La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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giovedì 17 ottobre 2013

CAMERA CIVILE - INDETTO LO SCIOPERO DAL 4 AL 12 NOVEMBRE



Con un comunicato pervenuto in redazione, si apprende che il direttivo della Camera Civile  di Santa Maria Capua Vetere, preoccupato per la gravissima situazione  in cui continua a permanere la Giustizia Civile nel mandamento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha denunziato i disservizi e l’ormai insostenibile situazione di confusione, incertezze  e sofferenza in cui gli avvocati sono costretti a lavorare.
Si legge nella nota a firma del Presidente dell’Associazione, l’avv. Bruno Giannico,  che alla cronica carenza di organico dei magistrati e del personale amministrativo, si è aggiunto il caos conseguente agli spostamenti dei fascicoli e del personale,  in atto dal 13 settembre, per dare attuazione alla riforma che ha disposto gli accorpamenti degli Uffici Giudiziari con risultati di pubblica conoscenza.
La Camera Civile pur essendo solidale con l’astensione dalle udienze proclamata dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati dal 4 al 12 novembre,  osserva che le precedenti astensioni non hanno sortito gli auspicati effetti, per cui ritiene  indispensabile individuare soluzioni rapide al problema, o altrimenti, proporre forme di protesta alternative alla mera astensione dalle udienze.

In tale ottica il direttivo della Camera Civile ha chiesto di convocare, o promuovere la convocazione,  di un tavolo di discussione composto dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati e da tutte le associazioni di categoria dell’avvocatura, della Magistratura e degli addetti amministrativi al Tribunale, per condividere strumenti idonei per eliminare o quanto meno contenere i disservizi e non vedere ulteriormente vanificate e poste nel nulla le legittime aspettative di tutti gli operatori giudiziari e dell’intera collettività. La soluzione al problema deve, a questo punto essere condivisa, perché è interesse di tutti avere una giustizia che funzioni.