La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


email procecere@alice.it

Visualizzazioni secondo Google dal 2009

giovedì 11 settembre 2014

Casertani ai vertici della Giustizia Tributaria LUCIO DI NOSSE NEL CONSIGLIO DI PRESIDENZA DEL CSM DEI GIUDICI TRIBUTARI – IL P.M. ANTONELLA CANTIELLO PRESIDENTE DELL’ ASSOCIAZIONE MAGISTRATI TRIBUTARI, SEZIONE DI CASERTA E PASQUALE MENDITTO PRESIDENTE DEI REVISORI DEI CONTI IN SEDE NAZIONALE

Caserta - Nei giorni scorsi, in seguito alle convocazioni dei rispettivi organi esecutivi, sono state ratificate le nomine di tre componenti di notevole spessore e  di particolare importanza per la nostra Provincia.
Alla presidenza  della A.M.T (Associazione Magistrati Tributari), sezione di Caserta,  è stata eletta la Dott.ssa Antonella Cantiello, Sostituto Procuratore della Repubblica, presso la Procura sammaritana e magistrato tributaria della Commissione casertana.

     Il Dr. Lucio Di Nosse, Presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Napoli e Presidente di Commissione Tributaria,  è stato eletto quale componente il Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria, (il CSM dei giudici tributari in  Roma).


    
Il Dr. Pasquale Menditto, magistrato tributario e presidente di sezione della Commissione Tributaria di Napoli,  è stato eletto,  quale componente della Giunta Esecutiva dell’A.M.T.( Associazione Magistrati Tributari)  della Regione Campania. Nonché Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti in sede nazionale della stessa associazione.  

COMPRO ORO LA GUARDIA DI FINANZA DI OTTAVIANO FERMA DUE PERSONE

Nella mattinata odierna, i finanzieri della Compagnia di Ottaviano, al termine
di un'indagine coordinata e diretta da quest'Ufficio, hanno eseguito un'ordinanza
cautelare di arresti domiciliari nei confronti di due amministratori di un gruppo socie
tario operante tra ia provincia napoletana e quella casertana ed attivo nel commercio
dei preziosi. Nel contempo, è stato eseguito un provvedimento di sequestro preventi
vo "per equivalente", dell'importo di quasi cinque milioni di euro.
I due soggetti sottoposti alla misura degli arresti domiciliari sono Domenico e
Luigi Ammirati di Terzigno, rispettivamente padre e figlio, titolari di svariate società
operanti nel settore e ritenuti responsabili di riciclaggio di notevoli quantitativi di oro
usato di provenienza illecita.
Gli Ammirati sono titolari di tre esercizi commerciali di gioielleria, siti in
Terzigno e in Marcianise, a conduzione prettamente familiare, ed ivi esercitano altresì
l'attività di "compro-oro". Quest'ultima è disciplinata da una rigorosa normativa, che
prevede il monitoraggio di tutte le fasi dell'acquisto e della successiva rivendita
dell'oro usato, al fine di evitare che eventuali oggetti di refurtiva possano essere impunemente
smistati presso detti esercenti, in tal modo venendo agevolata la commis
sione di delitti contro il patrimonio.
Ciò è proprio quello che è avvenuto presso gli esercizi gestiti dagli Ammirati,
i quali hanno strumentalizzato l'attività commerciale per "ripulire" ingenti quantità di
oro di provenienza furtiva, mediante l'utilizzo di modalità originali e del tutto insoli
te.
Infatti, gF indagati, al fine di giustificare l'oro di provenienza illegale, hanno
provveduto ad alterare le quantità dell'oro lecitamente acquisito ed indicato sui regi
stri. Alcune vendite operate da finanzieri in incognito ed avvenute presso gli esercizi
commerciali gestiti dagli indagati hanno dimostrato come, a fronte di cessioni di po
che decine di grammi di oro usato, i titolari delle società annotassero sui registri ac
quisti per quantità che sfioravano il chilogrammo, in modo da poter giustificare
l'introito di preziosi acquisiti illegalmente da altre fonti.
Allo stesso modo, venivano realizzati artifizi contabili per sopravvalutare
l'oro di provenienza illecita ricevuto dai privati, registrando acquisti da parte dei for
nitori leciti in misura maggiore rispetto a quella reale. Ciò serviva a rappresentare un
volume di costi superiore all'effettivo ed a conseguire vantaggi anche dal punto di vi
sta fiscale, con l'abbattimento della base imponibile.
Tali artifìci consentivano agli indagati, nella successiva fase della rivendita
dell'oro usato, di cederlo a prezzi competitivi alle fonderie, con palese turbamento
delle regole della libera concorrenza rispetto agli altri operatori del settore.
La quantità di mercé oggetto dell'attività di riciclaggio è stata ricostruita gra
zie al meticoloso lavoro della polizia giudiziaria che, seguendo le direttive di
quest'Ufficio, ha proceduto all'analisi della contabilità alterata, all'assunzione di in
formazioni di centinaia di cedenti i preziosi (per comprovare la discordanza dei dati
contabili rispetto alle operazioni di vendita realmente avvenute), nonché alla disami
na dei flussi finanziari. L'indagine sì è estesa su tutto il territorio nazionale, attesi i
rapporti criminali che i soggetti responsabili avevano con operatori di settore in altre
città italiane ai quali rivendevano i preziosi.
Il meticoloso lavoro d'indagine ha portato a quantificare Poro oggetto di rici
claggio, nel periodo temporale dal 2009 al 2012, in g. 220.100,11 (cioè ben oltre Ì
due quintali, per un valore di €.4.910.972,96).
La solidità dell'impianto probatorio ha consentito a questa Procura della Re
pubblica di richiedere e ottenere dal competente Giudice per le indagini preliminari
remissione di un provvedimento cautelare personale e l'esecuzione del sequestro
preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni nella disponibilità degli
indagati per un valore complessivo di circa cinque milioni di euro.
Sono stati pertanto sottoposti a sequestro cinque appartamenti siti a Terziglio
e a Poggiomarino, l'immobile nel quale è ubicato il centro orafo gestito dagli indagati
presso "II Tari" di Marcianise, nonché conti correnti e depositi, quote societarie, au
tovetture ed ingenti quantità di preziosi e monili d'oro.
Oltre che sui beni degli indagati, il provvedimento ablatorio è stato eseguito
anche sui beni di una delle società gestite dagli indagati, grazie all'applicazione della
normativa in materia di responsabilità amministrativa da reato delle persone giuridiche
(D.L.vo 231/2001), che consente di aggredirne Ì beni fino al raggiungimento
dell'ammontare dell'importo dell'oro riciclalo da cui ha tratto vantaggio.
L'operazione costituisce un brillante risultato dell'Autorità Giudiziaria e della
Guardia di Finanza, impegnate quotidianamente nelle attività a contrasto delle forme
più insidiose di criminalità economica e, in generale, a tutela della sicurezza econo
mico - finanziaria dell'area nolana.
Noia, 11 settembre 2014
u. Procuratore della rkpubblica
Paolo

Invictus Games, il sindaco Di Muro e il presidente Mattucci formulano gli auguri alla squadra azzurra e a Gianfranco Paglia




Il sindaco Biagio Di Muro e il presidente del consiglio comunale Dario Mattucci – a nome dell’amministrazione municipale e dell’intera cittadinanza di Santa Maria Capua Vetere – formulano gli auguri alla squadra nazionale azzurra e al suo capitano Gianfranco Paglia in occasione degli Invictus Games, i Giochi internazionali per militari disabili in programma a Londra fino al 14 settembre.
Si tratta di giochi paralimpici organizzati dalla Royal Foundation, istituita dal principe Harry e dal duca e dalla duchessa di Cambridge, insieme al ministero della Difesa britannico, e riservati ai militari disabili di quattordici Paesi: Afghanistan, Australia, Canada, Danimarca, Estonia, Francia, Georgia, Germania, Iraq, Italia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Stati Uniti, Regno Unito.
Per cinque giorni, oltre 400 atleti si sfideranno in nove discipline paralimpiche presso il Queen Elizabeth Olympic Park e il Lee Valley Athletics Centre.
Gli sport praticati sono l’atletica, il basket in carrozzina, il ciclismo, il sollevamento pesi, il canottaggio coperto, il tiro con l’arco, il nuoto, la pallavolo da seduti e il rugby in carrozzina.
Il capitano e alfiere della squadra italiana è Gianfranco Paglia, cittadino onorario di Santa Maria Capua Vetere. Lo scorso 3 settembre il presidente Napolitano ha consegnato il Tricolore alla squadra italiana.


CARABINIERI IN AZIONE - LE OPERAZIONI DEL GIORNO IN PROVINCIA DI CASERTA

In Caiazzo (CE), piazza Porta Vetere, i Carabinieri della locale stazione, durante un servizio di controllo del territorio hanno deferito, in stato di libertà, due cittadini di origine rumena, entrambi  residenti in Monteforte Irpino (AV), poiché responsabili di “ricettazione” e “possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli”. I due, infatti, sono stati bloccati dai militari dell’Arma mentre si aggiravano con fare sospetto a bordo di furgone di loro proprietà. A seguito di perquisizione personale e veicolare, sono stati rinvenuti, occultati nell’abitacolo del mezzo, numerosi strumenti di effrazione e 3 trapani, di cui i deferiti non sono stati in grado di  giustificarne il possesso. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro. Continuano le indagini da parte dei Carabinieri della Compagnia di Caserta volte all’individuazione di eventuali complici e ad accertare gli ulteriori intenti criminosi dei deferiti.    

In Cesa (CE), i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato, in flagranza per il reato di coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti il pregiudicato Mangiacapra Cesario, cl. 1975, del luogo. L’uomo, a seguito di una perquisizione domiciliare, è stato trovato in possesso di n. 2 (due) piante dimarijuanaalte 1,20 mt circa, coltivate in vasi presso la sua abitazione, e di gr. 60 (sessanta) della medesima sostanza stupefacente, custodita in una scatola nascosta nel bagno dell’alloggio. Quanto rinvenuto è stato sequestrato mentre l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
Vairano Patenora - frazione Scalo. Un uomo alla guida di un’autovettura non ottemperava all’alt intimatogli da una pattuglia della stazione Carabinieri di Vairano Scalo, nel corso di un posto di controllo in via Napoli, dandosi subito alla fuga. Dopo un breve inseguimento i militari dell’Arma riuscivano a bloccarlo, identificandolo in Fedor Vasile, rumenocl.1987 del luogo. Successivi ed immediati accertamenti, permettevano di stabilire che i motivi della fuga dell’uomo erano da attribuire al fatto che l’auto su cui viaggiava era oggetto di furto, asportata poco prima da un parcheggio condominiale del citato centro. Quindi, per il 27enne sono scattate le manette con l’accusa di furto. L’auto è stata restituita al proprietario.
Lo stesso sarà giudicato con la formula del rito direttissimo.

1.   Nonostante fosse sottoposto al provvedimento di allontanamento dalla residenza  familiare e divieto di avvicinamento, disposto dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord, un 32enne di Trentola Ducenta ha continuato a molestare la sua ex compagna. Il provvedimento era scaturito poiché l’uomo negli ultimi quattro mesi, aveva adottato un comportamento persecutorio nei confronti della donna.
Responsabile di ciò è M. L., il quale, incurante del provvedimento in parola, nella giornata di ieri ha compiuto l’ennesimo episodio, che questa volta però gli è costato l’arresto, avvenuto in San Marcellino ed eseguito dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del Reparto Territoriale di Aversa.
L’uomo è stato poi sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
2.    In Maddaloni i Carabinieri della locale stazione hanno proceduto all’arresto, in esecuzione del provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Napoli di Campolattano Pasquale, cl. 1982, del luogo. Nella circostanza il predetto dovrà espiare una pena di mesi 1 e gg. 20, poiché responsabile del reato di spaccio di sostanze stupefacenti commesso in Napoli nel 2008.
Lo stesso è stato poi condotto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.


In Piedimonte Matese i Carabinieri dell’Aliquota Operativa della locale Compagnia, a seguito di una perquisizione domiciliare hanno proceduto all’arresto di Labriola Alessandro cl. 1989 del luogo, per detenzione di sostanze stupefacenti. Infatti, i militari dell’Arma hanno rinvenuto, nell’abitazione del predetto, gr. 0,430 di hashish e gr. 28 di marijuana. Lo stupefacente è stato sequestrato mentre all’arrestato sono stati concessi i benefici degli arresti domiciliari.

EVASIONE FISCALE - LA GUARDIA DI FINANZA E LA PROCURA DI NAPOLI NORD ESEGUE SEQUESTRO AI DANNI DELLA NOVATEK SCARL

Nella mattinata odierna, aII'eslto di un'articoIata indagine coordinata dalla Procura della
Repubblica di Napoli Nord, militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di
Napoli hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal GIP, che ha disposto ll sequestro
preventivo ‘ber equivalente" di benl mobili e immobili, quote sociali, denaro e altre Iiquidita
nella disponibilita di quattro imprenditori fino a concorrenza della somma complessiva di euro
2,6 milioni. Sono state altresi eseguite diverse perquisizioni presso Ie abitazioni degli indagati
e nei Iuoghi ove i medesimi esercitano Ia loro attlvita Iavorativa, al fine di ricercare benl mobili
da sottoporre a sequestro.
II reato ipotizzato e quello di omessa dlchiarazione al fisco, relativamente agli anni 2010,
2011 e 2012, per i quali e stato rilevato il superamento delle soglie quantitative di punibilita
deIl’lVA evasa, ammontante complessivamente al|'importo di euro 2,6 milloni circa, con
riferimento alle vendite di prodotti finiti effettuate da una societa che si ritiene estero vestita
nei confronti di importanti cllenti ltallani.
La presente misura cautelare scaturisce daIl’esito di una verlfica fiscale eseguita nei
confronti della "NOVATEK SarI”, societa con sede Iegale e stabilimento in Tunisi (Tunisia),
ma, di fatto, con sede amminlstrativa in Italia, a Frattamaggiore, presso Ia sede della societa
controllante.
L’attivita ispettiva ha consentito, infattl, di raccogliere validi elementi in merito a|I’
esterovestizione della citata societa tunisina, sulla base di quanto emerso dalI’anaIisi di
documentazione acquisita neII‘ambito di una verifica fiscale eseguita nei confronti della
societa controllante.
In particolare, I’anaIitica disamina degli aspetti gestionali della societa tunlsina (a partire
dalla sua costituzione, avvenuta a fine 2008) nonche della natura e della dinamica dei rapporti
economicl e commerciali da quest’uItima intrattenuti con Ia controllante e con altrl clienti
italiani, ha consentito di accertare che Ie funzioni amministrative, gestionali e decisionali
concernenti la NOVATEK Sarl sono state svolte presso gli uffici amministrativi della societa
italiana controllante.
Infatti, presso i suddetti uffici, secondo Ia ricostruzione degli inquirenti, venivano accentrati,
in capo a dipendenti formalmente assunti dalla societa controllante, i compitl concernenti Ia
gestione, per conto della societa tunisina, degli ordini di acqulsto, del rapporti con i clienti,
compresa I’emissione delle fatture e relativa registrazione contabile, nonché Ia gestione
finanziaria relativa agli incassi ed ai pagamenti, unitamente a

mercoledì 10 settembre 2014

Comune valutazione esprime volontà continuativo confronto gruppi


  ROMA, 10 SET - I gruppi di Scelta Civica e Per l' Italia "esprimono apprezzamento per la candidatura condivisa di Renato Balduzzi a membro non togato del CSM. Questa comune valutazione esprime la volontà di un continuativo confronto tra i due gruppi di Camera e Senato, per la ricerca di punti di convergenza sui principali temi dell'attività parlamentare, a partire da riforma istituzionale, legge elettorale e legge di stabilità". E' quanto affermano in una nota Andrea Mazziotti, Lorenzo Dellai, Gianluca Susta e Lucio Romano.

SANTA MARIA CV - Cattivi odori dallo Stir, il sindaco Di Muro incontra i responsabili di Gisec, Arpac e Asl

Piantumazione di alberi di alto fusto lungo il perimetro dello Stir, pulizia e interventi igienici nelle aree all’esterno dello stesso impianto, attività di manutenzione degli “scrubbers”, rassicurazioni sulle criticità manifestate nelle scorse settimane con emissione di cattivi odori, rimozione completa delle balle prodotte dall’impianto e stoccate nei piazzali.
Sono i concreti risultati di un tavolo tecnico riunitosi nella sede del Comune di Santa Maria Capua Vetere alla presenza del sindaco Biagio Di Muro, dell’assessore all’Ambiente Donato Di Rienzo, del consigliere comunale Giuseppe Russo, del direttore tecnico della Gisec Campopiano, del direttore dello Stir Balzano, del responsabile ambientale della Gisec Maisto, dei rappresentanti dell’Arpac Reale e Del Piano, nonché della responsabile del dipartimento di prevenzione dell’Asl Bonavolontà.
La riunione ha affrontato il problema delle immissioni in atmosfera di odori dallo Stir ed è emerso che gran parte della criticità è rappresentata dalla cattiva qualità del rifiuto differenziato nei 104 Comuni della provincia di Caserta (grossi quantitativi di frazione organica anche nella parte indifferenziata), nonché dal sovraccarico verificatosi nel periodo estivo.
I dirigenti dello Stir e della Gisec hanno garantito un incremento dei controlli sui rifiuti provenienti dai vari Comuni, ribadendo altresì che le verifiche effettuate dall’Arpac il 29 agosto scorso hanno attestato che le criticità manifestate durante i sopralluoghi precedenti sono state rimosse. In particolare, è stato attivato un impianto che abbatte i batteri metanigeni (responsabili del cattivo odore) e si è in attesa dell’erogazione dei fondi regionali per la realizzazione di un impianto di biostabilizzazione (che consentirà la drastica riduzione dei miasmi).
In via generale, comunque, risulta necessario agire per una riduzione dei rifiuti in tutta la provincia e per un miglioramento della qualità del rifiuto (con una differenziazione operata scrupolosamente dai parte dei cittadini e da parte degli stessi Comuni di Terra di Lavoro).

Il sindaco Di Muro ha chiesto e ottenuto che i responsabili dell’impianto accelerino le procedure per la piantumazione di alberi intorno allo Stir e per la periodica pulizia e sanificazione delle aree circostanti, mentre ampie rassicurazioni sono state fornite in merito alla manutenzione dell’impianto, dei filtri e degli scrubbers.

CARABINIERI IN AZIONE - LE OPERAZIONI DEL GIORNO IN PROVINCIA



In San Felice a Cancello (CE), i Carabinieri della locale stazione  hanno arrestato, in flagranza di reato,  Bernardo Francesco, cl. 1972, del luogo, in atto sottoposto all’obbligo di firma, ritenuto responsabile di lesioni aggravate commesse ai danni di un cittadino marocchino residente in quel centro. Nella circostanza il Bernardo, dopo aver raggiunto l’abitazione della vittima, a seguito di una violenta lite scaturita da futili motivi, lo ha colpito ripetutamente al capo con un bastone in ferro del peso di circa 10 kg, procurandogli diverse ferite lacero contuse. I militari dell’Arma, intervenuti nell’immediato, sono riusciti a bloccarlo. La successiva perquisizione ha permesso di rinvenire l’arma del delitto, che è stata sottoposta a sequestro. La vittima, invece, è stata trasportata presso l’ospedale civile di Caserta dai sanitari del servizio 118,  ed è stata ricoverata con prognosi riservata. L’arrestato è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della stazione di San Felice a Cancello in attesa della celebrazione del rito direttissimo innanzi alla competente Autorità Giudiziaria.

In Santa Maria Capua Vetere (CE), i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato in flagranza di reato per truffa aggravata, il pregiudicatoVassallo Nicola, cl. 1972 di Mondragone (CE).L’uomo,  sulla base degli elementi emersi, a partire dal mese di marzo 2013 ha raggirato una giovane donna di Bellona (CE) approfittando dello stato di indigenza della stessa e millantando la conoscenza di terze persone, potenzialmente influenti, che avrebbero potuto farle ottenere un posto di lavoro, l’ha indotta a consegnargli, nel tempo ed in maniera dilazionata, la somma in contanti di 3.800 euro circa, quale corrispettivo per i presunti corsi di formazione e le pratiche per il conseguimento del fantomatico impiego.In quest’ultima occasione però i Carabinieri hanno monitorato la situazione e rilevato l’ulteriore richiesta del Vassallo alla sua vittima per un importo di ulteriori 500 euro quale acconto della somma complessiva euro 3700, somma quest’ultima utile al completamento dell’iter della falsa assunzione. A sovrintendere alla trattativa, però, questa volta si sono presentati i Carabinieri che hanno sorpreso il malvivente in possesso della citata somma di denaro e lo hanno arrestato. La valuta, interamente recuperata, è stata riconsegnata all’avente diritto mentre l’uomoè stato trattenuto presso le camere di sicurezza della stazione di Santa Maria Capua Vetere in attesa della celebrazione del rito direttissimo innanzi alla competente Autorità Giudiziaria.

martedì 9 settembre 2014

CARABINIERI IN AZIONDE - LE OPEARZIONI DEL GIORNO IN PROVINCIA

I due soggetti, destinatari unitamente ad altre quindici persone, dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita lo scorso 5 settembre dai Carabinieri della Compagnia di Caserta, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e furto, irreperibili in un primo momento, sono stati assicurati alla giustizia. Il primo, Trotta Francesco, cl. 1989 è stato arretato presso l’aeroporto di Napoli-Capodichino, dai Carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Caserta, coadiuvati dai colleghi del  nucleo radiomobile del comando provinciale di Napoli. Il secondo,  Cristiano Arcangelo, cl.1992, a seguito delle pressanti ed ininterrotte ricerche operate dai Carabinieri di Caserta, non intravedendo altra soluzione si è costituito presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

LA GUARDIA DI FINANZA DI SIENA ED IL CONSORZIO DEL VINO BRUNELLO DI MONTALCINO UNITI NELLA LOTTA CONTRO LE FRODI, A DIFESA DEL “MADE IN ITALY”. SCOPERTE FALSE CERTIFICAZIONI DOCG “BRUNELLO” E “ROSSO DI MONTALCINO”, MANIPOLATA L’INTERA FILIERA DEL VINO FAMOSO NEL MONDO. SEQUESTRATI OLTRE 160.000 LITRI DI VINO E 2.350 CONTRASSEGNI DI STATO.

Grazie ad una segnalazione del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, la Procura
della Repubblica e la Guardia di Finanza senesi scoprono una clamorosa frode a
danno dell’immagine di una delle D.O.C.G. nazionali più famose nel mondo.
Un consulente tecnico di svariate aziende agricole produttrici di vino della zona di
Montalcino, rimaste vittime della frode - coadiuvato da collaboratori a vario titolo e con
diverse funzioni nell’ambito dell’intera filiera della produzione e messa in vendita di uve e
vino, in corso di identificazione – dal 2011 al 2013 è riuscito a commercializzare,
spacciandolo come vino Brunello e Rosso di Montalcino, un enorme quantitativo di
vino di modesta qualità.
Il professionista, abusando del rapporto lavorativo in essere e della fiducia confinatagli anche
in virtù di dimostrate elevate capacità professionali, si impossessava di documentazione e di
materiale genuino attestante la D.O.C.G. (contrassegni di Stato, documenti di trasporto,
fatture etc.) ovvero ne riproduceva di ulteriore in maniera artefatta.
I documenti contabili gli consentivano di accompagnare partite di uva e di vino comune -
acquistate, presumibilmente in nero – che vendeva alle cantine durante la fase della
vendemmia e dell’invecchiamento, mentre i contrassegni gli avrebbero permesso, invece, di
“vestire” da Brunello - in modo perfetto e impossibile da scoprire - bottiglie di
qualunque vino rosso.
Una parte del vino sequestrato all’esito delle delegate perquisizioni, infatti, era ancora nella
fase dell’invecchiamento in botte: in quei casi l’acquirente avrebbe conservato per anni quel
prodotto convinto di ottenere, alla fine del ciclo previsto dal disciplinare, un prodotto
eccellente.
Il meccanismo risultava poi ineffabile grazie alle straordinarie abilità informatiche del
soggetto, che è riuscito perfino ad inserire dati falsati nella banca dati A.R.T.E.A. della
Regione Toscana (Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura), creando
perfetta corrispondenza tra la documentazione amministrativa mendace ed i dati telematici
consultabili dagli organi di controllo.Dalle indagini – delegate dal Sost. Procuratore di Siena dott. Aldo Natalini al dipendente
Nucleo di Polizia Tributaria del capoluogo – è emerso in effetti che l’abile truffatore aveva
eseguito ripetuti accessi telematici al citato sistema informatico ARTEA, falsificando i dati
delle dichiarazioni di produzione delle vendemmie, delle giacenze contabili e delle cessioni di
vino sfuso.
Le indagini delle Fiamme Gialle, svolte con la preziosa e determinante collaborazione del
personale dell’Ispettorato Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole, sede
di Firenze, sono partite in seguito ad una segnalazione da parte dall’Ente che si occupa
della tutela del prestigioso marchio, famoso in tutto il mondo, il Consorzio del Vino
Brunello di Montalcino, il quale, anche attraverso il dipendente Ente di certificazione
Valoritalia Srl, ha poi fornito agli inquirenti preziosa e costante collaborazione.
Le investigazioni finora svolte hanno consentito di rinvenire, a seguito di plurime
perquisizioni, e sottoporre a sequestro probatorio 165.467 litri di vino - pari a circa nr.
220.600 bottiglie del formato da 0,75 cl. - di cui litri 75.620 di Brunello di Montalcino e
litri 89.847 di Rosso di Montalcino, per un valore di almeno un milione di euro, ed
inoltre di numero 2.350 contrassegni di Stato e copiosa documentazione e materiale
contraffatto.
Le particolari abilità informatiche del “truffatore seriale” gli hanno consentito, altresì, di
introdursi all’interno del sistema “home banking” personale di due imprenditori, tentando di
trasferire a suo nome fondi su istituti di credito esteri e di impossessarsi, con operazioni di
sportello, di ben 350.000 euro dai conti correnti di uno di essi su conti propri.
Il consulente è stato denunciato per frode in commercio, accesso abusivo ad un sistema
informatico, appropriazione indebita aggravata e continuata e reati di falso.
Lo stesso – su richiesta dal P.M. titolare e su disposizione del GIP di Siena, confermata dal
Tribunale del Riesame di Firenze – è sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora
nel Comune di Montalcino. Inoltre, nei suoi confronti è stato disposto il sequestro
preventivo delle disponibilità finanziarie acquisite grazie alle truffe perpetrate, fino alla
concorrenza della somma di € 350.000,00, a titolo di profitto del reato ad oggi
provvisoriamente quantificato.
Le indagini - tuttora in corso per meglio definire il quadro probatorio e la rete di
corresponsabilità di eventuali altri soggetti coinvolti – costituiscono un esemplare caso di
perfetta sinergia e collaborazione, non solo tra uffici investigativi (Autorità Giudiziaria,
Guardia di Finanza e Ispettorato Antifrode del Ministero Politiche Agricole), ma
soprattutto, tra questi e l’Ente (Consorzio del Vino Brunello) che ha la grande
responsabilità di tutelare l’immagine di uno dei prodotti eno-grastronomici italiani più
importanti e rinomati nel mondo, vera e propria “copertina” del nostro sistema-Italia.
Le investigazioni svolte hanno, in questo senso, contribuito a tutelare il consumatore al
momento dell’acquisto del prodotto ed a garantire, nel contempo, la trasparenza del mercato
del vino, settore di primaria importanza per l’economia nazionale e l’immagine del
“Made in Italy”.