La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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ECCO UNTC - UNIONE NAZIONALE PER LA TUTETELA DEI CONSUMATORI

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giovedì 25 settembre 2014

CASTELVOLTURNO - OPERAZIONE DEL COMMISSARIATO DI POLIZIA DEL LITORALE

COVINO Assunta, napoletana  di 45 anni, è stata arrestata nella mattinata di oggi dagli uomini del Commissariato di P.S. di Castel Volturno diretto dal Vice Questore Agg.to D.ssa Carmela D’AMORE, , in esecuzione del provvedimento restrittivo emesso dalla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Venezia, perché ritenuta colpevole dei delitti di associazione mafiosa, estorsione, usura e sequestro di persona a scopo di rapina, tutti commessi nel Veneto tra il 2009 e 2011.
La donna, come emerso dalle indagini condotte e coordinate dalla D.D.A. di Padova, è risultata essere membro della potente organizzazione criminale denominata “clan dei casalesi” che, nel corso degli anni, dopo esser insediata nel Veneto ed esteso i suoi tentacoli, aveva imposto il pagamento del pizzo agli imprenditori nonché, attraverso la creazione di una società finanziaria denominata “Aspide”, taglieggiava quelli in difficoltà, prima elargendo il prestito di denaro e poi imponendo tassi usurai. Per chi tentava di uscire dal giro  o aveva difficoltà nei pagamenti non restava altro che cedere l’attività o, nel caso di rifiuto, sottoposti a violenze e vessazioni di ogni genere.
Nel 2011 scattano le manette per i 25 affiliati alla cosca casalese, tra cui la stessa COVINO, all’esito dell’operazione di polizia denominata “serpe”, cui seguiranno condanne esemplari nel processo “Aspide” (dal nome della società finanziaria promanazione della potente consorteria criminale) con pene sino a 20 anni di reclusione che non risparmiano neanche il marito della donna, PARISI Antonio. Per tutti l’A.G. riconosce l’appartenenza al sodalizio mafioso nonché gli altri delitti tipici quali estorsione e sequestro di persona a scopo estorsione e/o rapina.




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