La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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mercoledì 20 luglio 2011

“Caserta: La Polizia sequestra beni per circa 6 milioni di euro ad un ex dipendente del Comune di Sessa Aurunca, contiguo alla famiglia camorristica degli Esposito, denominata dei “Muzzoni

Personale della Sezione Accertamenti Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Caserta, collaborato da unità del Commissariato di P.S. di Sessa Aurunca, ha dato esecuzione al Provvedimento di sequestro emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di S.Maria C.V., nei confronti di DI MARCO Arturo, di anni 55, da Sessa Aurunca (Ce). Nella circostanza, sono stati sequestrati i seguenti beni immobili e mobili registrati, aventi un valore stimato di circa 6 milioni di euro:

Fabbricati con garages siti in Sessa Aurunca alla via S. Agata;

Locale sito in Sessa Aurunca alla via S.Domenico;

Terreni siti in agro di Sorbello di Sessa Aurunca;

Appartamenti, con garages e cantinole siti in Sessa Aurunca,;

Appartamento ad uso ufficio e negozi siti in Sessa Aurunca;

Autovetture: Smart City, Fiat Punto e Honda CR-V 2.2



Il DI MARCO Arturo, gravato da precedenti polizia per tentata estorsione aggravata ai sensi della normativa antimafia, nonché Sorvegliato Speciale della P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, è considerato elemento di elevata pericolosità sociale in quanto ritenuto contiguo all’organizzazione criminale degli Esposito denominata dei “Muzzoni”, operante in questa Provincia ed in particolare nel territorio del comune di Sessa Aurunca e zone limitrofe, con interessi economici anche in altre province del territorio nazionale. Lo stesso, già impiegato del Comune di Sessa Aurunca, presso cui prestava servizio dal 1980, a seguito delle vicende giudiziarie che lo hanno interessato, prima veniva rimosso “per motivi di opportunità” dall’Ufficio Tecnico del Comune di Sessa Aurunca ed assegnato all’Ufficio Tributi dello stesso ente, poi, nel Luglio del 2008, veniva licenziato.



















NAPOLI - ESTORSIONE AD ENERAMBIENTE SPA FERMATI UN AVVOCATO E DIRETTORE OPERATIVO

In data odierna 20.7.11 questa Procura ha provveduto all' esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari a carico di Giovanni Faggiano   nato a Brindisi il 24 aprile 1959 (sottoposto alla custodia in carcere) e Corrado Cigliano  nato a Napoli il 2/1/1964 (sottoposto agli arresti domiciliari) per i delitti di estorsione e corruzione commessi nelle rispettive qualità di amministratore delegato e direttore operativo di SLIA Spa e ENERAMBIENTE Spa, società incaricate della raccolta di rifiuti soldi urbani nella città di Napoli da parte di Asia S.p.A, a sua volta società in house del comune di Napoli . Le indagini, svolte dalla DIGOS di Napoli e dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli sotto la direzione di questo Ufficio, hanno consentito di accertare che sia il Faggiano che il Cigliano, nelle loro qualità, hanno costretto i responsabili delle cooperative San Marco e Davideco (incaricate di fornire la forza lavoro necessaria per l'attività di raccolta e trasporto dei rifiuti) a versare loro ingenti somme di denaro, non dovute, per assicurarsi la prosecuzione del rapporto con Enerambiente SPA; somme che in parte venivano poi destinate anche alla corruzione di pubblici ufficiali allo stato in corso di identificazione, il cui coinvolgimento era finalizzato altresì al mancato controllo della regolarità di esecuzione dell'appalto. Ancora, gli arrestati costringevano le cooperative ad assumere lavoratori da essi stessi indicati in apposite liste.Sono state contestualmente eseguite perquisizioni domiciliari presso lo studio dell'Avv.FAGGIANO e di altri indagati nel presente procedimento, nonché sequestrati numerosi conti correnti bancari.

UFFICI GIUDIZIARI, LA PRECISAZIONE DEL SINDACO:“POLEMICA ASSURDA, L’INCOERENZA TRIONFA”

“Quella sui canoni di affitto per gli uffici giudiziari e sulla loro sistemazione provvisoria in via Mario Fiore e via Galatina è una polemica strumentale e priva di contenuto. Si tratta di un’autentica mistificazione della realtà, con la quale esponenti dell’attuale opposizione attaccano l’amministrazione (con armi davvero spuntate) per avere un po’ di visibilità. Costoro fingono di dimenticare che, quando erano in maggioranza, hanno partecipato e approvato un iter procedurale del quale le scelte di questi giorni sono una diretta conseguenza”.

E’ quanto afferma Biagio Di Muro, sindaco di Santa Maria Capua Vetere, che chiarisce: “L’esigenza di una sistemazione urgente per gli uffici giudiziari risulta da atti ufficiali inequivocabili, con i quali la commissione di manutenzione, la precedente giunta e successivamente il commissario straordinario hanno stabilito la dislocazione di una parte delle strutture nei locali di via Mario Fiore e in quelli di via Galatina (località Grattapulci). Ricordo a chi se ne fosse dimenticato che la vecchia amministrazione, della quale facevano parte molti consiglieri dell’attuale opposizione, aveva addirittura proposto di utilizzare lo stabilimento ex Italtel per le sedi giudiziarie e che tale ipotesi fu prontamente bocciata dal commissario straordinario, prefetto Luigi Pizzi, per evidenti ragioni tecniche. Ragioni alle quali ne aggiungo due di natura politica: proprio in questi giorni, il consiglio comunale all’unanimità ha approvato un ordine del giorno in cui si impegna il sindaco a fare di tutto per salvaguardare la destinazione produttiva dell’area ex Italtel, documento approvato e sottoscritto anche da quegli stessi consiglieri che avevano invece pensato a tutt’altro futuro per quella zona, altro che rilancio industriale! La seconda considerazione riguarda la posizione geografica: veniamo accusati di portare gli uffici giudiziari fuori dal centro, ma è evidente a tutti che l’area ex Italtel è ben più decentrata rispetto a quella individuata (dal commissario straordinario) in via Galatina”.

Il sindaco ribadisce che questa soluzione (comunque provvisoria), oltre a rimediare all’emergenza strutturale, “offre la possibilità all’amministrazione di programmare una sistemazione definitiva e adeguata alle esigenze di un tribunale e di una procura che sono tra i più importanti in Italia e che meritano una sede funzionale e consona al decoro della magistratura e dell’avvocatura”.

Quanto ai canoni di locazione, Di Muro – ricordando che l’individuazione dei locali deriva da una decisione del prefetto Pizzi di fine marzo – sottolinea che “la quantificazione del costo di affitto è stata fatta attenendosi scrupolosamente alle valutazioni dell’Agenzia del Territorio di Caserta” e che “quelle cifre si riferiscono a superfici di circa 1.100 metri quadrati coperti più 250 di corte (via Mario Fiore) e di circa 4.800 metri quadrati coperti più 2.400 di depositi e 5.000 di parcheggio (via Galatina)”.

Sulla base di queste valutazioni, il commissario straordinario aveva anche iscritto le relative somme nel bilancio approvato a fine maggio, sulla base del quale il dirigente del settore ha potuto stipulare i contratti preliminari con i locatari.

“A questo proposito – conclude il sindaco – preciso che i contratti non comportano alcun onere aggiuntivo in capo al Comune, se non il pagamento dei relativi canoni. Saranno i proprietari degli immobili a effettuare i lavori per l’adeguamento, a seguito dei quali (se saranno state rispettate tutte le indicazioni) sarà stipulato il contratto definitivo. Devo anche aggiungere che questo balletto delle cifre è davvero stucchevole: si parla di dieci milioni di euro in dieci anni, ma non si ricorda che questa cifra sarà solo anticipata dal Comune e che sarà quasi interamente rimborsata dal ministero della Giustizia. Lo stesso ministero, se avesse ravvisato l’inadeguatezza della soluzione proposta, lo avrebbe manifestato nelle sedi opportune tempestivamente. In definitiva, sulle casse comunali graverà una spesa irrisoria e sfido chiunque a sostenere che un minimo sforzo finanziario non valga la presenza del tribunale a Santa Maria Capua Vetere. Se poi c’è qualcuno che vuole fare un favore a Caserta, regalando al capoluogo le sedi giudiziarie, non ha che da farsi avanti, assumendosi pubblicamente la responsabilità politica di quello che dice. Sarei davvero curioso di sentire le sue giustificazioni ai commercianti e ai cittadini sammaritani”.

SANTA MARIA CV - ADESSO SI FA SUL SERIO - C'E' LA RICHIESTA PER LA RIUNIONE DI MAGGIORANZA

Le voci che si susseguono in questi giorni ed i mormorii che si odono nelle stanze del comune ed in tutta la città, impongono che si faccia chiarezza, una volta per tutte, sulla questione trasferimento di alcuni uffici Giudiziari.

La battaglia di legalità che abbiamo combattuto per quattro anni, gli impegni presi in campagna elettorale e la necessità di evitare altri sprechi di danaro pubblico, impongono una seria riflessione sulla problematica in oggetto ed una valutazione di altre possibilità di dislocazione degli uffici giudiziari in stabili di proprietà comunale ricadenti nella zona storica della città.

Pertanto il sottoscritto chiede che si tenga, con urgenza, una riunione di maggioranza con la presenza dei tecnici comunali per discutere di quanto sopra e della conformità alle norme urbanistiche per la costruzione degli immobili in via Mario Fiore e di via Grattapulci.



Santa Maria Capua Vetere, 20.7.2011



Gaetano Rauso

martedì 19 luglio 2011

Operazione “GOMORRAH 2” LE GRIFFE FALSE FANNO SCATTARE LE MANETTE A DUE BOSS REA E PASCARELLA

E’ in corso di esecuzione una vasta attività di contrasto alla contraffazione da parte degli uomini della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli e dello SCICO di Roma, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

L’Operazione denominata GOMORRAH 2 rappresenta la naturale prosecuzione dell’Operazione GOMORRAH, nell’ambito della quale il G.I.P. presso il Tribunale di Napoli nel mese di maggio 2010 aveva disposto la custodia cautelare, in carcere ed agli arresti domiciliari, nei confronti di 9 persone, facenti parte del c.d. Gruppo CASTELLANO, ed il sequestro preventivo, ai sensi degli artt. 321 c.p.p. e 474 bis c.p., dei beni utilizzati per la commissione dei reati di contraffazione e, ai sensi degli artt. 321 c.p.p. e 12 sexies della L. 356/92, dei beni immobili e mobili e dei rapporti finanziari nella disponibilità degli indagati, per un valore complessivo di beni sequestrati di oltre 9 milioni di euro.

L’indagine era iniziata nel 2009 su sollecitazione dell’Ufficio di EUROJUST e sulla base delle risultanze di un’analisi conoscitiva del fenomeno condotta dall’Unità EUROPOL AWF Copy, che aveva raccolto una serie di segnalazioni provenienti da molti Stati dell’Unione Europea sulla massiccia distribuzione, anche in Italia, di prodotti elettroutensili e di alta tecnologia, provenienti dalla Cina, recanti marchi falsi e risultati pericolosi per la salute dei cittadini.

All’esito dell’intensa attività di coordinamento avvenuta in sede EUROJUST si conveniva di procedere alle investigazioni necessarie in maniera concordata tra le Autorità Giudiziarie Europee interessate dal fenomeno, compresa quella italiana, con la trasmissione vicendevole degli elementi investigativi ritenuti utili, secondo quanto previsto dall’art. 18 comma IV della Convenzione ONU contro la criminalità organizzata transnazionale.

In tale contesto, la D.D.A. di Napoli, in rappresentanza dell’Italia, avviava un costante scambio di informazioni con le Autorità giudiziarie degli altri Paesi membri di EUROJUST, in particolare Francia, Germania e Spagna, che eseguivano nei rispettivi Stati numerosi arresti e sequestri di merce.

Nel procedimento penale avviato presso la D.D.A. di Napoli si analizzava l’ipotesi investigativa legata all’esistenza di un’organizzazione internazionale, probabilmente legata alla camorra, con base in Napoli e dedita all’importazione dalla Cina ed alla commercializzazione, in numerosi Stati Europei, in Australia ed in altri Paesi, di vari prodotti contraffatti. L’attività portava inizialmente all’esecuzione di o.c.c. personali e reali a carico del gruppo Castellano ed all’esecuzione, praticamente congiunta in nove Paesi dell’Unione Europea, di azioni comuni con perquisizioni e sequestri.

L’indagine si sviluppava in seguito su una serie di tronconi, tra cui l’ultimo, ancora in corso, relativo al c.d. gruppo REA, costituito da soggetti italiani operanti in Italia e Spagna, dedito all’illecita importazione e successiva commercializzazione in Italia ed in Europa di prodotti elettroutensili recanti marchi contraffatti e non conformi alla normativa comunitaria e nazionale in materia di sicurezza.

In tale contesto, grazie alle indicazioni dell’A.G. italiana in sede EUROJUST, venivano coinvolti gli investigatori spagnoli, con cui si instaurava un fitto coordinamento investigativo.



Nella giornata di mercoledì 13 luglio 2011, nell’ambito di una vasta attività di polizia, denominata Leatherface, diretta dall’Autorità Giudiziaria spagnola di Malaga, condotta in Spagna dalla Guardia Civil di Madrid, sono stati arrestati, tra gli altri, gli italiani Giulio REA e Vittorio PASCARELLA, indagati in quel Paese per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla falsificazione e sono state eseguite numerose perquisizioni e sequestri.

Sulla scorta di quanto comunicato dall’Autorità Giudiziaria spagnola ed alla luce dei numerosi elementi già emersi nel corso delle indagini parallelamente condotte in Italia, non ancora concluse, la D.D.A. di Napoli ha emesso 12 decreti di perquisizione per i reati di associazione per delinquere e contraffazione (artt. 473 e 474 c.p.).

Nella mattinata odierna, i finanzieri del G.I.C.O. di Napoli e dello S.C.I.C.O. di Roma hanno eseguito le perquisizioni nei comuni di Arzano (NA), Ottaviano (NA), Casandrino (NA), San Felice a Cancello (CE), Santa Maria a Vico (CE), Locorotondo (BA) e Tivoli (RM). Le perquisizioni sono state eseguite nei confronti di 8 persone fisiche (6 italiane e 2 dell’Est Europa) e 4 società.

Tra i principali soggetti perquisiti si segnalano le abitazioni dei fratelli REA Giulio (detenuto in Spagna) e Michele (giunto in Spagna per dare aiuto al fratello arrestato) e Santolo.

Presso un’unità locale non dichiarata di Arzano (NA) della società “CONFEZIONE RGA S.r.l. Unipersonale”, rappresentata da REA Santolo, è stato eseguito il sequestro di documentazione utile alle indagini e di circa 300 articoli (motoseghe, martelli pneumatici, cassette utensili, generatori elettrici e scuotitori meccanici) sprovvisti della dichiarazione e certificazione di conformità alla Direttiva europea in materia di sicurezza dei prodotti.







Presso i medesimi locali e la sede legale, anch’essa di Arzano (NA), della suddetta società venivano altresì rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 73.000 capi di abbigliamento per uomo (abiti completi, giacche, giacconi, cappotti e giubbini) e circa 89.000 accessori (bottoni, cerniere ed etichette recanti la scritta “Made in Italy), destinati alla commercializzazione in violazione della normativa nazionale sulla tutela del Made in Italy, introdotta dall’art. 4, comma 49, della Legge 350/2003, che prevede l’applicazione delle pene previste dal reato di cui all’art. 517 c.p. (Vendita di prodotti industriali con segni mendaci).

I capi di abbigliamento ed i relativi accessori, per un valore complessivo di mercato di circa un milione di euro, recavano marchi italiani non noti e la stampigliatura Made in Italy sebbene fossero provenienti dalla Cina, come provato dalle etichette originali che riportavano, su due righe, la scritta “Made in China Italy Style”, in seguito modificate, con un abile artifizio, tagliando sul lato destro le parole “China” e “Style”; in tal modo facendo risultare la scritta “Made in Italy”.

Discarica Maruzzella, Di Muro e Scirocco:Attacchi intollerabili al territorio casertano”

Sulle proteste degli amministratori locali contro lo sversamento di rifiuti provenienti da Napoli nella discarica Maruzzella, si registra la dichiarazione del sindaco Biagio Di Muro e del vicesindaco Antonio Scirocco: “Non possiamo consentire un così palese attacco al territorio casertano, con tutto quel che ne consegue in termini di tutela della salute pubblica. La nostra protesta continuerà e ci appelliamo alla cittadinanza perché si renda parte attiva delle dimostrazioni atte a sollecitare una maggiore attenzione del governo regionale nei confronti della provincia di Caserta”.

FINMEK SANTA MARIA CAPUA VETERE SI APRE UN SPIRAGLIO

Il consiglio comunale di Santa Maria Capua Vetere, riunitosi lunedì 18 luglio in seduta aperta, ha approvato all’unanimità il seguente ordine del giorno:
“Premesso che:

- risulta evidente, oltre che drammatica, la situazione del lavoro in provincia di Caserta e in particolare nel comune di Santa Maria Capua Vetere;

- in tale contesto, è stata sollecitata una pubblica e aperta discussione della questione riguardante la Finmek (ex Italtel), interessata originariamente al noto accordo di programma che avrebbe dovuto riguardare il rilancio del polo informatico e delle comunicazioni in provincia di Caserta (comuni di Santa Maria Capua Vetere, San Marco Evangelista, Marcianise), accordo di programma purtroppo oggi a serio rischio per carenza di risorse;

- la discussione su tali aspetti è stata approfondita nel consiglio comunale aperto svoltosi in data odierna alla presenza dei rappresentanti sindacali delle segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm;

- all’esito della discussione, cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali, è emersa la ineludibile esigenza di difendere nella maniera più forte possibile i livelli occupazionali esistenti e il relativo sostegno al reddito attraverso la proroga del commissariamento della Finmek, attualmente sottoposta alla procedura ex lege Marzano, cui accede la proroga dei relativi ammortizzatori sociali;

- si rende pertanto necessario impedire la messa in liquidazione della società, attivando ogni utile iniziativa politica, che, al di là delle vicende tecniche e di competenza, possa fornire risposta solutiva al problema.
Rilevato che:

- la gravità della situazione richiede interventi immediati atti a scongiurare la paventata messa in liquidazione, che chiuderebbe ogni possibilità di accedere anche all’accordo di programma;

- in tale contesto, l’impegno politico di tutte le forze presenti sul territorio è l’unica seria possibilità di riaprire il tema di discussione;

- tale iniziativa deve essere estesa a tutte le altre comunità e territori interessati alle medesime problematiche;

- si rende pertanto indispensabile una concertazione di tutti i livelli istituzionali del territorio e oltre.



Evidenziata la disponibilità di questa amministrazione a porre in essere ogni iniziativa e ad attivare ogni legittimo intervento al fine di incentivare e agevolare l’iniziativa imprenditoriale pubblica e privata finalizzata al superamento della crisi industriale e del lavoro e all’attivazione di iniziative tendenti alla creazione di opportunità di lavoro e di sviluppo, mediante agevolazioni, benefici e concessioni consentite nel vigente quadro normativo.
Il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta comunale a:

1) istituire un tavolo permanente tra Comune, Provincia, Regione, forze sociali e imprenditoriali finalizzato al monitoraggio delle grave crisi occupazionale e industriale del nostro territorio, con il preciso obiettivo di individuare proposte concrete per superare il delicato momento congiunturale;

2) attuare ogni iniziativa utile, ivi compresa la previsione di incentivi tesi al recupero industriale e lavorativo, come indicato in premessa;

3) investire la Provincia di Caserta e la Regione Campania affinché nell’unità di crisi vengano prioritariamente affrontati i problemi industriali di quelle realtà maggiormente a rischio, quale quella in esame;

4) valutare la concreta possibilità di inibire modifiche alla destinazione dell’area interessata (denominata ex Italtel) nel rispetto della normativa in materia;

5) fissare un incontro ad horas presso il Ministero per acquisire notizie concrete sullo stato attuale della vertenza e per bloccare la suddetta procedura di liquidazione;

6) ribadire la necessità di un globale intervento politico di tutte le forze politiche e istituzionali, al fine di bloccare la liquidazione dell’azienda e di recuperare, di conseguenza, le provvidenze e gli ammortizzatori sociali richiamati in premessa”.

CESA - ALLE ELEZIONI DEL NUOVO SEGRETARIO CITTADINO DEL PD HANNO VOTATO IL 70 PER CENTO DEGLI ISCRITTI

Cesa. “Nonostante il periodo non certo consono per un congresso politico e per svolgere le elezioni per la scelta del segretario provinciale credo che il voto espresso dagli iscritti abbia rappresentato un segnale positivo di partecipazione”.

Il segretario del PD di Cesa Enzo Guida esprime soddisfazione per lo svolgimento, a livello locale, delle procedure di voto per l’elezione del congresso provinciale.

“Hanno preso parte al voto circa il 70% degli iscritti, dunque possiamo dire di aver espresso una buona affluenza. Ringrazio per aver svolto il compito di garante in modo ottimale il consigliere provinciale Giuseppe Fiorillo, coadiuvato nell’attività da Luigi Alma”.

I risultati hanno premiato la lista a sostegno della candidatura di Dario Abbate che ha raccolto 35 voti, eleggendo 3 delegati, vale a Luigi Oliva, Gabriella Dell’Omo e Franco Marino.

L’altra lista, a sostegno della candidatura di Enrico Tresca, ha ottenuto 26 preferenze eleggendo 2 delegati, l’ex segretario Gino Parisini e Erika Alma.

“Faccio i miei auguri al nuovo segretario provinciale Dario Abbate- aggiunge Guida- sperando che insieme si possa costruire il PD, partendo dal basso, tenendo ben presente l’azione quotidiana dei circolo e quindi i problemi del territorio. Appena possibile chiederemo un incontro con il neo eletto, al fine di poter esprimere le nostre esigenze, le nostre prospettive nonché le aspirazioni di un circolo importante come il nostro”.

“Infine – conclude Guida - ringrazio i presentatori delle due liste, il vice sindaco Antimo Dell’Omo sostenitore della lista a favore di Abbate, e Gino Parisini, sostenitore della lista Tresca, per la correttezza con cui hanno affrontato questa competizione”.

Esprime soddisfazione per l’esito della consultazione anche il vicesindaco Antimo Dell’Omo, presentatore della lista a sostegno di Dario Abbate: “In linea con quello che ritengo essere lo spirito autentico del Pd, abbiamo assistito ad una serena consultazione ad alto tasso di partecipazione – ha dichiarato Dell’Omo -; l’affermazione della lista a sostegno di Dario Abbate premia il lavoro di un gruppo accomunato da una identica visione della politica, delle sue finalità e dei valori che ritiene non negoziabili. Auguro al neo segretario provinciale buon lavoro con la certezza che saprà rinvigorire e valorizzare le tante energie e capacità di cui abbonda il Pd nella nostra provincia”.

lunedì 18 luglio 2011

PROCESSO A NICOLA COSENTINO – COLPO DI SCENA AL “PROCESSO ITALIANO”. NEL 2002 NELL’AFFAIRE RIFIUTI AGIVA UNA VERA E PROPRIA CONSORTERIA POLITICA FORMATA ANCHE DA ALTRI PERSONAGGI POLITICI DI OPPOSTA FAZIONE

Non c’è dubbio e come abbiamo scritto qualche mese fa, il processo a Nicola Cosentino, è una partita a scacchi in piena regola . Stamattina davanti al collegio presieduto dal Dottor Guglielmi si è svolta l’udienza a carico dell’ex sottosegretario al ministero dell’Economia e Finanze Nicola Cosentino, assistito dagli avvocati difensori DE Caro e montone c’è stato un colpo di scena giudiziario cittadino. Il capitano Starace dei carabinieri del Noe chiamato a deporre dal magistrato titolare dell’inchiesta Alessandro Milita ora in servizio ad Udine , ma all’epoca dei fatti presso il comando di Roma titolare dell’indagine, ha reso edotto i presenti sulle varie intercettazione telefoniche che sono state allegate all’informativa di reato ed inviata alla direzione distrettuale antimafia di Napoli. Fra queste anche una telefonata avvenuta fra l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Enzo Iodice e il sub commissario Giulio Facchi raggiunto poi da ordinanze di custodia cautelare della procura di napoli . L’intercettazione si basava soprattutto su un colloquio dove il principale oggetto era la Fibe . In sostanza la società di cui era socio anche l’imprenditore Romiti in quel periodo aveva già vinto la gara di Santa Maria Capua Vetere e comunque si apprestava a vincere quella del’inceneritore di Acerra . Per questi motivi i due colloquiavano per una prudenza imprenditoriale sulla licitazione degli appalti, si stava isolando la Fibe. L’intercettazione secondo le indagine da parte dei carabinieri del noe , ha voluto smascherare quella consorteria di opposte fazioni politiche dell’epoca che cercavano di controllare l’affaire Rifiuti in campania.

COMMEMORAZIONE BORSELLINO, ADESIONE DELLA CITTÀ DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

In occasione del diciannovesimo anniversario della morte del giudice Borsellino e degli agenti della sua scorta, il sindaco Biagio Di Muro e il presidente del consiglio comunale Dario Mattucci hanno indirizzato una lettera al sindaco di Palermo, Diego Cammarata, al presidente del consiglio comunale del capoluogo siciliano, Alberto Campagna, e al coordinamento del Forum delle Associazioni 19 luglio per esprimere l’adesione dell’intera città al ricordo commemorativo del magistrato ucciso dalla mafia.

“La città di Santa Maria Capua Vetere – si legge nella missiva – ricorda, con profonda commozione, il giudice Paolo Borsellino e i giovani agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, fulgidi esempi di coerente servizio allo Stato, eroici emblemi della lotta alla mafia.

Il ricordo di Borsellino, come del collega Giovanni Falcone o del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, quest’ultimo caduto assieme all’agente di scorta Domenico Russo, nostro concittadino, diviene doveroso per una comunità impegnata a costruire un futuro di pace e legalità, condannando e contrastando ogni espressione e infiltrazione di fenomeni mafiosi.

Una memoria che valichi il rituale commemorativo, per rinnovare, con orgoglioso vigore, l’alto messaggio lasciatoci da chi ha offerto la propria vita perché mai sia spento, nei nostri cuori come nelle nostre azioni, quel desiderio di riscatto che non renda vano il sacrificio di autentici eroi nazionali.

Ricordiamo Paolo Borsellino, perché nell’anniversario del suo sacrificio, si rinnovi e si ravvivi, nella coscienza comune, la consapevolezza che ‘la lotta alla mafia sia innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà, che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità’.

Per l’occasione, il consiglio comunale di Santa Maria Capua Vetere commemorerà la figura del giudice Borsellino in apertura del civico consesso convocato contestualmente alla tradizionale fiaccolata palermitana, cui intendiamo manifestare la nostra piena adesione moral