La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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venerdì 20 agosto 2010

DISSEQUESTRATO IL SUPERMERCATO SISA DI CESARIO BENCIVENGA - IL SEQUESTRO è AVVENUTO NELL'AMBITO DELL'OPERAZIONE "GLI INTOCCABILI"

Cesa. l Tribunale del Riesame di Napoli dissequestra il Supermercato Europa, affiliato Sisa, di Bencivenga Cesario. La decisione è stata adottata ieri dal tribunale partenopeo, dopo il sequestro avvenuto nell'ambito dell'operazione condotta dalla DDa di Napoli e denominata "Intoccabili".

A disporre la misura cautelare fu il Gip presso il Tribunale di Napoli Buccino Grimaldi, su richiesta della DDa, in una più ampia operazione che ha portato in carcere Raffaele Bencivenga, 50 anni, il più grande dei fratelli che compongono il gruppo imprenditoriale.

In questa operazione oltre all'arresto nei confronti di Raffaele, vennero disposti una serie di sequestri di aziende, beni immobili, soldi, conti correnti, disponibilità finanziarie, auto, tra cui una Ferrari. Ed il sequestro riguardo anche il Supermercato Sisa, di proprietà di Cesario Bencivenga e della moglie di questi Jurca Aliva Lina. Secondo l'accusa e stando alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo, Raffaele Bencivenga sarebbe stato socio al 50 % del supermercato. Sulla base di questa accusa, ritenendo che il supermercato, esistente dal 1989, potesse essere una fonte utile per riciclare soldi della camorra, il Gip del Tribunale di Napoli dispose il sequestro.

In tal modo si è sostenuto che Raffaele Bencivenga utilizzasse i fratelli come prestanome, intestando loro diverse attività.

I difensori di Cesario Bencivenga e della consorte, gli avvocati Enzo Guida, Filippo Trofino e Giuseppe Stellato, hanno ribattuto a questa ipotesi accusatoria, portando all'attenzione dei giudici tutti i documenti che attestano la storia aziendale del supermercato.

Il Tribunale del Riesame ha dunque accolto la tesi degli avvocati, dissequestrando l'azienda.

Resta, invece, ancora in carcere Raffaele Bencivenga, difeso dall'avvocato Alfonso Baldascino, per il quale il riesame si è pronunciato negativamente, rigettando la richiesta di scarcerazione presentata dal difensore.