Se qualcuno avesse soltanto osato di dire qualcosa a Caserta
contro questa amministrazione comunale che è stata sciolta, sarebbero partite non solo le spedizioni
punitive, ma anche le spedizioni amministrative politiche, ma soprattutto sarebbero partite le
denunce pilotate di chi veniva denunciato sui giornali presso le procure dove avevano sede la stampa
del giornale .
A Caserta e in provincia veniva controllato tutto e noi
diciamo anche i giornali e i direttori dei giornali a cui appoggiarsi per farsi
un po di pubblicità e dare qualche lauto compenso, per poi avere mani in pasto per
chiudere affari con i colletti bianchi delle società dove i clan si appoggiavano
per pilotare appalti e lavori nel comune di Caserta, a discapito di giornalisti
che non si inchinavano allo strapotere di infiltrati camorristi.
Nelle 27 pagine della sentenza n. 6045 del 2026 pubblicata
stamattina sul sito della Giustizia Amministrativa del Tar Lazio , la prima sezione ha scritto a chiare
lettere che il Comune di Caserta e con
esso politici amministratori tutti , impiegati e funzionari delle istituzione ha fatto affari con la camorra.
Questo vuol dire che non soltanto Carlo Marino era il
colpevole di tutto ciò, ma “il sistema “che girava nelle stanze di palazzo
Castropignano, dove partecipavano i consiglieri che volevano azzuppare .
Ma in questo marasma politico dettato da infiltrazioni
camorristiche, si sono inseriti anche gli assessori che facevano da padroni sul
comune a discapito di cittadini tutti , i
quali oggi pagano l’appartenenza ad un marchio “ quello che la loro realtà
collettiva istituzionale ha fatto affari con le aziende appartenenti a clan
camorristici.
Neanche l’ex sindaco di Caserta Giuseppe Gasparin alla fine della
prima repubblica aveva pensato lontanamente a ciò che poteva accadere da quindici anni a questa parte.
Non si salva nessuno,
siamo tutti dentro un sistema, anche se astratto, ma una domanda sorge
spontanea , “ ma se tutti gli amministratori comunali e soprattutto quelli di opposizione, avevano avuto sentore con la commissione di
accesso che qualcosa non andava per il
verso giusto, per quale motivo non si sono dimessi ?”. Capisco quelli di
maggioranza che erano attaccati alla poltrona, ma quelli di centro destra
dovevano alzarsi ed andarsene, invece cosa hanno fatto? Hanno pappato anche
loro ( non tutti) !!!!
E neanche L’onorevole Giampiero Zinzi può farci qualcosa con
il decreto Salva Caserta, primo perché non lo crede nessuno e poi perché nei
prossimi tre anni nella nuova finanziaria approvata alla fine dell’anno non c’è un volta menzionata Caserta.
E i politici casertani continuano a prendere per il culo………. E
noi subiamo