Egregio presidente Francesco Farinaro
Ho letto il suo pensiero su un possibile impianto all’interno
del Macrico a Caserta di un Palaeventi.
La dichiarazione, eseguita per cercare di ampliare la sfera sportiva e
quindi dare a Caserta un impianto più grande, visto che il palazzetto di Castelmorrone
è oramai perso sotto tutti i punti di vista e il pala Piccolo, se la Juvecaserta
dovesse essere promossa in serie A2, è diventato un po strettino per giocarci,
potrebbe essere fattibile se il Macrico era un bene comunale, ma invece per
effetto di una sentenza di cassazione civile degli anni novanta l’Istituto di Sostentamento
del Clero è ritornato proprietario dell’intera area.
Ma andiamo per ordine. Negli anni novanta, se qualcuno si
ricorderà l’allora sindaco del comune di Caserta Giuseppe Gasparin, dopo che il
Ministero della Difesa aveva dismesso l’area del Macrico, il comune piombò sul
bene affermando che quell’area era sul territorio comunale e quindi ne
rivendicava la titolarità. A quei tempi vi era un governo della prima
repubblica e si cercava di individuare l’area come un parco e costruirci civili
abitazione con utilità per il fabbisogno per la città con parcheggio nelle
adiacenze. Ma visto che l’opposizione di sinistra aveva espresso parere
negativo sulla costruzione di case, l’allora governo cittadino compreso tutti i
deputati e senatori di Caserta diedero incarico addirittura ad un
professionista individuato dalle forze politiche di sinistra di eseguire un
piano consono alle esigenze della popolazione. Ma di una possibile opera di
bonifica non se ne parlò
Nel contempo però, si eseguirono tre gradi di giudizio per
stabilire a chi andava la titolarità del bene. In primo e secondo grado il comune di Caserta fu vittorioso a discapito
dell’Istituto di Sostentamento per il Clero, ma in Cassazione vennero ribaltate le sentenze di primo e secondo grado,
dando ragione all’istituto che ne prese la titolarietà. Ma anche dopo la sentenza della
corte di Cassazione, della opera di bonifica che doveva essere eseguita non se ne
parlò più.
Per costruire un Palaeventi in quella zone e su una zona
ancora non bonificata non ci vuole soltanto
il consenso dell’istituto di sostentamento del clero , ma bisogna individuare
prima il costo dell’opera di bonifica
che potrebbe costare non migliaia di euro ma milioni di euro , perché non si sa
che c’è sottoterra.
E in una situazione nazionale, regionale e cittadina dove non
si sa da parte andare dopo la sentenza dei giudici capitolini sulla città di Caserta,
ma soprattutto mondiale visto che non è escluso un lockdown energetico, caro
presidente teniamoci la mattonella cittadina e
aspettiamo tempi migliori.
Avevate visto lo stadio nuovo a Caserta? e continuiamo a
prenderci per il culo .
Buonasera