La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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venerdì 4 dicembre 2015

La principessa Beatrice di Borbone e la parlamentare Camilla Sgambato madrine d’eccezione dell’avvio della produzione del Setificio Leuciano

Sabato 5 dicembre 2015, ore 18, s’inaugura il nuovo opificio in Piazza della Seta Saranno la principessa Beatrice di Borbone delle Due Sicilie e la parlamentare casertana Camilla Sgambato, componente della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei deputati, a dare idealmente il via alla produzione del Setificio Leuciano, sabato prossimo, 5 dicembre, alle ore 18, nel nuovo opificio di Piazza della Seta a San Leucio.

Una scelta non casuale, evidentemente, delle due madrine, che nelle intenzioni della famiglia imprenditoriale di Gaetano Letizia e, più ancora, del primogenito Bartolomeo Marco, cui ora è affidata l’amministrazione del Gruppo (quattro stabilimenti di cui uno in Serbia e un altro in Brasile, 200 dipendenti e 22 milioni di fatturato) intende sottolineare appunto la saldatura tra tradizione e modernità, tra storia e contemporaneità, tra passato e presente che è alla base di questa sfida produttiva.
La quale – è bene ricordarlo – nasce appunto sulle ceneri del sito industriale che fu il più antico ma anche l’ultimo opificio in attività nella Real Colonia di San Leucio, la città “ideale” fondata da Ferdinando IV di Borbone nel 1789, imperniata sulla produzione della preziosissima sete.
L’Antico opificio serico (Aos), infatti, chiuse i battenti per il fallimento dell’attività, qualche anno fa, e fu anche l’ultima presenza industriale a lasciare il luogo, dal momento che le altre storiche famiglie di setaioli avevano già da tempo dismesso la produzione o, in pochi e più fortunati casi, delocalizzato l’attività, magari a poche decine di chilometri di distanza, in ogni caso lontano dalla Ferdinandopoli, dalla città della seta.
E, dunque, “prima ancora che industriale – sottolinea Bartolomeo Marco – l’operazione rappresenta innanzitutto una sfida culturale. Dall’esatto momento in cui, in sede di asta giudiziaria, abbiamo rilevato gli immobili ci è sembrato doveroso pensare di provare a recuperare non soltanto la vocazione indistintamente industriale del sito, ma nello specifico, anche a dispetto della difficile congiuntura attraversato dal comparto, innanzitutto la produzione serica”.
E, dunque, anche se in una parte del vecchio sito industriale è prevista la creazione di un laboratorio di ricerca con annessa produzione di componenti in fibre composite, “ci è sembrato doveroso – dicono quasi all’unisono Anna Iannone e Rosaria Letizia, mamma e figlia, le due donne di famiglia che insieme a Daniela Dattero si occuperanno della direzione del setificio – provare a restituire alla Colonia di San Leucio l’attività tessile per cui il sito borbonico è diventato famoso nel mondo”.
Famiglia di imprenditori da circa mezzo secolo, l’attività industriale dei Letizia spazia dall’impiantistica (è del 1986 la nascita della prima azienda di progettazione e realizzazione on-site di impianti elettrici industriali) alla chimica, al packaging per l’automotive. Settori, questi ultimi, in cui oltre ad essere fornitori di primari player mondiali (uno per tutti, Fiat Chrysler Automotive) i Letizia vantano anche prestigiose partneship con gruppi multinazionali di primissimo ordine.


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