La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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mercoledì 5 settembre 2012

Il circolo Pd di Cesa ricorda Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” di Pollica, a due anni dalla sua uccisione.

La sera del 5 settembre del 2010 veniva ucciso Angelo Vassallo, sindaco di Pollica. A due anni dalla sua tragica morte ancora non si conoscono i nomi né degli esecutori né dei mandati di quell’omicidio.

“La memoria di Angelo Vassallo – spiega il coordinatore del circolo Pd di Cesa Enzo Guida – deve essere sempre tenuta viva. Angelo è riuscito, con la sua opera di amministratore comunale, a realizzare uno sviluppo turistico in grado di puntare alle risorse del territorio, alla loro valorizzazione, tutelando l’ambiente e la natura”.

“A due anni dalla sua morte è doveroso ricordarlo per il suo impegno, politico ed amministrativo, e soprattutto perché il suo esempio sia un faro per molti amministratori comunali dediti più alla cura degli interessi personali, dei piccoli interessi di bottega, che alla salvaguardia e promozione del territorio, nonché al rispetto della legalità”.

“Vassallo – aggiungono i rappresentanti del Circolo Pd di Cesa - è riuscito anche a realizzare una sorta di evoluzione culturale delle sue zone, affinché tutti i cittadini si sentissero protagonisti di una azione collettiva, finalizzata al miglioramento”.

“Ci auguriamo – conclude la nota del Pd di Cesa – che presto sia faccia piena luce sull’omicidio di Angelo Vassallo e sulle ragione di quel tragico gesto”.

SANTA MARIA CV- TRE AVVOCATI IN CAMPO PER DIFENDERE LA STORIA GIUDIZIARIA DI TERRA DI LAVORO

Tribunale di Terra di Lavoro: Non movere a hic!


Ideologicamente, non possono che essere critiche le posizioni sulle recenti – ed alquanto discutibili - manovre governative della monolitica pattuglia di bocconiani che guarda ai numeri, senza fare prigionieri, senza avere scrupoli: i conti devono quadrare! Tuttavia, è incontestabile che, nonostante i tagli a destra e a manca, la mole, infinita, spaventosa del debito pubblico aumenta ogni giorno… E’ doverosa una precisazione: quel deficit nazionale pesa sempre di più sulle famiglie italiane e sui contribuenti onesti, unica vera spina dorsale di un Paese fino ad oggi governato da una classe dirigente i cui risultati amministrativi sono sotto gli occhi di tutti, il Paese più bello del mondo, attore non protagonista sui palcoscenici che contano (quello europeo e quello mondiale)… E’ vero, le criticità vengono da lontano, i bilanci pubblici piangono da decenni. Ma sarebbe da ingenui pensare di “raddrizzarli” in un paio di lustri, scaricandone i fardelli sempre e comunque sui soliti noti!

La L. 14 settembre 2011, n. 148 (recante “Misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”; nonché “Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari”) è senza dubbio uno dei prodotti più spietati di uno dei Governi più tecnici della storia d’Italia. Tra i (pochi e) disperati tentativi di sensibilizzare il Governo sul tema della riorganizzazione territoriale degli Uffici Giudiziari, degna di nota è certamente l’Istanza di salvezza in favore del Tribunale di Terra di Lavoro e le sue sezioni, promossa, con molto coraggio, con grande passione civile e con indiscutibile amore per il proprio territorio – seppur su un sentiero percorso “in solitaria” - dall'avv Alfredo Corea, Gaetano Bovenzi ed Angelo Giannattasio. Le sezioni a rischio: Aversa, Carinola, Caserta, Marcianise, Piedimonte Matese, la stessa sede centrale di Santa Maria Capua Vetere. I Giudici di Pace a rischio: Arienzo, Aversa, Capriati a Volturno, Capua, Carinola, Caserta, Maddaloni, Marcianise, Piedimonte Matese, Pignataro Maggiore, Santa Maria Capua Vetere, Sessa Aurunca, Teano, Trentola Ducenta.

I motti dei tre giovani giuristi, ben coscienti del valore storico del Tribunale di Terra di Lavoro e delle sue numerose sezioni, possono riassumersi negli adagi “Non movere a hic” e “Auctoritate et hereditatem civitatis”. Due formule ricchissime di significati: innanzitutto, l’ordine di non muovere le sezioni così come composte, compresi i Giudici di Pace. Nel primo paragrafo dell’Istanza, essi hanno evidenziato, con forza, che la stessa si impone “a difesa degli Istituti tutti”, ossia anche delle piccole realtà potenzialmente a sopprimere. L’intenzione è chiara, è una e una sola: difendere e ribadire il sacrosanto Diritto di accesso alla Giustizia del cittadino, dalle Istituzioni posto sempre più lontano, relegato in ruoli marginali, insignificanti, per nulla partecipativi, estromesso, spesso esiliato! Sempre nel primo paragrafo, hanno parlato del Mandamento di Carinola, di cui lo Studio Legale Corea vanta l’unica copia in originale del libello istitutivo, risalente all’ormai remoto 1897, anno in cui la Sezione di Carinola, allora di competenza del Circondariato di Gaeta, alla luce di motivi e principi di ragionevolezza (distanze, usi ed altre rilevanti questioni logistiche) fu accorpata al Tribunale di Terra di Lavoro. L’Istanza poggia su solide basi motivazionali, principale delle quali vuol essere la circostanza – obiettivamente verificabile dai Governanti – che le varie Sezioni distano dal Capoluogo di Distretto dai venti ai cinquanta chilometri. Ulteriore punto di ragionevolezza è rappresentato dalla non facile gestione burocratica ed organizzativa in generale: infatti, il carico di lavoro è senza dubbio eccessivo, nonché alienante per i dipendenti. Ciò detto, è opportuno parlare delle basi normative a sostegno dell’Istanza dei tre giovani giuristi di Terra di Lavoro. Innanzitutto, sono da citare gli artt. 24 e 111 della nostra Carta fondamentale. La prima norma recita: “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.”. Insomma, l’intento, superiore, nobile, di tale norma è quello di assicurare a tutti la possibilità e i mezzi per agire a tutela dei propri diritti innanzi a qualsivoglia Giurisdizione: i promotori, a questo punto, si chiedono come possa un non abbiente raggiungere un Tribunale ubicato in una località distante cinquanta chilometri da quella sua propria di origine... La seconda norma – il cui concetto va ad innestarsi su quello dell’art. 24 - invece, asserisce che: “ La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata. Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo. Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore. La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita. Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati. Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra. Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.”. Da ciò si evince la più alta espressione del Diritto di difesa.



Altra base normativa è rappresentata dall’art. 47 del Capo VI (Giustizia) della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, in base al quale: “Ogni individuo i cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell'Unione siano stati violati ha diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice, nel rispetto delle condizioni previste nel presente articolo. Ogni individuo ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un giudice indipendente e imparziale, precostituito per legge. Ogni individuo ha la facoltà di farsi consigliare, difendere e rappresentare. A coloro che non dispongono di mezzi sufficienti è concesso il patrocinio a spese dello Stato qualora ciò sia necessario per assicurare un accesso effettivo alla giustizia.”. Dal dettame di cui testè si evince che se vengono soppresse determinate Sezioni – fondamentali a livello di distribuzione logistica, nonché di effettiva presenza dello Stato nel territorio (e quello di Terra di Lavoro è un territorio, purtroppo, alquanto “peculiare”, per certi versi) - saranno svantaggiate le fasce deboli di un tessuto sociale già disagiato: anziani, disabili, emarginati bisognosi di un sostegno, di un conforto da parte delle Istituzioni a ciò preposte (mai bisogna dimenticare il ruolo di “guida sociale” ricoperto dalle sedi giudiziarie, promanante dalle varie bocche delle leggi).



Ancora, è doveroso menzionare l’art. 8 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il quale recita: “Ogni individuo ha diritto ad un'effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali nazionali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge”. Infatti, il Diritto di accesso alla Giustizia rientra fra i diritti fondamentali dell’uomo. Da ciò discende il diritto di poter interpellare tribunali competenti, che diano pronta risposta ed in tempi consoni: i promotori dell’Istanza si chiedano come possa realizzarsi tutto ciò avvalendosi di una dislocazione territoriale per nulla rispondente alle esigenze dell’utenza.



Infine, un significativo contributo è offerto dal Trattato di Lisbona, che completa il quadro della realizzazione di un Ordinamento che voglia fregiarsi del connotato della completezza. Riassumendone il senso – per quanto attinente alla Giustizia - il Diritto alla Giustizia si ottiene attraverso: un agevole accesso alle adeguate strutture giudiziarie; un’informazione sui diritti e i doveri del cittadino; il diritto alla piena partecipazione alla vita giudiziaria; alla risoluzione delle controversie in tempi celeri; al diritto alla qualità del servizio; alle spese di giustizia eque ed adeguate…



I promotori hanno già avuto modo di ricordare al Ministro di Grazia e Giustizia, al Presidente del Consiglio dei Ministri, nonché al Capo dello Stato che il Tribunale di Terra di Lavoro, sue relative Sezioni e Giudici di Pace rientrano senz’altro tra gli Istituti da salvare, data l’a significativa estensione del territorio, data l’utenza da soddisfare (volendo intendersi il numero di abitanti), dato il carico di lavoro in capo agli organici, dato l’indice della sopravvenienza, data la specificità territoriale del bacino di utenza, anche riguardo – e soprattutto – alla situazione infrastrutturale ed al tasso, tra i più alti d’Italia, di criminalità organizzata… I giovani istanti dello Studio Legale Corea concludono il loro discorso con una entusiastica speranza: “Noi tre speriamo che le nostre dita possano arare in miglior modo la vita di tutti noi”…



martedì 4 settembre 2012

VA IN OSPEDALE PER NON FARSI ARRESTARE - PRESO DALLA POLIZIA

Gli agenti della squadra mobile di caserta, diretta dal vice questore angelo morabito, hanno tratto in arresto il pluripregiudicato mattei geppino di anni 56 da gioia sannitica, rintracciato nella mattinata presso l’ospedale di piedimonte matese ove si era recato per una visita.

L’uomo era colpito da ordine di carcerazione della procura generale presso la corte di appello di napoli e deve espiare anni 4 e mesi 7 di reclusione residui a pena di anni 7 e mesi 7 di reclusione cui era stato condannato per cumulo di pene conseguenti a varie condanne per estorsione, rapina, danneggiamento, truffa, porto e detenzione armi, ricettazione, commessi in tempi diversi negli anni 90 nel circondario matesino.

Dopo gli adempimenti di rito, il mattei, che ha nominato suo difensore di fiducia l’avvocato giuseppe stellato del foro di s. Maria c.v., e’ stato accompagnato presso la casa circondariale di s. Tammaro a disposizione della competente autorita’ giudiziaria.









CASERTA - CONSERVATORIO, CI SCRIVONO ALCUNI GENITORI

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Facendo seguito alle precedenti comunicazioni sullo stato dei corsi decentrati del consevatorio di Avellino si rende noto l'ultimo increscioso sopruso perpetuato ai danni dei giovani musicisti casertani. La gestione appossimativa di tali corsi da parte degli organi ammisitrativi e politici della Provincia di Caserta ha reso l'ultimo indecoroso spettacoloche ha mostrato alla ripresa dei LEZIONI per l'ANNO ACCADEMICO IN CORSO i giovani studenti privati senza avviso delle alue dell ITIS Bonaroti di Caserta, dedicate al consevatorio. La sede del consevatorio è stata spogliata anche dei pianoforti e delle attrezzature utili per la didattica. Ai numerosi incontri con Il presidente Zinzi, L'assessore Cincotti, i funzionari e dirigenti della provincia non ha fatto seguito che il solto balletto di reponsabiltà che può concludersi con le seguenti affermazioni: "A noi dei giovani musicisti casertani non ce ne frega niente infine ciò che importa E8 il gradimento della gente su altri tipi di manifestazioni." Ci impegnamo per gli studenti che vengono da altre regioni ai quali paghiamo il soggiorno ed offriamo borse di studio al settembre al Botgo, paghiamo caché d’oro alla star nazionali

ma per chi non ha nome e vuole impegnarsi a Caserta nella musica non c’è alcuna soluzione.

Il comitato dei genitori degli studenti




IL PRESIDENTE ZINZI HA NOMINATO 4 NUOVI ASSESSORI.

Il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, ha proceduto nel pomeriggio di oggi alla nomina di 4 nuovi assessori provinciali. Si tratta dei consiglieri provinciali Gianpaolo Dello Vicario, Stefano Giaquinto, Filippo Mazzarella e Francesco Zaccariello.

Nominando i 4 nuovi assessori, che, una volta accettato l’incarico, decadranno dalla carica di consigliere, il presidente Zinzi ha recepito le richieste avanzate ufficialmente dal gruppo consiliare e dalla dirigenza provinciale del Pdl, partito cui appartengono i neo assessori.

lunedì 3 settembre 2012

SANTA MARIA CV- ED ADESSO LA SAMMARITANA PRESENTA ANCHE UN APOLIZZA FIDEIUSSORIA PER ADRE PESO ALLA SUA RICHIESTA PER LA GESTIONE DEI PARCHEGGI

Presto , detto e fatto. Lo avevamo annunciato e la Cooperativa La Sammaritana social service  di cui è legale rappresentante  Andrea Vastano ha presentato in data 3 settembre 2012  mattina una integrazione  al comune di Santa Maria Capua Vetere alla dichiarazione di disponibilità che è stata già presentata in data 28 agosto 2012, nella quale ha richiesto l’affidamento  della gestione delle aree adibiti a parcheggi su tutto il territorio comunale nelle more dell’espletamento della gara di evidenza pubblica . Si impegna a rilasciare polizza fideiussoria di importo adeguato alla consistenza dell’affidamento del servizio, al fine di evitare di dare congrua garanzia , attesa anche l’importanza sociale della materia trattata. Gli istanti  hanno  tenuto conto, che ritengono  opportuno precisare la fondatezza dell’istanza formulata con ampia cognizioni di causa attesa l’analisi giuridica ed economica effettuata con il massimo rigore e con l’ausilio di professionisti esterni di provata esperienza e competenza del settore  economico in oggetto, considerando che è opportuno sottolineare la robustezza dell’impianto cooperativistico che potrebbe essere impegnato nell’affidamento in rassegna , il tutto al fine di consentire all’amministrazione  comunale di poter valutare attentamente i requisiti dei soggetti istanti.  Per questi motivi ha rappresentato di impegnarsi a rilasciare polizza fideiussoria .  

SANTA MARIA CV - IL SINDACO DI MURO RICORDA IL GENERALE DALLA CHIESA E L'AGENTE DI SCORTA DOMENICO RUSSO

Il sindaco Biagio Di Muro ha rilasciato la seguente dichiarazione: “In occasione del trentesimo anniversario dell’uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo, nostro concittadino, a nome della giunta e dell’intero consiglio comunale, ma posso dire di tutta la città di Santa Maria Capua Vetere, rinnovo i sentimenti di cordoglio ai familiari delle vittime del barbaro eccidio mafioso. Esprimo l’auspicio che il ricordo dei servitori dello Stato e dei loro parenti caduti sotto i colpi del vile fuoco criminale costituisca un faro per le coscienze civili di quella grande maggioranza di cittadini che si oppongono, ciascuno nel proprio ruolo e con i propri mezzi, a ogni forma di illegalità e di prevaricazione delle mafie sulla parte sana della nostra società”.


MARIO TUDISCOP SI SCHIERA AL FIANCO DELL'AVVOCATO MAROTTA

“ Se avessi ancora ricoperto il ruolo di Assessore alla Cultura avrei proposto alla Amministrazione comunale di licenziare una delibera di Consiglio comunale a sostegno dell’Istituto Italiano di Studi filosofici di Napoli. Quello che, infatti, sta accadendo all’illustre avvocato Gerardo Marotta ha dell’incredibile: una struttura come quella diretta da “ l’ultimo giacobino “ che è considerata patrimonio dell’Umanità è sotto sfratto! Con molta amarezza ho visto in TV l’accatastamento dei preziosi volumi che sono stati trasferiti in un capannone periferico. Certo, la deliberazione comunale avrebbe solo un sapore simbolico, ma, al tempo stesso, rappresenterebbe una presa cristallina di posizione da parte degli amministratori e quindi conseguenzialmente anche da parte della cittadinanza. E penso che l’avv. Marotta, per il suo impegno culturale e per aver saputo coinvolgere nella sua Assise i maggiori intellettuali europei e mondiali, meriti questo apprezzamento. Io stesso, nel 2007, ebbi il grande onore di moderare un incontro pubblico presso la sala consiliare sammaritana nell’unica occasione in cui Marotta è venuto nell’Antica Capua. Poco dopo, ebbi anche modo di assistere – proprio presso l’Istituto napoletano – a un bel Convegno a cui parteciparono insieme all’avvocato anche l’urbanista Alfredo Di Patria e il professore Sergio Tanzarella.

Detto questo, è possibile manifestare la solidarietà all’avvocato Marotta anche tramite facebook sottoscrivendo una petizione ad hoc che riporto: Chiediamo a gran voce che l'Istituto Italiano degli Studi Filosofici, patrimonio dell'umanità, sia sostenuto in Italia da un'iniziativa legislativa, e riceva un riconoscimento istituzionale che lo equipari alle più prestigiose istituzioni culturali del paese come l'Accademia della Crusca e l'Accademia dei Lincei. Facciamo nostro l'appello dell'Istituto ( link: http://www.iisf.it/) e chiediamo che il Governo presenti un disegno di legge al Parlamento diretto a garantire un finanziamento stabile per l'Istituto Italiano degli Studi Filosofici che consenta il pieno svolgimento delle sue attività di ricerca e della sua funzione civile.



domenica 2 settembre 2012

SANTA MARIA CAPUA VETERE - DOCCIA FREDDA PER I LAVORATORI DELLE COOPERATIVE

Sarà un settembre nero per i  lavoratori  in forza alla cooperativa San Paolo  che gestisce le aree urbane . Per molti di loro si profila un rinvio delle spettanze del mese di agosto 2012. La notizia trae fondamento proprio da alcune dichiarazioni di alcuni di loro  che hanno avuto contanti con i responsabili della cooperativa. Gli stessi  hanno comunicato  per alcuni di loro e non si sa quanti non percepiranno lo stipendio di luglio o meglio si sarà un rinvio .Una doccia fredda poiché nel mese di luglio molti di loro sono scesi a lavorare rispettando i turni di lavoro . La San Paolo che con una delibera del 14 agosto 2012 era stata incaricata di gestire  in via temporanea  e fino all’espletamento della gara europea le aree urbane adibiti a parcheggio a pagamento,aveva presentato alcune garanzie basate su requisiti giuridici essenziali affinchè potesse gestire le aree urbane, sembra che le stesse potessero in ogni caso ricontrollate dagli addetti ai lavoro , proprio in virtù del fatto che altre cooperative come La sammaritana social service  con sede in Santa Maria Capua Vetere che ha presentato garanzie giuridiche  basilari  per chiedere l’affidamento in via temporanea  delle aree di parcheggio nella città di Santa Maria Capua Vetere. La sammaritana in questo caso potrebbe avere garanzie giuridiche superiori poiché nella richiesta  è stato dichiarato che vi è una regolare  iscrizione al registro delle imprese presso la camera di commercio di Caserta, che la stessa è regolarmente iscritta all’albo nazionale  delle cooperative a mutualità prevalente di diritto. Tutto regolarmente presentato attraverso una visura camerale . Ma nello stesso tempo ha dichiarato , sempre nella comunicazione , che ha sviluppato un budget economico dal quale emerge la possibilità di poter stipulare un contratto full time per i lavoratori che assumerà e di poter erogare una paga conforme al contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria, il tutto perché i lavoratori non hanno percepito retribuzione non sufficiente per assicurare una vita decorosa. Proprio  per questi motivi  si prospetta che la sammaritana social service potrebbe presentare  ulteriori garanzie per sbrogliare quello che è+ stato definito il caso dell’estate.  

FILO DIRETTO FRA L'ASSOCIAZIONE CATABULUM E IL MUSEO CAMPANO

Continua a dare buoni frutti la collaborazione tra il Museo Campano di Capua, ottimamente diretto dalla Dottoressa Maria Luisa Nava, e l’Associazione Catabulum del Presidente Mario Tudisco ex Assessore alla Cultura della Amministrazione comunale attuale. Infatti, il sodalizio civico ha intenzione di instaurare un vero e proprio filo diretto con il Museo, anche perché ivi sono contenuti alcuni reperti importantissimi dell’Antica Capua che sono “ sconosciuti “ in alcuni casi anche ai cittadini di Santa Maria Capua Vetere. Trattasi di gemme archeologiche di grande rilievo, come la lastra marmorea ( nella foto ) con l'iscrizione che ricorda la costruzione dell' Anfiteatro Campano da parte della colonia Iulia Felix Augusta Capua e i successivi restauri eseguiti all'epoca di Adriano e di Antonino Pio. La lastra in questione proviene dalla entrata meridionale dell' Anfiteatro Campano dove fu rinvenuta nel 1726. Venne pubblicata nel 1727 da Alessio Simmaco Mazzocchi: il Museo Campano espone l'iscrizione corredata dalle integrazioni proposte dal Mazzocchi all'epoca (solo la parte centrale è autentica). E' datata al 108 d.C.


“ Grazie alla squisita disponibilità della Dottoressa Maria Luisa Nava – spiega il giornalista Mario Tudisco – stiamo come Associazione ( a cui è iscritta la stessa Nava ) ricostruendo a mano a mano un elenco di preziosità archeologiche e storiche inerenti l’Antica Capua. Come, infatti, è notorio alcuni reperti non sono collocati presso il Museo cittadino, ma sono presenti in altre strutture. Si tratta, dunque, di catalogare anche queste preziosità per avere un quadro il più completo possibile della storia e della tradizione plurimillenaria della attuale Capua Vetere. Colgo l’occasione sia per ringraziare la Soprintendenza Maria Luisa Nava anche per la passione e la competenza da cui è animata, sia per invitare gli abitanti di Santa Maria a visitare il Museo capuano. Inoltre, non escludo che già nel mese di Settembre di organizzare una visita guidata – assolutamente gratuita – presso il Museo Campano che, recentemente, è stato inaugurato alla presenza prestigiosa del Presidente della Repubblica. Il che testimonia l’importanza che ricopre tale Museo! “

Per finire, il Presidente di Catabulum aggiunge due ulteriori considerazioni: “ a giorni licenzieremo il documento che invieremo al Ministro dei Beni Culturali per tramite dell’ Onorevole Paolo Corsini. Questa iniziativa vede la nostra collaborazione con Italia Nostra, a tale documento hanno lavorato l’urbanista Architetto Alfredo Di Patria, il Professore Sergio Tanzarella e il Presidente Provinciale di Italia Nostra Arch. Maria Carmela Caiola. Detto questo, ho appreso con molta sorpresa l’esistenza di una delibera di Giunta comunale in base alla quale l’Ente di Palazzo Lucarelli prevede una spesa di 3.600,00 Euro per una consulenza inerente i recenti scavi della Villa Comunale. E fin qui tutto bene: peccato solo che l’incarico in questione sia stato appaltato a una Cooperativa di archeologi di Viterbo. E allora mi domando: non era meglio coinvolgere gli Archeologi sammaritani oppure, probabilmente a costo zero, chiedere l’ausilio della Facoltà cittadina dei Beni Culturali? ”