La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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domenica 27 aprile 2014

SANTA MARIA CV - CACCIAMO I MERCANTI DAL TEMPIO!!!! IL PUNTO DI GAETANO RAUSO

Cacciamo i mercanti dal Tempio!!!!

In un sistema democratico come il nostro è bene ricordare che la politica nasce come la più alta forma di carità, nella quale meglio si incarna l'etica del dono completo di sé per il raggiungimento del bene comune. Decidere di entrare in Politica è la nobilissima decisione di caricare sulle proprie spalle la responsabilità della propria comunità, sopportandone il peso, salvaguardandola dai pericoli, traghettandola in porti sicuri durante le tempeste, facendola crescere nella maniera migliore. In una parola Politica significa investire i propri talenti nella crescita di tutti, anche a scapito della propria. In questi ultimi tempi, sempre più prorompente, sta venendo fuori l’esigenza di moralizzare la Politica e di ritornare a percorrere la strada del pubblico interesse.
Dopo anni di corsa sfrenata per accaparrarsi il potere da parte di personaggi che hanno svilito il senso “buono” del fare politica, è necessario morigerare l’accesso alle cariche di responsabilità, a tutti i livelli. La distanza dalle realtà locali e la poca consapevolezza dei fatti e misfatti che in esse si consumano, hanno consentito che ai vertici dei partiti politici  fossero posti personaggi che non incarnano lo spirito sano che deve muovere l’azione di chi amministra. L’azione di risanamento della Politica deve scaturire dalla creazione realtà collegate  sinergicamente al Popolo, che ne interpretino le esigenze e che esprimano amministratori onesti ed in grado di essere degni rappresentanti delle Sue istanze. L’assenza di questi principi basilari ha determinato il disastro economico, morale, sociale e culturale della nostra città, di tutta la Provincia di Caserta e dell’Italia intera. Una Provincia allo sbando, in mano alla criminalità organizzata, ove si registra una disoccupazione dilagante che ha consegnato nelle mani di chi gestisce capitali di dubbia provenienza i destini di generazioni che non hanno altra scelta se non quella di vendersi per “un tozzo di pane”o per “misere prebende”. Il futuro dei giovani è in serio pericolo; non vi sono prospettive occupazionali per chi termina il ciclo scolastico e tanta gente non è in grado di tirare avanti fino alla fine del mese. Non c’è un progetto serio, coerente  che vada nella direzione del buon governo della Cosa Pubblica e che miri a fare uscire questo territorio dalla sabbie mobili in cui si dibatte. Oggi gli stessi personaggi di sempre, mossi solo da interessi personali, ci chiedono di essere votati per continuare ad arricchirsi alle nostre spalle o far arricchire i loro mentori. Oggi ci troviamo di fronte alla  richiesta che vorrebbero che votassimo gente che ha appoggiato lo smembramento  del Tribunale di S. Maria Capua Vetere solo per occupare un scranno che non sono stati capaci di occupare a tempo debito. Si vendono le proprie coscienze per cercare, ancora una volta, i propri interessi. Questa città che è stata il faro della provincia di Terra di Lavoro, nemmeno oggi ha saputo esprimere un candidato che possa rappresentare i suoi interessi.  L’appoggio della popolazione dovrebbe andare ad appannaggio di chi sapesse presentare un’alternativa seria di governo della Nazione o delle città, rivolta alla riconquista di un benessere economico e sociale. Chi potrà rappresentare le istanze di questa città,se non c’è nessuno che le vuol bene? Per poter chiedere il voto a queste elezioni o per presentarsi davanti all’opinione pubblica nelle prossime amministrative bisogna dimostrare amore per questa città ed aver fatto qualcosa per essa. L’altro giorno ho visitato Sant’Agata de’ Goti, un bel paesino che sta avendo un buon afflusso di visitatori per le iniziative che i suoi amministratori stanno ponendo in essere per valorizzare le sue tradizioni e le sua attrattive storiche. Ho visto migliaia di persone che si sono recate a visitarla, mentre la nostra città che possiede un inestimabile patrimonio storico, artistico ed archeologico non è nemmeno presa in considerazione dei programmi televisivi che promuovono le città di interesse. Di ciò dobbiamo ringraziare i nostri amministratori di oggi e di ieri che non hanno saputo valorizzare i nostri tesori, anzi hanno fatto si che., con la complicità di chi doveva difenderli, fossero sotterrati o nascosti sotto mostri di cemento facendo posto a progetti speculatori che hanno depauperato, ancora di più la nostra città. Il problema del Tribunale, la speculazione edilizia, la mancanza di prospettive occupazionali, il commercio che muore, la microcriminalità dilagante , la mancanza di sicurezza, le strade dissestate, le scuole inagibili, queste ed altri sono i problemi che dovevano essere affrontati e risolti. Ecco ciò che interessa al Popolo. Ecco quello che dovrebbe essere l’interesse primario di chi amministra. Le attività industriali sono state, volutamente, dismesse per realizzare speculazioni edilizie e non si è pensato, minimamente, di rimpiazzarle con altre attività finalizzate a  creare occupazione . E’ giunto votare ancora questa gente che si propone o ci è proposta dai loro giannizzeri prezzolati e nullafacenti? Io credo di no. E’ il momento che esca allo scoperto chi è veramente deciso ad opporsi al modo di governare che ha distrutto l’Italia la nostra città e di mettere alla porta coloro i quali lo hanno fatto solo per il loro interesse o di quello dei loro amici e finanziatori. Chi è stato la causa di tanti disastri, chi ha avuto la fortuna di scamparla e di non pagare per questo disastro che ha contribuito a determinare, abbia il coraggio di farsi da parte e non pensi nemmeno di proporsi, nelle prossime elezioni al Popolo sammaritano per cercare di perpetuare questo disastro che questa città non merita. I Sammaritani escano dalle tane ed invece di consumare cene carbonare, abbaiano il coraggio di ribellarsi e proporre un progetto che serva a far risorger una città dalla ceneri di una distruzione generata dalla loro inettitudine e tendenza a consegnarsi nelle mani del nemico; dei Barbari colonizzatori.
Gaetano Rauso.


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