La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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martedì 19 agosto 2014

GUARDIA DI FINANZA COSENZA. RICICLAGGIO INTERNAZIONALE, ARRESTATO IMPRENDITORE CAMPANO CHE AVEVA CERCATO DI OCCULTARE INGENTI SOMME DI DENARO IN SVIZZERA. SEQUESTRATI 120 MILA EURO ALLA FIGLIA

Militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza, coordinati
dal Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Franco GIACOMANTONIO e dal suo
Sostituto Silvia FONTE BASSO, hanno eseguito l'arresto di un imprenditore campano di
Avellino, M.E., 64 anni, ed il sequestro di buoni di risparmio bancari per oltre 120 mila
euro a carico della figlia, M.M., 35 anni, all'esito di una importante e particolareggiata attività
condotta in materia di riciclaggio internazionale.
Le indagini sono state avviate a seguito di una segnalazione dell'Autorità Giudiziaria della
Confederazione Elvetica alla Procura di Castrovillari, relativa alla presenza su un conto
corrente, intestato all’indagato ed acceso presso la filiale di Zurigo di una banca svizzera,
della somma di 530 mila euro, quasi interamente riconducibile a fondi comunitari di cui alla
Legge 488/92. Dalle attività svolte dalle Fiamme Gialle cosentine è emerso che l’ingente
somma è stata indebitamente percepita da una importante società informatica che avrebbe
dovuto avviare, con provvidenze pubbliche, un’attività di riproduzione di supporti video nel
comune di Morano Calabro (Cs).
La società era stata già oggetto, in passato, di indagini da parte della Compagnia della
Guardia di Finanza di Castrovillari che aveva accertato non solo la mancata realizzazione del
programma di investimento agevolato ma, addirittura, che la società non era stata mai
operativa e che i beni - di fatto mai acquistati - e oggetto di sovvenzioni pubbliche, non erano
mai pervenuti nell'azienda.
 La Corte dei Conti, nel 2011, rilevando la sussistenza del danno erariale, aveva condannato
il rappresentante legale della società, L.G., 57 anni, di Benevento, al pagamento all’Erario
della somma indebitamente percepita a titolo di finanziamenti pubblici.
Le successive attività operative condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Cosenza hanno
consentito di accertare, sulla base delle informazioni pervenute dall'Autorità Giudiziaria
elvetica ed incrociate con le precedenti risultanze investigative, che l’indagato, per ostacolare
l’identificazione della provenienza illecita e far perdere le tracce delle movimentazioni di
denaro, aveva trasferito in Svizzera la somma dai conti della società tramite una società
portoghese. Quest’ultima, in realtà, risultava solo formalmente fornitrice di materiale per
videoregistrazione, avendo emesso numerose fatture per operazioni inesistenti con
pagamenti eseguiti sul conto corrente bancario segnalato dall’Autorità Giudiziaria elvetica.
Alcuni mesi orsono, la stessa Autorità Giudiziaria aveva anche disposto il sequestro per
equivalente di immobili - ubicati a Milano ed Avellino - stimati intorno ai 950 mila euro, sino
a concorrenza delle somma erogata nel finanziamento. Gli stessi erano infatti riconducibili
alla famiglia dell’indagato che, avuto contezza del procedimento avviato, aveva trasferito il
proprio patrimonio immobiliare.
La particolarità dell’indagine conclusa dalla Guardia di Finanza di Cosenza risiede
nell’intenso e proficuo scambio di informazioni tra le Autorità Elvetiche e le Autorità
giudiziarie italiane, che hanno anche dimostrato come la collaborazione tra Stati sia
fondamentale nell’azione di contrasto a tutte le attività illecite e, soprattutto, al reato di
riciclaggio internazionale.
L’attività info-investigativa sviluppata ha confermato, purtroppo, ancora una volta, il ricorso al
sistematico utilizzo distorto, da parte delle società percettrici, dei fondi della Legge nr.
488/92.
L’operazione appena conclusa testimonia, ancora una volta, l’impegno profuso dalla Guardia
di Finanza, nel suo ruolo di polizia economico-finanziaria a tutela dell’economia legale e del
bilancio nazionale e comunitario.