La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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ECCO UNTC - UNIONE NAZIONALE PER LA TUTETELA DEI CONSUMATORI

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martedì 30 ottobre 2012

CAMORRA A MARCIANISE - OMICIDIO DI GIOVANNI - FERMO PER AFFILIATI AL CLAN BERFORTE

A conclusione delle indagini coordinate da questa direzione Distrettuale Antimafia suIl’omicidio di DI GIOVANNI Michele, commesso in Marcizmise (CE) il 16 gennaio 2006, i Carabinieri del nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione alI’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emesso dal GIP presse il Tribunale di Napoli nei confronti di cinque affiliati al clan "Belforte", ritenuti responsabili di aver partecipato, con modi diversi, al delitto.

Le indagini, condotte nell’immediatezza dalla Stazione CC di Marcianise, attraverso dichiarazioni rese da fonti testimoniali, attività tecniche e le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia DI GRAZIA Paolo, DI GRAZIA Riccardo e GERARDI Antonio, avevano portato nel luglio 2006 all’emissione di un decreto di fermo del P.M. nei confronti di quattro indagati (FRONCILLO Michele, nonché AVETA Pasquale e CUCCARO Domenico, quali esecutori materiali; e SEVERI Francesco, quale "specchiettista"). ll provvedimento restrittivo non fu convalidato e l’indagine, in assenza di ulteriori acquisizioni, fu archiviata. Le successive collaborazioni di FRONCLLLO Michele, AVETA Pasquale e CUCCARO Domenico hanno consentito la riapertura del procedimento penale. Le dichiarazioni dei collaboratore di giustizia, corroborate dai riscontri eseguiti dal nucleo Investigativo CC di Caserta, hanno confermato l’originario impianto accusatorio, sia in relazione al movente sia in relazione ai mandanti, esecutori materiali e basisti. L’ulteriore approfondimento investigativo ha consentito di accertare, nell'attuale fase cautelare , che l’agguato venne deciso in occasione di una riunione dei vertici del clan presso l’abitazione di BUTTONE Bruno, riunione a cui aveva partecipato anche Piccolo Gaetano; fu commesso da AVETA Pasquale e CUCCARO Domenico, (entrambi viaggianti a bordo di un ciclomotore rubalo, CUCCARO alla guida e AVETA passeggero che ha materialmente sparato mediante l’esplosione di cinque colpi di pistola a tamburo mentre la vittima viaggiava a bordo del suo scooter nei pressi del Parco Primavera di Marcianise. Le indagini hanno evidenziato il coinvolgimento di BUTTONE Claudio, fratello di BUTTONE Bruno,SEVERI Francesco e SPARACO Giuseppe, che avrebbero partecipato a vario titolo alla fase esecutiva del delitto.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e i successivi riscontri compiuti dai CC di Caserta uno evidenziato anche il movente dell’omicidio: l'omicidio sarebbe stato realizzato per punire MicheIe DI GIOVANNI, il quale, non solo si sarebbe impossessato, unitamente al pregiudicato SPINA Francesco, scomparso il 25 dicembre 2004 (vittima di "lupara bianca"), nel febbraio 2003 di circa 500 kilogrammi di cocaina, di proprietà di FRONCILLO Michele, attualmente collaboratore di giustizia ed al ’epoca elemento di vertice del clan “Belforte", con compiti di gestione del narcotraffico, ma avrebbe anche effettuato alcune richieste estorsive per conto del Clan‘Piccolo noi confronti di imprendi rigidi taglieggiati dal clan Belforte. La sua "esemplare punizione" doveva servire per riaffermare l’indiscussa supremazia del clan ogni settore d’affari. .

I destinatari del provvedimento cautelare, tutti già detenuti per ultra causa, sono:- BUTTONE Bruno cl.’72 e PICCOLO Gaetano cl.’60, con il ruolo di mandanti unitamente a FRONCILLO Michele);

- BUTTONE Claudio cl.’82 (fratello di Bruno), con il 11.1010 di aver procurato ad AVETA Pasquale e CUCCARO Domenico le armi utilizzate per compiere l’agguato;

- SEVERI Francesco cl.’70, con il ruolo di "specchiettista”;

- SPARACO Giuseppe cl.‘68, incaricato del recupero delle armi c del motociclo utilizzato per commettere l’omicidio.

GIPSY .... E LA STORIA CHE NON SI FERMA

GUARDIA DI FINANZA DI CASERTA: ARRESTATO FUNZIONARIO DELLE DOGANE DEL PORTO DI NAPOLI E SPEDIZIONIERE PER CONCUSSIONE E RIVELAZIONI DI SEGRETO D’UFFICIO

A seguito dell’arresto dello spedizioniere di Caserta avvenuto nel luglio scorso per millantato credito nei confronti di un importatore casertano, su ordine della Procura della Repubblica del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in queste ore è stato tratto in arresto un funzionario doganale operante nel porto di Napoli per concussione e rivelazione di segreto d’ufficio. Lo stesso è stato associato al carcere di Poggioreale di Napoli.

Allo spedizioniere sono stati invece confermati gli arresti domiciliari ma è stata contestata la più grave ipotesi di concorso in concussione. Quest’ultimo venne tratto in arresto in flagranza di reato immediatamente dopo aver ricevuto dall’imprenditore la somma di 6 mila euro, consegnata in una busta nei pressi del casello autostradale di Caserta sud.

REVOCA DEL BANDO TARSU-TIA: IL TAR RESPINGE IL RICORSO DELLA PUBLISERVIZI.

La Gisec SpA comunica che la Prima Sezione del Tar Campania ha respinto il ricorso presentato dalla società “Publiservizi”, con il quale veniva richiesto l’annullamento della determina di revoca della gara d’appalto per l’affidamento dell’accertamento e riscossione della Tarsu-Tia, nonché il risarcimento dei danni conseguenti e di quelli prodotti dalla stessa revoca.

Il Tar è giunto a tale decisione a seguito del riconoscimento di controparte della fondatezza dei motivi opposti dalla difesa della Gisec e della conseguente sopravvenuta carenza di interesse da parte della ricorrente.

La sentenza, che testimonia la piena correttezza della procedura posta in essere da Gisec nel revocare il bando, non può essere oggetto di impugnazione in appello da parte di Publiservizi.



SANTA MARIA CAPUA VETERE - APPROVATO IL BILANCIO , MA CI SONO PROBLEMI

Il vicesindaco Scirocco: “Siamo un Comune virtuoso,


l’opposizione avrebbe voluto un bilancio con più tasse”

“Altro che ‘buco’ di bilancio! Santa Maria Capua Vetere è un Comune virtuoso, uno dei pochi dell’intera provincia”. Lo afferma il vicesindaco e assessore alle Finanze Antonio Scirocco, all’indomani dell’approvazione del documento di programmazione in consiglio comunale.

“Il nostro bilancio di previsione – continua Scirocco – è il migliore possibile, tenuto anche conto delle restrizioni imposte dalle normative emanate dal governo Monti. Siamo riusciti, nonostante le scarse risorse a disposizione, ad aumentare le spese in settori fondamentali, come i servizi sociali, e a eliminare gli sprechi. Il Comune di Santa Maria Capua Vetere può vantarsi, al di là delle sterili polemiche di parte, di avere una gestione finanziaria assolutamente oculata e virtuosa”.

“Devo aggiungere – sostiene il vicesindaco – che non serve essere un tecnico per sapere che un disavanzo, eventualmente, emergerebbe dal consuntivo e non dal bilancio di previsione che, per definizione, deve essere in equilibrio. Affermare che c’è un ‘disavanzo’ di dieci milioni di euro non solo è falso, ma è tecnicamente impossibile. E’ probabile che i consiglieri di minoranza che stanno strumentalizzando questo aspetto, anche con dichiarazioni alla stampa, non abbiano letto realmente le carte, giacché non voglio pensare che non sappiano leggerle. Non posso non sottolineare, inoltre, che le indicazioni proposte in consiglio comunale dall’opposizione avrebbero portato inevitabilmente ad aumenti di imposte, cosa che la maggior parte dei Comuni guidati dalla loro stessa parte politica ha fatto. Noi, invece, siamo riusciti a correggere di poco la pressione fiscale, evitando di far gravare sui cittadini il peso della crisi. Il bilancio che avrebbero proposto loro sarebbe stato evidentemente un salasso per i sammaritani”.





CARABINIERI IN AZIONE - UN SEQUESTRO E ARRESTI IN PROVINCIA

1. PIEDIMONTE MATESE (CE). SCOPERTA DAI CARABINIERI UNA DISCARICA ABUSIVA NEI PRESSI DEL FIUME VOLTURNOA: SEQUESTRATA AREA DI CIRCA 3.000 MQ.

Blitz dei Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese contro il devastante fenomeno dello smaltimento illecito di rifiuti pericolosi per la salute pubblica è più in generale contro l’inquinamento ambientale. Nelle ultime ore i militari matesini, hanno scoperto in località Ponte Margherita, a pochi metri dal fiume Volturno, un’area di circa 3.000 mq., adibita a discarica abusiva, dove erano stati depositati oltre 20 quintali di rifiuti speciali di ogni genere. Elettrodomestici in disuso, pneumatici, eternit, materiali di risulta, materassi e altri rottami ferrosi altamente inquinanti. Dalle prime indagini, due sono le persone denunciate alla competente Autorità Giudiziaria, quali responsabili dello scempio, ma sono in corso ulteriori accertamenti che nei prossimi giorni potrebbero portare al deferimento di altre persone, quali autori dello smaltimento illecito dei rifiuti rinvenuti. Dall’inizio del 2012, sono salite già a 25 le persone bloccate dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese, nell’ambito dei servizi predisposti per contrastare i reati di criminalità ambientale con particolare riferimento alle zone del Parco Regionale del Matese, protette da severi vincoli paesaggistici, sottoposti a sequestro oltre 285 quintali di rifiuti speciali anche di tipo pericoloso, 6 mezzi di trasporto, 6 discariche abusive e 1 sversamento illecito di acque reflue industriali che finivano per inquinare le falde acquifere e il fiume Volturno.

2. CASERTA. NON SI PLACA L’ATTENZIONE DEI CARABINIERI SUL FENOMENO DELLA DROGA: IN 4 FINISCONO IN MANETTE.

Durante la scora notte, i Carabinieri di Mondragone hanno proceduto all’arresto di 4 giovanissimi per concorso in detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. I militari operanti, al termine di un prolungato servizio di osservazione e pedinamento lungo la nota arteria stradale denominata Domitiana, hanno bloccato una Lancia Y con a bordo 4 giovanissimi, tra cui una donna, i quali a seguito di perquisizione personale e veicolare, sono stati trovati in possesso di diverse varietà di sostanza stupefacente (alcuni grammi di haschish e marijuana, nonché 46 grammi di eroina) e della somma contante di € 1.330,00, sicuro provento dell’illecita attività.

R.B., classe 86, D.S.A.A., classe 85, C.G, classe 89 e T.I.J., classe 90, tutti provenienti da Cassino (FR), sono stati associati presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere e quella femminile di Pozzuoli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.



3. I Carabinieri della Stazione di San Prisco nel corso di un servizio preventivo sul territorio, hanno proceduto all’arresto in flagranza per furto di una cittadina di nazionalità rumena in Italia senza fissa dimora, la quale, unitamente ad una connazionale minorenne, veniva colta dai militari operanti intenta a trafugare prodotti alimentari all’interno del supermercato ubicato presso il Centro Commerciale “APOLLO” di Casapulla (CE). La refurtiva veniva interamente recuperata e restituita ai proprietari. L’arrestata veniva sottoposta al regime degli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima, mentre la minorenne è stata deferita in stato di libertà per concorso nel medesimo reato ed affidata ai propri genitori.

CAMORRA A MACERATA CAMPANIA - LA DDA ORDINA IL FERMO PER DUE APPARTENENTI AL CLAN BIFONE

Operazione nei confronti del clan camorristico "Bifone" operante in Porti o di Caserta e Comuni limitrofi, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere coordinati dalla Procura di Napoli — Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato, in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip di Napoli, all’arresto di PARRETTA Rocco, della moglie BIFONE Angela (sorella del più noto BIFONE Antonio, capo omonimo clan attualmente detenuto al regime del 41 bis) e di un loro collaboratore, RUSSO Antonio, nonché al sequestro di beniper circa due milioni di euro, in relazione ai reati di usura ed estorsione. L’attività di indagine, sviluppata dai Carabinieri della Stazione di Macerata Campania, ha tratto origine da un episodio di intimidazione in danno di un agricoltore casertano che il 13 agosto del 2011 rinvenne all’esterno della propria abitazione un cacciavite conficcato nel proprio portone di casa, a cui erano attaccati una busta contenente un proiettile ed un foglio di carta con chiare frasi minacciose.

Le successive indagini permettevano di ricondurre la condotta intimidatorie a PARRETTA Rocco. Le minacce erano finalizzate a costringere l’ agricoltore al pagamento di prestiti usurari contratti con lo stesso indagato. Per tale vicenda PARRETTA Rocco e già stato condannato in primo grado a seguito di giudizio abbreviato alla pena di armi otto di reclusione e 12000 euro di multa . Le successive indagini, basate essenzialmente su attività di intercettazione telefonica e sulle dichiarazioni delle persone offese, hanno svelato l’esistenza di numerosissimi rapporti usurai posti in essere soprattutto dai coniugi PARRETTA in danno di almeno 60 persone, residenti in Portico di Caserta e nei l comuni limitrofi

La pratica estorsiva ed usuraia ha interessato prevalentemente soggetti operanti nelsettore commerciale, artigianale ed imprenditoriale, dove la criminalità s’inserì che in modo diretto, per poter gestire e riciclate i propri proventi illeciti.I coniugi Barretta — Bifone, spendendo la loro appartenenza comunque vicinanza alla famiglia criminale dei Bifone di Portico di Caserta, famiglia camorristi a da sempre affiliata al clan dei "Belforte di Marcianise", pretendevano la restituzione e del denaro, praticando un interesse usuraio del 15% mensile sulla somma prestata non esitavano a utilizzare minacce e violenze mei conftonti delle vittime che non riuscivano a restituire quanto pattuito nei tempi e nei modi concordati.Va sottolineato come per lo sviluppo delle indagini particolare valenza hanno assunto le dichiarazioni rese dalle parti offese, che hanno avuto fiducia nell’operato della Magistratura e dei Carabinieri e hanno collaborato, non solo confermando l’esistenza del prestito usuraio, ma anche scrivendo in modo particolareggiato tu e le caratteristiche del prestito. Nel corso delle operazioni sono stati eseguiti aenche numerosi sequestri di beni mobili ed immobili per un valore di circa due milioni e mezzo di euro tra cui 21 certificati di deposito e buoni fruttiferi, 13 conti correnti, due polizze vita, un appartamento ubicato in Riva presso Chieri (TO), due locali commerciali ubicati in Curti (CE e 5 veicoli di cui due autovetture e tre motocicli riconducibili al Parretta Rocco /o a componenti del nucleo familiare.



CASAL DI PRINCIPE IL DISTRASTRO AMBIANTALE CONTINUA SECONDO I GIUDICI DELLA DDA DI NAPOLI C'E IL SEQUESTRO

Questa mattina, la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Napoli-Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della Procura Antimafia partenopea, in relazione ai reati “Attività di gestione di rifiuti non autorizzata” e “Attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti”, “Disastro ambientale”, aggravati dal fine di agevolare il clan dei Casalesi-gruppo Bidognetti, ed avente ad oggetto un terreno agricolo ubicato in Trentoda Ducenta (CE), nella disponibilità dell’imprenditore ROMA Elio, nato a Trentola Ducenta (CE) il 3.4.1951, ivi res., indagato in relaziome a tali reati unitamente a MARINIELLO Nicola, nato il 03.01.1954 a Lusciano (CE), ivi res., con precedenti di polizia. Il provvedimento si inserisce nel contesto delle indagini avviate dalla Squadra Mobile, e coordinate dalla D.D.A. di Napoli (Sostituti Procuratori dr. Alessandro Milita e Giovanni Conzo), a seguito della collaborazione dell’imprenditore VASSALLO Gaetano, a cui sono seguite le dichiarazioni di altri collaboratori quali DI CATERINO Emilio e, più di recente, DIANA Tammaro e DI GIOVANNI Pasquale, i quali hanno confermato il sistema architettato da ROMA Elio e dalle imprese riconducibili alla sua famiglia.

Infatti, secondo le indagini, ROMA Elio, imprenditore del settore dei rifiuti, aveva organizzato una vasta attività finalizzata allo smaltimento illecito di rifiuti, attraverso la società RFG, formalmente intestata ad un figlio, e l’impianto di compostaggio ad essa facente capo.

In particolare, l’imprenditore, ottenuta la commessa per lo smaltimento, prevalentemente di fanghi di origine industriale, in parte conferiti da aziende del centro e nord Italia, o provenienti dai depuratori della provincia, anziché procedere attraverso l’impianto di compostaggio della sua azienda ai trattamenti imposti per legge, per trasformarli in “compost” ed “ammendante” (fertilizzanti), sversava i rifiuti “tal quale” nei terreni di contadini, compiacenti, in cambio di denaro, oppure ignari, convinti che si trattasse di concimi e fertilizzanti.

Pertanto, l’impianto di compostaggio veniva utilizzato solo per simulare la lavorazione dei rifiuti pericolosi, formalmente ricevuti, stoccati e sottoposti a trattamento, ma in realtà smaltiti abusivamente ed illecitamente presso numerosi fondi agricoli, individuati con la collaborazione del clan “dei casalesi,” dove venivano convogliati dai trasportatori incaricati da ROMA Elio.

Ovviamente, tali illecite attività implicavano la sistematica predisposizione di una documentazione contraffatta relativa alle analisi concernenti la natura dei rifiuti, al loro trasporto e attestante l’avvenuto smaltimento.

Inoltre, i citati collaboratori di giustizia hanno concordemente confermato come ROMA Elio era divenuto uno degli imprenditori di riferimento del clan BIDOGNETTI nel settore dei rifiuti, infatti l’organizzazione fungeva da garante di tali operazioni, in cambio di laute tangenti; collaborando anche all’individuazione dei siti ove effettuare lo sversamento dei rifiuti.

Le indagini sinora condotte hanno confermato l’esistenza di un vero e proprio “cartello” di aziende che, operanti nel settore, tra gli anni ’90 e sino ai primi anni del 2000, avevano instaurato nel comprensorio un regime di monopolio, imponendosi sul mercato grazie alle modalità, assolutamente illecite, di smaltimento che, permettendo l’abbattimento dei costi di esercizio, consentiva di praticare prezzi decisamente concorrenziali rispetto a quelli praticati da imprenditori onesti.

L’area sequestrata questa stamattina, un terreno agricolo ubicato in Trentola Ducenta (CE), si aggiunge al terreno di circa 20 mila mq sequestrato dalla Squadra Mobile, su delega della D.D.A. partenopea, il 19 Maggio scorso a Lusciano (CE), di proprietà del citato MARINIELLO Nicola, e costituisce uno dei numerosi siti, già individuati e sequestrati sia nel casertano che nel giuglianse, dove sono stati smaltiti illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti nocivi e pericolosi provenienti dall’impianto di compostaggio RFG gestito da ROMA Elio.

Come nei precedenti casi, anche in questa circostanza gli accertamenti tecnici predisposti dalla Procura Antimafia di Napoli nel corso delle indagini hanno permesso di rilevare preoccupanti livelli di contaminazione da arsenico, cadmio, idrocarburi pesanti, stagno ed altre sostanze altamente nocive. Infatti, secondo le stime dei periti nominati dalla D.D.A. di Napoli nel terreno sequestrato questa mattina sono stai conferiti almeno 3.550 tonnellate di rifiuti industriali fangosi, in un periodo compreso tra marzo e maggio 2003.



A CASERTA - MAGICAL MYSTERY TOUR - 50 anni di Beatles

Con il primo appuntamento del 30 ottobre alle ore 16.00 presso la Sala Espositiva della Biblioteca Comunale, prende il via il progetto culturale 2012-2013 MAGICAL MYSTERY TOUR - 50 anni di Beatles, curato da Giò Vescovi e patrocinato dal Comune di Caserta e dall'Assessorato alla Cultura.

Il progetto vuole ripercorrere la storia dei Beatles attraverso la rilettura dei loro album, mirando in particolar modo, a quelle linee che resero unico il loro contributo alla storia del rock.

Originari di Liverpool, hanno segnato un'epoca non solo nella musica ma anche nel costume, nella moda e nell'arte moderna. Sono considerati uno dei maggiori fenomeni di influsso sulla musica contemporanea, tale da condizionare in maniera determinante la cultura pop del XX secolo. Secondo stime del Guinness dei primati, è il gruppo musicale di maggior successo commerciale di sempre con oltre un miliardo di dischi venduti.

Le session saranno documentate da relazioni storiche, filmati, interviste, analisi socio-culturali e parallelismi musicali con il blues, rock 'n' roll, country-western, skiffle, tenendo conto, inoltre, dell' importanza che ebbe l'incontro con Brian Epstein e con George Martin, colui che diede ai Beatles la quinta dimensione alla loro musica e che contribuì allo sviluppo del loro stile personale. Essi non hanno mai rinnegato le loro origini rock, tanto che nel 1968 (negli ultimi due album), ritornarono apertamente al passato,ma in modo radicalmente diverso da quello del 1963. Tutto ciò, ed altro, durante il percorso, dal 1957 al 1970, narrato da Giò Vescovi.

I workshop si terranno nella Sala Espositiva della Biblioteca Comunale di Caserta ingresso da via R.Lodati 7 a partire dal 30 ottobre alle ore 16.00.

Le successive date saranno: 27 novembre ore 16.00, 18 dicembre ore 16.00, 22 gennaio ore 16.00, 26 febbraio ore 16.00, 12 marzo ore 16.00, 16 aprile 17.30, 21 maggio 17.30.

Un doveroso ringraziamento al Sindaco della Città di Caserta dott. Pio Del Gaudio per la sua innata sensibilità agli eventi culturali, al dott. Giammaria Piscitelli, all'Assessore alla Cultura dott.ssa Felicita De Negri, alla dott.ssa Giovanna Napolitano direttrice del Centro S.Agostino e alla dott.ssa Marialidia Raffone, responsabile della Biblioteca Comunale di Caserta.

L'ingresso è libero.

ALIFE- II RASSEGNA TEATRALE “TEATRO D’AMATORE” 2012-2013



l’Associazione Alifana ARTEATRO ha indetto una conferenza stampa in occasione dell’apertura della II Rassegna Teatrale “TEATRO D’AMATORE “ 2012-2013.

La conferenza è  per il giorno sabato 3 novembre 2012 alle ore 11 presso l’Aula Consiliare del Comune di Alife in Piazza della Liberazione.



PROGRAMMA:



• ORE 11: Benvenuto del Presidente dell’Associazione, Vincenza Venditto Martino

• ORE 11.15: Presentazione della II Rassegna Teatrale “Teatro D’Amatore”

• ORE11.30: Presentazione degli ospiti e delle compagnie che interverranno

• ORE 12: Saluti e coffee break.





Il contributo che lei potrà dare per la migliore riuscita di tutto l’evento è per noi di fondamentale importanza. La preghiamo, pertanto, di essere presente e darci il suo prezioso sostegno professionale durante tutta la durata della Rassegna.

lunedì 29 ottobre 2012

SANTA MARIA CV - CONGRESSO PD , LA GIOSTRA CONTINUA NEL LUNA PARK DI PALAZZO LUCARELLI . INTANTO SANTA MARIA MUORE

Non c’è nessuna novita’, si dice in gergo , ma noi lo diciamo in napoletano – morta una zoccola, n’ata ne nascono- . Si proprio così il congresso cittadino tanto aspettato del partito democratico ha insignito il nuovo segretario e il suo vice mandandoli al rogo come Giovanna D’Arco. Si perché oggi se il pdl sammaritano è rimasto in balia delle onde con le dichiarazioni del presidente Berlusconi , il pd con il trio Bersani- Renzi- Bindi vuole far credere che pace è fatta , ma in realtà i seguaci di Renzi attestati a livello nazionale sul 10 per cento hanno deposto l’ascia di guerra soltanto perché c’è stato un accordo. E a Santa Maria capua vetere cosa succede ??? – LA GRANDE AMMUCCHIATA E LA CARICA SU PALAZZO LUCARELLI PER RINCRAVATTARE DI NUOVO IL SINDACO SI E’ RICOMPOSTA . Ma hanno fatto i conti senza l’oste perché tutto ciò che succederà ora sarà il frutto di meschine lobbie che vogliono soltanto la morte di una città che ha perso il tribunale , la scuola infermieri , fra poco anche l’ospedale, se non l’ha già perso . Io penso che quella città culturale nata fra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo sia stata calcellata da affaristi e persone senza scrupolo che vedeno il territorio come fonte di guadagno a discapito di altri  con fatture false , truffe , estorsioni ,usura  varia e dulcis in fundo con esportazione di capitale all'estero dove una indagine della procura della repubblica  di Firenze chiarirà tutto e qulache famiglia piangerà  . Che bella merda !!!!

sabato 27 ottobre 2012

CONCORSI ALLA PROVINCIA - IL CONSIGLIO DI STATO SOVVERTISCE IL PROVVEDIMENTO DEL TAR CAMPANIA - IL PRESIDENTE ZINZI ACCENNA AD UN SORRISO - LA GRADUTUARIA E' SOSPESA - TUTTO DA RIAFARE FISSATA L'UDIENZA PER IL 23 APRILE 2013

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Quinta Sezione, in data 17 maggio 2012 definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe (n. 1251/2011 R.G.), per come proposto, anche attraverso motivi aggiunti, da D’Agostino Antonio, disponeva dichiarando improcedibile il ricorso introduttivo per sopravvenuta carenza di interesse; ma accoglieva i motivi aggiunti e, per l’effetto, annullava la determinazione n. 138/A del 18.4.2011, nonché il verbale n. 12 del 4.4.2011 e la nota prot. n. 671 del 7.3.2011 condannado la resistente Provincia al pagamento in favore del ricorrente delle spese giudiziali complessivamente quantificate in euro 2000,00 (duemila euro).

La sentenza ordinava che la presente sentenza doveva eseguita dall'autorità amministrativa. Ieri , invece il consiglio di stato ha emesso una ordinaza di sospensiva per la predetta sentenza fissando l’udienza in data 23 aprile 2012.

Ecco il testo della sentenza.

REPUBBLICA ITALIANA

Il Consiglio di Stato

in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 7025 del 2012, proposto da:



Provincia di Caserta, in persona del Presidente p.t., rappresentata e difesa dall'avv. Umberto Gentile, con domicilio eletto presso Paolo Carbone in Roma, via del Pozzetto, n. 122;



contro

Antonio D'Agostino, rappresentato e difeso dall'avv. Pasquale Marotta, con domicilio eletto presso Giancarlo Caracuzzo in Roma, via di Villa Pepoli, n. 4;

nei confronti di

Rosanna Sangiuliano, Gabriele Barbato, Tonia Renga, Maria Rita Botte, Franca Nubifero, Loredana Valentino, Pierluigi Giuliani, Caterina Martino, rappresentati e difesi dagli avv. Franco Gaetano Scoca e Alessandro Gigli, con domicilio eletto presso Franco Gaetano Scoca in Roma, via Giovanni Paisiello n. 55; Michele Izzo, Roberto Desiderio, Filomena Riccio, Erminia Renzi, Angelica Vescuso, Sonia Romano, Domenico Vitale, Vincenza Lauro, Michele Maione, Sonia Caputo, Rosita Caiazzo, Rosa Cimmino, Orlando Tornusciolo, Pietro Balivo, Pietro Balivo, Dora Urciuoli, Filomena Fusco, Filomena Di Felice, Clea Capece, Giovanni Sorvillo, Giulio Riccio, Gerardo Carusone, Gaetano Trippiccione, Vittoria Sacco, Anna Cenname, Vincenzo Iasimone, Giuseppe Procino, Mario Scalzone, Roger Ferraro, Roberto Marino, non costituiti;

per la riforma

della sentenza del T.A.R. CAMPANIA - NAPOLI: SEZIONE V n. 03408/2012, resa tra le parti, concernente graduatoria relativa al bando di corso-concorso per la copertura di n.10 posti di istruttore direttivo amministrativo categoria d



Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l'art. 98 cod. proc. amm.;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Antonio D'Agostino e di Rosanna Sangiuliano e di Gabriele Barbato e di Tonia Renga e di Maria Rita Botte e di Franca Nubifero e di Loredana Valentino e di Pierluigi Giuliani e di Caterina Martino;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Vista la domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza del Tribunale amministrativo regionale di accoglimento del ricorso di primo grado, presentata in via incidentale dalla parte appellante;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 26 ottobre 2012 il Cons. Carlo Schilardi e uditi per le parti gli avvocati U. Gentile, F.G. Scocca e Marotta;



Considerato che la vicenda necessita di adeguato sollecito approfondimento in sede di merito e allo scopo si fissa sin da ora l’udienza del 23 aprile 2013;

Rilevato che, nelle more della decisione, pare prevalente allo stato considerare il danno estremamente grave evidenziato dall’appellante per l’assetto organizzativo e funzionale dell’Ente;

Ritenuto, pertanto, che l’appello cautelare vada accolto;

Ritenuto, altresì, che le spese della attuale fase cautelare, vadano compensate tra le parti;

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

Accoglie l'istanza cautelare (Ricorso numero: 7025/2012) e, per l'effetto, sospende l'esecutività della sentenza impugnata.

Fissa per la trattazione del merito l’udienza del 23 aprile 2013.

Spese compensate.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 26 ottobre 2012 con l'intervento dei magistrati:

Carmine Volpe, Presidente

Francesco Caringella, Consigliere

Antonio Amicuzzi, Consigliere

SANTA MARIA CV. - MARIO TUDISCO - "NON E' SUPERATO IL PIANO REGOLATORE DEL PROF.FORTE PER LA SALVAGUARDIA DEI BENI ARCHEOLOGICI

Questa Amministrazione Comunale si trova a operare in un contesto storico molto complicato e delicato: infatti, dopo anni e anni di incuria e di negligenze, tutta la cittadinanza avverte l’ esigenza di una vera prospettiva per il futuro che, altrimenti, si preannuncia incerto e nebuloso. A mio avviso, tale prospettiva è prettamente legata alla vocazione del Territorio. In pratica, bisogna scommettere sulla reale vocazione, della Antica Capua puntando su un futuro che affondi le proprie radici in una storia plurimillenaria. E in questa ottica partiamo da una affermazione molto semplice: in loco abbiamo Monumenti e Siti che ci invidiano tante altre realtà. Inoltre, ogni giorno posiamo i piedi su quella che fu definita l’Altera Roma. Ma tutto ciò non basta in assenza di una politica locale che abbia lo scopo di tutelare e valorizzare l’ immenso Patrimonio Archeologico di cui disponiamo.

Detto questo, potrebbe sembrare un solito appello come se ne fanno tanti. Ma mi sia consentita una ulteriore riflessione: la salvaguardia e la valorizzazione dei Beni Archeologici e Architettonici della nostra Città hanno bisogno di qualche strumento amministrativo fondamentale. E, nel caso specifico, mi riferisco al Piano regolatore generale e a quello che regola il traffico cittadino. Altrimenti, il tutto si limiterebbe alle consuete buone intenzioni. In particolare, io credo che l’ Amministrazione e il Consiglio Comunale dovrebbero quantomeno analizzare il Piano regolatore che, non molti anni fa, fu stilato dal Professore Forte. So bene che si tratta di un documento in parte superato dagli eventi, ma potrebbe rappresentare una minima base di partenza per fare il punto della situazione. Non fosse altro che per quanto è costato alle casse comunali. E che mai fu portato alla attenzione del parlamentino cittadino sia durante la seconda Amministrazione di Enzo Iodice, sia durante i quattro anni di sciagurata Amministrazione Giudicianni . Eppure, il Piano regolatore del Professore Forte conteneva una serie di accorgimenti urbanistici finalizzati alla tutela dei Beni Culturali sammaritani. E questa sarebbe una seria riflessione da sviluppare; piuttosto che chiedere fondi faraonici ai vari ministeri che, con i tempi che corrono, non saranno mai erogati! Santa Maria Capua Vetere ha assoluto bisogno di un nuovo Prg dato che quello “ in vigore “ resta quello dell’ Ingegnere Merola del lontano 1983. In ulteriore mancanza di un Prg aggiornato è difficilissimo anche individuare le zone cittadine sottoposte o da sottoporre ai vincoli Archeologici e Architettonici. Al nuovo Piano regolatore dovrebbe essere abbinato anche un Piano traffico ex novo per rendere più fruibili i Siti e i Monumenti locali a partire dallo sconcio dell’ Arco Adriano. Fate una semplice prova: uscite dal casello autostradale di Santa Maria e vedete quanto tempo occorre per arrivare all’ Anfiteatro o al Mitreo…





Mario Tudisco Presidente Ass. Catabulum

I CARABINIERI NOTIFICANO PROVVEDIMENTO DI DIVIETO DI DIMORA IN PROVINCIA DI CASERTA ALLA MOGLIE DI IOVINE ANTONIO “O’NINNO

Nella mattinata odierna i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno notificato un provvedimento di divieto di dimora in provincia di Caserta, emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - Prima Sezione Penale, nei confronti di AVALLONE Enrichetta classe 69, moglie del noto boss del clan “dei casalesi” IOVINE Antonio “o’ninno”.

La donna, attualmente sottoposta all’obbligo quotidiano di presentazione alla p.g. presso la Stazione CC San Cipriano d’Aversa, in data 12 giugno 2012 era stata condannata alla pena di anni otto di reclusione, all’esito del processo di 1° grado celebrato nei confronti di un’ottantina di imputati appartenenti al gruppo Iovine.

2. CASERTA. CELAVANO IN AUTOVETURA SIRINGHE PRONTE ALL’USO. ARRESTATI DAI CARABINIERI.

Nel corso della notte i Carabinieri della Stazione di Francolise e del Nucleo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Mondragone hanno tratto in arresto due spacciatori italiani per detenzione ai fini di spaccio. I due, a bordo di una lancia Y, provenienti da Mondragone con direzione Sant’Andrea del Pizzone, non si sono fermati all’alt dei Carabinieri che si sono subito posti all’inseguimento riuscendo a bloccarli dopo pochi chilometri. I due arrestati MARCHIONE Antonio cl 83, da Sparanise, e DELLE DONNE Pasquale cl. 77, del luogo, con precedenti specifici, sono stati trovati in possesso di diverse siringhe contenenti eroina già diluita e preparata per l’uso, ossia, pronte ad essere iniettate senza l'”impaccio” per l’acquirente di prepararle per strada. Agli stessi sono stati sequestrati anche un ovulo contenente grammi 0,5 di analoga sostanza stupefacente e denaro contante per € 1.330,00 che costituisce, verosimilmente, il guadagno della serata, almeno fino a quel momento. Il MARCHIONE dovrà rispondere anche di guida senza patente poiché precedentemente ritiratagli proprio per reati in materia di stupefacenti.

3. CASERTA. ENNESIMA OPERAZIONE DEI CARABINIERI CONTRO LO SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI. ARRESTATI QUATTRO CITTADINI AFRICANI. SEQUESTRATI OLTRE 200 GRAMMI DI EROINA.



I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Casal di Principe hanno tratto in arresto per “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” quattro cittadini africani, sequestrando oltre 200 grammi di cocaina.

I militari, nell’ambito di una serie di controlli e perquisizioni finalizzati a reprimere lo spaccio di stupefacenti, hanno inseguito e bloccato, nel centralissimo corso Umberto di Casal di Principe, un’autovettura con a bordo quattro cittadini nordafricani, rinvenendo e sequestrando oltre 200 grammi di eroina e diverso materiale utilizzato per il taglio e confezionamento dello stupefacente.

I quattro cittadini nordafricani, due originari della Costa D’Avorio, un marocchino e un tunisino, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, e risponderanno di “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”.

Gli arresti sono stati eseguiti appena 24 ore dopo un’altra operazione antidroga degli stessi carabinieri della Compagnia di Casal di Principe, che ha portato all’arresto tra Villa Literno e Pinetamare, di altre quattro persone, in quella circostanza tutti italiani, e al sequestro di diverse dosi di marijuana e eroina.









giovedì 25 ottobre 2012

OPERAZIONE “NIMBY” – GUARDIA DI FINANZA E CORTE DEI CONTI ACCERTANO DANNO ERARIALE PER OLTRE 43 MILIONI DI EURO NEL SETTORE DELLE BONIFICHE AMBIENTALI

Nei giorni scorsi, al termine di una complessa indagine affidata al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli dalla Procura della Corte dei Conti per la Campania nel settore delle bonifiche ambientali, è stato notificato atto di “citazione in giudizio” a 17 persone, tra cui ex amministratori della Regione Campania, un ex ministro, un ex sottosegretario ed alcuni professionisti, per un danno erariale di oltre 43 milioni di euro.

L’operazione della Guardia di Finanza, denominata “NIMBY” – acronimo inglese a significare “non nel mio giardino” – ha portato alla luce un ulteriore caso di grave e rilevante spreco di denaro pubblico verificatosi nel settore delle bonifiche ambientali.

Gli accertamenti condotti dai militari del Gruppo Tutela Spesa Pubblica hanno ricostruito in dettaglio la complessa vicenda riferita ad un contratto stipulato nel 2002 tra la società JACOROSSI IMPRESE Spa, la Regione Campania ed il Commissariato di Governo per l’Emergenza Bonifiche e la Tutela delle Acque della Regione Campania per la realizzazione del progetto “piano per la gestione degli interventi di bonifica e rinaturalizzazione dei siti inquinati del litorale Domizio Flegreo ed Agro Aversano”.

In esito alle puntuali verifiche condotte dai militari delle Fiamme Gialle, il Vice Procuratore Generale della Corte dei Conti Pierpaolo Grasso ha potuto rilevare che l’affidamento dell’appalto era intervenuto non solo senza gara pubblica ed in assenza della prevista certificazione Soa – necessaria a comprovare la capacità tecnica ed economica dell’impresa per l’esecuzione dell’appalto pubblico – ma anche in spregio dei vari pareri negativi espressi dai competenti uffici ministeriali e dall’ANPA (Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente), che avevano sin da subito evidenziato come il progetto presentato dalla JACOROSSI fosse carente di numerose informazioni necessarie per un’adeguata valutazione dell’opera da realizzare.

Pur in presenza di questa irregolarità alla JACOROSSI è stato comunque affidato l’appalto – del valore complessivo di oltre 117 milioni di euro – per la progettazione e l’esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale dei siti del litorale domitio flegreo e dell’agro aversano attraverso l’impiego di 380 lavoratori socialmente utili (L.S.U.).

Successive indagini condotte ancora dal Gruppo Tutela Spesa Pubblica, su delega della Procura della Corte dei Conti, hanno approfondito gli aspetti relativi allo svolgimento del contratto, individuando ulteriori anomalie, anch’esse tradottesi in rilevanti danni per le casse dell’Erario.

E’ stato, infatti, appurato che nell’ambito delle attività previste dal contratto il committente (Commissariato di Governo e Regione) si era assunto obblighi di cui aveva contezza fin dall’inizio di non poter ottemperare, sia per i tempi di esecuzione troppo ristretti, sia a causa delle forti opposizioni delle comunità locali all’apertura di nuovi siti.

Il mancato rispetto degli obblighi contrattuali ha comportato conseguenze negative per i profili finanziari, nonché per la correttezza e funzionalità di un servizio così essenziale. E, infatti, sono stati sostenuti costi non preventivati per lo smaltimento dei rifiuti presso impianti di imprese terze e non sono stati utilizzati i lavoratori socialmente utili, i quali, tuttavia, hanno continuato a fruire delle previste retribuzioni.

Non solo, ma diversi contenziosi sorti in sede civile tra la JACOROSSI Spa, il Commissariato alle Bonifiche e la Regione Campania si sono conclusi nel 2007 con la stipula di un accordo aggiuntivo-transattivo al contratto originario, nel quale, oltre a dover riconoscere, per le proprie inadempienze, la somma di 21,8 milioni di euro, quale risarcimento dei danni subiti dalla JACOROSSI, è stato inspiegabilmente disposto un ulteriore affidamento alla stessa società dei servizi di asporto rifiuti e bonifica.

Il danno erariale quantificato, che la Procura contabile ha definitivamente contestato, ammonta, nel complesso, ad oltre 43 milioni di euro, di cui circa 22 milioni di euro per il risarcimento danni riconosciuto alla JACOROSSI Spa, 17 milioni circa quali maggiori costi sostenuti per lo smaltimento dei rifiuti presso terzi e circa 4 milioni di euro per quanto pagato dall’I.N.P.S. a titolo di “cassa integrazione” ai 380 L.S.U. nei periodi di fermo delle attività di bonifica.





CASERTA - CARABINIERI IN AZIONE ARRESTI E FERMI IN PROVINCIA

1. PASTORANO (CE). I CARABINIERI DELLA STAZIONE DI PIGNATARO MAGGIORE ARRESTANO UN 22ENNE PER DROGA.

Nel tardo pomeriggio di ieri i Carabinieri della Stazione di Pignataro Maggiore hanno arrestato F. L., cl. 90, del luogo. Per lui l’accusa è di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il FEMIANO, alla guida di una Audi A3, è stato fermato per un controllo dai Carabinieri che lo hanno trovato in possesso di 100 grammi di marjuana, già confezionata in dosi e nascosta in un marsupio. Lo stupefacente è stato sequestrato e l’arrestato sottoposto agli arresti domiciliari.

2. SAN CIPRIANO D’AVERSA (CE). ARRESTATA DAI CARABINIERI LA TITOLARE DI UN BAR CHE AVEVA MANOMESSO IL CONTATTORE ENEL.

Nella mattinata i Carabinieri di San Cipriano d’Aversa hanno arrestato per furto aggravato di energia elettrica la titolare di un BAR ubicato di quel centro cittadino. I militari dell’Arma, coadiuvati da tecnici della Società Enel, hanno appurato che 44enne titolare aveva manomesso il contattore elettrico dell’esercizio commerciale prelevando così, in maniera fraudolenta, l’energia elettrica necessaria alla gestione del bar. L’arrestata sarà giudicata con rito direttissimo dal Tribunale di S.M.C.V. sezione distaccata di Aversa.

3. CASERTA. ARRESTATO DAI CARABINIERI UN GIOVANE CITTADINO ALBANESE PER REINGRESSO ILLEGALE NEL TERRITORIO NAZIONALE.

Protagonista della vicenda è un 34enne di origine albanese rientrato in Italia dopo essere stato precedentemente espulso. GJONI ATNAN, questo il suo nome, nel corso della decorsa notte, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Caserta per reingresso illegale nel territorio dello Stato. I militari della Stazione, impegnati in servizio preventivo di controllo del territorio, a seguito di un controllo effettuato alla circolazione stradale, hanno accertato che il giovane albanese era rientrato illegalmente in Italia, dopo essere stato accompagnato coattivamente alla frontiera marittima di Bari dalla Stazione Carabinieri di Macerata Campania in data 15.04.2010. Motivo questo per il quale i Carabinieri di Caserta hanno proceduto all’arresto.



4. AVERSA. I CARABINIERI ARRESTANO IL RESPONSABILE DI UNA RAPINA IN DANNO DI DUE GIOVANI DEL POSTO.

Nel corso della mattinata odierna i militari della Radiomobile di Aversa hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa in data 19 ottobre 2012, dall’ufficio G.I.P. del Tribunale di S. M. Capua Vetere nei confronti di Belluomo Antonio, classe 81, da Giugliano in Campania (NA), nullafacente, pregiudicato. L’arrestato in data 01 giugno 2012, in Napoli, unitamente ad un cittadino di nazionalità marocchina, era stato arrestato dai militari di Napoli poiché resosi responsabile di ricettazione di un’autovettura e di resistenza a pubblico ufficiale. L’attività investigativa posta in essere dai militari di Aversa, consentiva di acclarare che i predetti si erano resi responsabili anche del reato di rapina di un telefono cellulare, rinvenuto in corso d’indagine nella loro disponibilità, commessa in Aversa il 31 maggio 2012 ai danni di un 23enne e di una 22enne, entrambi di Lusciano (CE). L’arrestato è attualmente detenuto presso la casa circondariale di Napoli-Poggioreale.



martedì 23 ottobre 2012

MONNEZZA GATE - SCOPERTA LA LOBBIE DEI RIFIUTI CHE IMPASTAVA E RECICLAVA IL CAPITALE DELLA CAMORRA, MA LA SQUDRA DELLA DDA DI NAPOLI DI FEDERICO CAFIERO DE RAHO METTE A TACERE TUTTI

Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, unitamente a quelli di Caserta, hanno dato esecuzione all'ordinanza di applicazione della misura degli arresti domiciliari, emessa dal GIP collegiale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, nei confronti di 7 persone fra cui 3 Ufficiali dell'Esercito - uno in congedo - 2 amministratori di un consorzio per la gestione dei rifiuti e 2 geologi, ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso nei reati di disastro ambientale, truffa aggravata in danno dello Stato, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

E' in esecuzione, inoltre, il sequestro preventivo - per equivalente - di oltre 3 milioni di euro nei confronti di due imprenditori della S.p.A. (attualmente in liquidazione), coinvolta nella vicenda.



La misura scaturisce da un'articolata indagine del Nucleo Investigativo dei Carabinieri condotta anche con l'ausilio specialistico del NOE di Caserta nel periodo 2008 - 2012.



In particolare l'attività investigativa ha:

- ricostruito l'articolato iter amministrativo che ha consentito al Commissariato di Governo per l'Emergenza Rifiuti di attivare il sito di Stoccaggio di Rifiuti in località "Ferrandelle" del comune di Santa Maria La Fossa (CE);

- consentito di raccogliere gravi elementi indiziari in ordine ai delitti contestati, anche attraverso l'esame della copiosa documentazione amministrativa, oggetto di consulenza tecnica;

- chiarire il ruolo della SIMONT S.p.A.;

- accertare che la citata S.p.a. ha realizzato maggiori introiti in conseguenza della non conformità delle opere realizzate alle specifiche tecniche del capitolato;

- ascrivere gli illeciti accertati ad una truffa ai danni dello stato resa possibile dal comportamento omissivo degli organi di controllo e dai rappresentanti istituzionali deputati alla verifica della corretta realizzazione delle opere commissionate.



Le indagini hanno evidenziato che gli indagati, nell'ambito delle rispettive responsabilità e competenze, hanno intenzionalmente ignorato la presenza di una falda acquifera superficiale nel sito, procedendo a false attestazioni.

La presenza della falda è stata ignorata sia nella fase di progettazione che in quella di costruzione, ed anche nella successiva utilizzazione del sito, consentendo l'utilizzo di tiri sito del tutto inadeguato, essendo lo stesso ubicato in area ove era vietata la realizzazione di impianti di gestione di RSU (zona R, già B, del piano stralcio di difesa dalle alluvioni) ed essendo il terreno estremamente cedevole, proprio in ragione della presenza di una falda superficiale.

Il progressivo, quanto inevitabile, precoce deterioramento delle barriere (costituite da piattaforma di calcestruzzo e geomembrana in HDPE, aventi caratteristiche diverse rispetto alle previsioni progettuali), che avrebbero dovuto impedire l'inquinamento del sottostante suolo, ha poi ulteriormente aggravato le conseguenze, comportando un incremento del danno ambientale.

Si giungeva, attraverso le condotte ascrivibili a vario titolo agli indagati, al cedimento strutturale delle piattaforme con conseguente lacerazione dei teli impermeabilizzanti e la conseguente immissione del percolato nelle falde acquifere sottostanti, in guisa da determinare una situazione diffusa tale da esporre a pericolo collettivamente un numero indeterminato di persone, in ragione della contaminazione delle acque di falda e quindi dei terreni finitimi, anche destinati a insediamenti agricoli.



Le analisi tecniche hanno infatti evidenziato l'inquinamento non solo della falda acquifera superficiale, ma anche di quella "profonda", tale da configurare i caratteri propri del disastro ambientale.



La situazione del sito di Ferrandelle, in seguito alle esigenze connesse all'interminabile emergenza per lo smaltimento dei rifiuti in Campania, si è ulteriormente aggravata con lo smaltimento nel sito di rifiuti di ogni genere (lavatrici, materassi, divani, fusti d'olio, rottami di vetture, pneumatici...), dunque non solo rifiuti appartenenti alla categoria dei solidi urbani per i quali la discarica doveva essere abilitata.

Nelle piazzole venivano così a crearsi abbancamenti di rifiuti alti anche 14/15 metri, il cui peso complessivo, superato il carico sostenibile, determinava infatti il cedimento della struttura di contenimento sottostante con la conseguente penetrazione del percolato nelle sottostanti falde acquifere.

Veniva, inoltre, accertato il delitto di truffa ai danni dello stato, consumato attraverso una pluralità di artifizi, che comportavano l'erogazione della somma totale di euro 3.122.802,09, con pari danno per l'amministrazione dello Stato, nella specie del commissario straordinario per l'Emergenza rifiuti in Campania.



In conseguenza del delitto, è stato disposto il sequestro preventivo per equivalente della somma di € 3.122.802,09 (ovvero dei beni del valore equivalente) comunque nella disponibilità di:



1. MONTAGNA Antonio, responsabile "di fatto" della SIMONT S.p.A.;

2. MONTAGNA ROBERTO, già amministratore delegato della SIMONT S.p.A.



Gli indagati, per i quali è stata adottata la misura cautelare degli arresti domiciliari, sono:



3. Col. g. RN BERNARDO Salvatore, attualmente in congedo, già responsabile del procedimento del sito di stoccaggio in località Ferrandelle nel comune di Santa Maria la Fossa (CE);

4. Ten. Col. (E.I.) CAPASSO Giovanni, già inserito nell'Area-Impiantistica quale progettista e sviluppo impiantistica del sito di stoccaggio in località Ferrandelle nel comune di Santa Maria la Fossa (CE);

5. Ten. Col. (E.I.) Ing. SALOMONE Franco, già direttore dei lavori del sito di stoccaggio in località Ferrandelle nel comune di Santa Maria la Fossa (CE);

6. Dott. DIPLOMATICO Giuseppe Antonio, geologo della SIMONT S.p.A.;

7. Arch. MADONNA Paolo, già rappresentante del Consorzio CE2, attualmente Dirigente del settore ambiente, ecologia e gestione rifiuti della Provincia di Caserta;

8. Dott. PICCIRILLO Andrea, geologo;

9. Arch. VAGLIVIELLO Biagio, già rappresentante del Consorzio CE2, attualmente custode giudiziale del sito di stoccaggio sito in località Ferrandelle di Santa Maria La Fossa.

lunedì 22 ottobre 2012

CASA DELLA SORA GEMMA - SEMPRE IN VOGA - LE STORIE DI CASA NOSTRA E I SOLDI A SINGAPORE

Mazzette, mazzettine , escort e rot’ e scort, la Santa Maria si trasforma nel più grande puttanaio anche di gay non solo della provincia di Caserta, ma anche internazionale, con soldi che escono ed entrano sotto il naso di magistrati, operatori della pubblica amministrazione , Guardia di Finanza  Polizia e Carabinieri. Già, perché i controllori sono tutti al servizio , di truffatori e mezze calzette che con i soldi comprano tutto e fanno comprare anche le loro mogli . I casi, disse Armando Curcio in una vecchia commedia napoletana, sono due – o ci si o c’ fai . Poi ci sono altri casi, come quelli che mandano avanti le loro mogli per cercare di far avvenire qualche “incidente diplomatico” tanto da ricattare questo o quel professionista , dipendente o chicchessia per eseguire quella che si chiama in gergo inculatura, mentre in gergo giudiziario si chiama estorsione o truffa . E di estorsione e truffa la provincia di Caserta, ma anche tutta la nazione bene è piena . Recentemente uno studio di Eurispes ha notiziato gli italiani che il rapporto spread al nord è uno a uno, mentre al sud è 1 a 56 . Ciò significa che il punto registrato a Milano è uguale perché vi una produttività di reddito consequenziale e quindi la crisi sta lentamente trasformandosi in crescita mentre quella del sud è inversamente proporzionale e quindi è inferiore di 56 volte di quella del nord. Ma allora una domanda sorge spontanea per dirla alla Lubrano. Il capitale illecito dove va a finire ?? Certamente non le banche italiane, perché qualcuno asserisce che sta ritornando di moda un antico amore come quello scoperto da Antonio di Pietro nel 1992, ma anche come dicono i versi di una antica canzone “ I love in Singapore “. Ma c’è anche chi asserisce che dai contaneir provenienti e inviati nei paesi asiatici vi siano nascosti bigliettoni di euro . E gli italiani …… cosa fanno ?? Credono alle chiacchiere dei tecno-politics, quando sono in corso truffe colossali da grandi imprenditori i quali hanno già portato tutto all’estero. Malchionne del Lingotto non sbagliava ……

Buona notte o buongiorno a secondo chi lo legge

domenica 21 ottobre 2012

SANTA MARIA CVA - POLITICA E PD - IL PUNTO DELL'AVVOCATO ENRICO MONACO

Leggo sui giornali dell’ennesimo tentativo di ascrivermi a una fazione interna al PD cittadino contrapposta all’Avv. Stellato, desideroso viceversa di mettere il cappello su tutti gli organismi di rappresentanza del partito.

Non so a chi convenga tutto questo. So per certo, però, che ciò non corrisponde al vero!

Distinguiamo i problemi.

La discussione interna è rimasta bloccata per molti mesi e non già sui contenuti, ma per la necessità di creare le condizioni per l’indicazione a segretario dell’Avv. Pappadia. Ben venga, ma certamente non dispiacerebbe a nessuno conoscere anche quali finalità intenda egli perseguire nell’assunzione della responsabilità. Ciò con riferimento alle tematiche di ampio respiro che si muovono nel corpo sociale, come anche quali iniziative si intendano assumere per dare un colpo all’esperienza amministrativa in atto, colorandola di contenuti politici che oggi paiono latitare.

Sicuramente quando il congresso cittadino si potrà celebrare, sono certo che Umberto alzerà i veli e farà conoscere il suo pensiero.

Ciò detto non credo si faccia un buon servizio a Umberto presentandolo come ‘persona di Stellato’. Questo è offensivo, perché di fatto se ne nega l’autonomia di pensiero. Parimenti non si vede quale rapporto corra tra Pierpaolo Alabiso, Di Muro e il parente del primo ampiamente remunerato dal Comune. Pierpaolo è espressione del partito tutto, non meno di Umberto.

Un’ultima annotazione mi sia consentita: concordare con la volontà di Renzi di intercettare una domanda presente nel Paese, che chiede prepotente di abbandonare le vecchie liturgie della politica per rispondere ai problemi reali delle persone che stentano ad arrivare oramai anche a metà mese, affollandosi sempre più numerose alle porte della Caritas, non è prendere parte contro nessuno; semmai è cercare di aprire le porte del partito a una realtà sempre più complessa, a fronte della quale i poteri costituiti nell’attuale assetto non paiono più capaci di assumere i bisogni della gente a metro del proprio agire.

Del resto, pensare diversamente cosa significa: che l’Avv. Stellato è a difesa, a prescindere, dell’esistente? Che è il garante, verso chi?, dello status quo?

Sicuramente mi sbaglio, ma soffocare i venti di novità significa spedirli nelle fauci del più bieco demagogismo senza prospettive. E questo non sfugge all’intelligenza di Peppino.

Enrico Monaco



SANTA MARIA CV - CATABULUM E L'ONOREVOLE CORSINI INSIEME DAL MINISTRO PER I BENI CULTURALI

Entro la fine del prossimo mese l’ Associazione Catabulum del presidente Mario Tudisco e del portavoce Architetto Alfredo Di Patria – tramite il Professor Sergio Tanzarella e l’Onorevole Paolo Corsini - presenterà un articolato documento al vaglio del Ministro per i Beni Culturali. Con tale documento, l’ Associazione Catabulum si prefigge un duplice scopo: da un lato, far conoscere ai vertici romani lo stato dell’Arte dell’Antica Capua e, dall’altro canto, invitare il Ministro e il Sottosegretario a visitare la Città di Spartaco e degli ozi di Annibale. Insomma, una vera e propria radiografia del Territorio che non a caso fu battezzato Altera Roma.

“ L’ Antica Capua ha bisogno di persone e di professionisti che, nell’arco di qualche anno, siano in grado di pianificare interventi e eventi che possano valorizzare in modo adeguato la nostra Città oltre i confini italiani – spiega l’ex Assessore alla Cultura Mario Tudisco – e, soprattutto bisogna chiedere interventi mirati di poche migliaia di euro e non certamente fondi stratosferici per vedere, come nella canzone di Enzo Iannacci, l’effetto che fa ! Detto questo, a preoccuparci sono i tempi lunghissimi della burocrazia. E invece bisogna fare presto per non peggiorare le cose, partendo dall’Anfiteatro e arrivando al Mitreo. Inoltre, è fondamentale una vera Carta Archeologica che faccia il punto della situazione. “

Ma le iniziative della Associazione Catabulum non si limitano solo a questo aspetto. Infatti, tra le attività è previsto anche la richiesta di un incontro con la Amministrazione comunale per un serrato confronto fra le parti su cosa si intende fare per la tutela e la valorizzazione dell’ immenso Patrimonio Storico e Archeologico. E non solo strictu senso, ma allargando il discorso alla vivibilità cittadina. A questo proposito, l’ ideale sarebbe un vero piano regolatore e un piano traffico ad esso collegato. E sapere una volta per tutte qual è il Centro Storico Sammaritano.

Tutto questo sarà realizzato in collaborazione con la Sede Provinciale di Italia Nostra della Presidente Architetto Maria Carmela Caiola e con la preziosa partecipazione della Dottoressa Maria Luisa Nava, attuale Direttore del Museo Campano di Capua e in passato Soprintendente di Napoli e Caserta. E ancora, l’ Associazione Catabulum si propone un Consiglio comunale aperto sulla questione della Cultura locale.

Caserta. Estorsioni al “Parco Saraceno”: set del film “Gomorra”. Arrestati in 2. Le vittime pagavano il clan anche per gli appartamenti occupati abusivamente

Ennesima operazione dei Carabinieri di Mondragone (CE) coordinati dalla DDA di Napoli eseguita dalle prime ore dell’alba. In manette due affiliati al clan dei Casalesi, fazione VENOSA. Per loro l’accusa di aver estorto somme di denaro (dai 300 ai 500 €) a titolo di canone d’affitto agli inquilini che avevano occupato gli appartamenti – anche e soprattutto quelli abbandonati - del noto complesso residenziale “Parco Saraceno” e di aver costretto i proprietari degli stessi a rinunciare alla riscossione di quanto a loro dovuto per la locazione.



L’operazione rappresenta l’ennesimo tentativo di arginare le attività illecite, prevalentemente di natura estorsiva, eseguite in quella zona storicamente roccaforte del clan dei “CASALESI” e per tale motivo costantemente vessata nel tempo, malgrado i numerosi arresti ed il conseguente sensibile indebolimento dell’organizzazione criminosa. L’attività d’indagine riguarda una serie di condotte estorsive eseguite nei confronti di normalissimi cittadini e in molti casi di extracomunitari, spesso senza titolo di soggiorno, intimoriti con minacce anche di morte. In alcuni casi con vere e proprie aggressioni fisiche. Del resto, l’attività estorsiva su cui si sono concentrate le indagini dei Carabinieri costituisce ancora la principale fonte di sostentamento del clan oltreché uno strumento di controllo capillare del territorio.

Le indagini, inoltre, hanno consentito di ricondurre i fatti illeciti verificatisi al clan Venosa e, comunque, di ritenere questa fazione del clan autorizzata dai vertici del sodalizio. Tutti episodi che vanno avanti dal 2009 ad oggi. Infatti, i due arrestati sono stati rintracciati proprio all’interno del “Parco Saraceno”, come si vedrà di seguito, teatro delle attività illecite. Legati al “ras” del Parco Saraceno, Giovanni VENOSA, elemento di spicco della famiglia dei “Cocchieri”, da tempo trasferitosi proprio all’interno del Parco sito nel Villaggio Coppola, sono la ex convivente, IANNONE Anna, nonché il suo inseparabile attendente D’ANGELO Marcello. I tre avevano costituito una vera e propria base operativa del crimine all’interno del parco, ove nulla si muoveva senza la loro approvazione e tutto era sotto il loro controllo. Dalla gestione degli affitti degli appartamenti, allo spaccio di droga. Proprio i traffici di stupefacente all’interno del parco hanno permesso ai Carabinieri di ricostruire l’esistenza di una vera e propria “agenzia immobiliare”.

La storia del “Parco Saraceno” è ormai assurta alle cronache giornalistiche, giudiziarie, televisive, nonché cinematografiche. Realizzato dalla famiglia COPPOLA che ha cementificato e creato l’intero ed omonimo villaggio, destinato in prima battuta a residenze per gli americani e, dopo la loro dipartita da Castel Volttunro, fu trasformato in un vero e prorio ghetto, in continuo disfacimento. Terra di nessuno o di tutti. Sicuramente dei VENOSA che sfruttandolo ci hanno messo le loro radici, facendone un bene proprio da cui ricavare illecito profitto. Tutto questo in barba ai diritti dei legittimi proprietari degli immobili. Nel “Parco” c’era una sola legge: quella dettata dal gruppo criminale. Stabilivano l’ammontare dell’affitto, la caparra da anticipare e anche la quota per la raccolta dell’immondizia e per il mantenimento dello stesso parco: una vera e proria tassa condominiale. Gestivano addirittura l’utilizzo dell’energia elettricca all’interno degli appartamenti mediante la manomissione dei contattori dell’Enel.

Chi si ribellava andava in contro ad ogni tipo di ritorsione: danneggiamenti, furti, incendi e anche vere e proprie aggressioni fisiche, finalizzate a “liberare l’unità abitativa”. A nulla sono valsi i tentativi di riqualificazione dell’area. Gran parte degli stabili sono stati dichiarati inagibili e sugli stessi, occupati abusivamente, vi è anche un’ordinanza di abbattimento. Ed anche per questi il prezzo era salato. Dai 300 ai 500 €. Gli indagati approfittavano, in particolare, dello stato di assoggettamento di numerosi cittadini extracomunitari che, privi di permesso di soggiorno, subivano ogni tipo di angheria.

Emblematico l’episodio ove la IANNONE, dopo aver percosso un cittadino nigeriano, ha incaricato Marcello D’ANGELO di “ripulire” l’appartamento facendo gettare tutte le suppellettili dalla finestra.

Nessuno denunciava. I “cocchieri” potevano fare tutto.

L’indagine porta nuovamente in risalto lo stato di degrato in cui versa una parte del litorale domitio, e soprattutto di una zona il “Parco Saraceno” divenuta famosa anche per essere stato il set del film “Gomorra” e ora per essere stato teatro di illegalità e zona franca gestita dal clan.

Le fonti di prova sono state raccolte con attività tecniche, denunce presentate da alcuni proprietari di appartamenti privati dei loro beni e da dichiarazioni rese da pochi inquilini, stanchi di essere vessati e intimoriti. A supporto dell’attività di indagine vi sono state anche importanti dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.



CASERTA . SQUADRA MOBILE - A CASTELVOLTURNO FERMATE TRE PERSONE


Comunicasi che, nell’ambito di una vasta operazione anticrimine congiunta, agenti della Squadra Investigativa del Commissariato di Castel Volturno e della Squadra Mobile di Caserta, tra il pomeriggio di ieri e la mattinata odierna, hanno tratto in arresto, in esecuzione diversi provvedimenti restrittivi, le sottonotate persone:

1. PETRONE Raffaele nato a Napoli, di anni 36, di fatto domiciliato in Castel Volturno, già agli arresti domiciliari, colpito da Ordine di Esecuzione per la Carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli - Ufficio Esecuzioni Penali lo scorso 17 ottobre. Già sottoposto agli AA.DD. presso il proprio domicilio di Mondragone, con permesso di allontanarsi da casa per motivi di studio, il PETRONE Raffaele è stato rintracciato dagli agenti della Squadra di P.G. del Commissariato di Castel Volturno e della Squadra Mobile di Caserta proprio nel luogo di detenzione domiciliare. Accompagnato negli Uffici del Commissariato, a seguito degli adempimenti di rito, è stato associato al Carcere di S. Maria Capua Vetere. Alla base dell’arresto del Petrone vi è una condanna passata definitivamente in giudicato, a seguito di un episodio di tentato omicidio verificatosi nel corso di una rissa aggravata, nel marzo del 2009 a in Napoli, presso la nota discoteca “LA MELA”. In quella circostanza, fu gravemente ferito un militare della Guardia di Finanza. L’arrestato dovrà scontare la pena residua di anni CINQUE e MESI 5 di detenzione ordinaria.

2. GUIDA Raffaele nato a Frignano, di anni 79, residente a Mondragone (Ce), già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma, colpito da Ordine di Esecuzione per la Carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello - Ufficio Esecuzioni Penali il 17.10.2012. Con precedenti penali per porto e detenzione abusiva di arma comune da sparo, il GUIDA Raffaele è stato rintracciato nel primo pomeriggio di ieri presso la propria abitazione di Mondragone e, in virtù del provvedimento di esecuzione suddetto, è stato tratto in arresto e, dopo gli adempimenti di rito, associato al Carcere di S. m. C. V., ove dovrà scontare la pena residua di anni UNO, mesi OTTO e gg. quattro di reclusione ordinaria.

3. CERALDI Pasquale, pluripregiudicato per furto, scippo e lesioni, nato a Formia, di anni 29, residente a Mondragone, è stato tratto in arresto nella mattinata odierna dagli Agenti della squadra Mobile di Caserta e del Commissariato di Castel Volturno in esecuzione di un Ordine di Carcerazione emesso nei giorni scorsi della Procura Generale di Napoli presso la Corte di Appello, in virtù del quale lo stesso dovrà scontare ancora anni UNO, mesi QUATTRO di reclusione. All’atto dell’arresto il pregiudicato non ha mostrato alcuna resistenza. Esperiti i rituali adempimenti, lo stesso è stato associato al carcere di Santa Maria Capua Vetere, nuovo complesso di S.Tammaro.



Caserta. I Carabinieri arrestano tre noti pregiudicati per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.



I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Caserta, nella mattinata odierna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre noti pregiudicati per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente. Il provvedimento cautelare, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, è il risultato di una complessa attività investigativa condotta dai militari del capoluogo e coordinata dal Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere dott.ssa Cozzolino Gerardina.

Le manette, alle prime luci dell’alba, sono scattate nei confronti di:

- Monteforte Giorgio, di Maddaloni, classe 83, al quale sono stati contestati numerosi episodi di spaccio “al minuto” di hashish e cocaina. L’arresto è avvenuto in Scauri di Minturno ove l’arrestato era già sottoposto al regime degli aa.dd. in quanto raggiunto da altra misura cautelare per la detenzione di 11 kg di hashish, recuperati lo scorso 28.02.2012 presso l’abitazione di Tagliafierro Cira in Maddaloni nel corso di una precedente operazione. Il Monteforte risulta far parte del gruppo dedito allo smistamento all’ingrosso di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo hashish, facente capo a Pisanti Francesco alias “o ‘pisiello” ed era solito smerciare lo stupefacente presso il negozio di frutta e verdura dei propri genitori.

- Magliocca Antonio, alias il vampiro, classe 87, anch’egli già tratto in arresto lo scorso 16.02.2012 unitamente a Savinelli Alessandro, quando i militari dell’Arma, riuscendo ad eludere il sistema di video sorveglianza installato dal Magliocca a protezione della propria abitazione, sorpresero i due mentre si spartivano il quantitativo di gr. 600 di hashish e 30 dosi di marjiuana precedentemente acquistata dal Magliocca presso il centro di smistamento gestito da Pisanti Francesco. Con il provvedimento odierno, vengono contestati al Magliocca una serie di spacci al dettaglio di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana che lo stesso era solito smerciare anche con consegne a domicilio nelle città di Caserta e di Maddaloni.

- Galdiero Domenico, 30enne di Caivano, al quale sono state contestate una serie di cessioni di sostanza stupefacente di tipo cocaina che lo stesso consegnava a seguito di accordi telefonici con i propri clienti, facendosi carico del trasporto da Caivano a Caserta. Nello specifico, i carabinieri hanno decriptato il codice che lo stesso utilizzava nel corso delle conversazioni telefoniche per stabilire le dosi da consegnare. Secondo questo codice, i clienti erano soliti ordinare dosi di 5, 7 e 10 “minuti” lasciando intendere allo spacciatore l’importo della dose richiesta che così variava tra i 50, 70 e 100 euro. Il Galdiero lo stesso lo scorso 19 febbraio è stato arrestato, per detenzione ai fini di spaccio di cocaina, insieme ad Angelino Rosa, cognata di Salvatore Natale, capo dell’omonimo clan camorristico, ucciso nel 1999 a Casoria,

Le risultanze investigative prodotte, vanno ad aggiungersi come tasselli al mosaico del fenomeno dello spaccio delle sostanze stupefacenti ricostruito dai carabinieri della Compagnia Carabinieri di Caserta che con quelli odierni raggiungono quota 45 provvedimenti restrittivi eseguiti nell’ambito di un’ampia attività di contrasto al fenomeno dello spaccio nell’arco dell’ultimo anno.



venerdì 19 ottobre 2012

PARADISO E SCISSIONE NON GARANTISCONO L’EVASIONE



Il Fisco di Avellino scopre disegno fraudolento da 1,8 milioni di euro


Separazione societaria, cessione di quote e trasferimento di sede all’estero. È lo schema tipico di frode internazionale attuato da un’azienda irpina produttrice di macchine utensili, che ha provato a sottrarsi al Fisco spostandosi in un paese a fiscalità “di vantaggio”. Con questo meccanismo, infatti, venendo meno i collegamenti territoriali, si ottiene la cancellazione dal Registro delle imprese e si creano i presupposti per evitare la tassazione sui volumi d’affari realizzati.
“Un tipico esempio - ha detto il Direttore Regionale della Campania Libero Angelillis - di come l’attività di controllo venga sempre preceduta da uno studio approfondito, incrociando e integrando le diverse fonti e banche dati interne ed esterne all’Agenzia. Proprio le indagini finanziarie, in questo caso, hanno permesso di ricostruire un disegno fraudolento complesso e rilevare redditi e patrimoni occultati grazie all’acquisizione di dati e documenti relativi ai movimenti di denaro dei soci dell’azienda”.

La ricostruzione del disegno fraudolento, operata dagli 007 della Direzione Provinciale di Avellino dell’Agenzia delle Entrate, ha consentito di scoprire una frode da 1,8 milioni di euro.
Attività in Irpinia e trasferimento nel Delaware - La società, negli anni precedenti l’operazione di scissione, non ha mai presentato dichiarazioni annuali, né contabilità, né bilanci, nonostante i riscontri di ingenti volumi di affari, emergenti dalle movimentazioni di denaro per milioni di euro. Con la realizzazione del processo fraudolento e l’operazione straordinaria di separazione societaria, l’azienda è approdata in Delaware, paese a fiscalità “vantaggiosa”, con una privacy blindata, tentando di sottrarsi agli obblighi fiscali e dove, attualmente, ha costituito una LLC (Limited Liability Company), che ha ignorato gli inviti al contraddittorio fatti pervenire dalle Entrate del capoluogo irpino.La ricostruzione del disegno di frode - Gli ispettori del Fisco, con un’attività di intelligence basata su accessi, questionari e indagini sulle movimentazioni bancarie, hanno ricostruito l’ingente volume d’affari non dichiarato all’Erario, da cui è scaturita un’imposta dovuta di circa 1,8 milioni di euro.Per recuperare le somme sottratte allo Stato italiano e superare l’impasse determinato dal trasferimento nella meta offshore, l’Ufficio ha indirizzato la pretesa erariale nei confronti dei soci, attribuendo loro le responsabilità della società in modo da rendere inefficace il disegno di frode abilmente studiato.

SPRECHI ALLA SAPNA SPA: CORTE DEI CONTI E GUARDIA DI FINANZA ACCERTANO UN DANNO ERARIALE PER 1,5 MILIONI DI EURO

E’ di oltre 1,5 milioni di euro il danno arrecato all’Erario per inutili consulenze affidate dalla società in house della Provincia di Napoli SAPNA SpA, costituita nel dicembre del 2009 per gestire il ciclo integrato dei rifiuti e traghettare la provincia napoletana fuori dall’emergenza ambientale.

Le indagini contabili, disposte dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per la Campania ed eseguite dai Finanzieri del Comando Provinciale di Napoli (Nucleo di Polizia Tributaria), hanno portato anche al sequestro conservativo di beni immobili, conti correnti e crediti presso terzi, riconducibili ai soggetti ritenuti responsabili, per un ammontare pari all’intero importo del danno contestato.

I militari delle Fiamme Gialle, attraverso l’accurato esame della documentazione amministrativo-contabile della SAPNA, hanno ricostruito puntualmente i numerosi incarichi di consulenza esterna affidati già in fase di avvio dalla società partecipata.

Per ciascuno dei soggetti affidatari di consulenze, i finanzieri hanno esaminato a fondo le motivazioni e le procedure seguite dalla società per l’affidamento degli incarichi, i curricula vitae dei professionisti designati, gli elaborati dagli stessi prodotti nell’espletamento dei rispettivi incarichi, la relativa fatturazione ed i giustificativi di pagamento, avendo quale obiettivo generale quello di verificare il rispetto della normativa prevista in materia, con specifico riferimento agli obblighi di pubblicità, all’urgenza dell’affidamento, alle mansioni svolte ed alla rendicontazione delle attività, alla effettiva utilitas conseguita dalla società stessa.

Le indagini hanno evidenziato in primo luogo che gli incarichi professionali sono stati conferiti senza porre in essere le previste procedure di evidenza pubblica. In aggiunta a tale irregolarità, è poi emerso che le cd. “consulenze” non hanno di fatto comportato alcun effettivo arricchimento professionale per la SAPNA.

Infatti, grazie ai puntuali riscontri eseguiti dai militari del Gruppo Tutela Spesa Pubblica, si è potuto dimostrare come gli incarichi attribuiti dalla partecipata, seppur definiti formalmente “consulenziali”, sono risultati, nella sostanza, carenti dei requisiti normativamente previsti per essere considerati tali (unicità ed eccezionalità delle prestazioni) ed anzi si sono caratterizzati per la loro continuità ed ordinarietà.

Secondo le contestazioni mosse dalla Procura Contabile e dalla Guardia di Finanza, quindi, gli amministratori che, nel tempo, si sono succeduti a capo della SAPNA hanno affidato a consulenti esterni l’esecuzione di attività rientranti propriamente nei compiti ordinari per i quali la società stessa è stata costituita ed è stata dotata di risorse finanziarie e di personale.