La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


email procecere@alice.it

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venerdì 21 novembre 2008

Lettera "Amarcord" dal Rione Iacp, vale la pena leggerla .

Il 1 settembre ho inviato questa lettere agli organi in indirizzo; dopo circa tre mesi non è cambiato nulla: silenzio assoluto!!!!

Al Sig. Presidente della Repubblica
Dr. Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00187 R O M A

Al Ministro degli Interni
On. Roberto Maroni
Palazzo del Viminale
Via Depretis 7
00184 R O M A
Al Sig. Prefetto
Dr. Ezio Monaco
Piazza Vanvitelli
81100 C A S E R T A
Al Sig. Questore
Dr. Carmelo Casabona
Piazza Vanvitelli
81100 C A S E R T A
Al Comandante dei Carabinieri
Col. Carmelo Burgio
Via Laviano 13
81100 C A S E R T A
Al Comandante dei Carabinieri
Cap. Carmine Losciano
Via Appia 20
81055 S. MARIA C. V.
Al Comandante della Guardia di Finanza
Col. Francesco Saverio Manozzi
Via Vico
81100 C A S E R T A
Al Procuratore della Repubblica
c/o il Tribunale di S. Maria C.V.
dr. Corrado Lembo
Al Commissario di Polizia di Stato
S. Maria C.V.
Via Federico Pezzella 81055
Al Sig. Sindaco
Dr. Giancarlo Giudicianni
via Albana Pal. Lucarelli
Comune di S. MARIA C.V.
Al Comandante della Polizia Municipale
Via Fosse Ardeatine
81055 S. MARIA C.V.
All’Assessore alla viabilità
Massimiliano Natale
c/o Comune di S. Maria C.V.
Al Direttore de “IL MATTINO”
Via Chiatamone n. 65
80121 N A P O L I
Alla Redazione di “Striscia la notizia”
Palazzo dei Cigni
20090 Milano Due
SEGRATE – MI –

Sono un pensionato di S.Maria C.V. residente in via Giotto rione IACP. La zona dove io risiedo è conosciuta molto bene dalle forze dell’ordine per lo spaccio di droga che avviene a tutto spiano. Infatti spesso vengo operati degli arresti ma il giorno dopo questi delinquenti sono di nuovo al loro posto ad operare. Mi rendo conto che la colpa non è dei militari ma delle leggi che permettono a queste persone di uscire subito dal carcere. Ora il problema che si presenta da circa un mese, e che noi cittadini onesti abbiamo fatto presente a quasi tutti gli organi in indirizzo (carabinieri, sindaco vigili, guardia di finanza, commissariato…), è che questi delinquenti per operare in modo indisturbato hanno staccato la corrente elettrica ai lampioni sulla strada e tutto intorno agli edifici dove “lavorano”, per cui appena si fa buio è quasi impossibile uscire di casa o rientrare oppure vedere chi ha citofonato o chi sta vicino all’auto parcheggiata. Vi ripeto che questo buio surreale che regna al rione IACP si verifica da circa un mese senza che nessuno ha provato ad intervenire. Tra l’altro un inquilino che stava male e che ha chiamato il medico si è sentito rispondere dallo stesso che aveva paura di venire in quella zona con quel buio e che sarebbe venuto la mattina seguente.
La cosa più preoccupante è che si avvicina l’inverno per cui farà buio prima e per noi significherà non uscire più di casa o rientrare prima del tramonto. E’ assurdo.
Non so più a chi rivolgermi, i soldi per cambiare casa non li ho e quindi vorrei sapere se è giusto che devo trascorrere questi ultimi giorni che i Signore vuole darmi in un covo di delinquenti che ha deciso che dobbiamo stare al buio. E’ mai possibile che lo Stato è perdente… o non c’è voglia di combattere per difendere le persone oneste che hanno sempre lavorato e che come me hanno combattuto per difendere la patria? Aiutate me e tante persone come me che abitiamo in questi ghetti. Non lasciateci soli, non chiediamo di togliere la delinquenza da questa zona perché ormai siamo rassegnati ad averla ma almeno dateci “un po’ di luce”.
Tutto quello che sto dicendo è facilmente verificabile: basti mandare un funzionario del Comune appena fa buio è si renderà conto in che ambiente viviamo (anche se, ripeto, già abbiamo chiesto l’intervento del Comune).
Non sto chiedendo nulla di assurdo, perché non si risolve il problema?. Se questa situazione invece di capitare al rione case popolari fosse capitata nella zona dove abita il Sindaco fosse stata già risolta?
Vi ringrazio dell’attenzione e chiedo scusa se vi ho rubato del tempo prezioso.
Nonostante siamo ancora fiduciosi nello Stato.
Antonio Russo

Ordinanza di custodia cautelare per Domenico D'Alessadro accusato di rapina

Nella mattinata odierna i carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere.

I militari della dipendente aliquota operativa hanno notificato un’ ordinanza di aggravamento della misura cautelare emessa dal tribunale di avezzano (aq) nei confronti di Domenico D’Alessandro nato ad avezzano il 12 giugno 1986. Il D’Alessandro era infatti gia’ sottoposto al regime degli arresti domiciliari a seguito di arresto in quanto responsabile, in concorso con altri, di una rapina commessa in avezzano (aq).

In data 12 novembre 2008 lo stesso, nonostante gli obblighi imposti dai domiciliari, veniva nuovamente tratto in arresto dalla polizia stradale nei pressi di Caserta per “evasione” e “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”. A seguito di quest’ultimo episodio il giudice del tribunale di Avezzano provvedeva ad aggravare la misura degli arresti domiciliari in quella della detenzione in istituto di pena, provvedimento che veniva notificato questa mattina presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Provicia gate . Fine settimana all'insegna delle dichiarazioni degli interrogati

Nel pomeriggio le dichiarazioni di Enzo Melone, Ferdinando Bosco, Maria Carmela Caiola ( c'è un interrogatorio fiume del 16 luglio 2007) Gennaro Spasiano. Gli interrogatori sono stati depositati dal Pm e quindi sono pubblici.
Ecco uno degli interrogatori

Il giorno 12 giugno 2007 alle ore 15,30, è comparso l'ingegnere Spasiano Gennaro dirigente settore ecologia ed ambiente
provincia Caserta che, richiesto delle generalità, ha cosi risposto:
Sono e mi chiamo Gennaro Spasiano, nato a Napoli il 22.8.1955, ivi res. alla via San Domenico n. 38
Sono stato sino a circa tre mesi fa dirigente del settore patologia del territorio della provincia di Caserta, nelle cui competenze rientrava anche l'istruttoria degli strumenti urbanisti generali.
ADR: sono stato assente dal servizio per malattia per lungo tempo dal 1.5.06 fino agli inizi di settembre 2006. In mia assenza il responsabile era l'arch. Fragassi.
ADR: non mi sono mai spiegato le stranezze di quel piano. Quando arriva dal comune
la prima cosa che si fa è il CTR organo a supporto del consiglio provinciale. Resta lì circa un anno se non di più. Non fu approvato perché c'erano problemi per cui cambia amministrazione e con la nuova io mi ritrovo il piano approvato semplicemente. Da un'analisi dallo strumento urbanistico effettuai un taglio consistente della 167.
ADR: nel pagato generalmente i tagli e le modifiche vengono proposte dal CTR. Nel caso di Casagiove il CTR licenziava quel testo senza modifiche , ed io invece cercai di renderlo conforme alla norma.
ADR: io lo proposi alla commissione nella parte così come da me modificata.Il mio interlocutore era la Caiola assessore all'urbanistica e lei voleva addirittura andare oltre nel senso che non voleva rideterminare l'indice che io volevo aumentare.
Lei poi la fece propria soprassedendo dall sua intenzione di non modificare l'indice e firmò la proposta.Ciò avviene intorno alla prima metà di novembre. Il testo poi viene portato in Commissione e da quel punto poi io non seguo più l'iter del piano. E' poi possibile che la commissione chiede l'audizione del tecnico o anche essere solo presente.
ADR: nel caso di specie nessuno mi ha chiesto di essere presente.
ADR: chiamai il segretario generale per dirgli che erano arrivate alcune osservazioni e visto che sulle precedenti già ci eravamo espressi dovevamo fare altrettanto sulle nuove quindi la proposta doveva essere ritirata e si doveva redigere una nuova proposta. Atteso che la commissione non si era ancora espressa dissi di farla tornare indietro la mia proposta. Se non erro una la accettai, una no. Le stesse non hanno un termine perentorio però se se ne esamina una si devono esaminare tutte.
ADR: le osservazioni andrebbero presentate al comune di interesse ma possono
essere presentate anche direttamente alla provincia, non ricordo se nel caso di specie avvenne così.
ADR: questa mia nuova proposta dopo l'esame delle due osservazioni pervenute non
viene firmata dall'assessore Caiola ma non ricordo il perché. E pi fu lei stessa pur
non firmandola a mandarla in commissione.
ADR: all'epoca non mi informai in tempo reale dell'esito della commissione ma poi vidi all'ordine del giorno del consiglio che vi era l'approvazione di quel prg. Mi sembra che fu approvato ma non segui molto la vicenda da vicino.
ADR: non so se e quante volte la proposta è stata esaminata dalla commissione né mi
informami.
ADR: venne Caterina mi chiese qualche notizia sul piano ma molto prima che esprimessi una prosposta gli posi in visione le carte ma non credo avesse lacompetenza per capirne e leggerne all'interno non riuscendo ad entrare negli elaborati.
ADR: solo in questa occasione manifestò interessi per il piano poi non mi chiese più
nulla ne ne abbiamo riparlato mai.
ADR: nessun altro all'interno dell'ENTE venne a chiedermi qualcosa su quel piano o ad
interessarsi dello stesso.
ADR: il direttore generale non ha nessuna competenza sui prg e mai mi ha chiesto
nulla in merito.
ADR: il Bove non mi chiese nulla e tanto meno alcuna consulenza né mi informò di
eventuali ulteriori richieste di modifica da parte di alcuno.
ADR: Ranella e Natale non mi ricordano nulla di specifico e non credo rientrino tra le osservazioni dell'ultima ora.
ADR: Adesso che Lei mi ripete la domanda mi sovviene di osservazioni da parte di
Panella ma esse non erano relative ad area da rendere edificarle ma si trattava di
volumi già esistenti e le osservazioni riguardavano un cambio di destinazione d'uso.
Ricordo che c'era documentazione fotografica.
ADR Non ricordo se le osservazioni riguardavano Panella o Natale. Per quanto
riguarda Panella, ricordo delle osservazioni ma non del quando sono pervenute e
ricordo il cognome essendo lo stesso di assessore provinciale ancora in carico anche
se all'epoca delle osservazioni non feci alcun collegamento con l'assessore come già
detto alla Polizia Giudiziaria; per quanto riguarda il cognome Natale mi viene solo da pensare che trattasi di cognome comunemente noto nell'agro aversano e segnatamente in Casal di Principe, ma non evoca in me alcun ricordo specifico sulle osservazioni in oggetto

giovedì 20 novembre 2008


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Crash gost:. La pen drive di Alfonso Alberico basilare per le indagini

Santa Maria Capua Vetere . Si allarga sempre di più l’inchiesta sulle truffa delle assicurazioni. La pen drive sequestrata al dottor Alfonso Alberico dove sono custoditi i segreti e le risultanze professionali potrebbe fornire, in ogni caso, fonti di prova inconfutabili. Per questo motivo sotto la lente di ingradimento ci sono ancora ben una dozzina di persone che d’altra parte sono sotto osservazioni da parte della procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere. massimo riserbo quindi da parte dei magistrati inquirenti i quali hanno già attuato un piano contro la fuga di notizie. Non a caso qualcuno che ricopre qualche ruolo istituzionale politico non all’interno del palazzo di giustizia , sia ben chiaro, ha usato per scopi personali, notizie false e tendenziose che poi sono sfociate in un irrigidimento da parte di tutti i magistrati inquirenti nei confronti dell’incolpevoli avvocati e colleghi della carta stampata . Assodato che oramai sarà il tribunale del riesame di Napoli a chiarire se le ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli arrestati sono legittime, l’indagine va avanti. La pen drive sequestrata al Dottor Alberico potrà in ogni caso chiarire come avvenivano i falsi incidenti . In sostanza i giudici sono in possesso di materiale probatorio alquanto decisivo per far intraprendere nuovi provvedimenti giudiziari . La prima inchiesta scattò alla fien di ottobre ma anche nel pomeriggio del 14 novembre 2008. Quest’ultima un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 8 persone indagate per “associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe ai danni di società assicuratrici” e reati connessi (corruzione, falsità materiale e ideologica, scaturì dalla dichiarazioni etero accusatori di alcuni indagati della prima trance. Le stesse furono eseguite durante gli interrogatori di garanzia da alcuni dei soggetti tratti in arresto lo scorso 30 ottobre 2008 per i medesimi reati, e dai successivi riscontri effettuati dai Carabinieri delle Stazioni di Santa Maria Capua Vetere e San Prisco. In particolare, i provvedimenti riguardavano l’aggravamento della posizione di quattro indagati già agli arresti domiciliari, ai quali è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere: Carmine LISI Dirigente Istituto Medicina Legale Ospedale Civile di Caserta; Giuseppe TARTAGLIONE medico ortopedico Ospedale Civile di Capua; Giovanni IOSSA, medico primario reparto ortopedia Ospedale Civile di Maddaloni; Prisco DI CAPRIO medico ortopedico Ospedale Civile di Maddaloni;l’aggravamento della posizione di un indagato già sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Caserta, al quale è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari: Pasquale MARINO , tecnico radiologo clinica “Villa Santa Lucia” in San Giuseppe Vesuviano (NA);e tre nuovi indagati Roberto ADELINI medico primario reparto ortopedia Ospedale Civile di Sessa Aurunca, nonchè consigliere comunale al Comune di Santa Maria Capua Vetere; Giuseppe RESCINITI , perito liquidatore della società “Sara Assicurazioni”; Pasquale LUCARIELLO , cancelliere presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Caserta.

lsu a santa maria : con i sindacati rivendicano i loro diritti

Santa Maria Capua Vetere . Venerdì mattina si saprà cosa succederà ai lavoratori socialmente utili che sono in forza al comune di Santa Maria Capua Vetere . E’ infatti fissata per le ore 10.00 la riunione sindacale chiesta espressamente dai sindacati della triplice , ma anche gli autonomi . Al centro le mansioni che svolgono e il quartum ad esso elargito . I lavoratori socialmente utili come si sa sono stati assorbiti dal Comune nel 1996 con una normativa che prevedeva limmissione in servizio di questi lavoratori i quali vengono pagati dall’istituto della previdenza sociale, tramite l’ente comunale Gli stessi sono impiegati per lavori di pubblica utilità mirati alle creazione di posti di lavoro in particolare in nuovi bacini di impiego, della durata di 12 mesi, prorogabili al massimo per altri due periodi di 6 mesi. Lavori socialmente utili mirati alla qualificazione di particolari progetti formativi volti alla crescita professionale in settori innovativi, della durata di 12 mesi . Lavori socialmente utili per la realizzazione di progetti aventi obiettivi di carattere straordinario, della durata di 6 mesi, prorogabili al massimo per un periodo di 6 mesi, con priorità per i soggetti titolari di trattamenti previdenziali. Prestazioni di attività socialmente utili da parte di lavoratori iscritti alle liste di mobilità, o percettori di altro trattamento speciale di disoccupazione o che godono di altro trattamento straordinario di integrazione salariale a zero ore. I progetti di lavori socialmente utili possono essere attivati soltanto in alcuni specifici settori : cura ed assistenza all'infanzia, all'adolescenza, agli anziani; riabilitazione e recupero di tossicodipendenti, di portatori di handicap e di detenuti; interventi mirati nei confronti di soggetti in condizione di particolare disagio e emarginazione sociale; raccolta differenziata, gestione di discariche e di impianti per il trattamento di rifiuti solidi urbani, tutela della salute e della sicurezza nei luoghi pubblici e di lavoro, tutela della aree protette e dei parchi naturali, bonifica della aree industriali dismesse e interventi di bonifica dell'amianto; miglioramento della rete idrica, tutela degli assetti idrogeologici e incentivazione dell'agricoltura biologica, realizzazione della opere necessarie allo sviluppo ed alla modernizzazione dell'agricoltura anche nelle zone montane, della silvicoltura, dell'acquacoltura e dell'agriturismo; piani di recupero, conservazione e riqualificazione, ivi compresa la messa in sicurezza degli edifici a rischio, di aree urbane, quartieri di città e centri minori, in particolare di montagna; adeguamento e perfezionamento del sistema dei trasporti; interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio culturale; iniziative dirette al miglioramento delle condizioni per lo sviluppo del turismo. I progetti devono essere preparati nell'ottica di realizzare attività stabili nel tempo e devono quindi essere preparati con un vero e proprio piano d'impresa, relativo alle attività d'impresa che alle fine del progetto si vogliono promuovere.

mercoledì 19 novembre 2008

Provincia gate - Ecco i verbali dei politici presentati dal pm


Caserta. Provincia gate – Il pm deposita gli interrogatori che sono state ascoltate nel corso delle indagini . C’è un voluminoso carteggio che è stato depositato stamattina al gip di Santa Maria Capua vetere . Al centro la vicenda del piano regolatore di Casagiove dove sono stati ascoltati nel corso delle indagini anche il presidente della provincia di Caserta Alessandro De Franciscis, Il tecnico provinciale Ing. Spasiano, Maria Carmela Caiola , il sindaco Enzo Melone e il Signor Ciardiello . La difesa di Anthony Acconcia ha chiesto termini a difesa e il processo è stato rinviato al 17 dicembre 2008. Stamattina Domenico Bove ex sindaco di Alvignano assistito dall’avvocato Angela Monaco, Giacomo Caterino dall’avvocato Alessandro Barbieri , il direttore generale Anthony Acconcia dall’avvocato Giuseppe stellato Sergio Romano difeso dall’avvocato Renato Jappelli e Alessandro Barbieri e Antonio Simeone difeso dall’avvocato Vittorio Giaquinto, Nicola Lanni , Francesco Mastroianni, Pasquale di Lillo , Pasquale Palmeri sono comprasi all’udienza preliminare . I reati contestati dai pubblici ministeri della procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere titolare delle indagini Paolo di Sciuva ed Alessandro Cimmino variano dall’associazione a delinquere alla turbativa d’asta alla truffa aggravata, per lo più eseguiti fra il 2005 e il 2006, ma anche fino a tutto il 2007 . Al centro dell'indagine un presunto giro di mazzette, scambi di favori, ditte agevolate e ditte escluse al di fuori dei regolamenti in materia di appalti pubblici. La vicenda nacque da un avviso di garanzia, scattato nel marzo dello scorso anno e riguardò Domenico Bove, per quattro anni primo cittadino di Alvignano, eletto nella lista della Margherita e poi transitato nell’Udeur, consigliere provinciale e presidente della commissione urbanistica dell’Ente di corso Trieste. Un avviso di garanzia che sfociò in una perquisizione presso la sua abitazione, nella segreteria comunale e presso gli uffici della Provincia ubicati nella Saint Gobain, dove lo stesso presidente della provincia Alessandro De Franciscis si arrabbiò tantissimo . Il blitz fu eseguito all’alba del 7 giugno quando furono poste in stato di detenzione sei persone sottoposte a misurare restrittive della libertà personale fra cui spiccano anche due provvedimenti emessi nei confronti di Mario Coppola e Renzo Ambroselli di obbligo di dimora. In provincia e in comune è calato il silenzio più assoluto da parte di funzionari e personaggi politici perché si aspettano come andrà a finire invece la casa della libertà si è data da fare.

Dal verbale del 12 giugno 2007 di Maria Carmela Caiola . «Vengo a sapere che c'era l’esigenza di sottoscrivere nuovamente la proposta di delibera del Prg di Casagiove. Ricordo che della cosa me ne parlò sicuramente il presidente De Franciscis e l’ingegner Spasiano. Rammento altresì che fummo invitati, tutta la giunta, a un pranzo presso il ristorante “Le Colonne” e al termine il presidente mi fece pervenire una busta contenente la nuova proposta di variante con allegata anche una nota, non mi ricordo bene se mi invitava a visionarla o a sottoscriverla. Credo di aver conservato tale atto e di cercare di ricostruire meglio l'episodio in quanto ricordo che al pranzo vi era anche Acconcia (il braccio destro di De Franciscis mandato ai domiciliari con le stesse identiche accuse per le quali i consiglieri Udeur finirono invece in galera, ndr) che forse ha consegnato la busta a De Franciscis. Ulteriori dettagli mi furono riferiti dall’ingegner Spasiano il quale, raggiuntomi nel mio ufficio, mi rese noto che erano pervenute due nuove osservazioni da inserire nella proposta di delibera per cui c’era la necessità di sottoscriverla. Chiesi chiarimenti a venni a sapere che le osservazioni pervenute erano di Natale e Panella, cognomi assolutamente noti nell'ambiente. Il mancato transito delle due osservazioni attraverso il Ctr mi risultava assolutamente irrituale così contestai la circostanza a Spasiano» che la rassicurò. Il risultato fu che «le mie perplessità aumentavano» perché le «osservazioni pervenute» provenivano «dal padre dell'assessore Tiziana Panella e dall'esponente politico dell'Udeur, Natale». Per finire: «Non ho ricevuto pressioni dirette da Acconcia, è invece capitato in una circostanza che lui lo facesse attraverso l'avvocato Chicco Ciceri (...). Un giorno mi chiama il mio segretario regionale Alberto Patrono, mi convoca a Napoli nello studio di Ceceri a Riviera Chiaia. L'avvocato mi chiede il motivo per il quale non avessi sottoscritto la proposta di delibera di variante al Prg di Casagiove. Dissi che non ero convinta. In quel momento arrivò in diretta la telefonata di Acconcia. Ceceri mi riferiva in diretta della sua sollecitazione a firmare ma io sono rimasta ferma nel mio atteggiamento e la cosa è finita lì».

Increscioso episidio omicidiario: E' stato ucciso il figlio di Giuseppe Sellitto detenuto a Sulmona . Arrestato il colpevole

Sessa Aurunca. Una lite tra alcuni cacciatori e un agricoltore finisce in tragedia. Ucciso il cugino dell’ispettore Sellitto. Un bruttissimo episodio si è consumato fra le campagne sulla statale domiziana in tenimento di Cellole. Antonio Sellitto è stato colpito questa mattina da un colpo di fucile da caccia nei terreni in località “Polletrara” in tenimento di Cellole. A sparare è stato un cacciatore proveniente della zona del napoletano che insieme ad alcuni amici si trovava a caccia nei terreni succitati. Arcangelo Russo, di 59 anni, si è costituito nel pomeriggio di ieri presso la stazione dei carabinieri di Grumo Nevano dove ha raccontato la proprio versione dei fatti.. Dai primi riscontri e dalle prime dichiarazioni rse dal cacciatore che, insieme ai suoi colleghi di battuta, si è presentato alla sede della Compagnia carabinieri di Sessa Aurunca, il colpo potrebbe essere partito al culmine di una liste tra i due. Il gruppo di cacciatori in trasferta si è costituito al comando dei carabinieri di Sessa Aurunca, dove sono in corso le interrogazioni. Sellitto era un agricoltore. sposato con quattro figli e arrotondava facendo alcune vigilanze nella zona. Sempre rimanendo ai primi riscontri, Sellitto è stato colpito in pieno petto da un colpo di fucile calibro 12.

Il nome di Antonio Sellitto è collegato al padre Giuseppe che sta scontando una pena di 15 anni di reclusione nel carcere di Sulmona. Fu condannato dalla seconda corte di assise di appello di Napoli qualche anno fa alla pena di 15 anni di reclusione , dopo che il processo venne palleggiato fra la corte di cassazione di Roma e Corte di assise di appello di Napoli . Il Presidente Alaberto pacelli lo condannò ma la condanna venne cancellata dalla corte di assise di appello di Npoli : Fu la cassazione ad emette il verdetto ufficiale di condanna . Giuseppe sellitto il 5 settembre 1999 uccise lo zio Antonio Sellitto sulla spiaggia di Biaia domizia. Antonio Sellitto , che guarda caso si chiamava come il figlio, era fratello dell’ispettore di polizia Armando sellitto che venne poi ucciso il 16 gennaio 1999 in un agguato nella stessa . L' agguato di Antonio avvenne al lido "Amicizia" di Baia Felice, un centro turistico che, per la sua vicinanza con Napoli e Caserta, durante il week end e' molto affollato. E infatti numerosissime persone avevano assistito all' omicidio. Ma questo non ha scoraggiato i sicari, che, anzi, hanno approfittato della ressa per allontanarsi e raggiungere senza problemi l' auto con cui sono fuggiti. Addirittura si penso che dietro i due episodi erano collegati alla camorra, ma non fù così perché il primo quello di Antonio Sellitto fu dichiarato omicidio volontario preterintenzionale . Diverso invece quello di Armando Sellitto, che dopo aver prestato servizio a Caserta venne trasferito prima a Napoli e poi a Isernia, fu accusato da un pentito di essere in contatto con una di queste cosche. In precedenza il poliziotto era stato sospeso da ogni incarico, perche' la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere lo mando' sotto processo per associazione camorristica. In particolare il vice ispettore fu accusato, oltre che di avere stretti rapporti di amicizia con alcuni boss, di informare puntualmente i clan di ogni indagine sul loro conto. Ma la tesi in aula non trovo' conferme. Assolto al termine del processo di primo grado, Sellitto vide confermato il verdetto favorevole anche nel giudizio di appello. Pero' qualcosa sul suo conto era sfuggito agli investigatori ma non ai camorristi: che decisero di eliminarlo. Il corpo del poliziotto fu trovato su una spiaggia poco distante da quella dove ieri e' stato ammazzato suo zio. Con la differenza, pero' , che allora, in pieno inverno, l' agguato fu senza testimoni, mentre stavolta i killer sono stati visti da decine di persone. Ieri l’epilogo di Antonio Sellitto figlio di Giuseppe che è stato ucciso a fuciliate, quando forse il padre stava aspettando una notizia sulla sua scarcerazione.

Carabinieri: Due arresti e un controllo in un deposito di alimentari



REGIONE CARABINIERI CAMPANIA
Compagnia di Santa Maria Capua Vetere

Comunicato Stampa

Tra la serata di ieri ed il pomeriggio odierno i reparti dipendenti hanno effettuato i seguenti arresti nel corso di servizi preventivi di controllo del territorio:
In Recale (Ce), arrestato in flagranza di reato il 30enne pregiudicato Marco Brignola , residente in via caturano a recale, ritenuto responsabile di “evasione dagli arresti domiciliari” cui trovavasi sottoposto dal 03 novembre 2008 per aver commesso uno scippo nel mese di giugno u.s.
al predetto e’ stato anche contestato il reato di “estorsione continuata” in danno dei genitori poiche’ ha estorto loro danaro al fine di acquistare sostanza stupefacente.
In Grazzanise (ce), arrestato in flagranza di reato per “ricettazione e illecita duplicazione di dvd e cd” il 59enne pregiudicato Nicola Amato , residente a Sant’Angelo in Formis in Capua (Ce).
Il predetto, all’atto del controllo, e’ stato trovato in possesso di 615 dvd e cd musicali contraffatti, sottoposti a sequestro.
Entrambi gli arrestati, dopo le formalita’ di rito, sono stati associati alla casa circondariale di santa maria capua vetere.

Inoltre, sempre nella giornata di ieri, durante un servizio finalizzato al controllo delle attivita’ commerciali, i carabinieri della stazione di Macerata Campania, unitamente ai colleghi del N.a.s. di Napoli, a personale del dipartimento prevenzione dell’A.s.l. Ce/1 e della direzione provinciale del lavoro di Caserta – servizio ispezione lavoro, hanno effettuato un controllo presso il deposito all’ingrosso di generi alimentari “Gruppo Siciliano s.r.l.” con sede in Capodrise - via Ponteselice. nella circostanza sono state elevate sanzioni amministrative pari ad euro 2.000 e sottoposte a sequestro 17.888 bottiglie di acqua minerale e vari insaccati in cattivo stato di conservazione. nel medesimo contesto sono stati individuati 2 lavoratori in nero ed elevata sanzione amministrativa pari ad euro 7.000.
il rappresentante legale e’ stato denunciato a piede libero

Rione iacp nel degrado a Santa Maria Capua Vetere

Santa Maria Capua Vetere. Le palazzine dello Iacp ripiombano nel degrado più assoluto. A constatarlo sono le migliaia e migliaia di lamentele che sono state avanzate da alcuni residenti del posto i quali hanno cercato di indirizzarle anche all’istituto di Caserta , ma per adesso nulla è stato ottemperato . In particolar modo, alcune palazzine, che non sono quelle a fronte strada perché ancora intatte, sono quelle all’interno le quali presentano segni di degrado . Non a caso le stesse sono provviste di ascensori , ma da qualche mese le stesse funzionano a singhiozzo e molti sono gli anziani che si devono sobbarcare il peso della spesa fino ai piani alti . La manutenzione si sa spetta a chi ha in carico tutto il condominio ed in questo caso l’istituto , ma anche al comune di Santa Maria Capua Vetere si deve fare carico affinché le famiglia che abitano da più di un decennio non possano essere dimenticate. Si sa il rione Iacp è quello più popoloso , ma anche polare , che racchiude la vera storia di una città che molto dimentica chi anche nei momenti più topici ha tolto le patate bollenti da una pentola . In sintesi la famiglie che risiedono nel rione sono molto spesso dimenticate e quindi si constato tali inadempienze . A questo però si aggiunge anche il fatto che qualcuno ha cercato di accontentare qualche famiglie lasciando a piedi altre più bisognose. Questo non deve succedere poiché ogni famiglia che ha ricevuto l’alloggio è uguale alle altre e quindi ha lo stesso trattamento . Abbiamo raccolto queste lamentele poiché i cittadini ritengono che i lavori devono essere eseguiti come quelli si eseguirono non meno di qualche anno fa fra il 2000 e il 2002, quando gli stabili furono rinforzati con lavori di consolidamento dopo ulteriori rimostranze da parte dei residenti che chiedevano più sicurezza . Si sa le palazzine sono state costruite alla fine degli anni ottanta e principi anni novanta quando una fiorente e ricca amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere insieme all’istituto autonomo case popolari pensava anche alle famiglie più bisognose e di concerto sia il comune che l’istituto localizzò l’area dove costruì centinaia e centinaia di appartamenti per consegnarli a queste famiglie in un momento storico. Ebbene quindi che Comune e Istituto autonomo case popolari che svolge la sua attività nel capoluogo casertano, si facciano carico di controlli che devono essere eseguiti nella città di Santa Maria Capua Vetere perché se da un parte si sa, l’istituto e comune hanno stilato protocolli di intesa per grandi progetti non bisogna tralasciare il servizio che deve essere eseguito anche nei confronti delle famiglie bisognose.