La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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mercoledì 15 gennaio 2014

Aversa. Assurda vicenda in Comune, la presidente dell'associazione Noi Voci di Donne: "Ecco tutta la verità"

Riceviamo e Pubblichiamo 

E' la prima volta che l'associazione 'Noi Voci di Donne', subisce un attacco così basso  e scorretto, attacco che non ha nessun fondamento e che, invece, si prefigge come unico scopo quello di screditare altri e non assumersi le proprie responsabilità come amministrazione.
 Attacco che per nulla scalfisce i principi di un centro forte e sicuro come 'Noi Voci di Donne', che da anni è presente a Caserta e provincia, che offre i suoi servizi con personale altamente qualificato, con l'ausilio di professioniste preparate e competenti, che gratuitamente lavorano ogni giorno per la tutela e la lotta alla violenza di genere.
 I fatti. Il comune di Aversa si è tenuto ben lontano da tutti gli impegni presi, uno sportello, senza linea telefonica senza pc, e senza riscaldamenti. E' tempo di smetterla con le falsità e con le infamie: non è stato il comune che in malo modo ha mandato via noi, ma siamo noi ad essere andate via, nonostante tutto, con modi educati e pacati, evitando di scatenare polveroni. E' tempo che si smetta di fare giochi sporchi e 'inciuci' politici, sfruttando l'immagine di chi lavora bene, onestamente, gratuitamente e per il bene comune. E' tempo che ognuno si assuma le proprie responsabilità.

Dopo mesi di silenzi è giunto il momento di parlare premettendo che non è abitudine del centro antiviolenza 'Noi Voci di Donne', comunicare a mezzo stampa o fare passerelle su testate giornalistiche, ma era doveroso rispondere e fare chiarezza sulla vicenda.
 Un anno fa veniva firmato il protocollo d'intesa, per l'istituzione di uno sportello antiviolenza 'Noi Voci di Donne', presso il comune di Aversa con sede presso l'ex macello. Sportello voluto fortemente dalla dott.ssa Francesca Petrella, la quale si è impegnata su tutti i fronti affinché questo sportello sbocciasse presso il comune di sua residenza. Come è noto a tutti, lo sportello d’ascolto nasce proprio sotto la guida della Dott. Francesca Petrella, che da protocollo viene individuata come figura di riferimento e responsabile dello stesso, e il Comune di Aversa invece, individua come figura di riferimento la Dott.ssa Gemma Accardo.
 Da premettere, che gli sportelli di ascolto 'Noi Voci di Donne', nascono presso i comuni al fine di creare una rete con lo stesso, una rete di collaborazione e non un servizio sostitutivo ad altri servizi che un ente deve offrire (Servizi Sociali). Il lavoro dello sportello da subito è partito a pieno ritmo, con segnalazioni, colloqui d'ascolto e percorsi di sostegno psicologico, ma ha affrontato anche grandi difficoltà, sempre taciute per evitare che il lavoro delle operatrici e la loro serenità e quella dei loro assistiti venisse turbata. Tante le richieste e gli interventi, tant’è che la referente dello sportello Francesca Petrella, lamentava spesso di passare troppe ore in caserma per affiancare casi.

Sin dalla data di firma del protocollo e consegna delle chiavi della sede, mai una domanda, mai nessuno, ha mostrato il minimo interesse nei confronti del lavoro dello sportello di ascolto e soprattutto del lavoro che svolgevano gli operatori volontari. Si notava la comparsa dell’amministrazione, solo e soltanto in qualche comunicato stampa dove riportava qualche intervento da parte dei carabinieri di Aversa con il contributo della nostra referente Francesca Petrella. Forma di comunicazione non condivisa dalla Presidente Pina Farina né dallo staff operativo di Caserta.
 A distanza di mesi, la referente Fracesca Petrella si dimette a mezzo lettera firmata in data 01/10/2013, comunicando di aver consegnato le chiavi dello sportello direttamente alla dott.ssa Accardo. Da subito, io nella mia persona (Pina Farina, presidente dell'associazione 'Noi Voci di Donne'), mi metto in contatto telefonico con il Comandante della stazione dei carabinieri di Aversa, spiegando la difficoltà eminente dello sportello visto di non essere più in possesso delle chiavi, e spiegavo, le mie buone intenzioni di individuare comunque da lì a poco un’altra figura di riferimento. In quella circostanza mi resi disponibile per eventuali richiese di aiuto da parte delle donne in difficoltà anche a costo di mandare momentaneamente operatori volontari da Caserta. Non pochi invece, sono stati i tentativi a mezzo telefonico per trovare un contatto con la dott.ssa Accardo e con il primo cittadino che si sono sempre fatti negare. Nei giorni successivi a tali eventi 'Noi Voci di Donne', individua quale figura di riferimento e provvisoria, al fine di rispondere alle emergenze dello sportello e al fine di trovare un filo comunicativo con l’amministrazione, l’Avv. Emilia Narciso – Presidente Unicef Caserta, che da tempo collabora e condivide le iniziative di 'Noi Voci di Donne'.
 In data 14/10/2013 l’avv. Narciso viene presentata al comandate della stazione dei Carabinieri di Aversa, come nuova figura di riferimento individuata da 'Noi Voci di Donne'. In quella sede, erano presenti la Presidente di 'Noi Voci di Donne' Pina Farina e la Dott.ssa Daniela Monfreda. L’avv. Emilia Narciso comunica al Comandate  la piena disponibilità a collaborare mettendosi a disposizione su tutti i tipi di intervento che lo sportello è chiamato ad offrire, lasciando in consegna del Comandante i numeri telefonici personali e di casa, vista la difficoltà nel recuperare di nuovo le chiavi dello sportello consegnate alla Dott.ssa Accardo dalla Petrella. Da quella data, non ci è mai arrivata una chiamata o una richiesta di aiuto né sulla mia utenza, né su quella dell’Avv. Narciso. In quella sede è stato spiegato al Comandante quali fossero i compiti dello sportello e quali quelli dei servizi sociali. Dopo diversi tentativi, al fine di capire cosa stesse succedendo, del perché le chiavi non si riuscivano più a recuperare, visto la totale negazione e chiusura da parte dell’amministrazione, la Presidente, all’unanime con l’avv. Narciso, scrive una lettera direttamente al primo cittadino, consegnata a mano dall’Avv. Emilia Narciso nella prima decade di novembre, dove si comunicava di sospendere ogni tipo di rapporto e collaborazione con l’amministrazione al fine di non disperdere le energie positive e lavorative verso chi non voleva e forse non ha mai voluto la collaborazione di 'Noi Voci di Donne' nel comune Aversano.
 A tal proposito, in riferimento alla delibera pubblicata e che Noi Voci di Donne non ne era assolutamente a conoscenza, si legge: CHE, anche, la Legione Carabinieri della Stazione di Aversa, con fax del 16.10,2013, ha rilevato la totale assenza di personale presso lo Sportello in argomento, lamentando l'impossibilità di richiedere supporto allo stesso per interrogare ragazze minori in presenza di particolari e gravi reati legati alla sfera sessuale;”

si commentano due punti:

            •          Il Comandate era a conoscenza della nostra assenza allo sportello e dell’impossibilità di aprire senza chiavi, vista la comunicazione telefonica fatta dalla mia persona e  poi tutto il prosieguo....
            •          “per interrogare ragazze minori in presenza di particolari e gravi reati legati alla sfera sessuale;”


Mi meraviglio di questa assurda richiesta. Forse al Comandante sfugge quali sono i compiti di uno sportello di ascolto, e magari dimentica di avere a disposizione al Comune di Aversa un Assistente Sociale. Per affiancare un minore in fase di interrogatorio, è di competenza un Assistente Sociale o uno Psicologo specializzato in psicologia giuridica di funzione pubblica in servizio presso un ente, quali uniche figure di riferimento ad avere il potere giuridico su interventi in materia minorile. Gli operatori che prestano servizio volontario presso gli sportelli, e si accingono ad ascoltare minori senza permesso di un giudice, sono perseguibili penalmente.

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