La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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ECCO UNTC - UNIONE NAZIONALE PER LA TUTETELA DEI CONSUMATORI

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venerdì 29 luglio 2011

TRASFERIMENTO UFFICI GIUDIZIARI - INTELLIGENZIA PAUCA - ECCO DA DOVE NASCE LA VICENDA

Non desideriamo fare commenti sproporziati, ma la delibera consiliare n. 82 del 8 novembre 2001 , nella smorfia napoletana fa “ la tavola imbandita” pronta per gli ospiti che parteciperanno alla festa, desidera testimoniare quale è la verità da dieci anni a questa parte sulla vicenda del trasferimento di alcuni  Uffici giudiziari che , forse , saranno posizionati nella lottizzazione Grattapulci, dove la Gepron ha costruito i contenitori ancora vuoti . Al consiglio comunale dell’8 novembre 2001, dove all’ordine del giorno figurava l’approvazione del piano di lottizzazione industriale in località Gratta pulci con conseguente viabilità di raccordo con Via galatina, fu approvato   in seconda convocazione, perché la prima andò deserta e  parteciparono 11 consiglieri compresi il sindaco Enzo Iodice . La seduta fu valida perché bastava soltanto 1/3 del consiglio comunale , ne erano alla’epoca 30.  La delibera passò con diecio voti a favore  ed uno contrario che fu quello di Franco Busico. Ma quanti nomi di ieri e di oggi vi sono nella delibera, compresi nomi noti dell’endurabnce sammaritano  che gravitano ancora nella sfera amministrativa  comunale , compresi  facoltosi uomini!!!! Basta leggere      

Scusate, ma questa non è una tavola imbandita, ma è un matrimonio !!!
NOTA BENE : NON E' ESCLUSO CHE VI SIA STATO UN INTERESSE ANCHE DELLA TRIADE DELLA CONCERIA

SCONTRO MONACO - BARBATO , IL CONSIGLIERE DI MAGGIORANZA " SONO A CORTI DI ARGOMENTI

Il consigliere comunale Giuseppe Barbato ha rilasciato una dichiarazione a proposito delle accuse, provenienti da esponenti della minoranza, riguardanti la spesa per i servizi sociali da parte dell’amministrazione sammaritana: “Alcuni colleghi dell’opposizione, essendo a corto di argomenti seri, hanno deciso di intraprendere la strada della demagogia pura. Nei giorni scorsi ho letto, con assoluto sconcerto, una dichiarazione del capogruppo consiliare del Pdl, Fabio Monaco, il quale addirittura asserisce che la giunta guidata dal sindaco Biagio Di Muro avrebbe tagliato i fondi destinati ai servizi sociali. Il consigliere Monaco sa benissimo, o almeno dovrebbe saperlo, che il bilancio del Comune è stato approvato a maggio dal commissario prefettizio. In quel documento, in effetti, si è dovuto tener conto della drastica riduzione dei trasferimenti erariali agli enti locali, riduzione che per il Comune di Santa Maria Capua Vetere ammonta a circa un milione e trecentomila euro per il 2011, due milioni di euro per il 2012 e due milioni di euro per il 2013. Altri tagli sono previsti dalla recente manovra finanziaria di Tremonti. Ricordo a me stesso che questo è il frutto della politica economica nazionale portata avanti dal governo Berlusconi-Bossi sostenuto da quel Pdl di cui Monaco è autorevole esponente. Nonostante ciò, l’amministrazione comunale ha predisposto una variazione di bilancio, che sarà approvata nei prossimi giorni, per consentire il pagamento dei contributi per le locazioni (circa ventimila euro) e per il banco alimentare (altri ventimila euro). E a breve saranno liquidati anche i sostegni economici per le ragazze madri. A fronte di questa situazione, resto perplesso di fronte a un’opposizione che svolge in tal modo il suo ruolo istituzionale: conosco il consigliere Monaco e so che è persona intellettualmente onesta, non riesco quindi a comprendere i motivi per cui debba usare argomentazioni tanto pretestuose quanto false”.

SANTA MARIA CAPUA VETERE - ANCHE I DETENUTI FARANNO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA - MA A POGGIAREALE QUANDO SUCCEDERA' ??

Un importante accordo è stato raggiunto nei giorni scorsi tra l’amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal sindaco Biagio Di Muro, la direzione della casa circondariale e la Ecological Service.

Nel corso di una proficua riunione, infatti, l’assessore comunale all’Ambiente Donato Di Rienzo ha sensibilizzato i vertici della struttura carceraria sammaritana affinché venga avviata la raccolta differenziata. “Devo dire – ha dichiarato l’esponente della giunta cittadina – che ho trovato grande sensibilità e l’intesa è stata piena. Si tratta di un passo di notevole rilievo, se solo si considera che il carcere di Santa Maria Capua Vetere ospita attualmente circa novecento detenuti, ai quali vanno aggiunti il personale e i visitatori. E questi numeri aumenteranno quando sarà terminata la nuova ala oggi in costruzione”.

Nelle prossime settimane, l’azienda che si occupa dei servizi ecologici fornirà alla casa circondariale tutti gli strumenti adatti alla selezione dei rifiuti e quindi potrà essere compiuto – dopo l’avvio della raccolta differenziata nell’area mercatale, che già sta dando ottimi risultati – un altro passo verso l’obiettivo di entrare nei cosiddetti “Comuni virtuosi” per il rispetto e la tutela dell’ambiente.

MANCATO RINNOVO DELL'ACCORDO INTEGRATIVO REGIONALE I MEDICI IN SCIOPERO - LO ANNUNCIA IL SINDACATO DELLO SNAMI

Con nota ufficiale del 29/07/2011, lo SNAMI (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani) della Campania proclama lo stato di agitazione della categoria.La motivazione è data dal mancato rinnovo dell’Accordo Integrativo Regionale, scaduto nel 2004, e da allora non rinnovato per l’incapacità dichiarata dai funzionari regionali di ricevere dai Commissari delle ASL i dati sulla spesa della Medicina Generale.La protesta è stata precipitata, inoltre, dalla mancata concertazione degli oneri derivanti ai medici dall’introduzione della ricetta elettronica, oneri rimasti sostanzialmente a carico dei medici di famiglia.
Il Sindacato ha chiesto, contestualmente alla proclamazione dello stato di agitazione, l’apertura del tavolo di raffreddamento, prima di comunicare le modalità della lotta sindacale, che non esclude lo sciopero, sino alla chiusura degli ambulatori.Il Presidente regionale SNAMI, Dr. Giorgio Massara, nella nota accusa la controparte pubblica, a proposito dell’introduzione dell’obbligo di connessione on line dei medici, di “disorganizzazione, figlia di un approccio superficiale e rozzo nei confronti dei problemi tecnici, che richiederebbero da parte della Regione stile diverso e ben altra preparazione”.

MARCIANISE - Regolamento toponomastica, arriva l’ok del consiglio comunale

Nella seduta dello scorso 27 luglio, l’assise ha dato la sua approvazione al disciplinare che regola l’intitolazione delle strade, slarghi e piazze.

Soddisfatto Pier Luigi Salzillo, consigliere proponente, nonché presidente della commissione cultura : “Il risultato raggiunto è importante perché frutto della collaborazione e dell’impegno di tutta la commissione. Siamo riusciti a trovare una sintesi con gli esponenti dei gruppi di minoranza, riuscendo a rispondere positivamente anche alle loro richieste. L’amministrazione Tartaglione si sta impegnando concretamente per risolvere il problema delle intitolazione strade e tutti quelli connessi alla toponomastica”.Nelle prossime settimane sarà dato avvio alla fase esecutiva, che vedrà la terza commissione dare inizio alle operazioni di intitolazione, supportata, qualora necessario, dall’ausilio di esperti esterni (da 1 a 5), che, a titolo gratuito, metteranno a disposizione le proprie conoscenze.Ma le richieste di intitolazione non saranno solo appannaggio dell’amministrazione. Esse potranno altresì pervenire, presso l’ufficio di presidenza del consiglio, da: associazioni cittadine, comitati, partiti politici e da gruppi di almeno 100 cittadini.“Erano svariati anni che si attendeva la redazione del regolamento. – continua il consigliere Salzillo- Per questo desidero fare un plauso all’intera commissione per aver trovato un accordo nel giro di soli tre o quattro mesi”.

giovedì 28 luglio 2011

OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA E DELLA DDA DI NAPOLI SEQUESTRATA UNA SOCIETA' CHE GESTIVA IL BINGO E SCOMMESSE SPORTIVE LEGATA AL CLAN DEI CASALESI

Sequestrata dalle prime ore di questa mattina a Roma, in collaborazione con lo scico e sotto il coordinamento della DDA di Napoli una societa’ controllata dalla camorra operante nel settore delle “slot machine”, con esecuzione di 5 ordinanze di custodia cautelare. L’indagine, a carico di esponenti del “clan dei casalesi”, è condotta nei confronti di 5 soggetti ritenuti colpevoli di riciclaggio di denaro di provenienza illecita in società operanti nel settore del gioco del bingo, della raccolta delle scommesse sportive e del noleggio di “slot machine” e “new slot”.Contestualmente, si è proceduto anche al sequestro preventivo delle quote e dell’intero patrimonio aziendale di una società subentrata, attraverso nuovi prestanomi e con una differente denominazione, nell’attività di reimpiego dei capitali illeciti svolta da una preesistente impresa già sottoposta a sequestro.

INCARICO AL PROF. GIUSEPPE NOVELLI DELL’UNIVERSITA’ DI ROMA PER LA PERIZIA DEL DELITTO DI SERENA MOLLICONE –

Cassino ( di Ferdinando Terlizzi ) - Si è tenuta ieri, presso il Tribunale di Cassino, ( Gip Angelo Valerio Lanna, P.M. il Procuratore Capo Mario Mercone ) l’udienza per l’incidente probatorio ( un atto processuale che consente la formazione di una prova prima che sia iniziato il dibattimento ) per il delitto di Serena Mollicone, al termine della quale è stato nominato il perito del Tribunale nella persona del Prof. Giuseppe Novelli, direttore del Laboratorio di Genetica Medica presso l’Università Tor Vergata di Roma.

Erano presenti, il padre della vittima, Guglielmo Mollicone ( difeso dall’avv. Dario De Santis ) che ha nominato consulente di parte il Gen, Luciano Garofano (ex comandante dei Ris di Parma ), il fidanzato di Serena, Michele Fioretti, con la madre, Rosina Partigianoni, indiziati dell’omicidio, difesi dall’avv. Armando Pagliei; il brigadiere Francesco Suprano ( difeso dagli avvocati Eduardo Rotondi e Emiliano Germani ) che ha nominato suoi consulenti il criminologo Dr. Carmelo Lavorino e il genetista Prof. Saverio Potenza.

Erano invece assenti Franco Mottola ( all’epoca comandante della stazione dei carabinieri di Arce, 55 anni residente a Teano ), il figlio Marco ( 29 anni in famiglia a Teano ) e la madre (omonima del marito) Anna Maria Mottola ( nata e residente a Teano di anni 50 ) tutti difesi dall’avv. Francesco Germani, che ha nominato propri consulenti, il Prof. Luigi D’Ancora, esperto in medicina legale, dell’Università di Napoli e il Prof. Ciro Di Nunzio, genetista, dell’Università di Catanzaro.



“I miei assistiti, signori Mottola”, ci ha detto l’avvocato Francesco Germani da noi avvicinato subito dopo l’udienza – sono assenti ma presteranno il loro assenso per il prelievo dei campioni. Si protestano innocenti e lo dimostreranno in corso di causa. Certamente la vicenda è ingarbugliata e vi sono molti profili non chiari, ma il maresciallo, il figlio e la moglie, hanno la coscienza tranquilla, hanno fiducia nella giustizia e dimostreranno di non essere assolutamente coinvolti in questo truce delitto”.



Il Giudice per le Indagini Preliminari Dr. Lanna ha anche fissato l’inizio e la fine delle operazioni peritale indicando il giorno 16 settembre per il prelievo dei campioni da esaminare, e la discussione delle risultanze, entro 90 giorni, e cioè, il 16 dicembre, fissando, inoltre l’udienza del 2 febbraio 2012, per l’esame comparato delle risultanze della perizia. I prelievi saranno effettuati presso il Gabinetto dell’Università Tor Vergata di Roma.



Questo incidente probatorio è stato provocato dal Procuratore Capo Mercone, il quale è fermamente convinto che tra i sei indiziati ci possa essere l’assassino di Serena Mollicone, il mandante ed i testimoni oculari dell’efferato crimine, avvenuto, come è noto, 10 anni or sono ad Arce. Ma, la pubblica accusa è partita da molto lontano e non esclude di coinvolgere altre persone tanto è vero che il provvedimento notificato alle parti parla anche di “concorso con ignoti da identificare”.



Il Procuratore Capo, tuttavia, ha formulato una precisa accusa ed ha ipotizzato anche il probabile scenario del delitto. Il maresciallo Mottola, con il figlio Marco, con la moglie Anna Maria ( ed in alternativa con il concorso del brigadiere Suprano o con il concorso del fidanzato di Serena Mollicone e della madre di quest’ultimo o con il concorso di ignoti ) avrebbero ucciso la povera Serena “colpendola al cranio con uno strumento contundente ( così è scritto nella ordinanza del Gip ) legandole gli arti superiori dietro alle spalle e bloccandone le gambe con un nastro adesivo bianco e con fili accoppiati di ferro, nonché incappucciando il cranio con una busta di plastica sigillata attorno al collo e tappando con altro adesivo la bocca ed il naso, ne cagionavano la morte, sopravvenuta a causa dello shock traumatico e della asfissia meccanica, dopo ampio versamento ematico; con l’aggravante di avere agito con inutile crudeltà verso la vittima”.



Ed inoltre il Procuratore Capo ha contestato a tutti l’aggravante ( in concorso tra loro o con ignoti ) all’occultamento di cadavere “al fine di conseguire l’impunità per il commesso omicidio occultavano il cadavere trasportandolo in un viottolo recondito ed ivi abbandonandolo, dopo essersi impegnati, per ostacolarne il rintraccio a ripiegare al di sopra della salma arbusti ivi vegetanti e ad utilizzare come riparo la sagoma di un contenitore metallico cilindrico”.



In effetti l’incidente probatorio è stato concesso dal Gip principalmente perché l’accusa aveva prospettato che vi erano numerosi “reperti riconducibili” alla vittima, ( nastro adesivo, la busta dell’Eurospin che copriva la testa di Serena, il telefonino, la maglietta i pantaloni etc. etc. ) per i quali al momento del delitto ( e questo è un altro mistero, che va ad aggiungersi al suicidio del brigadiere Santino Tuzi, alle lettere anonime, al prelievo coatto del padre della vittima nel corso dei funerali ) non fu possibile estrapolare profili genetici di soggetti estranei”.



Poi il Gip osserva inoltre che “considerato che il progresso effettuato dalle tecniche potrebbe ora consentire di evidenziare eventuali tracce genetiche presenti sugli oggetti e sugli indumenti, ( elemento ovviamente molto rilevante, ai fini dell’individuazione dell’autore dell’efferato gesto ) ritenuto quindi che sia condivisibile la scelta di procedere ad assunzione probatoria e ritenuto, inoltre, che trattasi di un accertamento tecnico verosimilmente non ripetibile, visto che le tracce genetiche e biologiche esistenti sul materiale posto sotto sequestro potrebbero disperdersi e non consentire – dopo un ulteriore lasso di tempo – la genuina acquisizione della prova a fine di comparazione autorizza il perito a procedere al prelievo di campioni di materiale biologico degli indagati; campioni dai quali poi si andrà ad estrapolare il profilo genetico da comparare con quello che sarò evidenziato sui reperti già acquisiti”.



Inoltre il Gip, ha convocato tutti gli indiziati perché, per legge, per sottoporre un indiziato al prelievo di campioni biologici occorre il consenso della parte ( diversamente il giudice deve ordinare, con apposito atto, un prelievo coatto ) ed ha precisato che l’incidente probatorio di ieri è anche destinato a “procedere alla comparazione dei profili genetici che saranno enucleati dagli indumenti della vittima, rispetto al profilo genetico del brigadiere dei carabinieri Santino Tuzi ( suicidatosi il 9,4,2008) al fine di stabilire se la vittima, il giorno della sua tragica scomparsa, si sia recata o meno presso la Stazione dei carabinieri ove il suddetto militare prestava servizio e ciò al fine di delineare meglio gli ultimi spostamenti della Mollicone”. Per saperne di più bisogna attendere il 16 settembre.



PAOLO GAROFALO VINCE IL GRAN PREMIO DI CASERTA

Paolo Garofalo su “Nord est” ha vinto la gara della categoria C140 – a due manches “Gran Premio Città di Caserta – Famiglia Generale Carli”, la competizione più prestigiosa del concorso ippico “Coppa d’Oro Città di Caserta”, alla quale erano abbinati anche i premi della Provincia di Caserta e del Prefetto di Caserta.

Il vincitore della edizione del 2011 della “Coppa d’Oro-Città di Caserta”, ha preceduto nella classifica il figlio Giampiero Garofalo su “Nikita” e Marco Maietta su “Toronto”.

Nella giornata conclusiva del concorso sono stati disputati altri premi, Giampiero Garofalo, campione d’Europa juniores in carica, su “Rione” ha vinto la gara della categoria C 130 premio “Coldiretti Caserta”; Stefano Capuano su “Ditzosu” si è aggiudicata la categoria C 125 premio “Geogest”; Salvatore Naldi su “Armonie” ha trionfato categoria nella 125 riservata ai sei anni, premio “Scuola Specialisti Aeronautica Militare-Coni-Panathlon”. Eduardo Romano ha vinto il premio “Camera di Commercio-Crowne Plaza-Trofeo Giovanni Maggiò” su “Impero de Florinas” classificandosi al primo posto nella C 115; Francesco Salzano su “Coer d’Alene” è stato il primo della categoria 115 per i cavalli di cinque anni, abbinato ai premi “Brigata Garibaldi-Unione Industriali Caserta-Vigili del Fuoco”. Gennaro Bacca su “Oxandra” ha vinto fra i quattro anni nella categoria 100, collegata ai premi “Comando Provinciale Carabinieri - Coni Caserta - Scuola Equitazione Casertana”; Stefano Tajani su “Tifanie” ha vinto nella categoria B 100, premio “ Gima industria mangimi”; Marianna Ioime su “Dedalo blu” ha trionfato nella categoria B100, abbinata ai premi “Dogana Golosa –Fisch Restaurant – Caseificio Leuci”; Rosa Simeoli su “mister Grey” nella BP 90 si è aggiudicata i premi “Kendoil- Clay Art –Mario D’Anna” e Ilenia Cavallo su “Dante” ha vinto la categoria B80, premio “Dimensione Ufficio”.

Il concorso ippico del 2011, si è svolto nell'area della ex fabbrica di vetro Saint Gobain, negli spazi antistanti l'antico scalo partenze della industria pisana.

Nonostante tutte le difficoltà per la nuova collocazione, dove tutto è stato realizzato per la prima volta, della scuderizzazione al campo ostacoli, tutto è andato bene.

Il pubblico ha risposto bene, seguendo con attenzione le verie gare dispostate tutte nel pomeriggio. “Voglio a nome del comitato organizzatore ringraziare, ancora una volta tutti coloro che, con il loro apporto, ci hanno sostenuti – spiega Walter Puoti dell’Associzione sportiva Giobanni Maggiò - per tenerci stretto questo appuntamento sportivo che è stato e sarà ancora per il futuro il fiore all'occhiello della città. Grazie al Sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, al comm. Cristoforo Coppola che con il suo appassionato impegno ha permesso la realizzazione degli impianti, agli sponsor per il loro prezioso aiuto ed alle istutizioni civili e militari che ci sono state vicine in questi giorni. L’augurio per tutti è fare meglio dal prossimo anno”.

ESTATE RAGAZZI - IL SINDACO IN VISITA AL VILLAGGIO TURISTICO " LE CAMPOLE "

Il sindaco Biagio Di Muro si è recato questa mattina in visita al villaggio turistico “Le Campole” di Formicola, dove sono stati ospitati i bambini che hanno partecipato all’iniziativa “Estate ragazzi” promosso dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune di Santa Maria Capua Vetere.


Circa 110 ragazzi, tra i 6 e i 14 anni, sono stati accompagnati ogni giorno – dallo scorso 17 luglio – nella struttura ricreativa e, assistiti da dieci animatrici, hanno partecipato ad attività socio-aggregative, educative, sportive e di animazione.

Il villaggio è dotato di una grande piscina e di ampi spazi verdi, nei quali i bambini hanno potuto giocare e divertirsi in piena libertà godendo l’aria pura della campagna.

Nonostante le condizioni meteorologiche non sempre ottimali, i ragazzi si sono mostrati molto felici per l’opportunità che il Comune ha offerto loro.

Il sindaco – accompagnato dal consigliere comunale Carmine Munno – ha anche avuto occasione di visitare la struttura e ha assicurato il proprio impegno per l’organizzazione di altre iniziative per i ragazzi sammaritani e per le loro famiglie.

IL COMITATO NOTARILE E LA DIREZIONE REGIONALE DELLE ENTRATE INSIEME PER COOPERARE IN UNA INTESA

Ottimizzare i rapporti tra le Entrate ed i professionisti che prestano attività di assistenza, consulenza ed intermediazione in favore dei contribuenti. Sono questi i principali obiettivi dell’intesa - siglata oggi dal direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Enrico Sangermano, e dal presidente del Comitato Notarile della Regione Campania, Concetta De Vitto - che recepisce in Regione la collaborazione già sancita a livello nazionale. L’accordo prevede tavoli di confronto ad hoc e un canale di comunicazione per sviluppare una migliore cooperazione sul fronte della semplificazione degli adempimenti e per garantire ai notai la tempestiva conoscenza degli orientamenti dell’Agenzia.Durante gli incontri congiunti saranno esaminate ed affrontate problematiche fiscali di maggiore interesse e le questioni di carattere interpretativo ed applicativo, con possibilità di sottoporre all’attenzione degli Organi Centrali competenti le fattispecie di maggiore complessità.
“Con questo accordo - ha affermato il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Enrico Sangermano - confermiamo il forte impulso fornito alla collaborazione con gli ordini e le categorie professionali, al fine di garantire la corretta applicazione della normativa tributaria e semplificare gli adempimenti attraverso incontri periodici e la creazione di un canale di comunicazione diretto”.“Esprimo grande soddisfazione per questo protocollo - ha dichiarato il presidente del Comitato Notarile campano Concetta De Vitto - perché è la prima volta che viene siglata una intesa con la Direzione Regionale della Campania, fatto questo che rappresenta una tappa fondamentale nel rapporto tra istituzioni e cittadini, mediato proprio dai notai”.

MARCIANISE - CASERTAMBIENTE GESTIRA' IL SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI SOLIDI URBANI

Marcianise. La società Casertambiente gestirà il servizio di raccolta integrata dei rifiuti del Comune di Marcianise. Pienamente legittima ed immediatamente esecutiva risulta dunque l’ordinanza emanata a suo tempo dal sindaco Antonio Tartaglione. Soddisfatta, la locale fascia tricolore: “L’esito di questa vicenda attesta ancora una volta come la trasparenza delle azioni e la legalità degli atti compiuti siano i principi cardine su cui si basa, e deve continuare a basarsi, la mia amministrazione”.Questi i fatti. Dopo aver rescisso il rapporto con la ditta Ati jacta- Ecosystem, precedente gestore, all’inizio del mese luglio, il primo cittadino, aveva adottato un’ordinanza contingibile ed urgente con la quale affidava direttamente il servizio alla società Casertambiente.Dal canto suo, l’Ati Jacta- Ecosystem impugnava l’atto comunale dinanzi al Tar della Campania, ritenendo il nuovo gestore privo dei requisiti richiesti.Il Comune di Marcianise, difeso dall’avvocato Giuliano Agliata, e resistente al ricorso presentato, ha sostenuto la legittimità del provvedimento, in base all’art. 191 del D.lgs. 152/2006, che conferisce al Sindaco, “qualora si verifichino condizioni di urgente necessità, il potere di adottare ordinanze contingibili ed urgenti per il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti, anche in deroga alle disposizioni vigenti, pur garantendo un elevato livello di tutela della salute pubblica e dell’ambiente”.Con la sentenza del 27 luglio, il Tar ha dato ragione al Comune di Marcianise.

IL TRIBUNALE A SANTA MARIA CV E IL CAVALLO DI TROIA - DISLOCAZIONE DI ALCUNI UFFICI - ANCHE QUESTA E' UNA PROPOSTA SENZATA - PLAUSO ALL'AVVOCATO MICHELE D'AMBROSCA

Quando abbiamo vinto le elezioni eravamo sicuri di due cose: fermare quell’esercito di predatori che si trovano al sud dei regi lagni e le trappole che aveva lasciato la precedente amministrazione. Alcune di queste, le più evidenti, sono il tabacchificio e il tribunale. Queste due opere furono iniziate da Iodice e Giudicianni. Qualcuno ricorderà che Giudicianni insieme agli organismi di rappresentanza dell’avvocatura, portò il Presidente del tribunale in gita turistica nella città mostrandogli quello che voleva e così creò l’opportunità di trasferire alcuni uffici giudiziari nei capannoni di Pellino. Per un periodo di tempo spostarono l’attenzione sulla caserma Pica nascondendo alla città che aveva un vincolo delle belle arti. Nessuno della passata amministrazione segnalò che avevano la disponibilità dell’istituto Carissimi a via Tari, né dell’ex Mulino Buffolano, né dell’ex commissariato di polizia,né dell’ex Angiulli. L’attuale amministrazione non ha capito che i predatori che abbiamo fermato ma non scacciato, entrano con i capannoni di Pellino, usando lo stratagemma del cavallo di Troia. Questi capannoni non si fittavano né si vendevano ed erano fermi da quindici anni, ecco improvvisamente arrivare un contratto di fitto di € 80.000,00 al mese. Se facciamo due conti troviamo una miniera d’oro. La società amministrata dal Pellino compra i terreni senza pagare una lira, ma concede ai proprietari del terreno dei capannoni, quindi il costo è solo sulla costruzione,per il tutto, essendo dei prefabbricati in cemento compresso, avrà speso circa tre milioni di euro, l’amministrazione in nove anni ne pagherà nove milioni di euro e abbiamo creato un nuovo miliardario a spese della collettività. Il compito dell’attuale sindaco è quello di amministrare spendendo il meno possibile per non gravare di ulteriori tasse la collettività. Ebbene con questo contratto sarà costretto ad aumentare le tasse ai cittadini, togliendolo ai servizi sociali. L’aspetto commerciale è quello più nefasto per la città, difatti creando un polo commerciale con il capannone della Coop e per nove anni i commercianti dovranno chiudere e andare via dalla città. Ma veniamo alla dislocazione degli uffici giudiziari. Gli uffici da trasferire sono quelli ubicati nella caserma Mario Fiore per adeguarla all’arrivo del tribunale civile. Ebbene per quanto riguarda la polizia giudiziaria si tratta di cinque stanze che possono essere allocate nel palazzo dell’ex commissariato di polizia. Per quanto riguarda l’ufficio del giudice di sorveglianza può essere allocato nell’ex carcere Angiulli, dove già il ministero aveva previsto la sua dislocazione dieci anni addietro. Restano gli uffici del giudice di pace, per i quali abbiamo il Mulino Buffolano oppure l’istituto i Carissimi. Ebbene l’istituto dei Carissimi alla via Tari, in pieno centro storico, ha un parcheggio di circa 300 vetture, al primo piano vi sono oltre 30 aule, al piano terra dei saloni enormi che con una piccola spesa potevano essere adibiti alle funzioni di aule dibattimentali. Quindi la soluzione economica esiste, è fattibile e anche in breve tempo e non per un tempo di nove anni ma a tempo indeterminato. Tutti sanno che in Italia e in Europa arriverà nei prossimi anni una crisi economica che non lascerà spazio a nessuno, aumenterà la povertà e i disoccupati, allora perché qui andiamo in controtendenza e sperperiamo denaro pubblico per favorire una società già sotto la lente della giustizia? perché non si capisce da dove sono arrivati i capitali per la costruzione dei capannoni? è in atto un sequestro da parte della Procura sulle concessioni edilizie richieste per questi capannoni? Chi prospetta larvate minacce se non si fittano questi capannoni? Perché nello scegliere la sede dove allocare gli uffici, l’amministrazione comunale deve dipendere dai vari organismi giudiziari? Tutto quello che abbiamo fatto per quattro anni si è vanificato davanti alla prima trappola lasciata da Giudicianni e dall’attuale minoranza, perché sarebbe opportuno conoscere chi muove i fili e resta nell’ombra per ottenere quello che alla luce del sole non poteva ottenere.



avv. Michele D’Abrosca

GENTILMENTE OFFERTO DAL BLOG "IL POPOLO SAMMARITANO"

mercoledì 27 luglio 2011

ALLA FACCIA DEI PADANI E DEI LEGHISTI CHE NON HANNO IL MUSEO DELLA LIQUIRIZIA

Locali notturni e bar travestiti da stabilimenti balneari I controlli di Entrate e Siae in una “Notte in discoteca”

Per il Fisco stabilimenti balneari, in realtà, locali notturni alla moda. I funzionari dell’Agenzia delle Entrate e della Siae di Napoli, durante l’operazione congiunta “Notte in discoteca”, nelle serate di venerdì 15 e 22 luglio, hanno effettuato controlli sul litorale partenopeo e, in particolare, in tre locali molto in della movida estiva napoletana, spesso location di grandi eventi di richiamo giovanile.Un tuffo…in discoteca - Dai controlli è emerso che l’attività dichiarata come prevalente risultava essere quella di stabilimento balneare, senza che nessuna struttura per tale attività fosse presente. Obiettivo, evitare la presentazione degli studi di settore e omettere di dichiarare i redditi per l’attività di discoteca.I funzionari hanno appurato che tutta la spiaggia del litorale era posta sotto sequestro e, quindi, interdetta alla balneazione. In particolare, una società che esponeva in dichiarazione una perdita consistente per l’attività balneare - per la quale non veniva rinvenuta alcuna attrezzatura inerente - non dichiarava l’attività di discoteca che era, quindi, del tutto sconosciuta al Fisco. Dall’incrocio con i dati in possesso della Siae, si è constatato che i titolari avevano organizzato eventi anche nelle serate precedenti, senza dichiarare nulla. Inoltre, nelle salette dedicate ai privati sono state verificate ordinazioni senza emissione di regolare scontrino fiscale per importi dai 300 ai 500 euro . Presso il secondo locale si è constatata l’incongruenza dei dati forniti negli studi di settore, tra cui la mancata indicazione di due piscine. Il reddito dichiarato era riferito infatti al 100% all’attività di bar, mentre risultavano totalmente occultate l’attività di discoteca e quella prevalente di stabilimento balneare.Nel terzo controllo, infine, oltre alla verbalizzazione della presenza di un lavoratore in nero, è emersa l’esistenza di due contratti non registrati, stipulati per la gestione di attività di somministrazioni di bevande e di sorveglianza.Significativi i risultati dell’operazione: i nuclei ispettivi congiunti hanno rilevato irregolarità nella tenuta delle scritture contabili, numerose violazioni all’obbligo di emissione di scontrini e ricevute fiscali, incassi di gran lunga superiori a quelli registrati nelle serate precedenti. L’operazione ha permesso anche di acquisire elementi utili per gli studi di settore e, quindi, per la verifica della congruità dei ricavi dichiarati.

CASAL DI PRINCIPE - FURTI E RAPINE , I CARABINIERI FERMANO DUE PERSONE

Nella tarda serata di ieri 26 luglio 2011, in san cipriano d’aversa (ce), in via montale, i militari della locale stazione hanno tratto in arresto in flagranza di reato Cavaliere Antonio, nato a modena, il 19.10.1981, ivi residente, di fatto domiciliato in san cipriano d’aversa, celibe, operaio edile, censurato, poiche' si e’ reso responsabile di furto aggravato di energia elettrica. Nella circostanza i militari operanti, nel corso delle attività investigative tese a verificare allacci abusivi sulla rete erogatrice, accertavano, unitamente a tecnici della società enel, che il suddetto cavaliere aveva collegato l’impianto elettrico della propria villetta direttamente sulla rete enel riuscendo ad impedire la misurazione dell’energia consumata. L’arrestato giudicato nella mattinata odierna con rito direttissimo veniva condannato a 6 mesi di reclusione, pena sospesa.



Nella mattinata odierna in villa literno (ce), i militari della locale stazione, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di santa maria capua vetere (ce) – ufficio gip, hanno tratto in arresto il cittadino straniero Petrut Nicolae, nato in romania, il 05.12.1989, residente a villa literno. Il provvedimento e’ stato emesso a seguito di indagini condotte dai carabinieri di villa literno che hanno consentito di accertare che il predetto petrut in data 08 maggio u.s., in concorso con altri due complici, aveva perpetrato una rapina in danno di un connazionale al quale con violenza sulla persona aveva asportato un orologio. Per l’evento delittuoso il 12 maggio u.s. da parte degli operanti venne sottoposto a fermo di indiziato di delitto uno dei complici, il cittadino straniero lodina andrei vasile, nato in romania, il 18.11.1990. L’odierno arrestato, espletate le formalita’ di rito, e’ stato associato al carcere di santa maria capua vetere a disposizione dell’autorita’ giudiziaria.

IL SINDACO BIAGIO MARIA DI MURO SALE IN CATTEDRA PER RELAZIONARE SUL RECUPERO URBANO DELLA CITTA'

Il presidente del consiglio comunale, dato atto che la seduta di prima convocazione, fissata per il giorno 26 luglio 2011, è stata dichiarata deserta per mancanza di numero legale nel corso della seduta, convoca il consiglio comunale in seduta straordinaria urgente il giorno 28 luglio 2011, alle ore 18, in seconda convocazione, formulando il seguente ordine del giorno:
1) Rinnovo commissione per aggiornamento albi giudici popolari – biennio 2011-2013 (relatore il sindaco);

2) Criteri di nomina dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni (relatore il sindaco);

3) Accordo di programma per l’approvazione e la realizzazione del Programma di recupero urbano (Pru) nel Comune di Santa Maria Capua Vetere – provvedimenti (relatore il sindaco).

MISURA RESTRITTIVA DELLA LIBERTA' PERSONALE PER ELIO DIANA DEVE SCONTARE DUE ANNI E 11 MESI

Alle prime ore di stamane, agenti della squadra mobile di caserta, diretta dal vice questore Angelo Morabito, hanno tratto in arresto il noto pluripregiudicato Elio  Diana  di anni 52.L’uomo era infatti colpito da ordine di carcerazione emesso in data 20 luglio u.s. dalla procura generale presso la corte d’appello di napoli in quanto deve scontare anni 2 mesi 11 e giorni 12 di reclusione quale pena residua di precedente condanna ad anni 3 per riciclaggio aggravato dalle finalita’ mafiose di cui era stato riconosciuto colpevole dalla corte d’appello di napoli con sentenza emessa in data 09.12.2009 divenuta definitiva il 9.6.2011. Elio Diana , nel passato sottoposto per anni tre alla misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, e’ cognato di Francesco Schiavone francesco detto “Cicciariello”.
Dopo gli adempimenti di rito e’ stato associato presso la casa circondariale di S. Maria C.V..

IL SINDACO DI MURO E L’ASSESSORE TUDISCO INCONTRANO IL MAGISTRATO ANTICAMORRA MAGI



Il sindaco Biagio Di Muro e l’assessore alla Cultura Mario Tudisco hanno incontrato questa mattina, nella sede comunale di Palazzo Lucarelli, il magistrato Raffaello Magi, impegnato da anni in inchieste fondamentali per la lotta alla criminalità organizzata.Gli esponenti della giunta comunale hanno inteso in tal modo testimoniare la vicinanza e la stima dell’intera città di Santa Maria Capua Vetere per il lavoro e l’impegno di Magi e di tutta la magistratura per il perseguimento della giustizia e della legalità.Nel corso dell’incontro, Magi ha confermato al sindaco Di Muro e all’assessore Tudisco la sua partecipazione al comitato tecnico-scientifico che si insedierà a settembre e che lavorerà per l’organizzazione di eventi culturali in città.

Il giudice istruttore del processo Spartacus ha anche garantito il suo impegno a contribuire a un progetto sulla legalità da realizzarsi nelle scuole a partire dal prossimo anno scolastico, progetto che vedrà coinvolti anche altri magistrati (tra i quali Raffaele Cantone).

“L’esecutivo cittadino – hanno dichiarato Di Muro e Tudisco – vuole ringraziare pubblicamente il magistrato Raffaello Magi e i tanti suoi colleghi da anni impegnati in inchieste difficili e importanti per la lotta alla criminalità organizzata e per il ristabilimento di condizioni di legalità nel nostro territorio. In particolare, ci onora l’annunciata collaborazione di Magi ai progetti sulla legalità e sulla cultura che il Comune intende mettere in cantiere al più presto”.

Nell’occasione, il sindaco e l’assessore hanno donato al magistrato un libro storico sull’antica via Appia, uno stemma della città e una ceramica raffigurante la Pacchiana con l’abito tradizionale sammaritano.

lunedì 25 luglio 2011

Fissata dal Gip l'udienza per l'incidente probatorio. Saranno sottoposti al test del Dna gli indagati per l'omicidio di Serena Mollicone. Gli indiziati di Teano ( padre e figlio ) si difendono:”Siamo innocenti”. ,

Cassino – ( dal nostro inviato Ferdinando Terlizzi ) – E’ stato fissato per mercoledì, 27 luglio, l’incidente probatorio chiesto dal Procuratore Capo del Tribunale di Cassino Mario Mercone, “per l’espletamento della perizia specialistica medico legale di natura genetica per l'accertamento dei profili genetici rintracciabili sugli indumenti indossati dalla vittima Serena Mollicone”. Un atto discusso e ricercato, soprattutto dalle difese. Ma spesso, come in questo caso anche dalla pubblica accusa.

Intanto mercoledì si conoscerà anche la facoltà universitaria che affiancherà i Ris nelle operazioni di prelievo e comparazione. Oggi si cerca di sfruttare le nuove tecniche di investigazione ( certamente più sofisticate di quelle del 2001 ) e spesso ci si rivolge ad Istituti di genetica medica che dispongono dei mezzi idonei per chiarire dubbi di tracce anatomiche o ematiche o di altro genere. Il tutto potrebbe iniziare dal sacchetto di cellofan del supermercato Eurospin che – si presume – abbia soffocato la povera ragazza.

Per “incidente”, nel linguaggio processuale, si intende qualunque evento che interrompa il regolare svolgimento del procedimento; “probatorio”, attinente alla prova, che ha valore di prova. Si tratta, pertanto, di un meccanismo di assunzione di un prova durante la fase delle indagini preliminari. Ricordiamo che il procedimento penale si articola, schematicamente, in tre fasi: a) indagini preliminari; b) udienza preliminare; c) dibattimento. Durante la prima fase, quella, appunto, delle indagini preliminari, i soggetti legittimati (p.m., persona sottoposta alle indagini, persona offesa) possono chiedere al Giudice per le indagini preliminari (Gip) che si proceda con incidente probatorio.

Ma il “caso” di Serena Mollicone è un libro aperto ad ogni ipotesi. “Non ci si dimentichi che si potevano evitare dieci anni di stallo investigativo-giudiziario sulla morte della ragazza e 17 mesi di ingiusto carcere al carrozziere Carmine Belli” - dice il criminologo Carmelo Lavorino, ( noto criminalista che insegna al Formed di Caserta e faceva parte della difesa del Belli che ha anche scritto un libro “Il delitto di Arce”).

“Con molto ritardo - prosegue Lavorino - si comincia a fare luce sull’assassinio di Serena Mollicone, tentando d'illuminare la foresta nera dei poteri occulti e delle strane connivenze. Ancora una volta risultano determinanti l'armonia delle scienze criminalistiche, crimonologiche e investigative e l'analisi seria e scientifica della scena del crimine, delle tracce criminali e del profilo criminale del soggetto ignoto. Auguriamoci che le tracce biologiche repertate e decodificate sugli indumenti della vittima appartengano all'assassino o ai suoi complici. Ricordo che all’interno del nastro adesivo che legava e stringeva le gambe di Serena vennero repertati due frammenti di impronte digitali, indicati come reperti 15.a e 15.b, di cui uno con ben dodici punti caratteristici: dodici punti non sono certezza di compatibilità assoluta, ma sono un ottimo indizio investigativo”.

“Ora è giunto il momento – ha concluso Carmelo Lavorino - “di chiedere definitivamente scusa a Carmine Belli, il carrozziere di Arce che venne ingiustamente sospettato e incarcerato del delitto, che venne assolto in primo grado, in appello e in cassazione grazie alle attività del sottoscritto, del CESCRIN, dei consulenti dott. Enrico Delli Compagni, Marco Lilli, Giusy Ruffo e Dante Davalli ed ai legali Avv.ti Silvana Cristofaro, Romano Misserville (primo grado) ed Eduardo Rotondi (appello e cassazione). A suo tempo proponemmo un profilo criminale dell’ignoto autore dell’omicidio che ne definiva sia le caratteristiche di possibilità, di opportunità, di conoscenza dei luoghi e della vittima e di capacità; sia le caratteristiche psicologiche, comportamentali, tecniche, organizzative, logistiche ed esecutive per fare quello che a Serena venne fatto: cattura, morte, trasporto, ferocia imbalsamatoria, composizone del corpo e della scena; sia gli scenari omicidiari con movente, intento primario, contesto, territorio e circostanze. Finalmente gli inquirenti hanno deciso di sbucciare le bucce mai sbucciate”.

Due sono – finora - i fronti dell’ipotesi accusatoria della Procura di Cassino, quello dell'ex maresciallo, Franco Mottola, con suo figlio Marco ( ora vivono a Teano, il figlio ha una attività commerciale in Provincia di Caserta ) e il carabiniere Francesco Suprano e l'altro, dove c'è l'ex fidanzato, Michele Fioretti e sua madre, Rosina Partigianoni.

C'è poi un ignoto, fra le persone indicate nel registro degli indagati; non è esclusa la presenza di una sesta persona, dunque. E’ il mistero sul quale, in questi giorni, si concentrano le maggiori attenzioni. Appartiene all'Arma? Si chiedono in molti? Ha una attinenza con il profilo del brigadiere dei carabinieri, Santino Tuzi, morto suicida nel 2008? E ancora l’attento esame da parte della Procura delle due lettere anonime arrivate nei giorni scorsi alla redazione di un giornale locale da parte di un “corvo” che pare molto informato, sia sulla dinamica del delitto, che sulla tecnica di investigazione.



“Sono esterrefatto, sbigottito”. Con queste parole il carabiniere Francesco Suprano (difeso dagli avvocati Emiliano Germani e Eduardo Rotondi, quest’ultimo già difensore del Belli) ha voluto esprimere il suo profondo sconcerto e disappunto alla luce della sua iscrizione nel registro degli indagati per l’omicidio di Serena Mollicone. Anche l’ex maresciallo Franco Mottola e suo figlio Marco, respingono

con veemenza l’odiosa accusa e sono disponibili a sottoporsi a qualsiasi indagine per fugare ogni dubbio sul loro coinvolgimento in questa orribile e squallida vicenda.



sabato 23 luglio 2011

PRIMA BOZZA DELLA COSTITUZIONE - L'ONOREVOLE ANTONIO PALMIERI CI SPIEGA IL PERCHE'

Caro Prospero,

oggi il Consiglio dei Ministri ha licenziato la prima bozza della riforma della Costituzione, che prevede tra le altre cose il rafforzamento dei poteri del Presidente del Consiglio, il Senato federale e il dimezzamento del numero dei parlamentari. Il 4 settembre ci sarà il varo definitivo del testo che poi andrà al voto di Camera e Senato.Questa riforma si unisce al disegno di legge di riforma del fisco e a quello della giustizia, che il governo ha varato nelle settimane scorse e completa il trittico delle grandi riforme indicate dal presidente Berlusconi come l'obiettivo della parte finale della legislatura.Queste riforme si uniscono a quelle già in essere e in via di completamento: scuola, università, federalismo fiscale, pubblica amministrazione e servizi on line, pensioni, giustizia civile, codice antimafia, codice del turismo. A questo sommario elenco vanno aggiunte tutte le misure anticrisi messe in campo per le famiglie, i lavoratori e le imprese.e, fondametale, la messa in sicurezza dei conti pubblici fatta in questi quattro anni di crisi e senza la quale il nostro paese avrebbe rischiato il fallimento.Anche sul versante dei costi della politica il governo ha fatto la sua parte, tagliando del 20% il numero dei consiglieri comunali provinciali, degli assessori comunali e provinciali, azzerando i consiglieri di circoscrizione nei comuni e riducendoli del 20% nelle grandi città. Inoltre è stato tagliato del 30% il finanziamento pubblico ai partiti, del 10% lo stipendio dei ministri, di 1.000 euro al mese quello dei parlamentari. Nuove misure sono contenute nella manovra anticrisi appena approvata, altre ne arriveranno da Camera e Senato prima della pausa estiva e altre ancora sono contenute nella bozza di riforma costituzionale approvata oggi.In definitiva, possiamo essere soddisfatti di quanto realizzato finora. Non abbiamo fatto tutto quello che avremmo voluto fare ma abbiamo fatto tutto quello che era possibile nelle condizioni economiche e politiche nelle quali ci troviamo a governare, come ha ricordato il segretario politico del PDL Angelino Alfano lo scroso primo luglio. E andiamo avanti...

Grazie per l'attenzione.

on. Antonio Palmieri

responsabile internet PDL

mercoledì 20 luglio 2011

SANTA MARIA CV - QUATTRO ARRESTI A SANTA MARIA CAPUA VETERE DA PARTE DEI CARABINIERI

Nella tarda mattinata odierna i Carabinieri della compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno tratto in arresto quattro uomini per i seguenti reati:
I militari della stazione di Macerata Campania hanno arrestato su ordine di carcerazione Mazzeo Manuel cl.’87, residente a recale responsabile del reato di rapina aggravata in concorso.

Il provvedimento restrittivo e’ scaturito a seguito della condanna inflitta per il reato di rapina continuata in concorso che il Mezzero commise il 6 agosto del 2008 nei comuni di carinaro (ce), santa maria capua vetere (ce) e caserta.

L’arrestato dovra’ scontare una pena di due anni e 10 mesi di carcere.
I militari della stazione di marcianise hanno invece eseguito un ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di:

- Del Villano Massimo Biagio cl.’68 residente a San Cipriano di Aversa;

- Simoncelli Cristian cl.’86 residente a castel volturno.

Provvedimento restrittivo e’ scaturito da una certosina attivita’ investigativa condotta dalla citata stazione cc a seguito della quale sono stati acclarati reiterati episodi di richieste estorsive commesse dai predetti Simoncelli e Del Villano nei confronti di un titolare di un’officina sita in marcianise costretto, mediante minacce con cui i citati estorsori millantavano di essere affilliati al clan camorristico dei “casalesi” - fazione zagaria, a versare illecitamente a loro favore la somma complessiva di euro 1.540,00.
I militari dell’aliquota operativa nel primo pomeriggio odierno arrestavano in flagranza del reato di spaccio Martino Pappacena cl. ’91 e residente in santa maria capua vetere.
Predetto pappacena mentre si trovava in Casapulla lungo la via domenico sbarra, alla vista dei militari operanti, tentava di disfarsi di un sacchetto di colore nero contenente due pacchetti di sigarette nei quali vi erano occultati gr. 48,70 di sostanza stupefacente tipo “hashish”.
Tutti gli arrestati sono stati associati al carcere di santa maria capua vetere.

“Caserta: La Polizia sequestra beni per circa 6 milioni di euro ad un ex dipendente del Comune di Sessa Aurunca, contiguo alla famiglia camorristica degli Esposito, denominata dei “Muzzoni

Personale della Sezione Accertamenti Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Caserta, collaborato da unità del Commissariato di P.S. di Sessa Aurunca, ha dato esecuzione al Provvedimento di sequestro emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di S.Maria C.V., nei confronti di DI MARCO Arturo, di anni 55, da Sessa Aurunca (Ce). Nella circostanza, sono stati sequestrati i seguenti beni immobili e mobili registrati, aventi un valore stimato di circa 6 milioni di euro:

Fabbricati con garages siti in Sessa Aurunca alla via S. Agata;

Locale sito in Sessa Aurunca alla via S.Domenico;

Terreni siti in agro di Sorbello di Sessa Aurunca;

Appartamenti, con garages e cantinole siti in Sessa Aurunca,;

Appartamento ad uso ufficio e negozi siti in Sessa Aurunca;

Autovetture: Smart City, Fiat Punto e Honda CR-V 2.2



Il DI MARCO Arturo, gravato da precedenti polizia per tentata estorsione aggravata ai sensi della normativa antimafia, nonché Sorvegliato Speciale della P.S. con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, è considerato elemento di elevata pericolosità sociale in quanto ritenuto contiguo all’organizzazione criminale degli Esposito denominata dei “Muzzoni”, operante in questa Provincia ed in particolare nel territorio del comune di Sessa Aurunca e zone limitrofe, con interessi economici anche in altre province del territorio nazionale. Lo stesso, già impiegato del Comune di Sessa Aurunca, presso cui prestava servizio dal 1980, a seguito delle vicende giudiziarie che lo hanno interessato, prima veniva rimosso “per motivi di opportunità” dall’Ufficio Tecnico del Comune di Sessa Aurunca ed assegnato all’Ufficio Tributi dello stesso ente, poi, nel Luglio del 2008, veniva licenziato.



















NAPOLI - ESTORSIONE AD ENERAMBIENTE SPA FERMATI UN AVVOCATO E DIRETTORE OPERATIVO

In data odierna 20.7.11 questa Procura ha provveduto all' esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari a carico di Giovanni Faggiano   nato a Brindisi il 24 aprile 1959 (sottoposto alla custodia in carcere) e Corrado Cigliano  nato a Napoli il 2/1/1964 (sottoposto agli arresti domiciliari) per i delitti di estorsione e corruzione commessi nelle rispettive qualità di amministratore delegato e direttore operativo di SLIA Spa e ENERAMBIENTE Spa, società incaricate della raccolta di rifiuti soldi urbani nella città di Napoli da parte di Asia S.p.A, a sua volta società in house del comune di Napoli . Le indagini, svolte dalla DIGOS di Napoli e dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli sotto la direzione di questo Ufficio, hanno consentito di accertare che sia il Faggiano che il Cigliano, nelle loro qualità, hanno costretto i responsabili delle cooperative San Marco e Davideco (incaricate di fornire la forza lavoro necessaria per l'attività di raccolta e trasporto dei rifiuti) a versare loro ingenti somme di denaro, non dovute, per assicurarsi la prosecuzione del rapporto con Enerambiente SPA; somme che in parte venivano poi destinate anche alla corruzione di pubblici ufficiali allo stato in corso di identificazione, il cui coinvolgimento era finalizzato altresì al mancato controllo della regolarità di esecuzione dell'appalto. Ancora, gli arrestati costringevano le cooperative ad assumere lavoratori da essi stessi indicati in apposite liste.Sono state contestualmente eseguite perquisizioni domiciliari presso lo studio dell'Avv.FAGGIANO e di altri indagati nel presente procedimento, nonché sequestrati numerosi conti correnti bancari.

UFFICI GIUDIZIARI, LA PRECISAZIONE DEL SINDACO:“POLEMICA ASSURDA, L’INCOERENZA TRIONFA”

“Quella sui canoni di affitto per gli uffici giudiziari e sulla loro sistemazione provvisoria in via Mario Fiore e via Galatina è una polemica strumentale e priva di contenuto. Si tratta di un’autentica mistificazione della realtà, con la quale esponenti dell’attuale opposizione attaccano l’amministrazione (con armi davvero spuntate) per avere un po’ di visibilità. Costoro fingono di dimenticare che, quando erano in maggioranza, hanno partecipato e approvato un iter procedurale del quale le scelte di questi giorni sono una diretta conseguenza”.

E’ quanto afferma Biagio Di Muro, sindaco di Santa Maria Capua Vetere, che chiarisce: “L’esigenza di una sistemazione urgente per gli uffici giudiziari risulta da atti ufficiali inequivocabili, con i quali la commissione di manutenzione, la precedente giunta e successivamente il commissario straordinario hanno stabilito la dislocazione di una parte delle strutture nei locali di via Mario Fiore e in quelli di via Galatina (località Grattapulci). Ricordo a chi se ne fosse dimenticato che la vecchia amministrazione, della quale facevano parte molti consiglieri dell’attuale opposizione, aveva addirittura proposto di utilizzare lo stabilimento ex Italtel per le sedi giudiziarie e che tale ipotesi fu prontamente bocciata dal commissario straordinario, prefetto Luigi Pizzi, per evidenti ragioni tecniche. Ragioni alle quali ne aggiungo due di natura politica: proprio in questi giorni, il consiglio comunale all’unanimità ha approvato un ordine del giorno in cui si impegna il sindaco a fare di tutto per salvaguardare la destinazione produttiva dell’area ex Italtel, documento approvato e sottoscritto anche da quegli stessi consiglieri che avevano invece pensato a tutt’altro futuro per quella zona, altro che rilancio industriale! La seconda considerazione riguarda la posizione geografica: veniamo accusati di portare gli uffici giudiziari fuori dal centro, ma è evidente a tutti che l’area ex Italtel è ben più decentrata rispetto a quella individuata (dal commissario straordinario) in via Galatina”.

Il sindaco ribadisce che questa soluzione (comunque provvisoria), oltre a rimediare all’emergenza strutturale, “offre la possibilità all’amministrazione di programmare una sistemazione definitiva e adeguata alle esigenze di un tribunale e di una procura che sono tra i più importanti in Italia e che meritano una sede funzionale e consona al decoro della magistratura e dell’avvocatura”.

Quanto ai canoni di locazione, Di Muro – ricordando che l’individuazione dei locali deriva da una decisione del prefetto Pizzi di fine marzo – sottolinea che “la quantificazione del costo di affitto è stata fatta attenendosi scrupolosamente alle valutazioni dell’Agenzia del Territorio di Caserta” e che “quelle cifre si riferiscono a superfici di circa 1.100 metri quadrati coperti più 250 di corte (via Mario Fiore) e di circa 4.800 metri quadrati coperti più 2.400 di depositi e 5.000 di parcheggio (via Galatina)”.

Sulla base di queste valutazioni, il commissario straordinario aveva anche iscritto le relative somme nel bilancio approvato a fine maggio, sulla base del quale il dirigente del settore ha potuto stipulare i contratti preliminari con i locatari.

“A questo proposito – conclude il sindaco – preciso che i contratti non comportano alcun onere aggiuntivo in capo al Comune, se non il pagamento dei relativi canoni. Saranno i proprietari degli immobili a effettuare i lavori per l’adeguamento, a seguito dei quali (se saranno state rispettate tutte le indicazioni) sarà stipulato il contratto definitivo. Devo anche aggiungere che questo balletto delle cifre è davvero stucchevole: si parla di dieci milioni di euro in dieci anni, ma non si ricorda che questa cifra sarà solo anticipata dal Comune e che sarà quasi interamente rimborsata dal ministero della Giustizia. Lo stesso ministero, se avesse ravvisato l’inadeguatezza della soluzione proposta, lo avrebbe manifestato nelle sedi opportune tempestivamente. In definitiva, sulle casse comunali graverà una spesa irrisoria e sfido chiunque a sostenere che un minimo sforzo finanziario non valga la presenza del tribunale a Santa Maria Capua Vetere. Se poi c’è qualcuno che vuole fare un favore a Caserta, regalando al capoluogo le sedi giudiziarie, non ha che da farsi avanti, assumendosi pubblicamente la responsabilità politica di quello che dice. Sarei davvero curioso di sentire le sue giustificazioni ai commercianti e ai cittadini sammaritani”.

SANTA MARIA CV - ADESSO SI FA SUL SERIO - C'E' LA RICHIESTA PER LA RIUNIONE DI MAGGIORANZA

Le voci che si susseguono in questi giorni ed i mormorii che si odono nelle stanze del comune ed in tutta la città, impongono che si faccia chiarezza, una volta per tutte, sulla questione trasferimento di alcuni uffici Giudiziari.

La battaglia di legalità che abbiamo combattuto per quattro anni, gli impegni presi in campagna elettorale e la necessità di evitare altri sprechi di danaro pubblico, impongono una seria riflessione sulla problematica in oggetto ed una valutazione di altre possibilità di dislocazione degli uffici giudiziari in stabili di proprietà comunale ricadenti nella zona storica della città.

Pertanto il sottoscritto chiede che si tenga, con urgenza, una riunione di maggioranza con la presenza dei tecnici comunali per discutere di quanto sopra e della conformità alle norme urbanistiche per la costruzione degli immobili in via Mario Fiore e di via Grattapulci.



Santa Maria Capua Vetere, 20.7.2011



Gaetano Rauso

martedì 19 luglio 2011

Operazione “GOMORRAH 2” LE GRIFFE FALSE FANNO SCATTARE LE MANETTE A DUE BOSS REA E PASCARELLA

E’ in corso di esecuzione una vasta attività di contrasto alla contraffazione da parte degli uomini della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli e dello SCICO di Roma, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

L’Operazione denominata GOMORRAH 2 rappresenta la naturale prosecuzione dell’Operazione GOMORRAH, nell’ambito della quale il G.I.P. presso il Tribunale di Napoli nel mese di maggio 2010 aveva disposto la custodia cautelare, in carcere ed agli arresti domiciliari, nei confronti di 9 persone, facenti parte del c.d. Gruppo CASTELLANO, ed il sequestro preventivo, ai sensi degli artt. 321 c.p.p. e 474 bis c.p., dei beni utilizzati per la commissione dei reati di contraffazione e, ai sensi degli artt. 321 c.p.p. e 12 sexies della L. 356/92, dei beni immobili e mobili e dei rapporti finanziari nella disponibilità degli indagati, per un valore complessivo di beni sequestrati di oltre 9 milioni di euro.

L’indagine era iniziata nel 2009 su sollecitazione dell’Ufficio di EUROJUST e sulla base delle risultanze di un’analisi conoscitiva del fenomeno condotta dall’Unità EUROPOL AWF Copy, che aveva raccolto una serie di segnalazioni provenienti da molti Stati dell’Unione Europea sulla massiccia distribuzione, anche in Italia, di prodotti elettroutensili e di alta tecnologia, provenienti dalla Cina, recanti marchi falsi e risultati pericolosi per la salute dei cittadini.

All’esito dell’intensa attività di coordinamento avvenuta in sede EUROJUST si conveniva di procedere alle investigazioni necessarie in maniera concordata tra le Autorità Giudiziarie Europee interessate dal fenomeno, compresa quella italiana, con la trasmissione vicendevole degli elementi investigativi ritenuti utili, secondo quanto previsto dall’art. 18 comma IV della Convenzione ONU contro la criminalità organizzata transnazionale.

In tale contesto, la D.D.A. di Napoli, in rappresentanza dell’Italia, avviava un costante scambio di informazioni con le Autorità giudiziarie degli altri Paesi membri di EUROJUST, in particolare Francia, Germania e Spagna, che eseguivano nei rispettivi Stati numerosi arresti e sequestri di merce.

Nel procedimento penale avviato presso la D.D.A. di Napoli si analizzava l’ipotesi investigativa legata all’esistenza di un’organizzazione internazionale, probabilmente legata alla camorra, con base in Napoli e dedita all’importazione dalla Cina ed alla commercializzazione, in numerosi Stati Europei, in Australia ed in altri Paesi, di vari prodotti contraffatti. L’attività portava inizialmente all’esecuzione di o.c.c. personali e reali a carico del gruppo Castellano ed all’esecuzione, praticamente congiunta in nove Paesi dell’Unione Europea, di azioni comuni con perquisizioni e sequestri.

L’indagine si sviluppava in seguito su una serie di tronconi, tra cui l’ultimo, ancora in corso, relativo al c.d. gruppo REA, costituito da soggetti italiani operanti in Italia e Spagna, dedito all’illecita importazione e successiva commercializzazione in Italia ed in Europa di prodotti elettroutensili recanti marchi contraffatti e non conformi alla normativa comunitaria e nazionale in materia di sicurezza.

In tale contesto, grazie alle indicazioni dell’A.G. italiana in sede EUROJUST, venivano coinvolti gli investigatori spagnoli, con cui si instaurava un fitto coordinamento investigativo.



Nella giornata di mercoledì 13 luglio 2011, nell’ambito di una vasta attività di polizia, denominata Leatherface, diretta dall’Autorità Giudiziaria spagnola di Malaga, condotta in Spagna dalla Guardia Civil di Madrid, sono stati arrestati, tra gli altri, gli italiani Giulio REA e Vittorio PASCARELLA, indagati in quel Paese per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e alla falsificazione e sono state eseguite numerose perquisizioni e sequestri.

Sulla scorta di quanto comunicato dall’Autorità Giudiziaria spagnola ed alla luce dei numerosi elementi già emersi nel corso delle indagini parallelamente condotte in Italia, non ancora concluse, la D.D.A. di Napoli ha emesso 12 decreti di perquisizione per i reati di associazione per delinquere e contraffazione (artt. 473 e 474 c.p.).

Nella mattinata odierna, i finanzieri del G.I.C.O. di Napoli e dello S.C.I.C.O. di Roma hanno eseguito le perquisizioni nei comuni di Arzano (NA), Ottaviano (NA), Casandrino (NA), San Felice a Cancello (CE), Santa Maria a Vico (CE), Locorotondo (BA) e Tivoli (RM). Le perquisizioni sono state eseguite nei confronti di 8 persone fisiche (6 italiane e 2 dell’Est Europa) e 4 società.

Tra i principali soggetti perquisiti si segnalano le abitazioni dei fratelli REA Giulio (detenuto in Spagna) e Michele (giunto in Spagna per dare aiuto al fratello arrestato) e Santolo.

Presso un’unità locale non dichiarata di Arzano (NA) della società “CONFEZIONE RGA S.r.l. Unipersonale”, rappresentata da REA Santolo, è stato eseguito il sequestro di documentazione utile alle indagini e di circa 300 articoli (motoseghe, martelli pneumatici, cassette utensili, generatori elettrici e scuotitori meccanici) sprovvisti della dichiarazione e certificazione di conformità alla Direttiva europea in materia di sicurezza dei prodotti.







Presso i medesimi locali e la sede legale, anch’essa di Arzano (NA), della suddetta società venivano altresì rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 73.000 capi di abbigliamento per uomo (abiti completi, giacche, giacconi, cappotti e giubbini) e circa 89.000 accessori (bottoni, cerniere ed etichette recanti la scritta “Made in Italy), destinati alla commercializzazione in violazione della normativa nazionale sulla tutela del Made in Italy, introdotta dall’art. 4, comma 49, della Legge 350/2003, che prevede l’applicazione delle pene previste dal reato di cui all’art. 517 c.p. (Vendita di prodotti industriali con segni mendaci).

I capi di abbigliamento ed i relativi accessori, per un valore complessivo di mercato di circa un milione di euro, recavano marchi italiani non noti e la stampigliatura Made in Italy sebbene fossero provenienti dalla Cina, come provato dalle etichette originali che riportavano, su due righe, la scritta “Made in China Italy Style”, in seguito modificate, con un abile artifizio, tagliando sul lato destro le parole “China” e “Style”; in tal modo facendo risultare la scritta “Made in Italy”.

Discarica Maruzzella, Di Muro e Scirocco:Attacchi intollerabili al territorio casertano”

Sulle proteste degli amministratori locali contro lo sversamento di rifiuti provenienti da Napoli nella discarica Maruzzella, si registra la dichiarazione del sindaco Biagio Di Muro e del vicesindaco Antonio Scirocco: “Non possiamo consentire un così palese attacco al territorio casertano, con tutto quel che ne consegue in termini di tutela della salute pubblica. La nostra protesta continuerà e ci appelliamo alla cittadinanza perché si renda parte attiva delle dimostrazioni atte a sollecitare una maggiore attenzione del governo regionale nei confronti della provincia di Caserta”.

FINMEK SANTA MARIA CAPUA VETERE SI APRE UN SPIRAGLIO

Il consiglio comunale di Santa Maria Capua Vetere, riunitosi lunedì 18 luglio in seduta aperta, ha approvato all’unanimità il seguente ordine del giorno:
“Premesso che:

- risulta evidente, oltre che drammatica, la situazione del lavoro in provincia di Caserta e in particolare nel comune di Santa Maria Capua Vetere;

- in tale contesto, è stata sollecitata una pubblica e aperta discussione della questione riguardante la Finmek (ex Italtel), interessata originariamente al noto accordo di programma che avrebbe dovuto riguardare il rilancio del polo informatico e delle comunicazioni in provincia di Caserta (comuni di Santa Maria Capua Vetere, San Marco Evangelista, Marcianise), accordo di programma purtroppo oggi a serio rischio per carenza di risorse;

- la discussione su tali aspetti è stata approfondita nel consiglio comunale aperto svoltosi in data odierna alla presenza dei rappresentanti sindacali delle segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm;

- all’esito della discussione, cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali, è emersa la ineludibile esigenza di difendere nella maniera più forte possibile i livelli occupazionali esistenti e il relativo sostegno al reddito attraverso la proroga del commissariamento della Finmek, attualmente sottoposta alla procedura ex lege Marzano, cui accede la proroga dei relativi ammortizzatori sociali;

- si rende pertanto necessario impedire la messa in liquidazione della società, attivando ogni utile iniziativa politica, che, al di là delle vicende tecniche e di competenza, possa fornire risposta solutiva al problema.
Rilevato che:

- la gravità della situazione richiede interventi immediati atti a scongiurare la paventata messa in liquidazione, che chiuderebbe ogni possibilità di accedere anche all’accordo di programma;

- in tale contesto, l’impegno politico di tutte le forze presenti sul territorio è l’unica seria possibilità di riaprire il tema di discussione;

- tale iniziativa deve essere estesa a tutte le altre comunità e territori interessati alle medesime problematiche;

- si rende pertanto indispensabile una concertazione di tutti i livelli istituzionali del territorio e oltre.



Evidenziata la disponibilità di questa amministrazione a porre in essere ogni iniziativa e ad attivare ogni legittimo intervento al fine di incentivare e agevolare l’iniziativa imprenditoriale pubblica e privata finalizzata al superamento della crisi industriale e del lavoro e all’attivazione di iniziative tendenti alla creazione di opportunità di lavoro e di sviluppo, mediante agevolazioni, benefici e concessioni consentite nel vigente quadro normativo.
Il consiglio comunale impegna il sindaco e la giunta comunale a:

1) istituire un tavolo permanente tra Comune, Provincia, Regione, forze sociali e imprenditoriali finalizzato al monitoraggio delle grave crisi occupazionale e industriale del nostro territorio, con il preciso obiettivo di individuare proposte concrete per superare il delicato momento congiunturale;

2) attuare ogni iniziativa utile, ivi compresa la previsione di incentivi tesi al recupero industriale e lavorativo, come indicato in premessa;

3) investire la Provincia di Caserta e la Regione Campania affinché nell’unità di crisi vengano prioritariamente affrontati i problemi industriali di quelle realtà maggiormente a rischio, quale quella in esame;

4) valutare la concreta possibilità di inibire modifiche alla destinazione dell’area interessata (denominata ex Italtel) nel rispetto della normativa in materia;

5) fissare un incontro ad horas presso il Ministero per acquisire notizie concrete sullo stato attuale della vertenza e per bloccare la suddetta procedura di liquidazione;

6) ribadire la necessità di un globale intervento politico di tutte le forze politiche e istituzionali, al fine di bloccare la liquidazione dell’azienda e di recuperare, di conseguenza, le provvidenze e gli ammortizzatori sociali richiamati in premessa”.

CESA - ALLE ELEZIONI DEL NUOVO SEGRETARIO CITTADINO DEL PD HANNO VOTATO IL 70 PER CENTO DEGLI ISCRITTI

Cesa. “Nonostante il periodo non certo consono per un congresso politico e per svolgere le elezioni per la scelta del segretario provinciale credo che il voto espresso dagli iscritti abbia rappresentato un segnale positivo di partecipazione”.

Il segretario del PD di Cesa Enzo Guida esprime soddisfazione per lo svolgimento, a livello locale, delle procedure di voto per l’elezione del congresso provinciale.

“Hanno preso parte al voto circa il 70% degli iscritti, dunque possiamo dire di aver espresso una buona affluenza. Ringrazio per aver svolto il compito di garante in modo ottimale il consigliere provinciale Giuseppe Fiorillo, coadiuvato nell’attività da Luigi Alma”.

I risultati hanno premiato la lista a sostegno della candidatura di Dario Abbate che ha raccolto 35 voti, eleggendo 3 delegati, vale a Luigi Oliva, Gabriella Dell’Omo e Franco Marino.

L’altra lista, a sostegno della candidatura di Enrico Tresca, ha ottenuto 26 preferenze eleggendo 2 delegati, l’ex segretario Gino Parisini e Erika Alma.

“Faccio i miei auguri al nuovo segretario provinciale Dario Abbate- aggiunge Guida- sperando che insieme si possa costruire il PD, partendo dal basso, tenendo ben presente l’azione quotidiana dei circolo e quindi i problemi del territorio. Appena possibile chiederemo un incontro con il neo eletto, al fine di poter esprimere le nostre esigenze, le nostre prospettive nonché le aspirazioni di un circolo importante come il nostro”.

“Infine – conclude Guida - ringrazio i presentatori delle due liste, il vice sindaco Antimo Dell’Omo sostenitore della lista a favore di Abbate, e Gino Parisini, sostenitore della lista Tresca, per la correttezza con cui hanno affrontato questa competizione”.

Esprime soddisfazione per l’esito della consultazione anche il vicesindaco Antimo Dell’Omo, presentatore della lista a sostegno di Dario Abbate: “In linea con quello che ritengo essere lo spirito autentico del Pd, abbiamo assistito ad una serena consultazione ad alto tasso di partecipazione – ha dichiarato Dell’Omo -; l’affermazione della lista a sostegno di Dario Abbate premia il lavoro di un gruppo accomunato da una identica visione della politica, delle sue finalità e dei valori che ritiene non negoziabili. Auguro al neo segretario provinciale buon lavoro con la certezza che saprà rinvigorire e valorizzare le tante energie e capacità di cui abbonda il Pd nella nostra provincia”.

lunedì 18 luglio 2011

PROCESSO A NICOLA COSENTINO – COLPO DI SCENA AL “PROCESSO ITALIANO”. NEL 2002 NELL’AFFAIRE RIFIUTI AGIVA UNA VERA E PROPRIA CONSORTERIA POLITICA FORMATA ANCHE DA ALTRI PERSONAGGI POLITICI DI OPPOSTA FAZIONE

Non c’è dubbio e come abbiamo scritto qualche mese fa, il processo a Nicola Cosentino, è una partita a scacchi in piena regola . Stamattina davanti al collegio presieduto dal Dottor Guglielmi si è svolta l’udienza a carico dell’ex sottosegretario al ministero dell’Economia e Finanze Nicola Cosentino, assistito dagli avvocati difensori DE Caro e montone c’è stato un colpo di scena giudiziario cittadino. Il capitano Starace dei carabinieri del Noe chiamato a deporre dal magistrato titolare dell’inchiesta Alessandro Milita ora in servizio ad Udine , ma all’epoca dei fatti presso il comando di Roma titolare dell’indagine, ha reso edotto i presenti sulle varie intercettazione telefoniche che sono state allegate all’informativa di reato ed inviata alla direzione distrettuale antimafia di Napoli. Fra queste anche una telefonata avvenuta fra l’ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Enzo Iodice e il sub commissario Giulio Facchi raggiunto poi da ordinanze di custodia cautelare della procura di napoli . L’intercettazione si basava soprattutto su un colloquio dove il principale oggetto era la Fibe . In sostanza la società di cui era socio anche l’imprenditore Romiti in quel periodo aveva già vinto la gara di Santa Maria Capua Vetere e comunque si apprestava a vincere quella del’inceneritore di Acerra . Per questi motivi i due colloquiavano per una prudenza imprenditoriale sulla licitazione degli appalti, si stava isolando la Fibe. L’intercettazione secondo le indagine da parte dei carabinieri del noe , ha voluto smascherare quella consorteria di opposte fazioni politiche dell’epoca che cercavano di controllare l’affaire Rifiuti in campania.

COMMEMORAZIONE BORSELLINO, ADESIONE DELLA CITTÀ DI SANTA MARIA CAPUA VETERE

In occasione del diciannovesimo anniversario della morte del giudice Borsellino e degli agenti della sua scorta, il sindaco Biagio Di Muro e il presidente del consiglio comunale Dario Mattucci hanno indirizzato una lettera al sindaco di Palermo, Diego Cammarata, al presidente del consiglio comunale del capoluogo siciliano, Alberto Campagna, e al coordinamento del Forum delle Associazioni 19 luglio per esprimere l’adesione dell’intera città al ricordo commemorativo del magistrato ucciso dalla mafia.

“La città di Santa Maria Capua Vetere – si legge nella missiva – ricorda, con profonda commozione, il giudice Paolo Borsellino e i giovani agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina, fulgidi esempi di coerente servizio allo Stato, eroici emblemi della lotta alla mafia.

Il ricordo di Borsellino, come del collega Giovanni Falcone o del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, quest’ultimo caduto assieme all’agente di scorta Domenico Russo, nostro concittadino, diviene doveroso per una comunità impegnata a costruire un futuro di pace e legalità, condannando e contrastando ogni espressione e infiltrazione di fenomeni mafiosi.

Una memoria che valichi il rituale commemorativo, per rinnovare, con orgoglioso vigore, l’alto messaggio lasciatoci da chi ha offerto la propria vita perché mai sia spento, nei nostri cuori come nelle nostre azioni, quel desiderio di riscatto che non renda vano il sacrificio di autentici eroi nazionali.

Ricordiamo Paolo Borsellino, perché nell’anniversario del suo sacrificio, si rinnovi e si ravvivi, nella coscienza comune, la consapevolezza che ‘la lotta alla mafia sia innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà, che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità’.

Per l’occasione, il consiglio comunale di Santa Maria Capua Vetere commemorerà la figura del giudice Borsellino in apertura del civico consesso convocato contestualmente alla tradizionale fiaccolata palermitana, cui intendiamo manifestare la nostra piena adesione moral

domenica 17 luglio 2011

DIAMOCI APPUNTAMENTO ALLE ORE 6,30 ALLA DISCARICA MARRUZZELLA PER FERMARE I RIFIUTI DA NAPOLI E VENDERE CARA LA PELLE AMMINISTRATIVA

ECCO LA VERITA' SULLA FONTANA DELLA PIAZZA - SEGUE RELAZIONE

L’affaire della fontana di Piazza San Pietro. Quando la misura è piena.


Ho assistito in questi ultimi giorni alla ridicola diatriba che si è sviluppata sui giornali e sui blog in merito alla riparazione dell’antica fontana che, da anni, era in stato di totale abbandono e deturpava l’aspetto di una piazza tra le più belle della città.

Per evitare di essere sempre io a rispondere o ad attaccare sui giornali, ho voluto approfondire l’argomento, se ve ne fosse stato bisogno, dato che era palese a tutti in che stato fosse ridotta la piazza a causa dell’incuria di tanti anni.

Negli anni scorsi, più volte, avevo sollecitato i tecnici comunali e le amministrazioni che si sono succedute, affinchè intervenissero per riattivare uno dei monumenti più belli di questa città e ridare ai cittadini la fruizione di una piazza abbandonata al vandalismo e privata, finanche, di panchine decenti; quando tante di esse giacevano inutilizzate nei depositi comunali, dopo aver speso fior di milioni per acquistarle; ma tutto è stato vano.

Ora che, con pochi spiccioli e tempestività inusuale per la nostra città, è stata ripristinata la funzionalità della fontana, sono state messe nuove panchine, sono stati riaperti i bagni nella villa comunale, sono state messe altre panchine e cestini dei rifiuti utilizzando quelli abbandonati, l’opposizione insorge, appoggiata da alcuni organi di stampa che potrebbero occuparsi di ben altri problemi che affliggono la città e che sono derivati dall’incuria, dal disinteresse e dalla mala amministrazione che la città ha dovuto subire da troppi anni.

Cinque o seimila Euri cosa sono in confronto della centinaia di migliaia di Euri spesi per gli spogliatoi edificati per il campo di rugby che sorge su di un terreno non di proprietà comunale; dei milioni spesi per un palazzetto dello sport in Sant’Agostino che giace inutilizzato, pieno di lesioni strutturali ed in completo abbandono; per l’ex Istituto Santa Teresa di cui sono rimasti in piedi solo delle muta pericolanti nonostante i milioni pagati per lavori (veramente fatti?) Non parliamo del Parco Urbano, di piazza I° Ottobre dove non ci sono nemmeno i tombini dell’impianto elettrico; dell’Istituto Cappabianca, della vecchia Casa Comunale ed dell’ex Mulino Buffolano, dove si sarebbero potuti alloggiare gli uffici Giudiziari che ora rischiano di essere decentrati fuori il centro storico, dopo che sono stati spesi miliardi per pagare fitti a privati, quando, con gli stessi soldi, nella Ex Caserma Mario Fiore, si sarebbe potuto edificare un nuovo Tribunale Civile. Ora chi altro si vuole arricchire? Qual è il benefattore di turno che prima ha realizzato immobili in difformità delle Leggi Urbanistiche ed ora cerca di fittarle al Comune o vuole realizzare altre centinaia di appartamenti solo per dare benessere alla Città????

Siate seri colleghi dell’opposizione, secondo voi potrei mai contravvenire a quanto detto e denunciato in tanti anni? Già in articoli usciti pochi giorni orsono avevo avvisato che sarei stato sempre attento a quanto si faceva; e, certamente non faro passare sotto silenzio altri abusi ed atri danni che si vorrebbero perpetrare ai danni della collettività.

Certamente chi ha case al mare, barche di lusso, chi non si è mai sudato i soldi che guadagna, non potrà mai pensare seriamente alle esigenze di chi non ha la possibilità di andare al mare e, nelle sere di grande calura, allevia i suoi disagi chiedendo solo di sedersi su delle panchine decenti in dei luoghi dove si può avere un poco di refrigerio come la villa comunale e piazza San Pietro.

Auspico che, al più presto, tutte la piazze siano ridate alla città e siano rese confortevoli dopo che , alcune di esse, sono state trasformate in lande desolate senza un albero o una panchina.

Gaetano Rauso

P.S.:Per far meglio capire come era conciata la fontana e la pericolosità allego le foro di prima e dopo i lavori

ECCO LA RELAZIONE
 
COMUNE DI S.MARIA C.V. –CASERTA-

PIAZZA S.PIETRO FONTANA PUBBLICA , BELLISSIMA PER LA SUA IMPORTAZA ARCHITETTONICA, TENUTA IN PESSIMO STATO PER L’INCURIA E LA MANCANZA DELLA GIUSTA MANUTENZIONE.
IMPIANTO IDRAULICO ED ELETTRICO STATO DI FATTO

A seguito di sopralluogo effettuato in data odierna , il sottoscritto p.i. alabiso pasquale, direttore tecnico della soc.scrivente relaziona quanto segue:

La sruttura della fontana, e’ posta al piano di calpestio della piazza, l’impianto idrico, trova alloggiamento in un cunicolo accessibile da una cameretta posta al
Lato della stessa, l’accesso e’ possibile dal chiusino in ghisa posto al piano di calpestio, l’assenza totale di ventilazione, consente la formazione di condensa che
Non potendo essere smaltita, danneggia notevolmente sia l’impianto elettrico che

Quello idrico .

impianto idrico
E’ totalmente fuori uso, l’alta gradazione della durezza dell’acqua circa 38° francesi, senza alcun trattamento per l’eliminazione/e/o di espulsione del carbonato di calcio - calcare – e la mancanza di un filtro
Per frenare le particelle in sospensione, tutto cio’ ha comportato in poco tempo l’occlusione delle tubazioni per cui l’acqua non circola piu’, precisa-mente la situazione e’ la presente:
1- Errata posa delle tubazioni del circuito della vasca, sono annegate nel solaio della stessa per cui la eventuale sostituzione e’ impossibile, l’impianto Doveva essere realizzato sotto la vasca per consentire l’ispezione e la possi-bile sostituzione in caso di necessita’
2- Mancanza assoluta di sistema di filtrazione dell’acqua di mandata;
3- Mancanza di sistema anticalcare, causa primaria dei problemi per la funzionalita’ percio’ le tubazioni sono completamente occluse dal calcare
4- L’elettropompa e’ montata male, girata sul fianco, per cui anche quando
Funzionava non rendeva al meglio.
Impianto elettrico
Anche l’impianto elettrico e’ in stato pietoso , perché e’ stato abbandonato da anni, i fari all’interno della vasca sono tutti rotti, l’illuminazione nella cameretta e fuoriuso, i quadri elettrici a causa della condensa si sono rovinati. Gli orologi non funzionano.
S.MARIA C.V. 22/06/2011