La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


email
procecere@alice.it
procecere@virgilio.it



ECCO UNTC - UNIONE NAZIONALE PER LA TUTETELA DEI CONSUMATORI

Visualizzazioni secondo Google dal 2009

giovedì 17 aprile 2014

Squadra Mobile di Caserta: Sequestrato arsenale - LE ARMI ERANO OCCULTATE SOTTO L'ATTREZZATURA DI UNO STABILIMENTO BALNEARE


L’incessante attività di contrasto al clan “dei casalesi” condotta dalla Squadra Mobile di Caserta - che nei giorni scorsi aveva portato all’arresto di 4 affiliati responsabili di estorsione aggravata dal metodo mafioso - questa mattina ha permesso il sequestro di un micidiale ed efficientissimo arsenale ed all’arresto del suo insospettabile custode.
Infatti, gli investigatori, a seguito di perquisizione presso l’abitazione di NOVIELLO Emilio, nato a Castel Volturno (CE) il 25.09.1961, res. in quel comune domitio, in via Fiume Po, hanno sequestrato due pistole - un revolver cal. 38 ed una semi-automatica cal. 7.65 -; un fucile d’assalto marca SIG, un mitra Skorpion cal. 7.65, un mitra HeKler & Koch cal. 9, del tipo in dotazione alle forze di polizia speciali, ed un fucile da caccia a pompa, oltre a centinaia di cartucce.
Le armi erano nascoste nel garage dell’abitazione, accuratamente occultate sotto decine di pedane in legno e tra l’attrezzatura dello stabilimento balneare gestito dal NOVIELLO Emilio, che annovera lievi precedenti per contrabbando di tabacchi ed invasione di terreni.
L’uomo è stato arrestato per detenzione illegale di armi comuni, da guerra e clandestine.

Verosimilmente le armi sono riconducibili al clan BIDOGNETTI, storicamente egemone nel comprensorio.

Nessun commento: