Questo blog è stato istituito secondo le normative vigenti che salvaguardano il diritto sancito dalla Costituzione italiana garantito per la libertà di pensiero che c'è nella nostra nazione.
La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".
DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO ROMA 22 APRILE 2013
Santa Maria Capua Vetere. Fabio Villani l’ex campione del mondo di pallanuoto è il nuovo fiduciario provincialedel nuoto e della pallanuoto della provincia di Caserta. Lo ha nominatoil nuovo presidente del comitato regionale campania ed ex campione olimpionico , ma anche compagno sua di squadra ai tempi della canottieri Napoli Paolo Trapanese (avvocato) che è stato nominato agli inizi di gennaio 2009 . caserta ritorna nell’olimpo della pallanuoto e del nuoto con fabio Villani che è presidente anche della società omonima la quale gestisce anche la piscina di san prisco da ottobre 2008 inaugurata . Fabio Villani aveva giovato finda ragazzo anche nella società sammaritana del Volturno Sporting Club dove anche lo stesso Trapanese aveva militato quando la società toccò i massimi livelli nella finale scudetto contro il Posillipo e semifinali della coppa coppe con il Barcellona nella stagione 93//94.Fabio Villani è comunque una garanzia,poiché la sua campagna, affinché potesse essere nominato fiduciario provinciale, se le costruita con grandi sacrifici . la sua nominarispolverao meglio fa ricordare un poco il passato quandoil consigliere comunale ed avvocato il casertanoLivio Cacciafesta ricopriva tale incarico già agli inizi degli anni novanta. Fabio Villani,sposato con l’olimpionica Noemi Toth ,congli allievi di pallanuoto della società voleràin america per un torneo internazionale. L’invito – ha dichiarato- è giunto nelle feste natalizie –da una società di Miami in Florida. E’ la prima volta che una società giovanile di pallanuoto vola sull’oceano atlantico per giungere il continente americano. Il programma – ha continuato Fabio Villani – comprende un sosta di 10 giorni dal 6 al 16 febbraio nella città americana dove la nostra squadra allievi si incontrerà con formazioni giovanili del Venezuela, Americane , del Costarica del Brasile, del Canada ed altre nazioni”.
Santa Maria Capua Vetere Omicidio di Monaco in aula i funzionari di polizia svelano tutti i particolari del video nella sala d’aspetto. Si è svolta ieri mattina davanti alla prima corte di assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere presidente Elvira Capecelatro il processo a carico di Salvatore Busico, assistito dall’avvocato Umberto Pappadia e Giuseppe stellato accusato corso in omicidio perchè avrebbe accompagnato e poi barbaramente ucciso nelle campagne di santa Maria La Fossa , la notte fra il 24 e 25 aprile 2005 il giovane diciassettenne Enrico di Monaco. In aula ieri si respirava un’aria abbastanza pesante poiché sono stati rivissuti gli attimi dell’attesa nella sala del commissariato di polizia di Santa Maria Capua Vetere quando il Salvatore Busico fece segno all’extrcomunitario albanese Mullameti Nderim di stare in silenzio perché le telecamere avrebbero ripreso il loro incontro. Questo particolare è stato riferito anche dal funzionario di polizia Dottor Cortese che è stato ascoltato per quasi due ore. Ha affermato che fino alla’atto della richiesta di interrogatorio è stato riconosciuto a Salvatore Busico, presente in aula a piede libero, un coinvolgimento attivo nella vicenda giudiziaria poiché secondo la parte civile potrebbe essere anche il mandante cosi come ordinò ad Enrico di monaco di compiere un misfatto. E’ il più classico dei delitti ancora irrisolti anche se il pm della procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere Donato Ceglie c’è la messa tutta per chiudere le indagini e comunque trovare un colpevole non di averlo ucciso ma di averlo accompagnato in pasto alle belve quali appunto gli extracomunitari albanesi che adesso si sono poi volatilizzati. Per certi L’omicidio potrebbe assomigliare ad un azione come quella di Arben Kume , il mostro dei gradilli , già condannato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere . Intorno a questo omicidio ci sono tanti ma e perché , ma c’è una sola verità che un ragazzo che alla’epoca aveva 17 anni è stato ucciso soltanto perché aveva segnalato un personaggio poco raccomandabile che aveva una pistola in mano ma anche perché amava vestirsi come tutti i giovani di oggi lo fanno. Mullameti Nderim l’extracomunitario albanese è stato dichiarato irreperibile ,ma è parte integrante del processo .
Quello cheaccade da noi avrebbe bisogno di una maggiore attenzione da parte della pubblica opinione, da parte delle istituzioni e, perché no, anche da parte dei responsabili dei partiti politici provinciali e nazionali, prima che sia troppo tardi.
Altro che questione morale, da noi è una questione corale, fatte poche eccezioni.
Niente succede all’improvviso ! Solo i fulmini cadono a ciel sereno, il resto è progettazione,programmazione , ebbene, quello che sta accadendo e quello che accadrà è stato progettato almeno tre anni fa. I palazzinari d’assalto fecero passare in consiglio comunale un piano SIAD, acronimo che indica i piani commerciali per mega strutture(centri commerciali e supermercati), che sarebbe stato adatto (forse) per una città come Caserta più Marcianise , non per una realtà come la nostra con un bacino di utenza limitato. Come vettore fu usato l’UDEUR ed il suo assessore, il quale (poverino) non si rese nemmeno conto di quel che faceva. Poi la pressione dei cementificatori si fece così forte che il Sindaco IODICE fu costretto a dimettersi.
Nella campagna elettorale che ha visto protagonista la Democrazia Cristiana e la Margherita, accompagnate da liste civiche che facevano capo alla DC, abbiamo promesso, tutti insieme, che il primo compito della nuova amministrazione sarebbe stato la rivitalizzazione delle aree dismesse( tabacchificio e Italtel )per creare posti di lavoro con aziende manifatturiere per le quali avremmo creato condizioni speciali per produrre occupazione;abbiamo promesso, tutti insieme, la soluzione del Campo Sorbo” e che ci sarebbe stato un taglio con il passato “pro-palazzinari d’assalto”, che la giunta IODICE CAMPOCHIARO CHIRICO con STELLATO vice sindaco ha sempre privilegiato(vedere mostri ancora in costruzioni e palazzi su zona “F” non ancora abbattuti anzi venduti a ignari cittadini). Uno dei primi atti amministrativi del consiglio comunale fu la “delegittimazione” del piano Siad che fu respinto quasi all’unanimità.
Dopo di questo, è successo di tutto ! Il comitato d’affari che è trasversale, nel consiglio comunale, si è messo al lavoro e con il sindaco GIUDICIANNI il consigliere CAMPOCHIARO, con ENZO NATALE (SPARTACUS 3)padre dell’assessore MASSIMILIANO NATALE, ma molto più presente lui sul comune che il figlio, hanno “conquistato” alla loro causa la maggior parte dei consiglieri di maggioranza non si sa con quali “argomenti”, hanno licenziato l’assessore all’Urbanistica dott. MARCIANO SCHETTINO che per noi era la garanzia di trasparenza e di legalità costringendo alle dimissioni l’assessore ai servizi sociali arch. BIAGIO DI MURO che si è rifiutato di partecipare ad ogni altra operazione amministrativa, e che si è rifiutato di accettare incarichi professionali dal sapore (evidentemente) compromissorio perché troppo lautamente retribuiti.
A questo punto bisognava cercare altre sponde per poter contare su di un numero sufficiente di consiglieri e hanno imbarcato la CHIRICO, oppositrice al ballottaggio finale la quale è stata più che felice di partecipare al “festino”(poveri socialisti ridotti ad avere alle ultime elezioni politiche solo 150 voti) dopo aver dettato le sue condizioni che, per quanto onerose, erano sempre più convenienti dei dinieghi agozzovigliare opposti dai MARCIANO, DI MURO, DI RAUSO e RINALDI.
Dopo di ciò si è aperto il sipario operativo, la cui progettualità è avvenuta in tempi non sospetti e lo spreco non ha avuto più limiti :il piano SIAD che era stato respintodal consiglio miracolosamente torna a galla, assunzioni di consulenti a ritmo serrato con incarichi la cui necessità non è stata mai sufficientemente motivata stante l’esistenza di professionalità all’interno dell’ente. Ma siamo l’Eldorado?
In quale comune d’ITALIA si sprecano soldi a iosa a fronte di una povertà incalzante,di una disoccupazione in aumento esponenziale e del “Campo Sorbo” che aspetta invano?Di tutto si sono occupati ma non di creare posti di lavoro ebbe a dire Monsignor don ANTONIO PAGANO in una sua omelia durante la messa Domenicale al Duomo, (grazie don Antonio !) Poi c’è l’albo dei misteri : la Gosaf delegittimata dal Consiglio di Stato sta ancora qui, il progetto di diminuire la distanza di rispetto della zona cimiteriale è ancora in fase contrattuale con il comitato d’affari, il terreno del tabacchificio è di proprietà del comune come dimostrano i documenti che abbiamo trovato e il sindaco non lo rivendica per indicarlo come posto deputato ad accogliereil nuovo ospedale,perché ?(domanda retorica) Forse sarò un ottimista ma sono convinto che possiamo fare a meno di andare a Berlino.
Insediato il nuovo direttivo della camera penale di Santa Maria Capua Vetere . Ad affiancare il neo presidente Professor Camillo Irace saranno Raffaele Costanzo a cui è andata la nomina di vice presidente della camera penale, mentre Ida Sagnelli sarà la segretaria, Anna Maria Ferriero è andata la nomina di tesoriere della camera penale, a Paolo Di Furia avrà il compito di selezionare i rapporti dell'organo con la stampa , ma avrà anche il compito di istituitre il sito internet della camera penale . Dulcis in fundo la nomina di Massimo Trigari a responsabile dei corsi di formazione e quelli di difensore d'ufficio . Votato ad unanimità il candidato dei praticanti avvocati il giovane Vittorio Caputo che per la prima volta avrà il potere consultivo e non deliberativo all’interno del consiglio direttivo della camera penale. Le new entry sono molte poiché al di fuori di Paolo di Furia sono tutti nuovi , segno questo che in un certo senso si è data la parola alle nuove leve che si affacciano nella scena dell’attività giudiziaria nel tribunale di santa Maria Capua Vetere . L’insediamento si è avuto stamattina con la prima riunione del direttivo.
E’ stata una operazione più sofisticata del centro sud.Per l’operazione Chernobyl si dovrà stabile se vi sono danni concreti di inquinamento : lo ha deciso con una ordinanza il giudice di indagini preliminari del tribunale di Santa Maria CapuaVetere Francesco Chiaromonte che ha depositato il 16 gennaio 2009 presso la cancelleria , la proroga delle indagini . Non ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio ma ordinato di effettuare le seguenti indagini. “Accertamento tecnico mediante CTU- spiega il gip - che sia utile a verificare effettivitànatura e caratteristiche dell' inquinamento prodotto sui "terreni interessatidaglisversamentiincontestazione,nonchéfunzionaleadescrivereladestinazione di detti terreni, le caratteristiche chimico fisiche della lorocomposizione, la loro permeabilità, la presenza di falde acquifere sottostantie/o di pozzi di emungimento e quant'altro necessario a verificare se il loro-inquinamento risulti anche potenzialmente idoneo a produrre un pericolo per lapubblica incolumità.Fissa il termine di mesi tre per l'effettuazione delle predette indagini e diquelle che, all'esito dovessero appalesarsi necessarie.Si segnala che risulta già fissata la successiva udienza preliminare del 17.4.09;- manda la cancelleria per gli adempimenti di competenza, tra cui in particolarela prescritta comunicazione della presente ordinanza al sig. ProcuratoreGenerale presso la CdA di Napoli”. Sette milioni e mezzo di euro di profitti illeciti, 38 provvedimenti di fermo, 4 aziende, 1 terreno e 37 autoarticolati sequestrati. Erano i numeri dell'operazione "Cernobyl" eseguita della procura di Santa Maria Capua Vetere, Donato Ceglie, in collaborazione con i carabinieri del Gruppo per la tutela dell'ambiente e dai comandi provinciali della Campania. Le persone coinvolte sono accusate di avere organizzato una associazione criminale dedita all'illecito smaltimento di rifiuti; in particolare, fanghi prodotti dal trattamento di acque reflue urbane provenienti dagli impianti di depurazione ubicati ed operanti nella provincia di Napoli e di Caserta. In pratica smaltivano i fanghi prodotti dal trattamento delle acque biologiche industriali e quindi pericolosi, su terreni agricoli. I reati sono stati monitorati dal maggio 2006 al maggio di quest'anno. Le quattro aziende coinvolte sono: la So.ri.eco srl di Castel Nuovo di Conza, Fra.ma. sas di Ceppaloni, Agizza srl di Napoli e Naturambiente di Castel Volturno.Il giro di affari messo assieme dalle quattro aziende è stimato in circa 7,5 milioni di euro, comprensivi di evasione della ecotassa.
“Tornando al caso che ci occupa, infatti,- spiega il gip nell’ordinanza - ai fini della prova del grave delitto in contestazione non si ritiene sufficiente accertare che grosse quantità di rifiuti (tra cui alcuni potenzialmente anche pericolosi e/o tossici) siano stati scaricati in maniera incontrollata su terreni dislocati in varie regioni d'Italia (ciò, al più' varrebbe a ritenere integrata la fattispecie di cui al primo comma dell'art 434 c.p.). Occorre pertanto accertare, con opportune verifiche tecniche, se e quali concreti danni di inquinamento siano stati prodotti a quei terreni, che risultano peraltro analiticamente individuati; accertamento questo che, nei limiti delle cognizioni tecniche di questa Ag, si appalesa ancora possibile, attesa la potenziale presenza di metalli pesanti altamente inquinanti.
Assistere ad un consiglio comunale in piena regola , oggi è diventato sempre più difficile . Si sperava che con i soldi dei contribuenti, i cittadini e gli operatori del settore potessero accomodarsi più liberamente sulle comode sedie acquistate per la somma di 15 mila euro, visto che ieri sera guarda caso, vi erano soltanto 6 sedie di plastica, ma invece non è stato così . Il piano siad che era in discussione in assise richiesto per cercare di sbrogliare una matassa imprenditoriale che per nessun motivo può essere cambiata doveva essere approvato ieri sera , ma visto che il numero legale non era stato raggiunto la seduta è andata deserta. La cosa più particolare che si è appresa però ieri sera al consiglio è stata quella che il comune ha stanziato 15 mila euro per acquistare sedie nuove, ieri invece non ve ne erano neanche una . Non desideriamo aprire una polemica, ma se non vi sono sedie all'interno dell'aula del consiglio comunale come si può rendere partecipe la cittadinanza al lavoro degli amministratori ? . La risposta è senz'altro un'altra poiché, si pensa l'assenza dei cittadini è meglio perchè non recandosi il lavoro degli amministratori passa inoservato e senza controlli.
Avrebbe compiuto il 16 gennaio 2009 21 anni Enrico di Monaco barbaramente ucciso nelle campagne di santa Maria La Fossa , la notte fra il 24 e 25 aprile 2005. E’ il più classico dei delitti ancora irrisolti anche se il pm della procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere Donato Ceglie c’è la messa tutta per chiudere le indagini e comunque trovare un colpevole non di averlo ucciso ma di averlo accompagnato in pasto alle belve quali appunto gli extracomunitari albanesi che adesso si sono poi volatilizzati.Per certi L’omicidio potrebbe assomigliare ad una azione come quella di Arben Kume , il mostro dei gradilli , già condannato dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere . Intorno a questo omicidio ci sono tanti ma e perché , ma c’è una sola verità che unragazzo di 17 anni è stato ucciso soltanto perché aveva segnalato un personaggio poco raccomandabile che aveva una pistola in mano ma anche perchéamava vestirsi come tutti i giovani di oggi lo fanno. Giovedì 22 gennaio 2009 è fissata l’udienza davanti alla prima corte di assise del tribunale diSanta Maria Capua Vetere, poiché l’altra non è stato un semplice rinvio in attesa di ritrovare Mullameti Nderim l’extracomunitario albaneseche è stato dichiarato irreperibile. E’ inutile affermare che in questi mesi di speranza per un processo che le parti civili desiderano la conclusioni tempi brevi, ma purtroppo la lista dei testi è abbastanza lunga tale da far presagire un processo lungo , ma articolato nel suo insieme. Il pm Donato Ceglie dal canto suo cerca di focalizzare il procedimento su Salvatore Busico (foto) che rimane l’unico e vero imputato di un procedimento penale, per giunta imputato a piede libero . Lui raggiunto da due ordinanza di custodia cautelare è uscito dall’istituto penitenziario di Santa Maria Capua Vetere per ben due volte tanto da far rabbrividire non solo il pm , ma anche tutta la famiglia che si costituita parte civile. Un brutto processo perché si parla di un ragazzo a cui non gli mancava lo spirito di iniziativa tanto da far rimanere nei cuori dei suoi coetanei del rione Sant’Andrea dei lagni , luogo in cui viveva con la madre, un ricordo indelebile del qualemolti lo conservano come un atto di giustizia nei confronti dell’ormai giovane maggiorenne . La dichiarazione degli imputati contumaci ed a piede liberorende ancor complicate le cose, dato che l’albanese, risulta essere il vero presunto assassino, ma quest’ultimo , in pratica, è diventato uccel di bosco, ma certo non è un latitante, dato che su di lui, addirittura non pende alcun provvedimento restrittivo della libertà personale. Dell’albanese scomparso, si può ricordare soltanto l’ultimo colloquio per giunta anche registrato con lo stesso Salvatore Busico nella sala d’aspetto del commissariato di Santa Maria Capua Vetere al suo datore di lavoro Salvatore Busico, mentre i due erano in attesa di essere interrogati e mentre erano ascoltati da una cimice. Gli avvocati che presenzieranno l’udienza di giovedì sono Giuseppe Stellato e Angela Monaco per la parte civile Raffaele Gaetano Crisileo.
Marcianise. Pen-drive gate c’è la sentenza al clan belforte . In totale dal gip del tribunale di Napoli Ciampa sono stati condannati in dodici mentre gli altri sono stati rinviati giàgiudizio davanti al tribunale di Santa Maria Capua Vetere . Vittorio Musone è stato condannato alla pena di anni 12, Luigi Trombetta alla pena di anni 14 e Filippo Petruolo invece èstato assolto. Entrambi erano assistiti dall’avvocato Angelo Raucci. Ieri mattina davanti al giudice delle indagini preliminari del tribunale di Napoli Dottor Ciampa si è svolta l’attesa udienza a carico dei 15 indagati del clan Belforte . Estorsioni, associazione a delinquere questi i reati a cui la Direzione distrettuale antimafia di Napoli coordinata da Raffaello Falcone e Giovanni Conzo ha chiesto il rinvio a giudizio . sono stati inoltre condannati Bruno Buttone a 10 di reclusione , Michele Froncillo a 4 e 4 mesi di reclusione, Gaetano Piccolo, 48 detto ''o Ceneraiuolo' a 8 anni e 8 mesi di reclusione,difeso dall'avvocato Massimo Trigari e Enrico Accinni, Antonio Benenati, a 4 anni, Daniele Grossi, 3 anni assolto dall’aggravante dell’articolo 7. Il collaboratore di giustizia Raffaele Roccolano invece è stato condannato a 3 anni di reclusione , Vincenzo Maiello anni 3 e 4 mesi di reclusione, Andrea Menditto 3 anni e 8 mesi di reclusione Zampella a 3 anni e 8 mesi infine Nicola Buonpane 6 anni di reclusione. Sono stati rinviati a giudizio Pasquale Aveta di 30 anni, Domenico Cuccaro 43, Giuseppe Iovinella, 41, Massimo Belgiorno, 30, Bartolomeo di Maio, 27, Antimo Pasquariello, 44, Gaetano Piccolo 47 detto 'Tavernello', Francesco Salzano, 54, Concetta Zarrillo, di 51 anni, e Maria Buttone, di 48 anni rispettivamente moglie di Domenico e Salvatore Belforte. Complessivamente gli imprenditori vittime del clan Belforte sarebbero stati 250. Spiegano in una nota i pm che ''la particolare cura ed analiticita' nella descrizione delle voci di bilancio posta dagli associati nella redazione della documentazione contabile, non ha potuto consentire alle vittime di assumere atteggiamenti reticenti'. In sostanza tutte avrebbero ammesso il versamento di ingenti somme di denaro, i cui importi sono stati adeguati al passaggio dalla lira all'euro e che hanno raggiunto negli anni somme pari a svariate centinaia di migliaia di euro. A ridosso delle festivita' natalizie, pasquali e ferragostane la tangente era inevitabile per le vittime. Si parla di circa 400mila euro finita per ognuna di queste festivita' nelle casse del clan. Diverso il discorso per gli imprenditori edili la cui tangente veniva richiesta in proporzione allo stato di avanzamento dei lavori. Le vittime piu' riottose erano ovviamente soggette a intimidazioni da parte di emissari del clan Belforte. Le donne, come detto, avrebbero avuto un ruolo 'rilevante' nelle attivita' del clan: si tratta di donne giovani e in eta' avanzata ''le quali entrano nella scena criminale -sostengono i pm- senza alcuna riserva''. Le donne del clan. Secondo gli inquirenti, avrebbero intimidito gli imprenditori, costringendoli a pagare tangenti, e sostituendo alla perfezione i loro parenti detenuti oppure uccisi da sicari di clan avversari. Si sarebbero particolarmente distinte le mogli dei fratelli Domenico e Salvatore Belforte, peraltro, recentemente condannate a tre anni di reclusione con rito abbreviato, per la vicenda dell'estorsione ai danni del complesso 'Oromare'. Gli inquirenti evidenziano un altro aspetto emerso dall'indagine: la forte condizione di assoggettamento che i vertici del clan in particolare, il boss, Salvatore Belforte, operavano sugli imprenditori dai quali riuscivano persino a farsi concedere l'utilizzo degli uffici delle societa' dove tenere riunioni operative del clan. I carabinieri avrebbero fatto luce su tutta una serie di estorsioni messe in atto dalla cosca a Caserta e in provincia, nei confronti di imprenditori, costretti a versare ingenti somme di denaro ma anche ad assumere nelle proprie aziende i parenti degli affiliati al clan Belforte e a mettere a disposizione le proprie sedi per le loro riunioni. Ma, l'attivita' investigativa avrebbe evidenziato anche il ruolo tenuto dalle donne del clan, nei quali nei periodi di detenzione dei propri famigliari, ''dirigevano in prima persona -spiegano i pm- le attivita' illecite dell'organizzazione criminale''. Tra i fermati, infatti, oltre alle mogli dei fratelli Belforte, vi e' anche la madre di uno dei capi, una donna di 72 anni che, a causa dell'eta' avanzata fu sottoposta al regime degli arresti domiciliari. Un vero e proprio registro contabile, riportato su una 'pen drive' è stato ritrovato all’interno della abitazione di Bruno Buttone all'interno della quale erano riportate le somme periodicamente versate dagli imprenditori vittime delle estorsioni e le uscite, ovvero gli stipendi che mensilmente venivano versati agli affiliati. I Reati che sarebbero stati commessi a Caserta, Marcianise, San Marco Evangelista, Santa Maria Capua Vetere in un arco di 10 anni, dal 1998 al 2007.
Il Gip del tribunale di Napoli Dottor Enrico Campoli rimette in libertà l'ex sindaco di Mondragone Ugo Conte detenuto in regime carcerario dall'estate di quest'anno E' completamente libero Conte che ha potuto riabbracciare i suoi familiari . L'istanza al gip è stata presentata dall'avvocato Paolo Trofino a cui hanno accolto le tesi difensive ed hanno scarcerato l'ex sindaco. Una vicenda che era iniziata con l’ordinanza fu emessa il 26 marzo 2007, dal Tribunale di Napoli, sezione del giudice per le indagini preliminari a firma del Gip dott. Alessandro Buccino Grimaldi, su richiesta del pm Alessandro Milita, ma che fu rigettata per l'ex sindaco . Ma qualche giorno più tardi la richiesta di appello da parte del Pm Milita e il conseguente accoglimento della stessa da parte del tribunale del riesame di Napoli lo portò a costituirsi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. Ieri è finito un incubo . L'applicazione delle misure cautelari scattarono nei confronti di Salvatore Andreozzi, Claudio De Biasio, Vittorio Parrella, Giovanni Romano, Giovanni Trapani, Giuseppe Valente, Augusto La Torre, Salvatore Orabona, Giuseppe Frugnoli, Giacomo Frugnoli, Vincenzo Filoso, Gennaro Sorrentino, Giuseppe Diana, Francesco Bidognetti, Luigi Guida, Nicola Alfiero. Limitatamente a Claudio De Biasio (quale direttore del Consorzio Ce/4), della ditta Parrella, della Enterprais s.r.l., della "Ambiente e territorio s.r.l."), Vittorio Parrella (quale amministratore formale della ditta omonima), Giovanni Trapani, (quale amministratore formale della Enterprais s.r.l.) Giuseppe Valente, (quale presidente p.t. del consorzio Ce/4 e amministratore della "IMP.RE.GE.CO. ARL") le imputazioni contestate fanno riferimento ai delitti concorso in truffa con il metodo camorrista. Le ditte sopra citate, secondo la procura erano tutte società impegnate nel settore ambiente nelle province di Napoli e Caserta; il Consorzio denominato CE/4, con sede legale a Sessa Aurunca (Caserta), con finalità statutarie nella raccolta e smaltimento dei rifiuti, è costituito da 20 Comuni della provincia di Caserta e la società ECO/4 S.p.A. è una società mista a prevalente capitale pubblico del CE/4. La vicenda giudiziaria si sviluppa in un ambito territoriale, quello campano, e in un contesto temporale interessato da una particolare emergenza nel settore dello smaltimento e della raccolta dei rifiuti solidi urbani. La gravità della situazione, ha portato il Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti in Campania, dott. Guido Bertolaso, a paventare la richiesta di intervento da parte dell'esercito. Gli interessi delle organizzazioni malavitose operanti sul territorio in oggetto si sono concentrati in modo precipuo su attività riconducibili alla filiera dei rifiuti, il livello di crisi raggiunto e gli intrecci economico-malavitosi hanno portato all'istituzione della speciale Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, il perdurare di tale emergenza ambientale potrebbe comportare gravi rischi per la salute dei cittadini, come ampiamente e recentemente denunciato dall'Oms.