In data 22 luglio 2015, i CC della Stazione di Pietravairano (CE) hanno dato
esecuzione all'ordinanza applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal Gip del
Tribunale di S. M. C. Vetere nei confronti di :
-DI SANO Giovanni Perdonando, ci. 1978
- DI SANO Vincenzo, ci. 1949,
padre e figlio, entrambi residenti in Presenzano, gravemente indiziati, in concorso
dei reati di usura (art. 644 c.p.) ed estorsione aggravata (art. 629 c.p.)
Le indagini delegate ai CC della Stazione di Pietravairano (CE), coordinate da
questa Procura retta dalla d.ssa Raffaella Capasso), Sezione Criminalità economica
(coordinata dal Procuratore Aggiunto Antonio D'AMATO), hanno preso avvio nel
mese di novembre 2014, a seguito della denuncia presentata da una casalinga
49enne di Vairano Patenora, la quale, nel precedente mese di marzo, per stato di
bisogno, aveva chiesto a più riprese, ai destinatari dell'odierno provvedimento
cautelare, prestiti di denaro per complessivi euro 2.300,00, pattuendo interessi
mensili pari a circa il 10% e, successivamente, restituendo la somma totale di euro
6.000,00, senza tuttavia riuscire ad estinguere la propria posizione debitoria;
perdurando la impossibilità di adempiere ai pagamenti, la vittima era stata più
volte minacciata dagli indagati di gravi ritorsioni fisiche, indirizzate anche verso i
propri familiari ed in particolare verso i propri figli in tenera età.
Nel prosieguo delle indagini, sviluppatesi anche attraverso attività tecniche di
intercettazione di conversazioni, è stata identificata un'altra vittima della attività
usuraria dei Di Sano, una 34enne sempre del luogo, che, nel corso dello stesso anno
2014, aveva contratto, ad analoghe condizioni, un prestito con gli odierni indagati.
Questo blog è stato istituito secondo le normative vigenti che salvaguardano il diritto sancito dalla Costituzione italiana garantito per la libertà di pensiero che c'è nella nostra nazione.
La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".
DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013
email procecere@alice.it
DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013
email procecere@alice.it
CORONAVIRUS ITALIA ECCO I DATI
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ECCO I RISULTATI DELLA PROVINCIA DI CASERTA
giovedì 23 luglio 2015
CARCERE SANTA MARIA CAPUA VETERE: DETENUTI E AGENTI SENZA ACQUA PER COLPA DELLA BUROCRAZIA
Moretti, USPP "Appello al Provveditore: situazione paradossale, i
fondi ci sono"
"In ordine alla difficile situazione in cui versa l'istituto
penitenziario di Santa Maria Capua Vetere, il problema della carenza
di fornitura idrica è paradossale, visto il grande stanziamento di
fondi, bloccati per questioni burocratiche. Tanto più assurdo se si
considera che questo accade in una struttura che recentemente ha visto
incrementare il numero dei detenuti a seguito dell'apertura di un
padiglione all'avanguardia". Lo dichiara il Presidente della
Unione
Sindacati di Polizia Penitenziaria, già UGLPP, Giuseppe Moretti, in
riferimento allarme lanciato dal Garante dei Detenuti della Regione
Campania.
Moretti ricorda che "questa denuncia ricalca quanto già più volte
segnalato sia dai nostri rappresentati territoriali che dalla
Segreteria Nazionale, che recentemente ha visitato i locali
dell'istituto, riscontrando una situazione di vero e proprio disagio,
vissuto sia dalla popolazione detenuta che dagli agenti.
Per il Presidente USPP, "sorprende come nonostante le nostre vertenze
per ottenere il riconoscimento di una diversa tipologia di istituto -
conclude Moretti - quella struttura paghi il fatto di non essere
considerata di primo livello per alcune lacune strutturali nella
sicurezza, nonostante siano presenti stabilmente oltre 1200 detenuti
con procedimenti penali connessi a reati, se non di carattere
associativo di tipo mafioso, certamente non del tutto estranei al
fenomeno, con tutti i problemi annessi alla gestione di questo genere
di detenuti da parte degli agenti di polizia penitenziaria".
"Siamo certi che a livello regionale il Provveditore abbia attivato
tutte le necessarie cautele per risolvere questi annosi problemi - la
conclusione di Moretti - ma non è più tollerabile che l'efficienza di
una struttura così imponente si perda, lasciateci la battuta, in un
bicchier d'acqua vuoto".
CARABINIERI IN AZIONE - LE OPERAZIONI DEL GIORNO IN PROVINCIA DI CASERTA -
I Carabinieri della Stazione di Castel Volturno Pinetamare hanno tratto in arresto per tentato furto Cantone Carminecl. 91 e Schiavino Cirocl. 89, entrambi del luogo. I militari operanti bloccavano i due giovani mentre tentavano di asportare materiali vari, nonché rubinetteria, termosifoni ed infissi in alluminio dall’interno degli edifici in disuso già ospitanti l’ex “hotel delle acacie” ed ex “scuola 2° circolo didattico”, di proprietà di una Società avente sede legale in Napoli. Durante le operazioni di p.g. il Cantone nel tentativo di sottrarsi all’arresto opponeva resistenza attiva nei confronti dei militari che lo traevano in arresto anche per resistenza a p.u.. Gli arrestati sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Durante la decorsa notte, in Castel Volturno (Ce), località Pinetamare, via Messina, militari del locale comando Stazione hanno tratto in arresto TAHIRU Muntari, cl. 75. Il 40enne, ghanese, a seguito di perquisizione personale e domiciliare è stato trovato in possesso di nr. 27 dosi di sostanza stupefacente del tipo marijuana per complessivi grammi 21 e la somma contante pari ad € 785,00, verosimilmente provento dell’illecita attività di Spaccio. L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (Ce).
E’ diventato un comportamento ormai “normale” quello di utilizzare i mezzi pubblici senza pagare il biglietto, tanto normale che se qualcuno ci ricorda l’obbligo c’è chi si contraria al punto da aggredire il Capotreno.
E’ quello che è successo ieri sera 22 luglio 2015 a bordo del treno 7880 E.A.V. (Ente Autonomo Volturno) in servizio sulla tratta alifana Napoli – Piedimonte Matese, al capotreno di anni 47, in servizio sull’ultima corsa in partenza da Napoli alle ore 18.50, quando ha cercato di ottenere il pagamento del biglietto del treno da parte del giovane 25enne da Piedimonte Matese. Il ragazzo inizialmente ignorava gli inviti del ferroviere ed alle sue insistenze dapprima rifiutava di regolarizzare la propria posizione e successivamente iniziava un violento alterco dapprima verbale e poi fisico con il responsabile del treno. Al momento della partenza del convoglio dalla stazione ferroviaria di Alvignano ove era salito il giovane infastidito dalla pressante azione del capotreno che lo invitava a scendere dalla vettura, per tutta risposta nello scendere i primi gradini si voltava e lo aggrediva con un coltello colpendolo alle gambe, dandosi successivamente alla fuga. L’allarme scattato nella stazione ferroviaria di Dragoni e le immediate ricerche esperite dai militari della Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese consentivano di rintracciare e bloccare il 25enne, che liberatosi del coltello, era salito a bordo di una vettura condotta da un conoscente cercando di rientrare a Piedimonte Matese, come se nulla fosse accaduto.
Il capotreno nel contempo veniva assistito dai sanitari del 118 e quindi trasportato presso il Pronto Soccorso dell’ospedale di Piedimonte Matese ove gli erano riscontrate ferite da arma bianca sia alla gamba destra che alla caviglia sinistra, per cui veniva ricoverato in osservazione con una prognosi di almeno 15 giorni.
A carico dell’aggressore, nell’arco notturno, sono stati acquisiti gli elementi utili a definire il quadro probatorio a suo carico, per cui veniva deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere.
Un equipaggio dell’aliquota radiomobile del Comando Compagnia Carabinieri di Mondragone, ha tratto in arresto NDIAYE Ley, cl. 88 del Senegal. Allo stesso i militari dell’Arma hanno notificato un ordine di carcerazione emesso dall’ ufficio esecuzioni penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Napoli. IlNDIAYE dovrà scontare la pena residua di mesi 10 di reclusione poiché colpevole dei reati di detenzione ai fini del commercio di supporti audiovisivi contraffatti, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, commessi 26.03.2013 in Napoli. L’arrestato, è stato tradotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (Ce).
GUARDIA DI FINANZA. ROMA. SEQUESTRATI CONTI CORRENTI, INVESTIMENTI FINANZIARI, IMMOBILI, AUTO E MOTO DI LUSSO PER OLTRE 96 MILIONI DI EURO AD ORGANIZZAZIONE CRIMINALE TRANSNAZIONALE DEDITA ALLA FRODE FISCALE
Dalla prime ore dell’alba Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dal Sostituto
Procuratore Catello MARESCA della Procura di Napoli, stanno eseguendo, su tutto il territorio
nazionale, il sequestro “per equivalente”, sino alla concorrenza della somma di euro 96.327.534,80,
dei beni mobili ed immobili riconducibili a 37 soggetti, prevalentemente cittadini italiani, facenti parte
di un’associazione a delinquere transnazionale dedita alla commissione di una colossale frode
“carosello” all’IVA comunitaria.
L’imponente sequestro scaturisce da una pregressa attività investigativa che, partendo da
un’indagine sull’ala del clan camorristico Mazzarella specializzata nella pirateria audiovisiva e
risalendo la filiera, ha permesso di individuare alcune aziende italiane ed estere dedite
all’introduzione nel territorio nazionale di ingentissimi quantitativi di cd e dvd vergini, destinati sia alla
criminalità partenopea che alla grande distribuzione. L’analisi delle operazioni commerciali ha messo
in luce il ruolo di alcune società, solo in apparenza regolari, ma di fatto “cartiere”, riconducibili a due
“facoltosi” imprenditori toscani (evasori totali). Grazie a diverse perquisizioni, agli elementi probatori
emersi dalle intercettazioni telefoniche, telematiche ed ambientali, alla collaborazione fornita dal
Servizio Antipirateria della SIAE ed all’esame della copiosa documentazione contabile ed extracontabile
sequestrata, è stato possibile accertare le condotte delittuose del radicato sodalizio
criminale specializzato in maxi frodi fiscali e truffe aggravate ai danni dello Stato (Ente pubblico
SIAE). Il gruppo in argomento, per realizzare l’evasione dell’IVA, si avvaleva anche di una vasta rete
di intermediari costituita da persone giuridiche con sedi strategicamente dislocate in Paesi a fiscalità
privilegiata (Jersey, Svizzera, Repubblica di San Marino). L’evasione dei tributi veniva realizzata
attraverso una serie di triangolazioni fittizie, secondo un ingegnoso schema tipico delle frodi
carosello, che redavano il prezzo dei prodotti informatici venduti imbattibile ed estremamente
concorrenziale. Il sistema di frode aveva sbaragliato tutti gli operatori onesti, assicurando agli autori
della truffa un’indiscutibile posizione di monopolio. Gli ingenti quantitativi di supporti audiovisivi
“vergini”, prevalentemente a marchio VERBATIM, di fatto erano destinati ad alimentare il mercato
italiano evadendo imposte - I.V.A. ed I.R.E.S. - quantificate in oltre 96 milioni di euro.
Il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli - dott.ssa Ludovica MANCINI – attesa la
transnazionalità dei reati contestati, ha disposto il sequestro preventivo ex art. 11 Legge 146/2006
nei confronti dei 37 soggetti tra i quali i vertici pro tempore della “VERBATIM ITALIA”, due noti
imprenditori toscani, oltre a commercialisti, consulenti tributari, e diversi imprenditori. Tra i beni
sequestrati -individuati in Toscana, Emilia Romagna, Lombardia, Campania, Lazio, Puglia -
numerosi conti correnti, quote di fondi di investimento, obbligazioni finanziarie, immobili e autoveicoli.
Nel corso della prima fase delle indagini erano stati sequestrati anche 23 milioni di cd/dvd “vergini”
che l’Autorità Giudiziaria, accogliendo la proposta del Corpo, ha donato a scuole, parrocchie ed enti
pubblici
GUARDIA DI FINANZA CASERTA: MAXISEQUESTRO DI PRODOTTI CONTRAFFATTI. DENUNCIATI TRE CITTADINI STRANIERI.
I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Caserta hanno sottoposto a sequestro oltre
2.000 articoli elettrici ed elettronici recanti marcatura “CE” non conforme all’originale e, quindi,
potenzialmente pericolosi se utilizzati nelle case domestiche, nonché più di 3.000 capi
d’abbigliamento contraffatti. Il valore commerciale dei prodotti sequestrati ammonta a circa 40 mila
euro.
Il risultato di servizio è stato conseguito dalle Fiamme Gialle a seguito di indagini nei confronti dei
soggetti dediti all’importazione, produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti e nocivi
alla sicurezza pubblica, provenienti da paesi extracomunitari e non conformi alla normativa
europea.
In tale contesto, i finanzieri della Compagnia di Caserta, hanno avviato un’attenta attività infoinvestigativa,
finalizzata all’individuazione dei canali che alimentano l’illecito traffico, che ha
consentito di individuare, nei pressi del casello autostradale di Napoli Nord, un autoarticolato
condotto da tre cittadini stranieri che trasportavano i capi di vestiario contraffatti e gli articoli elettrici
ed elettronici con marchio “CE” non conforme alla vigente normativa.
La merce sequestrata dalle Fiamme Gialle era, verosimilmente, destinata alla commercializzazione
parallela presso negozi compiacenti e sulle bancarelle dei mercati rionali del casertano e del
napoletano.
I controlli effettuati dalle Fiamme Gialle, inquadrati nel più ampio contesto dell’intensificazione delle
attività a tutela del “Made in Italy”, che, come noto, riveste un settore strategico per l’economia
nazionale, hanno consentito di denunciare alla locale Procura della Repubblica di Santa Maria
Capua Vetere due soggetti di nazionalità cinese e uno di nazionalità bulgara per aver immesso sul
territorio nazionale prodotti contraffatti.
I numerosi risultati di servizio conseguiti dalla Guardia di Finanza nello specifico settore della
contraffazione testimoniano quanto sia sempre alta l’attenzione del Comando Provinciale di
Caserta nel programmare mirati interventi per la repressione delle violazioni delle leggi finanziarie,
a tutela degli onesti commercianti.
e' NATA VOCE UOMO L'ASSOCIAZIONE DELL'AVVOCATO ANTONIETTA MONTANO
Si è costituita, su idea dell’ Avv
. Antonietta Montano del Foro di Santa Maria CV, l’associazione a carattere nazionale denominata “Voce Uomo”.
“L’associazione
Voce Uomo è nata dall’ esigenza di garantire anche agli uomini
la possibilità di essere finalmente
ascoltati. Di seguito gli scopi: fornire
orientamento giuridico, morale,
psicologico a tutte le persone di sesso
maschile che hanno bisogno di affrontare e superare lo stato di difficoltà e
disagio in cui si trovano; proporsi come luogo di incontro e di aggregazione
spontanea ;porsi come punto di riferimento di attività culturali quali
convegni, conferenze, dibattiti, seminari, attività di formazione, attività
editoriale: pubblicazione di bollettini, pubblicazione di atti di convegni, di
seminari, nonché degli studi e delle ricerche compiute. .Realizzeremo un
intervento interdisciplinare operando in stretta sinergia con vari professionisti presenti nell'associazione , al fine di assicurare a ciascun uomo un intervento
mirato e specifico. Sono onorata di avere al mio fianco amici di alto
spessore umano e professionale , che
hanno accolto con entusiasmo l’invito della sottoscritta di iniziare insieme
questa nuova avventura. Fanno parte
del consiglio direttivo il Dott. Antonio Passaretta,vicepresidente
nazionale, il quale si occuperà altresì
delle problematiche attinenti la sfera sessuale; la Dott.ssa Carmela Giametta, Sociologa, Counsellor, Mediatrice
Familiare- la quale svolgerà attività di
sportello mensile finalizzata ad accogliere le richieste di aiuto con
particolare riferimento a quelle che vedono il soggetto richiedente coinvolto
in relazioni conflittuali anche in fase di separazione e divorzio al fine di
valutare l’opportunità di ricorrere ad un percorso di mediazione familiare
soprattutto la dove la situazione venuta all’attenzione dello sportello veda
coinvolti soggetti di minore età anche solo come spettatori del conflitto; la Dott.ssa Cristina Pizzi –
psicologa-giuridica- che si occuperà della
salvaguardia e tutela psicologica per gli uomini vittime di situazioni
pregiudizievoli dell’equilibrio psichico, facendo riferimento anche alla sfera
di coloro che attuano comportamenti lesivi dell’altrui equilibrio psicologico.
Apporteranno il loro valoroso contributo
i colleghi soci fondatori
dell’associazione “Voce Uomo”, gli
avv.ti Angelo Piccolo e Teresa Di
Monaco.
“Preciso che la
nascita dello sportello a tutela degli uomini vuole essere un chiaro e forte
messaggio per sfatare un luogo comune :
la violenza , in tutte le sue forme, non ha sesso! La violenza è un fenomeno trasversale e
continuare a far finta di niente rappresenterebbe la vera discriminazione di
genere. La neo-associazione ha sede nazionale in Santa Maria Capua Vetere, -81055 (CE), Corso Ugo De Carolis, 3, presso il CAF UNSIC –
Patronato Enasc, su gentile concessione della Dott.ssa Raffaella Terracciano,
che pubblicamente ringrazio. A breve verranno costituite le sedi sul
territorio nazionale. Le prime sedi operative saranno quella di Viareggio ( Presidente Avv. Fabrizio Miracolo) e
Napoli (
Presidente Avv. Nunzio Mallardo) L’inaugurazione dello
sportello di Santa Maria è prevista per settembre prossimo. ( Avv. Antonietta Montano)
sabato 18 luglio 2015
SANTA MARIA CAPUA VETERE - ECCO PERCHE VOGLIONO ZITTIRMI - SCRIVERE CHE LA CAMORRA AGISCE SUGLI UFFICI PUBBLICI NON è REATO
C'era una volta il giornalismo d'inchiesta dove giornalisti e magistrati della DDA cercavano di dare una giusta informazione e mettere in guardia persone che aveva avuto a che fare con individui che gravitavano nella panorama della criminalità organizzata. Le storie giudiziarie e politiche raccontate da chi scriveva sui giornali e su internet servivano a fare piena luce su fenomeni alquanto dubbiosi , il tutto riportato da provvedimenti , ordinanze, sentenze e da documenti che addirittura secretati, ma riportati nei molteplice provvedimenti , potessero dare luce a quanti volevano la verità . Maggiormente il mondo di internet apostrofato da Papa Giovanni Wotilya come il dono di dio, è stata un'arma a doppio taglio, in quanto, in prima battuta si è dato credibilità a chi svolgeva una informazione valida senza passare per giornali cartacei pagati con le sovvenzioni dello stato, quindi una informazione libera , dall'altro invece si è voluta "condannare" la tempestività con la quale, molto spesso, viene data una notizia o messo in rete esternazioni di carattere libero peraltro riportati con fatti e circostanze sui provvedimenti di carattere penale sui provvedimenti pubblici . A sostegno di ciò c'è una opinione pubblica che nonostante voglia sapere sembra che faccia prevalere il fenomeno delinquenziale che apre le porte ad una nuova vita di corrotti e delinquenti comuni che hanno avuto la strada aperta, soprattutto nelle pubbliche amministrazioni, negli enti . Ciò che affermiamo è stato scritto nella ultima ordinanza di custodia cautelare operazioni Medea nel capo di imputazione n.1 (assicurare impunità agli affiliati attraverso il controllo,realizzato anche con la corruzione, di organismi istituzionali) a firma di quella giudice che mai e poi mai ha avuto paura della camorra, che corrisponde al nome di Egle Pilla, ma soprattutto ai magistrati della DDA di Napoli che hanno stilato una inchiesta per dare credibilità alla gente comune che vuole un paese migliore.
Ecco perchè vogliono zittirmi perchè mi sono schierato con chi controlla il territorio da eventuali malefatte di personaggi equivoci, ma adesso invece ci divertiremo perchè scrivere che c'è la camorra sugli uffici pubblici non è reato peraltro certificata dagli addetti ai lavori .
Continuiamo a combattere.
martedì 14 luglio 2015
OPERAZIONI MEDEA - LA STORIA DEGLI IMPRENDITORI PROCESSATI E CONDANNATI - CI SONO ANCHE I FRATELLI MASTROMINICO CHE A SANTA MARIA CV HANNO FATTO BUSINESS
ECCO GLI
IMPRENDITORI DI MICHELE ZAGARIA
Le numerose
indagini che hanno coinvolto il gruppo dei Casalesi hanno sistematicamente
rivelato l'interesse da parte dell'organizzazione camorristica di . penetrare
nei settori dell'imprenditoria.
Alcuni processi,
tal uni dei quali (anche definiti con sentenza,
vanno in questa sede a titolo esemplificativo richiamati . ~
• il processo
cd. NormandiaII nel quale è emerso il controllo degli appalti con il sistema
della rotazione nell'ambito di un ampio cartello di imprenditori collusi,
gestito da Carmine SCHIA VONE e Nicola SCHIAVONE; ·
• il processo cd. "Il
principe e la ballerina" che ha fatto emergere il sistema di controllo
del voto in Casal di Principe e la complicità del Sindaco Cipriano CRISTIANO,
condannato per concorso esterno in associazione matìosa in primo grado, nonché
la gestione degli affari ad opera del clan Russo-Schiavone per la costruzione
di un ·centro Commerciale;
• il processo
che ha condotto alla condanna, per lo stesso reato, di Enrico MARTINELLI, Sindaco
di San Cipriano d'Aversa;
• il processo in
cui è stato condannato per Favoreggiamento di Michele
Zagaria, l'allora sindaco di Grazzanise
Enrico PARENTE;
• il processo in
cui si è proceduto all'arresto di Fortunato ZAGARIA, Sindaco di
Casapesenna; - .
,
• il processo in
cui è stato arrestato per partecipazione ad associazione mafiosa l'imprenditore
Giuseppe CARANDENTE TARTAGLIA , socio di fatto di Michele e Pasquale Zagaria
nel settore dei rifiuti;
• il processo
relativo al mega appalto di Villa Literno, che ha coinvolto il Sindaco Enrico FABOZZI
insieme agli imprenditori Giovanni MALINCONICO. e Pasquale e Giuseppe MASTROMINICO;
• il processo cd
Titano (n.9368/10), in cui sono
stati condannati diversi esponenti del
clan dei casalesi (fazione Schiavone e Zagaria) per avere fatto confluire in
territorio di San Marino enormi capitali, ivi riciclati da una locale società
finanziaria.
• Il processo
n.l787/14, in cui è stata data esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare
in carcere nei confronti, tra gli altri, di ZAGARIA Elvira, sorella di Michele,
e di DONCIGLIO Raffaele, imprenditore di Casapesenna, gravemente indiziati del
delitto di cui all' art.416 bis e di una serie di condotte volte a turbare la
regolarità di appalti nel settore della pubblica sanità casertana;
• Il procedimento
n.l5858/14, rispetto al quale è stata eseguita una ordinanza di custodia cautelare
in carcere a carico di CILINDRO Raffaele, imprenditore di Casapesenna, gravemente
indiziato di appartenere al clan di Michele Zagaria e di essersi procurato,
grazie a tale sua appartenenza, ingenti lavori pubblici e privati
OPERAZIONE MEDEA - IL CAPO DI IMPUTAZIONE DEL SINDACO DEL GAUDIO
Del Gaudio Pio - Fontana Giuseppe
9) per il delitto p. e p. dagli .art. 7 co.3 L.195/74, in relazione al! 'art.4 L.659/81, 7 L.203/1991
per avere il Fontana, in qualità di amministratore di società di capitali da lui amministrate e/o a
lui riconducibili (COGE FON SRL, CAL IMMOBILIARE srl, NUOVA IMPRESA srl e Vi.CAR.srl), corrisposto ed il Del Gaudio ricevuto un finanziamento illecito di 30.000 euro per la campagna elettorale relativa alle elezioni alla carica di Sindaco di Caserta, a cui il Del Gaudio partecipava come candidato, in assenza della relativa deliberazione degli organi societari e senza che tale somma venisse regolarmente iscritta nel bilancio delle società a lui riconducibili.
Con l 'aggravante di avere commesso il fatto al fine di agevolare il clan dei casalesi, fazione Zagaria, a cui il Fontana apparteneva e di cui il Del Gaudio era a conoscenza grazie ai suoi qualificati rapporti con Cosentino Nicola e con Polverino Angelo, entrambi referenti politici di Fontana Giuseppe per conto del clan Zagaria, derivando da tale illecito finanziamento il fatto che il candidato alla carica prometteva al Fontana, in caso di elezione, l 'affidamento di lavori pubblici con cui il clan Zagaria si sarebbe finanziato, così assicurando al clan stesso una risorsa finanziaria stabile su cui poter contare.
Caserta, nel maggio 201
OPERAZIONE MEDEA - ECCO COSA SCRIVONO NELL'ORDINANZA 351 DEL 2015
La presente ordinanza cautelare
rivela ulteriori e significative vicende dell'organizzazione
camorristica conosciuta come il
clan dei Casalesi.
Ed invero la cattura dei
riconosciuti capi storici del clan Francesco SCHIAVONE e Francesco
BIDOGNETTI, e la cessazione delle
latitanze di Michele ZAGARIA ed Antonio IOVINE, non ha
significato la conclusione delle
investigazioni sulle attività e sulle vicende dell'organizzazione
medesima. · ·
In realtà proprio la cattura di
Michele Zagaria, ha consentito di svelare contiguità economiche fra
taluni imprenditori e la
organizzazione camorristica allo stesso riconducibile, nonchè la
straordinaria capacità di
penetrazione del clan nei contesti più elevati della politica e delle
istituzioni locali, del tutto
asservite alle logiche affaristiche del c1an in cambio &consistenti dazioni
corruttive.
L'ordinanza cerca di ricostruire
questi scenari attraverso gli esiti delle attività di intercettazione
ambientali e telefonica,
realizzate in epoca immediatamente successiva alla cattura dello storico
latitante Michele Zagaria, ma anche grazie ad altre
preziose fonti di prova, per lo più costituite
dalle dichiarazioni di due
collaboratori di giustizia,Caterino Massimiliano e Pellegrino ,Attilio.
Il materiale investigativo
risulta compendiato nella informativa ·redatta dagli ufficiali di Polizia
Giudiziaria del R.O.S. dei
Carabinieri e del Reparto Investigativo di Caserta e completato dagli
interrogatori degli imprenditori
( alcuni dei quali destinatari della presente ordinanza cautelare)
Fontana Giuseppe, Licenza
Luciano, Martino Francesco, Martino Gin<', D"Alessandro Giuseppe.
Costoro sono stati interrogati
nel gennaio del 2014, quando erano ancora in corso le attività di
intercettazione telefonica ed
ambientale con contestuali perquisizioni all'interno delle sedi delle
società a loro riconducibili.
In considerazione della varietà e
complessità delle imputazioni e del numero degli indagati. è
apparso opportuno per ragioni
sistematiche dividere la presente ordinanza in tre parti ideali .
• Una prima sezione è dedicata
alla descrizione dei rapporti esistenti tra il clan di Michele
Zagaria e alcuni imprenditori di
Casapesenna; è emerso infatti che questi ultimi non sono
certo stati vittime
dell'organizzazione criminale quanto piuttosto, in un rapporto di reciproca
convenienza, hanno assicurato un
contributo rilevante al perseguimento dei fini associativi.
Decisivi in tal senso, come si
vedrà anche gli apporti dichiarativi di alcuni collaboratori di
giustizia che, per primi, hanno
deciso di dissociarsi dalla struttura di Zagaria e che hanno
permesso di comprendere dali'
interno ciò che gli investigatori avevano già verificato(
capol).Vi è poi all'interno della
prima sezione, in quanto strettamente collegato alla vicenda
degli imprenditori, il racconto
relativo alle 'anomalie' che hanno caratterizzato la cattura di
Michele Zagaria ( Capo 2).
• La seconda sezione si occupa
dei singoli episodi corruttivi e delle assegnazioni 'pilotate'
di ingenti appalti in favore di
imprese riconducibili al gruppo imprenditoriale di
Casapesenna attraverso l'attività e il contributo di
Franco Zagaria e Barbato Tommaso
• La terza sezione descrive i
legami degli imprenditori di natura corruttiva con alti esponenti
delle istituzioni campane
nazionali nonché con taluni esponenti delle Forze dell'Ordine(
capi 4 e ss. ).
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