La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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martedì 20 maggio 2014

SCANDALO ASL - MINACCE A MENDUNI - AI DOMICILIARI PAOLO ROMANO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE - CROLLA UN IMPERO


In data odierna, il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Casetta ha eseguito
un'ordinanza di arresti domiciliari emessa nei confronti di Romano Paolo, Presidente del Consiglio
Regionale Campania, per il reato di tentata concussione.
Il provvedimento cautelare è stato adottato dal G.I.P. di S.M.C.V. il 15 maggio 2014 su richiesta di
questa Procura depositata il 3 febbraio 2014.
Il giudice ha però qualificato più gravemente i fatti contestati al Romano, individuando nelle
condotte poste in essere dallo stesso minacce strumentali ai suoi fini illeciti e non invece l'ipotesi
dell'indebita induzione, ipotizzata dalla Procura nella sua richiesta cautelare.
In particolare, il Romano ha per lungo tempo abusato della sua qualità pubblica, esercitando
indebite pressioni politiche e minacce per costringere Menduni Paolo, direttore generale dell'A.S.L.
Caserta, a nominare persone di sua fiducia quali direttore sanitario e direttore amministrativo
dell'ente in questione nonché al vertice del Distretto Sanitario di Capua.
Il Romano, per raggiungere tali scopi illeciti, ha strumentalizzato le prerogative inerenti la sua
carica, contattando in diverse occasioni il Menduni e minacciando gravi conseguenze qualora non
avesse assecondato la sua volontà, quali ispezioni e controlli amministrativi presso l'ente pubblico.
Inoltre, nel corso degli incontri avuti con il Menduni, il Romano ha fatto sovente riferimento a una
sorta di accordo politico che prevedeva la spartizione di incarichi apicali nella pubblica
amministrazione regionale.
Al Romano, inoltre, viene contestato di aver esercitato pressioni indebite e minacce anche per
costringere il Menduni a revocare le nomine dirigenziali che questi aveva nel frattempo effettuato
senza assecondare le sue indicazioni.
L'utilità che il Romano intendeva conseguire mediante la propria condotta era rappresentata dalla
nomina di alti dirigenti amministrativi, così da poter disporre di persone di fiducia e compiacenti
nell'azione di direzione di un settore fondamentale e strategico, anche sul piano elettorale,
dell'organizzazione amministrativa regionale.
Gli elementi di prova a carico del Romano emergono innanzi tutto dalle dichiarazioni dello stesso
Menduni, che ha narrato con estrema dovizia di particolari, le pressioni e le minacce subite per
operare nomine "gradite" al Romano nonché le modalità concrete dell'indebita costrizione. Tali
dichiarazioni, ritenute intrinsecamente attendibili, sono state riscontrate dalle numerose
informazioni testimoniali rese da alti dirigenti dell'ente, i quali non solo hanno riferito
dell'esistenza di un clima fortemente ostile al Menduni, ma addirittura che mai in passato essi, pur
avendo pluriennale esperienza nel settore sanitario, hanno assistito a tali forme di "attacco " dal
vertice politico, tanto da aver pensato che fosse in atto una manovra tesa a indurre il direttore
generale a lasciare l'incarico.
Inoltre, elementi significativi di prova emergono anche dal contenuto delle conversazioni
telefoniche intercettate nelle quali il Romano manifestava la propria preoccupazione per la denuncia
presentata dal Menduni.

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