La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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martedì 29 ottobre 2013

SANTA MARIA CAPUA VETERE - ECCO LE RAGIONI DI UN GOLPE MAL RIUSCITO

E’ stato un ridicolo golpe fallito, con un burattinaio ben individuato, il quale – con astuzia – è riuscito a far leva sull’ingenuità e sull’insoddisfazione di coloro che si erano sentiti defraudati del loro diritto di tenere sotto scacco una città intera per inseguire minuscoli interessi da bottegai.
Questo, in parole chiare, è stato il tentativo maldestro di provocare la caduta dell’amministrazione comunale in carica, orchestrato da una parte dell’opposizione con la complicità di tre consiglieri di maggioranza. Tentativo miseramente fallito solo ed esclusivamente perché fondato su ragioni, ancora una volta, personali e che nulla di politico avevano.
Ecco allora che il burattinaio biancocrinito – consigliere di opposizione noto per aver avuto ruoli importanti in tutte le amministrazioni comunali degli ultimi venti anni, nonché responsabilità politiche e morali sul “sacco” della città di Santa Maria Capua Vetere e sul degrado ambientale di cui oggi sta emergendo tutta la gravità – ha cercato di distogliere l’attenzione dai nodi che stanno venendo al pettine: i suoi rapporti, particolarissimi, con i fratelli Mastrominico, costruttori più che chiacchierati. Sono quelli, per intenderci, che una perizia tecnica del tribunale ha riconosciuto responsabili dei danni all’edificio della Principe di Piemonte e che, per decenni, hanno fatto il bello e il cattivo tempo a Santa Maria Capua Vetere, mentre c'era chi teneva non uno, ma entrambi gli occhi chiusi.
Stupisce, in effetti, che un uomo di tanta saggezza politica abbia pensato che tre sprovveduti lo avrebbero salvato dal suo destino. Ma il destino – come per tutti gli uomini – è inevitabile ed è sempre dietro l’angolo.
 Ed ecco che il Verme nel caso, si sbraccia e si profonde in inutile e sterili invettive e tenta di riappropriarsi delle vesti, già abbandonate in cambio dei 30 denari per sé e per i suo familiari, tentando di ribaltare una cocente sconfitta che lo ha posto a stecchetto di incarichi e prebende.

Essendo il burattinaio in questione un fine stratega del bluff, del buio e del controbuio, ha cercato, con due sette in mano (cioè senza neanche aver realmente fissato un appuntamento dal notaio), di giocarsi le reste dei tre polli, i quali – una volta spennati per bene – hanno dovuto abbandonare il tavolo in mutande. Solo che il bluff è fallito perché al tavolo c’era anche un giocatore di razza. E il giocatore di razza, alla fine, è quello che vince la partita...

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