La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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giovedì 21 giugno 2012

OMICIDIO NOVIELLO - ECCO I PARTICOLARI DELL'INDAGINE CURATA DALLA SQUADRA DELLA DDA DI NAPOLI DI FEDERICO CAFIERO DE RAHO


Durante la notte, ad epilogo di una complessa indagine coordinata dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, la Squadra Mobile di Caserta ha eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della D.D.A. partenopea ed in relazione ai reati di omicidio pluriaggravato, detenzione e porto illegale di armi `e ricettazione, delitti aggravati dal metodo mafioso e dal fine di agevolare la citata organizzazione di stampo mafioso, nei confronti di altrettanti esponenti del clan BIDOGNETTI — frangia SETOLA, di seguito elencati:

1. ALFIERO Massimo. alias Capritto, nato a Casal di Principe (CE) il 04.031972, detenuto;

2. BARTOLUCCI Giovanni, nato a San Marcellino (CE) il 26.11.1980, ivi res.; .

3. CIRILLO Alessandro, alias O’ sergente, nato a Caserta il 12.111976, detenuto;

4. CIRILLO Francesco, alias Pasquafino cosciafine, nato a Caserta il 21.11.1974, detenuto;

5. DI BONA Metello, nato a Casal di Principe (CE) il 13.04.1970, detenuto;

6. GOGLIA Tammaro, alias Ninuccio macchiulella o Ninuccio 0’ macchiato, nato a Casal di Principe (CE) il 21.06.1959, detenutog

7. GRANATO Davide, nato a Napoli il 01.071975, detenuto;

8. LETIZIA Giovanni, alias Giovanni 0’ Zuo_pp’, nato ad Aversa (CE) il 24.11.1980, detenuto;

9. NAPOLANO Massimiliano, alias Massinzo di Big Auto, nato a Villaricca (NA) il 22.04.1972, detenuto;

10.SETOLA Giuseppe alias ez puttana o u’ luongo, nato a Santa Maria Capua Vetere (CE) il 0511.1970, detenuto.

In particolare, la misura restrittiva si riferisce all’omicidio dell’imprenditore NOVIELLO Domenico, nato a San Cipriano d’Aversa (CE) il 14.081943, avvenuto il 16.05.2008 in Castel Volturno (CE), loc. Baia Verde; uno dei pzimi, e pin efferati,

1 . l delitti della lunga scia di sangue lasciata dal gruppo di SETOLA Giuseppe nel periodo che va dalla primavera del 2008, allorquando questi si da alla latitanza, ed il febbraio del 2009, quando venne arrestato a Mignano Montelungo (CE). Secondo le indagini della Squadra Mobile di Caserta, coordinate dai magistrati della D.D.A. di Napoli, Proc. Aggiunto Federico CAFIERO DE RAHO, e Sost. Procuratori dr. Alessandro MILITA e dr. Cesare SIRIGNANO, l’omicidio di NOVIELLO Domenico, che seguiva di pochi giorni quello di BIDOGNETT1 Umberto, padre del collaboratore di giustizia Domenico, corrispondeva pienamente alla strategia stragista ideata dall’allora latitante, che aveva come obiettivo quello di instaurare nel comprensorio domitio un clima di terrore al fine di riaffermare con indiscriminata violenza il vacillante potere criminale del clan BIDOGNETTI, minato da pesanti condanne, che avevano raggiunto numerosi esponenti ed i capi de1l’organizzazione, e dalla scelta di collaborate con la giustizia di alcuni suoi elementi di spicco. Secondo quanto emerso dalle indagini, SETOLA Giuseppe, datosi alla latitanza nell’aprile 2008, aveva assunto la reggenza del clan BIDOGNETTI, rivendicandone l’aut0rita nei confronti degli altri affiliati in quanto elemento più anziano del1’organizzazione, ed in tale veste impose una strategia criminale che comportava, tra l’altro, la eliminazione dei famigliari dei "pentiti" e di coloro che avevano denunciato i misfatti del1’organizzazione, in modo da costituire un monito, ed avere effetto deterrente, prevenendo ulteriori scelte di collaborazione con le istituzionali.

Infatti, NOVIELLO Domenico, che era titolare di una scuola guida a Castel Volturno (CE), nel 2001, aveva denunciato un tentativo di estorsione da parte di alcuni affiliati al clan BIDOGNETTI, tra i quali i citati CIRILLO Alessandro e CIRILLO Francesco, permettendone l’arresto e la condanna. Per tale motivo, le modalità del delitto furono particolarmente efferate: i sicari esplosero contro la vittima 25 colpi di arma da fuoco, con due pistole diverse, attingendolo per ben 13 volte. Le indagini, anche grazie a sofisticate perizie balistiche, hanno permesso di appurare che le armi utilizzate per assassinare NOVIELLO Domenico, due pistole semi— automatiche cal. 9x19 e cal. 9x17 (definita anche cal. 9 short o 380 auto), erano state impiegate anche nella maggior parte dei delitti attribuiti al gruppo stragista capeggiato da SETOLA Giuseppe. ln particolare la pistola cal. 9x19 fu utilizzata nei seguenti delitti:

¤ 4 agosto 2008, omicidio dei cittadini albanesi KAZAN1 Arthur e DANI Zyber;

¤ 21 agosto 2008, omicidio del cittadino albanese DODA Ramis;

¤ 18 settembre 2008, omicidio di CELIENTO Antonio;

a 18 settembre 2008, strage degli extracomunita;

Mentre la pistola cal. 9xl7 fu usata anche per i seguenti delitti:

¤ 2 maggio 2008, omicidio di BIDOGNETTI Umberto;

- 30 maggio 2008, tentato omicidio di CARRINO Francesca;

- l giugno 2008, omicidio di ORSI Michele.

Poi, la pistola cal. 9x 19 venne sequestrata, insieme ad un varo a proprio arsenale, nel rifugio dove, il 30 settembre 2008, erano arrestati CLRILLO Alessandro, LETIZIA Giovanni e SPAGNUOLO Oreste, pericolosi componenti dal gruppo di fuoco del latitante. Inoltre, le scrupolose indagini, suffragate anche dalla dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, opportunamente verificate e riscontrata, oltre alla causale, permettevano di ricostruire l’intera dinamica omicidiaria — dalla fasi preliminari a quelle successive al delitto - delineando i ruoli a, quindi, la singola responsabilità dei destinatari dalla misura cautelare in argomento. In particolare SETOLA Giuseppe, LETIZIA Giovanni, CIRILLO Alessandro, e CIRILLO Francesco agirono come mandanti e determinatori del delitto. Infatti, il nuovo reggente dal clan BIDOGNETTI, nell’aprile del 2008, subito dopo essersi dato alla macchia, convocava i suoi pin) stretti sodali per dettare gli obiettivi della strategia stragista, chiedendo di indicargli coloro che, in precedenza, avevano denunciato gli affiliati, manifestando immediatamente l’intanto di assassinarli. LETIZIA Giovanni, CIRILLO Alessandro e CIRILLO Francesco indicarono tra i possibili obiettivi il NOVIELLO, che aveva consentito l’arresto degli ultimi due, partecipando attivamente alla pianificazione dell’omicidio, individuando alcuni dai componenti dal commando e procurando una delle armi.
ALFIERO Massimo, invece, ebbe l’incarico di organizzare l’omicidio e di eseguirlo materialmente, compito che assolverà con brutale determinazione, infliggendo alla vittima, già attinta da numerosi proiettili, sparati con due armi diverse, ad inerme sul selciato, il colpo di grazia. NAPOLANO Massimo e GOGLIA Tammaro agirono da specchiettisti, con il compito di avvistare la vittima, lungo il tragitto che dalla sua abitazione conduceva all’autoscuola. GRANATO Davide procurava una dalla auto utilizzata dal commando, fungendo anch’egli da vedetta, essendo poi lui a dare la battuta ai killer, con una telefonata, avvisandoli dell’imminente arrivo di NOVIELLO. BARTOLUCCI Giovanni procurava supporto logistico ai componenti del gruppo di fuoco: mettendo a disposizione un’abitazione dove trovavano rifugio; fornendo una delle pistole utilizzate e, dopo l’omicidio, prendendo in consegna le armi per occultarle; fornendo un’ delle auto e telefoni cellulari utilizzati dai killers.
DI BONA Metello, all’epoca dei fatti latitante, cosi come SETOLA, LETIZIA e CIRILLO Alessandro, guidava una delle vetture di supporto e staffetta al commando. Infine, all’omicidio aveva partecipato anche TARTARONE Luigi, che diverrà collaboratore di giustizia, alla guida dell’auto su cui viaggiava l’esecutore materiale ALFIERO Massimo.