La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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mercoledì 4 febbraio 2009

Le donne di camorra adesso collaboratrici si spartivano gli utili illeciti ecco i capi di imputazione

Anna Carrino ex di Francesco Bidognetti , Anna Maria Giarra moglie di Augusto La Torre perché, in concorso tra loro e non essendo concorse nel delitto presupposto, la CARRINO quale iniziale latore e la GIARRA quale ricettore finale delle somme provenienti dalle casse del clan dei casalesi, imputate alla società a partecipazione mafiosa poi denominata ECO4 s.p.a. e destinate al clan di Mondragone, ricevevano 30milioni mensili di provenienza delittuosa in quanto provento dei delitti direimpiego - o delitti presupposti -
Con l'aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare il clan dei casalesi ed il clan già denominato La Torre, di Mondragone, il primo rafforzato da una rinnovata alleanza, il secondo finanziariamente favorito In Gasai di Principe e Mondragone, nel 2000

Camorra, politica e rifiuti ecco i motivi dell'operazione della Dda di Napoli


Non c’è dubbio la direzione distrettuale antimafia preme l’acceleratore arrestando Sergio Orsi per convincerlo a parlare e dire tutto sugli affari politici del consorzio CE4e sui vari intrecci fra camorra e politica . L’inchiesta infatti prende spunto dalle plurime ordinanze custodiali che sono state già notificate nell'ambito del presente procedimento penale, e segnatamente quella n. 215 del 22.3.2007, afferente alle condotte di natura truffaldina realizzate nel corso degli anni 2004 - 2005, tra gli altri, dall'Orsi Sergio, dall'Orsi Michele che fu poi ucciso in data 1.6.2008 nel corso di un agguato di chiara matrice camorristica portato ad esecuzione dagli attuali componenti della ramificazione del clan dei Casalesi facente capo alla famiglia Bidognetti. Il procedimento riguarda anche Valente Giuseppe e dal De Biasio Claudio nel momento in cui si operava la vendita delle quote della società a capitale misto Eco4 dagli enti giuridici che formavano l'a. t. i. Flora Ambiente al consorzio Ce4 (che unitamente alla indicata a. t. i. aveva costituito in data 28.8.2000 la spa Eco4) nonché alla azione di matrice estorsiva posta in essere dagli affiliati al clan di stampo camorristico La Torre nei confronti dell'Orsi Sergio e dell'Orsi Michele avente ad oggetto il versamento della somma mensile pari ad euro quindicimila in relazione allo svolgimento della attività di raccolta dei rifiuti solidi urbani ad opera della spa Eco4 nel territorio del Comune di Mondragone . Ma anche a quella del 29.10.2007 afferente alla attività corruttiva perpetrata dall'Orsi Michele e dall'Orsi Sergio nei confronti del Valente Giuseppe nella sua qualità di Presidente del consorzio Ce4 in occasione della gara indetta da tale ente pubblico per la scelta del partner privato della costituenda società mista poi denominata Eco4 alla partecipazione del Valente Giuseppe alla condotta estorsiva posta in essere dal clan La Torre in danno dell'Orsi Michele e dell'Orsi Sergio con riferimento alla gestione da parte della spa Eco4 del servizio di raccolta dei rifiuti soldi urbani nel territorio del Comune di Mondragone. Ma anche al rilevato concorso esterno del Valente Giuseppe nel medesimo clan La Torre ed a specifiche azioni truffaldine e falsificatorie poste in essere, tra gli altri, dall'Orsi Sergio, dall'Orsi Michele, dal Valente Giuseppe e dal De Biasio Claudio in danno del consorzio Ce4.

Ecco tutti i nomi degli indagati e degli arrestati dell'operazione Ecomafie

L'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Napoli Alessandro Buccino Grimaldi su richiesta del pm Alessandro Milita


1. ALFIERO Nicola, nato il 26/07/1960 a Gasai di Principe (CE), in atto detenuto
2. BIDOGNETTI Aniello, nato il 11/12/1972 a Villaricca (NA); detenuto
3. BIDOGNETTI Claudio, nato il 01.10.1967 a Gasai di Principe;detenuto
4. BIDOGNETTI Francesco, nato a Gasai di Principe il 29.01.1951 ;detenuto
5. BORRATA Francesco, nato il 16/06/1968 a Casa di Principe indagato
6. CARRINO Anna, nata a Napoli, il 26.07.1965, dom.ta in località protetta; indagata
7. CAVALIERE Mario, nato il 04/05/1972 a Gasai di Principe (CE), detenuto
8. CIRILLO Alessandro, nato il 12/11/1976 a Caserta (CE), detenuto
9. DE BIASIO Claudio, n. Calvi Risorta (CE) il 02.09.1964;indagato
10. DI CATERINO Emilio, nato il 27.04.1974 a Aversa, dom.to in località protetta;indagato
11. DI MAIO Francesco, nato il 17/10/1968 a Mugnano di Napoli (NA), detenuto
12. FIORETTO Giosuè, nato a Napoli il 04.05.1963 ;detenuto
13. GIARRA Anna Maria, nata a Dortmund (Germania) il 2/4/1962;indagata
14. GRASSIA Luigi, nato a Casal di Principe il 09.06.1973;indagata
15. LETIZIA Armando, nato a Casal di Principe il 18.04.1953 ;detenuto
16. MIELE Massimiliano, nato il 26/07/1972 a Caserta (CE), detenuto
17. MIRAGLIA Francesco, nato il 18/06/1963 a Mondragone (CE), libero;
18. ORSI Sergio, nato a Casal di Principe il 5/6/1957, detenuto isolamento
19. PAGANO Esterina, nata il 01/01/1957 a Casal di Principe (CE), detta "la sgarra" -;detenuta
20. RUSSO Giovanni, nato il 13/06/1967 a Castel Volturno (CE), in atto detenuto
21. SCHIAVONE Aldo, nato il 21.10.1969 a Gasai di Principe; indagato
22. SETOLA Giuseppe, nato il 05/11/1970 a Santa Maria Capua Vetere(CE); indagato
23. VALENTE Giuseppe, nato in Mondragone il 12.09.1950, detenuto
24. VASSALLO Gaetano, nato il 18.10.1958 a Cesa (CE), dom.to in localitàprotetta;indagato
25. VERDE Enrico, nato il 13/11/1956 a Villa Literno (CE), detenuto
26. VEROLLA Nicola, nato a Lusciano (CE) il 04.07.1946;indagato

Inchiesta Thanatos , libero l'imprenditore Costantino Ferrara, le accuse non hanno retto

Inchiesta Thanatos scarcerato l’imprenditore Costantino Ferrara. E’ l’unico libero dell’inchiesta a cui è stato riconosciuto la libertà, per mancanza di gravi indizi di colpevolezza . Era stato posto in detenzione domiciliare con il provvedimento che aveva interessato altre persone firmato dal gip Antonio Baldassarre su richiesta del pubblico ministero Maurizio Giordano. Dopo l’interrogatorio, avvenuto qualche giorno fa Costantino Ferrara, assistito dal suo legale Raffaele Gaetano Crisileo, aveva chiarito la sua posizione e quindi il gip lo ha rimesso in libertà. I carabinieri di Caserta avevano accertato che gli impiegati della sala mortuaria dell’Ospedale Civile di Caserta procuravano solo ad alcune imprese di pompe funebri (organizzatesi su base territoriale all’interno della provincia di Caserta) i dati anagrafici delle persone appena decedute nei vari reparti dell’ospedale casertano, così consentendo a tali imprenditori di giungere tempestivamente in ospedale per il trasporto della salma e per l’organizzazione dei funerali, lasciando così intendere ai familiari delle persone decedute che tale servizio fosse convenzionato con la struttura sanitaria pubblica. In cambio, i titolari delle pompe funebri corrispondevano agli impiegati dell’ospedale di Caserta somme pari a 200 euro per ogni funerale organizzato, così da consentire a ciascun impiegato di incassare illecitamente circa 6.000 euro pro capite mensili, spesso incassate dagli impiegati “a domicilio”, ossia recandosi direttamente – con cadenza mensile - presso le sedi delle imprese funebri coinvolte nelle indagini. Il sistema corruttivo era talmente collaudato e radicato nel sistema della gestione della sala mortuaria dell’Ospedale di Caserta che ogni impresa funebre favorita dalla prestazione dei pubblici impiegati ricorreva alla sistematica dazione della somma illecita in favore dei pubblici impiegati, tanto che è stata ipotizzata – allo stato delle indagini – l’esistenza di un sistema corruttivo “ambientale”, ossia talmente radicato nella abitudini illecite dei protagonisti da non richiedere alcuna condotta di trattativa o di persuasione nel raggiungimento dell’accordo illecito.

Di Pietro contro il presidente della repubblica Giorgio Napolitano , L'ex presidente della camera penale Giuseppe Garofalo interviene sull'argomento

Santa Maria Capua Vetere . “Schierare giudiziarmente l’avvocatura contro un singolo politico che straparla, significa affidare alla magistratura la decisione sulla validità dell’impostazione dell’avvocatura con tutti i rischi , visto lo spessore della certezza del diritto oggi corrente” . E’ il pensiero dell’ex presidente della camera penale di Santa Maria Capua Vetere l’avvocato Giuseppe Garofalo che ha inviato una sua missiva alla camera penale della città del foro, riguardante la denunzia delle Unione camere penali contro l’onorevole Di Pietro per vilipendio del presidente della repubblica . “Richiamo l’attenzione – ha spiegato L’avvocato Giuseppe Garofalo – di questa camera penale per gli opportuni interventi sull’avvenimento. Condivido il contenuto e le valutazioni giuridiche della denunzia sporta dall’unione delle camere penali. Non condivido la presentazione della denunzia . Le camere penali non hanno il carico di pubblici censori ne di quello di gendarmi delle istituzioni, ne possono sostituirsi alla questura .non starò qui a ricordare la funzione dell’avvocatura e per essa delle camere penali che nello specifico settore lo rappresentano. Se le camere penali scendono sul sentiero delle denunzia delle storture prevaricazioni e ingiustizie che avvengono quotidianamente ai danni dei singoli e della collettività ad opera dei privati , e a volte delle stesse istituzioni , rischiano di trasformare i difensori in denunzianti, invertendone la secolare storia. NE vale invocare che la denunzia è fatta a difesa delle istituzioni . Le istituzioni hanno organi di difesa e strumenti di autodifesa . Se una condanna doveva esserci e doveva esserci nei confronti di Di Pietro , a pronunciarla doveva essere l’unione delle camere con un suo documento e non delegarla . Di Pietro ha accettato la sfida e ha dichiarato che vincerà la causa . Nei tribunali può succedere di tutto anche questo . Preferisco non pensare alle conseguenze . Ho segnalato il caso perchè la camera penale di Santa Maria CV si dissoci dalla iniziativa o su di essa avanzi riserve . Tanto può farlo il direttivo con una missiva lasciandone traccia negli atti o convocando un’assemblea per averne indicazioni e mandato . Mi auguro che la presente non sia sepolta nel silenzio. Se questo dovesse avvenire mi sentirei in diritto di interromperlo”.

martedì 3 febbraio 2009

San Tammaro Gate Salvatore Ventriglia è il primo a pagare con l'indifferenza dei tammaresi doc

San Tammaro paese di infami e “fauzuni” abbandona Salvatore Ventriglia che ha partecipato alla vittoria di Emiddio Cimmino sindaco del Paese.

Il San Tammaro Gate ha segnato in qualche modo la scena politica ed imprenditoriale del piccolo paese della provincia di Caserta .

Ma è strano che la popolazione del paese quasi in maniera scostante non abbia capito, che nella vicenda giudiziaria di Raffaele Scala , ma soprattutto di Salvatore Ventriglia ma anche di tanti altri uomini politici, chi ha perso è la credibilità del singolo individuo che per anni ha patteggiato sia con l’uno che con altri uomini politici per cercare di trovare una risoluzione al suo “caso” individuale, sfruttando personaggi politici che a loro volta salivano e scendevano dal comune.

Il caso di Salvatore Ventriglia è senz’altro uno di quelli che fa pensare a ciò che ho annunciato in precedenza . Salvatore Ventriglia nella scorsa campagna elettorale fu contatto dai potenziali consiglieri comunali ed assessori della lista capeggiata da Emiddio Cimmino per avere un approccio essendo un ragioniere affermato nel paese. La cosa non fu certamente snobbata dal commercialista il quale aderì al progetto . Iniziò così un connubio proficuo con tutti i rappresentati della lista civica aderente al progetto di Emiddio Cimmino . Salvatore Ventriglia era comunque un personaggio che conosceva i fatti dell’ente avendo ricoperto anche il ruolo di assessore alle finanze nella giunta Scala . Si strinse così un patto politico con tutti i consiglieri comunali con incontri che si eseguivano quasi ogni sera prima nelle sedi di partito e poi addirittura sul comune , quando un bel giorno qualcuno dei papabili assessori e consiglieri comunali un avolta insiediato diede il ben servito al Ventriglia affermando che era un personaggio che aveva fatto parte dell’era Scala .

Ma allora io chiedo e chiedo a tutti i consiglieri comunali assessori e sindaco ma Voi non facevate parte del gruppo che vinse nel 1997 le elezioni con Raffaele Scala e Salvatore Ventriglia? Siete voi che avete abbondato Raffale Scala nel 1997 quando fu posto in stato di detenzione con le vostre dimissioni per paura di essere individuati come esponenti politici della camorra? Quell’indagine fu archiviata dallo stesso pubblico ministero della direzione distrettuale antimafia. Ma allora perché vi siete dimessi?

L’accozzaglia che oggi vi è attorno al Sindaco Emiddio Cimmino è la stessa del 1997 che pensa soltanto ad affari personali . Non c’è futuro per chi desidera andare avanti . Non c’è futuro per nessuno . pensiamo soltanto alla discarica ai rifiuti e alle promesse di Bertolaso che non giungeranno mai. Perché deve pagare un ragioniere commercialista che è andato a scuola si è diplomato e si abilitato in un paese dove la maggior parte dela popolazione ha soltanto l’istruzione di secondo grado.

domenica 1 febbraio 2009

Provincia -Sono 70mila i cittadini che ricorrono alla giustizia civile.


Santa Maria Capua Vetere . Più di settantamila cittadini della provincia di caserta ricorrono al tribunale di Santa Maria Capua Vetere per chiedere giustizia civile . Lo confermano le 101 mila cause che dovranno essere smaltite nel tribunale civile della città . E’ quanto si evince dalla relazione sull’amministrazione della giustizia nel distretto di Napoli che è stata letta dal presidente reggente della corte di appello di Napoli Luigi martone nel corso dell’assemblea generale della corte presso CastelCapuano sabato 31 gennaio 2009. La constatazione prende proprio spunto dai movimenti dei procedimenti civili pendenti che vi sono presso i tribunali del distretto . Il ministro Alfano in apertura del suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario, aveva ribadito addirittura che in Italia vi sono 5 milioni di procedimenti civili ancora in corso . A Santa Maria Capua Vetere infatti nonostante siano stati esauriti circa 31mila procedimenti su una base di 66mila iniziali , ma purtroppo invece di scendere il carico a 30 mila procedimenti civili , lo stesso si è stazionato in torno ai 65 mila poiché è sopravvenuto un carico di lavoro del 50 per cento in più rispetto a quelli giacenti . La rilevazione è stata eseguita nel periodo 1 luglio 2007 al 30 giugno 2008. la giustizia Civile negli ultimi anni è completamente al collasso totale in quanto lo testimoniano la lungaggine delle cause civili dovute per lo più alla stragrande maggioranza di procedimenti che vengono conclusi dopo svariati anni . Non a caso la carenza dei magistrati presso i tribunali civili e un particolare nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere la dicono lunga su come viene affrontato il problema di Santa Maria Capua Vetere . Si spera in ogni caso che con il protocollo d’intesa che dovrà essere siglato a Roma al ministero di giustizia la caserma pica possa essere sede di tribunale civile . una sede tanto attesa anche dal presidente del tribunale Andrea della Selva. In particolare la relazione del presidente fa riferimento in tema di personale ad una necessaria copertura dell’organico dei magistrati e del personale amministrativo che da tempo si sono stabilizzate intorno al 10 per cento aggiungendosi alle cessazioni dal servizio ed ai trasferimenti di sede – cui seguono, e non sempre, nuove assegnazioni solo a notevole distanza di tempo – anche collocamenti fuori ruolo per incarichi extragiudiziari. Un plauso comunque il presidente della corte di appello di Napoli lo ha fatto al tribunale della città del foro , ed in particolare a quello penale che “ quantativamente elevato appare il carico smaltito dal tribunale con particolare riferimento alle misure di prevenzioni”. In sostanza la corte di appello ha tenuto conto del lavoro fatto in questi mesi dalla sezione delle misure di prevenzioni che ha smaltito un notevole carico . ma prosegue la relazione “ Difficile risulta il contrasto dal pericolo prescrizione anche con riguardo alla giustizia penale in Santa Maria Capua Vetere .

Cassa forense al via le elezioni dei delegati L'avvocato Rosanna Raucci in pole position

Santa Maria capua Vetere . Oggi si vota per il rinnovo dei delegati alla cassa di previdenza nazionale Cinque candidati samaritani sono stati candidati affinché questi possano essere nominati delagati alla cassa nazionale di presidenza e Assistenza Forense. Sono l’avvocato Rosanna Raucci capolista della lista n. 1 unione per il rinnovamento , insieme con Giuseppe Gallo, Giuseppe Magliulo, Mauro Marobbio, Pietro Martino. Alle elezioni sono interassi tutti gli iscritti al consiglio dell’eordine degli avvocati che con il direttivo al gran completo sosterranno la lista che accederà alla cassa di previdenza forense con i propri delegati . La cassa ha lo scopo di assicurare agli avvocati che hanno esercitato la professione a carattere di continuità ed ai loro superstiti un trattamento previdenziale in attuazione dell’articolo 38 della costituzione ed in conformità a quanto previsto dalla legge , dallo statuto e dai regolamenti . Ma ha anche il compito di erogare assistenza a favore degli iscritti e dei loro congiunti nonché di altri aventi titolo , secondo quanto previsto dalla legge , dallo statuto e dai regolamenti . Gestisce infine forme previdenza integrativa nell’ambito della normativa generale vigente . La cassa per il conseguimento delle sue finalità istituzionale e per migliorare la sua efficienza organizzativa e gestionale può svolgere attività e promuovere iniziative anche con la costituzione e la partecipazione a società enti, fondazioni ed associazioni in Italia ed estero . Per questi motivi la lista Unione per il Rinnovamento capeggiata da Rosanna Raucci ha il preciso compito di portare fuori la regione campania , la voce dell’ordine degli avvocati di Santa Maria Capua Vetere di cui è presidente Elio Sticco. Le votazioni si svolgeranno presso la sede del consiglio dell’ordine e il seggio sarà aperto dalle ore 9.30 alle ore 13,30 nei giorno di lunedì 2 febbraio , martedì 3 febbraio , mercoledì 4 febbraio, giovedì 5 febbraio, venerdì 6 febbraio ed anche sabato 7 febbraio successivamente saranno scrutinate le schede .

SantaMria Capua Vetere : Furti a sant'adrea dei lagni, adesso c sono anche i rom

Santa Maria Capua Vetere. Sant’Andrea zona a rischio furti in appartamenti e condomini . la constatazione era avvenuta già da tempo che tra gli abitanti di Sant’Andrea (frazione di Santa Maria Capua Vetere) di continui furti messi in pratica molto probabilmente da zingari stanziati nei dintorni di Marcianise.Proprio ieri notte, infatti, si è notato uno strano gruppo di zingari (circa una ventina tra donne ed uomini) che verso le ore 23 camminavano sul ciglio delle strada non illuminata che da Marcianise porta sulla Provinciale Aversa-Santa Maria Capua Vetere. Non a caso ieri vi è stata una vittima. Il Presidente dell’Associazione Onlus Stop Camorra dott. Luigi Cangiano, è stata scassinata la portiera dell’auto parcheggiata e sono stati sottratti alcuni beni. Il fatto è stato prontamente denunciato al Commissariato di Polizia di Stato di Santa Maria Capua Vetere. Al suddetto commissariato, Luigi Cangiano, ha segnalato che già nei giorni scorsi gli erano giunte voci dagli abitanti degli strani movimenti di persone. A nome di tutti gli abitanti di Sant’Andrea dei Lagni, Luigi Cangiano, chiede che si provveda a porre in essere da parte delle forze dell’ordine degli opportuni accertamenti per verificare la condotta di questo gruppo di zingari che impunemente finora continua a fare i propri sporchi comodi!

Chi deve pagare per i danni arrecati ai cittadini?

Tutta la vicenda dell’affidamento del servizio di riscossione dei tributi presenta dei risvolti alquanto oscuri e, sicuramente, indici di responsabilità da parte di amministratori e dirigenti allora preposti al procedimento.
La sentenza del Consiglio di Stato che annullò la determina dirigenziale di affidamento alla GOSAF del servizio, invece di determinare il ritorno immediato alla gestione in house del servizio, anche alla luce del maggior costo che è venuto a gravare sulla cittadinanza, sia per l’agio da corrispondere alla ditta affidataria che per il mancato utilizzo del personale un tempo impiegato presso l’ufficio Tributi, oggi dismesso, fece scaturire solamente la decisione di prorogare l’affidamento del servizio alla GOSAF.
Dopo che la commissione presieduta dall’ottimo dott. Sorà, ha stabilito che l’offerta della GOSAF era anomala e dopo che da parte dello scrivente e di tanti altri consiglieri è stata sollecitata la riassunzione del servizio da parte del Comune, si è, finalmente, sposata l’idea di riassumere la gestione diretta del servizio, escludendo i privati.
Non si capiscono le dichiarazioni trionfalistiche del Sindaco, del vice e di alcuni consiglieri per questa decisione che, da tempo ed in moltissime occasioni, ho sollecitato e che costituisce un atto dovuto.
Ma mi domando ancor; chi deve rifondere i maggiori costi di gestione del servizio, le spese legali sostenute nei giudizi che si sono tenuti davanti al TAR ed al Consiglio di Stato, i costi del personale che è stato per tanto tempo inutilizzato? Quali conseguenze ricadranno sui cittadini e sulle finanze del Comune di Santa Maria Capua Vetere dalla decisione di escludere la GOSAF dalla gestione del servizio se non saranno assunti atti perfetti ed a prova di impugnativa.
Spero che all’atto della firma del contratto con la GOSAF siano state prese le dovute cautele per preservare l’Ente da eventuali danni economici dovuti agli incassi che la GOSAF ha effettuato per conto del Comune
Che, una volta per sempre, si pensi all’interesse della città e si persegua l’operato di chi ha cagionato danni.
Gaetano Rauso