La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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lunedì 23 agosto 2010

SALVATORE GIANNONE ALLA CELEBRAZIONI DELL'OLIMPIADE DEL 60 A CASERTA

Il velocista Salvatore Giannone, triestino di nascita, negli anni ’60 atleta della Partenope Napoli, ma casertano di adozione visto che da oltre quaranta anni vive nel capoluogo di Terra di Lavoro, alle Olimpiadi di Roma componente della staffetta 4x100, è stato designato come ultimo frazionista della simbolica ministaffetta in programma stasera martedì 24 agosto lungo il corso Trieste, animata dai tedofori che esattamente 50 anni fa si dettero il cambio per accompagnare il viaggio sul percorso in provincia di Caserta della fiaccola olimpica proveniente dalla Grecia e diretta a Roma. Giannone corse la finale allo Stadio Olimpico nella capitale l’8 settembre 1960 con un quartetto che, oltre a Sardi e Cazzola, vedeva in gara, nella frazione finale Livio Berruti, trionfatore nella “storica” prova dei 200 metri piani. La staffetta azzurra in 40”netti finì al quarto posto, preceduta dalla Germania, cui andò l’oro, dall’allora Urss e dalla Gran Bretagna.

“E’ una grande soddisfazione, in occasione della rievocazione storica del passaggio della fiaccola olimpica, schierare un atleta protagonista diretto dei Giochi Olimpici di cinquanta anni fa –sottolinea il presidente del Coni provinciale Michele De Simone- e, anzi, abbiamo già rivolto l’invito a Livio Berruti di venire a Caserta in un’altra manifestazione del della grande Olimpiade di Roma in modo da ricreare, se possibile, una opportunità di ricordo ancora più significativa”. “A Caserta, oltre a Giannone, risiede ormai da decenni un altro reduce dai Giochi di Roma, il cestista Giovanni Gavagnin -.prosegue il dirigente sportivo-, impossibilitato a partecipare alla rievocazione perché fuori sede, ma sarà presente sicuramente ad altri appuntamenti celebrativi”.

Il programma della rievocazione storica del transito del fuoco di Olimpia in Terra di Lavoro prevede l’accensione della fiaccola martedì 24 agosto alle 19.30 nel salone d’onore del Coni in via Colombo, da dove partirà il primo tedoforo dando il cambio al successivo all’angolo con il Corso Trieste, dove con un itinerario in andata e ritorno fino a piazza Dante si svilupperà la ministaffetta con la partecipazione di venti tedofori di 50 anni fa. Si tratta di Eduardo Gatta di Aversa, Pietro Leonardo di San Salvatore Telesino, Paolo Zechender di Caserta, Domenico Colella di Marcianise, Antonio Sparaco di Marcianise, Franco La Spina di Maddaloni, Bruno Massa di Caserta, Nicola Tronco di San Leucio, Armando Maglione di Casagiove, Luigi Longano di Santa Maria Capua Vetere, Lello Aveta di Santa Maria Capua Vetere, Giovanni Iodice di Santa Maria Capua Vetere, Mario Madonna di Caserta, Mimmo Mingione di Caserta, Innocenzo Lombardi di Maddaloni, Angelo Stellato di Capua e Michele Centore di Caserta. Contattati ma impossibilitati a partecipare Giuseppe Batelli, che risiede a Mestre, Vittorio Bodenizza di Santa Maria Capua Vetere, Aniello Cerreto di Maddaloni e Biagio De Lucia di Caserta, che risiedono a Roma.

L’arrivo è fissato al Palazzo della Provincia, dove, nell’androne, verrà acceso il tripode olimpico. Successivamente verrà inaugurata una mostra di foto e ritagli di stampa dell’epoca e, infine, nell’aula consiliare della Provincia il Presidente Domenico Zinzi con il presidente del Coni Michele De Simone e le altre Autorità festeggeranno i tedofori partecipanti alla rievocazione. Nel corso dell’incontro la presidente della Società Italiana di Storia dello Sport Angela Teja terrà un discorso celebrativo. Interverranno anche i rappresentanti degli altri organismi che patrocinano le celebrazioni, tra cui Alberto Zaza d’Aulisio presidente della Società di Storia Patria di Terra di Lavoro, Antonio Giannoni presidente della sezione dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport, Giuseppe Bonacci, presidente del Panathlon Club Terra di Lavoro.

A far da corona alla kermesse un gruppo di ragazzi dei Centri di Avviamento allo Sport della provincia di Caserta e due coppie di figuranti in costume settecentesco, messe a disposizione dalla Associazione Favole Seriche di San Leucio, di cui è presidente Giuseppina Raucci, reduce dai successi della trasmissione su Rai1 “I Borbone si raccontano”, in cui ha presentato splendidi costumi settecenteschi in seta di San Leucio.

Nasce la prima edizione degli Internazionali giovanili di Caserta,torneo valido per il prestigioso circuito Tennis Europegiovedì 26 agosto (ore 17) la presentazione ufficiale.Al via alcuni tra i migliori tennisti under 14 d’Europa.

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Si giocherà da sabato 28 agosto a sabato 4 settembre prossimi.

Il Tennis Club Caserta raddoppia: dopo gli Internazionali femminili dello scorso maggio, ecco gli Internazionali giovanili, inseriti nel circuito di Tennis Europe, il più prestigioso del mondo.

Giovedì 26 agosto, alle ore 17, il Tennis Club Caserta, nella propria sede di via Laviano, presenterà la prima edizione di un evento che vanta già un record: è la prima volta, in Campania, che si organizza una tappa del circuito giovanile individuale Tennis Europe.

Si giocherà da sabato 28 agosto a sabato 4 settembre prossimi e saranno assegnati i titoli under 14 maschili e femminili, di singolare e di doppio. In gara a Caserta ci saranno alcuni dei più forti under 14 d’Europa, vere promesse del tennis mondiale del futuro, che sono inseriti già in una classifica operativa internazionale, stilata da Tennis Europe.

Al via vedremo anche alcuni tra i migliori junior d’Italia, con in prima fila tutte le promesse del tennis campano.

Nell’ambito della presentazione ufficiale alla stampa, presieduta dal presidente del club, Massimo Rossi, saranno presentate le entry list dei partecipanti e il programma di gara del torneo internazionale.

La prima edizione degli Internazionali giovanili di Caserta nasce in una stagione speciale, quella del Cinquantenario del sodalizio rossoblu, e con due abbinamenti di prestigio, i marchi di Gioiellerie Basile, rivenditore Rolex per la provincia di Caserta e di Grand Hotel Vanvitelli Caserta, partners che affiancano la manifestazione e che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento.



BERLUSCONI : ALLE ARMI….., NO PARDON ALLE URNE

GRANDE PRESIDENTE BERLUSCONI , si lo dobbiamo proprio dire a voce alta . In una giornata particolare dove la Fiat è stata castigata dai giudici del lavoro per comportamento antisindacale e ha chiesto di rimanere ( questa è una cosa eclatante, mai successa) a casa agli operai ingiustamente licenziati della fabbrica di Melfi , uno di loro è un vertice FIOM, il presidente Berlusconi si lancia nella mischia come una giocatore di rugby e sfonda ancora una volta il muro formato da doppiogiochisti, frocetti, insaziati politicanti escort....pardon rote e’ scort, per dare un messaggio mediatico a chi lo da per fallito presidente del consiglio .

In un sol boccone pronuncia la parola ELEZIONI. Però!?! . Il “vecchio” ( non si arrabbi perché è nel senso buono) ne ha di stomaco . Si perché ha lasciato di stucco tutti e per giunta le vuole fare a dicembre di quest’anno. Ottimo toccasana : solo così può sconfiggere il cancro all’interno della sua coalizione . Sapete cosa significa questo ? E’ molto semplice . Sia a sinistra che nel neo partito costituito da Fini questo non è contemplato perché non sono pronti alle elezioni, ne Luca di Montezemolo che è diventato il vero faro della Fiat Group che oggi ha preso , come si dice in napoletano una grande “scutuliata” . Nessuno vuole le elezioni solo il pdl e il presidente Berlusconi. Cosa succederà adesso ? Molto semplice il presidente rimetterà il mandato , il presidente della repubblica chiamerà in causa “un pompiere” tecnico che avrà il compito di organizzare il governo , ma chi voterà la fiducia ? soltanto chi non seguirà il presidente cioè 15 persone quelli del partito del presidente Fini che dopo lo scandalo Montecarlo è completamente imbambolato e a bere a colazione , a pranzo e cena parecchi Cynar .

NB i fatti che sono narrati sono stati ampiamente pubblicati sui giornali nazionali con botta e risposta da parte degli interessati .

PS PER IL PRESIDENTE – BEL COLPO !!!

venerdì 20 agosto 2010

DISSEQUESTRATI NON UNO MA TUTTI I BENI DEGLI EREDI DI DANTE PASSARELLI

LA DECISIONE DELL’8 SEZIONE DEL TRIBUNALE DEL RIESAME -

Il de cuius era morto senza essere stato condannato per camorra – Garofalo: I morti li giudica solo il Padreterno -

S. Maria C.V. - L’8° Sezione del Tribunale del Riesame di Napoli, ha accolto pianamente le tesi difensive degli avvocati Giuseppe Garofalo e Mario Murone ( quest’ultimo professore di procedura penale alla Sapienza di Roma e già primo procuratore dello studio di Carlo Taormina ) ed ha disposto il dissequestro di tutti i beni degli eredi di Dante Passarelli ( società, stabilimenti, una discoteca, vari plessi immobiliari, la Tenuta Agricola ex Cirio “La Balzana” in tenimento di S. Maria La Fossa e lo stabilimento sito in Pignataro Maggiore, della Spa “Commerciale Europea” che impacchetta zucchero e commercializza con il marchio Kerò.

Il provvedimento di sequestro era stato eseguito nei giorni scorsi, in via preliminare, per l’accusa esistente nei confronti di Franco Passarelli ( attualmente nel carcere di Reggio Calabria ) e marito della titolare dello stabilimento Kerò. Un atto dovuto, dicono i giudici, per la accuse a Franco e Biagio Passarelli di essere i fili di collegamento tra il clan Farina e quello dei casalesi per una storia di estorsioni perpetrate a Maddaloni nei confronti del Supermercato Alvi. Inoltre tutti gli immobili erano stati sottoposti a sequestro preventivo sul presupposto che il capostipite Dante Passarelli era stato un affiliato al clan dei casalesi.

Di parere nettamente contrario i difensori ( in particolare Giuseppe Garofalo difensore storico della famiglia Passarelli ) i quali hanno sostenuto che “Il sequestro non aveva fondamenta né in fatto né in diritto e si rifaceva a fatti di 15 anni fa che davano per scontati quanto non lo erano. L’Accusa partiva dal presupposto che il defunto Dante Passarelli, genitore degli attuali destinatari del sequestro – fosse un associato a delinquere e che tutti i suoi beni, tra cui ce ne erano alcuni acquistati oltre 30 anni fa, fossero proventi di delitto. Il presupposto era infondato – ha sostenuto Giuseppe Garofalo – perché Dante Passarelli era stato accusato di associazione a delinquere nel processo Spartacus ma non era stato condannato perché deceduto nelle more. In pratica l’accusa pretendeva che il Tribunale facesse quello che non aveva potuto fare il processo, chiedeva in pratica il processo ad un morto, laddove i morti possono essere giudicati solo dal giudice Supremo”.

“E’ una vera e propria persecuzione” – ha affermato l’avvocato Mario Murone si può definire camorrista e appartenente al clan dei casalesi un imprenditore che ha pagato il “pizzo”?

E’ questa purtroppo la realtà di Franco Passarelli, accusato di estorsione, per conto dei clan Carfora e Casalesi, nei confronti di un supermercato Alvi di Maddaloni, laddove invece non ha fatto altro che pagare la tangente che era stata richiesta ai titolari della Alvi. Ma il Passarelli ha dovuto subire il danno e la beffa. L’Alvi, infatti, è fallita e ha lasciato un debito nei confronti della Commerciale Europea di circa 750mila euro per forniture di zucchero. Altro che camorristi.

Nessun pubblico ministero si è brigato di chiamare i Passsarelli e confrontarfe le dichiarazioni di un pentito che ha raccontato per filo e per segno che Franco e Davide Passarelli sono stati sequestrati dal clan Setola e portati al cospetto del capo in un ristorante del lago Patria, dove sono stati minacciati di morte se non avessero sborsato subito 100 mila euro. Soldi che sono stati poi recapitati ai camorristi previa colletta tra usurai.

Nessuno ha chiesto ai Passerelli come mai, il giorno precedente al loro sequestro, 120 colpi di Kalashnikov avevano sfondato le vetrine del supermercato fittato alla MD. Nessuno ha chiesto a loro se avevano avuto minacce di morte perché non aveva sborsato le tangenti richieste. E si parla di famiglia camorrista? Ma se fossero stati tali non avrebbero subito botte da orbi da tutti i reggenti dei clan succedutisi alla guida della Camorra S.p.A.


 LE CONSIDERAZIONI DI FERDINANDO TERLIZZI
Non intendo fare il difensore dei Passarelli, non ne hanno bisogno, perché gli avvocati sono bravi e preparati ma nessuno si è mai chiesto perché un custode giudiziario, tal Ulderico Catania ha fatto fallire la Dante Passarelli e Figli ( che aveva crediti per miliardi per forniture di pasti all’ASL di Aversa ) ed ha buttato sul lastrico centinaia di operai?

Nessuno si è chiesto che l’azienda di Gomorra ( come ama chiamarla una autorevole collega giornalista ), la Balzana, appunto è stato acquistata con rate pagate dal custode giudiziario Aristide Cassella e che ha debiti per miliardi di lire. Nessuno si è chiesto che il Parco di Corso Aldo Moro a S. Maria C.V. ha debito con il Monte dei Paschi di Siena per miliardi e che fu acquistato con una quota di mutuo che ancora non è stata pagata?

Nessuno si è chiesto perché alcuni giornali ( e libri ) continuano a scrivere che Dante Passarelli è stato ucciso dal clan o addirittura dai familiari. Nessuno si va a leggere una sentenza, passata in cosa giudicata, che ha definitivamente stabilito che si trattò di una disgrazia? Ma lo sapete che la Guardia di Finanza, in un rapporto definì Franco Passarelli “vicino al clan di Casalesi” per il semplice motivo che….”Aveva celebrato la festa delle sue nozze in un ristorante dove il custode era il fratello, del cognato dello zio… di Sandokan”?.

Purtroppo qui, da noi, spesso si è vittime di un teorema. che fa di tutta l’erba un fascio. E chi ci perde di credibilità in questi casi è purtroppo la giustizia. E’ il teorema che io nel mio libro ( Il delitto di un uomo normale ) ho definito il teorema del cornuto.

DISSEQUESTRATO IL SUPERMERCATO SISA DI CESARIO BENCIVENGA - IL SEQUESTRO è AVVENUTO NELL'AMBITO DELL'OPERAZIONE "GLI INTOCCABILI"

Cesa. l Tribunale del Riesame di Napoli dissequestra il Supermercato Europa, affiliato Sisa, di Bencivenga Cesario. La decisione è stata adottata ieri dal tribunale partenopeo, dopo il sequestro avvenuto nell'ambito dell'operazione condotta dalla DDa di Napoli e denominata "Intoccabili".

A disporre la misura cautelare fu il Gip presso il Tribunale di Napoli Buccino Grimaldi, su richiesta della DDa, in una più ampia operazione che ha portato in carcere Raffaele Bencivenga, 50 anni, il più grande dei fratelli che compongono il gruppo imprenditoriale.

In questa operazione oltre all'arresto nei confronti di Raffaele, vennero disposti una serie di sequestri di aziende, beni immobili, soldi, conti correnti, disponibilità finanziarie, auto, tra cui una Ferrari. Ed il sequestro riguardo anche il Supermercato Sisa, di proprietà di Cesario Bencivenga e della moglie di questi Jurca Aliva Lina. Secondo l'accusa e stando alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Gaetano Vassallo, Raffaele Bencivenga sarebbe stato socio al 50 % del supermercato. Sulla base di questa accusa, ritenendo che il supermercato, esistente dal 1989, potesse essere una fonte utile per riciclare soldi della camorra, il Gip del Tribunale di Napoli dispose il sequestro.

In tal modo si è sostenuto che Raffaele Bencivenga utilizzasse i fratelli come prestanome, intestando loro diverse attività.

I difensori di Cesario Bencivenga e della consorte, gli avvocati Enzo Guida, Filippo Trofino e Giuseppe Stellato, hanno ribattuto a questa ipotesi accusatoria, portando all'attenzione dei giudici tutti i documenti che attestano la storia aziendale del supermercato.

Il Tribunale del Riesame ha dunque accolto la tesi degli avvocati, dissequestrando l'azienda.

Resta, invece, ancora in carcere Raffaele Bencivenga, difeso dall'avvocato Alfonso Baldascino, per il quale il riesame si è pronunciato negativamente, rigettando la richiesta di scarcerazione presentata dal difensore.

PASSARELLI BIS - DISSEQUESTRATO LO STABILIMENTO DELLA KERO - NON E' COSTRUITO CON CAPITALI ILLECITI DELLA CAMORRA

Lo stabilimento della Commerciale Italiana spa  più comunemente Kero che produce zucchero  non è stato costruito con capitali illeciti della camorra. Per questi motivi il tribunale del riesame di Napoli sezione ottava ha accolto le tesi dell’avvocato Giuseppe Garofalo ed ha dissequestro lo stabilimento nuovo. Nel giorno del dispositivo dei giudici partenopei che hanno rigettato il sequestro della Commerciale Italiana, uno dei faratelli passatelli e in particolare Franco è stato trasferito all’istituto di pena di Reggio Calabria . Era il 14 luglio quando , i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta diedero esecuzione a Decreto di sequestro preventivo emesso, ai sensi degli art. 321 c.p.p. e 12 sexies L. 356/92, in relazione all’art. 648 bis c.p. (riciclaggio), dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (Dr. Federico Cafiero de Raho, Dr. Raffaello Falcone e Dr. Alessandro D’Alessio) nei confronti di alcuni degli eredi di Passarelli Dante, in particolare i figli Franco, Biagio, Davide e Gianluca, nonché le nuore Cantelli Susanna e Natale Clelia. Il provvedimento trae origine dalle indagini patrimoniali che si erano sviluppate nell’ambito dell’indagine “Nuova Calatia”, conclusasi il 17 marzo 2009 con 28 arresti eseguiti dai Carabinieri di Caserta. L’operazione colpì esponenti del clan Farina-Martino-Micilllo, operante in Maddaloni e comuni limitrofi, nonché affiliati al clan Belforte e “dei casalesi”fra cui anche Franco Passarelli . L’esigenza che si è posta ai PASSARELLI è stata dunque quella di sostituire progressivamente le attività già facenti capo al deceduto genitore con nuove attività (di qui la nascita della “COMMERCIALE EUROPEA”, più nota come “KERO’”, in parallelo con lo svuotamento dell’ “IPAM”) che occultassero l’illecita genesi dei beni ricevuti. Tale condotta aveva, infatti, sortito un esito positivo considerato che la “COMMERCIALE EUROPEA” era sfuggita al Decreto di sequestro adottato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nell’aprile scorso, provvedimento che si è limitato a colpire la sola “scatola vuota” della “IPAM”. L’attività di reimpiego dei capitali illeciti, dunque la collocazione temporale delle condotte di cui all’art. 648 bis c.p. qui contestate, ha luogo in un’epoca precedente alla morte di PASSARELLI Dante, essendo gli stessi fratelli PASSARELLI formalmente proprietari dell’I.P.A.M. ed avendo operato con tale azienda anche quando il padre era in vita. Da qui la contestazione agli indagati del delitto di riciclaggio, con condotta tuttora perdurante, a partire dal 1996, data di riferimento per la contestazione del delitto di cui all’art. 416 bis c.p. a carico di Dante PASSARELLI.

PASSARELLI - DISSEQUESTRO BIS - IL TRIBUNALE RIDA'LO STABILIMENTO KERO ALLA FAMIGLIA.

AI PROSSIMI AGGIORNAMENTI INTORNO ALLE 17,00

mercoledì 18 agosto 2010

RIBALTONE GATE 2 - IL MINACCIOSO BISCAZZIERE IN PRIMA LINEA , MA C'E' IL PORTAVOCE SDRAMMATIZZA NON CI SONO I NUMERI -

Ribaltone si ribaltone no . Questo è il dilemma che non si è mai chiuso . Stavolta a dare una stoccata al centro destra è il portavoce del partito democratico e consigliere di maggioranza del consiglio comunale di Santa Maria Capua Vetere Enrico Monaco che sulle vicende estive politiche del Basso Lazio , incontri fuori ai bar e le gite in barca che il sindaco accompagnato da qualche consigliere comunale che ha fatto il salto della quaglia , ha consumato con i vertici cittadini del popolo della libertà : Secondo Enrico Monaco, Giancarlo Giudicianni, che parte domani per una vacanza di 15 giorni , a santa maria capua vetere si usa così,” E’ un personaggio politico troppo intelligente per accettare ciò che qualcuno vuol fare a tutti i costi”

Per Enrico Monaco “ non può succedere niente perché se ci fosse un ribaltone il sindaco non avrebbe i numeri necessari, perché ci sono consiglieri che non voterebbero si al ribaltone cittadino” il secondo per la cronaca .

Certo in queste vacanze agostane certamente non si fa che parlar d’altro e molta gente si chiede “ Con questi chiari di Luna a Roma , dove non si capiscono neanche loro i politici sammaritani, hanno il gusto di tranviare tutta la politica amministrativa della città imbambolando i cittadini che increduli assistono alla farsa del tribuno dopo che ha pugnalato alle spalle chi non si meritava ciò che è accaduto.

Non hanno capito, anzi l’hanno capito troppo bene che questi sono giorni che è meglio affrettarsi, lo dimostrano le molteplici sedute di giunta eseguite per dispensare a destra e a sinistra incarichi e sorrisi per avere in c ambio credibilità . come siamo caduti in basso . E mi fermo qui . Vediamo a settembre quello che succederà anche se il biscazziere ha detto a gran a voce che rivoluzionerà tutto E Nicola Garofalo che fine fa ?

MONDRAGONE - ESTORSIONE AI LIDI - SI TRATTAVA DI UNA RICHIESTA DI UN PRESTITO- FUORI I DUE , MA DE MARTINO E' AI DOMICLIARI

Erano stati arrestati il 15 agosto, a conclusione di un’articolata attività d’indagine finalizzata a contrastare il fenomeno estorsivo in danno di imprenditori e commercianti lungo il litorale domitio; ieri il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Maurizio Santise, accogliendo le tesi dell’avvocato Vincenzo Alesci, ha scarcerato Emanuele De Martino, concedendo glia resti domiciliari ma ha rimesso in libertà Paolo Zunico , che non era presente quando si è consumato il presunto reato . In realtà i due si erano recati al lido ubicato in Baia Verde per ricevere, secondo quanto emerso nel corso dell’interrogatorio, la somma di denaro richiesta da una certa signora Giovanna , che è stata anche chiamata telefonicamente dal De Martino quel giorno con cui ha avuto un colloquio con il gestore del lido. Per questi motivi il gip ha scarcerato il De Martino concedendo gli arresti domiciliari, richiamando chi ha effettuato l’arresto e il pm di udienza di convalida Dottoressa De Renzis ad eseguire ulteriori indagini su quanto emerso nel corso dell’interrogatorio. Diversamente è andata per Paolo Zunico che era in auto al momento del presunto reato , quindi secondo la difesa era inconsapevole di ciò che stava accadendo all’interno del lido.