La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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giovedì 3 dicembre 2009

CHEISTO LO SCIOGLIEMENTO DI 11 COMUNI DELLA CAMPANIA - BERTOLASO DA L' OUT- OUT A MARONI CHE PREFERISCE SAVIANO

ROMA, 28 LUG - La struttura del sottosegretario Guido Bertolaso chiedera' al ministro Roberto Maroni lo scioglimento di 11 comuni campani. Si tratta di comuni 'gravemente inadempienti' per la raccolta e la gestione dei rifiuti, spiega Bertolaso. I comuni sono Castel Volturno, San Marcellino, Aversa, Trentola Ducenta, Maddaloni, Casal di Principe e Casaluce in provincia di Caserta, Giugliano, Afragola, Qualiano e Nola in provincia di Napoli.

“Arrestato dalla squadra mobile di caserta fedelisssimo di Peppe Setola”

Nel corso della serata di ieri 2 dicembre, la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un decreto di fermo emesso dalla direzione distrettuale di napoli, per concorso in associazione di tipo mafioso, nei confronti di:



1. Gabriele Brusciano , detto massimo, nato a napoli il 22/09/1978 , pregiudicato.



Allo stesso viene contestata la partecipazione al clan dei casalesi fazione bidognetti ed in particolare alla frangia facente capo a setola giuseppe.

Le indagini condotte dalla squadra mobile di caserta, infatti, hanno consentito di svelare il ruolo fiduciario svolto da brusciano nell’ambito del gruppo stragista sin dall’inizio delle latitanza di setola e dall’avvio della strategia terrostica da questi attuata nella seconda meta’ del 2008.

Gabriele Brusciano , infatti, aveva fornito un fondamentale supporto logistico al gruppo di fuoco, provvedendo ad individuare alcuni dei covi dove setola giuseppe e gli altri latitanti – letizia giovanni, cirillo alessandro e spagnuolo oreste – avevano trovato rifugio, a procurare autovetture e moto utilizzate in alcune loro azioni omicidiarie e stragiste, procurando il munizionamento per le armi impiegate - ad esempio i proiettili cal. 7x62 rinvenuti sui luoghi delle stragi del 18 agosto e del 19 settembre 2008 esplosi dai micidiali mitragliatori kalashnikov imbracciati dai killers e da setola giuseppe - .

Il ruolo fiduciario svolto da brusciano e’ confermato sopratutto dalla circostanza che egli faceva da autista o staffetta nei vari spostamenti di setola, in alcuni casi era l’unico a conoscere l’ubicazione dei covi – e provvedeva a mantenere i contatti tra i vari componenti del gruppo di fuoco e gli affiliati del clan bidognetti attraverso i “pizzinni” in cui erano riportati gli “ordini” di setola giuseppe.

L’affidabilita’ di Gabriele  Brusciano , insospettabile imprenditore - socio insieme al fratello luigi di un’avviata impresa “la sider legno s. p. a. con sede a napoli – titolare di un porto di armi – e’ dimostrata dalla circostanza che la sua affiliazione al clan dei casalesi ed alla frangia setola - da cui percepiva un regolare “stipendio” - era stata mantenuta segreta da quest’ultimo anche nei confronti dei componenti del gruppo di fuoco che, come testimoniato dal collaboratore di giustizia spagnuolo oreste, erano convinti che l’uomo si limitasse a fornire piccoli ed occasionali favori al clan.

Giuseppe Setola  come emerso dalle indagini della squadra mobile di caserta, per garantirsi la liberta’ durante il lungo periodo di latitanza – tra l’aprile del 2008, data della sua evasione, ed il gennaio 2009, allorche’ veniva arrestato a mignano montelungo – aveva fatto affidamento su due insospettabili: appunto brusciano gabriele e santoro salvatore, detto “salvaturiello”, nato ad aversa il 29-12-1987, incensurato, arrestato dalla stessa squadra mobile di caserta il 24 ottobre 2008 in esecuzione di fermo emesso dalla d. d. a. di napoli per associazione di stampo mafioso in relazione al suo favoreggiamento della latitanza di setola che aveva ospitato in una abitazione nelle disponibilita’ della sua famiglia.

Brusciano  era gia’ stato arrestato per 416 bis in esecuzione di un provvedimento di fermo della d. d. a. di napoli nell’ottobre del 2008, ma il tribunale del riesame aveva annullato la successiva ordinanza si custodia cautelare in carcere emessa dall’ufficio gip in sede di convalida, ritenendo insufficienti gli elementi indiziari raccolti a suo carico.

Gli investigatori della polizia, recentemente, hanno fornito ulteriori decisivi elementi che hanno portato alla emissione del nuovo provvedimento restrittivo, in particolare sono stati individuati alcuni veicoli utilizzati dal gruppo di fuoco che erano stati forniti da brusciano che ne aveva la disponibilita’ attraverso delle “teste di legno”.

In particolare sono state ricostruite le vicende di una moto che brusciano aveva acquistato tramite un prestanome e che era stata utilizzata in alcuni raid omicidiari e che era stata poi sequestrata in uno dei covi dove furono arrestati il 30 settembre 2008 i latitanti, braccio armato del gruppo, spagnuolo oreste, letizia giovanni e cirillo alessandro.

Tali decisive risultanze investigative sono state suffragate dalle dichiarazioni di alcuni importanti collaboratori di giustizia che hanno rivelato la storica contiguita’ al clan bidognetti di alcuni componenti della famiglia brusciano e del loro ruolo nel riciclaggio dei proventi delle attivita’ illecite del clan che venivano investiti nella costituzione di imprese fittizie attraverso le quali venivano realizzate truffe che procuravano ulteriori ingenti guadagni alla organizzazione camorrista. giustizia

Anche nei confronti di brusciano gabriele e’ stata contestata l’aggravante di avere commesso il fatto con finalita’ di terrorismo, per l’uso indiscriminato della violenza praticato dal gruppo setola al fine incutere terrore e panico nella collettivita’ e riaffermare prepotentemente la propria criminale auttorita’ sul territorio.

IMPEACHMENT BERLUSCONI-COSENTINO- IL PDL VIVE IN UN TREMENTO STATO CONFUSIONALE - SVEGLIATEVI !

Berlusconi accusato di essere amico dei mafiosi e Cosentino amico dei personaggi emblematici del casalesi ? Ma sarà vero . Ma allora, Mantovano che cosa è venuto a fare , passerella politica a Santa Maria Capua Vetere?



Non c’è dubbio che il popolo della libertà in questo momento sta attraversando un brutto periodo. Le dichiarazioni del presidente della camara Gianfranco Fini , la presenza del sottosegreatario agli interni Mantovano al processo al clna di Peppe Setola sono colpi di terremoto politico per il partito del presidente del consiglio .


Dando una lettura dei fatti accaduti ieri a santa Maria Capua Vetere nell’aula Bunker di Santa Maria Capua Vetere , chi sono i veri vincitori di un programma di repressioni verso i clan delinquenziali che svolgono l’atività di illeciti proventi e di intimidazione verso la popolazione , sono i magistrati della Dda di Napoli capeggiati dal sostituto procuratore aggiunto Federico Cafiero De Raho che con la squadra di giudici ai quali va il riconoscimento di un lavoro ben fatto. E’ d’obbligo fare una recensione anche sul lavoro svolto dal giudice Cesare Sirignano presente ieri mattina con il prefetto di caserta Ezio Monaco .


Detto questo , certamente non è cosa da poco, far venire in aula un sottosegretario agli interni per costituirsi parte civile dando una lettura alla sua presenza così come la definita simbolica e reale . Simbolica perché lo stato deve essere vicino ai tutori dello stato , e fin qui ci siamo e reale perché deve essere una presenza costante agli imprenditori data anche alla presenza dell’associazione antiracket di Tano Grasso. Quest’ultimo però non gode di ottima salute , in relazione al fatto che è stato chiamato in causa in una pubblicazione di una giornalista della voce della campnia dove si fa riferimento proprio a Tano grasso qunado un imprenditore non del posto Tale Gulizia di essere un personaggio non tanto lineare nel suo lavoro.


Sta di fatto che ieri nel processo dela strage di Castelvolturono mentre i tutori dell’ordine assaporavano ancora una volta questa vittoria di Stato, nel partito della libertà si consumava ancora un impeachment.






mercoledì 2 dicembre 2009

MAZZETTE ALL'AGENZIA DELLE ENTRATE DI NAPOLI . ARRESTO BIS FRANCESCO BRIGNOLA FUNZIONARIO CASERTANO


Arrestati tre funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Napoli 4 con l’accusa di falsificare i controlli. Sono Alessandro Brignola di Caserta, Carlo Cataldo , Ciro Capuano e Michele Scoignamiglio di Ercolano.   Nella mattinata odierna, all'esito di indagini coordinate dalia Procura della Repubblica di Napoli - Sezione reati contro la Pubblica Amministrazione - i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare {due in carcere e due agli arresti domiciliari) disposte dal G.I.P. presso il Tribunale di Napoli net confronti di tre funzionar! dell'Agenzia delle Entrate - in servizio, all'epoca dei fatti, presso l'Ufficio locale di Napoli 4 - e di un sovrintendente della Polizia di Stato, ora >,n pensione, che prestava servizio presso la Sezione di P.G- di questo Ufficio.
A tre degli indagati viene contestato il reato di associazione per deìinquere. A questi ultimi e ad altri indagati, a seconda dei vari episodi criminosi, vengono poi contestati i reati di concussione, corruzione e falso ideologico, peculato, rivelazione di segreti d'ufficio e accesso abusivo a sistema informatico.
I provvedimenti cautelari costituiscono la fase conclusiva di articolate indagini - svolte dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli delia Guardia di Finanza, sotto la direzione della Sezione reati contro la Pubblica Amministrazione di questa Procura della Repubblica -scaturite da un esposto-denuncia, presentato da un commercialista napoletano, i! quale aveva segnalato una richiesta di denaro formulata da due dipendenti dell'Agenzia delle Entrate per concludere, senza alcun rilievo, il controllo fiscale nei confronti di un suo cliente
L'attività investigativa svolta dai finanzieri, volta ad acquisire elementi di riscontro a quanto esposto dai professionista, aveva consentito dì operare - in data 20.03.06 - l'arresto in flagranza, per il reato dì concussione, dei due funzionar! dell'Agenzia delle Entrate Cataldo Carlo e Brignola Francesco, sorpresi nell'atto di ricevere la somma dì 5 mila euro in contanti. Contestualmente erano state effettuate numerose perquisizioni (personali e domiciliari;, estese anche agli uffici dei funzionari pubblici, che avevano permesso di sequestrare tra l'altro, circa 16.000 euro in contanti, preziosi, materiale informatico e telefoni cellulari di elevato valore.
Le successive investigazioni consentivano di accertare - attraverso l'esame di copiosa documentazione, l'assunzione di notizie da persone informate sui fatti, l'esecuzione di intercettazioni telefoniche ed ambientali, nonché l'effettuazione di accertamenti bancari -ulteriori fatti illeciti riferibili ai predetti pubblici ufficiali in precedenza arrestati, commessi in concorso con toro colleghi.
Le risultanze complessive delle indagini svolte dimostravano l'esistenza di uno spregiudicato sodalizio criminale, costituito da funzionar! dell'Agenzia delle Entrate in servizio presso l'Ufficio locale dì Napoli 4, che, violando i propri doveri, ricevevano somme di denaro dai contribuenti da loro stessi selezionati e sottoposti a controlli fiscali

Particolarmente significativa, quanto allarmante, era la condotta di uno dei funzionar! nei cui confronti in data odierna è stata eseguita la misura cautelare. Si tratta, in particolare, dei diretto collaboratore del direttore pro tempore dell'Ufficio Napoli 4 II funzionario in questione, in più occasioni, provvedeva a "selezionare" i contribuenti ritenuti potenzialmente più "remunerativi*, nei cui confronti, poi, i due funzionati sopra citati, Cataido e Sngnoia, avviavano i controlli a carattere fiscale.
li "modus operandi' posto in essere dai funzionar! infedeli, accertato dai finanzieri del Nucleo di PT di Napoli, si articolava, in sintesi, come segue:
individuazione dei contribuente da controllare;
avvio dell'ispezione fiscale;
decisione delia somma di denaro da richiedere al contribuente;
promessa di archiviazione definitiva del controllo;
riscossione della tangente.
Tutto ciò era consentito - secondo la ricostruzione accusate-ria- anche dal consapevole comportamento omissivo del dirigente dell'Ufficio che, addirittura, aiutava i funzionali arrestati ad eludere le indagini, occultando la documentazione che avrebbe dimostrato il coinvolgimelo dei predetti in relazione ad altri episodi di concussione. Nei confronti del predetto il G.l.P. ha disposto l'interrogatorio di garanzia previsto da! codice di procedura penale per l'eventuale applicazione della misura interdittiva delia sospensione dall'esercizio di un pubblico ufficio per il reato di Qui aii'art. 378 c.p. (favoreggiamento personale).
In tale contesto, va sottolineato che l'attività investigativa è risultata particolarmente difficile a causa dell'evidente reticenza mostrata dagli imprenditori o dai commercialisti vittime dei pubblici funzionar!, timorosi di possibili  conseguenze per loro pregiudizievoli.
Del resto, come le intercettazioni telefoniche hanno ampiamente dimostrato, BRIGNOLA e CATALDO erano consapevoli che, dopo il loro arresto, si era dato ulteriore impulso alle indagini e, proprio per conoscerne gli esiti, si CATALDO più volte interpellava un suo conoscente, individuato poi nel sovrintendente di PS, all'epoca dei fatti in forza alla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Napoli Quest'ultimo, infatti, effettuava diversi tentativi di accesso al sistema informatico del registro delle notizie di reato, non riuscendo ad ottenere le informazioni richiestegli, essendo stata disposta, per tempo, la secretazione degli atti.
Si segnala infine che, dall'esame dei controlli fiscali eseguiti da BRIGNOLA e CATALDO nel periodo dall'1 02,2005 ai 20.3.2006, è emerso che su 172 "controlli" ben 121 si concludevano con esito negativo, ovvero senza nessun rilievo, ed i capillari accertamenti bancan effettuati dagli investigatoti nei confronti dei predetti permettevano di rilevare l'esistenza di numerosi versamenti in contanti proprio in corrispondenza dei controlii.



Replica del consigliere Rauso a Pardi.

In merito alle affermazioni del cons. Pardi, apparse sul Corriere del 2.12.2009,circa i miei passaggi a diversi schieramenti politici, devo precisare che io ho fatto un solo passaggio, quello della maggioranza all’opposizione. L’aver aderito al gruppo DC –MPA è stato il riaffermare della mia collocazione nelle passate elezioni, in quanto la DC e l’MPA erano parte di un solo schieramento, quello del Centro Destra e solo per motivi di opportunità politica e per mancanza di un vero progetto, la DC aveva aderito al progetto amministrativo di Giudicianni. Un progetto amministrativo miseramente naufragato e che ha visto e vede continui passaggi di casacca tendenti solo ad affermare interessi personali e non quelli della città. Interessi che io ho sempre contrastato affermando i valori di legalità e di contrasto al malaffare imperante. La mia scelta, diversamente da quella di tanti altri, è stata coerente ed il passaggio al PDL, visto che la DC non esiste più, è la naturale evoluzione della mia appartenenza politica caratterizzata sempre dal perseguimento, sia pur con i dovuti distinguo, degli ideali di centro destra per i quali ho combattuto con convinzione ed ho pagato personalmente. L’articolo del coordinamento del PdL è stato dettato da evidenti constatazioni dei fatti che si susseguono, quasi quotidianamente a Santa Maria, e che danno un’immagine squallida della scena politica della nostra città, dalla quale si evince la mancanza completa di valori e il continuo mercimonio che si consuma a discapito degli interessi della popolazione. Chi ha il coraggio di parlare, dopo che ha esibito con orgoglio amicizie e simboli, dovrebbe solo vergognarsi e ritirarsi a vita privata senza criticare l’operato degli altri, specialmente di chi è stato sempre propositivo e che ha avuto, nel tempo, il conforto dei fatti che gli hanno dato ragione rispetto alle proposte che ha avanzato per l’interesse della città e che ora vengono fatte proprie da quest’Amministrazione che non ha il coraggio di ammettere i propri errori. Gaetano Rauso

CLAN BIDOGNETTI - ARRESTI A CASERTA DELLA SQUADRA MOBILE


Nella mattinata di oggi 2 dicembre, personale della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal v. q. a. dr. Rodolfo Ruperti, ha dato esecuzione alla o. c. c. c. nr. 41423/2006/21 r. g. n. r.; nr. 30734/07 r. g. g. i. p. e nr. 781/09 reg. m. c. emessa dall’ufficio gip presso il tribunale di napoli, su richiesta della d. d. a. del capoluogo campano, per concorso in violenza privata continuata ed aggravata dall’avere agito al fine di agevolare l’organizzazione di stampo mafioso denominata “clan dei casalesi – fazione bidognetti”, nei confronti di:

1.      Barra Carmine, nato ad Afragola (na) il 10.11.1962, ivi residente - fratello della c. d. g. Barra Angela, nata ad afragola il 30.11.1963 (na) -, pregiudicato;
2.      Marmorale Antonio, nato a Caserta il 16.06.1958, ivi residente, imprenditore edile, arrestato anche per detenzione di arma comune da sparo;
3.      Fioretto Giosuè, nato a Napoli il 04.05.1963, pregiudicato, detenuto;
4.      Bidognetti Raffaele, nato a Villaricca (na) il 10.02.1974, pregiudicato, detenuto;
5.      Cristofaro Giovanni, nato ad Aversa il 16.08.1980, pregiudicato, detenuto;
6.      Cristofaro Pasquale, nato a Napoli il 06.10.1973, pregiudicato, detenuto;
7.      Barbato Giuseppe, nato a napoli il 20.06.1979, pregiudicato, detenuto.

Il provvedimento in argomento riguarda esponenti del clan dei casalesi ed in particolare della fazione bidognetti, tra i quali bidognetti raffaele, figlio del capoclan francesco alias cicciotto e mezzanotte, che, tra il 2003 ed il 2006, minacciavano ripetutamente alcuni stretti congiunti della collaboratrice di giustizia barra angela, già legata sentimentalmente per un lungo periodo proprio a bidognetti francesco, con il quale aveva anche concepito tre figlie, al fine di indurli a convincere quest’ultima ad interrompere la sua collaborazione con forze dell’ordine e magistratura.
Barra Angela, attualmente domiciliata in località protetta, aveva iniziato a collaborare proprio nel 2003, fornendo un importante contributo per individuare numerosi associati del sodalizio camorrista e svelarne le attività criminali.
Le indagini della squadra mobile di Caserta hanno permesso di acquisire decisivi riscontri circa le gravi minacce, perpetrate anche con l’uso di armi, subite da una figlia e dal genero di barra angela, al fine di indurli a convincere la collaboratrice di giustizia ad interrompere la sua collaborazione e rivelare agli esponenti del clan il contenuto delle dichiarazioni da lei rese alla magistratura




IL COMUNICATO DEL PDL CHE CRITICA LA LINEA POLITICA DEL MATTINO

Riceviamno e pubblichiamo dal pdl di Santa Maria Capua Vetere

Non si è parlato solo di questioni relative al Consiglio Comunale lo scorso sabato mattina presso la sede del Pdl cittadino. Il coordinatore Nicola Garofalo, l’ufficio di coordinamento, i consiglieri comunali Dario Mattucci, Giuseppe Rinaldi, Salvatore Mastroianni, Nicola Viaggiano e Gaetano Rauso, si sono occupati anche di libertà di stampa predisponendo un documento. I berlusconiani hanno rivolto la propria attenzione nei confronti de “Il Mattino”. “Ogni giornale o quotidiano può schierarsi politicamente come crede; ma se lo fa, ha l’obbligo di dirlo anche al solo fine di non ingannare il lettore. Il Mattino, nascondendosi dietro al prestigio ed al blasone che pur vanta, non dichiara e si schiera mettendo la testa sotto terra adottando atteggiamenti che, qualora la discussione fosse su un piano sindacale, sarebbero addirittura illegittimi. Ma il piano è squisitamente politico e l’analisi politica va fatta. Il Mattino, infatti, ha assunto posizioni ben precise nei confronti di quei cronisti sempre impegnati in prima linea, di penna buona, sempre apprezzati per la loro asetticità ed equidistanza nella cronaca politica dei fatti”. Il riferimento va a a Francesco Fabozzi in particolare ma anche a Nicola Rosselli di Aversa ed a tanti altri le cui storie non sono note che, “per una vicinanza o una appartenenza politica o candidatura in partiti legati al centrodestra, sono stati esautorati e messi da parte senza ragioni apparenti. Chi invece, come la caporedattrice Rosaria Capacchione si candida in elezioni di valenza politica quali Europee in quota Pd, scrive, pubblica ed approfondisce magari anche occupandosi di vicende giudiziarie legate ad esponenti di rilievo del Pdl. Ed a nulla vale, dunque, che ella sia anche esponente nazionale del Pd. Il Mattino, quindi, fa un atto di professione di fede: fede di centrosinistra. Questo i lettori devono saperlo e devono sapere che le vittime della libertà di stampa non sono quei giornalisti di sinistra che artatamente ed in maniera amplificata si scagliano contro il centrodestra; le vittime sono quei giornalisti di centrodestra che nel silenzio subiscono fino a vedere forzatamente cancellata la propria firma”. Il documento firmato Pdl Santa Maria Capua Vetere che sarà inviato al coordinamento provinciale ed a quello nazionale del Pdl chiude con una analisi: “Non a caso proprio il Mattino, anche nelle vicende sammaritane, ha storicamente preso parte facendo la spalletta al centrosinistra. Mai si è letta una nota di vera critica sul quotidiano di Via Roma a Caserta sulle passate amministrazioni di centrosinistra e su quella presente, da Iodice a Giudicianni. Amministrazioni lapalissianamente caratterizzate da uno scadimento del livello politico”.

OMICIDIO FAKHRY - LA PRIMA CORTE DI ASSISE DI APPELLO DI NAPOLI ANNULLA L'ERGASTOLO A LA TORRE


Omicidio Fakhry , cancellato l’ergastolo a Tiberio La Torre detto puntinella.   La massima pena era stata emessa il 20 ottobre del 2008  dalla prima corte di assise di Santa Maria Capua Vetere  presidente  Elvira Capecelatro. La prima corte di assise di appello di Napoli  presieduta dal Presidente Romeres e giudice a later la dottoressa Caturano (giudici che hanno emesso al sentenza di condanna per il processo Spartacus 1),ha riformato la sentenza di primo grado  per l’omicidio di Hass Fakhry ed ha condannato a 22 anni di reclusione il Tiberio la Torre accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Luigi Iannettone  che argomentando la difesa è riuscito a farlo condannare al minimo della pena. Hass Fahkry   era un egiziano che fu ucciso con 12 colpi di fucile perché Augusto la Torre aveva ordinato a Fernando Brodella ora deceduto  e Ciro De feo anch’esso deceduto di eliminare il Fahkry perché aveva saputo che era un confidente dei carabinieri e stava per far scoprire il mercato della droga nella pineta di Pescopagano  che i La torre avevano instaurato sul litorale Domizio : Qualcosa insospettì Augusto  la Torre  e l’egiziano la sera del 9  febbraio 1990 si vide  presentare al suo cospetto i due affiliati che lo prelevarono  prima sequestrandolo e poi rapinandolo e quindi alla fine portarlo in aperta campagna fra i territori di Falciano del Massico e Mondragone ed eseguire la sentenza di morte . Questo omicidio fu anche il prologo della strage dio Pescopagano  avvenuta il 27 Aprile 1990 dove morirono molte persone .Il 27 luglio 2007 per Tiberio la Torre fu un giorno di resa perché fu concessa l’estradizione anche per l’omicidio dell’egiziano , ed una volta in Italia i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli gli hanno notificato il provvedimento restrittivo della libertà personale per l’omicidio  dell’extracomunitario insieme anche ad altri provvedimento . In  meno di due anni il processo è giunto davanti alla prima corte di assise di appello di Napoli che ha emesso nella giornata di oggi il verdetto : Non c’è ergastolo , ma una pena di 22 anni di reclusione.  

CASERTA. - ABBINAMENTO VINCENTE CONI - CIRCO - MIGLIAIA DI RAGAZZI ALLA MANIFESTAZIONE


                       Gli artisti del circo e i campioni dello sport: un riuscito abbinamento realizzato dal Comitato Provinciale Coni di Caserta in occasione dello straordinario spettacolo del Circo Orfei, cui hanno preso parte circa 1500 ragazzi dei Centri Avviamento allo Sport della provincia di Caserta riuniti per festeggiare il “Natale dello Sportivo”.
                        Al di là dei “numeri” di equilibristi, giocolieri, clown e degli addestratori di animali esotici ha ottenuto un grandissimo successo la “miscela” tra circensi e sportivi in alcune esibizioni veramente riuscite, come quella che ha visto i clown confrontarsi, nello sketch del pugilato, con le quattro recenti campionesse tricolori della Società Excelsior “Energia Viva” di Marcianise, e cioè Viviana Castaldo Tuccillo, Raffaella Parricella, Mariarosaria Stellato e Nunzia Patti. Con i maxiguantoni indossati dai “pagliacci” per fare scena le ragazze hanno messo in difficoltà i loro “sparring partner” circensi nel simpatico “siparietto” animato dal giornalista sportivo e delegato dell’Ussi Lucio Bernardo, in veste di inedito speaker  dell’intermezzo pugilistico. Al termine il presidente del Comitato Provinciale Coni Michele De Simone ha premiato le bravissime allieve del maestro Mimmo Brillantino, dominatrici ai recenti campionati tricolori.
                       Ancora più spettacolare l’altro intermezzo sportivo affidato ai ginnasti della Società Gymnasium Casagiove, presentati da Massimo, lo speaker del circo, come una “troupe” acrobatica appena giunta dalla Bulgaria. Ed effettivamente gli esercizi e le coreografie erano di eccezionale livello tecnico e spettacolare, tanto che il pubblico non si è accorto della realtà, sin quando, al termine dell’esercizio, il presentatore “sportivo” Lucio Bernardo non ha svelato che l’esibizione era stata affidata ai ginnasti della Società Gymnasium Casagiove. Ed a loro il presidente del Coni ha consegnato, tra una vera e propria ovazione riservata ai protagonisti dagli spettatori, una targa di benemerenza ricevuta dalla presidente Carla Acquaro, dai tecnici Carlo Senatore, Giuseppe De Vita,  Stefano Laudadio, Cinzia Massa.
                       La riuscita manifestazione si è conclusa con lo scambio di doni tra il direttore del circo Giorgio Montico e il presidente De Simone che, nel suo intervento finale, ha evidenziato le sinergie tra il mondo del circo e quello dello sport, ambedue legati all’esercizio fisico, al sacrificio, alla ricerca della perfezione.

martedì 1 dicembre 2009

TRECENTO ATLETI PARTECIPANO AL TROFEO FRITZ DENNERLEIN NELLO STADIO DEL NUOTO A CASERTA


Oltre trecento atleti provenienti da tutta la Campania hanno preso parte allo Stadio del Nuoto di Caserta al Trofeo "Fritz Dennerlein", che ricorda uno dei più prestigiosi esponenti dello sport natatorio della nostra Regione. L'iniziativa si deve al Comitato Regionale della Federazione Italiana Nuoto, di cui è presidente Paolo Trapanese, indimenticabile portiere del "settebello" e di numerose formazioni campane di pallanuoto, tra cui il Volturno, che dal suo insediamento sta promuovendo una particolare attenzione nei confronti dell'impianto casertano e, ingenerale, dell'attività in Terra di Lavoro .La Federazione Italiana Nuoto, grazie alla spinta del presidente regionale, ha deliberato l'assegnazione di una serie di nuove corsie allo Stadio casertano e la dotazione di un moderno efunzionale tabellone elettronico per le partite di pallanuoto. Di rilievo anche l'iniziativa di ospitare a Caserta il team "Swim Project" con un gruppo di campioni guidati dall'allenatore Andrea Di Nino che, per un anno, si alleneranno nelle piscine di Caserta e San Prisco, scegliendole come base di preparazione per l'attività di vertice in Italia ed in Europa.   Al "Trofeo Dennerlein", che è solo il primo di una serie di importanti appuntamenti natatori a Caserta, hanno assistito,
Procedendo alla premiazione dei vincitori nelle varie categorie, lo stesso Paolo Trapanese, presidente regionale Fin, con numerosi componenti del direttivo e il fiduciario provinciale Fabio Villani, inoltre l'ex presidente della Fin regionale Filippo Calvino, il presidente del Coni di Caserta Michele De Simone, il direttore dello Stadio del Nuoto Carlo
Sorrentino."Grazie alla collaborazione con la Provincia, proprietaria dello Stadio del Nuoto, ed il Comitato Coni -ha

sottolineato il presidente Trapanese- abbiamo in programma una serie di iniziative finalizzate al rilancio ed alla valorizzazione di tutte le discipline natatorie, che avranno la loro concretizzazione l'anno prossimo se, come ci auguriamo, matureranno le condizioni ideali dal punto di vista logistico e finanziario".