La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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mercoledì 17 dicembre 2014

NUNZIA DI MURO - " PERCHE' GIOVANNI DE ROSA NON PUO' PARTECIPARE ALLE COMMISSIONE E' IL CONSULENTE DEL SINDACO !!!!

Forzando la mia caratteriale ritrosia alla ribalta mediatica, per la seconda volta, in pochi mesi, sento la necessità di intervenire questa volta spinta non solo per l’affetto più che per l’amicizia che mi legano a Giovanni De Rosa ma soprattutto per la gravità delle osservazioni di Giovanni Campochiaro in merito alla “singolare” presenza del cittadino Giovanni De Rosa alla quarta commissione consiliare.
Lungi da me voler dare eccessivo peso alle simpatiche provocazioni di Giovanni Campochiaro, al quale non devo certamente ricordare  che nello stesso periodo in cui  Giovanni De Rosa frequentava assiduamente la segreteria della DC di Santa Maria Capua Vetere (di cui Nicola Di Muro, mio padre, era segretario) non solo la segreteria ma anche e soprattutto l’abitazione privata del segretario della DC,  con la stessa assiduità, erano visitate dal padre di Giovanni Campochiaro, essendo le nostre due famiglie legate da sincera stima e affetto al di là e prima della comunanza partitica (tanto che mio padre è stato compare di prime nozze  di Giovanni Campochiaro)
Credo sia superfluo ricordare a Giovanni che proprio per questa strettissima amicizia mio padre veniva accusato dagli ambientalisti di tutelare, a dispetto della salute pubblica, la conceria della famiglia Campochiaro
Ricordo che, all’epoca in cui frequentavo il liceo, vi fu una professoressa, in particolare, che in occasione di una manifestazione organizzata dal movimento giovanile della dc, spinse i ragazzi delle sue classi a partecipare proprio con dei cartelli contro la conceria e contro mio padre, reo di non intervenire per farla chiudere e accusando mio padre di essere uno “yes man” della famiglia Campochiaro.
Lasciando perdere le inutili divagazioni del passato voglio porre invece la giusta luce sulla gravità delle lamentele odierne di Giovanni Campochiaro, il quale, in primis, si scandalizza del fatto che un cittadino sia presente ai lavori delle commissioni consiliari, dimenticando che le commissioni, al pari dei consigli comunali sono attività che devono essere pubbliche ai sensi dell’art. 38 comma 7 del Testo Unico degli Enti Pubblici.
Devo ammettere che appena ho letto le dichiarazioni pubbliche del consigliere Campochiaro ne avevo solo sorriso fino a che non ho scoperto che, in realtà, nel Comune di Santa Maria Capua Vetere i Consiglieri ritengono di far parte delle massonerie e di dover sfuggire al controllo dei cittadini visto che nel regolamento comunale, approvato, ovviamente, dal Consiglio Comunale , in lampante violazione del TUEL e del Principio di trasparenza, che deve informare l’intera attività amministrativa, vi è scritto che le Commissioni consiliari sono segrete
Devo dire che Giovanni Campochiaro mi ha profondamente delusa in quanto, in qualità di consigliere di opposizione e attento conoscitore dei regolamenti comunali, da lui mi sarei aspettata più che attacchi al cittadino e amico comune Giovanni De Rosa una presa di coscienza dell’illegittimità della segretezza delle commissioni consiliari prevista nel regolamento comunale.
Dalla lettura del Tuel il cui art 38 commi 6 e 7 che così recitano  “6. Quando lo statuto lo preveda, il consiglio si avvale di commissioni costituite nel proprio seno con criterio proporzionale. Il regolamento determina i poteri delle commissioni e ne disciplina l'organizzazione e le forme di pubblicità dei lavori. 7. Le sedute del consiglio e delle commissioni sono pubbliche salvi i casi previsti dal regolamento e, nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, si tengono preferibilmente in un arco temporale non coincidente con l’orario di lavoro dei partecipanti”  si può comprendere senza alcun altra possibile e/o diversa interpretazione non solo che le sedute delle commissioni consiliari devono essere pubbliche, restando la segretezza relegata a casi eccezionali che devono essere precisamente esplicitati nel regolamento, ma che il regolamento deve disciplinare oltre ai poteri di queste anche la pubblicità dei lavori con la conseguenza che non solo andrebbero pubblicizzati gli orari e i giorni in cui vengono tenute le singole commissioni consiliari in modo da dare la possibilità ai cittadini interessati di presenziarvi ma vanno altresì pubblicati sull’albo pretorio tutti verbali delle commissioni, alla pari delle delibere consiliari e delle delibere di Giunta.
Colgo, quindi l’occasione di queste esternazioni, per invitare sia il consigliere Campochiaro sia l’intero Consiglio comunale ad intervenire, con urgenza, ad emendare e correggere il regolamento.
Anzi, sono convinta, che, ancor prima delle modifiche che sicuramente saranno apportate al Regolamento, i Presidenti e i componenti delle singole Commissioni saranno più che pronti a rispettare, spontaneamente, l’art 38 del TUEL anche in considerazione della trasparenza della loro attività  in seno agli organi istituzionali di cui fanno parte.
Prima di ringraziare Giovanni Campochiaro per aver posto l’attenzione su un aspetto importantissimo della partecipazione attiva dei cittadini alla politica locale e ai processi decisionali degli organi politici mi preme ricordare che Giovanni De rosa è anche consulente del sindaco a titolo gratuito e, quindi, forse, qualche motivo, probabilmente, per frequentare gli uffici comunali potrebbe anche averlo.
Mi sembra di ricordare, in particolare, che Giovanni De Rosa è stato nominato consulente del sindaco per dare  il proprio contributo in merito a settori ben definiti tra i quali “le necessità da fronteggiare inerenti il decoro urbano, lo stato delle strade e dei servizi” 
A Campochiaro, in conclusione, vorrei dire che posso comprendere lo stupore del neo Comandante dei Vigili urbani nell’apprendere che stava partecipando ad una riunione segreta e non ad una commissione consiliare, cosa che deve aver trovato oltremodo strana se, come sicuramente sarà, conosce il Tuel  e già detta conoscenza depone in suo favore e dovrebbe, comunque, tranquillizzarci sulle possibili ingerenze esterne  nelle decisioni che dovrà assumere.
Ovviamente sta ai dirigenti dei singoli settori sapere quali sono i limiti invalicabili tra potere gestorio e potere politico e agire di conseguenza.
E, ciò, non solo nei confronti dei consulenti del sindaco ma anche nei confronti dei consiglieri comunali di maggioranza e/o di opposizione che hanno o avevano la tendenza a frequentare assiduamente sia il Comando dei vigili urbani che gli altri  settori amministrativi.   

                                                                                               Nunzia Di Muro