La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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mercoledì 14 gennaio 2009

Finisce la fuga di Giuseppe Setola, ecco come è diventato boss

Casal di Principe . Chi conosce molto Peppe Setola sono i giudici di Santa Maria Capua Vetere, ma soprattutto quelli della Dda di Napoli .Secondo le accuse formulate dai Pm della Dda Peppe Setola si sentiva telefonicamente e quindi intercettato con la moglie per localizzare Raffaele Zippo per poi passare gli ordini alla banda che doveva seguire l’omicidio. L’operazione svolta ai primi di giugno 2000 tendeva a mirare allo smantellamento del sodalizio camorristico Bidonettiano , ma soprattutto a non favorire vendette trasversali dopo l’inizio della collaborazione di Luigi Diana . Quest’ultimo si incontrò a Pisa dove era detenuto con Peppe Setola nell’ottobre 2004 “ Mi racconto dell’omicidio nei giorni in cui stavo ricoverato insieme a Setola e mi disse che aveva ricevuto il giorno dopo l’arresto l’imbasciata da Dell’Aversano che doveva uccidere Luigi Petrella, qualche giorno dopo fu eseguito l’omicidio”. Condannato in primo grado per l’omicidio di Pagliuca Genovese nel processo stralcio Spartacus, ma anche in secondo all’ergastolo, la striscia delle condanne si alunga con la sentenza della bombe di capodanno disposta dal collegio presieduta da Egle Pilla pm era Raffaello Falcone prima di passare all’Ufficio Gip . Giuseppe Setola venne condannato in primo grado a sette anni e sei mesi di reclusione riconoscendolo colpevole dei reati a lui ascritti .

Il ruolo della moglie

La DDA di Napoli poi successivamente aveva cercato addirittura di arrestare la moglie di Peppe Setola, ma la prima sezione della corte di Cassazione rigetta la tesi del Pm Francesco Curcio. Il ricorso per Stefania Martinelli moglie di Peppe Setola era stato presentato in seguito alla scarcerazione disposta dal tribunale del riesame di Napoli dopo che era stata coinvolta nell’operazione dai fermi di indiziato di delitto firmato dal sostituto procuratore nazionale antimafia di Napoli Lucio Di Pietro e dal pubblico ministero della Dda di Napoli Francesco Curcio che posero in stato di detenzione 24 personaggi legati al clan dei casalesi . Nell’operazione insieme a Stefania Martinelli vennero arrestati anche Michele Bidognetti, Raffaele Bidognetti che sono i figli di Cicciotto e mezzanotte Francesco Bidognetti, Mario Cavaliere, Francesco Cerullo, Alessandro Cirillo, Luigi Cirillo, Pasquale Cirillo, Bernardo Cirillo ,Andrea Conte , Domenico D’Alterio, Francesco Di Maio, Giosuè Fioretto, Nicola Gargiulo, Francesco Miraglia, Ernesto Montella, Pasquale Morrone Giovanni Russo, Pasquale Sarnataro, Pasquale Setola , Sabatino Biagio Sciorio, Oreste Spagnuolo , Domenico Vargas , Antonio Verde, Enrico verde . La prima sezione della corte di cassazione dichiarò inammissibile il ricorso presentato dal Pm Francesco Curcio per Stefania Martinelli.

L’omicidio senza colpevoli di Amedeo Branni

Peppe Setola venne assolto insieme a Roberto Vargas , fratello di pasquale Vargas , e salvatore Cantiello detto Carusiello . Non è stata riconosciuta la colpevolezza del reato di omicidio di camorra nei confronti di Amedeo Branni ucciso il 26 luglio del 1994 . Amedeo Branni originario della zona di Napoli , ma residente nella zona di Ischitella era un piccolo spacciatore di droga che aveva, senza il permesso dei capi del clan dei casalesi, iniziato a vendere hascisc e cocaina sul litorare domizio e più precisamante fra Castelvolturno e Mondragone. Per questi motivi Salvatore Cantiello , Giuseppe Setola e Roberto Vargas secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Cirillo e successivamente anche di CuonoLettiero sono risultati, secondo il pubblico ministero delle DDA di Napoli Castaldi e poi successivamente Di Gregorio, colpevoli di aver ucciso a colpi di arma da fuoco e più precisamente di pistola, la sera del 26 luglio 1994 nel Bar Mexico lungo la DomizianaCastelvolturno il Branni . Fu il gip Summa del tribunale di Napoli ad accogliere la richiesta di rito abbreviato, che è stata accolta dal giudice e alla presenza del pubblico ministero della Dda di Napoli Di Gregorio . La requisitoria del pm che non aveva riscontrato elementi probatori relativi all’omicidio di Amedeo Branni e dopo le discussioni degli avvocati che ne chiedevano l’assoluzione perché il fatto non sussisteva , il gup del tribunale di Napoli Summa ha prosciolto dalle accuse i tre capi del clan dei casalesi . archiviando definitamente l’omicidio avvenuto nel bar Mexico a Castelvolturno