La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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martedì 10 aprile 2012

CARABINIERI CASERTA - OTTO FERMI PER DUE OMICIDI DI CAMORRA COMMESSI A CANCELLO ARNONE


CASERTA – CAMORRA. IN CORSO L’ESECUZIONE DI 8 ARRESTI PER UN DUPLICE OMICIDIO COMMESSO NEL MARZO 2009 DAL GRUPPO SCHIAVONE DEL CLAN “DEI CASALESI”. TRA ESSI ANCHE IL FIGLIO MAGGIORE DI SCHIAVONE FRANCESCO DETTO “SANDOKAN”.





Dalle prime ore dell’alba, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta e della Compagnia di Casal di Principe, nel corso di un’attività d’indagine coordinata dalla D.D.A. di Napoli, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 8 soggetti ritenuti responsabili a vario titolo del duplice omicidio di SALZILLO Antonio e PRISCO Clemente, commesso in Cancello ed Arnone (CE) il 6 marzo 2009.

Il movente è da individuarsi nella riaffermazione della leadership del gruppo Schiavone nelle zone assoggettate al proprio controllo e nel voler punire, con la morte, una delle due vittime, SALZILLO Antonio (nipote dell’ex capo dei casalesi BARDELLINO Antonio assassinato in Brasile nel maggio 1988), che dopo anni di “esilio” era rientrato in provincia di Caserta Arnone senza l’autorizzazione dei vertici del clan ed aveva iniziato a gestire un’attività commerciale (vendita di autovetture usate). Ma la circostanza che più di tutte ha decretato irrevocabilmente la sua condanna a morte è stata quella di aver osato disprezzare il simbolo dei “casalesi” vincenti SCHIAVONE Francesco detto Sandokan. Tra gli organizzatori dell’agguato vi è proprio il figlio maggiore di quest’ultimo.