La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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sabato 6 settembre 2014

CAMORRA A CANCELLO ED ARNONE - TENTATA ESTORSIONE - LA DDA DI NAPOLI E LA SQUDRA MOBILE DI CASERTA ESEGUE DUE FERMI

Nella mattinata di ieri, personale della Squadra Mobile di Caserta, diretta dal Vice Questore Alessandro TOCCO e della Sezione distaccata di Casal di Principe, diretta dal Vice Questore Mario GRASSIA, ha eseguito un Decreto di Fermo emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Sost. Proc. Dr. Alessandro D’ALESSIO, in relazione al reato di tentata estorsione aggravata dalla metodologia mafiosa, nei confronti dei pregiudicati:

1.     PACIFICO Dionigi, nato a Casal di Principe (CE) il 07.10.1962, res. in Casal di Principe (CE, pregiudicato, libero;
2.     BIANCHI Giuseppe, nato a Casal di Principe (CE) il 12.04.1978, res. in San Cipriano d’Aversa (CE), pregiudicato, libero.

La misura pre-cautelare è frutto di un’incalzante indagine, anche di natura tecnica, coordinata dalla D.D.A. partenopea, che ha svelato un tentativo di estorsione posto in essere nelle scorse settimane dagli arrestati in danno di due imprenditori, padre e figlio, titolari di una società di costruzioni edili impegnata nella realizzazione di 90 alloggi di edilizia a canone sostenibile in Cancello e Arnone (CE).
Secondo quanto appurato, PACIFICO Dionigi, presentandosi a nome del clan dei CASALESI-gruppo BIDOGNETTI, rivolgeva ai due imprenditori, titolari anche di un caseificio, la richiesta di una imprecisata somma di denaro da destinare ai bisogni dei carcerati dell’organizzazione camorrista. Nonostante l’iniziale rifiuto delle vittime, che avevano eccepito che il complesso immobiliare non era stato ancora realizzato e, quindi, nessun appartamento era stato ancora venduto, PACIFICO Dionigi, accompagnato da BIANCHI Giuseppe e da un terzo affiliato, che risulta indagato per i medesimi fatti in quanto già detenuto, tra luglio ed agosto scorsi, aveva insistito nella pretesa del pagamento del pizzo, in coincidenza della canonica scadenza di ferragosto.
Le indagini sono state suffragate soprattutto da attività di intercettazione ambientale che hanno permesso di ricostruire nei dettagli le fasi dell’attività delittuosa, dalla spasmodica ricerca delle vittime, ai sopralluoghi presso la loro azienda, oltre che l’assoluta arroganza dell’atteggiamento degli affiliati.
Infatti, le vittime si sono risolute ad ammettere le condotte vessatorie di cui erano oggetto solo di fronte alle inconfutabili contestazioni dei poliziotti.
Secondo recenti acquisizioni investigative, nell’ultimo periodo, PACIFICO Dionigi aveva assunto la guida della fazione BIDOGNETTI, gestendone le attività estorsive sul litorale domitio.
Lo stesso è una figura criminale di rilievo, essendo stato condannato nell’ambito del processo c.d. Spartacus ed annoverando precedenti per tentato omicidio, delitti inerenti le armi ed altri reati associativi. Egli, inoltre, é legato da vicoli familiari al boss DE FALCO Nunzio, attualmente detenuto, i cui fratelli, Vincenzo e Giuseppe, negli anni ’90, furono assassinati nel corso della sanguinosa faida con il gruppo vincente SCHIAVONE-BIDOGNETTI.
Meno di un mese fa, la Squadra Mobile di Caserta aveva arrestato altri tre esponenti del clan BIDOGNETTI, CATERINO Vincenzo, alias “Baffone”, classe ‘64, QUADRANO Americo, cl. ‘67, e MARTINO Stefano, cl. ‘73, per un tentativo di estorsione in danno di un cantiere navale di Castel Volturno (CE) contro il quale, a scopo intimidatorio, tramite un rudimentale mortaio, venne lanciato un ordigno esplosivo che, solo per un caso fortuito, non recò danni.

Nell’ultimo anno, la Squadra Mobile ha arrestato 18 affiliati al clan BIDOGNETTI per estorsioni, tentate o consumate, nel comprensorio domitio e nell’aversano, confermando l’attuale pericolosità dei Casalesi e come “il pizzo” rappresenti ancora una delle principali fonti di illecito guadagno dell’organizzazione, oltre che di strategico strumento di controllo del territorio.

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