La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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venerdì 26 febbraio 2016

SANTA MARIA CV-ECCO LA PRIMA.... DI UNA LUNGA SERIE DI CIÓ CHE LE ASSOCIAZIONI HANNO SEMPRE SOSTENUTO

 Queste associazioni sammaritane hanno appreso dal WEB che gli “otto simboli accomunati da un intento condiviso”  nell’ ”ultima assemblea plenaria delle forze di sinistra” hanno decretato il “…«no» agli accordi politici del 2011 e ad un’azione in attuazione di un programma elettorale condiviso con conseguente individuazione del candidato sindaco.
 Poiché dall’intero documento si evince che il messaggio è rivolto principalmente a noi, ci preme chiarire alcuni punti che forse ancora sfuggono alla cittadinanza.
 Infatti molti di coloro  che si occupano delle faccende della politica sammaritana sembrano avere la memoria labile. A loro vanno ricordati alcuni accadimenti, non troppo lontani, che hanno riguardato le vicende politiche nostrane. Nel 2011 il sindaco eletto è stato tale arch. Biagio Maria Di Muro, espressione delle “associazioni civiche” di P.zza San Pietro,  col supporto di 10 liste.
 I candidati di tali liste, condividendo il programma elettorale allora presentato dalle “associazioni”, raccolsero circa 5400 voti, garantendo a Biagio Di Muro il diritto al ballottaggio contro l’avv. Federico Simoncelli del centro destra.
 In verità in quell’occasione l’area di centro sinistra era rimasta distrutta e mortificata dal giudizio degli elettori, a causa dei tanti errori commessi nei precedenti ultimi venti anni, durante i quali avevano amministrato con approssimazione e superficialità. Per non dire altro !
 Per motivi di sintesi ci corre l’obbligo, comunque, di ricordare solo alcuni dei capolavori commessi in quell’ultimo ventennio e per essi
vogliamo parlare della STU e  di quell’enorme buco che ancora vediamo circondato di lamiere in Via Olanda, costato centinaia e centinaia di migliaia di euro, senza che sia stato mai possibile utilizzarlo e senza sapere quanto ancora costerà ai sammaritani;
 vogliamo parlare del Palazzetto dello Sport, anch’esso lasciato in uno stato di assoluta precarietà, già prima ancora di essere realizzato;
 vogliamo parlare dei tanti soldi spesi per l’Istituto Santa Teresa e perché no della disastrosa situazione viaria in rione C1 Nord;
 vogliamo parlare della vantata filiera istituzionale che tante illusioni ha portato alla nostra città.
 Ma ! Lasciamo perdere per il momento tante cose malfatte e disfatte, ma per tutte vogliamo ricordarne una che è l’orrore degli orrori: il C.D.R.. Voluto per logiche politiche di infima lega, rappresenta per i cittadini un disastro ambientale le cui dimensioni solo la direzione dell’ospedale Pascal di Napoli può concretamente quantificare. Ancora oggi si va ad enfatizzare, da parte di alcuni ex consiglieri già del P.D., che la realizzazione del “mostro” avrebbe portato soldi al comune. Altro che soldi ha portato tumori !!!!.
 Questi sono e vogliono essere pochi esempi di una cattiva amministrazione, ma ce ne sono tanti, tanti altri e ne parleremo in seguito. Resta il fatto che si tratta sempre di atti di incompetenza e di assoluta mancanza di capacità programmatica.
 Torniamo comunque agli eventi che vedono come, solamente, grazie ad un apparentamento con le liste dimuriane il centro sinistra, bocciato dagli elettori, rientrò in gioco e  solo grazie a questo i vari esponenti del P.D. ebbero la possibilità di sedere nei banchi della maggioranza, piuttosto che in quelli della minoranza.
 Tanto è stato possibile non solo per il grande spirito di lealtà e di disponibilità della componente delle associazioni nei confronti della coalizione di maggioranza, ma anche nell’ottica di sopportare da parte di queste ultime i capricci dei consiglieri del centro sinistra, pur di raggiungere in qualunque modo qualcuno dei punti ipotizzati dal proprio programma.
 Abbiamo contrastato la loro ferma volontà di cementificare le ultime aree disponibili a S. Maria, quella dell’Italtel e dell’ex Tabacchificio, perché essi erano fortemente intenzionati ad aprirle ad una destinazione residenziale e commerciale, che nulla avrebbe prodotto alla città  se non l’ulteriore impoverimento del centro storico.
 A tal riguardo teniamo a confermare che invece è stata sempre nostra convinzione che solo una destinazione artigianale ed industriale avrebbe potuto consentire la creazione di posti di lavoro qualificati, sottraendo quelle aree ad un mero vantaggio privato per l’interesse della collettività.
  Questo contrasto nella programmazione  ci ha portato sempre a duri scontri con gli alleati della coalizione. Per cui, in conclusione, all’”assemblea plenaria del P.D.”, che ha sancito solennemente di non voler in alcun modo avere dialoghi con le associazioni ed a tutti gli amici del centrosinistra vogliamo ricordare un antico proverbio napoletano che così recita
“Giorgio se ne vo ji e ‘o vescovo n’ ‘o vo’ mannà”.
Santa Maria Capua Vetere, 25 febbraio 2016.
      Per le Associazioni Sammaritane
      Il portavoce dott. Nicola Cantone

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