La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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martedì 22 febbraio 2011

RINALDI - SONO FAVOREVOLE AD UNA CANDIDATURA A SINDACO DI SANTA MARIA CV PER DARIO MATTUCCI

In merito alle notizie di stampa relative alla nascita di una coalizione politica di rinnovamento e della possibile candidatura a Sindaco di Dario Mattucci come espressione di tale coalizione, ritengo opportuno, anche nella mia qualità di rappresentante di uno schieramento politico, esprimere la mia soddisfazione per la nascita di tale schieramento e all'uopo, nel raccogliere l'invito di Dario Mattucci, tengo a dichiarare quanto segue: “finalmente in Città si inizia a muovere qualcosa di concreto e che potrebbe rappresentare la vera primavera sammaritana. Una coalizione politica nell'ottica del rinnovamento, del ricambio generazionale e soprattutto che mira a quel cambio di mentalità e rinnovamento culturale di cui ha bisogno la classe politica e dirigente della Città. Questa è la dimostrazione concreta che S. Maria C.V. è viva per quanto attiene la sua classe dirigente e politica giovanile, senza distinzione partitica, che vuole dare il suo apporto per una ripresa in termini concreti dell'intero territorio. E' un'occasione da sfruttare e da non perdere ed alla quale, a titolo personale, va tutto il mio appoggio incondizionato. Ormai è giunto il momento di cambiare veramente, isolando, da un lato, coloro che oggi impropriamente ritengono di rappresentare il risorgimento della Città, mentre altro non sono che dinosauri della politica che hanno dimostrato nel 2007 di non volere o non saper portare a termine quel ricambio promesso in campagna elettorale. Dall'altro lato questa è la vera e reale alternativa alla politica miope e personalistica dei dirigenti e maggiorenti locali del PDL, partito condizionato da opportunisti e ribaltonisti mestieranti della politica nonché ad un immobile PD anch'esso condizionato dal vecchio modo di fare politica dei soliti noti.

Spero che FLI e gli altri partiti dell'area moderata sappiano cogliere a volo questa occasione, ma, in mancanza, siccome ritengo che il futuro di S. Maria C.V. è dei giovani che hanno voglia di impegnarsi, che hanno idee, progetti non impregnati di demagogia, ma seri e concreti, io, personalmente sarò impegnato nella battaglia a sostegno della coalizione che sta nascendo intorno al mio ex collega consigliere Dario Mattucci. Non mi interessa il contenitore politico, mi interessa che la mia Città torni ad essere punto di riferimento dell'intera provincia e torni ad essere la casa dei suoi figli più giovani, non più costretti ad andare via o a elemosinare la possibilità di realizzarsi qui dove sono le loro radici.

Solo così ci sarà il vero risorgimento e solo così ci potrà essere un vero ricambio, come si dimostrerà con il programma e le proposte concrete e fattive che verranno messe in campo, a dispetto degli irrealizzabili libri dei sogni messi in cantiere da chi rappresenta il vecchio ed il peggio della politica locale”.

Avv. Giuseppe Rinaldi

IL PANATHLON CLUB DI CASERTA IN ASSEMBLEA PLENARIA NEI GIORNI SCORSI

I Panathlon Club della appena costituita Area Campania, riuniti a Caserta nei giorni scorsi per la prima assemblea distrettuale presso la sede del Comitato Provinciale Coni, hanno ribadito il loro ruolo socio-culturale nei confronti del mondo dello sport, ponendo a disposizione esperienza e risorse per la esaltazione, d’intesa con gli Enti locali e gli organismi sportivi istituzionali, dei valori più significativi legati al mondo dell’agonismo e dello sport per tutti. Dopo il saluto ai convegnisti rivolto dal presidente del Panathlon Club Caserta Giuseppe Bonacci e del presidente del Comitato Provinciale Coni Michele De Simone, che si sono detti felici di aver ospitato l’importante assise, è stato il Governatore dell’area 11 Antonio Gambacorta a tenere una approfondita relazione sulle tematiche all’ordine del giorno, tracciando il consuntivo delle attività sin qui svolte ad iniziativa dei club regionali e fornendo le linee portanti per il programma 2011/2012.

Ha preso quindi la parola Gianni Bambozzi, presidente del Distretto Italia del Panathlon, che ha illustrato la nuova progettualità della associazione, ormai inserita dal Coni tra quelle benemerite, ed ha ricordato i suoi trascorsi in Terra di Lavoro, quando da cestista della Sef Stamura Ancona affrontava le squadre della Juve a Caserta e della Libertas a Maddaloni. Le conclusioni sono state affidate al Presidente Mondiale Enrico Prandi, anch’egli legato a Caserta per ragioni cestistiche, viste le numerose volte che ha presenziato da presidente della Lega Basket di serie A a partite ed eventi svoltisi al Palamaggiò. Prandi ha tracciato un quadro delle attività a carattere internazionale, evidenziando il ruolo del Panathlon nei paesi dell’America Latina ed in Europa e informando i presenti sulle nuove iniziative in corso.

Dopo un ampio dibattito, cui hanno fornito il loro contributo i presidenti e i delegati dei club di Napoli, Salerno, Avellino, Benevento, Sorrento, Valle Caudina, Ariano Irpino, il presidente del club di Caserta Giuseppe Bonacci ha presentato il primo club junior che nasce in Campania, appunto a Caserta, e che vede come socio tutor Massimiano Sciascia e come responsabile Marco Proto.

La giornata, organizzata grazie all’impegno del casertano Agostino G. Natale segretario dell’Area Campania del Panathlon, si è conclusa con la visita alla Reggia da parte dei numerosi ospiti, che hanno poi partecipato ad una conviviale presso un noto locale cittadino.

lunedì 21 febbraio 2011

SANTA MARIA CAPUA VETERE - MONNEZZA GATE - LA GIUNTA IODICE DEL 2004 DAVANTI AI MAGISTRATI CAPITOLINI - E' L'ULTIMA SPIAGGIA .

Cinque avvocati amministrativisti  sono pronti a sfidare stamattina la  sede centrale corte dei conti, una sorta di cassazione. L’udienza è stata fissata in  seguito al ricorso   del pm della regione campania  che vuole condannare la giunta del 2004 . Il collegio difensivo, infatti, è composto dagli avvocati Francesco e Gabriele Casertano, l’avvocato Antonio Tommaso Ventre j, Giovanni Petrella e Renato Labriola. Il Pubblico Ministero della Corte dei Conti della sezione della Regione Campania ha presentato, mesi fa, appello ad un ex sindaco, vice sindaco e quattro assessori in carica all’epoca dei fatti al comune di Santa Maria Capua Vetere contro l’assoluzione del 24 febbraio 2009. Alla vicenda giudiziaria amministrativa nel giudizio di responsabilità vennero associati il sindaco Enzo Iodice ex pd transitato nell’Udc , l’assessore all’ambiente Giovanni Campochiaro ex Margherita adesso Pdl consigliere comunale dei maggioranza e chi quel giorno votò la delibera di giunta della raccolta differenziata e cioè Renato Delle Femmine , Nicola Leone , Domenico Piccolo, che sono attualmente ritirati dalla vita amministrativa cittadina, Edgardo Olimpo in forza all’opposizione . Il 27 gennaio 2009, data dell’udienza, il relatore fu il professor Micheal Sciascia che estese la sentenza n.126 del 24 febbraio 2009 . Ma andiamo per ordine . Con Citazione depositata in data 11 febbraio 2008 a firma del vice procuratore generale Maurizio Stanco , il procuratore generale chiamò in giudizio i personaggi politici esponenti del comune di Santa Maria Capua Vetere, per il risarcimento dei danni subiti allo Stato, dalla Regione Campania e dal comune di Santa Maria Capua Vetere.Il pm, nel nuovo appello, ha fornito nuove prove perché ritiene che i predetti siano responsabili per aver determinato con il loro comportamento il danno conseguente al mancato rispetto degli obblighi inerenti il mancato raggiungimento delle percentuali minime di raccolta differenziata per gli esercizi 2004 e 2005 , di cui chiede il risarcimento con utilizzazione del potere di valutazione equitativa in euro di 199.037,55 al comune di Santa Maria Capua Vetere in ragione dell’onere indebitamente sostenuto per l’attivazione del servizio di raccolta differenziata, nonché del mancato introito derivante dalla cessione del materiale recuperato. Danno di euro 27.302,80 allo stato calcolato sempre in via equitativa con riferimento al costo per il trasporto dei rifiuti indifferenziati al fine del loro smaltimento fuori regione e dulcis in fundo un danno di 18.090,00 alla regione per le spese necessarie al ripristino del pregiudizio all’immagine dell’ente. Il tutto fa riferimento alla delibera n. 156 del 4 giugno 2004 atto al quale , secondo il requirente , è da riconnettere la grave interruzione del servizio. Nel merito , i giudici osservarono “che la vicenda risultante dagli atti di causa costituisce oggettivamente una emblematica negazione della sana amministrazione , cui dovrebbe essere spirata l’azione pubblica . questa infatti va sempre volta alla soddisfazione dei bisogni collettivi specie in un settore così delicato per la salute e l’ordinato svolgimento della vita civile come lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani “. Va aggiunto anche lo sperpero di ingenti mezzi finanziari provenienti dai cittadini che hanno dovuto sopportare , specie in Campania, un eccesivo costo di servizi mai resi. . Ma la delibera però non fa riferimento ad una disposizione di un interruzione del servizio di raccolta differenziata, per questi motivi il collegio ha ritenuto di dover assolvere tutti gli amministratori perché non vi sono stati riscontri probatori e il pm non poteva limitarsi soltanto ad un sua conoscenza . La partita è ancora aperta .

CASERTA - TRAFFICO D'ARMI , A PAOLA CIOFFI VIENE CONCESSA LA DETENZIONE DOMICILIARI


E’ Stata soltanto il tempo necessario per avviare la macchina burocratica della giustizia . Per Paola Cioffi moglie del giudice di pace Antonio Leone è stata scarcerata. Il giudice, però, ha convalidato il fermo trasformando quest’ultimo in ordinanza di custodia cautelare a casa . Il giudice delle indagine preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Antonio Baldassarre ha concesso una misura meno afflittiva anche in relazione al fatto che gli avvocati Camillo Irace e Giuseppe Siconolfi hanno presentato argomentazione valide affinchè la donna potesse uscire dallo stato di detenzione carceraria .Paola Cioffi figlia di un noto medico- cardiologo di Caserta, completamante ignara di ciò che è accaduto, è moglie di un giudice di pace che ha al suo attivo già due ordinanze di custodia cautelare, una per aver aiutato persone ad intascare denaro dall’assicurazione per incidenti falsi attraverso sentenze emesse da lui ed un‘altra perché durante una perquisizione eseguita nei confronti di un perito balistico del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Luigi D’addio furono trovate armi sottratte ad elementi di prova di alcuni processi . Da lì l’indagine a macchia d’olio che interessò anche la procura di Roma per effetto di un nome iscritto nel registro degli indagati che era Antonio Leone . Ebbene da quel lontano 29 ottobre 2010 giorno in cui a Leone gli fu notificato la seconda ordinanza, la procura di Santa Maria Capua Vetere, ma anche su segnalazione della procura di Bari,ha ordinato una perquisizione nell’abitazione del giudice Leone di Caserta al Corso Trieste, dove attualmente vivono la moglie Paola Cioffi e la figlia. I carabinieri di Caserta venerdi sera hanno trovate armi detenute illegalmente e dopo un interrogatorio abbastanza lungo durato più di due ore a Paola Cioffi hanno contestato lo stesso reato del marito e del giudice del tribunale di Bari de Benedictis arrestato già in precedenza . L’impiegata della provincia di Caserta è stata fermata con un provvedimento di indiziato di delitto. In ogni caso la perquisizione è legata al filone del D’addio poiché dopo le sue dichiarazioni vennero alla luce altre situazioni, come quella del giudice del tribunale di Bari De Benedictis. Durante una perquisizione che fu avallata anche dalla procura di Roma nell’abitazione del De Benedictis vennero trovate armi con l'accusa di detenzione illegale di armi dopo una perquisizione nella sua abitazione a Molfetta nel corso della quale è stata trovata una pistola detenuta illegalmente e proveniente da Caserta.

MARCIANISE -QUARTIERE MEDAGLIE D’ORO, AVVIATA LA FASE ESECUTIVA PER MANUTENZIONE E RIVESTIMENTO DELLA FONTANA ORNAMENTALE

Avviata la fase esecutiva per la manutenzione straordinaria ed il rivestimento della fontana ornamentale, ubicata nel rione Medaglie d’oro.Gli interventi in essere prevedono il taglio della parte alta della struttura, la copertura in rame di quella rimanente, l’eliminazione della fontana, e l’installazione all’interno della vasca di un manto erboso e di piante grasse.  Il provvedimento si è reso necessario a causa degli onerosi costi di manutenzione della fontana. Tale manutenzione, infatti, non è regolata da alcuna convenzione che, se sottoscritta all’atto della consegna dell’opera, avrebbe evitato le importanti spese a cui il Comune va annualmente incontro. A renderlo noto è l’assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Pezzella, promotore del restauro: “Il degrado imperversante all’interno della fontana ne causava il mal funzionamento, ed ogni volta era necessario ricorrere alla sostituzione delle pompe. Per farlo si impiegavano risorse economiche e tempo, durante il quale la fontana restava inattiva. Con tale intervento, voluto insieme al sindaco Antonio Tartaglione, essa sarà trasformata in un’aiuola che non prevede costi di manutenzione, se non per il taglio dell’erba, già previsto però nei capitoli di bilancio”.Della questione si erano altresì interessati i consiglieri comunali Pasquale Siciliano ed Antonio Tartaglione, portavoce di un’istanza di parte dei residenti, che avevano richiesto l’intervento di restauro.

VILLA DI BRIANO - PRESO AD ANCONA IL KILLER DI VINCENZO CARDITO UCCISO IL 17 FEBBRAIO

Nel primo pomeriggio ad Ancona , i carabinieri del dipendente norm sez. Operativa sottoponevano a fermo di indiziato di omicidio aggravato, di porto abusivo e ricettazione di arma da fuoco clandestina, ( nell’area portuale immediatamente prima dell’imbarco su una nave diretta in grecia) il cittadino albanese :

 > Cakoni Shkelqim, classe mar 1977, senza fissa dimora, nullafacente, con precedenti penali ,

Lo stesso e’ gravemente indiziato dell’omicidio di Vincenzo Cardito , classe 1969, gia’ residente parete (ce), avvenuto in data 17febbraio ., alle ore 22,30 in in Villa di Briano (ce), durante una lite per futili motivi.

Nella circostanza, in via sant’agata, il cakoni esplodeva un colpo , verosimilmente cal.38 special, all’indirizzo del cardito attingendolo all’addome, ferendolo mortalmente.

Appena ultimata l’azione delittuosa si dileguava a bordo di un’autovettura fiat punto di colore bianco con targa ucraina, facendo perdere le proprie tracce.

Nei primi giorni di fuga , verosimilmente, si e’ nascosto ad aversa, procuratosi documenti falsi di identita’(di nazionalita’ rumena) ,successivamente, si e’ allontanato dalla regione .

Le investigazioni sono state condotte con metodologia tradizionale e si sono avvalse della collabborazione di alcuni testimoni- chiave.

La cattura e’ stata operata con l’ausilio dei carabinieri del reparto operativo di ancona.

Dai primi accertamenti dattiloscopici attraverso l’automatic finger print identification system si determinava che il cakoni shkelqim e’ titolare di diversi alias(false generalita’) ed e’ colpito da mandato di cattura internazionale per un omicidio perpetrato in albania nell’anno 2005.

Le attivita’ d’indagine sono state coordinate dalla procura di santa maria capua vetere , in particolare dal pubblico ministero dr.ssa ivana sassi.

CAMORRA IN PROVINCIA DI CASERTA - ARRESTATI DUE FIANCHEGGIATORI DEL CLAN SETOLA

1. In data odierna, il dipendente Nucleo Investigativo e la Stazione di Parete hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli su richiesta della locale DDA, nei confronti di due fiancheggiatori dell’ala stragista del clan “dei casalesi” (cd. “gruppo Setola”), che tra la primavera del 2008 e l’inizio del 2009 si è reso responsabile di efferati omicidi e numerosi attentati in provincia di Caserta.

2. I provvedimenti traggono origine dall’approfondimento di un’attività investigativa, già sfociata nell’emissione di misura cautelare in carcere nei confronti di altri tredici fiancheggiatori eseguita l’8 novembre 2010, sviluppato attraverso l’analisi di indagini condotte nella contestualità dell’attuazione di una vera e propria “strategia del terrore”, posta in essere da SETOLA Giuseppe e dai suoi sodali, in danno di testimoni di giustizia, imprenditori, congiunti di collaboratori di giustizia e attività commerciali, con le dichiarazioni di recentissimi collaboratori di giustizia, tra i quali SPAGNUOLO Oreste, VASSALLO Gaetano, FASANO Salvatore, DIANA Francesco, TARTARONE Luigi e AMATRUDI Massimo, che hanno chiarito alcuni aspetti fondamentali di tali vicende, permettendo di rileggere in maniera compiuta le dinamiche e, soprattutto, di disvelare gli appoggi logistici di cui il gruppo criminale si avvaleva.

I soggetti arrestati oggi stamane:

- MARTINO Luigi cl. 1981, domiciliato a Casal di Principe (CE);

- RUSSO Luigi cl. 1968, residente a Giugliano in Campania (NA).

Essi sono accusati di aver attivamente partecipato all’associazione camorristica denominata clan “dei casalesi” - gruppo Setola e precisamente:

- il RUSSO Luigi di aver fornito ospitalità in diverse circostanze ai latitanti SETOLA Giuseppe, BIDOGNETTI Raffaele, LETIZIA Giovanni, SPAGNUOLO Oreste, i quali utilizzavano, con sistematicità ed in tempi diversi, la struttura alberghiera “Hotel Flag” dell’indagato, ubicata in località Varcaturo (NA) per alloggiare, per incontrare altri affiliati ed imprenditori sottoposti ad attività estorsive nonché per occultare i veicoli utilizzati nelle azioni delittuose;

- il MARTINO Luigi agevolando stabilmente la latitanza di SETOLA Giuseppe e IOVINE Antonio, fungendo, in tempi diversi da loro autista e da supporto decisivo dell’azione del Setola stesso, nonché agendo da esecutore nel sostenere le casse del clan attraverso attività estorsive o di recupero dei profitti delle attività mafiose.

MARCIANISE: DUE RUMENI IN MANETTE PER FURTO AL “CARREFOUR”

Durante la notte appena trascorsa, i carabinieri della stazione di marcianise, nell’ambto di un servizio mirato alla repressione degli odiosi reati predatori, hanno tratto in arresto due uomini di nazionalita’ rumena:

־ zanfir tica, cl.’ 69

־ tudorache vasile cl.’67

Entrambi resisi responsabili di furto all’interno del supermercato “carrefour” del centro commerciale “campania”, e con precedenti specifici. Predetti, poco prima, erano stati sorpresi dai militari operanti mentre asportavano, dopo averne danneggiato i dispositivi antitaccheggio, un paio di scarpe e prodotti alimentari di vario tipo, tra cui salumi ed alcolici, il tutto per un valore di circa 110 euro.Al termine degli atti di rito gli stessi sono stati tradotti presso la casa circondariale di santa marica capua vetere, a disposizione della competente autorita’ giudiziaria.

MARCIANISE -TENTATO OMICIDIO SCATURITO DA LITIGIO FAMILIARE PER FUTILI MOTIVI: UN FERMO!

Nel pomeriggio del 18 febbraio 2011, in marcianise (ce), si è presentato presso il locale pronto soccorso ospecives, B.S. Cl. 76, mostrando una ferita da arma da fuoco all’avanbraccio dx e riferendo di essere rimasto ferito accidentalmente nella serata del 17 feb 2011 all’interno della propria abitazione sita nel comune di portico di caserta, mentre eseguiva la pulizia di una pistola illegalmente detenuta dal padre convivente b.l. Cl. 32.I successivi accertamenti effettuati con caparbietà dai carabinieri della stazione di macerata campania, non del tutto convinti della versione fornita, hanno tuttavia permesso di acclarare una realtà ben diversa. Il citato b.l. Aveva infatti volontariamente esploso un colpo d’arma da fuoco all’indirizzo del proprio figlio, responsabile a suo dire di aver precedentemente aggredito con un bastone la propria madre per futili motivi.Da ciò è immediatamente scaturita una perquisizione domiciliare che ha consentito di rinvenire nella disponibilita’ dell’anziano padre materiale composto da armi e relativo munizionamento di vario calibro illegalmente detenuto, appositamente occultato all’interno di un armadio posizionato nella camera da letto; in particolare e’ stato dai militari posto sotto sequestro:

 nr. 1 pistola cal. 7,65, munita di relativo caricatore con nr. 44 cartucce;

 nr. 1 pistola modello “taurus” cal. 38 special, con nr. 55 cartucce del medesimo calibro;

 nr. 1 pistola modello “gamo” cal. 4,5 munita di relativo caricatore, e nr. 500 cartucce medesimo calibro;

 nr. 1 fucile beretta cal. 12 e nr. 23 cartucce medesimo calibro.

I gravi indizi raccolti hanno dunque portato in brevissimo tempo alla sottoposizione del fermo di p.g. Del predetto b.l. Che, essendo ritenuto responsabile di tentato omicidio oltreche’ di detenzione illegale di armi comuni da sparo e del relativo munizionamento, è stato gia’ nella tarda serata di ieri associato alla casa circondariale di santa maria capua vetere, a disposizione della competente autorita’ giudiziaria.

LA VERITÀ È COME LE STELLE: BRILLANO ANCHE DOPO IL TEMPORALE. DI GAETANO RAUSO

Un anno fa, una netta presa di coscienza che interessò trasversalmente la maggioranza dei componenti del Consiglio Comunale di Santa Maria Capua Vetere, evitò che si ponesse mano alla più grossa speculazione edilizia della storia della città.

Un mio deciso e preciso intervento risvegliò quello che era rimasto delle coscienze di molti consiglieri che, trasversalmente, impedirono che si approvasse la delibera di Consiglio che avrebbe permesso la costruzione di migliaia di alloggi nella nostra città, avvalendosi della L.R. 19/2009, attuativa del Piano Casa berlusconiano.

In zone agricole o similari si sarebbe permessa l’edificazione di case popolari che sarebbero servite solo ad investire capitali di dubbia provenienza ed a permettere l’ulteriore scempio di un territorio che è già stato abbondantemente dilaniato dagli speculatori.

La tavola numero 3 di quella miseranda delibera, fu bocciata tra le proteste veementi di coloro che sono al soldo dei lestofanti che intendono solo appropriarsi ulteriormente di una città e renderla un dormitorio senza alcuna prospettiva di sviluppo economico e sociale.

Oggi, dopo l’approvazione della nuova Legge Regionale, siamo di fronte ad un nuovo e più grave pericolo: la riproposizione di quei progetti, aggravata dalla possibilità di trasformare suoli agricoli ed industriali in edificabili ed al possibile cambio di destinazione di edifici costruiti in zone F dall’uso pubblico a quello privato.

Se non intervenisse una decisone chiara ed inconfutabile, in linea con quella che fu assunta, responsabilmente un anno fa, potremmo assistere al completo disastro, alla speculazione più sfrenata, alla costruzione di migliaia di inutili appartamenti ed alla conseguente preclusione di ogni possibilità di ricevere attività industriali, artigianali e commerciali, unica speranza per l’economia cittadina. e per il futuro dei giovani.

Oggi la Politica è assente e, prima che saranno celebrate le elezione del prossimo maggio, sarà necessario dettare gli indirizzi per individuare aree ove sarà possibile applicare ciò che prevede la Legge Regionale sul Piano Casa.

Il dr. Pizzi, da persona perbene e cosciente delle proprie prerogative, non potrà non dare seguito alla volontà del Consiglio Comunale che permise solo la riqualificazione di aree, quali il Campo Sorbo e quella ove è prevista la nuova Caserma dei Carabinieri.

Le Associazioni, i Partiti (una volta tanto facciano vedere che esistono) , le parrocchie e tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Santa Maria, hanno il dovere di intervenire e fare sentire chiara ed inequivocabile la propria voce al fine di evitare un disastro dal quale la nostra comunità non potrà mai più risollevarsi.

Santa Maria ha bisogni di posti di lavoro, di implementare le attività turistiche, industriali, artigianali e commerciali; Santa Maria ha bisogno di aggiustare le sue scuole e le sue strade; Santa Maria ha bisogno di scacciare la delinquenza e la Camorra; Santa Maria ha bisogno di trovare una sede idonea e centrale per il Tribunale Civile e di far rivivere il centro storico, non di case, di bar o di accrescere il numero di disoccupati o di drogati.

E’ passato un temporale con la caduta dell’amministrazione Giuducianni, ma le verità che furono dette in quel Consiglio per destare coscienza da troppo tempo sopite sono sempre attuali e ci chiamano tutti a raccolta, affinchè si intervenga e si mantengano inalterate quelle decisioni che sono state adottate nell’intesse della città e che alcuni vogliono che siano ribaltate nell’assenza della Politica, traendo insegnamento da altri gravi casi di abusivismo e di ribaltamento delle regole(vedi EUROSPIN) che si sono registrati in periodo di commissariamento della città.


Gaetano Rauso