La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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procecere@alice.it
procecere@virgilio.it



ECCO UNTC - UNIONE NAZIONALE PER LA TUTETELA DEI CONSUMATORI

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sabato 28 aprile 2012

ATTENZIONE!! ANNUNCIO UFFICIALE DAL PRIMO MAGGIO 2012 E' IN FUNZIONE IL  NUOVO COLLEGAMENTO .
ABBIAMO DOVUTO CREARE UN N UOVO BLOG PERCHE' L'ARCHIVIO E' SATURO.


http://antigomorristaedecologico2.blogspot.it/

SANTA MARIA CV - LE ASSOCIAZIONI RINGRAZIANO GAETANO RAUSO

Diamo a Cesare quel che è di Cesare


E’ doveroso un pubblico ringraziamento , da parte delle associazioni e sicuramente da parte dei sammaritani che hanno creduto nel progetto elettorale delle associazioni ,al Consigliere Comunale Gaetano Rauso per il suo costante impegno a favore degli interessi della città .

Si deve a Gaetano Rauso , se è stata scongiurata la mega speculazione dei 430 appartamenti , egli, insieme alle associazioni è stato l’ultimo baluardo contro la speculazione che avrebbe annegato la città nel cemento

Senza la sua presenza non sarebbero stati sconfitti gli affaristi, gli infami della politica e della vita , i palazzinari , i mercenari, gli opportunisti, i Quaraquaqua e gli abituè del voltabbanismo che vi pugnalano appena gli capita l’occasione .

Non avremmo vinto né le elezioni , né le battaglie contro le speculazioni nell’ex Tabacchificio, senza l’azione competente e continua di Gaetano Rauso, non avremmo bloccato per anni la speculazione del mega centro commerciale nell’aria industriale dell’ex Tabacchificio e ricordiamo che per questa stessa battaglia è stato oggetto di percosse dinanzi casa sua e né avremmo potuto oggi scongiurare l’affaire dei 430 appartamenti . Per tali battaglie è stato messo alla gogna dai suoi stessi colleghi di maggioranza , che sembra siano stati ridotti al silenzio su temi che giuravano avrebbero sostenuto fino ad andarsene dalla maggioranza se non fossero stati ascoltati , (vedi la vicenda Biondi) , ma, evidentemente, l’unico loro vero obiettivo era chiedere un proprio assessore ,( vedi la vicenda Rienzo )

Oggi , a causa della nostra perseveranza, insieme a Gaetano Rauso ci ritroviamo ad essere , oggetto di ritorsioni varie per cercare di isolarci e ridurci al silenzio . E come se avessimo perso le elezioni vediamo che il Pd sta continuando ad attuare i vecchi programmi con un nuovo “ Giudicianni ” che pur di rimanere su quella poltrona, che non ha certo conquistato in nome delle speculazioni e del mattone bensì accettando il nostro programma e sfruttando la buona fede di tutti coloro che per oltre 4 anni hanno lottato contro le speculazioni ed il malaffare , oggi si appiattisce sui diktat del centro sinistra .

Ci spiace per coloro che pensano di poter agire indisturbati , nascondendosi dietro al “burattino “ di turno , noi non staremo in silenzio , non taceremo sulle speculazioni che vorrebbero attuare e non saremo mai complici degli specialisti del mattone , noi continueremo a tutelare la nostra città e coloro che ci hanno dato fiducia , che continuano a darcene . Continueremo a lottare perché le nostre aree industriali siano effettivamente utilizzate per incrementare l’occupazione a scapito degli inciarmi degli affaristi che non si riesce a capire come riescano , ogni volta, nonostante il voto contrario dei cittadini sammaritani , a ritornare a pilotare l’Amministrazione di turno .

Come abbiamo già a più riprese chiesto , noi ci batteremo affinchè le aree industriali vengano messe a disposizione di coloro che porteranno reale lavoro a Santa Maria Capua Vetere , anche attraverso l’ASI il consorzio aree industriali di cui S. Maria C.V. è socia .

Non riusciamo a comprendere con quale faccia , si possa continuare a difendere i palazzinari definendoli come imprenditoria sana che porta benessere alla città . Con oltre 4 milioni di appartamenti sfitti in tutta Italia, di cui molte centinaia nella nostra stessa città, non riusciamo davvero a comprendere come si possa pensare di voler spacciare le colate di cemento come un ottimo investimento per la città . L’ottimo investimento è solo per i palazzinari che costruendo su aree industriali e aree agricole, grazie ad artate distorsioni delle norme urbanistiche vigenti, guadagnano cento volte di più di quanto potrebbero fare costruendo su aree edificabili , risparmiando nell’acquisto dei terreni affamando i sammaritani che non hanno alcuno sbocco lavorativo

Non ci possiamo certo crogiolare su questa vittoria , dopo il tentativo di far costruire i 430 appartamenti nell’area industriale di via Galatina, voci insistenti ci fanno sapere che si sta cercando un altro modo per poter continuare a speculare in quell’area, sembra che vogliano nascondere la nuova speculazione dietro capannoni commerciali , probabilmente seguendo la stessa strada che ha già percorso Pellino per fare dei capannoni industriali di via Grattapulci , una miniera d’oro .

Noi non accetteremo mai i 30 denari come hanno già fatto in molti .

I nostri impegni con i nostri concittadini sono sacri e non “carta straccia” come ha detto qualche esponente del centro sinistra

Ringraziamo , quindi Gaetano Rauso per la costanza ed il coraggio che continua a dimostrare nel seguire il progetto che era stato condiviso col popolo sammaritano e da esso premiato , nonostante le angherie di cui è fatto oggetto perché si allontani dalla maggioranza favorendo così il ribaltone che potrà aiutare ad attuare le altre speculazioni già pronte . Cercavamo uomini che avessero a cuore il bene di Santa Maria Capua Vetere e abbiamo trovato solo nuovi Quaraquaqua ….

Ma fortunatamente c’è l’eccezione che continua a farci ancora sperare che si possano mettere in un angolo i mercenari, nuovi e vecchi, della politica

Chiediamo ai sammaritani di farci sentire il loro appoggio per la battaglia che continuiamo a portare avanti e allo stesso modo chiediamo di far sentire forte il proprio disprezzo a coloro che hanno, da subito ,abbandonati gli impegni assunti con voi ,ciò , forse non li distoglierà dal perseguire i proprio interessi, ma, almeno servirà a bollarli per far sì che non possano più prendere in giro nessuno in futuro .

Continuiamo a chiederci perché attaccano Gaetano Rauso , quando sanno benissimo che Gaetano non è altro che un portavoce del pensiero delle Associazioni ? Abbiano il coraggio di attaccare le Associazioni che hanno vinto le elezioni e che hanno permesso all’attuale maggioranza di governare la città . Abbiano il coraggio di dire apertamente che non hanno mai creduto nel programma elettorale che gli ha permesso di ottenere i voti che li hanno posti in maggioranza .

Hanno paura di essere individuati per quello che sono ?

Dichiarino di non far parte delle Associazioni e che le hanno solo sfruttate per poter attuare i propri interessi a scapito di quelli della città e non continuino a prendere di mira chi si comporta con coerenza e lealtà .

Ma si sa mele marce e quaraquaqua non sanno comportarsi altrimenti !!!

I SOCIALISTI “Bisogni e meriti? Si cominci da metodo, correttezza e trasparenza”

In merito alla crisi politica che investe l’ente Provincia, la sezione del Nuovo Psi di S. Maria Capua Vetere interviene esprimendo la propria posizione:


“Abbiamo riposto in passato e continuiamo a riporre oggi piena fiducia all’Avvocato Rosa Di Maio che ha dimostrato negli anni, con grande spirito di sacrificio ed abnegazione, di saper essere riferimento del partito e della base nella giunta provinciale. Qualora però, a seguito degli ultimi accadimenti che investono anche la persona del presidente Zinzi e dunque il suo rapporto fiduciario con i componenti l’esecutivo, riteniamo si debba con immediatezza convocare un tavolo partitico provinciale affinchè si dibatta e si discuta sulla eventuale nuova nomina assessorile. Intendiamo concretizzare a pieno lo slogan del nostro partito; bisogni e merito non possono e non devono essere sistematicamente calpestati dalle solite logiche spartitorie che vedono ciclicamente coinvolti i soliti noti con la puntuale mortificazione di interi gruppi di lavoro che nei singoli territori e comuni investono energie e come sempre ci mettono la faccia. Il Nuovo Psi di Santa Maria Capua Vetere, dunque, con le sue 2540 preferenze ottenute alle amministrative dello scorso anno e con la sua incessante azione di opposizione, rivestendo un ruolo di primato tutt’altro che subalterno al Pdl, si oppone fermamente alla logica delle nomine cadute dall’alto ritenendo di poter rivestire un ruolo primario nelle scelte. Al Nuovo Psi di Santa Maria Capua Vetere deve accostarsi lo slogan della campagna di ascolto; ai bisogni e meriti sulla carta occorre dare concretezza nei fatti. Noi di Santa Maria Capua Vetere abbiamo dimostrato con i fatti di meritare e di essere dunque nelle condizioni di vantare quel criterio di premialità conquistato quotidianamente con la politica del fare nell’interesse dei cittadini e del partito stesso. Il Nuovo Psi deve distinguersi e caratterizzarsi per metodo, correttezza e trasparenza. Peraltro il nostro partito ha posto un nuovo tassello relativo alla operatività ed all’azione per il territorio. Mi riferisco al progetto Bandiera Blu. Spero che il progetto di rilancio del litorale casertano frutto del lavoro istituzionale del Nuovo Psi non vada disperso nei mille rivoli delle competenze territoriali e nei tentativi di quanti vorranno attribuirsene paternità”.





PRESENTAZIONE PROGRAMMA PER GLI 80 ANNI DEL MOTO CLUB DI S.MARIA CAPUA VETERE CONFERENZA STAMPA 28 APRILE 2012



Sul circuito di velocità denominato «Arco Adriano» si laureò campione Giacomo Agostini, poi diventato pluricampione del mondo

MOTO CLUB: OTTANTA ANNI DI STORIA: GARE, RICORDI, ESIBIZIONI, MUSICA E SPETTACOLO PER IL GLORIOSO SODALIZIO DI TERRA DI LAVORO FRA I PRIMI 20 MOTO CLUB PIÙ ANTICHI IN ITALIA. OMAGGIO AL PILOTA ‘SIC’ SIMONCELLI SCOMPARSO L’ANNO SCORSO

SANTA MARIA CAPUA VETERE (28 APRILE 2012) - Un ricco programma di eventi e manifestazioni tra premi musica, mostre, esibizioni sportive, proiezioni di immagini e foto dei circuiti dell’epoca e del motociclismo sammaritano ma soprattutto il raduno motociclistico con il giro turistico e il ritorno in città con il passaggio per lo storico circuito dell’Arco Adriano dove si laureò campione Giacomo Agostini, diventato successivamente pluricampione del mondo. Questo il calendario della «due giorni» (19 e 20 maggio prossimi) organizzata dallo storico Moto Club di Santa Maria Capua Vetere nell’anniversario dei suoi ottanta anni. I dettagli dell’evento sono stati resi noti dal presidente del glorioso sodalizio, l’avvocato Antonio Mirra che, sostenuto dall’impegno profuso dai soci e dallo staff organizzativo, è riuscito a mettere in piedi un evento in ricordo dei pionieri delle due ruote che fondarono il sodalizio nel 1932. Nonostante si tratti di una festa, il Moto Club ha però voluto ricordare, con la sua immagine stampata sul materiale illustrativo, il campione Marco Simoncelli scomparso prematuramente l’anno scorso il cui ricordo è ancora vivo nella mente di tutti gli appassionati. Quando si pensa al Moto Club sammaritano affiorano alla mente tanti ricordi legati ad eventi sportivi, uno su tutti lo storico circuito dell’Arco Adriano al quale partecipò il campione del mondo Giacomo Agostini; momenti di socialità e protagonisti come il campione Franco Carrano. Il Moto Club, che è fra le società sportive con la maggiore anzianità di affiliazione alla Fmi (Federazione motociclistica italiana), ha organizzato anche eventi collaterali come il «Concorso moto in vetrina»: esposte, nelle attività commerciali sammaritane, ci saranno moto d’epoca (e non) con le vetrine ispirate ad un tema motociclistico. La manifestazione è patrocinata dal comune di Santa Maria Capua Vetere, Regione Campania, Provincia di Caserta, Coni Caserta, Camera di Commercio e Fim.



Il presidente del Moto Club - Avv Antonio Mirra

SANTA MARIA CV - VILLA LITERNO - SEQUESTRATI I CONTI ALLA MOGLIE DEGLI IMPRENDITORI MASTROMINICO

1. Il 27 aprile 2012, all’esito di approfondimenti investigativi connessi all’indagine che ha permesso di riscontrare l’esistenza di un patto criminale fra il clan “dei casalesi” e l’ex sindaco di Villa Literno, fondato su un accordo generale mirato a garantire al clan il controllo e la gestione degli appalti e delle risorse pubbliche in cambio del sostegno elettorale e di tornaconti economici, personali ed elettorali, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, relativo ai conti correnti bancari, ai titoli ed alle polizze assicurative intestate a FONTANA Luigia cl.’57 e MARTINELLI Giuseppina cl.’59, rispettivamente mogli dei fratelli MASTROMINICO Pasquale cl.’51 e Giuseppe cl.’58, imprenditori edili contigui al clan “dei casalesi”, detenuti dal 15 novembre 2011 poiché ritenuti responsabili di concorso esterno in associazione camorristica ed altro.

2. In particolare, è stato accertato che:

- il 9 dicembre 2003 i citati imprenditori avevano stipulato un contratto con la società “FIBE Campania s.p.a.” (già delegata dal Commissariato Straordinario per l’Emergenza Rifiuti alla gestione dei siti di stoccaggio delle ecoballe), con cui hanno concesso in locazione alla citata società terreni formalmente intestati alle rispettive consorti (superficie complessiva mq. 238.523), ubicati in località “Pozzo Bianco” di Santa Maria La Fossa (CE), per adibirli a deposito temporaneo di ecoballe per la durata complessiva di anni 10, in cambio di un corrispettivo di euro 1.800.000 per la locazione decennale;

- MASTROMINICO Pasquale ha svolto anche lavori per la realizzazione delle piazzole sul predetto sito di stoccaggio delle ecoballe, a seguito di un subappalto ricevuto dalla stessa “FIBE Campania s.p.a.” per un importo complessivo di euro 2.000.000 circa.

3. Poiché la citata operazione imprenditoriale è stata gestita calibrando la presenza di imprese contigue al clan per soddisfare gli interessi della criminalità organizzata nel contesto dell’emergenza rifiuti, sono stati sottoposti a sequestro i conti correnti utilizzati per i bonifici relativi al pagamento del canone di locazione dei suddetti terreni ed intestati a FONTANA Luigia e MARTINELLI Giuseppina, attestati presso il Banco di Napoli (filiale di Caserta), nonché un conto corrente intestato alla MARTINELLI presso la Banca Popolare Bari (filiale di Casal di Principe). Sui conti correnti vi era una disponibilità di oltre 720.000 euro tra contanti, titoli e polizze.

4. Nel contesto dell’operazione è stato inoltre sequestrato presso la FIBE il contratto di locazione dei terreni in argomento.



CASERTA, OPERAZIONE “BEST SYSTEM”: GUARDIA DI FINANZA SCOPRE EVASIONE FISCALE PER 10 MILIONI DI EURO. 20 SOCIETA’ COINVOLTE E 26 PERSONE DENUNCIATE. VIOLAZIONI ALLA NORMATIVA ANTIRICICLAGGIO PER OLTRE 5 MILIONI.

La Compagnia della Guardia di Finanza di Caserta, a seguito di segnalazione del II Reparto del Comando Generale e al termine delle indagini coordinate dal P.M. Cantiello della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha scoperto una ditta individuale, operante in San Nicola La Strada (CE), attraverso la quale, in cinque anni, sono stati sottratti all’imposizione diretta oltre 10 milioni di euro, evadendo il pagamento dell’I.V.A. per più di 3 milioni di euro.

La ditta, risultata intestata a un soggetto inesistente, veniva utilizzata da un’associazione a delinquere per operare nel settore dei prodotti informatici. La stessa, mediante l’acquisto all’interno dell’Unione Europea e tramite San Marino, rendeva disponibile sul territorio nazionale merce di ingente valore a prezzi di “sottocosto”, ricorrendo al sistema delle fatture per operazioni inesistenti.

La responsabilità finale della mancata dichiarazione ai fini IVA e della conseguente evasione, attraverso un articolato reticolo societario, era ricondotta in capo al titolare della ditta individuale che, seppure inesistente, risultava intestatario di carta d’identità, nonché di partita Iva regolarmente emessa dall’Agenzia delle Entrate di Casoria. Quest’ultima formalmente all’oscuro, almeno sino all’intervento della Guardia di Finanza.

Le violazioni riscontrate confermano ulteriormente la piaga delle “frodi carosello” che, oltre a causare ingenti danni all’erario, pervadono la struttura economica della Provincia, generando illeciti vantaggi patrimoniali a danno dei commercianti onesti, che subiscono, oltre alla crisi economica, anche lo svantaggio concorrenziale fraudolento.

L’associazione a delinquere, formata da due imprenditori della provincia di Napoli insieme all’esperto fiscale di Casoria, al momento dell’intervento repressivo aveva effettivamente acquistato prodotti informatici per oltre 10 milioni di euro e realizzato fatture per operazioni inesistenti per evitare il versamento di oltre 3 milioni di euro, coinvolgendo nell’illecito traffico più di venti soggetti (ditte individuali e società a responsabilità limitata) operanti, oltre che in Campania, anche in Puglia ed Emilia Romagna.

Per la gestione delle notevoli disponibilità in contante, tra il 2007 e il 2011, i responsabili si sono serviti della filiale di Capodrise (CE) della Banca Unicredit S.p.a., nei cui confronti, per omessa segnalazione di operazioni sospette, è stata elevata la contestazione complessiva di violazioni per oltre 5 milioni di euro, per una sanzione pecuniaria massima di circa 2 milioni di euro.

Infine, il responsabile della filiale bancaria di Capodrise è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per la mancata identificazione della clientela.

CASERTA - L'ORDINE DEGLI INGEBERI A CONFRONTO SULLA PREVEZIONE

“Non vedo i miei dirigenti in questa platea importante. E’ una cosa che mi urta non poco”. Anche il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio si è reso conto della portata più che rilevante del convegno svoltosi questa mattina dal titolo ‘I nuovi adempimenti di prevenzione incendi. Dalla semplificazione amministrativa alla gestione delle procedure’, patrocinato da Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati, Prefettura di Caserta, Provincia di Caserta, Comune di Caserta.Circa 700 le adesioni dei professionisti invitati al Crowne Plaza dall’ordine degli Ingegneri di Caserta, dal comando provinciale dei Vigili del fuoco di Caserta e dalla Federazione dei periti industriali della Campania.Molte le personalità di spicco presenti. A salutare relatori e partecipanti il sindaco Del Gaudio. “Voglio qui chiedere la vostra collaborazione – ha detto il primo cittadini ai professionisti – per un migliore funzionamento della Suap (sportello unico delle attività produttive). Dal canto nostro, c’è l’impegno affinché le vostre problematiche vengano raccolte dalla pubblica amministrazione”.Il convegno è stato organizzato in particolare dal consigliere dell’ordine degli ingegneri di Caserta Tiziana Petrillo, dall’architetto Salvatore Longobardo del comando dei Vigili del Fuoco di Caserta e dal dott. Bernardino Bellopede del consiglio del collegio dei periti industriali di Caserta.Ad aprire i lavori della tavola rotonda il presidente dell'ordine degli Ingegneri di Caserta Vittorio Severino, il presidente della federazione dei periti industriali della Campania Alfonso Matarazzo e il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Caserta Mario Falbo. Il nuovo decreto 151/2011 semplifica sensibilmente le procedure per la prevenzione degli incendi e ad oggi risulta quanto mai necessario spiegare, chiedere e capire. Fondamentalmente, le attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi vengono suddivise in tre categorie A, B, C, a seconda che il rischio di incendio sia basso, medio o alto. Da questa distinzione derivano percorsi differenti sia per mettere in sicurezza le attività connesse alle tre categorie sia per il rilascio del certificato di prevenzione incendi. È bene conoscere cosa esattamente sia cambiato, anche perché la nuova normativa non solo traccia le nuove linee guida, ma indica anche i limiti delle carenze e cosa in concreto bisogna fare per adeguarsi ai nuovi principi.“L’ordine degli ingegneri di Caserta – ha detto nel suo intervento Vittorio Severino – accetta le sfide di queste nuove norme sulla prevenzione incendi e si è attrezzato per offrire ai propri iscritti tutti gli strumenti utili per assicurare loro una formazione continua ed efficace, chiamando al tavolo delle docenze personalità dell’università, del corpo nazionale dei vigili del fuoco e di professionisti di chiara fama. L’ordine vigilerà, come sempre, costantemente, sui comportamenti dei suoi iscritti, e nel caso, assai raro, di qualche comportamento disattento non esiterà ad intervenire con fermezza”.“Caserta è una città attenta – ha detto il comandante Mario Falbo -. I professionisti sono preparati e si dedicano all’aggiornamento. Proprio sulla sicurezza, forse, gli imprenditori sono anche più attenti dei professionisti”.“La norma, in buona sostanza non ha cambiato molto – è intervenuto il direttore regionale dei Vigili del Fuoco della Campania Guido Parisi -. E’ avvenuta però un’unificazione delle liste di attività di controllo dei vigili del fuoco. Inoltre, un passaggio importante riguarda la gestione dei luoghi di lavoro. Si preserva la sicurezza facendo cambiare comportamento ai datori di lavoro e ai lavoratori stessi”.







CASERTA- ENOGASTRONOMIA: NASCE IL BRAND PER LA RISTORAZIONE DI QUALITA’.


E’ stato realizzato dall’architetto Giancarlo Covino il brand per la ristorazione di qualità “Terre di Caserta. Eccellenze e Sapori”, primo passo per porre in essere una serie di iniziative che consentiranno la massima valorizzazione e diffusione delle eccellenze enogastronomiche della provincia di Caserta attraverso dei punti di ristorazione di qualità destinati ad effettuare proprio questo tipo di promozione. Questo brand, selezionato da un’apposita Commissione tra un centinaio di proposte giunte dall’Italia e dall’estero, sarà a breve registrato e resterà di proprietà della Provincia di Caserta, che lo utilizzerà proprio per le iniziative di valorizzazione e promozione dei prodotti tipici di Terra di Lavoro.

Dopo la creazione del brand nascerà un primo centro che mira alla ristorazione con questi obiettivi nella città di Caserta e che risponderà, per quel che concerne gli standard e i prodotti offerti, ai requisiti di alta qualità contenuti all’interno di un bando che a breve sarà emanato.

Naturalmente, il progetto della Provincia di Caserta è quello di aprire un primo ristorante che offra le più straordinarie eccellenze di Terra di Lavoro nel campo dell’enogastronomia come, ad esempio, la mozzarella di bufala, il maialino nero casertano, la mela annurca, l’olio caiatino e il vino Falerno, per poi “esportare” questo modello anche in altre importanti città d’Italia e all’estero.

“Si tratta di un progetto sperimentale – ha spiegato il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi – che, sono certo, riscuoterà un importante successo. Se ciò avverrà faremo in modo di estenderlo in altri luoghi al di fuori della nostra provincia, cercando di diffondere il marchio Caserta insieme alle sue straordinarie eccellenze enogastronomiche che rappresentano la nostra cultura e la nostra tradizione”.

Il brand “Terre di Caserta. Eccellenze e Sapori” ha come base una cornucopia, simbolo della Provincia di Caserta che indica nutrimento, abbondanza e buon augurio. Questo marchio rispecchia la volontà di coniugare tradizione e progresso, come testimoniano gli elementi utilizzati. Essi, infatti, sono semplici e diretti: la spiga di grano, il prodotto caseario, l’uva richiamano la genuinità di una società laboriosa, legata alla terra, ma sullo sfondo c’è il tessuto urbano. Le risorse naturali e rurali sono, pertanto, sostenute dall’identità storica, dall’organizzazione, dalla cultura, dalla capacità di industrializzare e di relazionarsi alla complessità del mondo.



BELLONA - BANCAROTTA FRAUDOLENTA ASSOLTO IMPREDITORE DOPO PIU' DI DIECI ANNI .TORNA A VIVERE

Ci sono voluti più di dieci anni per sostenere che la sua innocenza era ogni caso lampante . Ieri Antonio Iorio imprenditore di Bellona è stato un giorno particolare di quelli che non si scordano facilmente . Indagato per bancarotta fraudolenta dal 2002 ,la sua difesa rappresentata da Pierfrancesco Lugnano ha sostenuto che l’imprenditore nel suo insieme non è mai stato un soggetto che nella sua attività ha dissimulato le proprie attività economiche reali in seguito ad una procedura   fallimentare, anzi è riuscito nonostante la particolare situazione economiche a pagare tutti i creditori ed addirittura ad essere in regola per l’anno 2002 e per gli anni seguenti  presentando anche i condoni tombali  delle imposte . Il processo che si è concluso con una assoluzione ha fatto si che l’impreditore di Bellona è potuto rinascere. La sentenza di assoluzione in formula piena  del tribunale di Santa Maria Capua Vetere è stata letta in aula dal presidente del secondo colleggio C Dottoressa Francica dopo che  il magistrato di turno presente in aula della procura della repubblica che ha sede nello stesso palazzo di giustizia aveva chiesto una pena di reclusione pari a due anni, ma alla fine ha sposato la tesi della difesa assolvendo definitivamente l’imprenditore di Bellona.       

venerdì 27 aprile 2012

CASERTA -LA SQUADRA MOBILE FEREMA DUE PERSONE PER FAVOREGGIAMENTO METTEVANO I LORO DOMICILI A DISPOSIZIONE DEI CASALESI

Nel corso della notte, la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura Antimafia partenopea, nei confronti di:
1. MANZO Antonio, nato a Napoli il 15.12.1969, res. a Marano di Napoli (NA), pregiudicato per corruzione, falsità e soppressione di atti;

2. DI GIACOMO Rosaria, nata a Napoli il 08.05.1968, res. a Castel Volturno (CE), pregiudicata per associazione per delinquere, contraffazione dei sigilli dello stato, falso idelogico, truffa e ricettazione,
in relazione ai reati di favoreggiamento personale e, per il solo MANZO, anche per detenzione illegale di armi comuni e da guerra, aggravati dal fine di agevolare il clan dei CASALESI-ala BIDOGNETTI. La misura cautelare in argomento costituisce il prosieguo dell’operazione c.d. Hot Beach, coordinata dalla D.D.A. di Napoli che, il 19 novembre 2011, aveva portato all’esecuzione di 5 misure cautelari restrittive nei confronti di altrettanti affiliati al clan dei Casalesi-ala BIDOGNETTI, per estorsione continuata, aggravata dal metodo mafioso. Allora, le indagini della Squadra Mobile di Caserta avevano svelato le capillari attività estorsive perpetrate dagli arrestati, tra il 2009 ed il 2010, nell’area dei comuni di Castel Volturno (CE), Mondragone (CE) e l’intero litorale domitio, in danno dei gestori di numerosi stabilimenti balneari ubicati nel comprensorio, evidenziando anche l’alleanza stretta, per volontà dei capi dell’ala BIDOGNETTI, tra “i CASALESI” ed esponenti dei clan napoletani “MALLARDO” di Giugliano in Campania (NA) e “LICCIARDI” di Napoli-Secondigliano.

Nella circostanza furono arrestati:
1. ABBAMUNDO Alessandro, nato il 07.5.1979 ad Aversa (CE), res. a Trentola Ducenta (CE), alias “o lione”;

2. STASI Enrico, nato il 28.02.1966 a Napoli, res. a Castel Volturno (CE);

3. STASI Salvatore, fratello di Enrico, nato a Napoli il 15.03.1974, res. a Castel Volturno (CE);

4. TOPO Luigi, nato il 09.01.1967 a Marano di Napoli (NA), res. Giugliano in Campania (NA);

5. MIGLIORE Cosimo, nato a Napoli il 07.07.1972, ivi res..
Ulteriori approfondimenti investigativi, suffragati dalle concordanti dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, intranei al gruppo, permettevano di accertare anche le attività di favoreggiamento poste in essere dal MANZO Antonio e dalla DI GIACOMO Rosaria i quali ponevano, rispettivamente, lo stabilimento balneare da lui gestito e la propria abitazione a disposizione degli affiliati per svolgervi summit, riunioni ed incontri, nel corso dei quali venivano pianificate le strategie criminali del c.d. “gruppo misto”, aiutandoli così ad eludere le investigazioni delle forze di polizia.

Infatti, secondo le indagini, in una circostanza, il titolare di un lido che, inizialmente, si era rifiutato di pagare il pizzo fu condotta con la forza presso l’abitazione della DI GIACOMO, che riceveva 4-500 euro ogni volta che ospitava i “camorristi”, dove, alla sua presenza, gli emissari dei casalesi lo minacciarono puntandogli una pistola in bocca, inducendolo così a cambiare atteggiamento e a pagare la tangente.

Invece, MANZO Antonio, titolare dello stabilimento balneare “Lido Felix”, ubicato in località Ischitella di Castel Volturno (CE), aveva permesso agli affiliati del clan BIDOGNETTI di occultarvi pistole e mitragliatori Kalashnikov nella loro disponibilità.

IL PRESIDENTE ZINZI SCRIVE A CALDORO: “IL PROGETTO BANDIERA BLU LITORALE DOMITIO RISCHIA DI SALTARE. LA PROVINCIA DI CASERTA DEVE ESSERE NOMINATA CAPOFILA”.


“Allo stato attuale esistono concrete possibilità che non si riescano a realizzare gli interventi afferenti al Grande Progetto “Bandiera Blu Litorale Domitio”, con la conseguente perdita dei finanziamenti e grave danno per il futuro dei cittadini di Terra di Lavoro”. A dichiararlo è stato il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, che ha inviato una comunicazione al presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, per porre l’attenzione su un rischio quanto mai reale per l’intero territorio casertano, che potrebbe veder sfumare finanziamenti per oltre 80 milioni di euro.

“Al momento – ha proseguito Zinzi – sussistono degli ostacoli che di fatto impediscono la realizzazione del Progetto. Innanzitutto, bisogna verificare il reale stato di avanzamento dei singoli progetti. Alcuni di essi, infatti, ancorché dichiarati già disponibili ed acquisiti, non sarebbero nemmeno pronti a livello preliminare. Inoltre, alcuni Comuni che fanno parte del Progetto non sono tecnicamente in grado di gestire le procedure di gara e di affidamento, a partire dagli affidamenti delle progettazioni. A tal proposito si sottolinea che, per soddisfare i requisiti del regolamento FESR, è necessario rispettare integralmente la cosiddetta “direttiva appalti”, che prevede, tra l’altro, il perfetto rispetto delle norme comunitarie inerenti le eventuali gare di progettazione. Infine – ha precisato Zinzi nella missiva inviata a Caldoro – bisogna verificare con attenzione la concreta possibilità di garantire le quote interne di cofinanziamento. Il Grande Progetto Bandiera Blu, infatti, prevede una compartecipazione a carico delle Amministrazioni locali beneficiarie. Tale quota di cofinanziamento, al momento, non è affatto assicurata e rimane tutta da verificare e dimostrare”.

Per queste ragioni, il presidente Zinzi ha chiesto a Caldoro un incontro urgente per proporre di far assumere alla Provincia di Caserta il ruolo di capofila nella gestione del progetto “Bandiera Blu Litorale Domitio” e per cercare di superare le criticità esistenti. Attualmente, infatti, questo compito è stato affidato al Comune di Sessa Aurunca, con l’ufficio tecnico del Comune di Mondragone individuato quale Ufficio di Coordinamento.

“Non possiamo permettere – ha continuato Zinzi – che venga messo a rischio un finanziamento di fondamentale importanza e dell’importo di oltre 80 milioni di euro. La realizzazione delle opere afferenti al Grande Progetto “Bandiera Blu Litorale Domitio”, infatti, assume una notevole rilevanza strategica per la Provincia di Caserta, anche se va detto che, da solo, tale Progetto non potrà risolvere il problema della balneabilità e della riqualificazione della fascia costiera. A tale scopo risulta indispensabile, infatti, la concomitante attuazione delle opere di collettamento e depurazione previste per le aree interne, incluse quelle da realizzarsi in altre province (Avellino e Benevento), nonché il revamping dei grandi schemi consortili situati lungo l’asta dei Regi Lagni (Progetto Speciale 3 della ex Cassa del Mezzogiorno)”.



DROGA E RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE - FERMATO DI MONACO DAI CARABINIERI

Un uomo arrestato per detenzione di droga e violenza e resistenza a pubblico ufficiale



Nel pomeriggio odierno i carabinieri della compagnia di santa maria capua vetere hanno tratto in arresto Alessandro  Di monaco cl.’ 90 residente in macerata campania poiche’ resosi responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti e violenza e resistenza a pubblico ufficiale.

Il Di Monaco veniva notato da un militare dell’arma dei carabinieri libero dal servizio, residente nel suo stesso condominio, mentre cercava di caricare all’interno di un’ autovettura dei contenitori in plastica.

Insospettito dall’atteggiamento dei due soggetti, il militare, dopo aver richiesto telefonicamente supporto ai militari della locale stazione di macerata campania, interveniva immediatamente tentando di bloccare il di monaco che nella circostanza lo aggrediva e lo spintonava dandosi successivamente a precipitosa fuga a piedi mentre riusciva a bloccare il suo amico che invece non tentava la fuga e non opponeva resistenza.

Dopo pochi minuti giungevano sul posto i militari della stazione di macerata campania che, dopo accurata perquisizione all’interno del garage ove i due soggetti stavano caricando i contenitori, rinvenivano e sequestravano complessivi gr. 1.200 di sostanza stupefacente tipo “marijuana” e gr. 370 di “hashish”.

Il Di Monaco alessandro, ininterrottamente ricercato nel comune di residenza e nei territori limitrofi, alle successive ore 18.00 circa si presentava spontaneamente presso la stazione di macerata campania ove veniva tratto in arresto per detenzione di sostanze stupefacentii e resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

L’arrestato e’ stato successivamente condotto presso il carcere di santa maria capua vetere

giovedì 26 aprile 2012

CASERTA - DIVISIONE ANTICRIMINE SEZIONI ACCERTAMENTI PATRIMONIALI - NUOVO COLPO AL CLAN BELFORTE DI MARCIANISE (CE) – SEQUESTRATI BENI PER OLTRE 5 MILIONI DI EURO AD IMPRENDITORI CONTIGUI ALL’ORGANIZZAZIONE CAMORRISTA.

Polizia di Stato – nuovo colpo al clan BELFORTE di Marcianise (CE) – sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro ad imprenditori contigui all’organizzazione camorrista.




Dopo l’arresto per associazione mafiosa di 44 affiliati del clan BELFORTE detti Mazzacane di Marcianise (CE), avvenuto il 24 aprile scorso, è in corso una nuova operazione della Polizia di Stato contro la potente organizzazione camorrista. Infatti, personale della Divisione Polizia Anticrimine-Sezione Accertamenti Patrimoniali della Questura di Caserta sta dando esecuzione ad un decreto di sequestro di prevenzione, funzionale alla successiva confisca, emesso ai sensi della normativa antimafia dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere (CE), nei confronti dell’imprenditore MARCIANO Vincenzo, nato a Maddaloni (CE) il 10.02.1951, già pregiudicato per reati in materia di stupefacenti e gioco d’azzardo, ritenuto contiguo alla suddetta organizzazione. In particolare, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di S. Maria Capua Vetere (CE), sulla scorta delle indagini patrimoniali effettuate dalla Polizia di Stato e della conseguente proposta di misura di prevenzione, ha disposto il sequestro di beni mobili ed immobili, unità abitative e locali commerciali, ubicati in Maddaloni (CE) e Mondragone (CE), quote societarie e rapporti bancari, per il valore di oltre 5 milioni di euro, intestati all’imprenditore ed ai suoi congiunti, ma ritenuti riconducibili ad esponenti del suddetto clan BELFORTE. Secondo le indagini, il MARCIANO Vincenzo, che nel 2009 era stato arrestato per associazione mafiosa ma poi prosciolto dall’accusa, titolare di società di noleggio di videopoker ed apparecchiature di intrattenimento, grazie all’appoggio del clan BELFORTE aveva conquistato una posizione di monopolio nel settore in tutta l’area che rientrava sotto l’influenza criminale della potente consorteria camorrista, comprendente i comuni di Caserta (CE), Marcianise (CE), Maddaloni (CE), San Felice a Cancello (CE), Cervino (CE), Valle di Maddaloni (CE) e Santa Maria a Vico (CE). In cambio l’imprenditore versava una parte dei guadagni al clan che gli assicurava il proprio intervento al fine di costringere i gestori di numerosi esercizi ricettivi dell’area a rivolgersi alle sue società per il nolo dei video-poker. L’esistenza di un accordo tra il MARCIANO ed il clan BELFORTE, poi, è stato confermato anche dal collaboratore di giustizia FARINA Antonio, reggente del clan nel comprensorio di Maddaloni (CE), San Felice a Cancello (CE), Cervino (CE) e Santa Maria a Vico (CE).



Elenco dei beni sequestrati:



Nel Comune di Mondragone (CE):



 Impresa individuale MARCIANO Vincenzo con sede in Maddaloni, via Napoli nr. 166;

 Beni strumentali e quote societarie della MARCIANO S.R.L con sede in Maddaloni via Nino Bixio nr. 45;

 Appartamento di mq. 128, sito in via Giosuè Carducci snc Piano 3, distinto in catasto al foglio 25, particella 5579 sub. 13;

 Lastrico di mq. 144, sito in via Giosuè Carducci snc piano 4, distinto in catasto al foglio 25, particella 5579 sub. 17;

 Box/auto di mq. 34, sito in via Giosuè Carducci snc piano S1, distinto in catasto al foglio 25, particella 5579 sub. 23;

 Locale deposito di mq. 3, sito in via Giosuè Carducci snc piano S1, distinto in catasto al foglio 25, particella 5579 sub. 24;

 Box/auto di mq. 13, sito in via Giosuè Carducci snc piano T, distinto in catasto al foglio 25, particella 5579 sub. 51;

 Box/auto di mq. 13, sito in via Giosuè Carducci snc piano S1, distinto in catasto al foglio 25, particella 5579 sub. 52;

 Box/auto di mq. 13, sito in via Giosuè Carducci snc piano S1, distinto in catasto al foglio 25, particella 5579 sub. 53;

 Lastrico solare di mq. 122, sito in via Giosuè Carducci snc piano 4, distinto in catasto al foglio 25, particella 5579 sub. 18;



Nel Comune di Maddaloni (CE):



 Appartamento di vani 1,5, sito in via Pignataro nr. 54 nr. 2 piano T, distinto in catasto al foglio 9, particella 366;

 Locale commerciale di mq. 52, sito alla via Napoli piano T, distinto in catasto al foglio 20 particella 1245 sub. 11;

 Locale commerciale di mq. 52, sito alla via Napoli piano T, distinto in catasto al foglio 20 particella 1245 sub. 9;

 Appartamento di vani 14, aventi una superficie catastale di mq. 364, sito alla via Libertà snc piano 3 scala A, distinto in catasto al foglio 9 particella 5082 sub. 24;

 Box/auto di mq. 28, avente una superficie catastale di mq. 32, sito in via libertà piano S2, distinto in catasto al foglio 9, particella 5082 sub 94;

 Box/auto di mq. 30, avente una superficie catastale di mq. 30, sito in via Libertà piano T, distinto in catasto al foglio 9, particella 5082 sub. 109;

 Locale commerciale di mq. 38, sito alla via Napoli piano T, distinto in catasto al foglio 20 particella 1245 sub. 10;

 Locale commerciale di mq. 35, sito alla via Napoli piano T, distinto in catasto al foglio 20 particella 1245 sub. 12;

 Locale commerciale di mq. 155, sito alla via Napoli piano T, distinto in catasto al foglio 20 particella 1245 sub. 13;

 Appartamento di vani 1,5 sito alla via Santa Margherita piano T, distinto in catasto al foglio 9 particella 1505 sub 11;

 Locale commerciale di mq. 27, sito al Corso I Ottobre piano T, distinto in catasto al foglio 9 particella 5238 (ex3007) sub. 3;

 Locale commerciale di mq. 111, sito alla via I Ottobre nr. 73 piano T, distinto in catasto al foglio 9 particella 5238 sub. 23 (immobile derivante da variazione sub. 2,4 e 5);

 Locale commerciale di mq. 20, sito alla via I Ottobre piano T, distinto in catasto al foglio 9 particella 5238 sub. 24 (immobile derivante da variazione sub. 2,4 e 5);

 Appartamento di vani 4, sito alla via Roma 11, distinto in catasto al foglio 9 particella 5239 (ex 3066) sub. 5;

 Autovettura Peugeot 206 2,0 16v targata CG145NX, intestata a Marciano Michele;

 Quota societaria detenuta nella AMAL srl con sede in Maddaloni, Piazza Della Vittoria nr. 10, intestata a MARCIANO Alberto;

 Appartamento di vani 4,5 sito al Corso I Ottobre piano 5, distinto in catasto al foglio 9, particella 5238 (ex 3007) sub. 16, intestato a MARCIANO Pasquale.

MUSEO CAMPANO DI CAPUA - RECORD DI VISITATORI NELLA SETTIMANA DELLA CULTURA: QUASI 2500 LE PRESENZE.

Un autentico record, un dato senza precedenti quello relativo ai visitatori che hanno affollato il Museo Provinciale Campano di Capua in occasione della “XIV Settimana della Cultura”. Ben 2424 ingressi sono stati registrati dal 14 al 22 aprile scorsi, quando l’accesso al Museo era gratuito per tutti. Un risultato straordinario che, sommato ai 298 ingressi registrati nei giorni precedenti, fa raggiungere quota 2722 a meno di un mese dalla riapertura della struttura capuana.

“Si tratta di dati eccezionali – ha commentato il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi – che testimoniano quanto interesse riesca a suscitare il Museo Campano di Capua, un autentico tesoro per l’intera provincia di Caserta. Dobbiamo continuare su questa strada, richiamando molti visitatori da ogni parte d’Italia e non solo, rendendo il Museo un polo di attrazione per un turismo di qualità, che deve costituire anche uno strumento di sviluppo economico”.

Molte sono state le scolaresche della provincia di Caserta presenti nel Museo negli ultimi giorni. A loro sarà rivolta una particolare attenzione, con l’implementazione di visite guidate per i ragazzi degli istituti di Terra di Lavoro.

Inoltre, il personale della Provincia in servizio al Museo Campano di Capua ha elaborato un programma di rilevazione dei visitatori con lo scopo di consentire al Museo di disporre di un sistema permanente di raccolta ed interpretazione dei dati, di favorire un confronto tra i diversi periodi di afflusso e gli eventi (manifestazioni, promozioni culturali, spettacoli, calendari nazionali, regionali e locali, etc.). Lo scopo è quello di conoscere i visitatori del Museo, capire il modo attraverso il quale sono venuti a conoscenza della struttura, misurare la valutazione della visita e il livello di gradimento, con riferimento ai servizi esterni (parcheggio, segnaletica stradale, visibilità, etc.) e ai servizi interni (accoglienza, spazi espositivi, didascalie, guide, depliant, servizi vari, etc.). Questa iniziativa ha raccolto un grande successo e rappresenterà un punto di partenza importante per cercare di migliorare ulteriormente i servizi da offrire ai visitatori.

“Sono davvero entusiasta – ha spiegato la direttrice del Museo Campano, Maria Luisa Nava – dei risultati conseguiti nel corso della Settimana della Cultura e, in generale, da quando abbiamo riaperto al pubblico, lo scorso 29 marzo. Sento nuovamente il dovere di ringraziare tutti i dipendenti del Museo, i quali hanno lavorato al mio fianco con grande abnegazione, rendendo possibile il raggiungimento di obiettivi così importanti. Ora, però, dobbiamo continuare su questa strada e tenere desta l’attenzione del pubblico verso il nostro Museo: per questa ragione stiamo elaborando una serie di progetti rivolti in modo particolare agli alunni delle scuole, ma anche agli adulti, con iniziative che metteremo in campo a breve e che – sono certa – consentiranno al Museo Campano di ritornare ad essere a pieno titolo un punto di riferimento focale del turismo culturale nella provincia di Caserta”.

TRASPORTI – EX ACMS. ZINZI: “L’IMPUGNATIVA DELLA PROVINCIA NEI CONFRONTI DELL’AFFIDAMENTO DELLE LINEE A CLP DA PARTE DELLA REGIONE NON HA COMPORTATO ALCUN RALLENTAMENTO DELLA RIPRESA DEL SERVIZIO”.

“La Provincia, nella vicenda dei trasporti e dell’ex Acms, ha fatto tutto quello che era di sua competenza. Abbiamo impugnato l’affidamento delle linee del trasporto pubblico locale alla Clp operato dalla Regione Campania per evitare che in futuro si vengano a creare dei conflitti di competenze, che si rivelerebbero di difficile risoluzione. Questa nostra iniziativa, però, non ha comportato alcun rallentamento nella ripresa del regolare servizio di trasporto pubblico locale e non ha costituito un pericolo né per i lavoratori né per il servizio. Le dichiarazioni rilasciate in tal senso da alcuni rappresentanti sindacali, quindi, sono prive di ogni fondamento”. A dichiararlo è il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi.

“Qualche giorno fa – ha proseguito Zinzi – il curatore fallimentare dell’Acms, Michele Sandulli, ha effettuato i licenziamenti dei lavoratori dell’azienda dei trasporti. Ora la Regione Campania, attraverso un’apposita commissione in capo all’Assessorato regionale al Lavoro, di cui peraltro ho sollecitato un’immediata convocazione, dovrà iscrivere i lavoratori nelle liste di mobilità. Successivamente, la Clp sarà chiamata ad attingere a tali liste per procedere alle assunzioni del personale. La Provincia, quindi, auspica un’accelerazione nella realizzazione di tali adempimenti e garantirà la massima vigilanza al fine di giungere al più presto alla ripresa del servizio”.



ARRIVA IN EDICOLA QUI CASERTA - ADESSO E' ANCHE CARTACEO

La nostra attenzione non può che concentrarsi, questo mese, sulle imminenti elezioni amministrative. Nello “Speciale Elezioni” le interviste esclusive, gli umori e le opinioni di tutti candidati sindaci dei 19 comuni al voto, con interessanti spunti di riflessione su prospettive e programmi. Ma non potevamo tralasciare i tre comuni che, sciolti dal Consiglio dei Ministri solo dopo il termine di presentazione delle liste, non andranno al voto. La delusione e l’indignazione nelle parole dei mancati candidati raccolte in “Contro elezioni”. In cronaca il “Progetto Laocoonte”, nato nel 2009 per il rilancio di 16 comuni del casertano,  paralizzato dalla mancanza di fondi. Nell’ampia sezione culturale, da non perdere l’intervista a Roberto Solofria, direttore del Teatro Civico 14 di Caserta, importante realtà culturale della nostra provincia.  La dott.ssa Ruggero, direttore del Settore Educativo della Reggia di Caserta, presenta, invece, l’ Ecomuseo, il progetto di recupero del valore museale realizzato dalla Sovrintendenza. In Casertagenda inauguriamo questo mese la rubrica “ViniCultura” curata dal notaio, nonché affermato sommelier, Mario Matano. Ad arricchire la sezione, la chef Rosanna Marziale che svela i segreti di un piatto particolarissimo: “Cozze e latte di mozzarella nera”. Per i percorsi ci siamo addentrati nella valle di Formicola, dove sorgono le borgate di Cavallai e Fondola. Infine il cartellone degli eventi di maggio, ricco di appuntamenti, tra mostre, spettacoli teatrali e concerti. Ricordiamo agli internauti che il magazine è consultabile on line sul nostro sito web http://www.quicaserta.it/ oppure su facebook Redazione quiCaserta.

CASERTA - SALGONO IN CATTEDRA GLI INGENERI SULLA PREVENZIONE

I nuovi adempimenti di prevenzione incendi.

Dalla semplificazione amministrativa alla gestione delle procedure

27 aprile 2012

Caserta, Crowne Plaza

Ore 9.00

Comando provinciale Vigili del fuoco di Caserta, Ordine degli Ingegneri della provincia di Caserta, Federazione dei periti industriali della Campania, presentano la tavola rotonda ‘I nuovi adempimenti di prevenzione incendi’, che si terrà venerdì 27 aprile, al Crowne Plaza. Apertura dei lavori alle ore 9.45.

Il nuovo decreto 151/2011 semplifica sensibilmente le procedure per la prevenzione degli incendi e ad oggi risulta quanto mai necessario spiegare, chiedere e capire. Fondamentalmente, le attività soggette alle visite e ai controlli di prevenzione incendi vengono suddivise in tre categorie A, B, C, a seconda che il rischio di incendio sia basso, medio o alto. Da questa distinzione derivano percorsi differenti sia per mettere in sicurezza le attività connesse alle tre categorie sia per il rilascio del certificato di prevenzione incendi. È bene conoscere cosa esattamente sia cambiato, anche perché la nuova normativa non solo traccia le nuove linee guida, ma indica anche i limiti delle carenze e cosa in concreto bisogna fare per adeguarsi ai nuovi principi.

Insomma, il convegno è un’occasione concreta perché le categorie professionali tecniche coinvolte nel settore prevenzione possano dialogare tra di loro ma, sopratutto, possano discutere con gli esperti sul territorio dei Vigili del fuoco.

Con il patrocinio di:

Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati, Prefettura di Caserta, Provincia di Caserta, Comune di Caserta

mercoledì 25 aprile 2012

SANTA MARIA CV - GERARDO IORIO - IL MAESTRO DELLA CITTA'

Dopo aver partecipato al quinto appuntamento di “Seven”, con Avarizia al Museo d’Arte Contemporanea di Benevento, riscuotendo grande successo di pubblico e di critica, l’artista sammaritano Gerardo IORIO sarà presente a “Human Rights 2012”, - Art from Wold a cura di Roberto Ronca. Evento artistico internazionale che parla dei diritti umani e della loro violazione, inserito nella Settimana Europea delle Democrazie locali volute dal Consiglio d’Europa , nel contesto del Castello di Acaya (Lecce) dal 28 aprile 2012 al 10 giugno 2012 e della Campana della pace di Rovereto (Trento) dal 15 settembre 2012 al 14 ottobre 2012.

L’opera “GRIDO DI LIBERTA’ “ rappresenta non solo il dolore ma soprattutto l’emarginazione sociale, la bramosia dell’uomo cosiddetto integerrimo, irreprensibile, virtuoso che condanna e cela dietro una pietas dissimulatrice l’oblio e la decadenza in cui versano i meno abbienti. Tutto ciò nel quadro è rappresentato da strofinacci logori stesi sulle sbarre delle grate di recinzione, che inutilmente tentano di tenere segreta la realtà retrostante.

Il personaggio con il corpo scheletrico, i capelli diradati, la bocca spalancata mima un urlo che si strozza in gola e si tramuta in lacrime che lentamente sgorgano dagli occhi.Questa intensa espressione di energia psichica racchiude in sé tutta l’angoscia di uno spirito tormentato dall’ afflizione provocata dalla sua condizione, dall’aberrazione e dal disprezzo che la società civile nutre nei confronti degli emarginati. Il grido di protesta, invece, esplode nel personaggio, raffigurato nella parte destra dell’opera, che cerca di dar voce a chi voce non ha. E’ il segno tangibile che costui continua ad ascoltare la vita e non si rassegna ad una realtà dura e di difficile accettazione.

martedì 24 aprile 2012

CAMORRA A MARCIANISE - ECCO COME I PENTITI NON SONO PIù CREDIBILI E HANNO FINITO DI ESSERE QUELLI CHE SONO - HANNO INFANGATO IL CONSIGLIERE ANGELO GRILLO

Contro gli sciacalli della penna, e prima ancora che si possa infangare non solo il nome del consigliere comunale del comune di Marcianise e qualche altra persona politica, siamo venuti in possesso dello stralcio del provvedimento di cui interessa. A pagina 249 dell'ordinanza applicativa della misura cautelare della libertà personale , il giudice di indagini preliminare Andrea Rovida per la posizione del consigliere  GRILLO precisa :

Non sono ravvisabili , sulla base degli elementi trasmessi dal pm a supporto della sua richiesta , gravi indizi di colpevolezza nei confronti di Angelo Grillo . Va , infatti osservato che le specifiche e dettagliate dichiarazioni rese dal Michele Froncillo in ordine al ruolo assunto dal Grillo all’interno del clan risultano prive di riscontri. Invero, deve osservarsi come il Froncillo abbia riferito circostanze estremamente specifiche e dettagliate che tuttavia , no risultano esser state approfondite da una possibile autonoma attività investigativa . Ne può ritenersi che le dichiarazioni del Cuccaro Domenico, e del Nocera costituiscano valido riscontro a quanto dichiarato dal Froncillo .Tali dichiarazioni risultano del tutto generiche".
 Quindi per chi aveva o voleva passare qualcosa su un'altro comune è meglio che stia in silenzio per gli atti parlano ampiamente.  

 poche parole per  buon intenditore .


CAMORRA A MARCIANISE : 113 INDAGATI ECCO LO STRALCIO DELL'ORDINANZA CON IL CAPO DI IMPUTAZIONE

 




SCACCO AL CLAN BELFORTE - ECCO I BENI SEQUESTRATI DALLA GUARDIA DI FINANZA SU RICHIESTA DELLA DDA DI NAPOLI

Comune


Capodrise                  8 appartamenti + 4 box                                   

Licodia Eubea            1 appartamento + 1 box

Macerata                   7 appartamenti e 2 box

Marcianise                 3 appartamenti + box + Terreno mq 560

Sant’Antimo (NA)     2 terreni per complessivi mq 4919

Scalea (CS)               Terreno mq 1150

Totali: 19 appartamenti


8 box

6629 mq. Terreni



2) RAPPORTI BANCARI: N. 241



3) AUTOMEZZI: 48 AUTOVEICOLI E 20 MOTOCICLI



4) SOCIETÀ SEQUESTRATE: N. 19 (DI CUI 12 AL 100%)

CAMORRA A MARCIANISE - LA SQUADRA DI FEDERICO CAFIERO DE RAHO CHIUDE IL CERCHIO SUL CLAN BELFORTE 40 ARRESTI

Nel corso della notte, ad epilogo di una complessa indagine coordinata dai magistrati dalla Direzione Distrettuale di Napoli, il Reparto Operativo dei Carabinieri e la Squadra Mobile di Caserta, hanno eseguito oltre 40 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di altrettanti esponenti del Clan Belforte alias i Mazzacane, attivo nella provincia di Caserta e, in particolare, nei territori di Marcianise, Maddaloni, San Nicola La Strada, San Marco Evangelista, Caserta e aree limitrofe in relazione al reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Inoltre nel corso dell’operazione, è stato eseguito, da parte del Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta e della Compagnia di Marcianise, con l’ausilio del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma e del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, il sequestro, in varie località delle province di Caserta, Napoli, Lucca, Pistoia, Catania e Cosenza, di 27 unità abitative, vari terreni, circa 250 rapporti bancari, nonché 70 automezzi, per un valore complessivo di oltre10 milioni di euro (da riconsiderare all’esito degli accertamenti sui rapporti bancari sequestrati, di cui è al momento ignoto l’ammontare).



L’imponente operazione di polizia giudiziaria è frutto di una penetrante indagine, coordinata dalla D.D.A. di Napoli, che ha permesso di ricostruire la geografia criminale del comprensorio di Caserta, Marcianise e zone limitrofe, dall’anno 2005 ad oggi, analizzando il modus operandi e la composizione di una delle più potenti cosche camorristiche della provincia, il Clan “BELFORTE” protagonista, tra gli anni ’90 e gli inizi del 2000, di una sanguinosissima faida con l’opposto clan dei PICCOLO detti i Quaqquaroni, con il quale aveva conteso il controllo delle attività illecite nell’area che comprende il capoluogo e tutti i comuni immediatamente ad esso limitrofi.

Il clan BELFORTE, già federato nella N.C.O. di CUTOLO Raffaele, nel corso degli anni ’90 era divenuto tanto potente, per capacità militare ed organizzazione, da indurre il c.d. “Clan dei Casalesi”, nonostante l’alleanza con i PICCOLO, a concludere con esso un patto di non belligeranza e raggiungere un accordo per la spartizione al 50% dei proventi delle attività illecite, soprattutto estorsive, nel comprensorio di Marcianise e comuni limitrofi. E, nonostante i numerosi procedimenti giudiziari che hanno investito il clan BELFORTE negli ultimi anni, con l’arresto di decine di affiliati e le pesanti condanne che hanno colpito i suoi massimi esponenti, tra cui i capi indiscussi, i fratelli Domenico e Salvatore BELFORTE, detenuti in regime di 41 bis, è stata rilevata la sua piena e perdurante vitalità criminale, operatività e pericolosità.

Le indagini hanno tratto origine dal rinvenimento, in diverse e distinte circostanze, di eccezionali fonti documentali, costituite da pen drive, supporti informatici ed elenchi, costituenti la “contabilità” del clan BELFORTE. In essa, infatti, erano annotati con cura manageriale, l’elenco degli imprenditori e degli operatori economici taglieggiati; l’ammontare delle somme da essi versate nelle canoniche scadenze di Natale, Pasqua e Ferragosto; i nominativi degli affiliati, spesso indicati anche con i loro soprannomi, a cui erano corrisposti gli stipendi, il cui importo variava, dai 1-1500 ai 2500 euro, in relazione al loro ruolo ed alla loro importanza nelle gerarchie dell’organizzazione.

Lo straordinario valore investigativo della documentazione sequestrata e la certosina opera di ricostruzione, che ha lungamente ed incessantemente impegnato la Procura Distrettuale di Napoli e gli investigatori del Comando Provinciale dei Carabinieri di Caserta e della Questura di Caserta, poi, ha trovato ulteriore riscontro nelle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia intranei all’organizzazione, alcuni dei quali con ruoli apicali.

Tra questi FRONCILLO Michele, GERARDI Antonio, CUCCARO Domenico e, più di recente, FARINA Antonio, BELGIORNO Massimo ed AVETA Pasquale, dalle cui dichiarazioni è emerso che il clan dei MAZZACANE, nonostante i lunghi periodi di detenzione sofferti dai germani BELFORTE, potendo contare su un nucleo agguerrito di affiliati, ha continuato a controllare in regime monopolistico le attività criminali nel territorio di Caserta, Marcianise e zone limitrofe.

Infatti, secondo quanto emerso dalle indagini, la continuità nella reggenza del clan e nella gestione degli affari illeciti è stata garantita dal pieno coinvolgimento e dalla partecipazione, con un ruolo apicale, di BUTTONE Maria e ZARRILLO Concetta mogli, rispettivamente, di BELFORTE Domenico e BELFORTE Salvatore.

La persistenza dell’organizzazione, la sua capacità di intimidazione ed il conseguente stato di assoggettamento omertoso, diffuso tra le popolazioni del comprensorio controllato dai BELFORTE, è testimoniato dagli innumerevoli episodi estorsivi emersi nel corso dei numerosi procedimenti giudiziari che hanno riguardato gli affiliati dei BELFORTE.

Infatti, essi hanno rivelato l’esistenza di un sistema tanto capillare e collaudato per cui le vittime delle estorsioni, soprattutto gli imprenditori locali, quasi sempre pervicacemente ostinati negli interrogatori resi alle F.F.O.O. a negare gli episodi che li vedevano coinvolti, anche di fronte alle più evidenti contestazioni, prima ancora di avviare un cantiere, si “mettevano a posto con Marcianise”, cioè si presentavano al cospetto dei capi dell’organizzazione per concordare preventivamente l’ammontare del pizzo, evitando così l’inconveniente di dovere subire i raid degli emissari del clan, con il conseguente corollario, pericoloso ed antieconomico, di intimidazioni agli operai, danneggiamenti e blocchi dei lavori.

Secondo quanto confermato anche dai collaboratori di giustizia, puntualmente riscontrato nella “contabilità” sequestrata al clan, le ditte che avviavano opere edilizie nella zona di Caserta, San Nicola, San Marco Evangelista, Capodrise, Marcianise, Recale, San Prisco erano costrette a pagare.

I proventi delle estorsioni ai cantieri edili confluivano in una cassa comune, per essere ridistribuiti attraverso gli stipendi pagati agli oltre cento affiliati al clan, o impiegati per fronteggiare le sempre crescenti spese legali che essi dovevano sostenere, ovvero reimpiegati in attività illecite quali l’acquisto di droga ed armi.

In particolare, l’esame della documentazione sequestrata e le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia hanno evidenziato come il clan BELFORTE fosse organizzato con modalità “aziendali”, con la precisa distribuzione dei compiti a ciascun affiliato, la corresponsione di uno stipendio commisurato alla ‘qualità’ ed alla ‘quantità’ del contributo prestato all’associazione, con la previsione di gratifiche e tredicesime mensilità, e la redazione di un bilancio delle entrate e delle uscite.

Al riguardo, le entrate erano costituite prevalentemente – essendo emersi dalle indagini svolte nel recente passato esempi di impresa camorrista del clan marcianisano operante soprattutto nel settore dei rifiuti – dall’attività estorsiva, effettuata a tappeto su tutte le attività imprenditoriali e commerciali del territorio di competenza del clan: sia nelle liste manoscritte sia nelle pen drive, le ditte sottoposte ad estorsione erano elencate prima in ordine alfabetico, poi raggruppate con riferimento dell’affiliato incaricato di riscuotere le rate estorsive; inoltre veniva indicata la somma estorsiva di cui era prevista la riscossione e la periodicità delle scadenze (di solito, Natale, Pasqua e ferragosto).

Ciascun affiliato riceveva giornalmente un foglietto su cui venivano riportate le ditte da ‘visitare’ per riscuotere le rate estorsive.

Le somme riscosse a titolo estorsivo non venivano trattenute dagli affiliati, ma consegnate ai capi-clan e versate in una cassa comune, dalla quale poi i capi del clan attingevano per le uscite.

L’indagine ha permesso anche di ricostruire l’organigramma, le gerarchie e le dinamiche interne al clan BELFORTE.

I capi indiscussi dell’organizzazione, come detto, sono i fratelli BELFORTE Domenico e BELFORTE Salvatore, entrambi detenuti in regime di 41 bis. Essi, in attuazione della regola, secondo la quale “chi sta fuori quello comanda”, nel corso degli anni, hanno affidato la reggenza del clan, di volta in volta, agli associati di spicco dell’organizzazione che in quel frangente si trovavano liberi. E, infatti, accanto a loro, ed in posizione assolutamente non subordinata, si pongono le figure di BUTTONE Bruno, MUSONE Vittorio, PICCOLO Gaetano cineraiuolo, TROMBETTA Luigi. Poi vengono, in posizione subordinata, le figure dei luogotenenti del clan, quali BRUNO Antonio, DELLA VENTURA Antonio, DELLA VENTURA Fulvio, FEOLA Giuseppe, IOVINELLA Giuseppe, MENDITTI Alessandro, MENDITTI Andrea, MENDITTI Fabrizio, NAPOLITANO Felice, PETRUOLO Carmine, PETRUOLO Filippo, PICCOLO Gaetano, soprannominato “tavernello”, RAUCCI Antonio, detto “kunascio”, RIVETTI Clemente Daniele, RIVETTI Fabio, SALZANO Francesco, SEVERI Francesco, ZARRILLO Francesco, NATALE Albina, DELLA VALLE Anna Concetta.

Ma le indagini hanno evidenziato anche il particolare rilievo assunto all’interno del clan dalle donne ed in particolare da BUTTONE Maria, ZARRILLO Concetta, DELLA VALLE Anna Concetta, NATALE Albina, rispettivamente mogli di BELFORTE Domenico, BELFORTE Salvatore, MUSONE Vittorio e BUTTONE Bruno. Inoltre, BUTTONE Maria è la sorella di BUTTONE Bruno, ZARRILLO Concetta è la sorella di ZARRILLO Francesco.

In particolare BUTTONE Maria, ZARRILLO Concetta e DELLA VALLE Anna Concetta hanno ormai assunto le veci dei loro consorti, costretti a lunghi periodi di detenzione, reggendo il clan al posto dei congiunti.

Infatti, se inizialmente si limitavano a trasmettere ai reggenti ed agli affiliati i desiderata dei capi, progressivamente hanno assunto compiti di diretta gestione come decidere quali imprese sottoporre ad estorsione; ritirare direttamente presso il loro domicilio rate estorsive dagli imprenditori di calibro maggiore; comporre le liti tra i reggenti e gli affiliati del clan; distribuire stipendi agli affiliati ed alle famiglie dei detenuti.

In particolare, i predetti vertici del clan BELFORTE, resisi conto che i reggenti dell’organizzazione, incaricati anche di tenerne la cassa, spesso facevano “la “cresta” sulle entrate, per evitare tali “indebite” appropriazioni, avevano pensato di coinvolgere direttamente i membri della propria famiglia nella gestione del “patrimonio” del clan, con ciò implicando anche il compito di intrattenere i rapporti con i grossi estorti. Per cui, con il trascorrere degli anni ed il prolungarsi della detenzione dei capi del clan, l’apporto fornito dalle mogli è divenuto essenziale per l’esistenza stessa dell’organizzazione.

Nel corso dell’operazione, è stato eseguito, da parte del Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta e della Compagnia di Marcianise, con l’ausilio del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma e del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli, anche il sequestro, come si diceva in premessa di numerosi beni riconducibili agli indagati e provento dell’attività delittuosa.

Tra i beni attinti dalla misura, una lussuosa villa con piscina in pieno centro abitato nonché numerosissime autovetture anche di piccola cilindrata, utilizzate per non destare sospetti in caso di controlli su strada da parte delle forze di polizia.

Il decreto di sequestro è stato emesso d’urgenza, dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia a conclusione di articolate e complesse indagini patrimoniali delegate ai reparti della Guardia di Finanza, svolte nei confronti di oltre 250 soggetti economici (persone, imprese individuali e società), riconducibili ai componenti dei nuclei familiari degli arrestati, per aggredire i beni e i capitali risultati essere di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati.

Elenco degli arrestati
1. ANZIANO Giovanni, nato a Capodrise (CE) il 16.4.1968, soprannominato “Giannaniello”;

2. BELFORTE Salvatore, nato a Marcianise (CE) il 9.12.1960, soprannominato “Salvatore Mazzacane”;

3. BELLOPEDE Camillo, nato a Caserta il 9.11.1979, alias “tarzan”,

4. BELLOPEDE Raffaele, nato a Marcianise il 10.9.1955;

5. BRACCIO Francesco, nato a Marcianise il 2.9.1964, detto “cap’ e cemento”;

6. BRUNO Antonio, nato a S. Nicola La Strada (CE) l’11.3.1957, alias “Carusone”;

7. BUCOLICO Anna, nata a Napoli il 21.6.1935, detta “Befana” o “zi Nannina”;

8. BUONANNO Gennaro, nato a Marcianise il 3.10.1949, detto “Gnocchino”;

9. BUTTONE Bruno, nato a Marcianise il 20.5.1972;

10. BUTTONE Claudio, nato a Capodrise il 12.07.1982.

11. BUTTONE Maria, nata a Marcianise il 20.5.1959, moglie del capo clan BELFORTE Domenico;

12. CAPONE Giovanni, nato a Napoli il 10.9.1965;

13. CIRILLO Pasquale, nato a Marcianise il 27.9.1971, soprannominato “Caprariello”;

14. DE MATTEO ANGELO , nato a Cervino (CE) il 14.12.1958, soprannominato “’o curto”;

15. DE SIMONE Vincenzo, nato a Marcianise il 3.9.1976, soprannominato “’o pigmeo”;

16. DELLA MEDAGLIA Giuseppe, nato a Capodrise l’8.6.1964, alias “Peppe e Marcianise” oppure “‘o cinese;

17. DELLA VALLE Anna Concetta, nata a Marcianise il 12.12.1952;

18. DELLA VENTURA Antonio, nato a Maddaloni (CE) il 27.10.1964, alias “‘o cuniglio”;

19. DELLA VENTURA Fulvio, nato a Caserta il 14.12.1982;

20. FEOLA Giuseppe, nato a Capodrise l’8.4.1956, soprannominato “Peppe ‘o napulitano”;

21. GARGIULO Ciro, nato a Napoli il 29.5.1950, soprannominato “Scupella”;

22. GOLINO Riparato, nato a Caserta il 17.6.1969;

23. IOVINELLA Giuseppe, nato a Napoli il 19.2.1966;

24. MENDITTI Alessandro, nato a Recale (CE) il 28.4.1973;

25. MENDITTI Andrea, nato a Recale il 9.7.1974, soprannominato “recchia a cuppino”;

26. MENDITTI Fabrizio, nato a Caserta il 4.7.1978;

27. MUSONE Giovanni, nato a Marcianise l’1.3.1964;

28. MUSONE Vittorio, nato a Capodrise il 15.11.1951, detto “Mino”;

29. NAPOLITANO Felice, nato a Nola (NA) il 13.7.1963, alias “Capitone”;

30. NATALE Albina, nata a Maddaloni il 7.1.1982;

31. PETRUOLO Filippo, nato a Waiblingen (Germania) l’1.10.1970, soprannominato “l’avvocato”;

32. PICCOLO Antimo, nato a Marcianise l’11.10.1970,, soprannominato “Ben Hur”;

33. PICCOLO Gaetano, nato a Marcianise il 26.1.1959, soprannominato “‘u ceneraiuolo”;

34. PICCOLO Gaetano, nato a Marcianise il 22.3.1960, soprannominato “tavernello”;

35. RIVETTI Clemente Daniele, nato a Waldshut (Germania) il 5.10.1972;

36. RONDINONE Antonio, nato a Caserta il 30.10.1956;

37. SALZANO Francesco, nato a Napoli il 24.12.1953;

38. SEVERI Francesco, nato a Marcianise il 6.9.1970, detto “ciccio a’nera”;

39. SPARACO Giuseppe, nato a Capodrise il 16.1.1968;

40. SQUEGLIA Pasquale, nato a Marcianise il 15.6.1980, soprannominato “‘o sgu”oppure “core ‘nganna”;

41. TROMBETTA Luigi, nato a Marcianise il 19.10.1956;

42. ZARRILLO Antonio, nato a Marcianise il 30.11.1968, soprannominato “Mula”;

43. ZARRILLO Concetta, nata a Capodrise il 18.7.1965, moglie del boss BELFORTE Salvatore;

44. ZARRILLO Francesco, nato a Capodrise il 24.1.1969, soprannominato “Surocchia”.

SANTA MARIA CV RAID NELLA SCUOLA UCCELLA, DANNEGGIATI BAGNI E IMPIANTI

Un raid vandalico ha colpito, nel corso della notte, i locali dell’Istituto comprensivo “Raffaele Uccella”. I balordi si sono introdotti all’interno dell’edificio scolastico, forzando una porta antipanico, e hanno provocato ingenti danni nei bagni: alcuni sanitari sono stati manomessi e ne è conseguito un allagamento, che ha invaso le classi e un corridoio del lato scuola media. Sono inoltre state rubate delle monete contenute in una macchina per le bevande.

Sul posto, con le forze dell’ordine, sono intervenuti gli addetti dell’ufficio tecnico comunale per la stima dei danni.

“Ho già avuto modo di sentire i responsabili di polizia e carabinieri sul territorio – ha dichiarato il primo cittadino – e mi hanno assicurato un incremento dei servizi di controllo per fronteggiare la recrudescenza di fenomeni delinquenziali e di vandalismo in città. L’irruzione nella scuola Uccella, al di là dei danni provocati alla struttura, rappresenta un segnale di inciviltà di fronte al quale le istituzioni non possono, e non devono, restare indifferenti”.

ATTRIBUZIONE DEL CODICE FISCALE AI CITTADINI RESIDENTI ALL’ESTERO

L’intesa tra Entrate e Inps accelera l’iter attraverso la Pec


Lo scambio di dati tra Entrate e Inps relativo all’attribuzione dei codici fiscali ai cittadini residenti all’estero avverrà attraverso l’uso di strumenti informatici al fine di accelerare le procedure di liquidazione delle domande di pensione o di ricostituzione del trattamento pensionistico per gli estero residenti.

Lo stabilisce l’intesa siglata dai direttori regionali dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps, Enrico Sangermano e Maria Grazia Sampietro, che segue il precedente accordo, firmato nel 2009, che ha prodotto un primo e concreto interscambio in materia di attività formativa.



I codici fiscali agli estero residenti - L’intesa velocizza le procedure di liquidazione delle domande di pensione o di ricostituzione del trattamento pensionistico per i cittadini residenti all’estero privi di codice fiscale la cui attribuzione e la variazione avverrà grazie all’interscambio informatico tra le Strutture territoriali dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e le Direzioni Provinciali dell’Agenzia delle Entrate.



Iter più veloce con la Pec - Le Strutture territoriali dell’Istituto previdenziale, tramite Pec, invieranno alla Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio, la richiesta cumulativa di rilascio dei codici fiscali di soggetti residenti all’estero che ne risultino privi, secondo quanto previsto dalla risoluzione delle Entrate n. 91/E del 19 settembre 2011, in base alla quale l’Inps, per dare seguito a propri adempimenti, può richiedere l’attribuzione del codice fiscale ad un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

L’Amministrazione finanziaria quindi, dopo aver verificato negli archivi dell’Anagrafe tributaria che i soggetti ne siano privi, attribuisce i codici fiscali e trasmette i relativi certificati all’indirizzo Pec delle strutture previdenziali richiedenti, entro 6 giorni lavorativi dalla richiesta, con notevole risparmio di tempo e carta per le due Amministrazioni e per i cittadini interessati, eredi per lo più di pensionati Inps richiedenti la pensione di reversibilità, che potranno contare su tempi certi per la definizione delle istanze di pensione.

Le comunicazioni certificate tra le due Amministrazioni, infine, permetteranno un aggiornamento più rapido delle variazioni anagrafiche dei cittadini residenti all’estero e della loro posizione fiscale nella banca dati tributaria.



I dettagli dell’intesa sono consultabili sul sito Internet regionale dell’Agenzia delle Entrate http://campania.agenziaentrate.it alla voce Documentazione – Protocolli di intesa – Enti pubblici.

CULTURA A SANTA MARIA CV - ARRIVA LA CARTA ARCHEOLOGICA

Un’altra ottima notizia per la Città di Santa Maria Capua Vetere: accogliendo la pressante richiesta inoltrata dall’Assessore alla Cultura Mario Tudisco, infatti, la Dottoressa Adele Campanelli responsabile della Soprintendenza competente per Territorio ha reso noto la sua disponibilità a stilare una Carta Archeologica dell’Antica Capua contenente tutti i Siti e i ritrovamenti presenti sul suolo sammaritano. Ciò si evince da una comunicazione scritta della stessa Soprintendente indirizzata al delegato della giunta Di Muro in cui, tra l’altro, si legge: “ In tale ambito la Carta Archeologica dell’Antica Capua, con l’ingente opera di redazione, aggiornamento, rappresenta uno dei progetti portanti di questa Soprintendenza per la cui edizione, pubblicazione e divulgazione sarebbe quanto mai auspicabile potere contare sul sostegno di codesta Amministrazione”.


Naturalmente, la risposta della Dottoressa Campanelli è stata accolta con tantissima soddisfazione da parte dell’Assessore. “ Nel ringraziare il Soprintendente per aver recepito la mia proposta – spiega Mario Tudisco – posso già da ora rassicurare la stessa in merito alla collaborazione storica ed economica che fornirà l’Amministrazione comunale. Si tratta, infatti, di dotare l’Antica Capua di uno strumento conoscitivo di importanza fondamentale quale sarà la Mappa dei Siti e dei Monumenti che ricadono in Santa Maria Capua Vetere. Tale Carta Archeologica, inoltre, rappresenterà una utilissima documentazione cartacea sia per gli studiosi dell’Antichità sia per il flusso turistico – culturale che stiamo già iniziando ad intercettare in maniera massiccia a differenza degli scorsi anni. In pratica, la Carta Archeologica sarà un eccezionale biglietto da visita della nostra Città che nel suo sottosuolo custodisce un vero e proprio giacimento di ricchezze storiche e di preesistenze archeologiche di altissimo interesse.”

Un altro passaggio cruciale della missiva della Dott. Campanelli riguarda l’apprezzamento per il clamoroso successo fatto registrare dall’evento La Città sotto la Città. “ Su un piano più generale – scrive il Soprintendente – si esprime la propria soddisfazione per la positiva collaborazione sinora manifestata e piena disponibilità all’elaborazione di progetti di valorizzazione condivisi. Tali attività dovrebbero, negli auspici di chi scrive, continuare a svolgersi nell’alveo del progetto lanciato a partire dallo scorso Settembre 2011 con l’iniziativa LA CITTA’ SOTTO LA CITTA’. “

FESTA DELL'ARTIGIANATO - ERANO MOLTI ANNI CHE PIAZZA MAZZINI NON VENIVA FREQUIENTATA CON TANTE PERSONE .

Domenica speciale per l’Antica Capua laddove hanno tenuto banco sia gli artigiani sia i turisti, affollando la città come non capitava da diversi anni. Ma procediamo con ordine. A Piazza Mazzini, infatti, pienone per la prima mostra dell’artigianato manufatturiero organizzato dalla Associazione Culturale AnfiteArti in collaborazione con l’amministrazione comunale e la Proloco Antica Capua: diverse centinaia di appassionati si sono recati nel cuore del centro storico cittadino per ammirare le creazioni dei quaranta artigiani espositori. E ciò nonostante il tempo incerto che minacciava pioggia. Evidentemente nella Città del Foro c’era una grande attesa per la fiera in questione, che sull’onda del grande entusiasmo ricevuto sarà il primo appuntamento di una lunga serie destinata ad arricchirsi ulteriormente sia in termini numerici sia a livello qualitativo. Grande successo – sempre a Piazza Mazzini - anche per gli spettacoli di danza del ventre, tango argentino quest’ultimo magnificamente messo in scena da un gruppo di bambini. Applausi anche per i bottari di Macerata che si sono esibiti nella tamburriata e in alcuni canti popolari.

Pienone anche nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro dove – la compagnia artistica “ Le Nuvole” – ha messo in scena un bellissimo spettacolo inerente la plurimillenaria storia dei Gladiatori la cui rivolta capeggiata da Spartacus è stata recentemente riproposta, con grande successo di audience, anche da alcuni famosi networks americani. Ad ascoltare le gesta del Gladiatore per antonomasia moltissimi bambini e alcuni turisti provenienti anche da oltre la Campania, come nel caso di un pulman di visitatori provenienti dalla Provincia di Bari.

“ Sono soddisfattissimo per l’esito di questi due eventi - spiega l’Assessore alla Cultura Mario Tudisco – in quanto hanno dato grande visibilità alla Città coniugando la qualità con la quantità delle massicce presenze registrate. In tutta evidenzia, dunque, posso dire che abbiamo imboccato la strada giusta dopo il tunnel dell’oscurantismo mediatico e concreto in cui versava l’Antica Capua neanche un anno fa. Allo stesso tempo, sono altresì convinto che siamo solo in una fase iniziale che comunque ci lascia ben sperare per il futuro cittadino sotto ogni punto di vista.”



GISEC - LA RACCOLTA RIFIUTI NONOSTANTE PROBLEMI DI CARATTERE AMMINISTRATIVO C'E'


In merito ad alcune affermazioni rese alla stampa dai rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Fiadel nella giornata di domenica 22 aprile, Gisec ritiene doveroso fare alcune precisazioni. Innanzitutto, va detto che l’obbligo normativo prevede il subentro della società Gisec S.p.A. nel servizio di raccolta rifiuti a partire dall’ 1 gennaio 2013. Nonostante ciò, per senso di responsabilità, viste le difficoltà di carattere finanziario in cui versa il Consorzio Unico di Bacino (CUB) Napoli-Caserta, Gisec ha proposto un modello del servizio di raccolta basato sulla suddivisione del territorio della provincia di Caserta in 5 ambiti, avviando un’interlocuzione con tutti i Comuni a partire dal novembre 2011, ovvero da quando il Consorzio Unico di Bacino ha iniziato a rappresentare i suoi evidenti problemi di ordine economico. Al momento, per i Comuni aderire a tale modello proposto è facoltativo, proprio perché la legge prescrive che fino al prossimo 31 dicembre la responsabilità del servizio di raccolta dei rifiuti è in capo proprio alle amministrazioni comunali. Inoltre, questa proposta non incide in nessun modo sui contratti in essere con soggetti terzi. Va precisato con decisione che le risorse economiche per attuare il modello proposto da Gisec sono esclusivamente quelle derivanti dai proventi Tarsu-Tia, che sino al 31 dicembre prossimo vengono introitati dalle amministrazioni comunali, con l’obbligo di riversamento  nei confronti della Provincia della sola quota afferente l’impiantistica. Non si capisce, quindi, di quali oneri dovrebbe farsi carico la Gisec e, quindi, la Provincia. Sempre a proposito del versamento di questa quota relativa esclusivamente alla gestione dell’impiantistica, poi, va sottolineato come, in riferimento ai soli esercizi finanziari 2010 e 2011, a fronte di una previsione di entrata di 98 milioni di euro, sono stati registrati incassi materiali di soli 24 milioni.

VERTICE CON LA GUARDIA DI FINANZA, VIA LIBERA AL TRASFERIMENTO E LA GIUNTA APPROVA L’ISTITUZIONE DI ALTRE DUE FARMACIE IN CITTÀ

Disco verde della giunta comunale alla delibera per concedere alla Guardia di Finanza i locali di Palazzo Cappabianca. Il provvedimento dell’esecutivo cittadino, guidato dal sindaco Biagio Di Muro, è stato adottato subito dopo un proficuo incontro con i vertici delle Fiamme Gialle e, segnatamente, con il colonnello Vincenzo Amendola. Alla riunione hanno partecipato, oltre al primo cittadino, anche il vicesindaco Antonio Scirocco, il presidente del consiglio comunale Dario Mattucci, l’assessore Donato Di Rienzo e diversi consiglieri di maggioranza.

Il colonnello Amendola ha illustrato l’importanza del trasferimento del nucleo di polizia tributaria di Caserta e della compagnia di Capua (che diventerà compagnia di Santa Maria Capua Vetere) per un totale di circa duecento addetti, che peraltro rappresentano quasi la metà dell’intero organico della Guardia di Finanza presente in provincia di Caserta.

Il trasferimento – ha spiegato l’ufficiale – è un segnale di vitalità importante per Santa Maria Capua Vetere ed è un’occasione per dare sostegno all’azione amministrativa volta a garantire maggiore sicurezza in città.

Il sindaco Di Muro ha sottolineato che “la presenza di un nucleo così importante non deve essere considerata come un ostacolo, ma come uno stimolo allo sviluppo del territorio, che può diventare un punto di riferimento per l’intera Terra di Lavoro. La nostra città ha scelto di tornare a essere un faro per riconquistare il posto che merita nel contesto provinciale. La nostra disponibilità si è sposata con il grande spirito di collaborazione della Guardia di Finanza e siamo convinti che la sinergia istituzionale sarà sempre crescente”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il presidente Mattucci: “L’incontro con il colonnello Amendola, oltre a essere un’occasione per definire i dettagli dell’iter procedurale per il trasferimento, è stata anche una grande opportunità di arricchimento per tutta l’amministrazione comunale, in pieno clima di collaborazione e sinergia”.

Subito dopo l’incontro, la giunta comunale si è riunita e ha approvato la delibera d’indirizzo con la quale si esprime la “disponibilità ampia e incondizionata” a concedere i locali di Palazzo Cappabianca, sottolineandone la vicinanza al tribunale e la valutazione positiva espressa dagli stessi vertici della Guardia di Finanza.

Nel corso della medesima seduta di giunta, è stata anche approvata la delibera di revisione della pianta organica delle farmacie sul territorio comunale, stabilendone l’aumento da 8 a 10 e fornendo indicazione di collocare le nuove sedi nel Rione Sant’Andrea e nella zona d’espansione.