La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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domenica 8 giugno 2014

ANTONIO CRISPINO IN OCCASIONE DELLA XII GIORNATA DELL'ECONOMIA " utilizzare i fondi della Cciaa per favorire l'occupazione"

Domani in Camera di commercio, a Caserta, si celebra la XII giornata dell’Economia. In proposito, l’ex consigliere camerale e past president di Confindustria, ing. Antonio Crispino, ha rilasciato la seguente dichiarazione.

Domani la Camera di commercio di Caserta celebra la giornata dell’economia. Un rito che si trascina stancamente, anno dopo anno, senza alcuna novità né spunto di riflessione veramente importante per svoltare. Non faccio fatica a pensare, perciò, che anche quest’anno autorevoli docenti universitari ci illustreranno dati per dirci che, in fondo, nulla è cambiato rispetto a quello precedente. E che anzi è sicuramente peggiorata la situazione economica della provincia. Tutte cose che sapevamo già, evidentemente, per toccarle con mano tutti i giorni.
E, intanto, una domanda è d’obbligo: la Camera del commercio di Caserta che cosa ha fatto finora e che cosa, soprattutto, può fare per cambiare lo stato attuale delle cose? Per aiutare le imprese a superare la drammatica congiuntura che ci attanaglia da troppo tempo?
E’ evidente che, se la situazione è d’emergenza, come tale deve essere affrontata.
Mi permetto, pertanto, di lanciare una proposta a quanti hanno l’onere e l’onore di guidare l’ente camerale. Si potrebbe costituire un fondo per favorire l’occupazione, per esempio. L’idea, molto semplice, consiste nel mettere a disposizione delle imprese, in particolare quelle piccole e medie, un contributo (oggi si dice bonus) di 5 mila euro per ogni nuovo lavoratore assunto per almeno cinque anni, in modo da abbassare sensibilmente il carico fiscale e previdenziale a carico delle stesse imprese.
Con un fondo di 5 milioni di euro, da gestire in maniera semplice e senza giri burocratici complessi, a semplice domanda, si potrebbe generare un effetto moltiplicatore di 20 milioni e magari favorire l’assunzione di mille persone. Alla fin fine, si tratta di risorse delle imprese, che in qualche modo tornerebbero in parte e con vantaggio alle stesse imprese.
Leggo invece – posto che sia vero quanto pubblicato dal Roma nei giorni scorsi – che la Camera di commercio nei primi quattro mesi di quest’anno ha sovvenzionato progetti presentati dalle associazioni di categorie per oltre 600 mila euro e ridotto, già lo scorso anno, i fondi per facilitare l’accesso al credito delle imprese. Progetti ritenuti inutili e discutibili dal giornale che ha pubblicato l’inchiesta. Non entro nel merito della vicenda, mi limito semplicemente a osservare che non credo, francamente, sia questa la strada migliore per riprendere il cammino della crescita e dello sviluppo.
Ribadisco, in momenti di emergenza ci vuole fantasia e coraggio. Ma forse il problema vero dell’Italia, oggi, è che ai vertici delle istituzioni c’è una classe dirigente incapace di trovare soluzioni ai problemi che ci assillano.

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