La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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martedì 30 novembre 2010

CHIUSE LE INDAGINI PER NICOLA COSENTINO - ECCO IL CAPO DI IMPUTAZIONE DEL 2009 A FIRMA DEL GIP RAFFAELE PICCIRILLO SU RICHIESTA DEL PM ALESSANDRO MILITA E FILIPPO NARDUCCI

CASERTA. Chiuse le indagini a carico dell’onorevole Nicola Cosentino. L'avviso di conclusione delle indagini preliminari e' stato recapitato al parlamentare, accusato di concorso esterno in associazione camorristica per i suoi presunti rapporti con il clan dei casalesi. I pm Alessandro Milita e Giuseppe Narducci gli contestano, tra l'altro, di aver ricevuto sostegno elettorale dai casalesi in occasione delle varie elezioni a cui ha partecipato con risultati positivi. ''Finalmente avremo un giudice e un processo'': cosi' l'avvocato Stefano Montone, che difende Nicola Cosentino, commenta l'avviso di chiusura indagini, notificato al suo assistito. ''Avevamo chiesto piu' volte un interrogatorio ai pm - ricorda Montone - anche prima dell'emissione dell'ordinanza, ma non ci avevano mai convocato. A questo punto, ritengo che non reitereremo la richiesta, ma interloquiremo direttamente con il giudice. Finalmente avremo accesso alle carte e potremo difenderci, com'e' nostro diritto''.

Questo il capo di imputazione che gli viene contestato nell’ordinanza di custodia cautelare del 7 novembre 2009 a firma del giudice di indagini preliminari del tribunale di Napoli sezione 21° Raffaele Piccirillo che addirittura venne fatta vedere nel corso della puntata di Annozero con un collegamento nella sede del mattino di Caserta con Sandro Ruotolo e Rosaria Capacchione.

A Nicola Cosentino fu contestato il reato del delitto di cui all'artt. 110, 416 bis - I, II, III, IV, V, VI ed VIII comma, C.P., perché non essendo inserito organicamente ed agendo nella consapevolezza della rilevanza causale dell’apporto reso e della finalizzazione dell’attività agli scopi dell’associazione di tipo mafioso denominata “clan dei casalesi” - promossa e diretta da Antonio BARDELLINO (fino al 1988), da Francesco SCHIAVONE di Nicola, detto “Sandokan”, da Francesco BIDOGNETTI e da Vincenzo DE FALCO (dal 1988 al 1991) e infine da Francesco SCHIAVONE di Nicola e da Francesco BIDOGNETTI - dopo l’arresto di questi ultimi due, da Michele Zagaria e Iovine Antonio, quali esponenti di vertice, tuttora latitanti, della fazione facente capo alla famiglia Schiavone e da Bidognetti Domenico, Bidognetti Aniello, Bidognetti Raffaele, Guida Luigi, Alfiero Nicola, Setola Giuseppe e Cirillo Alessandro, quali componenti apicali che si avvicendavano alla guida della fazione facente capo alla famiglia Bidognetti (nei cui confronti si procede separatamente) che, operando sull’intera area della provincia di Caserta ed altrove, si avvale della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva, per la realizzazione dei seguenti scopi:

• il controllo delle attività economiche, anche attraverso la gestione monopolistica di interi settori imprenditoriali e commerciali; • il rilascio di concessioni e di autorizzazioni amministrative; • l'acquisizione di appalti e servizi pubblici; • l'illecito condizionamento dei diritti politici dei cittadini (ostacolando il libero esercizio del voto, procurando voti a candidati indicati dall'organizzazione in occasione di consultazioni elettorali) e, per tale tramite, il condizionamento della composizione e delle attività degli organismi politici rappresentativi locali; • il condizionamento delle attività delle amministrazioni pubbliche, locali e centrali; • il reinvestimento speculativo in attività imprenditoriali, immobiliari, finanziarie e commerciali degli ingenti capitali derivanti dalle attività delittuose, sistematicamente esercitate (estorsioni in danno di imprese affidatarie di pubblici e privati appalti e di esercenti attività commerciali, traffico di sostanze stupefacenti, truffe, riciclaggio ed altro); • assicurare impunità agli affiliati attraverso il controllo, realizzato anche con la corruzione, di organi istituzionali; • l'affermazione del controllo egemonico sul territorio, realizzata non solo attraverso la contrapposizione armata con organizzazioni criminose rivali nel tempo e la repressione violenta dei contrasti interni ma altresì attraverso condotte stragiste e terroristiche; • il conseguimento, infine, per sè e per gli altri affiliati di profitti e vantaggi ingiusti;

in particolare contribuiva, con continuità e stabilità, sin dagli anni ’90, a rafforzare vertici ed attività del gruppo camorrista facente capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone (dal quale sodalizio riceveva puntuale sostegno elettorale in occasione delle elezioni a cui il Cosentino partecipava quale candidato divenendo consigliere provinciale di Caserta nel 1990, consigliere regionale della Campania nel 1995, deputato per la lista Forza Italia nel 1996 e, quindi, assumendo gli incarichi politici prima di Vice Coordinatore e poi di Coordinatore del partito Forza Italia in Campania, anche dopo aver terminato il mandato parlamentare nel 2001) attraverso le seguenti condotte :

• garantendo il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa, amministrazioni pubbliche e comunali; • assicurando il perpetuarsi delle dinamiche criminali economiche, esemplificativamente esercitando indebite pressioni nei confronti di enti prefettizi per incidere, come nel caso della ECO4 s.p.a., sulle procedure dirette al rilascio delle certificazioni antimafia in situazioni nelle quali erano ravvisabili elementi ostativi al rilascio delle certificazioni stesse ovvero attivandosi ancora, con enti prefettizi e/o strutture del Ministero dell’Interno, al fine di impedire, come nel caso del Comune di Mondagrone, il corretto dispiegarsi della procedura finalizzata allo scioglimento dell‘ente locale per infiltrazione mafiosa; • creando e co-gestendo monopoli d’impresa in attività controllate dalle famiglie mafiose, quali l’ECO4 s.p.a., e nella quale il Cosentino esercitava – in posizione sovraordinata a Giuseppe Valente, Michele Orsi e Sergio Orsi – il reale potere direttivo e di gestione, così consentendo lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando dette attività di impresa per scopi elettorali, anche mediante l’assunzione di personale e per diverse utilità;

Condotta delittuosa avvenuta in provincia di Caserta sin dall’ inizio degli anni ’90 e perdurante.

L’ordinanza, tra l’altro, fu sospesa dal gip Piccirillo il quale inviò gli atti alla camera dei deputati per l’autorizzazione a procedere nei suoi confronti, ma la Camera, a sorpresa, anche con il voto di alcuni deputati del centrosinistra, fu bocciata e Nicola Cosentino fu salvato , ma rimise nella mani del premier Berlusconi la nomina di sottosegretario alle finanze.

SANTA MARIA CV - GIALLO SULLA DELIBERA DEI DICIOTTENNI -

Lopez: “legalità e trasparenza devono distinguere l’azione amministrativa del Pdl”



“Quando il Pdl ha assunto la grande responsabilità in città di sostenere il sindaco Giudicianni e dunque l’amministrazione comunale, lo ha fatto per imprimere una svolta chiara e netta. Una svolta chiara e netta sul metodo con cui affrontare i problemi e dare risposte serie alle istanze provenienti dai cittadini. Trasparenza e legalità su tutto. In quanto candidato sindaco della coalizione di centrodestra, poi, - afferma il consigliere Lopez - ho assunto anche la personale responsabilità di essere garante in consiglio comunale dei propositi eccellenti del Pdl e del centrodestra in generale. Ebbene, alla luce di quanto detto, devo dire che le cose non vanno in riferimento soprattutto a quanto verificatosi in questi giorni. E devo subito dire di essere in piena sintonia con il coordinatore cittadino Nicola Garofalo. La delibera organizzativa del galà dei diciottenni proposta dall’assessore Virno va revocata. Una delibera che nel merito ha esposto in partito ed il centrodestra tutto al giudizio assai critico dell’opinione pubblica; quella stessa opinione pubblica per cui ci eravamo esposti e mi sono esposto in prima persona col solo fine di imprimere una inversione di tendenza. Del resto non comprendo come l’assessore Virno prima dichiari a mezzo stampa di voler attivare tutte le procedure di revoca della delibera per evitare equivoci e strumentalizzazioni e poi non dia seguito ai buoni propositi”.

Il dottore Lopez interviene anche sulla questione dei permessi di sosta gratuita concessi agli assessori nell’espletamento delle funzioni istituzionali.

“I consiglieri e gli assessori sono tali in quanto rappresentano la città ed i cittadini e dunque – conclude il dott. Lopez - esempio di dovere civico, politico ed istituzionale. La sosta gratuita, seppure finalizzata allo svolgimento di compiti istituzionali, non è consentita in quanto privilegio inutile ed immeritato. Anche questo provvedimento va annullato con urgenza. Gli assessori del Pdl rinuncino a tale privilegio”.

SANTA MARIA CAPUA VETERE - RUBAVA ENERGIA ELETTRICA - FERMATO

Nel primo pomeriggio odierno i militari della compagnia di santa maria capua vetere hanno tratto in arresto uomo, f.g. cl.’62 residente in san tammaro, poiche’ resosi responsabile di furto di energia elettrica.

Predetto, poco prima, veniva sottoposto ad un controllo da parte dei militari della stazione di san prisco che constatavano all’interno della sua abitazione la presenza di un allaccio abusivo sulla linea di alimentazione elettrica.

I militari procedevano subito dopo ad un controllo piu’ tecnico ed accurato insieme a personale dell’enel di caserta ed effettivamente constatavno l’illecito utilizzo di energia elettrica.

L’arrestato verra’ giudicato nel corso della mattinata di domani con rito direttissimo dinanzi la competente a.g.

GIGI DI FIORE PRESENTA GLI ULTIMI GIORNI DI GAETA. L’ASSEDIO CHE CONDANNÒ L’ITALIA ALL’UNITÀ

Libreria Spartaco-Interno4, Santa Maria Capua Vetere

giovedì 2 dicembre, ore 18.30

“Scrittori in carta e ossa. Una sera con…”

Gigi Di Fiore

autore del libro

Gli ultimi giorni di Gaeta. L’assedio che condannò l’Italia all’unità

Presenta Michele Vigliotti

preside dell’Itc “Leonardo da Vinci” S. Maria C.V.

Giovedì 2 dicembre (ore 18.30) il ciclo di incontri “Scrittori in carta e ossa. Una sera con...” vede protagonista, nella libreria Spartaco-Interno4 di via Martucci a Santa Maria Capua Vetere, il giornalista Gigi Di Fiore, inviato del Mattino di Napoli. Al centro del dibattito il suo libro, pubblicato da Rizzoli, “Gli ultimi giorni di Gaeta. L’assedio che condannò l’Italia all’unità”. Presenta Michele Vigliotti, dirigente scolastico dell’istituto tecnico commerciale “Leonardo da Vinci” di Santa Maria Capua Vetere. Modera il giornalista Nicola Di Monaco.
Il libro
La sera del 6 settembre 1860, all’avvicinarsi delle truppe garibaldine, il re Francesco II di Borbone lascia Napoli con la sua corte e si stabilisce nella roccaforte di Gaeta, facendone la sua capitale. Dopo l'incontro di Teano tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II, manca solo Gaeta per completare l'annessione del Sud a quello che sta per diventare il regno d'Italia. Così il 5 novembre le truppe piemontesi, guidate dal generale Cialdini, stringono d’assedio la città. È un attacco brutale, che porta alla morte di migliaia e migliaia di militari e civili a causa delle cannonate e dell'epidemia di tifo scoppiata per le precarie condizioni igieniche. Gigi Di Fiore ricostruisce questo momento storico sulla base di documenti e testimonianze inedite, e mette in risalto le contraddizioni (e le sopraffazioni) su cui si fonda la nostra unità nazionale.
L’autore
Gigi Di Fiore, già redattore al Giornale di Indro Montanelli, è inviato del Mattino di Napoli. Da oltre quindici anni, si dedica alla ricerca storica sul periodo del Risorgimento e si occupa di criminalità organizzata, su cui ha pubblicato una serie di saggi. I più noti: Potere camorrista (Guida 1993), Io, Pasquale Galasso (Pironti 1994), La camorra e le sue storie (Utet 2005) e L’impero (Rizzoli 2008). Tra i suoi saggi sulla storia delle Due Sicilie e il brigantaggio, I vinti del Risorgimento (Utet 2004) e, per Rizzoli, Controstoria dell’unità d’Italia. Fatti e misfatti del Risorgimento (2007). Nel 2001 ha vinto il Premio Saint Vincent per il giornalismo.
Prossimi appuntamenti in libreria:

14 dicembre 2010 (ore 18.30): Francesco Borrasso autore di “Le regole di Kaliel” (Zona Editore)

29 dicembre 2010: Festa della Libreria Spartaco-Interno4

CASERTA - PANATHLON CONI 2010 AL TEATRO DON BOSCO DI CASERTA

Giovani speranze dello sport casertano oggi mercoledì 1 dicembre in passerella, con inizio alle ore 17, al Teatro “Don Bosco” in via Roma a Caserta per la tradizionale consegna dei Premi “Panathlon-Coni 2010” attribuiti ai giovani atleti di Terra di Lavoro, distintisi in competizioni nazionali e internazionali.

E’ il secondo degli appuntamenti celebrativi di fine d’anno che, a conclusione della stagione agonistica, suggella con i riconoscimenti degli Enti sportivi l’impegno degli atleti, delle società sportive e delle Federazioni di appartenenza. Al “Gala dei Campioni”, organizzato dal Coni dieci giorni fa per esaltare, nella splendida cornice del Tarì di Marcianise, le “eccellenze” dello sport casertano, fa seguito l’incontro riservato alle promesse, ai giovani cioè che sono attesi ad un futuro sempre più luminoso.

La kermesse, che vedrà sfilare circa 150 giovani atleti, tra cui 28 campioni italiani di categoria e numerosi medaglisti e finalisti, verrà introdotta dal presidente del Panathlon Club Giuseppe Bonacci e seguita dal saluto dei rappresentanti delle istituzioni sportive, tra cui il presidente del Comitato Provinciale Coni Michele De Simone, e di quelle amministrative.

lunedì 29 novembre 2010

JUVECASERTA - CAPUTO " FRANCESCO GERVASIO E' PRESIDENTE DEL CLUB , MA SE NON GIUNGONO I CONTRIBUTI VENDO TUTTO "

Egregio Presidente

Sono stato presente alla conferenza stampa , anche se sono un giornalista free lance e il mio mondo è internet, e sono stato attentamente ad ascoltarla non aprendo un contraddittorio con lei , perchè non volevo aprire una crepa sullo sport casertano .

E’ inutile dire che il lavoro che sta svolgendo è comunque di ottima fattura , Ma a Caserta bisogna combattere non con l’informazione cittadina, ma con questa benedetta produttività di reddito che non riesce a decollare . Lei nel suo monologo ( e non lo tenga come un offesa ) si è scagliato durante la conferenza stampa con imprenditori ed istituzioni per cercarli di sensibilizzarli visto che la Juve Caserta e un bene della collettività ma anche con persone normali che per amore di uno sport salgono anche su un autoambulanza per non pagare il biglietto e vedere la partita, non per far fesso qualcuno .

Le dico che questo genere di cose in città da quando è nato lo sport a Caserta c’è sempre stato , come anche a Napoli ed a Roma e in tutta la penisola.

Ma vorrei andare per ordine .

In primis desidero che lei capisca questo pensiero perchè chi le scrive non è un pivello , ma a livello sportivo, prima di diventare giornalista da circa 12 anni e forse più ha collaborato con le società più blasonate della pallanuoto italiana a Caserta e Santa Maria Capua Vetere , che hanno promozioni in serie superiori , scudetti vinti , partecipazioni a campionati europei quali Coppa della Coppe maschili e Coppa dei campioni femminili tutte disputate nello stadio del Nuoto a Caserta dove persone che sono al suo fianco potranno testimoniare ciò che sto dicendo.

Innanzitutto la scossa data all’ambiente sportivo con le dimissioni è stata una carta vincente perché i giocatori e lo staff tecnico , come ho affermato dopo la partita su un mio post, hanno capito che a Caserta non si scherza e non devono venire a fare soltanto passarella . La seconda carta vincente è stata quella di nominare Francesco Gervasio alla guida della società in qualità di presidente .

La terza è quella forse che lascia più a desiderare e la richiesta di contributi da parte di imprenditori ed istituzioni essendo la Juve Caserta un bene collettivo . E su questo dobbiamo essere un pò più chiari. E’ vero che lei non fa mancare niente , ma è anche vero che oggi 29 novembre 2010 i mass media nazionali dipingono la Campania e soprattutto la provincia di Caserta come una provincia di affiliati a clan camorristici i quali dettano legge in lungo ed in largo nel territorio . Proprio per questi motivi gli imprenditori casertani si sono chiusi pensando soltanto alla loro attività ed alla loro famiglia.

Quando parlo di imprenditori casertani mi riferisco a quelli che superano un volume d’affari di circa 500 mila euro, i quali per non farsi vedere vanno sospendere soldi fuori provincia e regione perché hanno paura di essere notati. E’ in questo clima di terrore che la nostra provincia e la nostra Regione giorno per giorno vede sempre più mancare il terreno sotto i piedi. E’ stato bello decantare scrittori che raccontano le gesta di criminali e la vita imprenditoriale si è chiusa .

Pensi se nel suo bel palazzo un bel giorno arrivi una telefonata di un falso imprenditore che poggia sul suo tavolo 3 milioni di euro , ma in realtà è un grande latitante sotto falso nome, per giunta pedinato da giunta falchi della polizia e dai carabinieri . Quest’ultimi entrano nella sua attività, senza chiedere permesso, e non trovando il latitante mettono a soqquadro il suo ufficio rompendo mura e quant’altro e lasciandolo in mezzo a calcinacci per poi essere bollato dai media come colui che stava insieme al boss .

E’ di questo che hanno paura gli imprenditori di finire ingiustamente nell’occhio del ciclone per non parlare dei politici che nella provincia non esistono più, perché non c’è classe.

Lei non è che ha sbagliato a dichiarare ciò che pensa , ma il tempo si. perché questo discorso lo doveva fare agli inizi dell’anno 2011 quando oramai una bella “aspirapolvere napoletana” aveva fatto pulizia e lei può contare su qualche imprenditore di spessore .

Continui ad andare avanti

Un giornalista che paga il biglietto e tifoso che non si pagare le trasferte

SILENZIO!!!!! di GAETANO RAUSO

Hanno cercato di sminuire la mia azione contrasto al malaffare, alla mala amministrazione ed ai continui abusi edilizi;

Hanno cercato di contrastare la mia azione propositiva di provvedimenti atti a migliorare la vivibilità della città ed a correggere i tanti errori che sono stati commessi dalle passate e presenti amministrazione;

Hanno cercato di attaccarmi personalmente, cercando di ledere la mia onorabilità e la mia credibilità;

Hanno tentato di farmi passare come uno che scrive lettere anonime, quando quello che avevo da dire o denunziare l’ho sempre scritto sui giornali o l’ho sottoscritto.

Ora che una città intera si sta ribellando; ora che da tante parti vengono critiche all’operato di quest’Amministrazione; ora che tutti stanno dicendo le cose che io ho sempre detto;ora che sugli organi di stampa nazionale questi amministratori vengono messi alla berlina per inefficienza e per pressapochismo, io starò alla finestra ad aspettare che tutto si compia, che coloro i quali hanno fatto tanto mal paghino il fio della loro scelleratezza.

Chi ha patito ingiustizie per cose che non ha mai commesso; chi ha dovuto dimostrare che non c’entrava niente, non augura il male per chi è estraneo al malaffare; ma chi è colpevole deve pagare per il male e gli abusi che ha commesso,, anche per dare la fiducia e la speranza a chi opera onestamente e persegue solo il bene della collettività.

Gaetano Rauso

UGL - OPERAZIONE NATALE SICURO SPORTELLO DIFESA DEL CITTADINO

Presso la sede zonale UGL di S. Maria C.V., in C.so Aldo Moro n.73, a seguito dell'invio di cartelle esattoriali Tarsu e bollette dell'acqua che, insieme al vessatorio “balzello” delle selvagge strisce blu, in prossimità delle feste natalizie contribuiscono a prosciugare le già magre tasche dei sammaritani, è stato istituito uno sportello in difesa ed a tutela dei cittadini dove potrete ottenere gratuitamente consigli legali su come potervi difendere, laddove ve ne siano i presupposti. Lo sportello sarà aperto tutti i venerdì dalle ore 17,00 alle ore 20,00 e sarà gestito da avvocati professionisti che potranno fornirvi consigli e assistenza appropriata .

Prestito d'onore

L’UGL avvisa altresì che vi è la possibilità per i disoccupati, che vogliano tentare di crearsi una propria attività come ditta individuale, di ottenere il cd ”Prestito d'onore” con il quale si potranno ottenere finanziamenti fino ad un massimo di 25.823,00 euro più un massimo di € 5.164,56 per l'avvio di attività di produzione di beni, di attività di fornitura di servizi e attività commerciali.

Finanziamento microimprese

L’UGL avvisa altresì che vi è la possibilità per le società di persone di nuova costituzione che abbiano come oggetto sociale la produzione di beni o la fornitura di servizi (Snc, S.s, S.a.s) e la metà delle quote di partecipazione sia in possesso di soci disoccupati al momento della domanda, di richiedere il finanziamento per le microimprese che concerne le spese per l’investimento e quelle relative ai costi di gestione del primo anno di attività fino ad un massimo di €129.114 (I.V.A. esclusa.)

Per maggiori informazioni su requisiti e iter necessari per usufruire del prestito d'onore e del finanziamento alle microimprese potrete rivolgervi alla nostra sede o alla d.ssa Commercialista Trapani Florinda cell:338-3271904.

Si ricorda che per il disbrigo di tutte le altre pratiche INPS, INAIL, INPDAP, IPSEMA, quali ad esempio Invalidità Civile, Reversibilità, Vecchiaia, Disoccupazioni ed ogni altro genere di assistenza Sociale. ;730, ISE, RED, ISEE, Bonus Famiglia – etc.; Vertenze sindacali, Assistenza Diversamente Abili ed assistenza per tutti i Contratti di Lavoro, Sindacato Emigrati ed Immigrati. La sede UGL è aperta dalle 9:30 alle 12:30 il Lunedì, Mercoledì e Venerdì e dalle 16:30 alle 19:30 dal Lunedì al venerdì. Per info è possibile contattare gli addetti dott.ssa Angela Cipullo e rag. Girolamo Iorio ai seguenti numeri: 0823/1890034; 320/4739265; 333/5621232.

Notizie utili: Riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

E' stata approvata, il 28/12/2009, la legge Regionale N. 19 che mira, in particolare, ad incentivare la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. In applicazione delle relative norme sono possibili, ove consentiti anche nel rispetto dei regolamenti comunali, gran parte di quei piccoli e medi interventi che possono migliorare e/o ampliare le unità immobiliari esistenti e consentire così una migliore vivibilità delle stesse. E' quindi possibile realizzare quegli ampliamenti di volumetria che, diversamente, non sarebbero possibili rispettando il Piano Regolatore Generale, trattandosi di attività in deroga, (assimilabili, per certi aspetti, ad un condono edilizio).

E' senza dubbio, questa, un'occasione unica, soprattutto in considerazione del fatto che la legge stessa ha una validità temporale limitata, essa è cioè applicabile entro un certo termine, dopo il quale non sarà più efficace.

Per quanto sopra, si invitano tutti i proprietari, per i quali ciò è possibile, nei tempi giusti, a ben ponderare l'opportunità offerta, o quanto meno valutarne gli effetti.

P.S. questi pochi righi hanno unicamente lo scopo di fornire ed offrire quelle minime informazioni indispensabili per consentire una giusta e ponderata scelta.

L'Associazione Risveglio Sammaritano, mette a disposizione, per i chiarimenti e le maggiori informazioni che vogliate ottenere in merito alla possibilità di usufruire della suddetta normativa, i propri consulenti che vi potranno ricevere dal lunedì al venerdì dalle ore 18.00 alle 20.00 in c.so Aldo Moro n. 73. Per info. potete contattare Girolamo Iorio ai seguenti numeri: 0823/1890034; 333/5621232.

domenica 28 novembre 2010

STASERA A REPORT ROSARIA CAPACCHIONE .

Stasera a Report Rosaria Capacchione . Nell’ambito dell’inchiesta relativa all’energia alternativa che andrà in onda stasera alle 21,30 su Rai Tre , ci sarà anche un’intervista alla giornalista ed amica Rosaria Capacchione . Aspettiamo e ammiriamo  Rosaria e quello che ci dirà di  questa provincia, ma anche a livello regionale  che ha bisogno di crebilità . L’appuntamento è per stasera . Tanto è una brutta serata e quindi  tutti davanti al televisore.  

SANTA MARIA CAPUA VETERE. UNA DOMENICA DA TAPPABUCHI. CITTÀ PIÙ ACCESSIBILE RIDOTTE O SCOMPARSE DEL TUTTO.

Pollice verso l’alto per l’assessore Salzillo che di domenica lasciando famiglia e figli si dedica alla risoluzione del caso .




Nella bibbia il Signore eterno quando creò la terra e giunse al settimo giorno si riposò tanto che nacque la domenica. Già la domenica, giorno di festa e di riposo ma a Santa Maria non è così. Stamattina di buon ora operaio specializzati su imput dell’assessore Alfonso Salzillo, mentre gli altri si riposano, sono al lavoro nella città del foro per rendere più agevole la circolazione stradale. In sostanza da stamattina i buchi nella strade di Santa Maria Capua Vetere si sono ridotti o scomparsi del tutto ed in ogni caso la città di Santa Maria Capua Vetere può essere più accessibile per la circolazione stradale . Un lavoro straordinario che ha convinto un po’ tutti i cittadini i quali aspettavano una seria risoluzione al caso che era diventato un brutto biglietto da visita per la città . Eseguiremo fra qualche ora anche un sopralluogo e scatteremo qualche foto per capire il lavoro dove è stato fatto e in che modo . Ma l’intenzione è sez’latro positiva perché dicevamo una risoluzione al problema ci doveva essere e in tempi brevi , visto che le richieste di risarcimento danno al comune avevano messo in serio pericolo la credibilità di giunta e consiglieri comunali , perché le strade, secondo alcuni, erano ridotte come una gruviera e le stesse non dovevano creare problemi alla circolazione stradale della città .

BRAVO STEFANO , BRAVO COACH, HAI TRASMESSO LA GIUSTA MENTALITÀ PER UNA PARTITA VINCENTE.

Una partita tutta in salita per la Pepsi Caserta con la Bennet Cantù . Una partita che era considerata basilare per poter essere nuovamente lanciati nelle zone tranquille della classifica. Ieri tutti hanno dato il massimo controllando la squdara lombarda dappertutto .La bennet cantù era venuta a caserta per far bottino pieno invece se ne andata carica di meraviglia constatando che lo stato comatoso era scomparso del tutto . Un 73 a 65 per la squadra bianconera che mette un sigillo e lasciamo stare le cose così perché i giocatori devono capire che non si scherza a Caserta perché si lavora e devono buttare il sangue in campo perché la tecnica conta fino ad un certo punto e vorrei concludere con un detto napoletano “ e tene a capa ncopp e spalle “ .

Ecco il tabellino

http://195.56.77.210/game/64200.html

sabato 27 novembre 2010

OPERAZIONE FACCIA D'ANGELO - C'E' NUOVAMENTE L'OMBRA DELLA COMMISSIONE D'ACCESSO SUL COMUNE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

ASPETTANDO L'UDIENZA DI FRANCO CECERE AL TRIBUNALE DEL RIESAME DI NAPOLI.
ECCO ALTRI RETROSCENA DELL'ORDINAZA CHE MAI NESSUNO HA PUBBLICATO  
Operazione Faccia D’angelo , si continua insistentemente a parlare nuovamente di Commissione d’accesso al comune di Santa Maria Capua Vetere .  Forse a molti  non è sbalzato agli occhi ciò che è stato scritto  nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli Egle Pilla e chiesta dai pubblici ministeri  Antonello Falcone della direzione distrettuale antimafia di Napoli in collaborazione con il pubblico ministero Maurizio Giordano. Quando il gip e i pm spiegano il comportamento di Franchino Cecere non lo individuano come il solo nome e cognome ma molto spesso ci aggiungono anche il suo ruolo quello di consigliere comunale .  In molti passi dell’ordinanza della Dda di Napoli  addirittura i giudici sostituiscono il nome con la dicitura  “il consigliere comunale”. Questo ha fatto capire che l’attivuità di indagine svolta, non  è riferita soltanto al personaggio fisico , ma anche alla posizione che occupa e ciò vuol significare che coloro che svolgevano il ruolo di pubblico ufficiale come consigliere comunale non potevano non sapere . Al centro di questa indagine, però, non vi sono soltanto le dichiarazioni di Antonio Barracano,  che ha iniziato la sua collaborazione dopo che era stato arrestato con un provvedimento restrittivo della Dda di  Napoli essendo parte integrante di un gruppo sammaritano facente capo alla famiglia Amato, ma anche  i vari provvedimenti amministrativi del comune in merito al rilascio di licenze edilizie nei pressi del cimitero di Sanat Maria Capua Vetere dove sono scoppiati i casi giudiziari come  quello dell’Eurospin nei pressi dell’uscita dell’autostrada di Santa Maria Capua Vetere che è proprio nell’area del cimitero . Insomma a Santa Maria Capua Vetere non c’è da star tranquilli, anzi molti già pensano che il comune sarà invaso da operatori giudiziari e forze dell’ordine per insediare la commissione d’accesso ed allora non ce ne sarà per nessuno.          

IL TERZO LIBRO DI GIUSEPPE GAROFALO PER L’EDITORE TULLIO PIRONTI " L’EMPIA BILANCIA" TOSATORI DI MONETE E DI GIUSTIZIA.

LA COPERTINA DEL LIBRO
Uno spaccato sulla Storia del Regno di Napoli ai margini di un processo al direttore del Banco dello Spirito Santo del 1747, accusato di tosare monete – Chi tosava le monete era condannato a morte… chi tosava le leggi veniva, spesso, elevato a grado di giureconsulto… - La strenua difesa dei suoi avvocati e i retroscena per scongiurare il “taglio della testa”. Le arringhe difensive e i documenti originali nel drammatico e arguto racconto uscito dalla penna avvelenata del noto penalista sammaritano.



S. Maria C.V. - Uscirà ai primi di dicembre, per i tipi di Tullio Pironti, il terzo libro di Giuseppe Garofalo, noto penalista sammaritano, dall’attività professionale intensa, e autore di due libri di successo, Teatro di Giustizia (Tullio Pironti, 1996) e La Seconda Guerra Napoletana alla Camorra, (Tullio Pironti, 2005). In questa nuova opera “L’Empia Bilancia”, con sottotilo “Tosatori di monete e di giustizia”, l’autore pone sotto gli occhi del lettore vizi antichi e difetti nuovi della bilancia della giustizia. Con linguaggio semplice si muove tra la legislazione antica e moderna con l’agilità e la disinvoltura di chi conosce i ferri del mestiere.L’Autore – in seguito ad accurate ricerche - ha ricostruito l’andamento della giustizia nel regno di Napoli. Ne è venuto fuori un quadro inedito e curioso che tuttavia non si distacca molto dai mali che oggi affliggono i palazzi di giustizia. I tribunali, per esempio, erano gestiti a “costo zero”, si dovevano mantenere a spese degli imputati e dei giudici. Un intero capitolo è dedicato alle attività del boia ( curioso il particolare del rifiuto del boia di non tagliare la testa ad una “scartellata”, accusata di veneficio, perché portava jella); “a Napoli - dice Giuseppe Garofalo – la giustizia si reggeva su 2 forche fisse. Una in Piazza Mercato, dove i rei si impiccavano per il collo e l’altra a Castelcapuano, dove si impiccavano per la borsa”. Un altro capitolo è dedicato al manuale del perfetto “inquisitore”.
Nella sinossi Garofalo spiega. “Due regole: per comprendere un delitto occorre conoscere il delinquente e il suo mondo. Per comprendere un processo occorre conoscere il giudice e il suo mondo”. L’Autore si è sforzato di applicare entrambe le regole. Il libro “L’Empia Bilancia – Tosatori di monete e di giustizia” non è la revisione di un processo, ma solo il tentativo, per quanto possibile, di rivisitare l’uso della bilancia della Giustizia. Il lettore, per sua esperienza o conoscenza, rileverà se pesi, pesatori, tosatori e bilancia oggi in uso siano cambiati, e come, o siano sostanzialmente rimasti quali erano, malgrado il decorso di quasi tre secoli. Nel libro si parla anche del regime carcerario del Regno di Napoli, dei pentiti dell’epoca, delle chiamate di correità e del doppio binario processuale.





“La scelta del processo Starace – dice Giuseppe Garofalo – “è dovuta, oltre che alla sua risonanza, al particolare momento della sua celebrazione (1744 - 1754). Erano gli anni in cui sulla giustizia soffiava un vento di discredito e contestazione. Lo aveva sollevato qualche anno prima il napoletano Giuseppe Aurelio Di Gennaro con la Repubblica Jurisconsultorum. Lo aveva seguito Ludovico Antonio Muratori con De’ Difetti della Giurisprudenza. Poi gli aveva dato fiato ancora Di Gennaro con Delle Viziose Maniere del Difendere le Cause nel Foro. Avevano tentato di smorzarlo i napoletani Giuseppe Pasquale Cirillo e Francesco Rapolla, entrambi titolari della cattedra di diritto all’università e il primo anche segretario della Giunta per la compilazione del Codice. Tentativi risultati vani: giudici, avvocati, dottori, giuristi, scrivani, erano finiti tutti a pezzi, accusati di non «maneggiare rettamente le bilance della giustizia». A Castelcapuano si erano salvati i portieri, ma solo perché non se ne era parlato”.






Ecco in breve il fatto. Gaspare Starace, cassiere maggiore del Banco dello Spirito Santo di Napoli, fu arrestato e processato dalla Gran Corte della Vicaria e dalla Real Camera di S. Chiara per spaccio di zecchini tosati (scarsi di peso), uso di bilancia e pesi truccati, abusivo esercizio di finanziamento, reati punibili con la pena di morte. La descrizione delle fasi e dei tempi dell’annoso processo ha richiesto il richiamo della legislazione sulle monete, sui banchi, di eventi storici, giudiziari e di cronaca collegati a coloro che, a vario titolo, si occuparono o ebbero a che fare con la vicenda giudiziaria.






Un elenco nutrito: il re Carlo di Borbone, il capo del governo Gioacchino Montealegre, il ministro della Giustizia Don Bernardo Tanucci, i giudici, i testimoni, gli investigatori, gli avvocati, i carcerieri. Una folla di personaggi che si mosse per il Palazzo e per Castelcapuano, secolare teatro di giustizia napoletana, in un sistema legislativo-giudiziario che di frequente l’autore confronta con quello attuale traendone conclusioni che il lettore giudicherà se giuste o non. Il racconto della vicenda giudiziaria si snoda con un crescendo emotivo. Si avvia con una descrizione distaccata dei personaggi, dell’ambiente, degli usi giudiziari, per giungere a descrizioni di situazioni altamente drammatiche.

CHIESTO IL RINVIO A GIUDIZIO DAI PM ANTIMAFIAUDIENZA PRELIMINARE PER TRUFFA, FALSO IN ATTO PUBBLICO E RICETTAZIONE PER UN CUSTODE GIUDIZIARIO E I FAMILIARI DEL BOSS IOVINE

SOTTRATTO AL CONTROLLO IMMOBILI CONFISCATI DALLA CORTE DI ASSISE DI S. MARIA C.V. E FITTATI A CITTADINI AMERICANI



S. Maria C.V. ( di Ferdinando Terlizzi ) - Sono stati i due piemme antimafia, Alessandro Milita e Catello Maresca, della Direzione Distettuale Antimafia di Napoli, a richiedere il rinvio a giudizio per truffa, falso in atto pubblico e ricettazione, nei confronti della madre, del fratello e della moglie del boss Antonio Iovine, nonché di un custode giudiziario.

Filomena Buonanno, (66 anni), madre del boss, Giuseppe Iovine,(38 anni ), fratello e Enrichetta Avalone ( 41 anni ) moglie, sono accusati a vario titolo, con la complicità ( o acquiscienza o negligenza ) del custode giudiziario Dr. Antonio Scippa, ( 71 anni commercialista, con studio a Napoli), di avere sottratto alla confisca beni immobili e di averli accatastati con date false e particelle diverse da quelle reali. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, Dott.ssa Amelia Primavera, ha fissato la prima udienza per l’esame del caso per il prossimo 7 dicembre.

Dalla lettura degli atti emergono fatti dettagliati e gravissimi, in particolare Filomena Buonanno, mamma del boss, è accusata di falso in atto pubblico, ( in concorso con gli altri ) al fine di eludere le disposizioni in materia di misura di prevenzione patrimoniale e segnatamente il provvedimento di sequestro relativo all’immobile, inclusivo di terreno e fabbricato, sito in Villa di Briano, disposto in data 9 maggio 1998 del Gip del Tribunale di Napoli, seguito da confisca in sentenza della Corte di Assise di S. Maria C.V. del 15.09.2005 concedendo abusivamente lo stesso immobile con scrittura privata alla cittadina americana Kathryn Downs, ( per 40 mila euro all’anno ), e dichiarando false particelle in sede di accatastamento. Inoltre risponde delle stesse accuse per un altro immobile fittato – con lo stesso sistema e fraudolenza – a Haynes Maria Padavenes con un canone annuale di circa 90 mila euro.

Inoltre la Buonanno è accusato di aver registrato nel 2007 il testamento del marito Oreste Iovine ( deceduto fin dal 2001 ) che attestava di aver lasciato un “legato” del 50% della predetta proprietà al figlio Giuseppe Iovine. Enrichetta Avallone, è accusata di ricettazione per aver incassato le somme provenienti dai fitti delle unità immobiliari sottoposte a confisca.

Infine il custode giudiziario, Dr. Antonio Scippa ( non è l’unico tra questi “signori dell’antimafia” che lucrano sulle loro nomine e spesso chiudono entrambi gli occhi ) è accusato di avere falsamente dichiarato di aver preso possesso dell’immobile sottoposto a confisca e di aver redatto false dichiarazioni dirette ai magistrati della Corte di Assise fin dal suo incarico che risale al 1998. Nessuna scusante per il suo comportamento omissivo i magistrati dell’Antimafia sono stati particolarmente duri nei suoi confronti contestandogli oltre al falso anche la truffa. In effetti Scippa ( che godeva la fiducia dei p.m antimafia ) a partire dal 18 maggio 1998 ad oggi, con una pluralità di condotte emissive ed omissive, omettendo intenzionalmente di adempiere ogni obbligo inerente la propria funzione di custodia amministrativa dell'immobile in particolare rifiutandosi l’assunzione sostanziale delle proprie funzioni – pur lucrando il relativo compenso – ed occultando tale comportamento mediante periodiche relazioni ideologicamente false, documenti costituiti asllo scopo di sviare il Giudice in ordine alla reale situazione gestionale del bene e far apparire l'esistenza di una effettiva custodia del bene. A tutti, inolte è contestata l’aggravante per l’aver agito con azioni metodologicamente mafiose ed al fine di agevolare il clan capeggiato da Antonio Iovine.

SANTA MARIA CV - LA POLIZIA DENUNCIA SETTE PERSOINE A PIEDE LIBERO

Negli ultimi tre giorni sono stati assicurati particolari servizi di controllo del territorio da parte degli Agenti del Commissariato di P.S. di S. Maria C.V., nelle zone dove maggiormente vengono perpetrati fatti criminosi.
Nel corso dei tali servizi, che si sono concretizzati in numerosissimi posti di controllo, identificazione di un elevato numero di persone, con perquisizioni personali e veicolari sul posto, nonché domiciliari, sono state deferite alla Procura della Repubblica le sotto indicate persone:
- D. M. R. di anni 34, residente in San Tammaro, per guida senza patente, perché mai conseguita;
- M. S.., di anni 23, di origine ucraina, dimorante in S. Maria C.V, perché trovato in possesso di una pistola giocattolo, senza il prescritto tappo rosso;
- P. V. di anni 24, di origine ucraina, dimorante in S. Maria C.V., per oltraggio a pubblico Ufficiale e per aver rifiutato di fornire le generalità;
- F. S. di anni 57, residente in S. Maria C.v., per aver contravvenuto alla legge sulle armi, trasferendo da un luogo all’altro alcune armi detenute legalmente, senza fare alcuna denuncia all’Autorità locale di P.S.;
- F. L. , abitante in provincia di Isernia, che nel corso di un controllo è stato trovato in possesso di quattro dosi di eroina per uso personale, è stato segnalato alla Prefettura di Isernia ai sensi dell’art. 75 del D.P.R. 309/90 e, nel contempo, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per guida di veicolo sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. La droga è stata sequestrata;
- P. A. di anni 44, residente in Bellona, per tentato furto in abitazione;
- M. I. di anni 34, domiciliato in Capua, per maltrattamenti in famiglia.
Nei confronti di P. M. di anni 55, di Napoli, con numerosi precedenti di polizia, sorpreso in questo centro cittadino senza che sapesse giustificare il motivo della sua presenza, è stata adottata la misura di prevenzione del Foglio di via obbligatorio da S. Maria C.V., con il divieto di farvi ritorno per anni tre, senza una preventiva autorizzazione.Numerosi sono stati i controlli alle persone sottoposte agli arresti domiciliari ed alla Sorveglianza Speciale della P.S..Altrettanti numerosi sono stati, infine, i controlli effettuati ad esercizi pubblici della zona, con l’identificazione degli avventori e con l’elevazione di alcune contravvenzioni nei confronti dei titolari per alcune violazioni amministrative riscontate.

venerdì 26 novembre 2010

ULTIMISSIMA DALLA CASA DELLA SORA- ECCO SVELATO IL RETROSCENA DELLA DELIBERA

Qui Bunga Bunga di Santa Maria Capua Vetere.
Le escort del biscazziere pronte per denudarsi davanti ai diciottenni nel salone degli specchi, per 4.000.000 , soldi che servivano per far stampare un giornale che mensilmente usciva . Il karisma  stavolta non ha convinto !!!

IL CARISMA DI PAOLO ROMANO CERCA DI METTERE A TACERE LE BRUTTE FIGURE DEL PREMIER , MA C'è TENSIONE NEI COMUNI TARGATI PDL

 CASERTA . Il convegno di  stasera a Caserta  doveva testimoniare un aggregazione  fra provincia e sindaci dei comuni della  provincia di Caserta , ma le sedie vuote, che vi erano nell’aula dove si svolge abitualmente il consiglio provinciale, confermano che si respira un’aria pesante .I buoni propositi c’erano tutti, anche perché il presidente   del consiglio regionale  Paolo Romano ha messo tutto il suo  carisma affinchè l’incontro con amministratori e simpatizzanti  fosse proficuo  per poter continuare il progetto politico iniziato qualche mese fa in regione , in provincia , ma soprattutto  nei comuni della provincia di Caserta .   Stasera  le sedie vuote hanno testimoniato , proprio in virtù delle proteste contro il presidente del consiglio Silvio Berlusconi hanno allontanato i simpatizzanti e cioè quelli che hanno visto  per la prima volta nel premier una persona diversa da Romano Prodi , una persona che poteva dare stabilità . L’intervento del sindaco Domenico Ciaramella ha fatto capire cosa provano gli amministratori . “ Noi non riusciamo a capire   chi ci governa a Roma”. Una frase pesante che rispecchia anche cosa accade a Caserta . Per esempio , quando sono giunto  in provincia verso le 18,00 sono stato fermato da alcuni amici chiedendomi cosa stava accadendo a Santa Maria Capua Vetere . In sostanza  questi amici nell’incrociare  il consigliere Campochiaro lo avevano visto abbastanza imbronciato come qualcosa fosse andato storto.       

LE ESCORT DEL BISCAZZIERE RIMANGONO A SECCO - REVOCATA LA DELIBERA DEI GIOVANI

“La delibera relativa all’organizzazione del Galà dei diciottenni verrà revocata”



La delibera relativa all’organizzazione del galà dei diciottenni verrà revocata. Questo è quanto emerso da un vertice del Pdl sammaritano convocato dal coordinatore Avvocato Nicola Garofalo.

“L’iniziativa è senz’altro lodevole. Creare un momento di aggregazione di neo maggiorenni sammaritani non può essere che vista con estremo favore e pertanto a questo comunque non rinunceremo. E’ nostro dovere, però – afferma il coordinatore – essere attenti a quello che è ed a quello che appare e se una cosa dovesse essere percepita in maniera distorta o dovesse dare adito a maldicenze, siamo pronti ad apportare ogni correttivo utile”.

L’assessore Filippo Virno, che per le politiche giovanili ha curato l’evento, in piena sintonia con il coordinatore si è detto immediatamente disponibile a proporre la revoca della delibera in questione.

“Non sono disponibile a subire attacchi ingiustificati ed artatamente costruiti per alterare la realtà. Pertanto già lunedi mi adopererò per la revoca della delibera ed al tempo stesso farò in modo che, a cura dell’amministrazione comunale, l’evento in città preparato per i neo diciottenni, si terrà così come previsto”.



Una vittoria contro la tracotanza e la cattiva amministrazione. di Gaetano Rauso

Si voleva far passare il Consiglio del 25 novembre, convocato d’urgenza, per qualcosa di inutile, ma le mie insistenze nel porre all’attenzione del Civico Consesso la questione della vicenda giudiziaria che contrappone il Comune di Santa Maria e la Curia di Capua per il mancato pagamento dei canoni non versati, da anni, per l’enfiteusi di palazzo Melzi e per altre ragioni, hanno dato il loro frutto. Il Consiglio ha deliberato, infatti, all’unanimità dei presenti , (ben pochi da parte della maggioranza che voleva far passare sotto silenzio ritardi ed omissioni della passate amministrazioni nel trattare un delicato argomento), di manifestare la volontà di affrancare il bene, attualmente detenuto dal comune di Santa Maria attraverso l’Istituto dell’enfiteusi, appena sarà determinato, in sede di giudizio,il canone annuo rivalutato e versare e, quindi, le 15 annualità previste dalla Legge al fine di affrancare ed acquisire il palazzo Melzi al patrimonio comunale. La minoranza, con questa iniziativa, ha dimostrato di voler tutelare gli interessi della città, mettendo a nudo la superficialità dei comportamenti di quest’Amministrazione nel trattare una vicenda che avrebbe potuto determinare , in casi estremi, la perdita del palazzo che da 200 anni è nella disponibilità del comune. Nella stessa seduta è balzato palesemente all’attenzione di tutti che la mia mozione nella quale si richiedeva l’annullamento della delibera di Giunta n.205/2010, nella quale si approvavano gli indirizzi per la redazione del nuovo PUC, era ben fondata. Infatti è stato accertato che l’unico Organo competente a dettare tali indirizzi urbanistici è il Consiglio Comunale e non la Giunta; quindi la delibera è inefficace. Si è tentato di minimizzare la questione adducendo la giustificazione che quelli approvati in Giunta erano solo dei principi generali che avrebbero dovuto essere seguiti dagli estensori del piano urbanistico. Ma tutto ciò contrasta con le roboanti affermazioni del Sindaco che aveva,più volte, osannato al lavoro della sua Amministrazione ed aveva dato il via a procedimenti in contrasto con il dettato della Legge ed aveva presentato alle associazioni, in pompa magna, quegli indirizzi, definiti dal Prof. Forte meno che inutili. E’ una cosa squallida dover assistere a continui tentativi di delegittimazione del mio operato nella lotta che sto conducendo contro un’Amministrazione che dimostra sempre di più di non avere le carte in regola per ben amministrare una città che aveva bisogno di rinascere e di rialzarsi da un baratro in cui è precipitata. Non avrei mai assunto questi atteggiamenti di netta contrapposizione se si fosse palesata una possibilità di dialogo con questa amministrazione che ha sbugiardato tutti gli impegni assunti con il Popolo ed ha continuamente ribaltato la maggioranza che la sostiene. Non sono io a buttare fango sulla Città,come ha detto il Sindaco ieri in Consiglio evidentemente stizzito dalle continue figuracce, sono questi amministratori incapaci, incompetenti nell’amministrare la Cosa Pubblica e portatori di interessi che non coincidono con quelli della città che mi hanno determinato ad assumere questo atteggiamento così intransigente, dato che non si vede alcuno spiraglio di ravvedimento e di cambiamento nell’amministrare la Città. Si continua, invece, ad assistere a lotte intestine che preludono a nuovi cambiamenti nell’assetto della Giunta e che determinano una cattiva amministrazione della città e poca attenzione ai suoi reali problemi.

Gaetano Rauso

SANTA MARIA CV - RITORNA IN STATO DI DETENZIONE CACERARIA MAURO D'ONOFRIO

Nelle prime ore della mattinata odierna i militari della compagnia carabinieri di santa maria capua vetere hanno eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di d’onofrio mauro, residente a santa maria capua vetere, resosi responsabile del reato di violazione delle prescrizioni imposte dall’autorita’ giudiziaria.

Predetto infatti, sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di restare in casa nelle ore serali e notturne, non veniva piu’ volte trovato durante numerosi controlli effettuati dai militari dell’aliquota radiomobile della compagnia di santa maria capua vetere, contravvenendo in tal modo alle prescrizioni imposte dall’ a.g. che aveva emesso la predetta misura di prevenzione. I carabinieri dell’aliquota radiomobile, alla luce di quanto sopra menzionato, hanno richiesto alla competente autorita’ l’emissione di adeguata misura cautelare, richiesta che veniva accolta dal tribunale di santa maria capua vetere ed eseguita dai militari in data odierna.



CAMORRA A CASTELVOLTURNO - SOSPESO IL COMANDANTE DEI VIGILI URBANI

Nella serata di ieri, la Squadra Mobile di Caserta, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di sospensione di due mesi dall’esercizio di un pubblico ufficio, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura Antimafia, nei confronti di CASSANDRA Vincenzo, nato a Napoli il 8.1.1959, res. a Castel Volturno (CE), dipendente del Comune di Castel Volturno (CE) con mansioni di comandante del Corpo di Polizia Municipale.

CASSANDRA Vincenzo è ritenuto responsabile di abuso d’uffico, omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento personale, reati aggravati dall’avere agito al fine di agevolare l’organizzazione camorristica denominata clan “dei casalesi – gruppo Bidognetti”.

La misura si inserisce in una più ampia indagine coordinata dalla Procura Antimafia di Napoli sulle infiltrazioni del clan dei casalesi nel comune di Castel Volturno che nelle settimane scorse aveva portato alla emissione di 3 ordinaze di custodia cautelare in carcere nei confroti di altrettanti esponenti del “gruppo Bidognetti”, tra i quali SETOLA Giuseppe, per le minacce perpetrate in danno di amministratori del comune domitio.

Le investigazioni, inoltre, avevano svelato una serie di connivenze e condotte illecite compiute da amministratori, funzionari ed appartenenti al corpo di Polizia Municipale che dimostravano i profondi condizionamenti da parte della camorra dell’attività dell’amministrazione locale e per le quali la Procura Distrettuale aveva richiesto la misura cautelare interdittiva nei confronti di 16 persone.

L’Ufficio Gip presso il Tribunale ha accolto le richieste solo in relazione alla posizione del CASSANDRA Vincenzo in merito a due distinte vicende: la prima riguardante una serie di omissioni realizzate in occasioni di alcuni controlli effettuati dalla Polizia Municipale di Castel Volturno presso l’albergo “Vassallo park”, al fine di verificare il rispetto da parte del proprietario, VASSALLO Gaetano, imprenditore organico al “clan Bidognetti” poi divenuto collaboratore di giustizia, di un provvedimento di sospensione delle licenze conseguente alla accertata inosservanza, da parte della Questura di Caserta, della normativa antincendi e dalla conseguente mancanza della relativa certificazione di prevenzione.

Le indagini coordinate dalla Procura Distrettuale, condotte anche attraverso l’acquisizione di una notevole mole di documenti e provvedimenti presso il comune di Castel Volturno, permettevano di accertare che CASSANDRA Vincenzo, in qualità di comandante, ed altri appartenenti al Corpo di Polizia Municipale di Castel Volturno, a seguito di tali ispezioni omettevano, sistematicamente e consapevolmente, di denunciare all’Autorità Giudiziaria la prosecuzione dell’ordinaria attività alberghiera, nonostante il provvedimento di sospensione e, conseguentemente, di procedere al sequestro penale della struttura. Oltre a CASSANDRA Vincenzo, per tali condotte illecite sono indagati altri 6 vigili.

La seconda vicenda illecita, che configura i reati di omissione di atti d’ufficio e favoreggiamento personale, si riferisce ad un sinistro stradale, verificatosi nel 2004, causato dall’allora latitante DIANA Francesco, affiliato al Clan BIDOGNETTI, poi divenuto collaboratore di giustizia, in occasione del quale rimaneva ferito un cittadino rumeno.

In tale circostanza, CASSANDRA Vincenzo, intervenuto sul posto insieme ad altri vigili urbani, pur conoscendo lo status di affiliato al clan Bidognetti e lo stato di latitanza di DIANA Francesco, ometteva di effettuare i rilievi dell’incidente, invitando lo straniero a non denunciare l’accaduto ed i medici che lo soccorrevano a non rilasciare il relativo referto, al fine di consentire al ricercato di continuare a sottrarsi alla cattura. Per tali reati sono indagati altri 3 vigili urbani.

Il Gip presso il Tribunale di Napoli, nell’emettere la misura interdittiva ha ritenuto di contestare al solo CASSANDRA Vincenzo l’aggravante ex art. 7 L. 203/91 e che non ricorressero esigenze cautelari per l’adozione di analogo provvedimento cautelare nei confronti degli altri appartenenti al Corpo di Polizia Municipale di Castel Volturno coinvolti in entrambi gli episodi.

La Procura Antimafia di Napoli, peraltro, proprio in relazione alle vicende relative all’hotel “Vassallo park”, complessivamente, aveva richiesto la misura cautelare interdittiva della sospensione dai pubblici uffici nei confronti di 16 persone, responsabili a vario titolo di abuso di ufficio, omissione di atti di ufficio, falso materiale ed ideologico, corruzione, reati consumati tra il 2004 ed il 2008.

In relazione a tali richieste, l’Ufficio Gip di Napoli, ammettendo l’esistenza di gravi indizi di reato a carico di alcuni di essi, ha ritenuto, invece, che non ricorressero né l’aggravante ex art. 7 L. 203/91 né esigenze cautelari tali da giustificare la emissione di provvedimenti cautelari nei loro confronti

giovedì 25 novembre 2010

TRIPLICE OMICIDIO A GRAZZANISE:. NICOLA DELLA CORTE GESTIVA UN BAR A SANTA MARIA CAPUA VETERE.

La Dda di Napoli ha certamente messo le mani nella città di Santa Maria Capua Vetere. L’affermazione trae fondamento dalle inchieste  giudiziarie che sono presenti nella città del foro . Ma la ciliegina sulla torta e il fermo di indiziato di delitto del triplice omicidio Papa , Minutolo Buonanno avvenuto a Grazzanise di Nicola Della Corte . Sia ben chiaro, non abbiamo nulla di personale contro la persona , ma Nicola Della Corte fino a due anni fa gestiva un bar in pieno centro di Santa Marai Capua Vetere con il nipote . Era il Bar Venice in Corso Garibaldi, incendiato per circostanze ancora misteriose  in pieno centro storico e sotto gli occhi di tutti gli operatori del terziario , polizia carabinieri e polizia municipale . Nicola Della Corte in pieno centro storico  senza nessuno che gli dicesse niente . Ma una domanda sorge spontanea , ma chi aveva dato il permesso di aprire un bar ? Aveva personaggi politici  dell’attuale amministrazione comunale che gli avevano concesso di aprire un bar e gestirlo insieme ai nipoti ? Domande  che l’opinione pubblica chiede con insistenza perché la foto e la nota della questura hanno fatto capire che a Santa Maria Capua Vetere  vige il controllo assoluto dei personaggi che ruotano intorno agli affari illeciti e alla camorra .

SODDISFAZIONE DELL’EX ASSESSORE GIUSEPPE RUSSO PER LA SISTEMAZIONE VERDE ATTREZZATO AREA VIA CUMANA

Prende il via finalmente, dopo tanti anni, la tanto attesa riqualificazione dell’area di Via Cumana.

La Giunta Comunale con Deliberazione n. 252 del 18/11/2010 ha approvato la “Sistemazione verde attrezzato area via Cumana – 1° stralcio lavori di realizzazione ulteriore accesso alla Scuola Media Perla” per un importo di € 297.345,80.

L’iniziativa, fortemente voluta e seguita in tutte le fasi procedurali dall’ex Assessore Giuseppe Russo durante il periodo del suo incarico, è il risultato di una forte sinergia che egli ha avuto con il Comitato Civico Ponte Colonna. Infatti tale progetto, condiviso dai residenti del rione, fu proposto e presentato dallo stesso assessore già lo scorso anno ed inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche.

Le opere previste nel Progetto generale consistono nella realizzazione di attrezzature a verde con annesso parcheggio e strada anulare perimetrale che servirà a consentire un più razionale flusso degli alunni verso la Scuola Media Perla, tramite la via Cumana. In tale modo si risolverà il problema del precario accesso esistente dalla Via Achille Grandi che provoca potenziale pericolo durante i momenti di ingresso ed uscita degli alunni, causando disagi sia agli alunni stessi che agli automobilisti in transito sulla detta via.

Questo primo intervento, come chiarisce l’ex assessore Russo, si inserisce in un più ampio progetto che persegue il miglioramento della qualità insediativa e dei servizi e la realizzazione di adeguate sistemazioni a verde al fine di conseguire un più ampio programma di riqualificazione urbanistica per l’incremento della qualità urbana. In tale modo, concorrendo anche all’obiettivo del raggiungimento della dotazione minima di standard urbanistici nel comparto urbanistico Farias e nel bilancio complessivo dell’intera città.

L’auspicio, conclude Russo, è che possa essere preso al più presto in considerazione anche la già prevista sistemazione delle strade del “nostro rione” sulle quali mancano interventi di rifacimento da oltre un ventennio.

DOMENICA A S. MARIA C.V. - CHIUDE L’ANNO CON “ IL CAMEC NELLA SUA CITTA”

IL Club Auto Motoveicoli d'Epoca Campano


S. Maria C.V. – ( Fer. Ter.) Anche quest’anno, dopo una stagione di successi, di partecipazione a manifestazioni e di organizzazione di eventi ( La Madonnina della Strada, Il Memorial Franco Carrano, il Salone del Gusto e del Lusso, La Passeggiata Romantica ed altre ), il CAMEC si appresta a chiudere, con un pranzo sociale ed una manifestazione di mostra statica di tutte le autovetture d’epoca in possesso dei soci del club la stagione dell’anno appena trascorso.
“Sarà l’occasione – dice il solerte presidente Dr. Giacomo Roccatagliata, che da anni, con il proficuo ausilio della sua consorte, regge le sorti del più importante club d’auto d’epoca dell’Italia Meridionale – per una maggiore socializzazione dei soci e delle rispettive famiglie, per gli auguri delle prossime festività, per un breve bilancio consuntivo, per un discorso programmatico per la nuova stagione, e diciamolo francamente, anche per il rinnovo delle tessere sociali, che come tutti sanno, dà diritto a ricevere la bellissima rivista “La Manovella” ( rivista ufficiale dell’automobilclub italiano), unica nel suo genere”.
Il programma prevede il concentramento alle 9,00 di domenica dei veicoli in S. Maria Capua Vetere (Villa Comunale) ed accreditamento. Mostra Statica. Seguità “Il Giro per la Città”, di S. Maria Capua Vetere, scortati dalla Polizia Municipale, ( alla quale va un particolare ringraziamento, perche sempre attenta e disponibile alle necessità del CAMEC. Seguirà il pranzo sociale in un noto locale del posto.

SANTA MARIA CV - ENRICO MONACO INTERROGA L'AMMINISTRAZIONE SUI PERMESSI PER IL PARCHEGGIO

Al Sig. Sindaco della Città di S. Maria C.V. – dr. G. Giudicianni
Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale – dr. A. Scirocco
S. Maria C.V., 24.11.2010


Il sottoscritto Consigliere Comunale, vista la nota prot. 14814 di data 24.11.2010 del sig. Comandante della P.M., che - indirizzata al presidente della coop. ICARO - pedissequamente recita: “al fine di evitare futuri disguidi e controversie con Amministratori di questa Città, derivanti da eventuali verbali che Vostro personale dipendente potrebbe elevare ad auto che espongono il cartellino autorizzativo alla sosta, con denominazione “Città di S. Maria C.V., ASSESSORE”, che autorizza gli Amministratori di questa Città alla sosta nelle zone regolate da divieto ed alla sosta a pagamento, pregasi voler informare di quanto innanzi, il Vostro personale addetto al controllo della sosta a pagamento nelle zone cittadine, informandoli a tener conto della menzionata autorizzazione, di cui ad ogni buon fine qui si unisce copia”;
interroga per sapere
1. quanti cartellini autorizzativi del tipo di quelli citati in premessa siano stati emessi e l’elenco nominativo dei beneficiari;
2. in forza di quale norma s’è consentito agli assessori di esimersi dal pagamento della sosta nelle zone regolamentate o addirittura dal rispetto del CdS;
3. se l’esenzione de qua valga solo per utilizzi giustificati da ragioni istituzionali, ovvero sia rilasciato ad personam;
4. per la prima ipotesi, come venga accertata l’utilizzazione per fini istituzionali;
5. se vi siano stati disguidi e controversie con Amministratori e, nell’affermativa, con chi;
6. se esista un elenco aggiornato di tutti i permessi rilasciati dal comune per l’esenzione dal pagamento delle soste e quali procedure esistano allo stato per controllare la persistenza dei presupposti per il rilascio;
7. se esista analogo elenco presso la soc. ICARO.



Si gradisce risposta scritta.






Avv. Enrico Monaco


SANTA MARIA CAPUA VETERE - ASSESSORI ABUSIVI ED IMPERTINENTI CON LA COMPLICITA' DI QUALCHE POLIZIOTTO MUNICIPALE.

Abusivi e impertinenti! Come si può diversamente definire la nuova giunta ribaltonista, che dopo aver occupato le stanze dell’amministrazione contro ogni volontà dei cittadini, adesso pensa di autoesimersi anche dalle regole minime della convivenza?

Il caso è questo e se non fosse una cosa seria ci sarebbe addirittura da ridere.

Con una nota ufficiale del Comandante dei Vigili Urbani diretta al gestore del servizio di sosta a pagamento, si invitano gli operatori della società a non multare le auto, che espongono il cartellino con la denominazione “Città di S. Maria C.V., ASSESSORE”, sia che parcheggino senza pagare, sia che parcheggino addirittura in zone vietate.

Ciò per evitare “disguidi e controversie con Amministratori di questa Città”.

Domanda: chi usa un’immeritata nomina assessorile per far pressione sul Comando della Polizia Municipale anche per non rispettare le norme del codice della strada?

Abbiamo il diritto di saperlo, perché persone così non meritano di fregiarsi un solo giorno in più del titolo di rappresentante della nostra Città!

Ho già presentato un’interrogazione per sapere quanti “cartellini” siano stati emessi e a favore di chi e per quali ragioni. Ma, prima ancora, mi auguro che il Sindaco si attivi e faccia pulizia intorno a sé. Siamo all’accattonaggio! Lo dico nella consapevolezza di chi è spesso multato soprattutto per pagamento insufficiente, e non già perché non paghi, ma perché è difficile chiedere di interrompere un processo per la necessità di integrare il pagamento! Sfido il comandante dei vigili a riferire se una sola volta mi sono permesso di fare pressioni, perché i vigili o gli operatori di Icaro non elevassero contestazioni relative alla mia auto o a quella degli amici e degli amici degli amici!

Giudicianni, sveglia, batti un colpo! La nostra Città non meritava tutto questo e non buttiamola in politica, perché di politico non c’è nulla! L’arroganza del potere cela il disprezzo per le regole e nessuna cultura delle istituzioni: in questi casi non serve più il medico, necessita il chirurgo!

Cos’altro ci attende? A quando l’esenzione dai tributi sotto la voce “ASSESSORI”?

TRIPLICE OMICIDIO PAPA - BUONANNO MINUTOLO .fermato Nicola della Corte


NICOLA DELLA CORTE

Agenti della Squadra Mobile di Caserta, con l’ausilio di personale specializzato del Servizio Polizia Scientifica - DAC di Roma, ha dato esecuzione al provvedimento di fermo, emesso in data odierna dalla Procura Distrettuale di Napoli per omicidio aggravato continuato ed occultamento di cadavere, nei confronti del pregiudicato, resosi da tempo irreperibile, DELLA CORTE Nicola, nato a Villa di Briano (CE ) il 7.7.1970, ivi res. in via Patrizio Iovine, 19, organico al clan “dei Casalesi – ala SCHIAVONE” ed uomo di fiducia di Nicola SCHIAVONE, nato a Loreto (AN) il 11.4.1979, allora reggente del clan e figlio di Francesco, alias Sandokan. La misura restrittiva si riferisce al triplice omicidio di PAPA Giovanni Battista, MINUTOLO Modestino e BUONANNO Francesco, avvenuto l’8 Maggio 2009, su mandato del citato SCHIAVONE Nicola, arrestato il 15 giugno 2010 dalla Squadra Mobile, dopo l’emissione di analogo provvedimento restrittivo emesso dalla Procura Antimafia.

Le vittime, pregiudicati organici alla stessa consorteria criminale, secondo le risultanze investigative, erano state eliminate per uno sgarro, avendo richiesto somme di denaro a titolo estorsivo ad un’impresa casearia, riconducibile alla stessa famiglia SCHIAVONE, agendo, peraltro d’intesa con esponenti dell’ala BIDOGNETTI. Le meticolose indagini, condotte dalla Squadra Mobile, hanno delineato inequivocabilmente il ruolo di DELLA CORTE Nicola, che partecipava attivamente a tutte le fasi, preparatorie ed esecutive del triplice omicidio. Infatti, l’arrestato partecipava alle riunioni in cui veniva decisa la eliminazione di PAPA, MINUTOLO e BUONANNO; affittava, intestandola ad un prestanome, una villa ubicata in Villa di Briano (CE) dove venivano assassinati PAPA e MINUTOLO; interveniva personalmente all’occultamento dei cadaveri, seppelliti in un podere di Villa di Briano (CE); procurava ed occultava una delle armi utilizzate per l’efferato delitto.



mercoledì 24 novembre 2010

LE PUNTURE DELLA SORA GEMMA SEMPRE AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO

Bunga bunga super 1 - Carfagna o Mussolini i deputati indicono un referendum
LA SORA GEMMA E' SEMPRE IN AGGUATO

Alcuni cittadini romani sono stati fermati da poliziotti in borghese a Roma , ma da anche quelli in divisa . Avevano chiesto di partecipare non ad una riunione politica , ma ad un manege a trua’ con il presidente del consiglio che se la spassava con Ruby. Per questi motivi hanno battezzato Palazzo Grazioli come “la casa della sora gemma “ cioè un grande casino. Ma una precisazione va fatta . Montecitorio regno di trans travestiti, gay, escort e quant’altro hanno fatto un referendum per scegliere la deputata dell’anno . Sono aperte le iscrizioni al duello Carfagna – Mussolini !!!



Bunga bunga super due Secondo i giornalisti milanesi che fanno parte della società massonica “ Ndrang, ndra', u sott e ncoppa di Benvenuti al Sud  Saviano apre un bancolotto

Stamattina il Giornale di Milano al centro della prima pagina intitolava “Saviano da i numeri” : Non a caso nella città capitolina e più precisamente nella sua abitazione ed aggiungo, nei pressi del garage lo scrittore ha chiesto ed ottenuto di aprire un bancolotto per la gioia delle signore che vogliono giocare i numeri.



Bunga bunga super tre . Al presidente del consiglio piace il bunga bunga , al ministro delle finanze e al ministro della funzione pubblica piace il tum tum . Il Tum tum è nato nel corso dell’anno ed una sigla che significa tempo unitario medio per gli impiegati della pubblica amministrazione e fa riferimento al tempo unitario medio che si ci mette per eseguire un provvedimento amministrativo.



Bunga Bunga super quattro. Passiamo dalle nostre parti .

Mutande di ferro per i consiglieri comunali sammaritani e giunta. C’è una gola profonda, molto conosciuta in città, che sta raccontando i traffici del business in campania e quelli del consorzio unico che fa riferimento a Santa Maria Capua Vetere. Ma c’è un consigliere comunale che è soprannominato Il grande biscazziere non le ha messe e va girando con quelle di cotone che si rompono subito e fanno i buchi .



Bunga Bunga super cinque e finiamo

Per essere in linea con Palazzo Grazioli , al comune di Santa Maria Capua Vetere alcune escort sono in procinte di essere sostituite da altre che si sono offerte a suon di migliaia di euro, per cambiare le gomme (Rot’ e scort) .- Infatti sembra , ma non è sicuro , anche perché asseriscono di avere la nomea , che organizzano grandi party per neo diciottenni in un lussoso albergo. Viva le orgie !!!!

OPERAZIONE FACCIA D'ANGELO - FISSATA L'UDIENZA AL RIESAME DI NAPOLI PER IL CONSIGLIERE CECERE

C'è attesa per l'udienza camerale che si terrà al tribunale del riesame presso il palazzo di giustizia partenopeo per rivedere dal punto di vista processuale  la posizione  Franco Cecere . E' fissata infatti per il 30 novembre 2010 l'udienza camarale al riesame di Napoli  Il consigliere comunale il 16 novembre del 2010 fu raggiunto da un provvedimento restrittivo della libertà personale dalla direzione distrettuale di Napoli firmato dal gip di Napoli Egle Pilla e richiesto da Antonello Falcone e Maurizio Giordano.Al Cecere, che fino al giorno prima siedeva nei banchi della maggioranza,  sono stati contestati i reati di usura con il metodo intimidatorio secondo le leggi anticamorra. E' accusato principalmente dal collaboratore Antonio Barracano del gruppo Amato  che ne ha dette di cotte e di crude , ma anche dai fratelli D'Onofrio i quali anche loro hanno tenuto da ridire sul comportamento del Cecere . Secondo, invece le persone che sono state interrogate per i prestiti in denaro, sembra che le accuse al consigliere comunale non sono abbastanza incisive. Ma invece le dichiarazioni dei pentiti fanno la parte da leone  su un processo di Dda . se le cose dovessero andare ben per il Cecere la sospensione cadrà  e il consigliere reintagrato in consiglio comunale . Per questi motivi  gli avvocati  che assitono in udienza franco Cecere , Nicola garofalo e Raffaele gaetano Crisileo stanno lavorando al caso giudizio affinchè si possa fare piena luce presentandosi il 30 novembre a Napoli e facendo vale le proprie ragioni cercando di far annullare i capi di imputazione  di sotto specificati.


Del delitto p. e p. dal1’art. 644 comma primo e terzo `c.p. con 1 ’aggravante di cui art. 11/1’art. 7 L.203/1991,perché, in corrispettivo della somma di denaro da lui inizialmente concessa a titolo di mutuo — •pari a complessivi euro 1.000 — si faceva dare da Iasalvatore Raffaele interessi usurari — pari a 200 euro, interessi da considerare usurari avuto riguardo alle concrete modalità del fatto, risultando essi sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro concessa, trovandosi lo Iasalvatore in condizioni di difficoltà economica conosciute dall’usuraio Con l 'aggravante di cui all ’art. 7 203/1991, consistita nell ’avere adoperato un metodo di intimidazione delle vittime facendo leva sulla appartenenza del Casertano all ’organizzazione camorristica denominata “clan Belforte"operante in Marcianise e zone limitrofe. Con le aggravanti di cui agli arti. 644 comma quinto n. 4) c. p. essendo stato commesso il reato in danno di persona che si trovava in stato di bisogno. ln Santa Maria Capua V etere in epoca prossima al settembre 2006





Insieme con Antonio Amato del delitto p. e p. daIl’art. 110, 644 comma primo e terzo c.p. con l’aggravante di cui all ’art. 7 L.203/1991, perché, in corrispettivo di somme di denaro da loro inizialmente concesse a titolo di mutuo somme di denaro allo stato non quantdicate si facevano dare da` D'Onofrio Sandro, da Fusco Antonio, da Fabbri Paolo e da Angellotti Tomassi Antonio somme — allo stato non quantificate — da considerarsi usurarie. Interessi da considerare usurari avuto riguardo alle concrete rnodalita del fatto, risultando essi sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro concesse, trovandosi le persone offese in condizioni di difficolta’ economiche canosciute dall’usuraio. Con l’ aggravante di cui all 'art.7 L.203/1991, consistita nell ’avere adoperato un metodo di intimidazione delle vittime facente leva sulla appartenenza del Cecere e dell ’Amato all ’organizzazione camorristica denominata "clan Belforte", operante in Marcianise e zone limitrofe . Con le aggravanti di cui agli artt. 644 comma quinto n. 4) c. p. essendo stato commesso il reato in danno di persona che si trovava in stato di bisogno In Santa Maria Capua Vetere in epoca prossima al giugno 2009. Del delitto p. e p. daIl’art. 644 comma primo e terzo c.p. con l’aggravante di cui all’art‘.7 L.203/199],perche, in corrispettivo di somme di denaro da lui inizialmente concesse a titolo di mutuo ~ somme di denaro allo stato non quantificate - si faceva dare da Sergio Gabriele, da Addio Pasquale, da Rodovero Ahredo, da Petriccione Antonio, da Giamei Domenico e da Ricca Stefano somme — allo stato non autenticate – da considerarsi usurarie. Interessi da considerare usurari avuto niguardo alle concrete modalita del fatto, risultando essi sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro concesse, trovandosi le persone offese in condizioni di difficoltà economiche conosciute dall 'usuraio. Con l aggravante di cui 'art.7 L.203/199], consistita nell ’avere adoperato un il metodo di intimidazione delle vittime facente leva sulla appartenenza del Cecere all’ organizzazione camorristica denominata "clan Beh'orte" operante sul territorio di Marcianise e zone limitrofe.Con le aggravanti di cui agli arti. 644 comma quinto n. 4) c. p. essendo stato commesso il reato in danno di persona che si trovava in stato di bisogno. ln Santa Maria Capua Vetere in epoca prossima al giugno 2009. Per il delitto p. e p. 56-629 c.p. can I l’Aggravante di cui all ’art. 7 L.203/1991, perché con rninaccia, (consistita nel prospettargli telefonicamente delle pesanti percosse), poneva in essere atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere D’Onofrio Sandro (persona con la quale aveva stipulato un patio usurario) a corrispondergli un ingiusto profitto patrimoniale agli interessi usurari), con pari altrui danno per il D 'Onofrio. Evento non verificatosi per cause indipendenti dalla sua volonta’ con l’aggravante di cui all 'art. 7 L.203/1991, consistita nell 'avere adoperato un metodo di intimidazione delle vittime facente leva sulla appartenenza del Cecere all 'organizzazione camorristica denominata "clan Belforte ", operante in Marcianiise e in zone limitrofe.