La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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lunedì 15 maggio 2017

SANTA MARIA CAPUA VETERE - IL CONSIGLIO DI STATO LEGITTIMA L'OPERATO DELLA GIUNTA DI MURO SULLA QUESTIONE ITALTEL . E' L'EX CONSIGLIERE ANGELO BONAVOLONTA' A DARNE NOTIZIA

Il Consiglio di Stato con sentenza del 15.05.2017 si e’ pronunciato sul ricorso effettuato dalla Biel Company che richiedeva la legittimità di una serie di SCIA presentate e che avrebbero ottenuto, se mai fossero state accolte,  il risultato di realizzare uno “spezzatino commerciale dell’area ex ITALTEL . Tutto ad esclusivo vantaggio del singolo privato e a danno della collettività, privandola di un’area di circa 200.000 metri quadrati, che sebbene privata, nel vigente piano regolatore ha destinazione industriale, e pertanto potenziale patrimonio dell’intera cittadinanza.
L’Amministrazione Di Muro  aveva cercato in ogni modo di evitare la nascita dell’ennesimo centro commerciale mascherato dalla richiesta di una miriade di scia da parte della proprietà,   tendenti a modificare e a variare la destinazione d’uso dell’area:  con una furbata artificiosa” si cercava di  farla  passare da industriale a commerciale.
A suo tempo la Giunta Di Muro  con la delibera di Giunta Comunale n. 193/2014, di aggiornamento S.I.A.D. alla Legge Regionale n. 1/2014, aveva precisato che, come analogamente previsto dall’art. 15 della L.R. 1/2014, l’insediamento degli esercizi di vicinato è ammesso “in tutte le zone territoriali omogenee comunali, ad eccezione di quelle per le quali lo strumento urbanistico generale espressamente ne vieta la realizzazione” e, nel caso di specie, come evidenziato nel provvedimento impugnato, secondo gli artt. 28 e 29 delle N.T.A. le zone industriali D e D-PIP, all’interno delle quali è collocato l’immobile in questione, “sono riservate esclusivamente ad edifici ed impianti di carattere industriale ed artigianali ed attrezzature mercantili, magazzini all’ingrosso, capannoni e simili””. Pertanto l’Amministrazione Di Muro aveva visto giusto : non bastava una semplice SCIA per modificare gli assetti urbanistici della città, sottoponendola ad impatti devastanti dal punto di vista sociale e commerciale. L’apertura di nuovi  centri commerciali avrebbe causato un ulteriore decadimento del tessuto commerciale del centro storico con la morte commerciale di chi ancora oggi resiste lottando contro ogni tipo di avversità.
 Angelo Bonavolontà
  


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