La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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ECCO UNTC - UNIONE NAZIONALE PER LA TUTETELA DEI CONSUMATORI

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giovedì 22 giugno 2017

LA PROVINCIA DI CASERTA NELLA MELMA - MA SANTA MARIA E' SOTTO TERRA - PROVOCAZIONE O REALTA' ECCO COSA STA ACCADENDO

Festa farina e fuorn non fann mai juorne !!!!
Santa Maria Capua Veter si prepara all’estate ma come ? Con le marionette delle manifestazione tanto chiacchierata, ma forse tra quelle che ha fatto conoscere la città in Europa la Citta sotto la Città ideata da un persoanggio sammaritano che adesso è stato anche rinnegata Mario Tudisco  che e con un dilemma estivo  di quel drammaturgo inglese tanto amato  quanto mai particolare, degli pseudo commercilisti sammaritani che hanno distrutto una citta  “ ma nell’  ex Italtel, visto che la caserma Andolfato non è agibile ci possiamo sistemare gli extracomunutari e rifugiati politici dei barconi ? A noi che ce ne fotte tanto prendiamo fior di quattrini, ci aggiustiamo i  nostri problemi portando i soldi nelle banche estere così come hanno fatto già molte onlus in Cina , in Giappone in Russia a Cipro e in Turchia? Hai capito i pseudo commercialisti sammaritani che ingegnosi  sfruttano anche una magistratura amica che li mette a posto perché loro adesso sono “il mondo di mezzo”.
  Cssqs COME SONO STUPIDI QUESTI SAMMARIATANI – A MUSICA E’ SEMP A STESSA  
“ i SORD”

Nb . EPPOI OGGI POMERIGGIO IL CONTENTINO PER I CITTADINI SAMMARITANI CHE ASSISTERANNO ALLA SFILATA DI MODA !!!

martedì 20 giugno 2017

PROVINCIA NELLA MELMA - STANNO UCCIDENDO TUTTO ANCHE CHI HA DATO UNA VITA ALLO STADIO DEL NUOTO CHE IL PRESIDENTE LAVORNIA VUOLE CHIUDERE - BUTTATEVI A FIUME!!!

C’era una volta lo Stadio del Nuoto  di Caserta , quello vero , quello che tutti desideravano dove fare una nuova esperienza con tanti si e tanti ma, così come l’ho fatta io. Li nacque la prima società il Caserta nuoto club  riconosciuta dalla FIN con quell’amico presidente Roberto Del Giudice che insieme a Gaetano Briamonte Farina , Don Antonio Farina , Sergio Rossi,  Gianni Leggiero, ma anche quel vulcano di valerio Iodice (Carlo Desgro su Caserta Sport disse che gli ex dirigenti della casertana si erano tuffati in piscina per un bagno) e tanti altri iniziarono a muovere i primi passi con una piccola squadra da  serie B con giovani ragazzi fra cui Nino Postiglione , Nani Licastro , Gianni Pastore, Del Duca , Nicola Guida , Enzo Massa detto motorino  i    fratelli Copponi, di cui era portiere c’era anche Nicola de Luca  tutto magistralmente organizzato da un certo Damir Polic  olimpionico e Bruno Cufino che era secondo ct della squadra femminile di pallanuoto. Poi l’anno dopo vennero Zoran Roje, Paolo Bocchia , i fratelli Cescon e Nicola rimase a caserta per due anni . poi un grande telecronista che nel derby Volturno- Caserta Mimmo Mingione era il chicco di caffè sulla torta.     Io muovevo  i miei primi passi da collaboratore dirigente accompagnatore. I contatti con i giocatori con i giornalisti Lucio Bernardo, Candida Berni Canani , Paolo Cinone ma anche napoletani fra cui Carlo Verna, che forse non si ricorderà di me,  erano le prime note di una nuova disciplina sportiva che si affacciava nella provincia di Caserta per dare ancor più credibilità ad una prima repubblica che aveva  costruito un benessere che adesso si può soltanto ammirare fatiscente.     
 Il plesso fu deliberato con un provvedimento della Provincia di Caserta, dove ancora il vivente  presidente Martusciello alla fine degli anni settanta inizio ottanta mise la prima pietra . Uno dei testimonial viventi mio compagno di scuola, fu quel Costantino Vardaro che guarda caso portò ai campionati europei di nuoto quella Luisa Striano che conquisto’ un titolo europeo .
 Ma lo Stadio del nuoto   è stata la storia di Caserta della fine del secondo millennio perché a conclusione del lavoro eseguito dalla professionale impresa di costruzioni Farinaro dove il mio amico d’estate Pitti Farinano ne aveva  seguito i lavori.

 Io fra il 1988 e il 1992 ero considerato il biglietto da visita di Caserta . Ero io che accoglievo i giocatori stranieri  che giungevano a Caserta, ero io che acoglievo arbitri , ero io scorrazzavo nella piscina per cercare di trovare una giusta collocazione ai giocatori . Tutto chiesto con garbo da quel signore di Roberto del Giudice e soprattutto Lello Sapienza con Tullio Camardella  che ha dato molto ad una provincia di Caserta. Con Riccardo Sinisalschi lo stadio del nuoto fu messo a disposizione di Massimiliano Rosolino per farlo diventare quel campione che è stato .  Un piccolo aneddoto vorrei ricordalo perchè sono uno che ha masticato un po di pallanuoto dal punto organizzativo. Sono stato testimonial dopo l’inaugurazione dello stadio del nuoto di Italia – Jugoslavia venne Rudic  della promozione in serie A 2 DEL Caserta  Nuoto dei quarti di finale di Coppa delle coppe Volturno Partizan Belgrado , semifinale con il Barcellona, girone eliminatorio della coppa dei campioni – coppa Len  femminile con lilly allucci, sonia magarelli , monica canetti le gemelle Abbate, Ninfa Pastore  delle finali scudetto con Manuel Estiarte, M iljvoy Bebic e soprattutto con Fabio Bencivenga e  tanti altri contro il Posillipo. 
Tutto il resto lo sapete . 
Ed adesso vogliono chiudere lo stadio del nuoto soltanto perché non ci sono soldi per eseguire dei lavori che servono per le universiadi , le olimpiade dei giovani . 
MA ANDATE A BUTTARVI A FIUME !!! 

mercoledì 14 giugno 2017

CASERTA NELLA MELMA - LA PROVINCIA DI CASERTA ( SECONDO LAVORNIA) CHIUDE PER SEMPRE - I PIHATI MESSI IN MOBILITA'

Ai Procuratori della Repubblica presso i Tribunali di Santa Maria Capua Vetere e Napoli Nord

Al Prefetto di Caserta

Al Questore di Caserta

Al Presidente della Giunta Regionale della Campania

Ai Sindaci e/o Commissari dei Comuni di Caserta, Aversa, Capua, Casal di Principe, Castel Volturno, Maddaloni, Mondragone, Piedimonte Matese, Sessa Aurunca, e Teano

Al Direttore Generale dell’ASL di Caserta

Al Direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Caserta

e p.c.

Ai Consiglieri della Provincia di Caserta

Al Direttore Generale della Provincia di Caserta

Al Segretario Generale della Provincia di Caserta

Ai Dirigenti della Provincia di Caserta

Alle OO.SS. aziendali e per loro tramite ai dipendenti dell’Ente

Loro Sedi

Oggetto: differimento della preannunciata chiusura delle sede dell’Amministrazione Provinciale di Caserta; comunicazioni.

Con riferimento all’oggetto il sottoscritto Presidente f.f. della Provincia di Caserta, d’intesa con l’Ufficio del Datore di Lavoro dell’Ente, evidenzia alle SS.VV., per opportuna e doverosa conoscenza, che nel pomeriggio di ieri, 13.06.2017, si è svolto in Roma un incontro istituzionale, con la partecipazione di rappresentanti del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dell’Interno, del Prefetto di Caserta, dello scrivente, nella richiamata qualità, di Consiglieri provinciali, del Direttore Generale dell’Ente  e dell’On. Camilla Sgambato, finalizzato alla condivisa individuazione di una soluzione tecnica che consenta, a questa Amministrazione, l’utilizzazione effettiva delle somme nella sua disponibilità, così come pure di quelle che costituiranno, eventualmente, oggetto di assegnazione pro futuro, pur in assenza di uno strumento contabile.

L’incontro sopra richiamato è risultato estremamente fruttuoso e caratterizzato da una reale comprensione, da parte delle autorità governative, delle drammatiche condizioni finanziarie in cui versa la Provincia di Caserta e della conseguente necessità di individuare soluzioni che consentano all’Ente di garantire alla collettività di Terra di Lavoro l’erogazione di servizi e funzioni che si ricollegano a diritti costituzionali dei cittadini, fermo restando il limite delle risorse in concreto disponibili.

In spirito di leale collaborazione istituzionale si è addivenuti alla congiunta definizione di un percorso procedurale che potrà, nell’arco di breve tempo, permettere alla Provincia di Caserta di sostenere le spese obbligatorie per legge e quelle indifferibili (ivi comprese quelle relative all’espletamento del servizio di pulizia degli Uffici).

Atteso il mutamento del contesto operativo di riferimento, con conseguente prefigurazione del recupero di un minimo di agibilità finanziaria dell’Amministrazione, allo scopo di consentire il perfezionamento dell’occorrente iter procedurale, si comunica alle SS.VV. che la chiusura delle sedi della Provincia di Caserta, preannunciata dall’ing. Gennaro Spasiano, con nota a propria firma prot. n. 28387 del 31.05.2017 (nota, ad ogni buon fine, allegata in copia alla presente), con decorrenza dal 12.06.2017 è da intendersi differita, fatte salve ulteriori comunicazioni, alla data del 30.06.2017.

Nelle more di quel che precede lo scrivente, nel prendere atto e nel condividere le iniziative già assunte dall’Ufficio del Datore di Lavoro, invita i competenti organi dell’Amministrazione ad assumere, con immediatezza, tutti i provvedimenti finalizzati a garantire l’esonero dal servizio dei dipendenti affetti da patologie, debitamente certificate, che risultino assolutamente incompatibili con le attuali condizioni igienico-sanitarie degli edifici ove risultano allocate le sedi dell’Ente.

Distinti saluti.
  
Il Presidente f.f.
dott. Silvio Lavornia





martedì 30 maggio 2017

SANTA MARIA CAPUA VETERE – LA CITTA’ NON E’ SOLTANTO L’ANFITEATRO , IL NUOVO MODELLO DI VIA GIOVANNI PAOLO I , MA E’ ANCHE IL RIONE IACP . COSA STA ACCDENDO LI’ – PERCHE' NON SI FORMA UNA COMMISSIONE SPECIALE , PRIMA CHE CI SCAPPA QUALCHE EPISODI DUBBIOSO – COSA FA LO IACP DI CASERTA ?


Cari ufficiali dei carabinieri e loro subalterni , ma soprattutto Egregio Commissariato di pubblica sicurezza di Santa Maria Capua Vetere ma anche  Corpo Provinciale  della Guardia di Finanza di Caserta.

Vorrei segnalare alcune lacunose situazioni  che si sono verificate già da diverso tempo nel Rione Iacp di Santa Maria Capua Vetere, dove nonostante abitano cittadini che non hanno nulla a che fare con determinati soggetti che in maniera facinorosa obbligano gli stessi a scendere a patti e condizioni .
 Da via Eleuterio Ruggiero sede effettiva dell’istituto di Case Popolari   di Caserta sembra che la cosa non interessi,  anzi, cercano di calmarla con delle non notizie: C’ è qualcosa che non quadra.
 Sto scrivendo alle istituzioni che dovrebbero controllare più spesso quel territorio, perché sono stato invitato da più parti a sensibilizzare chi in questo periodo  lavora e subisce.
 Il rione Iacp si sa, è un territorio molto chiacchierato, ma da molto tempo persone con auto Suv di grossa cilindrata  non meglio identificate,  hanno iniziato a controllare il territorio  nella zona, addirittura individuando soggetti da favorire per sistemare negli alloggi a discapito di qualcuno che forse aspetta da tempo una sistemazione e addirittura continua ad andare sugli uffici comunali per aver diritto ad una casa .Sarebbe il caso  che le istituzioni Ordinarie e Straordinarie, ma anche quelle militari  controllassero  di più il territorio , anche perché proprio in quell’area  sono avvenuti già tanti anni  fa episodi malavitosi  che hanno segnato per molti cittadini una brutta pagina della vita sammaritana con ferimenti, omicidi e risse che hanno lasciato il tempo che trovano  ma oggi serve un qualcosa che possa smuovere quel territorio nell’abbando più totale in cui è vissuto in questo ultimo anno . Si sa oggi per far fronte alle esigenze della popolazione bisogna lavorare sodo , ma se a ridosso del rione  Iacp  nella caserma Andolfato ritenuta base per rifugiati clandestini provenienti dall’  oriente sui barconi dei sedicenti scafisti  , alcuni di loro che lo sarà potranno “ arruolarsi “  in questi clan malavitosi che controllano il territorio .
 E’ necessario che venga al più presto un monitoraggio  non solo delle forze dell’ordine , ma anche della città con l’istituzione di una commissione speciale presieduta da un magistrato, che a Santa Maria Capua Vetere ce ne sono abbastanza. Il mio non un monito , ma una segnalazione per dare a Santa Maria Capua Vetere il giusto risalto in un territorio che è bacino di utenza elettorale , prima che succeda episodi alquanto dubbiosi.     


MUSEO CAMPANO DI CAPUA, MIBACT, REGIONE E PROVINCIA DISPONIBILI AD UN ACCORDO DI VALORIZZAZIONE DEL SITO MUSEALE E DELLE COLLEZIONI IVI CUSTODITE.


"POSITIVO INCONTRO AL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI ED IL TURISMO PER LA MIGLIORE FRUIZIONE E VALORIZZAZIONE DEL MUSEO PROVINCIALE. 
RIBADITA LA VOLONTÀ DI TUTTI I LIVELLI ISTITUZIONALI DI RILANCIARE IL BENE CULTURALE, IMPORTANTE INTESA TRA MIBACT E PROVINCIA PER PROMUOVERE IL SITO ATTRAVERSO UNA QUALIFICATA E PRESTIGIOSA DIREZIONE SCIENTIFICA" 
 
"Apprendo con soddisfazione delle risultanze del tavolo di concertazione sul Museo Provinciale Campano di Capua terminato da pochi minuti presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo, alla presenza di Regione Campania e Provincia di Caserta.
L'intesa di massima raggiunta tra l'Ente Provinciale quale proprietario ed il Mibact, con il contributo anche di Regione e Polo Museale della Campania, non potrà che portare risultati positivi all'azione di valorizzazione e ottimizzazione della gestione del sito cui tutti siamo chiamati a contribuire".

Lo dichiara l'On. Camilla Sgambato (PD) a margine della riunione al dicastero in cui il sottosegretario ai Beni Culturali On. Antimo Cesaro, il delegato del presidente ff della Provincia di Caserta, Silvio Lavornia, consigliere Antonio Mallardo, il direttore generale per il turismo e la cultura della Regione Campania, Rosanna Romano, ed il direttore del polo museale della Campania, Anna Imponente, hanno affrontato della questione legata al futuro del sito museale. 

"La nomina di un direttore scientifico che sappia garantire un'adeguata e qualificata gestione del Museo è il tema vero che può rappresentare lo spartiacque per il futuro dello stesso, così da rilanciarlo definitivamente, e che oggi finalmente è stato riconosciuto come fondamentale dai vari livelli istituzionali che si sono incontrati a Roma. 
L'intesa per la valorizzazione del bene culturale capuano non potrà che dare risultati concreti e positivi per la gestione del Museo e valorizzarlo su scala regionale e nazionale così come merita davvero per le collezioni che esso custodisce, quella delle Matres Matutae su tutte", conclude Sgambato. 


sabato 27 maggio 2017

TAORMINA G7 SPECIAL: L'ISIS CI STA RESTITUENDO LA GUERRA SANTA DEL PRIMO MILLENIO E I POTENTI DELLA TERRA, A DISCAPITO DELLA POPOLAZIONE MONDIALE, VANNO SU ALTRI PIANETI DEL FIRMAMENTO . CI HANNO VENDUTO TUTTI

 Al di là  di tutte le cazzate che giornalisti nazionali,europei e intercontinentali compresi i politici della terra affermano sul terrorismo, secondo me l'Isis ha adottato una vera e propria guerra santa del terzo millennio. Voi dite il perché. Ma perdonatemi vi sieti dimenticati quando nel primo millennio profanando la religione del medio oriente abbiamo mandato i crociati facendoci studiare fin dalle elementari che i crociati erani i bravi e i guerrieri mediorientali erano i cattivi ? nulla è cambiato siamo ancora nel medio evo .E' vorrei sapere quale storico mi potrà contraddirmi accetto le critiche ma firmatevi  ......... meno male

mercoledì 24 maggio 2017

SANTA MARIA CV -STORIA CULTURA E FEDE - A VENTICINQUE ANNI DEL CONVEGNO DI STUDI SUL CONCILIO DI CAPUA DEL 24 MAGGIO. QUANDO IL PONTEFICE VISITO' SANTA MARIA

lettera al Vescovo  Diligenza 
Nella primavera del 1992 , esattamente 25 anni fa, la nostra città accolse con grande gioia Papa Giovanni Paolo II. 

La storica ed entusiasmante visita la si deve, come la quasi totalità degli avvenimenti di quegli anni, all’attivismo dell’allora vicesindaco Nicola Di Muro che, durante una breve pausa estiva  nel 1990 ,sfogliando insieme all’amico Nicola Pasquariello ed ai figli un testo sulla storia di S. Maria C.V. , leggendo del Concilio di Capua, tenutosi sul territorio della nostra città e terminato nella primavera del ‘392, scrisse, insieme ai collaboratori avv. Tufariello e dr Tagliacozzi,   immediatamente , una missiva al Papa per invitarlo a ricordare l’importante evento durante il quale furono riaffermati due Dogmi fondamentali della nostra Fede e cioè Ia divinità di Gesù Cristo e la verginità di Maria Santissima.  La volontà di mettere subito in moto l’organizzazione di un tale evento religioso  spinse l’allora vice sindaco ad agire in via diretta senza l’intermediazione dell’autorità Ecclesiastica, una gaffe che fu però facilmente  superata grazie a Don Antonio Pagano che si interessò di parlare con il Vescovo Diligenza e che seguì, poi tutta l’organizzazione del futuro evento con l’Amministrazione Comunale, alla quale furono indispensabili anche i contributi regionali che si ottennero grazie all’interessamento dell’assessore regionale  On. Franco Lamanna.
L’afflato  creatosi tra l’Amministrazione Comunale , quella regionale e la Chiesa rese la visita del Santo Pontefice quel grande avvenimento religioso che ha scaldato i cuori e rinsaldato la fede di migliaia di fedeli sammaritani e non .
Riportiamo di seguito il primo articolo che fu  pubblicato nel Gennaio del 1991 sul bollettino comunale per mettere a conoscenza la cittadinanza della visita del Papa e dell’organizzazione che si stava approntando. Da allora sono passati 25 anni e mi è sembrato importante ricordare il fermento di quell’anno di preparativi, soprattutto in vista della recente Beatificazione del Pontefice che con quella sua visita ci emozionò tutti così come continua ancora oggi ad emozionarci il suo ricordo.    
Di seguito le lettere che diedero il via all’emozionante visita del Papa a Santa Maria Capua Vetere
Dal BOLLETTINO COMUNALE  DI GENNAIO 1991 

Nel XVI centenario del Concilio di Capua Giovanni Paolo II verrà a S. Maria C.V. nella primavera
del 1992
Avviati i contatti con l’autorità ecclesiastica per organizzare Ia visita Papale
C’e molta attesa per la visita che Giovanni Paolo ll effettuerà a Santa Maria Capua Vetere nella primavera del prossimo anno. Si tratta di un evento storico per la città di S. Maria Capua Vetere che coinciderà con Ie manifestazioni programmate daIl’amministrazione comunale per celebrare il XVI centenario del Concilio di Capua, I’importante assise dei Vescovi tenutasi tra I'autunno del ‘391 e Ia primavera del ’392. Il concilio di Capua (svoltosi sul territorio comunale deIl’Odierna S. Maria Capua Vetere) fu particolarmente importante sotto il profilo storico e teologico. Sotto il primo profilo, infatti, esso riaffermo il ruolo centrale della città come caposaldo della cristianità. Sotto l‘aspetto teleologico il concilio espresse due dogmi essenziali per Ia fede quali  Ia divinità di Gesù Cristo e la verginità di Maria Santissima.  Il Concilio di Capua espresse una dura condanna nei confronti   del vescovo Bonoso il quale era fautore di una tesi seconda cui Maria Santissima aveva avuto altri figli naturali. Gli atti del Concilio di Capua, celebrato tra quelli di Sardinia (343) e di Efeso (449) sono in buona parte andati dispersi, ma ciò nonostante e possibile affermare che in esso sono state prese decisioni importanti per Ia chiesa cattolica.
Secondo alcune fonti storiche il concilio di Capua si svolse nella Basilica Costantiniana e precisamente suII’area che attualmente ospita la chiesa di S. Pietro. A conferma di questa ricostruzione negli anni venti e stata apposta nella chiesa una Iapide in ricordo del I’importante avvenimento.  Ma secondo recenti studi, condotti anche dal canonico Iodice, il concilio si svolse in altra parte della città e precisamente sulI’area sulla quale oggi sorge la chiesa di S. Maria delle Grazie. Già da tempo l'amministrazione aveva rivolto l’invito a Sua Santità. ll vice sindaco Di Muro, in una Iettera inviata al Papa, aveva partecipato che nel cimitero sammaritano sono custoditi i resti mortali di un gruppo di soldati polacchi morti nella prima guerra mondiale che una visita del Sommo Pontefice avrebbe rafforzato il legame di solidarietà e di amicizia tra i popoli dei due Paesi. Sua Santità, attraverso il Cardinale Segretario di Stato, comunicò che, pur gradendo I'invito, non poteva accoglierlo immediatamente per Ia concomitanza di precedenti impegni pastorali. L’invito a Sua Santità è stato recentemente rinnovato dal Vice Sindaco Di Muro tramite I'Arcivescovo di Capua Luigi Diligenza, Ia cui illuminata intercessione e stata molto preziosa affinché il desiderio dei cittadini sammaritani potesse finalmente avverarsi.
ll programma e Ia data della visita saranno resi noti prossimamente.


STORIA CULTURA E FEDE - A VENTICINQUE ANNI DEL CONVEGNO DI STUDI SUL CONCILIO DI CAPUA DEL 24 MAGGIO

PREFAZIONE 

In questo mondo così pieno di insidie Giovanni Paolo II diventato poi santo venerabile  A capua cercò in quel periodo in ogni caso di dare una versione profonda sull'aspetto cristiano sulla  Verginità della madre di Dio. Certamente oggi quelle parole delle epoca che avevano un segno di vita nel popolo cristiano sono certamente un messaggio di fede e di incorrutibilità verso il prossimo . Qui sotto rievochiamo qule giorno atrverso il discorso che Giovanni paolo I fece ai Vescovi il lontano 24 maggio 1992, un quarto di secolo fa qunado anche la politica strinse con il connubbio esclesiastico il pensiero del Santo pontefice che fece visita in Provincia di Caserta, e più precisamente a Caserta , Santa Maria CV, concludendolo a Capua. 

     

Ricordando quell'evento 

Giovanni Paolo II, 

Discorso conclusiovo al Convegno di studi sul Concilio di Capua,
24 maggio 1992


Sulla verginità della Madre di Dio

Solo a partire dalla luce che promana dal Verbo, preesistente ed eterno, sorgente di vita e di incorruttibilità, si può comprendere l'esigenza e il dono della verginità della Madre


Venerati Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio, illustri Relatori e partecipanti al Convegno
Internazionale, carissimi Fratelli e Sorelle!

1. A tutti rivolgo un saluto deferente e cordiale.
Ringrazio il caro Arcivescovo, Mons. Luigi Diligenza, per il nobile indirizzo, col quale, interpretando i comuni sentimenti, ha introdotto questo nostro incontro, che conclude il Convegno Internazionale di studi nel XVI centenario del Concilio di Capua.
Esprimo volentieri la mia stima e il mio compiacimento ai membri del Comitato organizzatore ed agli studiosi che con i loro contributi hanno animato ed arricchito il Simposio, sviluppandone il tema sotto vari ed interessanti aspetti. Confido che anche questa iniziativa varrà a promuovere nel popolo cristiano la devozione a Maria Santissima, la cui perpetua verginità fu riaffermata e difesa nel menzionato Concilio.

Un Concilio importante
2. Era l'anno 392. A Roma, sulla cattedra di Pietro sedeva Papa Siricio. A Capua si celebrò un importante Concilio, che le fonti storiche qualificano come plenarium (cfr. I.D. Mansi, Sacrorum Conciliorum nova et amplissima Collectio, III. Canones Conciliorum Ecclesiae Africanae, can. 48, col. 738), per la partecipazione dei Vescovi provenienti da varie regioni dell'Occidente e per la gravità delle questioni che dovette affrontare, tra cui la composizione dello scisma di Antiochia e l'esame della dottrina di Bonoso, che negava la perpetua verginità della Santa Madre del Signore. Sappiamo che Papa Siricio seguì con vigile attenzione i lavori del Concilio e che Sant'Ambrogio di Milano lasciò in essi l'impronta della sua personalità forte e prudente (Ep 71. De Bonoso episcopo: CSEL 82/3, pp. 7‑10).
L'argomento allora affrontato ci offre lo spunto per riflettere insieme su alcune condizioni previe, che appaiono indispensabili perché il teologo possa approfondire, con la ragione illuminata dalla fede, il fatto e il significato della verginità dell'umile e gloriosa Madre di Cristo.

Nella luce dell'incarnazione del Verbo
3. Anzitutto per una feconda riflessione teologica sulla verginità di Maria è indispensabile assumere un corretto punto di partenza. Infatti nella complessità dei suoi aspetti, la questione della verginità di Maria, non può essere trattata adeguatamente partendo dalla sola persona di lei, dalla cultura del suo popolo e dai condizionamenti sociali della sua epoca. Già i Padri della Chiesa percepirono con chiarezza che la verginità di Maria prima di costituire una «questione mariologica» è un «tema cristologico». Essi osservavano che la verginità della Madre è una esigenza derivante dalla natura divina del Figlio; è la condizione concreta in cui, secondo un libero e sapiente disegno divino, è avvenuta l'incarnazione del Figlio eterno, di colui che è «Dio da Dio» (Conc. Ecum. Constantinop. I, Expositio fidei CL Patrum seu Symbolum Nicenum Constantinopolitanum), il solo Santo, il solo Signore, il solo Altissimo (cfr. Missale Romanum, Hymnus «Gloria in excelsis Deo»).
E conseguentemente, per la tradizione cristiana, il grembo verginale di Maria, fecondato dal Pneuma divino senza intervento di uomo (cfr. Lc 1, 34‑35), è divenuto, come il legno della croce (cfr. Mc 15, 39) o le bende della sepoltura (cfr. Gv 20, 5‑8), motivo e segno per riconoscere in Gesù di Nazareth il Figlio di Dio.
La riflessione sulla maternità verginale di Maria ha consentito ad ogni generazione cristiana di dare una compiuta risposta all'interrogativo che percorre da un capo all'altro i Vangeli: «Chi è Gesù?»; ha consentito, cioè, di rispondere: Egli è vero Figlio di Dio, vero Figlio dell'uomo, nato dal Padre «prima del tempo», nato da donna (cfr. Gal 4, 4) «nel tempo».
Pertanto solo a partire dalla luce che promana dal Verbo, preesistente ed eterno, sorgente di vita e di incorruttibilità, si può comprendere l'esigenza e il dono della verginità della Madre.

Con profondo senso di venerazione
4. Il teologo deve avvicinarsi al mistero della verginità feconda di Maria con un profondo senso di venerazione nei confronti dell'agire libero, santo, sovrano di Dio. Percorrendo le pagine dei Santi Padri e i testi liturgici si osserva che pochi misteri salvifici hanno suscitato tanto stupore, ammirazione e lode quanto l'incarnazione del Verbo di Dio nel grembo verginale di Maria. 1 Padri, consapevoli dell'unità profonda tra le due fasi dell'unica Rivelazione, non hanno dubitato di applicare a Maria, madre vergine dell'Emmanuele (cfr. Is 7,14; Mt 1, 23), i più venerabili simboli del Testamento Antico ‑ il Roveto ardente, l'Arca dell'Alleanza, il Tabernacolo della Gloria, il Tempio del Signore ‑ e hanno dichiarato la loro incapacità di celebrare degnamente il mistero: «Sancta et immaculata Virginitas, quibus te laudibus efferam, nescio: quia quem caeli capere non poterant, tuo gremio contulisti» (Liturgia Horarum, Die I ian. Soll. sancta Dei Genetricis Mariae. Off. lect., 2 resp.).
Ma il teologo, che si accosta al mistero della verginità di Maria con animo pieno di fede e di adorante rispetto, non rinuncia per questo al compito di approfondire i dati della Rivelazione e di scoprirne l'armonia e il reciproco rapporto; anzi, sulla scia dello Spirito, che solo «scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio» (1 Cor 2, 10), si pone nella grande e feconda tradizione teologica della «fides quaerens intellectum».
Quando la riflessione teologica diventa momento dossologico e latreutico, il mistero della verginità di Maria si dischiude lasciando intravedere altri aspetti e altre profondità.

5. Ad esempio, nella riflessione adorante sul mistero dell'incarnazione del Verbo, è stato individuato un rapporto particolarmente importante tra l'inizio e la fine della vita terrena di Cristo, vale a dire tra la concezione verginale e la risurrezione dai morti, due verità che si riallacciano strettamente alla fede nella divinità di Gesù.
Esse appartengono al deposito della fede, sono professate da tutta la Chiesa ed espressamente enunciate nei Simboli della fede. La storia dimostra che dubbi o incertezze sull'una si ripercuotono inevitabilmente sull'altra, come, al contrario, l'umile e forte adesione ad una di esse favorisce l'accoglimento cordiale dell'altra.
E' noto che alcuni Padri della Chiesa stabiliscono un significativo parallelismo tra la generazione di Cristo e la sua risurrezione ex intacto sepulcro (cfr. S. Efrem, Commentarium in Diatesseron 21, 21: CSCO 145, 232; S. Isodoro Pelusiota, Epist. 1, 404; PG 78,408; S. Proclo di Constantinopoli, Homilia, 33. In s. Apostolorum Thomam, VII, 19‑20: «Studi e Testi» 247, p.24 l; S. Pietro Crisologo, Sermo 84, 3: CCL 24A, p.518; S. Cesario di Arles, Sermo 203, 2; CCL 104, p.818). Nel parallelismo, relativamente alla generazione di Cristo, alcuni Padri pongono l'accento sulla concezione verginale, altri sulla nascita verginale, altri sulla susseguente perpetua verginità della Madre, ma tutti testimoniano il convincimento che tra i due eventi salvifici la generazione‑nascita di Cristo e la sua risurrezione dai morti ‑ esiste un nesso intrinseco che risponde ad un preciso piano di Dio: un nesso che la Chiesa, guidata allo Spirito, ha scoperto, non creato.
Tra i testi patristici che mettono in stretta relazione la nascita e la risurrezione mi limiterò a ricordarne solo due: uno, per la sua antichità e autorevolezza; l'altro per la straordinaria lucidità con cui collega i due eventi e vede in essi una prova della divinità di Cristo.
Il primo è di Sant'Ireneo: «David eam quae est ex Virgine generationem et eam quae est ex mortuis resurrectionem prophetans ait: "Veritas de terra orta est» (Adversus Haereses, III, 5, 1: SCH 211, pp. 52‑54). Il secondo di San Pier Crisologo: «Venit Maria ad monumentum, venit ad resurrectionis uterum, venit ad vitae partum, ut iterum Christus ex sepulcro nasceretur fidei, qui camis fuerat generatus ex ventre; et eum, quem clausa virginitas vitam pertulerat ad praesentem, clausum sepulcrum ad vitam redderet sempiternam. Divinitatis insigne est clausam virginem reliquisse post partum; de sepulcro clauso exisse cuiri corpore, est divinitatis insigne» (Sermo 75, 3: CCL 24A, p.460).
A questo proposito è da osservare che alcuni studiosi, scrutando la sacra pagina con i metodi propri dell'esegesi scientifica, scorgono un rapporto, insito nello stesso testo evangelico, tra le «fasce del presepio» (cfr. Lc 2, 7.12) e le «bende del sepolcro» (cfr. Lc 23, 53; 24, 12; Gv 19, 40; 20, 5‑7). Già i Santi Padri lo avevano rilevato (S. EfremDe nativitate XXIII, 12: CSCO 187, p. 109; S. Gregorio Nazianzeno, Oratio 29 [= Oratio theologica III], 19: SCh 250, p.218; S. Massimo di TorinoSermo 39, 1: CCL 23, p. 152). Peraltro la Chiesa nella sua meditazione teologica sul mistero di Cristo ha percorso spesso, piena di amore, il cammino che dal giardino del Calvario (cfr. Gv 19, 41; 20, 15) conduce al presepio di Betlemme (cfr. Lc 2, 7, 7‑20); e nella liturgia ha sempre celebrato il Natale guardando alla Pasqua, così come, celebrando la Pasqua è memore del Natale, e riconosce in Maria la testimone eccezionale dell'identità tra il Bambino nato dalla sua carne verginale e il Crocifisso rinato dal sepolcro sigillato: «Agnoscit Mater membra quae genuit» (Missale HispanoMozarabicum, Sabbato Paschae ante octavas. Illatio: Toledo, Conferencia Episcopal Espaflola ‑ Arzibispado de Toledo, 1991, p. 466).

Fatto e significato
6. E ancora, è necessario che il teologo nel proporre la dottrina della Chiesa sulla verginità di Maria mantenga l'indispensabile equilibrio tra l'affermazione del fatto e l'illustrazione del suo significato. Ambedue sono parte integrante del mistero: il significato, o valore simbolico dell'evento ha il suo fondamento nella realtà del fatto, e questo, a sua volta, mostra tutta la sua ricchezza solo se ne vengono dispiegati i significati simbolici.
Nella confessione di fede nella verginità della Madre di Dio, la Chiesa proclama come fatti reali che Maria di Nazareth:
‑ concepì veramente Gesù per opera dello Spirito Santo senza intervento di uomo;
‑ diede alla luce veramente e verginalmente suo Figlio, per cui dopo il parto rimase vergine; vergine ‑ secondo i Santi Padri e i Concili che trattarono espressamente la questione (cfr. Conc. Roman. Lateran., can. 3: I.D. Mansi. Sacrorum Conciliorum nova et amplissima Collectio, X, col. 1151; Conc. Tolet. XVI, Symbolum, art.22) ‑ anche per quanto concerne l'integrità della carne;
‑ visse, dopo la nascita di Gesù, in totale e perpetua verginità; e, insieme con San Giuseppe, anch'egli chiamato a svolgere un ruolo primario negli eventi iniziali della nostra salvezza, si dedicò al servizio della persona e dell'opera del Figlio (cfr. Conc. Ecum. Vaticano II, Cost. dogmatica Lumen Gentium, 56).

7. Nel nostro tempo la Chiesa ha sentito la necessità di richiamare la realtà della concezione verginale di Cristo, rilevando che le pagine di Luca 1, 26‑38 e di Matteo 1, 18‑25 non possono essere ridotte a semplici racconti eziologici per facilitare la fede dei fedeli nella divinità di Cristo. Esse sono piuttosto, al di là del genere letterario adottato da Matteo e da Luca, espressione di una tradizione biblica di origine apostolica.
Affermare la realtà della concezione verginale di Cristo non significa che, in riferimento ad essa, si possa fornire una prova apodittica di tipo razionale. Infatti la concezione verginale di Cristo è una verità rivelata da Dio, che l'uomo accoglie in virtù dell'obbedienza della fede (cfr. Rm 16, 26). Solo chi è disposto a credere che Dio agisce nella realtà intramondana e che a Lui «nulla è impossibile» (Lc 1, 37), può accogliere con devota gratitudine la verità della «kenosis» del Figlio eterno di Dio e della sua concezione nascita verginale, del valore salvifico universale della sua morte in croce e della risurrezione vera, nel proprio corpo, di Colui che fu appeso e mori sul legno della Croce.

8. Ma l'affermazione del fatto non esaurisce il compito del teologo; come dicevo, egli deve scoprire, approfondire, illustrare i valori simbolici insiti nell'evento salvifico. Egli deve cioè esporre in modo organico il messaggio e decifrare l'immagine che Dio ha comunicato di Sé attraverso i fatti della concezione e della nascita verginale di Cristo e della verginità perpetua di Maria.
Il teologo deve perciò domandarsi:
‑ che cosa Dio ‑ Padre, Figlio, Spirito ‑ comunica di Sé attraverso gli eventi? Infatti nell'evento dell'Incarnazione redentrice si manifestano e agiscono le tre Persone divine: il Padre, che ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito (cfr. Gv 3, 16); il Figlio, che assume la natura umana e diviene nostro fratello; lo Spirito, che adombra il seno della Vergine. Nella pagina lucana Dio si rivela trascendente e vicino, potente e misericordioso, Dio dell'amore preveniente e gratuito, fedele all'Alleanza e alle promesse fatte a Davide, Dio che si china sulla miseria dell'uomo e predilige gli umili e i poveri;
‑ quale illuminazione deriva da quegli eventi per la nostra conoscenza della Chiesa, sia nella fase anticotestamentaria sia in quella neotestamentaria? Perché, nell'episodio dell'Annunciazine, Maria appare come «culmine di Israele» e prototipo del nuovo Popolo di Dio; perché Ella anticipa in Sé i tratti essenziali vergine, sposa, discepola ‑ della fisionomia spirituale della Chiesa;
‑ quale luce gettano quegli eventi per la comprensione dell'uomo ‑ maschio e femmina ‑ e del suo destino di grazia e di gloria? Proprio attraverso quegli eventi il «Verbo elargitore di incorruzione» (S. Ireneo, Adversus Haereses, III, 19, 1: SCh 34, p. 330) entra nel mondo perché l'uomo, divinizzato, rientri nell'intimità con Dio; e in questi eventi Maria di Nazareth, nella sua condizione concreta di «vergine promessa sposa di un uomo» (Lc 1, 27), si trova al centro di una vicenda che la impegna totalmente, nel corpo e nello spirito, e nella quale libertà e obbedienza, umiltà ed esaltazione, amore e servizio, fedeltà a Dio e solidarietà con l'uomo, si compongono armonicamente in una dialettica stupenda.

9. Ora nella ricerca del senso nascosto nel fatto si apre al teologo un campo di lavoro vasto, fecondo, esaltante. Se egli, con metodo rigoroso, con fedeltà alla parola normativa, alla Tradizione universale, alle direttive del Magistero, con attenzione all'esperienza liturgica, scandaglierà l'evento salvifico della concezione e della nascita di Cristo nonché la perpetua verginità di Maria, verrà a trovarsi, per così dire, a contatto con l'intera Scrittura: con la pagina in cui Dio plasma l'uomo da «terra vergine» (cfr. Gn 2, 4b7); con i testi che riportano le antiche Alleanze, le profezie messianiche, le promesse fatte a Davide, i cui echi si odono distintamente nell'Alleanza dell'Incarnazione; con la narrazione delle gesta di Abramo, la cui fede obbediente rivive, intensificata, nel fiat di Maria; con i racconti della maternità prodigiosa di alcune donne sterili ‑ Sara, la moglie di Manoach, Anna, Elisabetta ‑ che divennero feconde con il favore di Dio; con i brani che descrivono la nascita dei discepoli «dall'alto», «dall'acqua e dallo Spirito» (cfr. Gv 3, 3‑8), modellata cioè sulla nascita di Gesù dal grembo di Maria per opera dello Spirito Santo! con l'episodio della maternità pasquale di Maria (cfr. 19, 25-27), avvenuta anch'essa nella fede alla parola e nella quale i Padri scorsero pure una dimensione verginale: il Figlio, vergine, affida la Madre vergine al Discepolo vergine (cfr. S. Girolamo, Ep. 127 5; CSEL 56, pp. 149‑150; S. Carbonio, In lohanni Evangelium, 69‑76: PG78,3,3788); con la stessa letteratura intertestamentaria nella quale si sente in pagine di intenso lirismo lo struggente desiderio di Israele di divenire sposa pura e fedele, comunità escatologica in cui non si oda più il lamento del dolore del parto né i canti funebri della morte. Sono esempi. Essi indicano come espressioni quali Theotokos o Virgo Mater, se lette in profondità e con attenzione alle molteplici voci convergenti, siano quasi riassunto dell'economia salvifica.

In modo integro e corretto
10. E' necessario inoltre che il teologo presenti la verginità di Maria in modo integro e corretto.

L'integrità della dottrina esige che sia messa in luce, con il dovuto rilievo, la virginitas cordis di Maria Santissima. Se, per i suoi valori simbolici, è importante la virginitas carnis, molto più lo è la virginitas cordis della Madre di Gesù. Ella, nella sua condizione verginale, è la nuova Eva, la vera Figlia di Sion, la perfetta Discepola, l'icona compiuta della Chiesa. Perciò realizza in Sé l'ideale della perfetta adesione al progetto di Dio senza compromessi e senza l'inquinamento della menzogna e della superbia; del fedele adempimento dell'Alleanza, la cui infrazione da parte di Israele è paragonata dai profeti all'adulterio; dell'accoglimento sincero del messaggio evangelico, nel quale sono detti beati i Puri di cuore (cfr. Mt 5, 8) ed è esaltata la verginità per il Regno (cfr. Mt 19, 12); della retta comprensione del mistero di Cristo ‑ la Veritas per eccellenza (cfr. Gv 14,6) ‑ e della sua dottrina, per cui la Chiesa è chiamata vergine anche perché custodisce integro e incorrotto il deposito della fede.
La Chiesa ha sempre insegnato che nulla vale la virginitas carnis se nel cuore si annidano la menzogna e la superbia, se da esso è assente l'amore.

11. La correttezza nell'esposizione della dottrina esige che siano evitate posizioni unilaterali, esagerazioni o distorsioni. Ad esempio, l'affermazione della verginità di Maria deve essere fatta in modo che in nulla, direttamente o indirettamente, appaia diminuito il valore e la dignità del matrimonio, voluto da Dio, da Lui benedetto, sacramento che configura il cristiano a Cristo, via di perfezione e di santità; o non si tenga sufficientemente conto del carattere singolare, irripetibile, della verginità di Maria e si pretenda trasferire l'unicità della situazione che essa riflette ad altre condizioni di vita; o si proponga la verginità di Maria in funzione esclusiva di alcune legittime scelte di vita ecclesiale, dimenticando che essa riguarda anzitutto il misterium Christi e il mysterium Ecclesiae; o si banalizzi il messaggio che ne deriva relegandolo ad un aspetto marginale del cristianesimo.

In modo attento alla cultura contemporanea
12. E' necessario infine che il teologo nell'esporre la dottrina sulla verginità di Maria tenga presente le tendenze e gli orientamenti della cultura contemporanea.
Certamente il clima culturale del nostro tempo non è sempre sensibile ai valori della verginità cristiana.
Non sarebbe difficile elencarne le cause. Ma ciò non deve scoraggiare il teologo nel suo impegno. Al tempo di Paolo la cultura dominante non era pronta ad accogliere il mistero della Croce, ma egli, per fedeltà a Cristo, ne fece il fulcro del suo messaggio (cfr. 1 Cor 2, 2; Gal 3, l; 6, 14).
Il teologo deve essere animato dalla serena fiducia che i valori autenticamente evangelici sono validi per l'uomo e per la donna contemporanei, anche quando essi li ignorano o li trascurano.
La verginità è dono e grazia. Essa è un bene della Chiesa, del quale partecipano anche coloro ‑ senza dubbio la maggior parte ‑, che non sono chiamati a viverla nella propria carne, ma pur sempre nel proprio cuore.
Tocca al teologo indicare le ragioni che possono aiutare l'uomo e la donna del nostro tempo a riscoprire i valori della verginità; egli deve individuare il linguaggio più adatto per trasmettere i valori evangelici di cui essa è portatrice, mostrare come in molti casi la verginità sia segno di libertà interiore, di rispetto dell'altro, di attenzione ai valori dello Spirito, di capacità di spingere lo sguardo oltre i confini del mondo temporale (cfr. Mt 22,30), di vivere radicalmente al servizio del Regno.
E mi domando: l'impronta verginale che segna la creazione dell'uomo (cfr. Gn 2, 4b‑7. 22‑23) e la sua ricreazione in Cristo, non ha nessuna ispirazione da offrire ai movimenti ecologici del nostro tempo che deplorano tante forme di violenza inferta alla creazione, il degrado della natura, l'inquinamento dell'ambiente?
Soprattutto il teologo deve mostrare ai nostri contemporanei che l'ideale dell'uomo nuovo, perfetto, si è compiuto in Cristo Gesù: Egli è l'Uomo (cfr. Gv 19, 5). In Lui il progetto antropologico di Dio ha raggiunto la perfezione assoluta. Ora nella radice di Cristo ‑ la sua concezione nel grembo di Maria ‑ e nella sua nascita alla vita definitiva ‑ dal sepolcro inviolato vi è un «elemento verginale» di grande portata in riferimento al suo essere, alla sua esemplarità per tutti i discepoli.

13. I Vescovi che parteciparono al Concilio di Capua del 392 non furono certo superficiali. Essi compresero che la questione della perpetua verginità di Maria non era secondaria, che non si fermava all'umile persona della Serva del Signore, ma riguardava aspetti fondamentali della fede: il mistero stesso di Cristo, la sua opera salvifica, il servizio del Regno.
La loro testimonianza diventa esemplare per noi. Con l'auspicio che quanti si pongono oggi a riflettere sul Mistero di Dio sappiano trarre luce dalla loro esperienza di fede, imparto a tutti voi, che avete preso parte a questo Convegno Internazionale, la mia Benedizione.

Al termine dell'incontro, salutando i numerosi . fedeli radunati all'esterno della chiesa, Giovanni Paolo Il ha detto:
Davanti a questa Cattedrale, dedicata a Maria, nella Capua vecchia, voglio ringraziare per questa vostra partecipazione, questa vostra accoglienza cordiale. Voglio augurarvi un futuro sempre più consapevole di questo grande mistero che è il mistero del Verbo incarnato nella Vergine Maria. Voglio augurarvi sempre più una devozione profonda a Maria Vergine e Madre, illuminata dal mistero del Verbo incarnato, nostro Redentore, Redentore dell'uomo. Ci avviciniamo, al termine del Secondo millennio dopo Cristo, all'apertura del Terzo millennio. Ci avviciniamo con speranza perché Cristo è ieri, oggi e sempre. Allora, ci avviciniamo con la speranza della sua presenza, del suo Regno, anche in questo millennio che si aprirà tra pochi anni.

martedì 23 maggio 2017

CASERTA - PARALISI IN PROVINCIA DI CASERTA . INTERVENTO DELL'ONOREVOLE CAMILLA SGAMBATO

PARALISI PROVINCIA, PER SUPERARE DEFINITIVAMENTE LA FASE EMERGENZIALE:
"BENE L'ASSEGNAZIONE DEI 4 MILIONI DI EURO PER PAGARE GLI STIPENDI AI DIPENDENTI, MA LA VIA MAESTRA RESTA COMUNQUE L'APPROVAZIONE DELL'EMENDAMENTO 'SALVA CASERTA' A MIA FIRMA, SENZA IL QUALE NON SI POTRÀ FARE IL BILANCIO E, QUINDI, UTILIZZARE ALCUNA SOMMA DESTINATA DAL GOVERNO E DALLA REGIONE.
CONFIDO NELL'IMPEGNO DI TUTTI"

"Faccio appello al senso di responsabilità di partiti, a partire dal Pd, e dirigenti politici affinché la gravissima crisi finanziaria che vive la Provincia di Caserta possa essere superata in via definitiva con l'approvazione dell'emendamento alla manovrina da me presentato che consentirà la redazione di un bilancio stabilmente riequilibrato e la ripresa di tutte le attività istituzionali e di ogni funzione propria dell'Ente". 

A rivolgersi al mondo politico casertano, campano e nazionale, alla vigilia del voto in commissione Bilancio della Camera dei Deputati del testo del decreto recante misure in favore degli Enti Locali, in primis le Province, è l'On. Camilla Sgambato, prima firmataria dell'emendamento cosiddetto 'salva Caserta' che prevede l'esonero dal riversamento allo Stato del contributo annuo consolidato di 42 milioni di euro, atteso che la Provincia è in dissesto. La parlamentare stamattina ha partecipato a Caserta alla manifestazione di protesta contro la crisi che attanaglia l'Ente, indetta dalle segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e dal comitato dei dipendenti provinciali. 

"Come ho avuto modo di ribadire al tavolo presieduto dal neo Prefetto di Caserta Ruberto presso il Palazzo del Governo, a margine del corteo dei lavoratori e delle forze sindacali e civili di Terra di Lavoro, la via maestra è rappresentata proprio dalla modifica del testo di legge varato dal Governo a fine aprile, con l'inserimento al suo interno di una norma ad hoc per la Provincia di Caserta, che consenta alla stessa di ripartire e di programmare una serie di interventi in favore delle scuole e delle strade di competenza provinciale, altrimenti da settembre l'anno scolastico non partirà mai per i nostri 56 mila studenti casertani nei 93 istituti superiori", continua la parlamentare democratica. 

"Del resto, senza l'approvazione dell'emendamento non potrà essere redatto alcun bilancio e, di conseguenza, anche i 4 milioni di euro appena assegnati in via straordinaria dal Governo non potranno essere destinati al pagamento di stipendi e spese fisse di funzionamento, perché il tesoriere dell'Ente ha bloccato da tempo ogni flusso finanziario sia in entrata che in uscita, paralizzando così di fatto l'intera attività istituzionale, in un territorio tanto complesso qual è Terra di Lavoro. 
Ecco perché credo che non sua più rinviabile una decisione chiara e netta del Governo in favore della Provincia di Caserta, così come non è più procrastinabile una situazione di tale emergenza che nega il diritto allo studio a migliaia di ragazzi e ragazze e alla vivibilità e fruibilità di un territorio da parte dei cittadini che qui vivono e lavorano", conclude Sgambato. 

Caserta, 23.05.2017