto su segnalazione di un passante sulla strada provinciale Carinola San Prisco. Sono bastati pochi giorni ai Carabinieri per risalire alla sua identità, durante i quali sono stati raccolti gravi ed inconfutabili elementi di colpevolezza a suo carico. Si tratta di un 21enne di Carinola,  che è stato denunciato in stato di libertà dai Carabinieri della locale Stazione. Adesso il giovane dovrà rispondere di Omicidio colposo ed omissione di soccorso

Per eventuali approfondimenti è possibile rivolgersi al Cap. Lorenzo Iacobone 334-6924731 Comandante della Compagnia di Mondragone.

SANTA MARIA CAPUA VETERE - Il sindaco Di Muro scrive all’assessore regionale Vetrella: “Un servizio di trasporto pubblico circolare per Sant’Andrea e Iacp”

Un servizio di trasporto circolare per il rione Iacp e per il rione Sant’Andrea. E’ la richiesta del sindaco Biagio Di Muro all’assessore regionale Sergio Vetrella.
“E’ a lei ben nota – scrive il primo cittadino all’esponente della giunta di Palazzo Santa Lucia – la situazione dei trasporti pubblici a Santa Maria Capua Vetere, città alla quale ha dimostrato già in passato di essere particolarmente legato”.
In più di una occasione, infatti, l’assessore regionale ha incontrato il sindaco e i cittadini sammaritani, preannunciando anche un suo interessamento personale per l’avvio di un servizio circolare di trasporto pubblico.
“Sono consapevole – spiega Di Muro – delle difficoltà di bilancio con le quali tutti gli enti locali e territoriali si trovano a dover combattere giorno dopo giorno. Ma so che all’assessore Vetrella non sfugge la delicata situazione del rione Sant’Andrea e del rione Iacp. Si tratta, infatti, di zone densamente abitate e quasi totalmente tagliate fuori (anche fisicamente) dal centro storico, con gravi disagi per le famiglie, per la popolazione anziana e per i giovani studenti in particolare”.
Sulla base di tali considerazioni, il sindaco ha chiesto all’assessore Vetrella un concreto interessamento per l’istituzione di almeno due circolari al servizio dei quartieri periferici della città, in collegamento con il centro storico e con il cimitero municipale.


INTERAMENTE SVUOTATO IL SITO DI STOCCAGGIO DI FERRANDELLE. ZINZI: “ABBIAMO RIMOSSO 500MILA TONNELLATE DI RIFIUTI. ORA AVANTI CON LA COSTRUZIONE DEGLI IMPIANTI”.



“Il sito di stoccaggio di Ferrandelle è stato interamente liberato. Grazie alla Gisec in due anni sono state portate via 500mila tonnellate di rifiuti, l’equivalente, in termini di peso, di circa 5 “Costa Concordia””. E’ l’annuncio che il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, ha dato nel corso della conferenza stampa svoltasi stamani nella Sala Giunta del palazzo della Provincia in corso Trieste a Caserta.
All’incontro hanno partecipato anche l’assessore all’Ambiente, Giuseppe Rocco, l’amministratore unico della Gisec, Donato Madaro, e il direttore tecnico della società provinciale, Maurizio Campopiano. Ad illustrare il lavoro svolto dalla Gisec, attraverso l’ausilio di slide e di immagini in diretta streaming proiettate dal sito di stoccaggio di Santa Maria La Fossa, è stato, invece, il responsabile del sito di Ferrandelle, Elpidio Maisto.
“Lo svuotamento di Ferrandelle – ha continuato il presidente della Provincia, Zinzi - si inserisce nell’ambito di quella operazione di bonifica ambientale che stiamo portando avanti sin dai primi giorni del nostro insediamento. Oggi noi risolviamo problematiche ambientali causate da altri, che negli anni passati hanno consentito che nella nostra terra venissero sversati ingenti quantitativi di rifiuti provenienti da Napoli e dalle altre zone della Campania”.
I costi necessari allo svuotamento del sito di Ferrandelle si sono aggirati attorno ai 4 milioni di euro e non sono stati posti a carico dei cittadini della provincia di Caserta in quanto, dal 2011 in poi, la tariffa è rimasta invariata anche rispetto all’aumento del costo della vita. In 3 anni, poi, sono state anche eliminate 48mila tonnellate di percolato. A tal proposito, in una parte dell’area in cui è compreso il sito verrà realizzato un impianto di depurazione di percolato di ultima generazione che entrerà in funzione entro l’anno e che consentirà un considerevole risparmio per i contribuenti.
Terminato lo svuotamento, ora si attende il piano di caratterizzazione dell’area, che deve stabilire se e quanto sono inquinate le diverse zone. Solo successivamente si potrà dare il via alla programmazione della Provincia di Caserta relativamente a quel sito. “Di sicuro – ha aggiunto Zinzi – non permetteremo mai più che vengano sversati rifiuti a Ferrandelle”.
Il presidente della Provincia ha sottolineato la necessità di completare il ciclo integrato attraverso la costruzione degli impianti utili al recupero, riciclo e smaltimento dei rifiuti, con particolare riferimento al costruendo gassificatore di Capua: “La Provincia di Caserta - ha proseguito Zinzi - ha approvato un piano provinciale dei rifiuti, che è stato recepito dalla Regione Campania e da Bruxelles e poi avviato a fase operativa. Stiamo scontando dei ritardi sull’inizio dei lavori di quest’opera a causa di gravi rallentamenti da parte del Provveditorato alle Opere Pubbliche, che ci ha fatto perdere almeno un anno sulla tabella di marcia. Senza gli impianti entro un anno, ma forse anche prima, il nostro territorio rischia di ripiombare in una nuova emergenza rifiuti e di questo dovrà assumersi la responsabilità quella parte politica che oggi li avversa e che fa di tutto per boicottarli”.
“Mi chiedo – ha concluso il presidente della Provincia di Caserta – se gli esponenti locali del Partito Democratico, a partire dall’onorevole Pina Picierno che fa parte della direzione nazionale del Pd, conoscano la posizione del segretario del loro partito nonché presidente del Consiglio, Renzi, il quale più volte si è dichiarato favorevole agli impianti, indicando il termovalorizzatore di Vienna, costruito circa 30 anni fa, come un esempio per risolvere i problemi della Campania. A questo punto vorrei capire le vere ragioni della loro opposizione all’impianto di Capua, considerando che lo stesso è di ultima generazione e quindi anche molto più sicuro per la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente. Le motivazioni – ha concluso Zinzi – sono esclusivamente di carattere strumentale. Il problema è che su questi temi bisognerebbe essere responsabili e non innescare polemiche sterili che danneggiano solo i cittadini”.



sabato 26 luglio 2014

PAPA- DAY - ECCO LE FOTO DI UNA GIORNATA MEMORABILE


LA VISITA DI PAPA FRANCESCO A CASERTA. IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA, DOMENICO ZINZI, DONA AL PONTEFICE UNA PENNA PERSONALIZZATA, UN PEZZO UNICO REALIZZATO DALL’AZIENDA CASERTANA “MARLEN”.



Un prodotto di eccellenza interamente “made in Caserta”. Un pezzo unico per un’occasione unica, che il territorio casertano attendeva da tanto tempo. Per celebrare la visita odierna di Papa Francesco nella città di Caserta, il presidente della Provincia, Domenico Zinzi, ha donato al Pontefice una penna realizzata dall’azienda Marlen di Sant’Arpino, come ricordo di un momento storico per Terra di Lavoro. La penna è un pezzo unico, creato in tempi record dall’azienda casertana, finemente cesellata da maestri artigiani.  Nella parte frontale appare l’effigie di Papa Francesco oltre al logo della Provincia di Caserta e la scritta (in numeri romani) dell’anno di produzione. Nella scatola anche un breve messaggio di ringraziamento al Pontefice per la visita pastorale in Terra di Lavoro.
“Abbiamo pensato di ricordare questo momento – ha spiegato il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi – donando al Papa un prodotto di eccellenza della nostra terra. Questo oggetto, oltre a rappresentare un elemento di assoluta unicità, racchiude in sé un significato particolare: vuole testimoniare che la nostra è una bella terra, ricca di talenti, di qualità e di elementi di positività. La provincia di Caserta ha tanti problemi ma anche enormi potenzialità. La visita di Papa Francesco è un motivo di grande speranza e ci dà la forza per continuare ad impegnarci per la crescita del nostro territorio. Siamo davvero grati al Santo Padre per la vicinanza dimostrata nei confronti di Terra di Lavoro”.


MADDALONI - LITE CON SCHIAFFI E PUGNI - TRE FERMI OPERATI DAI CARABINIERI DI CASERTA

In Caserta i Carabinieri della locale Stazione, hanno proceduto all’arresto di D. M. G.  cl. 1973 di Maddaloni, C. N. cl. 1988 di Casagiove e A. D. cl. 1987 di Caserta. In particolare i tre davano inizio, per motivi in corso di accertamenti, ad una animata discussione degenerata poi in una colluttazione. Sul posto interveniva immediatamente una pattuglia dei Carabinieri, che si trovava poco distante. Grazie al tempestivo intervento della citata pattuglia, supportata poi da altri colleghi, si riusciva a bloccare i tre uomini. Nella circostanza due di loro, approfittando della confusione generatasi, cercavano, invano, di darsi alla fuga. Uno dei tre, si vedeva costretto a ricorrere a cure mediche presso l’ospedale di Maddaloni.



CASTELVOLTURNO- CUSTODIVA 14 PIANTE DI MARIJUANA- FERMATO DAGLI AGENTI DEL COMMISSARIATO DI POLIZIA

A seguito dei drammatici fatti che hanno interessato la Località Pescopagano situata tra i Comuni di Castel Volturno e Mondragone, permangono i servizi predisposti al fine di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica sull’intero territorio, in particolare nelle zone ubicate alla destra del Fiume Volturno.
Incessanti sono i servizi finalizzati a contrastare i fenomeni di microcriminalità e di immigrazione clandestina che maggiormente sono sentiti dai residenti. 
Nel primo pomeriggio di ieri 25 luglio 2014, personale della Squadra Volante del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castel Volturno e del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, Roma Settebagni, diretto dal Vice Questore Aggiunto Dr.ssa Carmela D’Amore, ha proceduto all’arresto in fragranza di reato, in Castel Volturno, località Destra Volturno, del  trentaduenne ABUZED Abdulmajid, originario del Niger ed irregolare sul territorio nazionale, poiché a seguito di perquisizione eseguito presso l’abitazione e pertinenze di essa, è stata rinvenuta una coltivazione di n. n.14 piante di marijuana in vasi o recipienti con terra, tre confezione della medesima sostanza stupefacente, una scatola di cartine e filtri, una scatola di bustine in cellophane utilizzate sicuramente per la confezione delle dosi di stupefacente, e due trita erba, nonché una confezione pressata di banconote da 50,00 euro, tritate con intestazione della Banca D’Italia, del valore complessivo di Euro 35.000,00.
Accertata la responsabilità del predetto che coltivava ai fini di spaccio la sostanza stupefacente, è stato tratto in arresto ed associato presso la Casa Circondariale di S.Maria Capua Vetere a disposizione dell’A.G. Sammaritana, mentre il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro.


venerdì 25 luglio 2014

Caserta. Per la visita del Papa l’Ospedale è pronto a fronteggiare l’emergenza

In occasione della visita del Santo Padre programmata per domani pomeriggio a Caserta, l’Azienda Ospedaliera “Sant’Anna e San Sebastiano” comunica di aver predisposto tutte le procedure utili per poter fronteggiare ogni emergenza.
Dalle stime pervenuteci si prevede che, per l’eccezionalità dell’evento di domani, giungeranno in città tra i 250.000 e i 500.000 fedeli. Si tratta di un numero straordinario di persone, rispetto al quale la nostra Azienda assicurerà i propri servizi a partire dal mattino fino alla serata inoltrata.  

CARABINIERI IN AZIONE - LE OPERAZIONI DEL GIORNO IN PROVINCIA DI CASERTA

1.   In Castel Volturno  i Carabinieri della locale Stazione hanno proceduto all’arresto del cittadino iraniano Fiudj Djamil cl.1951, in esecuzione dell’ordine di carcerazione emesso  dall’ ufficio esecuzioni penali del Tribunale di Roma. Il predetto dovrà espiare una pena residua di mesi 4 (quattro) di reclusione, in quanto riconosciuto colpevole del reato di rapina aggravata in concorso, commesso in Roma nel maggio del 2011. L’uomo è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.


2.   In Santa Maria Capua Vetere i Carabinieri della locale aliquota radiomobile hanno proceduto all’arresto di tre donne, Jovanevic Giulia cl.1992, Berki Lenuta cl. 1993, entrambe rumene e domiciliate presso il campo nomadi di Napoli Secondigliano (NA) e Berjamovic Kadira serba cl. 1988, domiciliata presso il campo nomadi di Casoria (NA). Le predette, dopo aver commesso un furto all’interno di un’abitazione  della zona, venivano sorprese dai militari dell’Arma e personale della Polizia Penitenziaria. Alla vista dei militari, tentavano, invano, una fuga a piedi, ma venivano bloccate, dopo un breve inseguimento. Le stesse venivano trovate, nascosti all’interno delle proprie borse, in possesso di diversi monili in oro, riconosciuti e riconsegnati alla vittima. Le arrestate saranno giudicate con la formula del rito direttissimo. 

SANTA MARIA CAPUA VETERE - LA FESTA DELL'ASSUNTA DOBREBBE ESSERE MOTIVO DI AGGREGAZIONE E NON DI SCONTRO , MA PURTROPPO VI SONO SEMPRE I TRICCABALLACC DI TURNO !!! CHE SCANDALO

In merito al post che ho pubblicato mi è d'obbligo fare alcune precisazioni .
Sulla graticola  non ho messo nessuno, anzi ho solo difeso chi vuole una città vivibile e nello stesso tempo anche una città ordinata . 
Il post è stato pubblicato non per denunciare come la commissione  si sta adoperando, ma come  portare avanti un disegno per dare credibilità ad una città e certamente la segnalazione non era riservata ne alla commissione , ne all'amministrazione , ma era riservata a coloro che si sentono i padroni della città dove l'illecito si trasforma in lecito. 
Certamente per  la sosta del camion non si doveva chiamare il sindaco , ma l'episodio sta a significare come in città vi sono persone che fanno "i cummanna scoppell". Siamo d'accordo che erano lì per lavorare, ma il camion non doveva essere parcheggiato in quella maniera , per giunta in controsenso la foto ne è la prova .
Se qualcuno si è arrabbiato non ha capito l'intento, che era quello di non creare danni ad una città visto che ci sono gli altri che precedentemente ne hanno già creato abbastanza . Quindi cerchiamo di essere più coscienti quando facciamo un servizio alla città .
QUESTO IL TESO DELL'ARTICOLO   
  
C’era una volta la festa dell’Assunta a Santa Maria Capua Vetere. I suoi preparativi erano tutto un programma, perché anche la commissione partecipava al montaggio e smontaggio delle luminarie con le presenze dei loro rappresentanti che a dir la verità cercavano di non  creare   danni ai cittadini e a chi desiderava che la Festa fosse un momento di incontro sia religioso ma anche  politico amministrativo : Peccato però che oggi quei personaggi che volevano far fare bella figura alla città  non c’erano , oggi non ce ne sono più , anzi ci sono soltanto “triccaballacc” che non sanno neanche dove abitano. L’episodio consumatosi ieri pomeriggio, la dice lunga su come certi personaggi ormai non sene fregano proprio niente della festa .
Ieri pomeriggio, senza che nessun poliziotto municipale prestasse servizio in Piazza Mazzini, forse perchè in pennichella pomeridiana , un operaio della ditta delle luminarie, è diventato, perché non c’era nessunone del comitato ne polizia municipale,  padrone della piazza giungendo  con il camion pieno di pali per le luminarie nella piazza . Visto che non vi era nessuno neanche i responsabili del comitato , ma li perdoniamo perché a quel posto ci doveva essere un presidio di vigili, ha parcheggiato il camion obliquamente  (vedi foto), nel tratto di strada che serve agli automobilisti per immettersi nel flusso stradale per poter parcheggiare le auto visto che c’è un parcheggio, ma soprattutto di   formare il traffico nella piazza.
Morale della favola , un automobilista che cercava di parcheggiare in piazza, ha dovuto aspettare che gli altri operai scaricavano i pali delle lumiarie creando un danno morale ed esistenziale.
L’episodio , in ogni caso la dice lunga di come attorno al comitato ci sono persone che lavorano in modo scorretto .

 Segnaliamo questa anomalie a chi di dovere, perché gli organizzatori anche se ce la stanno mettendo tutta per rendere una festa aggregazione di incontro, i triccaballacc visto che in quella pizza ce ne sono parecchi di chiudersi nelle proprie abitazione perché fanno più danno di quanto si possa immaginare.     

SANTA MARIA CV - DOPO 30 ANNI LA RAI SCEGLIE L'ANFITEATRO CAMPANO PER UNO SPETTACOLO TELEVISIVO GRAZIE AD UN GIOCO POLITICO DI SQUADRA

Riprese televisive nell’anfiteatro per un programma di RaiDue


L’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere sarà la “location” della puntata finale di un programma televisivo che andrà in onda su RaiDue il prossimo autunno.
La richiesta della società di produzione è giunta, nei giorni scorsi, ai competenti uffici municipali e della sovrintendenza archeologica ed è stata recepita dall’amministrazione comunale – guidata dal sindaco Biagio Di Muro – come una occasione per promuovere la città e i suoi siti archeologici.
Il programma, dal titolo “Fattore Alpha”, andrà in onda da fine settembre, ogni sabato pomeriggio, per 35 puntate. Tra i temi che saranno affrontati, figura un appassionante viaggio nella storia dell’Impero Romano visto attraverso gli occhi e l’esperienza di un ragazzo iscritto alla Scuola dei Gladiatori. Verranno ricostruite le usanze e i costumi dell’epoca. Le riprese della puntata finale nell’anfiteatro campano vedranno anche la partecipazione di venti figuranti in abiti storici, con allenamenti e combattimenti di gladiatori.
Santa Maria Capua Vetere figurerà nei titoli di coda e con il rimando esplicito, sia nominale che visivo, alla città e ai suoi siti archeologici.
“E’ una importante occasione – commenta il sindaco Di Muro – per dare visibilità al nostro patrimonio, attraverso una trasmissione della televisione pubblica. Abbiamo, tra l’altro, avuto ampie rassicurazioni sull’aspetto storico-documentaristico del programma, con ricostruzioni rigorose. Anche questo, in definitiva, è un riconoscimento del lavoro di valorizzazione delle nostre risorse archeologiche che l’amministrazione comunale sta svolgendo con determinazione e convinzione. Penso al successo di manifestazioni come ‘Invadeteci’ e ‘Teatri di Pietra’ in queste ultime settimane, o alle frequenti iniziative (in sinergia con la sovrintendenza) per l’apertura dei siti archeologici, a cominciare da ‘La città sotto la città’ che ha avuto anche il riconoscimento regionale”.



Ancora un caso di violenza sulle donne nel territorio di Castel Volturno. La donna, del posto A.M. di 34 anni, è stata trovata appena ripresa da uno svenimento, tremante ed in lacrime, dagli agenti della Squadra Volante del Commissariato di Castel Volturno.



A chiamare il numero di emergenza della Polizia, è stata la stessa donna, dopo che il marito ONORATO  Salvatore di anni 34, l’aveva minacciata di morte e brutalmente colpita con pugni schiaffi e calci, presa per i capelli e scaraventata contro una finestra, vanamente cercava di difendersi, il tutto in presenza dei tre figli minori, rispettivamente di anni dieci, otto e quattro.
Trovando rassicurazione e conforto negli agenti, la giovane donna ha potuto aprirsi con loro raccontando ciò che stava subendo dall’uomo negli ultimi anni; continue percosse e maltrattamenti, sommati a minacce di morte, aggravate addirittura da un coltello.
Aveva provato ad allontanarsi da casa, rifugiandosi per qualche tempo a casa dei genitori, ma poi era ritornata sui suoi passi, convinta che l’uomo che l’aveva sposata potesse cambiare. Il desiderio di veder crescere i sui tre figli in un ambiente familiare unito aveva avuto il sopravvento sulla sua paura di quell’uomo violento.
Tutto è stato inutile! Nella giornata di ieri, senza nessun motivo, Onorato Salvatore ha atteso che la moglie rientrasse in casa e l’ha aggredita nuovamente, incurante della presenza dei tre figli piccoli.
Ma questa volta, a porre termine alle violenze domestiche dell’uomo, ci hanno pensato i poliziotti del Commissariato di Castel Volturno, diretti dalla dott.ssa V. Questore A. Carmela D’AMORE, che in pochi secondi erano alla porta della villetta di Baia Verde, giusto in tempo per bloccare l’aggressore e soccorrere la donna, svenuta in terra, dinanzi ai bambini che piangevano terrorizzati.
L’uomo è stato immediatamente condotto negli Uffici del Commissariato, mentre la donna veniva soccorsa presso il Pronto Soccorso della clinica Pineta Grande di Castel Volturno.
 “TRAUMA FACCIALE AL GINOCCHIO ED AL PIEDE DESTRO, CONTUSIONI MULTIPLE PER IL CORPO”   è la diagnosi che è stata riscontrata e certificata dai medici.
Sono state ascoltate numerose testimonianze riferite dai vicini di casa, che hanno confermato la frequenza degli scatti d’ira dell’Onorato nei confronti della moglie e le urla che quasi quotidianamente giungevano da quell’abitazione sita in un tranquillo viale del castellano.
Ma questa volta A.M. non ha sopportato più ed ha deciso di denunciare tutto l’accaduto alla Polizia.
Al termine il quadro della situazione è stato chiaro. La nuova normativa della Legge contro la violenza sulle donne ha trovato piena applicazione e, dopo aver informato il Sost. Proc. Di turno presso la Procura della Repubblica di s. Maria C.V., per l’Onorato Salvatore si sono aperte le porte del carcere.



SANTA MARIA CV - VINCE 500 MILA EURO AL GRATTA E VINCI AL BAR NESPOLI

Potrebbe essere un operaio o un anziano il fortunato vincitore del biglietto di Gratta e Vinci che è stato acquistato ieri pomeriggio al bar Nespoli a Santa Maria  Capua Vetere . Ma una domanda mi sorge spontanea, ma quanti biglietti ha dovuto acquistare per vincere questa somma ?? 

CASERTA - PAPA-DAY- EGREGIA SANTITA' LE SCRIVO............... " NON SIAMO LA ROCCAFORTE DELLA CAMORRA !!!

Egregia Santità
Forse non so se leggerà queste righe che sono pubblicate su questo blog , ma ciò che mi è stato riferito da persone presenti alla conferenza stampa  del sindaco della città di Caserta Pio del Gaudio nel presentare alla stampa l’evento di Sabato di cui sarà il testimonial doc,  mi ha lasciato senza parole.
 All’apertura della conferenza il sindaco Pio del Gaudio  ha esibito un ritaglio di un giornale dove si evinceva un accostamento  della città di Caserta alla camorra attraverso un titolo  dove  Sua Santita’ faceva visita alla roccaforte della Camorra.
Egregia Santità, sono rimasto indignato da questa similitudine con la città che è capoluogo di provincia , ma che non ha niente a che fare con la storia della criminalità organizzata che vi è in alcuni comuni della provincia . Sono indignato perché un evento di aggregazione religiosa, quale appunto la giornata  religiosa che con tanta organizzazione  è stata programmata dagli organi competenti, sia stata macchiata da un articolo pubblicato .
Vede Santità lo sanno anche le pietre che certi accostamenti  danno fastidio ad un territorio che cerca di salvarsi da episodi di malaffare, dove l’altra parte dei cittadini cerca di alzarsi la mattina ed andare a lavorare guadagnandosi il proprio  stipendio.
Vede Santità, la sua  visita  a Caserta rappresenta per molti un senso di rispetto verso quei cittadini e verso il popolo campano che desidera un vita sociale e religiosa migliore. Forse quel giornalista , ma anche collega che ha scritto quell’articolo, ha cercato senz’altro di fare uno scoop , ma aggiungo , desidera , così come affatto Papa Giovanni Paolo II nella terra siciliana ad Agrigento  nei lontani anni ottanta ,  da parte sua un monito a chi esercita il malaffare . Ciò è lecito. Non c’è dubbio che si faccia, ma si ricordi anche di coloro che offrono l’altra parte della guancia , che è pulita .

Vede santità – e concludo –  al sindaco Del Gaudio,   che l’accoglierà quando scenderà dal suo elicottero – Gli sussurri nell’orecchio “ gli porto la parola di Dio e di Cristo” perché ne ha bisogno lui , ma anche quel popolo che non vuole appartenere alla roccaforte della Camorra. 
Caserta è in festa per Lei e desideriamo ricordarla come il messaggero di Dio e di Cristo. 
 Con Riverenza      
Prospero Cecere 

giovedì 24 luglio 2014

"GDF CASERTA: SCOPERTA COLOSSALE TRUFFA AI DANNI DELL'INPS. SEQUESTRATI CIRCA SEI MILIONI DI EURO."

Nella mattinata odierna, nell’ambito di un'articolata indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza dl Caserta ha eseguito due decreti di sequestro per equivalente, fino alla concorrenza di circa sei milioni di euro, nel confronti di due fratelli, originari di Giugliano in Campania (NA) e titolari dl aziende agricole, indagati per una colossale truffa al danni dell'lNPS.
La truffa coinvolge oltre 600 apparenti braccianti agricoli, ai quali l‘Ente previdenziale ha indebitamente corrisposto la suindicata somma.
Nel corso dell’operazione sono state eseguite anche 7 perquisizioni a carico di quanti figuravano per i primi  anni percettori delle somme indebitamente erogate.
I provvedimenti di sequestro sono stati adottati dal Giudice per Ie indagini Preliminari del Tribunale di Napoli Nord su richiesta dl questa Procura a seguito degli accertamenti svolti dalla Guardia di Flnanza.
In particolare, il meccanismo fraudolento posto in luce dai finanzieri era stato articolato in più fasi.
Dopo Ia costituzione di due aziende agricole fittizie, per opera dei due fratelli venivano presentate aI|’lNPS denunce aziendali con riferimento a terreni agricoli non posseduti ma di cui veniva attestata Ia disponibilità attraverso Ia registrazione di falsi contratti di afflitto. L'ultimo avveniva, a cura delle due ditte individuali, la certificazione di falsi rapporti di lavoro a beneficio di numerosissime persone, con l’inoltro all’ente previdenziale delle denunce di manodopera agricola.

All'esito delle investigazioni é emerso, infatti, che 634 braccianti agricoli, in concorso con i titolari delle aziende agricole, avevano dichiarato aII’INPS — nel periodo 2006-2013 – circa 207.000 false giornate lavorative, percependo indebite indennità di disoccupazione e malattia per circa 6 milioni di euro.

Alife (CE): Quattro persone tratte in arresto per tentata estorsione ai danni di imprenditore.

Portata a conclusione un’operazione di servizio dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese con l’arresto di quattro persone per tentata estorsione ai danni di imprenditore di Alife. La vicenda trae le sue origini alcuni mesi orsono quando tre pregiudicati cercavano di estorcere parte dei profitti del lavoro di un imprenditore di Alife operante nel settore della raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani. Avvisati da un complice che operava all’interno di una ditta che si avvaleva della fornitura di veicoli presi in gestione dall’imprenditore alifano,  dell’avvenuto pagamento di una cospicua somma di denaro, i tre si adoperavano con ripetute minacce affinché venisse loro dato il “giusto profitto” pari al 50%. La prontezza di spirito dell’imprenditore, G.M. 51 anni, ed il reale timore delle ripercussioni minacciate anche a carico dei familiari, consentiva, appena prodotta la denuncia, di far sì che scattassero le immediate attività di indagine. Gli elementi assunti negli ultimi mesi, hanno consentito alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere di emettere oggi quattro ordinanze di custodia cautelare di cui: una in carcere a carico di G. C. 49enne pluripregiudicato da Casal di Principe e le altre tre a carico di F.M. 34enne pluripregiudicato da San Nicola La Strada, F.F. 29enne pregiudicato da San Nicola La Strada ed A.F. 46enne da Casagiove incensurato, tutti condotti agli arresti domiciliari. Il 34enne F.M. in atto risulta detenuto, per altri reati, presso la Casa Circondariale di S. M. Capua Vetere.


GUARDIA DI FINANZA NAPOLI: EFFETTUATA CONFISCA DI BENI DEL PATRIMONIO DI VALTER LAVITOLA PER UN IMPORTO DI OLTRE 3 MILIONI DI EURO.


Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno dato esecuzione alla sentenza n. 2510/12, con cui, in data 9 novembre 2012, il G.U.P. presso il Tribunale di Napoli ha disposto, tra I’aItro, Ia confisca dei beni e delle quote societarie nella disponibilità di Valter LAVITOLA per un valore di oltre 3 milioni di euro.
Detti beni, nel Iuglio 2012, erano gia stati oggetto di sequestro preventivo neII'ambito della c.d. “Operazione Editoria", svolta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli su delega della Procura della Repubblica partenopea. In tale contesto erano state accertate molteplici violazioni alla normativa in materia di concessiorie di contributi pubblici per I ‘editoria, riconducibili alla "INTERNATIONAL PRESS SOC. COOP.", società editrice del quotidiano "L’AVANTI", di cul il LAVITOLA e stato dominus ed amministratore di fatto. Grazie a tali condotte illecite, nel corso di poco piu di un decennio, il noto faccendiere si era indebitamente appropriato, di somme di denaro (sotto forma di contributi pubblici per |'editoria) per un ammontare complessivo di oltre 23 milioni di euro. Per i fatti contestati, nel mese di novembre 2012, Valter LAVITOLA ha patteggiato tre anni e otto mesi di reclusione, con I ‘irrogazione di varie pene accessorie (interdizione dai pubblici uffici per Ia durata di anni 5, incapacità di contrattare con Ia Pubblica amministrazione per Ia durata di anni 3, inabilitazione aII’esercizio deII'impresa commerciale e incapacità a esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per Ia durata di anni 10).
A seguito deII'intervenuta irrevocabilità del citato provvedimento giurisdizionale, sono state pertanto avviate, in collaborazione con I ‘Ufficio Esecuzione del Tribunale di Napoli

- Sezione del GIP, Ie attività finalizzate alla confisca dei beni in parola.

OMICIDIO PIAZZA - LA DDA DI NAPOLI ESEGUE TRAMITE LA SQUADRA MOBILE DI CASERTA DUE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE

Alle prime ore di questa mattina la Squadra Mobile di Caserta,  all’esito di una attività investigativa coordinata dalla Direzione  Distrettuale Antimafia di Napoli, ha eseguito 2 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Napoli in relazione all’omicidio di PIAZZA Armando, perpetrato in Casal di Principe nel marzo 1994.
L’episodio delittuoso matura nell’ambito della faida tra il gruppo QUADRANO Giuseppe, DE FALCO Nunzio, CATERINO Sebastiano, SANTORO Mario, ed altri ed il gruppo SCHIAVONE – BIDOGNETTI.
La vittima, infatti, era legata da rapporti di parentela al QUADRANO.
La rappresaglia dei dissociati ha inizio con l’omicidio di DE FALCO Vincenzo, alias “fuggiasco” ucciso in Casal di Principe il 2 febbraio 1991, su mandato di Francesco SCHIAVONE “Sandokan” e BIDOGNETTI Francesco, che ritenevano DE FALCO autore della confidenza che condusse il 13.12.1990 i carabinieri presso l’abitazione di CORVINO Gaetano, assessore al Comune di Casal di Principe, interrompendo un vero e proprio summit, passato alla storia giudiziaria come “blitz di S. Lucia”.
D’altra parte i motivi di contrapposizione tra i capi dell’organizzazione e Vincenzo DE FALCO erano numerosi essendosi creata una pericolosa frattura a seguito del rifiuto del DE FALCO alla richiesta avanzata dai vertici di uccidere LA TORRE Augusto, capo dei “chiuovi “ di Mondragone.
La contrapposizione fu particolarmente cruenta  e costellata di numerosi omicidi, alcuni dei quali anche particolarmente efferati; tra tutti va ricordato quello di CECORA Nicola, fratello di CECORA Gilberto, ucciso in data 12 luglio 1992 dopo un lungo inseguimento in auto, finché fu raggiunto e finito a colpi di arma da fuoco nella piazza principale di Villa di Briano. L’auto, ormai senza più alcun controllo, travolse e uccise due anziani passanti, appena usciti dalla chiesa dopo aver assistito alla funzione religiosa.
L’omicidio di PIAZZA Armando assume, poi, particolare rilievo per gli eventi che ne conseguiranno: pochi giorni dopo e precisamente il 19 marzo 1994 veniva assassinato il parroco don Giuseppe DIANA, trucidato nella parrocchia San Nicola di Casal di Principe. Il movente del delitto veniva individuato nel rifiuto opposto dal prelato di officiare il funerale di CECORA Gilberto , ucciso pochi giorni prima, sulla base della decisione di non celebrare il rito funebre in chiesa alle vittime di camorra.
Purtroppo PIAZZA Armando, CECORA Gilberto, il fratello Nicola ed il povero Don Diana non furono le sole vittime, per così dire trasversali, di una sanguinosa guerra intestina; di seguito viene riportato un elenco di omicidi, verificatisi nel corso della lotta fra i due gruppi, da cui si può chiaramente rilevare che alcuni non avevano un vero e proprio movente ma altro non erano che una reazione violenta ad uno precedente, ovviamente dell’opposta fazione. in data 02.02.1991, in Casal di Principe venne ucciso DE FALCO Vincenzo, per tale omicidio la Corte di Assise di S.M.C.V., con Sentenza emessa in data 15.9.2005 nr. 9/98 R.G. ha condannato SCHIAVONE Francesco di Nicola, BIDOGNETTI Francesco, SCHIAVONE Walter, ZAGARIA Michele, CATERINO Giuseppe, PANARO Sebastiano, DI BONA Franco, DIANA Luigi, CATERINO Mario, VENOSA Luigi, DE LUCA Corrado e APICELLA Pasquale;
-          in data 05.03.1992, in Villa Literno, vennero uccisi DE FALCO Giuseppe (fratello di Vincenzo) e MANCINI Caterina;
-          in data 12.07.1992, venne ucciso CECORO Nicola, dopo due giorni per rappresaglia venne trucidato il dentista SCHIAVONE Alfonso, estraneo alle logiche criminali, ma imparentato alla famiglia SCHIAVONE;
-          in data 25.07.1992, fu ucciso in San Marcellino il commerciante VILLAN Giorgio; gli esecutori materiali QUADRANO Giuseppe e DI TELLA Alberto, divenuti nel frattempo collaboratori di giustizia, rendono ampie e convergenti dichiarazioni autoaccusatorie e ponendo a movente dell’omicidio la circostanza che la vittima aveva in precedenza tentato di attirare CECORA in una trappola per ucciderlo che avvenne, poi, il 12 luglio del 1992;
-          in data 05.08.1992, in San Cipriano d’Aversa, è il turno di GAGLIARDI Giuseppe, marito di MAISTO Cristina ed il giorno dopo PICCA Francesco, fratello di  del più famoso Aldo, cognato di QUADRANO Giuseppe;
-          in data 08.09.1992, in San Cipriano d’Aversa, venne ucciso, per errore, RUSSO Flavio che si trovava nei pressi dell’abitazione di MAURIELLO Francesco, vero obiettivo dei killer;
-          in data 15.12.1992, in San Cipriano vennero  uccisi MAISTO Vincenzo (nipote di CATERINO Sebastiano) e VENOSA Italo;
-          in data 16.02.1994, è la volta di GUARINO Valentino, ucciso da componenti del clan QUADRANO, poiché colpevole di intrattenere una relazione extraconiugale con la sorella di QUADRANO Giuseppe;
-          in data 16.03.1994, si registra l’omicidio di CECORA Gilberto, oggetto della presente richiesta e, dopo due giorni quello di PIAZZA Armando, cognato di QUADRANO Giuseppe;
-          in data 19.03.1994, viene ucciso, nella sua chiesa, don Peppe DIANA, di cui pure si è detto, decisivo e fatale per  QUADRANO Giuseppe ritenuto il mandante a carico del quale verrà emesso provvedimento restrittivo, riparerà in Spagna dove verrà poi catturato:

Dopo un breve periodo di detenzione, per timori di ulteriori e più cruente ritorsioni che avrebbero potuto coinvolgere anche i suoi più stretti familiari, QUADRANO decise di intraprendere un percorso collaborativo, seguito quasi subito dai cognati DI TELLA Alberto e DI TELLA Raffaele.
Come logica conseguenza si assiste all’acuirsi del conflitto che evolverà tutto in favore del gruppo storico che nel corso del tempo eliminava quasi tutti gli esuli anche a distanza di anni come accaduto per CATERINO Sebastiano ucciso in Santa Maria Capua Vetere il 31 ottobre del 2003 vale a dire a quasi di 10 anni di distanza dall’inizio del conflitto.
Di estremo rilievo per la ricostruzione della  complessa vicenda, infatti, si sono rivelate le dichiarazioni dei numerosi collaboratori di giustizia casalesi direttamente coinvolti nell’omicidio. 

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei confronti di CANTIELLO Salvatore  inteso “Carusiello” e BIDOGNETTI Aniello

CARABINIERI IN AZIONE - LE OPERAZIONI DEL GIORNO IN PROVINCIA DI CASERTA

1.   In Villa Literno i Carabinieri della locale stazione hanno proceduto all’arresto di Verde Tammaro, cl. 1968 del luogo  e Buglione Rosa, cl.1967 di Busciano (NA). Nella circostanza i predetti,  utilizzando documenti contraffatti, intestati a terza persona, riuscivano a prelevare, dal conto corrente a questa intestata, da un Ufficio postale della zona, la somma di 5.000 (cinquemila/00) euro, tentando in un secondo momento di prelevarne ulteriori 20.000 euro  (ventimila/00) sempre dallo stesso conto corrente, non riuscendovi poiché bloccati ed arrestati. Successive perquisizioni domiciliari, permettevano di rinvenire presso l’abitazione della donna, varie carte di identità, oggetto di furto e/o smarrimento, libretti postali intestati a terzi, timbri contraffatti di diversi uffici postali, contratti di finanziamento sottoscritti da terzi, nonché la somma di euro 6.000 (seimila/00) ritenuta frutto dell’illecita  attività posta in essere dai due. Gli arrestati, quindi, sono stati condotti, rispettivamente presso le case circondariale di Santa Maria Capua Vetere e Pozzuoli (NA).