La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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lunedì 25 maggio 2015

PARLANO LE ASSOCIAZIONI... I CITTADINI DEVONO SAPERE



…… che alle loro spalle e contro la volontà della maggioranza democraticamente eletta del Consiglio Comunale, si sta consumando l’ultimo saccheggio della città.
 Forze occulte, ma non tanto, stanno esercitando pressioni in tutti i modi,  affinché l’area dell’ex Italtel si apra al commercio, consentendo l’ennesimo spezzatino di centro commerciale e favorendo l’arricchimento di un privato a scapito degli interessi della collettività.
 Riportiamo integralmente per dovere di cronaca uno stralcio del verbale del direttivo del PD dello scorso 14 aprile ….“Ritenuto, infatti, che, per la vigente normativa, l’amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere dovrà approvare in tempi strettissimi il PUC (piano urbanistico comunale), strumento primario al quale fa riferimento anche la suddetta L.R. 1 /2014, si conviene all'unanimità che è intenzione del Partito Democratico di S. Maria Capua Vetere preservare, fino a tale momento, la destinazione urbanistica categoria D, vale a dire industriale, per tutte le aree insistenti nel territorio.”
 Inutile ricordare le “battaglie” della maggioranza, sostenute dal Sindaco ed i consiglieri delle associazioni dimuriane De Lucia , Simone e Bonavolontà, i quali già in precedenza avevano evitato, con  Gaetano Rauso  il saccheggio dell’ex area Tabacchificio, evitando la costruzione di 430 appartamenti.
 I soliti speculatori, nell’intento di massimizzare il profitto e pronti a calpestare qualsivoglia norma urbanistica, erano pronti ad operazioni che avrebbero solo incrementato la densità demografica, a scapito della riduzione degli standard urbanistici e della qualità di vita dei cittadini sammaritani; nient’altro di diverso da quello che  è stato consentito loro negli ultimi venti anni prima di questa amministrazione.
  Noi delle Associazioni Civiche riteniamo che “la botte è piena” e che gli interessi di pochi privati non possono condizionare il futuro della città. La politica, distratta dalle imminenti elezioni regionali, non deve sottovalutare il pericolo che l’apertura di una parafarmacia all’interno di quell’area costituisce, e che noi riteniamo illegittima.
 Auspichiamo vengano immediatamente effettuate tutte le verifiche circa la legittimità dei permessi rilasciati alla stessa. Dopo la parafarmacia ci sarà la cooperativa commerciale al consumo e poi ancora altro, fino a realizzare quello “spezzatino di strutture commerciali”, che tanto avversiamo e che costituirà l’ennesima causa dell’impoverimento del tessuto commerciale cittadino.
 Che senso ha dare indirizzi di pianificazioni urbanistica attraverso le norme del PUC, quando poi gli stessi non vengono fatti rispettare. Che senso ha pagare con le tasche dei cittadini fior fiore di dirigenti comunali, quando gli stessi danno interpretazioni personalistiche alle norme e contrariamente alle disposizioni del PRG, andando in direzione contraria agli interessi di quella collettività, che paga i loro stipendi.
 Potrebbero starsene tranquillamente a casa evitando di creare danni e i loro corposi emolumenti potrebbero essere impiegati per soddisfare le esigenze della povera gente.
 Più volte il Consiglio Comunale si è espresso a tutela della destinazione urbanistica industriale dell’ area Ex Italtel e con forza le associazioni di categoria “CONFCOMMERCIO CASERTA” e “CONFESERCENTI”, attraverso i loro esponenti cittadini e provinciali, si sono espressi in maniera nettamente contraria ad un ulteriore allargamento del carico commerciale sulla città.
 Qualche giorno fa si è svolto a Matera il convegno di giovani imprenditori di Confindustria “WE LOVE SUD”, nel corso del quale si è discusso sulla disponibilità dei fondi strutturali europei, che vedrà disponibili nei prossimi 8 anni, 20 miliardi di euro/anno. Si e’ discusso della necessità  di  un vero piano industriale per il Sud  che si fonda sul censimento delle aree industriali inutilizzate e sui benefici fiscali per chi investe.  Quella “zona franca industriale”, di cui hanno parlato vari candidati alle imminenti elezioni regionali, può e deve  rappresentare  la speranza di quella ripresa economica, che attenua e pone fine alle difficoltà e alle sofferenze di tante famiglie.
 Nell’841 a seguito delle invasioni barbariche la città di Santa Maria fu distrutta ad  opera dei Saraceni. Quella distruzione convinse le autorità e gran parte dei cittadini di allora a trasferirsi nella zona del porto fluviale, insediandosi in un ansa del Volturno, meglio difendibile.
 Dopo oltre 1000 anni  abbiamo assistito a nuove invasioni barbariche. Ma stavolta i barbari che hanno infestato la città hanno ben altra provenienza e ben altra natura: hanno il colletto bianco e usano la fantasia a danno del territorio, a danno della città e a danno dei cittadini.
 Noi non possiamo consentire che le zone industriali, che dovevano servire per portare occupazione, vengano impiegate per le speculazioni. Non possiamo consentire che questi “colletti bianchi” rappresentanti di ingenti forze economiche condizionino 24 consiglieri comunali,  una amministrazione comunale e 32.000 abitanti.
 Non prestiamo orecchio alle stecche di sigarette dei biscazzieri o alle bottiglie di vino degli usurai, ma guardiamo avanti. Puntiamo alla possibilità di uno sviluppo che consenta la creazione di veri posti di lavoro. Evitiamo che i nuovi barbari facciano scappare i giovani come accadde 1000 anni fa e che tanti siano costretti a trasferirsi lontano.
 Noi delle associazioni dimuriane combatteremo senza respiro e con tutti i mezzi possibili chi oggi cerca di rubare il futuro a Santa Maria Capua Vetere.
Santa Maria Capua Vetere, 24 maggio 2015
            Dott. Nicola Cantone
      Portavoce delle associazioni

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