La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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mercoledì 25 giugno 2014

CASERTA: CELEBRATO IL 240° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DEL CORPO DELLA GUARDIA DI FINANZA. TRACCIATO IL BILANCIO DELL’ATTIVITÀ DELLE FIAMME GIALLE IN PROVINCIA DI CASERTA NEI PRIMI CINQUE MESI DELL’ANNO.

Il 24 giugno 2014, nella Caserma “Domenico Bovienzo”, sede delle fiamme gialle casertane, presieduta dal Comandante Provinciale, Colonnello t.ST Giuseppe Verrocchi, ha avuto luogo la celebrazione del 240° Anniversario della Fondazione della Guardia di Finanza.

La cerimonia, improntata a doverosa sobrietà, ha avuto carattere esclusivamente interno ed ha visto la partecipazione dei finanzieri in servizio alla sede di Caserta, ai quali il Colonnello Verrocchi, dopo la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica e dell’Ordine del giorno del Comandante Generale della Guardia di Finanza, si è rivolto con una breve allocuzione, sottolineando la solennità ed il senso profondo dell’odierno anniversario, in cui si celebra la storia plurisecolare del Corpo.

La tradizionale ricorrenza costituisce l’occasione per un bilancio delle attività condotte dai Reparti del Comando Provinciale di Caserta, nei settori della lotta all’elusione e all’evasione fiscale, del contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, della tutela del mercato dei beni e dei servizi, di quello dei capitali e del contrasto alla criminalità organizzata sotto il profilo patrimoniale, che rappresentano la missione istituzionale, nonché negli altri comparti operativi, in un’ottica sempre volta alla tutela della collettività e della competitività del “sistema Paese”.

Di seguito, i principali risultati delle attività condotte dalla Guardia di Finanza, in Provinciale di Caserta, nei primi cinque mesi del 2014, frutto di un approccio trasversale al contrasto di tutte le diverse tipologie di illeciti economico-finanziari:
-          2.240 violazioni penali ed amministrative rilevate;
-          1.424 soggetti denunciati a piede libero e 17 in stato di arresto;
-          recuperati a tassazione 70 milioni di euro di redditi occultati al fisco e 16 milioni di euro di I.V.A.;
-          scoperti 57 evasori totali e paratotali, 49 lavoratori “in nero” o irregolari;
-          accertate indebite percezioni e richieste di fondi nazionali, locali e dell’Unione europea per oltre 10 milioni di euro, di cui 9,6 milioni derivanti da frodi al sistema previdenziale ed assistenziale;
-          segnalati alla Corte dei Conti più di 4 milioni di euro di danni erariali;
-          intercettati oltre 3 kg di stupefacenti, più di 10 quintali di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, nonché  tredicimila merci contraffatte o non sicure;
-          sequestrati patrimoni, illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata ed economica, per oltre 16 milioni di euro.
Frodi fiscali, evasione internazionale ed economia sommersa: questi i fenomeni al centro dell’attività delle Fiamme Gialle campane a tutela delle Entrate, che hanno consentito di individuare redditi occulti, di denunciare 76 responsabili di reati tributari e di sequestrare o proporre per il sequestro beni e disponibilità finanziarie per oltre 25 milioni di euro. Sono state, inoltre, riscontrate irregolarità nel 70% dei circa 5.000 controlli sul rilascio di scontrini e ricevute fiscali condotti.
Nel settore della spesa pubblica, il Corpo ha agito al fine di garantire che, in questo periodo di perdurante crisi, le risorse disponibili siano effettivamente destinate al rilancio dell’economia ed alle situazioni di maggiore disagio socio-economico. Obiettivo che, in Provincia di Caserta, si è tradotto nella:
-          denuncia di 869 truffatori, in danno di fondi nazionali, locali e dell’Unione europea;
-          scoperta di 863 falsi braccianti agricoli e 58 finti poveri;
-          segnalazione alla Corte dei Conti di 109 soggetti;
-          denuncia di 47 responsabili, dei quali 3 arrestati, per reati contro la pubblica amministrazione.
La lotta alla criminalità organizzata, volta, essenzialmente, alla ricostruzione e disarticolazione dell’assetto economico-finanziario dei gruppi criminali, attraverso approfonditi accertamenti patrimoniali, che hanno riguardato 27 soggetti appartenenti o contigui alla camorra, ha portato alla denuncia di 11 responsabili, per associazione per delinquere di stampo mafioso e violazioni alle norme antimafia, ed al sequestro o proposta di sequestro di patrimoni illeciti per oltre 7,3 milioni di euro.
Altro fenomeno criminale attenzionato, in preoccupante ripresa, è il contrabbando di tabacchi lavorati esteri. Le investigazioni sui canali internazionali di approvvigionamento (soprattutto dai Balcani) e sulle reti locali di smercio delle sigarette, hanno consentito di denunciare 86 contrabbandieri, di cui 6 tratti in arresto, e di sequestrare 10 quintali di sigarette.
L’attività di vigilanza sul rispetto delle regole della concorrenza dei mercati finanziari ha portato a denunciare 31 persone, di cui 2 tratte in arresto, per reati bancari, finanziari, societari e fallimentari, nonché al sequesto di beni per oltre 2,6 milioni di euro.
Gli interventi a tutela dell’ecosistema, condotti in alcuni casi con il prezioso ausilio della componente aeronavale del Corpo, hanno fatto registrare la denuncia di 16 soggetti per violazioni alla normativa ambientale e paesaggistica, con il sequestro di  aree adibite a discariche abusive e di altre superfici, demaniali e private, deturpate da svariate tipologie di illeciti, per complessivi 25.000 mq..
Tra le attività di maggiore spessore operativo svolte nel corso dei primi mesi dell’anno e che hanno avuto risonanza nazionale, si ricordano:
-           l’esecuzione, nel mese di febbraio, da parte della Tenenza di Piedimonte Matese, dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti di: Pietro Sansone, Dirigente dell'Area Finanziaria, sia del Comune di Alife che del Consorzio Intercomunale Metano Campania 25, in ordine ai reati di peculato e falso ideologico continuato, per fatti commessi in Alife e Piedimonte Matese tra il 2007 e il 2010.
La condotta illecita del dirigente, che svolgeva un ruolo apicale in entrambi gli enti, era consistita nella emissione indebita o falsificazione dei mandati di pagamento dell'Ente, emettendoli a suo favore oppure predisponendo delle determine di impegno – atto propedeutico al mandato stesso – false o non corrispondenti. Ciò gli consentiva di eludere i controlli da parte del revisore dei conti e di predisporre dei falsi bilanci di esercizio;
-            l’accertamento, nel mese di marzo, da parte dei militari della Guardia di Finanza di Mondragone, di una vasta e diffusa evasione fiscale posta sistematicamente in essere da alcuni medici preposti al rilascio dei certificati richiesti dalla loro clientela per il conseguimento o il rinnovo delle patenti di guida. Nell’occasione, sono stati recuperati a tassazione compensi non dichiarati dai professionisti del settore operanti nella Provincia di Caserta per circa 2.000.000,00 di euro e oltre 92.000,00 euro di imposta regionale sulle attività produttive.
Il meticoloso riscontro di oltre 94.000 posizioni aveva consentito ai Finanzieri di accertare che oltre all’85% dei casi, a fronte della prestazione sanitaria rese, non veniva rilasciata alcuna fattura e/o ricevuta fiscale da parte dei professionisti, arrecando un notevole danno alle casse dell’erario;
-           la complessa ed articolata attività investigativa, eseguita sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, all’esito della quale i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta davano esecuzione, nel mese di marzo, ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali (arresti domiciliari) e reali, emessa dal G.I.P. del Tribunale sammaritano, nei confronti di FIORE Gianfranco e FIORE Roberto, rispettivamente, presidente del Consiglio di Amministrazione e Amministratore delegato pro tempore della FIREMA Trasporti Spa, azienda di primario livello nazionale, operante nel settore della progettazione e realizzazione di veicoli ferroviari. Contestualmente, veniva operato il sequestro preventivo di somme di denaro nella loro disponibilità per complessivi € 2.610.000, rintracciati su numerosi conti correnti.
I due noti imprenditori partenopei erano ritenuti responsabili, unitamente ad altre 17 persone, a vario titolo chiamate a rispondere in concorso, dei reati di bancarotta fraudolenta “per distrazione” e impropria mediante “falso in bilancio” e “operazioni dolose”;
-           il sequestro, a seguito di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, operato sempre nel mese di marzo dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta in Provincia di Benevento, di ben 1.600 quintali di rifiuti plastici in stato di completo abbandono, oltre all’intera area di 10.000 mq. ed un capannone di circa 2.000 mq.
Le operazioni avevano riguardato due società beneventane riconducibili ad alcuni soggetti già denunciati dalle Fiamme Gialle per traffico illecito organizzato di rifiuti e gestione di rifiuti non autorizzata;
-           da ultimo, la recente esecuzione dell'ordinanza di arresti domiciliari emessa nei confronti del Presidente del Consiglio Regionale Campania, per il reato di tentata concussione, in quanto aveva per lungo tempo abusato della sua qualità pubblica, esercitando indebite pressioni politiche e minacce per costringere il direttore generale dell' A.S.L. Caserta, a nominare persone di sua fiducia quali direttore sanitario e direttore amministrativo dell'ente in questione, nonché al vertice del Distretto Sanitario di Capua.

Il predetto, per raggiungere tali scopi illeciti, aveva strumentalizzato le prerogative inerenti la sua carica, contattando in diverse occasioni il direttore generale dell’A.S.L. e minacciando gravi conseguenze qualora non avesse assecondato la sua volontà, quali ispezioni e controlli amministrativi presso l'ente pubblico, in riferimento ad una sorta di accordo politico che prevedeva la spartizione di incarichi apicali nella pubblica amministrazione regionale.

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