La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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mercoledì 21 maggio 2014

S. Maria Capua Vetere. Si riapre il processo nei confronti di Salvatore Busico, accusato dell’omicidio di Enrico di Monaco.

Stamane dinanzi alla Prima Corte di Assise di Appello di Napoli il presidente titolare, la dott.ssa Maria Monaco,  affiancata dal giudice a latere, la dott.ssa Loredana Di Girolamo e da sei giudici popolari, ha dato il via al processo nei confronti di Salvatore Busico, accusato dell’omicidio di Enrico di Monaco. Innanzitutto il giudice relatore, la dott.ssa Di Girolamo, ha tenuto una lunga e particolareggiata relazione descrittiva dei fatti che, nell’aprile 2005, condussero alla morte del giovane diciassettenne di Santa Maria Capua Vetere, Enrico Di Monaco. Successivamente la Corte di secondo grado, accogliendo la richiesta del  Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Napoli, il dott. Francesco Iacone  e dell’avv. Raffaele Gaetano Crisileo, dopo una lunga camera di consiglia, ha deciso di rinnovare parzialmente l’istruttoria dibattimentale ed ha disposto  che, nella prossima udienza dell’11 giugno 2014, dovrà essere sentita la registrazione ambientale, intercettata nell’auto di Salvatore Busico ed avvenuta tra lo stesso Busico ed una terza persona rimasta ignota; registrazione riportata negli atti del processo,  dove si dice “ Dovevo sparare io.  Tu hai perso il cervello” e, successivamente, su questo specifico dato dovrà essere sentito anche il perito fonico che, all’epoca, effettuò la trascrizione. Inoltre la Presidente della Prima Corte di Assise di Appello ha stabilito che, nella stessa data dell’11 giugno prossimo, a seguire, terrà la requisitoria il Procuratore Generale, il dott. Francesco Iacone, poi ci sarà la discussione della parte civile, l’avv. Raffaele Gaetano Crisileo e, a finire, discuteranno i difensori di Salvatore Busico, gli avvocati Giuseppe Stellato e Angela Monaco. Alla fine uscirà la sentenza. La città di Santa Maria Capua Vetere, dove nove anni fa accadde questo efferato fatto di sangue, arrivato alla ribalta della cronaca nazionale,  è ancora con il fiato sospeso, dopo quell’accorato appello della fine di aprile del 2005 della madre di Enrico di Monaco, la sig.ra Olimpia, oggi presente in aula insieme ai suoi familiari, alla trasmissione televisiva  “Chi l’ha Visto” di Rai Tre, quando credeva che suo figlio Enrico era ancora vivo. Enrico che scomparve nella notte tra il 24 ed il 25 aprile 2005 e venne ritrovato cadavere in un casolare abbandonato di campagna di Santa Maria La Fossa, Località Marzella dopo 23 giorni, precisamente il 23 maggio 2005 con il volto trasfigurato, ucciso con due colpi di fucile al volto  e riconosciuto solo per mezzo di un mazzo di chiavi che aprirono il portoncino della sua casa.  Ancora poco più di venti giorni per porre fine a questa drammatica vicenda e per conoscere se Salvatore Busico, il cinquantenne agricoltore del Rione Sant’Andrea, accusato di omicidio volontario ai danni di Enrico di Monaco,  vedrà riconfermata la sua innocenza oppure se il verdetto della Corte di Assise di Santa Maria Capua verrà completamente stravolto e Salvatore Busico sarà condannato al carcere.             


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