La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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lunedì 16 novembre 2009

ULTIMISSIME DAL PLAZZO DI GIUSTIZIA

OPERAZIONE LUPIN - CONCLUSI GLI INTERROGATORI IL GIP SI E' RISERVATO DI DECIDERE E QUINDI PER DOMANI MATTINA E' ATTESO IL DISPOSITIVO CHE INTERESSERA' LE 17 PERSONE IN STATO DI DETENZIONE .



CASO CONSOLI - STAMATTINA SI E' SVOLTA L'ATTESA UDIENZA A CARICO DEL VICE COMMISSARIO DI POLIZIA . IL GUP FINO AD ORA NON HA SCIOLTO ANCORA LA RISERVA NE UNA EVENTUALE SCACERAZIONE . ORE DECISIVE PER IL RINVIO A GIUDIZIO

OMICIDIO GASPARRINO.DOMANI GLI INTERROGATORI DAVANTI AL GUP DOTTOR CAPARCO

Omicidio Gasparrino domani mattina il gup Dottor Caparco interrogherà gli otto rumeni arresti dai carabinieri di Caserta. Si svolgeranno presso il carcere di santa Maria Capua Vetere gli interrogatori degli otto rumeni arrestati per l’omicidio dell’ausiliario della scuola di Vairano Patenora . Tre di loro sono difesi dall’avvocato Gianluca Giordano. 50 anni,Bartolomeo Gasparrino viveva, nel Casertano, insieme alla madre, ormai anziana, e lavorava come bidello nella scuola del paese. E’ morto a seguito di una rapina messa a segno da tre malviventi di nazionalità rumena il 12 agosto di quest’anno . Il pm Manuela Persico pm titolare delle indagini ha chiesto la carcerazione dopo che i carabinieri del nucleo provinciale avevano individuato i tre romeni . Le indagini partite da Caserta sono proseguite poi anche a Cuneo , Catanzaro e Milano. Accadde tutto in piena notte: tre uomini hanno fatto irruzione nell’appartamento di Gasparino e, dopo aver immobilizzato lui e sua madre, hanno iniziato a picchiarli per farsi rivelare dove erano nascosti i soldi.L’anziana donna, per salvare la vita del figlio, avrebbe consegnato tutti i soldi ai tre malviventi, che se ne sono andati con alcune migliaia di euro. Purtroppo per Gasparrino non c’è stato nulla da fare, è deceduto a causa delle violente percosse. Sull’episodio i carabinieri di Capua e del comando provinciale di Caserta, sono riusciti a focalizzare le indagini giungendo poi agli arresti di domenica.

ARRESTATI 8 CITTADINI RUMENI PER L'OMICIDIO DI BARTOLOMEO GASPARRINO

Nella prima mattinata odierna, nelle Province di Caserta, Milano, Cuneo e Catanzaro, a termine di complesse e prolungate indagini culminate con l’emissione di decreti di fermo della Procura di Santa Maria Capua Vetere, per scongiurare il pericolo di fuga all’estero, i Carabinieri di Caserta hanno tratto in arresto 8 cittadini rumeni ritenuti responsabili dell’efferato omicidio di CASPARRINO Bartolomeo, avvenuto nella nottata del 12 agosto 2009 durante una rapina nell’appartamento della vittima in Vairano Patenora.

CASO COSENTINO - ALLA FESTA DI NOEMI SI PARLO' DELLA SUA CANDIDATURA

Nel giorno di Nicola Cosentino perché ha annunciato attraverso i suoi legali di essere presente alla trasmissione di cui è conduttore Bruno Vespa, si scoper che alla festa di Noemi Letizia vi era anche Salvatore Capacchione fratello di Rosaria Capacchione . Lo ha annunciato la Voce della Campania in un articolato articolo dove si fa riferimento alla venuta del presidente del consiglio Silvio Berlusconi alla festa di Noemi Letizia dove per la verità doveva trattare tre punti chiave con alcuni personaggi che facevano parte dell’elettorato che – secondo sempre la voce della campania- non ragiona con le chiacchere. Quella sera alla festa si doveva parlare anche della candidatura di Nicola Cosentino alla presidenza della Regione Campania e fra gli invitati c’erano anche chi sosteneva tale candidatura, Salvatore Capacchione . Ma sarà vero?
Non desidero esprime giudizio sulla pubblicazione , perché se fosse vero sarebbe un grande articolo , ma penso che è assurdo che un presidente del consiglio dei ministri possa esser andato ad una festa di una diciottenne e trattare una candidatura per la presidenza della regione campana. Se ciò fosse vero allora significa che oggi non ci dobbiamo scandalizzare se uno del pd o della sinistra, visto che è perdente passi da una parte alla’altra, o se la politica ormai è un capitolo chiuso a danno di lobbie massoniche che in Italia prendono sempre più piede per confermare quello che è e che è stato il disegno della P2. Non ci mettiamo vergogna di affermarlo.

OPERAZIONE LUPIN -ULTIMO GIORNO DI INTERROGATORI LA DECISONE E' ATTESA IN SERATA

Opoerazione Lupin , oggi ultimo giorno di interrogatori . Stamattina si chiuderà la prima fase dell’operazione che ha visto coinvolti 17 giovani rampolli sammaritani con il vizietto della droga. Il gip Maurizio Santise sentirà gli ultimi due giovani che zsxono in stato di detenzione domiciliare . la vicenda, però, appare molto più seria di quanto qualcuno ha affermato che si risolveva in quattro cinque giorni. Gli interrogatori degli indagati hanno comunque dato risvolti personali che dovranno, in ogni caso, essere al vaglio del m Giovanni Cilienti , che fu colui che subì un vero e proprio attentato nelle mura del tribunale . Era il 1 marzo 2004 quando prese fuoco la stanza del pm con tutta la cancelleria. Il pm poi trasmetterà il suo parere al gip firmatario dell’ordinanza che dovrà decidere sula base degli interrogatori se ai ragazzi verrà corrisposta una misura alternativa a quella concessa . Se ciò non avvenisse allora bisognerà aspettare il tribunale del riesame . Questo prevede il codice di procedura penale, dopo la notificazione del provvedimento coercitivo.
Intanto non si placano le polemiche in città dopo gli arresti, anche se c’è qualcuno che si diverte a affermare cose che potrebbero in ogni caso pregiudicare l’iter dei giovani sammaritani . A Santa Maria Capua Vetere infatti si spaccia in ogni luogo . La droga è diventata il vero business dopo i parcheggi . Già perché è un illecito anche quello . In città vi sono soltanto strisce blu . E’ un dazio , così come comprare una bustina .La procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere fino ad oggi ha eseguito azioni basilari per sconfiggere l’illecito. Thanathos , Crash gost, Biopower, gli autovelox, Requim queste sono soltanto alcune delle indagini che la procura ha intrapreso per sconfiggere quel legame fra pubblica amministrazione e imprenditoria, ma adesso con l’Operazione Lupin si va oltre , ci si affaccia nell’harem delle sostanze stupefacenti dove per la verità ci sono con le telefonate personaggi insospettabili che non sono state identificati .
Insomma Santa Maria Capua Vetere e soprattutto la provincia di Caserta è controllata a vista da un procuratore Corrado Lembo braccio destro del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso che non scherza affatto , anzi difende i deboli e trasmette ai suoi sostituti l’indirizzo contro l’illegalità che c’è nella nostra provincia . Coadiuvato dalla Dottoressa Raffaella Capasso ex Dda di Napoli, Luigi Gay e titolare delle indagini nel processo Spartacus ( Fu uno dei primi pm a sentire Carmine Schiavone) e il procuratore Albano che formano una squadra di tutto rispetto. I risultati sono tutti che bollono in pentola .

domenica 15 novembre 2009

L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE di S.MARIA CV QUERELA DONATO DI RIENZO PER AVER USATO IL TERMINE CAMORRA

Nel pomeriggio di ieri al professore Donato Di Rienzo- segretario cittadino del partito della Democrazia Cristiana e presidente della Pro Loco “Antica Capua”- è stata notificata una querela da parte dell’Amministrazione Comunale di Santa Maria Capua Vetere in relazione a un articolo intitolato “Lo strapotere della camorra” pubblicato, lo scorso maggio, sul free press locale “Il Popolo sammaritano”. In attesa che la vicenda incresciosa si chiarisca completamente, allo stesso professore Di Rienzo stanno iniziando a giungere messaggi e attestati di solidarietà da parte di alcune associazioni cittadine e da tantissimi cittadini della città del foro sconcertati dall’accaduto.“Per quanto mi riguarda sono completamente sereno- tiene a far sapere il professore Di Rienzo- in quanto nell’articolo che mi è valso la querela da parte dell’Amministrazione Giudicianni, che io considero alla stregua di una vera e propria medaglia, non ho fatto i nomi di nessuno. In realtà, l’articolo a mia firma rappresentava null’altro che una esauriente panoramica di quanto è accaduto, sta accadendo e, molto probabilmente, continuerà ad accadere nella nostra amata e martoriata città fino a quando tutti i nostri concittadini non prenderanno coscienza del degrado a cui siamo ridotti!”

sabato 14 novembre 2009

SCANDALO AL MATTINO DI NAPOLI - LE VICENDE POLITICHE E LE TRASTOLE DEI GIORNALISTI CASERTANI

Riceviamo e pubblichiamo da Francesco Fabozzi
Dopo diverso tempo riprovo l’emozione ed il brivido della passione scatenato dal mettere giù rughe di pensiero libero. Mi spiace che la circostanza è dovuta all’esigenza di denunciare e di gridare ad orecchie sorde quanto accade alla redazione de Il Mattino di Caserta in barba alla libertà di pensiero e di espressione tanto invocata da quei colleghi di sinistra e da quella sinistra lamentosa solo quando pensa di subire e sottostare. Ma provo a raccontare in poche righe quanto si registra a mio danno da anni. La mia firma è collegata a molti ‘pezzi’ pubblicati fino all’inizio del 2007 da Il Mattino di Caserta proprio nella pagina di “Grande Caserta-Appia” - Santa Maria Capua Vetere. Perché dico sino agli inizi del 2007 e dopo ben sette anni di collaborazione continua ed oltre 1600 articoli pubblicati a firma? Perché ho pagato ed ancora sto pagando il prezzo di una scelta. Il prezzo dell’appartenenza; il prezzo della candidatura nella lista di Forza Italia alle amministrative del 2007. Bene, quella decisione frutto di una scelta di diritto-dovere civico, mi è costata una sospensione sine die. Già, perché ancora oggi sono collaboratore de Il Mattino ma senza possibilità di scrivere e raccontare. E ciò che affermo è verità documentale. Ed intanto i sinistri di sinistra si lamentano, piagnucolano invocando libertà di pensiero e libertà di stampa. Praticamente blaterano…ridicoli! Non mi senta frustrato come potrebbero ritenere coloro cui queste righe sono indirizzate. Le frustrazioni appartengono a coloro che hanno deciso che giornalisti con idee politiche non allineate alle loro debbano essere messi alla porta, allontanati e perché no, persino emarginati. Non è la prima volta che mi accade. E non solo a me. Ad ogni buon conto, se ciò che è accaduto a me fosse per tutti, Viva Dio! Ma, così, però, non è. Perché? Perché così non è per una giornalista di sinistra de Il Mattino. Ella, infatti, è stata candidata alle elezioni Europee del 2009 nelle file del Pd. ‘Sospesa’ per consentirle lo sforzo elettorale, è ritornata a scrivere come prima e più di prima. Ma vi è dell’altro: a Il Mattino a chi viene affidata la cronaca della vicenda giudiziaria legata a Nicola Casentino? Proprio a lei, la stessa giornalista candidata per il Pd, dunque per la sinistra e quindi di certificata fede politica di sinistra. Le hanno consentito di occuparsi delle vicissitudini personali e giudiziarie di un personaggio politico di sponda opposta, del Pdl. E non solo a Il Mattino ma anche alla trasmissione “Anno Zero” di Michele Santoro laddove, devo dire, mi è parsa anche in difficoltà. Ora, sia ben chiaro, non che ciò fosse illecito o illegittimo. Ma certamente inopportuno, questo si! Perché si poteva evitare che una giornalista de Il Mattino targata Pd scrivesse, in questi giorni in particolare, del sottosegretario del Pdl Nicola Cosentino. La sinistra predica male e razzola peggio! Mi chiedo: cosa sarebbe accaduto, di converso, ad un giornalista – anche de Il Mattino - targato Pdl? Non gli avrebbero consentito di poggiare un solo polpastrello sulla tastiera. Cioè quello che è capitato a me. Questo è il vero regime. Del resto, a nessun Santoro, Floris, Guzzanti e Travaglio del Pdl sarebbe stato consentito un certo tipo di giornalismo con un Governo di sinistra in carica. Ma, tant’è.

Francesco Fabozzi
giornalista de Il Mattino

CASO CONSOLI FISSATA L'UDIENZA PRELIMINARE PER IL COMMISSARIO CHE ABUSO' DELLE SUE FUNZIONI.

L’Harem del vice commissario di polizia Valerio Consoli crollò con il sequestro di venti informative e note dal 2006 e 2007 all’interno del commissariato di polizia di Castelvolturno e Santa Maria Capua Vetere e di denuncie anonime custodite all’interno del suo computer. La sua vicenda sarà al vaglio del giudice delle indagini preliminari del tribunale di sammaritano il prossimo 16 novembre 2009 . E’ infatti fissata proprio lunedì l’udienza preliminare a carico del Consoli dove le parti offese quali appunto Vincenzo Schiavone direttore della clinica Pineta Grande di Castelvolturno , Vincenzo Virgilio capo ufficio tecnico del comune di Sparanise e il comune di Sparanise, dovranno comparire davanti al giudice con i rispettivi avvocati essendo parte offesa . In quella occasione gli avvocati difensori del Consoli potranno avanzare anche la richiesta di scarcerazione essendo il funzionario ancora in detenzione domiciliare . Il vice commissario Valerio Consoli è accusato di due episodi di concussione perchè essendo un pubblico ufficiale essendo un vice commissario di polizia presso la squadra mobile di Caserta e successivamente presso il commissariato di Castelvolturno , abusando di tale sua qualifica e delle sue funzioni , svolgendo indagini nell’ambito del procedimento penale su delega della Dda di Napoli , induceva Vincenzo Schiavone direttore della Clinica Pineta Grande di Castelvolturno ad assumere sua moglie Angela Trabucco , presso la predetta struttura e successivamente a rinnovarle alla scadenza il contratto , per l’anno seguente , prospettargli in più occasioni – nell’eventualità di un suo rifiuto – la successiva sua denuncia per delitti di tipo mafioso , nella’ambito del procedimento e l’elevata probabilità di un suo arresto quale conseguenza della sua determinazione . le condotte sono contestate dal pm dal luglio 2001 al luglio 2003 . Il secondo episodio di concussione riguarda invece una plurima azione minatoria perché abusando delle proprie funzioni prospettava a Vincenzo Virgilio responsabile dell’ufficio tecnico di Sparanise – sia direttamente che per tramite del sindaco salvatore piccolo e dell’ex Sindaco Antonio Merola – l’eventualità di strumentalizzare i propri poteri investigativi ai danni di Virgilio e del piccolo qualora il Virgilio non avesse rilasciato l’autorizzazione ad installare l’antenna di telefonia mobile H3G preso il terreno di proprietà del consoli , sito in Sparanise ,via Capodimonte e successivamente – una volta che il Virgilio aveva disposto l’inibizione all’installazione dell’antenna , provvedimento datato 24 novembre 2005 e dopo la comunicazione dell’inizio dei lavori sul terreno stesso,così minacciando di esercitare i poteri istruttori a seconda del comportamento tenuto dal medesimo , sia prima che successivamente all’installazione dell’antenna , compiva atti inidonei ed univoci diretti , prima , a costringere il Virgilio ad autorizzare l’installazione dell’antenna quindi a partire dal provvedimento inibitorio lo induceva ad omettere ogni iniziativa di controllo amministrativo o sanzionata ria diretta ad impedire la realizzazione dello scopo illecito, realizzando un conseguente ingiusto profitto pari a 12 mila euro annui e corrispondenti al corrispettivo della locazione del terreno.

venerdì 13 novembre 2009

OPERAZIONE REQUIEM SCARCERATO VINCENZO MARTINO ASSISTITO DALL'AVVOCATO ALFONSO QUARTO , MA GLI FERISCONO FIGLIO E NIPOTE . FUORI IL CARCERE

Non è assurdo , ma ciò che è accaduto e senza precedenti. Il dispositivo del tribunale del Riesame di Napoli è stato macchiato di sangue . La famiglia Martino in tardo pomeriggio era stata avvisata della scarcerazione di Vincenzo Martino e quindi si era posizionata fuori al carcere aspettando l'imprenditore che da qui a poco sarebbe uscito dalla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere quando un gruppo di persone probabilmente albanesi per qualche parola di troppo si sono afferati con il figlio e il nipote di Vincenzo Martino picchiandoli con bastoni e mazze provocando una vera e propria rissa davanti agli occhi degli agenti penitenziari . Da notizie assunte sembra che i due ragazzi che erano fuori hanno subito un vero e proprio agressione. Non si è capito più niente tanto è che dopo la rissa gli extracomunitari albanesi sono andati via lasciando in un lago di sangue i due ragazzi che venivano soccorsi dalla autombulanze. Trasportati d'urgenza all'ospedale san Giuseppe e Melorio di santa Marai Capau Vetere sono poi stati trasferiti perchè gravi all'ospedale San Sebastiano di Caserta dove uno di loro, il nipote è in prognosi riservata mentre il figlio di Vincenzo Martino è stato dimesso. Tutto questo prima che uscisse dalla casa circondariale Vincenzo Martino, ma quando si è accorto che qualcuno mancava all'appello gli hanno detto che il figlio e il nipote erano ricoverato in osapdele perchè aggrediti da una banda di albanesi.
Sul caso sta indagando il commissariato di Santa Maria Capua Vetere che ha già ascoltato le persone e i testimoni , ma è assurdo che una serta di festa sia stata tramutata in tragedia .

OPERAZIONE REQUIEM DISSEQUESTRATE LE AZIENDE, MA SI ASPETTANO I RIESAMI

Santa Maria Capua Vetere. Scarcerata Immacolata Dorelli assistita dall'avvocato Raffaele Gaetano Crisileo per adesso è l'unica persona libera dell'operazione Requiem. Dissequestrate le aziende di pompe funebri di Matilde vecchione e di Dorelli e Ferrara che hanno sede a Santa Maria Capua Vetere con precisione le quote di Immacolata Dorelli e di tutte le altre aziende che sono state raggiunte dal provvedimento di misura coercitiva . Lo ha disposto il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Paola Cervo che ha accolto le istanze dei difensori. Ma il giudice per le aziende interessate ha nominato un custode giudiziario che ha già , ieri pomeriggio preso possesso delle aziende. Intanto nessun provvedimento giunge dal tribunale del riesame di Napoli di scarcerazione per gli indagati che hanno chiesto di ricorre ai giudici partenopei.L’operazione chiamata più comunemente Requiem venne eseguita all’alba 29 ottobre 2009 in varie località della provincia di Caserta. I Carabinieri delle Compagnie di Santa Maria Capua Vetere e Caserta eseguirono dei provvedimenti cautelari nei confronti di soggetti indagati, a vario titolo, per “corruzione nell’assegnazione di feretri ad imprese funebri, illecita concorrenza mediante violenza o minaccia e tentata estorsione”. In manette titolari e dipendenti di imprese funebri che si accaparravano i funerali attraverso regali e bustarelle concesse a impiegati dell’ospedale di Santa Maria Capua Vetere (anch’essi arrestati). Furono coinvolti inoltre due soggetti contigui al “clan dei Casalesi”, responsabili di aver esercitato pressioni e minacce ai danni di una titolare di impresa funebre per costringerla ad aderire ad un consorzio che gestisse in regime di monopolio il settore delle onoranze funebri nel comune sammaritano. Furono sequestrati anche beni aziendali e sedi operative di cinque imprese funebri.