La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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martedì 22 marzo 2016

Di Muro " PERCHE' L'OSPEDALE MELORIO DOPO AVERLO POTENZIATO IL COMMISSARIO ASL DICE CHE ALCUNI REPARTI DEVONO CHIUDERE ?

Ancora una volta i burocrati rischiano di affossare la sanità casertana e, in particolare, di penalizzare l’Ospedale San Giuseppe e Melorio di Santa Maria Capua Vetere, per il quale ci siamo battuti strenuamente, salvandolo da quella che sembrava una imminente chiusura, potenziandolo, imponendo investimenti e miglioramenti (nuove sale operatorie, strumentazioni, nuovi reparti, laboratorio di analisi, ecc.).
Il rischio è evidente e risulta, nero su bianco, dalla deliberazione n. 54 del 25 febbraio scorso, a firma del commissario straordinario dell’Azienda sanitaria casertana, che riporta un elenco delle unità operative stilato in passato e lo fa proprio.
In base a tale allegato, al presidio ospedaliero di Santa Maria Capua Vetere risultano assegnate le seguenti unità operative complesse: direzione sanitaria, chirurgia, ortopedia, diagnostica ad immagini, medicina.
Allo stesso presidio afferiscono, inoltre, le seguenti strutture semplici o semplici dipartimentali: laboratorio di analisi, geriatria, cardiologia, anestesia e terapia intensiva, pediatria, day surgery (Capua).
Rispetto a tale recente deliberazione commissariale, emergono dubbi e preoccupazioni, sia sotto il profilo del declassamento delle unità operative complesse in semplici, sia sotto il profilo dei livelli di assistenza che potranno essere garantiti alla popolazione. Oltre a costituire un passo indietro, che rischia di far perdere i progressi realizzati negli ultimi anni, è necessario che l’Asl chiarisca (e anche la Regione Campania) quale sarà il destino di senologia, dell’Utic (presidio fondamentale per le emergenze cardiologiche, del quale non sembra esserci traccia all’interno della deliberazione) e dello stesso pronto soccorso.
In particolare, per quanto riguarda la senologia, sembrerebbe destinata a perdere la funzione chirurgica, limitandosi a una mera funzione diagnostica. E non vorremmo che tale decisione derivi dall’esigenza di favorire la radiologia a danno di un reparto che era la punta di diamante dell’intera provincia per patologie così delicate, da affrontare chirurgicamente e con la massima competenza anche sotto il profilo della ricostruzione estetica.
Non si può fare a meno di notare, inoltre, l’eccessiva concentrazione di unità operative complesse tra Maddaloni e Marcianise.
Nel frattempo, a Santa Maria Capua Vetere le nuove sale operatorie sono finalmente in attività. Il presidio ospedaliero resta un punto di riferimento per l’utenza carceraria, che quotidianamente si serve delle strutture del Melorio, nonostante il fatto che al pronto soccorso siano in servizio solo tre medici.
L’ospedale sammaritano ha la possibilità, se solo ce ne fosse la volontà, di aumentare immediatamente i posti letto di almeno 20-25 unità (già disponibili). Occorrerebbe però adeguare l’organico di medici, infermieri e operatori socio-sanitari. Ma soprattutto occorrerebbe un’azione politica degna di questo nome da parte dei rappresentanti istituzionali del nostro territorio, i quali dovrebbero farsi carico di opporsi all’ennesimo tentativo di depauperare il presidio ospedaliero sammaritano (che, ricordiamolo, serve un bacino di utenza ben più ampio del circondario distrettuale), lavorando invece per il suo potenziamento, così come abbiamo fatto durante la consiliatura appena terminata.
Biagio Di Muro

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