Santa Maria Capua Vetere sprofonda sempre di più nella monnezza politica . Il riferimento è a tutte le correnti politiche perché le opposte fazioni politiche sociali e lobbistiche davanti si accapigliano e si contestano a suon di manifesti articoli e qualsivoglia, dall’altra invece sotto sotto fanno affari contendendosi le corne . Le dimissioni del segretario del pd cittadino e più precisamente del Dottor Sandro Troianiello trovano collocazione in questo marasma politico dove tutti hanno perso e nessuno è vincitore . L‘esercito in città è la testimonianza di come le istituzioni giudiziarie del territorio hanno preso possesso della città paragonata a quelle delle grandi metropoli come Palermo , Napoli , Roma . Da una parte per Santa Maria Capua Vetere potrebbe essere un vanto , ma i noti fatti accaduti fuori la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere testimoniano come la città sia in mano di persone senza scrupolo e senza spina dorsale , mettendo in serio pericolo , donne , bambini e persone che si recano a lavorare ogni giorno in città. Ed ecco che i tutori dell’ordine , quelli delle strutture giudiziarie, i magistrati hanno chiesto i rinforzi e quindi l’esercito . E’ una peccato anche che gli uomini politici , i grandi uomini politici, hanno isolato la città con un cerchio rosso, pronto per essere cancellato , quando la politica troverà quel buon senso di confrontarsi . Oggi tutto quello che c’è è soltanto monnezza che deve essere trasportato in qualche centro derivato dei rifiuti CDR in modo da riciclarli. Meno mane che c’è il procuratore Corrado Lembo che difende, con il suo operatore, le persone per bene .
Questo blog è stato istituito secondo le normative vigenti che salvaguardano il diritto sancito dalla Costituzione italiana garantito per la libertà di pensiero che c'è nella nostra nazione.
La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".
DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013
email procecere@alice.it
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ECCO I RISULTATI DELLA PROVINCIA DI CASERTA
giovedì 19 novembre 2009
mercoledì 18 novembre 2009
CLAN BIDOGNETTI- SETOLA - TRE AVVOCATI FINISCONO FRA LE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI . SE NE PARLA AL PROCESSO DAVANTI AL GUP
Tre avvocati della provincia di Caserta sono nell’occhio del ciclone della Direzione distrettuale antimafia di Napoli presso la procura della repubblica di Napoli per aver preso soldi dagli affiliati di Francesco Bidognetti per far scarcerare i suoi . Un episodio emblematico che vi è nella richiesta dei sequestri datata 28 aprile 2009 dove la figlia di Francesco Bidognetti Katia e colei che , secondo i magistrati e per ordine del padre consegna denaro contante a tre avvocati per far scarcerare Giovani Lubello indagato nel procedimento penale tuttora davanti al tribunale di Santa Maria Capua Vetere . Di questo se ne parlato in una delle ultime udienze davanti al gup di Napoli. Ma si sa la professione di avvocato deve essere remunerata e quindi è una cosa normale. Un vero e proprio pool di magistrati ben otto che sono stati coadiuvati dal procuratore aggiunto della direzione distrettuale antimafia di Napoli Federico Cafiero De Raho che si è avvalso della collaborazione di Francesco Curcio, Cesare Sirignano , Catello Maresca , Alessandro Milita , Giovanni Conso, Raffaello Falcone, Marco Del Gaudio, Antonio Ardituro, hanno sviscerato la nuova camorra casalese dal 2000 ad oggi . Seconmdo i magistrati della Dda di Napoli Francesco Bidognetti leader storico operava dal carcere ove è detenuto in regime di 41 bis ord. pen., attraverso le direttive inviate sul territorio durante i colloqui, per il tramite del fratello BIDOGNETTI Michele, del genero LUBELLO Giovanni, e - fino al momento della sua collaborazione con la giustizia - della convivente CARRINO Anna (per la quale si è proceduto separatamente); SETOLA Giuseppe, CIRILLO Alessandro, LETIZIA Giovanni, DI CATERINO Emilie, ALFIERO MASSIMO, BIDOGNETTI Michele, GRANATO Davide e BIDOGNETTI Gianluca con il ruolo di capi e organizzatori operanti sul territorio - alternandosi fra loro o congiuntamente in relazione ai diversi periodi di detenzione e di latitanza -, gli ALTRI con compiti imperativi nel settore delle estorsioni, del traffico di sostanze stupefacenti, della custodia di armi e di autovetture di provenienza illecita, del reperimento di utenze cellulari da dare in uso agli affiliati, nonché degli omicidi eseguiti per mantenere il controllo dell'area casertana, al fine del compimento di attività delittuose. Questo il teorema de pm e della Dda di napoli che ieri davanti al gip Luisa Toscano ha sviscerato il reato associativo .
OMICIDIO GRANATO , IL PM FEDERICO CAFIERO DE RAHO CON LA SUA SQUADRA INDIVIDUA 14 AFFILIATI
Caserta: i Carabinieri arrestano 14 persone per gli omicidi commessi nel 2008 dal gruppo Setola.
Quattordici ordinaze di custodia cautelere la lotta al Clan di Peppe Setola continua da pArte della Direzione distrettualE antimafia di Napoli . Non c'è dubbio che il pool degli otto pm della DDa coadiuvati da Federico Cafiero De Raho vuole chiudere il cerchio attorno agli affiliati del clAn . Non a caso il sostituto procuratore aggiunto della direzione distrettuale antimafia è stato colui che ha risposto stamattina alla domande in conferenza stampa. I Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, infatti, hanno dato esecuzione a 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Napoli nei confronti di altrettanti affiliati al clan “dei casalesi”- gruppo Bidognetti, ritenuti responsabili di omicidio, porto e detenzione illegale di armi e ricettazione. La misura cautelare è relativa a 5 omicidi, tra cui quello di Raffaele Granata, titolare di uno stabilimento balneare di Castel Volturno e padre del Sindaco di Calvizzano (NA), commessi tra maggio ed ottobre 2008, nella provincia di Caserta, dalla frangia stragista del clan “dei casalesi”, capeggiata dall’allora latitante Giuseppe Setola.
ELENCO DEI SOGGETTI COLPITI DALL’ORDINANZAQuattordici ordinaze di custodia cautelere la lotta al Clan di Peppe Setola continua da pArte della Direzione distrettualE antimafia di Napoli . Non c'è dubbio che il pool degli otto pm della DDa coadiuvati da Federico Cafiero De Raho vuole chiudere il cerchio attorno agli affiliati del clAn . Non a caso il sostituto procuratore aggiunto della direzione distrettuale antimafia è stato colui che ha risposto stamattina alla domande in conferenza stampa. I Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta, infatti, hanno dato esecuzione a 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Napoli nei confronti di altrettanti affiliati al clan “dei casalesi”- gruppo Bidognetti, ritenuti responsabili di omicidio, porto e detenzione illegale di armi e ricettazione. La misura cautelare è relativa a 5 omicidi, tra cui quello di Raffaele Granata, titolare di uno stabilimento balneare di Castel Volturno e padre del Sindaco di Calvizzano (NA), commessi tra maggio ed ottobre 2008, nella provincia di Caserta, dalla frangia stragista del clan “dei casalesi”, capeggiata dall’allora latitante Giuseppe Setola.
1. SETOLA Giuseppe, 39enne;
2. CIRILLO Alessandro, 33enne;
3. LETIZIA Giovanni, 29enne;
4. ALFIERO Massimo, 37enne;
5. TESSITORE Giovanni, 57enne;
6. AMATRUDI Massimo, 40enne;
7. DI RAFFAELE Carlo, 35enne;
8. RUSSO Ferdinando, 35enne;
9. PERHAM Loran Jhon, 35enne;
10. GUERRA Giuseppe, 41enne;
11. SANTORO Salvatore, 22enne;
12. GRANATO Davide, 34enne;
13. NAPOLANO Massimiliano, 37enne;
14. BRUSCIANO Gabriele, 31enne.
martedì 17 novembre 2009
ARRIVANO I BERSAGLIERI FUORI IL TRIBUNALE A SANTA MARIA CAPAU VETERE: E' UNA ENNESIMA VITTORIA DEL PROCURATORE LEMBO
Santa Maria Capua Vetere è una città in crisi perchè si respira aria di criminalità organizzata. In assetto di guerra con anfibi e cinturone, con fucili mitragliatori colpo in canna i bersaglieri della caserma che ha sede in Caserta, da oggi presenziano il tribunale di Santa Maria Capua Vetere . Sono giunti per l'occasione anche i mezzi militari che eseguono il giro di perlustrazione perennemente giornaliero : Il tutto miscelato con auto e mezzi pesanti della polizia penitenziaria pronti in caso ce ne fosse bisogno . I tanto attesi rinforzi ed una maggiore sicurezza sempre richiesta a grandi voci dalle istituzione dello stato hanno preso possesso della città davanti agli occhi increduli degli avvocati, personaggi politici e quanto meno di personaggi equivoci che sfidano lo stato con il loro illecito. Il segnale è chiaro . Il messaggio è stato recepito tanto è che i bersaglieri a cui sono state montate anche le garitte, sono già da oggi parte integrante.
Quando la politica non esiste, i dirigenti fanno quello che vogliono e si attribuiscono compensi per la cittadella giudiziaria, di Gaetano Rauso
Quando la politica non esiste, i dirigenti fanno quello che vogliono e si attribuiscono compensi per la cittadella giudiziaria, vestendo Merloni da Babbo Natale. E gli altri soldi percepiti indebitamente dai dirigenti che fine hanno fatto?
Di Gaetano Rauso.
Un altro tentativo di attribuirsi compensi principeschi è stato smascherato e, forse, sventato. Dopo aver denunciato l’indebito arricchimento da parte di dirigenti in servizio o in pensione che hanno percepito di indennità non dovute per un totale di circa 700.0000 Euro, siamo venuti a conoscenza di una determina con la quale ex dirigenti e dirigenti in carica si erano auto attribuiti incentivi da nababbi per la progettazione della cittadella giudiziaria. Da dirigente comunale mi sono sempre chiesto come dei dipendenti comunali possano permettersi di interpretare soggettivamente e, sicuramente, in modo discutibile le Norme che regolano la Pubblica Amministrazione, senza temere di risponderne in prima persona sia penalmente che contabilmente. Dato che ritengo questo modo di espletare l’incarico dirigenziale, a dir poco, temerario ho pensato che questi personaggi fossero degli incoscienti, ma il perseverare in questo modo di agire mi fa pensare ad altro. “I soldi fanno tornare la vista ai ciechi e fanno diventare temerari rispetto al rischio di passare un guaio con la Giustizia” scriveva l’ottimo Gianluigi Guarino. Per la qual cosa trova giustificazione una partecipazione così attiva, da parte dei burocrati del comune di Santa Maria, alle sorti di un mega progetto inutile e dannoso alla città. Così si registrano interpretazioni della Norma soggettive e/o estensive, per attingere i fondi dalle casse comunali o di provenienza statale che dovrebbero essere destinati a ben altri fini. Tutto ciò trovava conferma in una recente corposa determina firmata dall’Ing. Ruberto, dirigente dell’UTC di Santa Maria Capua Vetere, con la quale si approvava il riparto degli incentivi spettanti ( ? ) per la progettazione preliminare della cittadella giudiziaria. Le somme indicati in quella determina dovevano andare all’ing. Maurizio Mazzotti, passato al Comune di Caserta, con il placet by partisan di politici che hanno a cuore tutt’altro il pubblico interesse, alla ragioniera Filomena Zaccheo, altro elemento importante nelle decisioni che si assumono nelle “segrete stanze” di palazzo Lucarelli ed a Ruberto stesso, il quale, d’altronde, si assumeva la responsabilità di emanare la determina, quindi, non aveva mancato di farsi il regalo di Natale . Complessivamente, i tre , se non fosse stato denunciato questo progetto, si sarebbero messi in tasca circa 225 mila euro, così spartiti nel dettaglio:Ing. Maurizio Mazzotti € 100.300,00; Ing. Antonio Ruberto €. 50.150,10; Rag. Filomena Zaccheo €. 75.225,15. Con la determina si voleva liquidare, in acconto, la somma di oltre 35.000,00 €, su un totale di € 225.000,00 circa, la prima parte finanziata con i fondi CIPE , gestiti dal Comune di Caserta, nell’ambito del PRUST conurbazione casertana ed i restanti, circa 190mila euro, a carico del Bilancio comunale di Santa Maria Capua Vetere. I due ingegneri, si leggeva nella determina , avrebbero svolto , entrambi, le funzioni di responsabile unico del procedimento ,mentre la ragioniera quelle di collaboratrice. E qui un piccolo dubbio ci assale: cosa significa “unico?” forse a Santa Maria “allegramente “ si applica il dogma “uno e trino”; ma forse questo è sembrato esagerato e si è cercato oggi, di porvi rimedio!!! La grossa somma ( oltre 225.000,00 euro )fece chiedere a me stesso “cosa mai avevano potuto fare i destinatari della stessa per la collettività ,da dover essere remunerati così lautamente e, soprattutto, se era normale che dei dipendenti comunali potevano percepire tali somme come incentivi”. Nella fattispecie, trattandosi di un progetto preliminare per la realizzazione della cittadella giudiziaria , oltretutto redatto all’esterno, non si riusciva a comprendere, a che titolo i tre avrebbero dovuto ricevere oltre 225.000,00 € né, soprattutto, su quale somma fosse stata calcolata la percentuale. Questa cittadella Giudiziaria, anche se alla fine dovesse realizzarsi ( cosa alla quale facciamo fatica a credere) quanto verrà a costare alla collettività e quale beneficio potrà portare alla Città di Santa Maria Capua Vetere? Il depauperamento del centro storico, già così penalizzato dallo svuotamento della sede dell’Università dalle sue funzioni didattiche, andrebbe ancora di più ad incrinare la situazione precaria del commercio sammaritano, creando solo altre ghiotte occasioni per gli speculatori. Per la collocazione del Tribunale Civile, invece, potrebbero ben essere utilizzati i locali dell’ex Tribunale, oggi sede di pochi uffici dell’Università o altri stabili di proprietà e/o nella disponibilità del comune (ex Cappabianca, ex Santa Teresa, Ex Caserma Mario Fiore) che consentirebbero di far svolgere le attività forensi a ridosso del centro storico riportandolo a nuova vita. Ma l’interesse degli attuali amministratori sta nel realizzare il bene della collettività? Non ci credo proprio!!! La mia soddisfazione e quella di altre persone oneste, sta nell’aver determinato la revoca della determina di cui si parlava sopra e l’emanazione di un’altra che vaglieremo attentamente nei suoi contenuti. Ma un’altra domanda mi sovviene : quando si intendono recuperare le diverse centinaia di migliaia di Euri percepiti dai dirigenti del Comune di Santa Maria Capua Vetere? Di tutto ciò ne ho chiesto, da tempo, conto,ma senza successo!! Ed oggi mi chiedo: “ Forse questo recupero potrebbe intaccare equilibri politici ed amministrativi, già precari, quindi si cerca di menare il can per l’aia!!!” Ma, purtroppo per loro, c’è chi vigila. Già sono passati, da quando è stata denunciata questa irregolarità,molti mesi anzi anni, quindi siamo seri, procediamo secondo la Legge e recuperiamo questi soldi indebitamente percepiti!!! Tutto ciò può accadere ed è permesso quando non ci sono politici che hanno a cuore l’interesse della Città e si da troppo spazio all’apparato burocratico. La poca attenzione all’amministrazione all’ordinaria gestione, permette il sovvertimento di tutte le Regole e rende possibile che si verifichino questi fenomeni che portano solo danni alle casse comunali e, quindi, alla popolazione.
Di Gaetano Rauso.
Un altro tentativo di attribuirsi compensi principeschi è stato smascherato e, forse, sventato. Dopo aver denunciato l’indebito arricchimento da parte di dirigenti in servizio o in pensione che hanno percepito di indennità non dovute per un totale di circa 700.0000 Euro, siamo venuti a conoscenza di una determina con la quale ex dirigenti e dirigenti in carica si erano auto attribuiti incentivi da nababbi per la progettazione della cittadella giudiziaria. Da dirigente comunale mi sono sempre chiesto come dei dipendenti comunali possano permettersi di interpretare soggettivamente e, sicuramente, in modo discutibile le Norme che regolano la Pubblica Amministrazione, senza temere di risponderne in prima persona sia penalmente che contabilmente. Dato che ritengo questo modo di espletare l’incarico dirigenziale, a dir poco, temerario ho pensato che questi personaggi fossero degli incoscienti, ma il perseverare in questo modo di agire mi fa pensare ad altro. “I soldi fanno tornare la vista ai ciechi e fanno diventare temerari rispetto al rischio di passare un guaio con la Giustizia” scriveva l’ottimo Gianluigi Guarino. Per la qual cosa trova giustificazione una partecipazione così attiva, da parte dei burocrati del comune di Santa Maria, alle sorti di un mega progetto inutile e dannoso alla città. Così si registrano interpretazioni della Norma soggettive e/o estensive, per attingere i fondi dalle casse comunali o di provenienza statale che dovrebbero essere destinati a ben altri fini. Tutto ciò trovava conferma in una recente corposa determina firmata dall’Ing. Ruberto, dirigente dell’UTC di Santa Maria Capua Vetere, con la quale si approvava il riparto degli incentivi spettanti ( ? ) per la progettazione preliminare della cittadella giudiziaria. Le somme indicati in quella determina dovevano andare all’ing. Maurizio Mazzotti, passato al Comune di Caserta, con il placet by partisan di politici che hanno a cuore tutt’altro il pubblico interesse, alla ragioniera Filomena Zaccheo, altro elemento importante nelle decisioni che si assumono nelle “segrete stanze” di palazzo Lucarelli ed a Ruberto stesso, il quale, d’altronde, si assumeva la responsabilità di emanare la determina, quindi, non aveva mancato di farsi il regalo di Natale . Complessivamente, i tre , se non fosse stato denunciato questo progetto, si sarebbero messi in tasca circa 225 mila euro, così spartiti nel dettaglio:Ing. Maurizio Mazzotti € 100.300,00; Ing. Antonio Ruberto €. 50.150,10; Rag. Filomena Zaccheo €. 75.225,15. Con la determina si voleva liquidare, in acconto, la somma di oltre 35.000,00 €, su un totale di € 225.000,00 circa, la prima parte finanziata con i fondi CIPE , gestiti dal Comune di Caserta, nell’ambito del PRUST conurbazione casertana ed i restanti, circa 190mila euro, a carico del Bilancio comunale di Santa Maria Capua Vetere. I due ingegneri, si leggeva nella determina , avrebbero svolto , entrambi, le funzioni di responsabile unico del procedimento ,mentre la ragioniera quelle di collaboratrice. E qui un piccolo dubbio ci assale: cosa significa “unico?” forse a Santa Maria “allegramente “ si applica il dogma “uno e trino”; ma forse questo è sembrato esagerato e si è cercato oggi, di porvi rimedio!!! La grossa somma ( oltre 225.000,00 euro )fece chiedere a me stesso “cosa mai avevano potuto fare i destinatari della stessa per la collettività ,da dover essere remunerati così lautamente e, soprattutto, se era normale che dei dipendenti comunali potevano percepire tali somme come incentivi”. Nella fattispecie, trattandosi di un progetto preliminare per la realizzazione della cittadella giudiziaria , oltretutto redatto all’esterno, non si riusciva a comprendere, a che titolo i tre avrebbero dovuto ricevere oltre 225.000,00 € né, soprattutto, su quale somma fosse stata calcolata la percentuale. Questa cittadella Giudiziaria, anche se alla fine dovesse realizzarsi ( cosa alla quale facciamo fatica a credere) quanto verrà a costare alla collettività e quale beneficio potrà portare alla Città di Santa Maria Capua Vetere? Il depauperamento del centro storico, già così penalizzato dallo svuotamento della sede dell’Università dalle sue funzioni didattiche, andrebbe ancora di più ad incrinare la situazione precaria del commercio sammaritano, creando solo altre ghiotte occasioni per gli speculatori. Per la collocazione del Tribunale Civile, invece, potrebbero ben essere utilizzati i locali dell’ex Tribunale, oggi sede di pochi uffici dell’Università o altri stabili di proprietà e/o nella disponibilità del comune (ex Cappabianca, ex Santa Teresa, Ex Caserma Mario Fiore) che consentirebbero di far svolgere le attività forensi a ridosso del centro storico riportandolo a nuova vita. Ma l’interesse degli attuali amministratori sta nel realizzare il bene della collettività? Non ci credo proprio!!! La mia soddisfazione e quella di altre persone oneste, sta nell’aver determinato la revoca della determina di cui si parlava sopra e l’emanazione di un’altra che vaglieremo attentamente nei suoi contenuti. Ma un’altra domanda mi sovviene : quando si intendono recuperare le diverse centinaia di migliaia di Euri percepiti dai dirigenti del Comune di Santa Maria Capua Vetere? Di tutto ciò ne ho chiesto, da tempo, conto,ma senza successo!! Ed oggi mi chiedo: “ Forse questo recupero potrebbe intaccare equilibri politici ed amministrativi, già precari, quindi si cerca di menare il can per l’aia!!!” Ma, purtroppo per loro, c’è chi vigila. Già sono passati, da quando è stata denunciata questa irregolarità,molti mesi anzi anni, quindi siamo seri, procediamo secondo la Legge e recuperiamo questi soldi indebitamente percepiti!!! Tutto ciò può accadere ed è permesso quando non ci sono politici che hanno a cuore l’interesse della Città e si da troppo spazio all’apparato burocratico. La poca attenzione all’amministrazione all’ordinaria gestione, permette il sovvertimento di tutte le Regole e rende possibile che si verifichino questi fenomeni che portano solo danni alle casse comunali e, quindi, alla popolazione.
OPERAZIONE LUPIN - IL GIP DISPONE DIECI SCARCERAZIONE - MA PER I GRAVI INDIZI SI VA DAVANTI AL TRIBUNALE DEL RIESAME DI NAPOLI
Operazione Lupin , quasi tutti i ragazzi e le persone coinvolte nel blitz dei caravbineiri sono a casa , ma agli arresti domiciliari. E’ quanto è stato disposto dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Maurizio Santise nel provvedimento cautelativo che è stato notificato a dieci giovani che sono stati raggiunti dal provvedimento restrittivo. Unica scarcerazione in piena libertà quella di Francesco Addario assistito dall’avvocato Angelo Raucci . Per gli altri e più precisamente Michele Fischietti e Daniele Zampella sono rimasti in stato di detenzione come quelli già in stato di detenzione domiciliare. Tiene quindi il teorema accusatorio della Procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere e dei carabinieri di Santa Maria Capua Vetere dove il capitano Carmine Rosciano ha fatto senz’altro un buon lavoro. Ma l’indagine continua ancora e senza sosta poiché seicento ragazzi, ma anche persone adulte sono state sotto la lente di ingrandimento. E’ quanto si evince dalle circa 3000 intercettazioni telefoniche che sono state allegate al fascicolo dell’operazione Lupin che ha visto indagati 25 persone di cui soltanto 17 sono stati raggiunti dalla misura restrittiva della libertà personale. Ieri mattina si sono conclusi gli interrogatori che hanno visto gli ultimi ragazzi raggiunti dal provvedimento , ma in stato di detenzione domiciliare . Tutti hanno dato una loro versione dei fatti , ma si aspetta il provvedimento del giudice Maurizio Santise che dovrà in ogni caso leggere anche quello che affermerà il pubblico ministero Giovani Cilenti titolare delle indagini . Fra le 3000 intercettazioni telefoniche vi sono anche quelle che non sono considerate pericolose poichè si riferiscono anche a telefonate che non hanno niente a che vedere con lo spaccio e la vendita di sostanze stupefacenti..Appuntamenti eseguiti pere lo più fuori i locali alla moda nei pressi della nuova zona di Santa Maria Capua Vetere . Strade, bar , giardinetti tutto poteva essere un posto per spacciare .
OMICIDIO GASPARRINO - SCARCERATI DUE RUMENI .
Omicidio Gasparrino il gup Dottor Caparco dopo 'ìinterrogatorio ha scarcerato due cittadini rumeni , mentre per gli altri ha confermato la custodia cautelòare in carcere. . Tre di loro sono stati assistiti dall’avvocato Gianluca Giordano. 50 anni,Bartolomeo Gasparrino viveva, nel Casertano, insieme alla madre, ormai anziana, e lavorava come bidello nella scuola del paese. E’ morto a seguito di una rapina messa a segno da tre malviventi di nazionalità rumena il 12 agosto di quest’anno . Il pm Manuela Persico pm titolare delle indagini ha chiesto la carcerazione dopo che i carabinieri del nucleo provinciale avevano individuato i tre romeni . Le indagini partite da Caserta sono proseguite poi anche a Cuneo , Catanzaro e Milano. Accadde tutto in piena notte: tre uomini hanno fatto irruzione nell’appartamento di Gasparino e, dopo aver immobilizzato lui e sua madre, hanno iniziato a picchiarli per farsi rivelare dove erano nascosti i soldi.L’anziana donna, per salvare la vita del figlio, avrebbe consegnato tutti i soldi ai tre malviventi, che se ne sono andati con alcune migliaia di euro. Purtroppo per Gasparrino non c’è stato nulla da fare, è deceduto a causa delle violente percosse. Sull’episodio i carabinieri di Capua e del comando provinciale di Caserta, sono riusciti a focalizzare le indagini giungendo poi agli arresti di domenica.
Caserta: i Carabinieri arrestano 5 affiliati ad un clan di camorra responsabili di associazione mafiosa e tentativo di estorsione a Maddaloni
Caserta: i Carabinieri arrestano 5 affiliati ad un clan di camorra responsabili di associazione mafiosa e tentativo di estorsione anche in danno dell’Amministrazione comunale di Maddaloni.
Nella notte, i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno tratto in arresto, in esecuzione di Decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, 5 pregiudicati appartenenti ad un clan di camorra operante nella zona di Caserta e Maddaloni, ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e di alcuni tentativi di estorsione in danno di imprenditori locali ed amministratori pubblici.
Le indagini, condotte dai Carabinieri di Caserta, hanno consentito di bloccare sul nascere la ricostituzione del gruppo camorristico maddalonese – recentemente disarticolato dall’operazione “NUOVA CALATIA” condotta sempre dai Carabinieri di Terra di Lavoro, conclusasi il 17 marzo scorso con 30 arresti – che stava tentando di riappropriarsi del controllo del territorio attraverso la gestione delle attività estorsive.
In particolare gli arrestati si erano resi responsabili di estorsioni in danno di imprenditori del luogo, appositamente convocati all’interno di un patronato o in altri luoghi aperti preventivamente individuati, anche al fine di evitare la captazione delle comunicazioni da parte delle Forze dell’Ordine.
Tra i tentativi di estorsione particolare rilevanza assume quello attuato in danno dell’Amministrazione comunale, con ripetuti incontri con il Sindaco, con un Assessore e con un Consigliere comunale nel corso dei quali veniva richiesto, con minaccia, l’assunzione di familiari degli affiliati al clan, nonché il riconoscimento e l’elargizione di contributi economici pubblici ed ancora veniva imposto ai rappresentanti dell’Ente Locale di fornire informazioni sugli appalti pubblici e le concessioni a privati relative alle grandi opere in corso di realizzazione nell’area, tra cui l’INTERPORTO di Marcianise – Maddaloni.
Nella notte, i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno tratto in arresto, in esecuzione di Decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, 5 pregiudicati appartenenti ad un clan di camorra operante nella zona di Caserta e Maddaloni, ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e di alcuni tentativi di estorsione in danno di imprenditori locali ed amministratori pubblici.
Le indagini, condotte dai Carabinieri di Caserta, hanno consentito di bloccare sul nascere la ricostituzione del gruppo camorristico maddalonese – recentemente disarticolato dall’operazione “NUOVA CALATIA” condotta sempre dai Carabinieri di Terra di Lavoro, conclusasi il 17 marzo scorso con 30 arresti – che stava tentando di riappropriarsi del controllo del territorio attraverso la gestione delle attività estorsive.
In particolare gli arrestati si erano resi responsabili di estorsioni in danno di imprenditori del luogo, appositamente convocati all’interno di un patronato o in altri luoghi aperti preventivamente individuati, anche al fine di evitare la captazione delle comunicazioni da parte delle Forze dell’Ordine.
Tra i tentativi di estorsione particolare rilevanza assume quello attuato in danno dell’Amministrazione comunale, con ripetuti incontri con il Sindaco, con un Assessore e con un Consigliere comunale nel corso dei quali veniva richiesto, con minaccia, l’assunzione di familiari degli affiliati al clan, nonché il riconoscimento e l’elargizione di contributi economici pubblici ed ancora veniva imposto ai rappresentanti dell’Ente Locale di fornire informazioni sugli appalti pubblici e le concessioni a privati relative alle grandi opere in corso di realizzazione nell’area, tra cui l’INTERPORTO di Marcianise – Maddaloni.
ELENCO DEI SOGGETTI COLPITI DAL FERMO
1. FERRARO Vincenzo, detto “Sartana”, 27enne;
2. ESPOSITO Antonio, detto “o’ sapunaro”, 31enne;
3. DEL MONACO Alfonso, detto “Tonino o’ saracaro”, 43enne;
4. LOMBARDI Nicola, detto “o’ gemello”, 37enne;
5. PADOVANO Antonio, 32enne.
1. FERRARO Vincenzo, detto “Sartana”, 27enne;
2. ESPOSITO Antonio, detto “o’ sapunaro”, 31enne;
3. DEL MONACO Alfonso, detto “Tonino o’ saracaro”, 43enne;
4. LOMBARDI Nicola, detto “o’ gemello”, 37enne;
5. PADOVANO Antonio, 32enne.
lunedì 16 novembre 2009
OPERAZIONI LUPIN - LA GIOVENTU' SAMMARITANA E' STATA SOTTO LA LENTE DI INGRANDIMENTO
Seicento ragazzi, ma anche persone adulte sono state sotto la lente di ingrandimento. E’ quanto si evince dalle circa 3000 intercettazioni telefoniche che sono state allagate al fascicolo dell’operazione Lupin che ha visto indagati 25 persone di cui soltanto 17 sono stati raggiunti dalla misura restrittiva della libertà personale. Ieri mattina si sono conclusi gli interrogatori che hanno visto gli ultimi ragazzi raggiunti dal provvedimento , ma in stato di detenzione domiciliare . Tutti hanno dato una loro versione dei fatti , ma si aspetta il provvedimento del giudice Maurizio Santise che dovrà in ogni caso leggere anche quello che affermerà il pubblico ministero Giovani Cilenti titolare delle indagini . Fra le 3000 intercettazioni telefoniche vi sono anche quelle che non sono considerate pericolose poichè si riferiscono anche a telefonate che non hanno niente a che vedere con lo spaccio e la vendita di sostanze stupefacenti.
Ma ci sono invece telefonate che addirittura hanno fatto rabbrividire alcuni genitori i quali non avevano mai immaginato che qualche figlio potesse essere un pusher , un muschillo , un piccolo corriere della droga che faceva felice chi in quel momento aveva bisogno di farsi una canna .
Appuntamenti eseguiti pere lo più fuori i locali alla moda nei pressi della nuova zona di Santa Maria Capua Vetere . Strade, bar , giardinetti tutto poteva essere un posto per spacciare .
Ma bando alle chiacchiere, domani mattina si saprà se alcune posizioni saranno alleggerite dagli interrogatori o si dovrà aspettare il tribunale del riesame . La notte porta , in ogni caso, consigli.
Ma ci sono invece telefonate che addirittura hanno fatto rabbrividire alcuni genitori i quali non avevano mai immaginato che qualche figlio potesse essere un pusher , un muschillo , un piccolo corriere della droga che faceva felice chi in quel momento aveva bisogno di farsi una canna .
Appuntamenti eseguiti pere lo più fuori i locali alla moda nei pressi della nuova zona di Santa Maria Capua Vetere . Strade, bar , giardinetti tutto poteva essere un posto per spacciare .
Ma bando alle chiacchiere, domani mattina si saprà se alcune posizioni saranno alleggerite dagli interrogatori o si dovrà aspettare il tribunale del riesame . La notte porta , in ogni caso, consigli.
CASO CONSOLI - IL VICE COMMISSARIO GIA SOSPESO DAL SERVIZIO VIENE RINVIATO A GIUDIZIO , MA ANCHE SCARCERATO. PROCESSO 18 GENNAIO 10 GIUDICE PICARDI.
Caso Consoli , il gup rinvia a giudizio il vice commissario , ma i reati commessi se rientrano tutti nei tre anni di reclusione potrebbe essere applicato l'indulto. Viene anche scarcerato dopo 5 mesi di reclusione, ma c'è obbligo di dimora . In sostanza valerio Consoli dovrà rimanere ad Isernia: Gran lavoro degli avvocati difensori Vittorio Giaquinto e raffaele Gaetano Crisileo che lo assistevano nell'udienza . Inoltre è stato derubricato il capo b reato di concussione in violenza privata. Si è svolta infatti stamattina davanti al gup di Santa Maria Capua Vetere l'attesa udienza a carico del vice commissario di polizia accusato di concussione. L’Harem del vice commissario di polizia Valerio Consoli crollò con il sequestro di venti informative e note dal 2006 e 2007 all’interno del commissariato di polizia di Castelvolturno e Santa Maria Capua Vetere e di denuncie anonime custodite all’interno del suo computer. La sua vicenda è stata al vaglio del giudice delle indagini preliminari del tribunale di sammaritano . Parti offese Vincenzo Schiavone direttore della clinica Pineta Grande di Castelvolturno , Vincenzo Virgilio capo ufficio tecnico del comune di Sparanise e il comune di Sparanise, che sono comparse davanti al giudice con i rispettivi avvocati essendo parte offesa . . Il vice commissario Valerio Consoli è accusato di due episodi di concussione perchè essendo un pubblico ufficiale essendo un vice commissario di polizia presso la squadra mobile di Caserta e successivamente presso il commissariato di Castelvolturno , abusando di tale sua qualifica e delle sue funzioni , svolgendo indagini nell’ambito del procedimento penale su delega della Dda di Napoli , induceva Vincenzo Schiavone direttore della Clinica Pineta Grande di Castelvolturno ad assumere sua moglie Angela Trabucco , presso la predetta struttura e successivamente a rinnovarle alla scadenza il contratto , per l’anno seguente , prospettargli in più occasioni – nell’eventualità di un suo rifiuto – la successiva sua denuncia per delitti di tipo mafioso , nella’ambito del procedimento e l’elevata probabilità di un suo arresto quale conseguenza della sua determinazione . le condotte sono contestate dal pm dal luglio 2001 al luglio 2003 . Il secondo episodio di concussione derubricato in violenza privata riguarda invece una plurima azione minatoria perché abusando delle proprie funzioni prospettava a Vincenzo Virgilio responsabile dell’ufficio tecnico di Sparanise – sia direttamente che per tramite del sindaco salvatore piccolo e dell’ex Sindaco Antonio Merola – l’eventualità di strumentalizzare i propri poteri investigativi ai danni di Virgilio e del piccolo qualora il Virgilio non avesse rilasciato l’autorizzazione ad installare l’antenna di telefonia mobile H3G preso il terreno di proprietà del consoli , sito in Sparanise ,via Capodimonte e successivamente – una volta che il Virgilio aveva disposto l’inibizione all’installazione dell’antenna , provvedimento datato 24 novembre 2005 e dopo la comunicazione dell’inizio dei lavori sul terreno stesso,così minacciando di esercitare i poteri istruttori a seconda del comportamento tenuto dal medesimo , sia prima che successivamente all’installazione dell’antenna , compiva atti inidonei ed univoci diretti , prima , a costringere il Virgilio ad autorizzare l’installazione dell’antenna quindi a partire dal provvedimento inibitorio lo induceva ad omettere ogni iniziativa di controllo amministrativo o sanzionata ria diretta ad impedire la realizzazione dello scopo illecito, realizzando un conseguente ingiusto profitto pari a 12 mila euro annui e corrispondenti al corrispettivo della locazione del terreno.
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