La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


email
procecere@alice.it
procecere@virgilio.it



Visualizzazioni secondo Google dal 2009

giovedì 30 settembre 2010

SEQUESTRATE IN PROVINCIA TRE PIANTAGIONI DI CANAPA PER LA PRODUZIONE DI MARIJUANA E HASCISC . ARRESTO DEI 3 RESPONSABILI ITALIANI

Al termine di laboriose investigazioni svolte nel territorio di Mondragone (CE), la Guardia di Finanza ha individuato, sottoposto a controllo e sequestrato tre diverse piantagioni di canapa/cannabis pervenendo all’arresto di tre cittadini italiani responsabili della coltivazione. L’operazione, denominata “No-Production” , è stata avviata nel trascorso mese di maggio prendendo spunto da analisi preventive svolte sullo stato del territorio e utilizzando i risultati dell’intensa attività di controllo anticriminalità realizzata nel corso dell’anno, anche mediante l’ausilio delle unità del IX Reggimento Fanteria Trani.

Guidati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, militari specializzati della Guardia di Finanza di Mondragone, dopo avere individuato e sottoposto a vigilanza precise porzioni di territorio sulle quali erano state predisposte coltivazioni in batteria, di piante di canapa, hanno condotto una serie di fulminee operazioni repressive in Mondragone, Carano di Sessa Aurunca e Cancello ed Arnone, che hanno portato all’identificazione e all’arresto in flagranza di reato di tre responsabili e al sequestro di quasi 2 tonnellate di prodotto. In una circostanza è stata rinvenuta anche una struttura organizzata comprendente una vera e propria serra destinata a preservare la piantagione di canapa dall’eventuale maltempo.

I cittadini italiani P.C. di anni 48, M.A di anni 24 e M.P. di anni 22 sono stati associati presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere a disposizione dell’AG procedente. Gli arresti in flagranza di reato sono stati tutti convalidati dal Giudice per le Indagini preliminari. Nel corso delle attività repressive, con il coordinamento del Comando Regionale di Napoli, sono intervenuti dall’alto due elicotteri del Reparto Operativo Aeronavale - Sezione Aerea di Napoli che, nel corso delle operazioni condotte a terra dalle Fiamme Gialle, hanno finalizzato la ricerca individuando la terza piantagione sottoposta immediatamente a sequestro.

Organizzato dal Gruppo G.M.S del Camec DOMENICA A S. MARIA C. V. IL 2° MEMORIAL “FRANCO CARRANO”

Col patrocinio della Regione Campania, della Provincia di Caserta, della Camera di Commercio, del Coni, dell’Amministrazione Comunale di S. Maria C.V. -

S. Maria C.V. - Anche quest’anno il G.M.S. (Gruppo Motociclistico Sammaritano) del CAMEC (Club Auto Motoveicoli d’Epoca Campano ) ha organizzato un fantastico motoraduno per commemorare il grande campione sammaritano di motociclismo Franco Carrano. Anche per questa edizione notevole è stato lo sforzo ( organizzativo e finanziario ) del Presidente del Camec Dr. Giacomo Roccatagliata, strettamente collaborato dall’infaticabile Mario de Blasio e dagli sportivissimi Agostino Santoro, Ugo Renda, Giovanni Cecere, Antonio Falde e Ferdinando Terlizzi, tutti legati da affetto ed amicizia alla famiglia del centauro scomparso immaturamente che ha dato lustro al motociclismo meridionale.

Hanno voluto dimostrare la loro vicinanza al motociclismo, con la donazione di targhe, coppe e trofei, anche la Regione Campania, l’Amministrazione Provinciale, la Camera di Commercio, il Comitato Provinciale del Coni, e la civica Amministrazione di S. Maria C.V.

Per questo, il grazie particolare degli organizzatori, con in testa il Dr. Roccatagliata va senza’altro agli onorevoli Caldoro e Zinzi, al sindaco Giudicianni e all’Assessore allo Sport Stellato, a Michele De Simone, Presidente Provinciale del Coni e al Dr. Tommaso De Simone presidente della Camera di Commercio.

L’appuntamento è fissato pèr le 9 in Piazza Bovio, dove, dopo le verifiche di rito ( si prevede la presenza di oltre 200 motociclisti provenienti da ogni dove ) i convenuti sfileranno per la città con tappe nei luoghi storici ( Anfiteatro, Arco Adriano, Mitreo ) e dopo il pranzo sociale alle 16, alla presenza della autorità è prevista la premiazione nel salone degli Specchi del Teatro Garibaldi.

FISCO E CONTENZIOSO DEL TERZO MILLENNIO - ECCO COME IL DIRETTORE DELL'AGENZIA INVITA I CONTRIBUENTI A SFRUTTARE TUTTE LE NORMATIVE SUL CASO.

Il prossimo 8 ottobre si terrà a Caserta il convegno “Il processo tributario: tecniche di difesa in giudizio del contribuente”, organizzato da UGDCEC, UNAGRACO e ADC (sindacato nazionale unitario) - della città campana. L’inizio dei lavori è previsto per le ore 15, la chiusura alle 19.


“Diminuire la conflittualità nei rapporti con i contribuenti mediante un diffuso ricorso agli istituti deflattivi del contenzioso è uno degli obiettivi prioritari dell’Agenzia delle Entrate per un miglioramento dell’efficacia dell’azione amministrativa”, dichiara Patrizia Palma, direttore dell’ Agenzie delle Entrate di Caserta. “In tale ottica, l’Amministrazione ha previsto apposite procedure tese a definire bonariamente la lite, che si alternano e/o si affiancano alla proposizione del ricorso giurisdizionale. L’accertamento con adesione, l’adesione ai verbali di constatazione e agli inviti al contraddittorio oltre l’acquiescenza sono gli strumenti principi per definire la lite in modo bonario. Con l’accertamento con adesione (concordato) - continua - il contribuente chiede una nuova valutazione dell’operato dell’ufficio e, ove si addivenga ad una soluzione condivisa, beneficia della sanzione ridotta ad un quarto del minimo edittale, potendo anche avvalersi di un pagamento rateale di quanto dovuto. Di contro, con le adesioni ai verbali di constatazione e agli inviti al contraddittorio, il contribuente presta acquiescenza sui rilievi mossi dall’Amministrazione Finanziaria beneficiando della sanzione ridotta ad un ottavo del minimo edittale nonché della possibilità di dilazionare l’intero importo dovuto in un numero massimo di rate trimestrali pari a 8 o a 12 a seconda che l’importo complessivo da pagare per effetto della definizione sia fino alla concorrenza di 51.645,69 euro o superiore”. Inoltre, con l’acquiescenza, il contribuente beneficerà della sanzione ridotta ad un ottavo dell’importo irrogato, “salvo i casi in cui trattasi di atti conseguenti a processi verbali o ad inviti al contraddittorio non definiti precedentemente con l’adesione di cui sopra. Per il pagamento rateale, si applicano le medesime regole previste per l’accertamento con adesione”. La strada alternativa da percorrere riguarda il ricorso giurisdizionale: “Qui il contribuente ricorre al giudice tributario per rappresentare i motivi di fatto e di diritto per i quali si impugna l’atto impositivo. In presenza di ricorso, l’Ufficio provvede all’iscrizione a ruolo a titolo provvisorio del 50% delle maggiori imposte accertate, ma anche in sede giurisdizionale è possibile adire ad una via conciliativa attraverso l’istituto della conciliazione giudiziale. La conciliazione può essere proposta in udienza o fuori udienza a seconda del momento in cui si forma la volontà delle parti di addivenire ad un accordo e deve avvenire non oltre la prima udienza fissata dalla Commissione tributaria provinciale. Il contribuente beneficerà della sanzione ridotta ad un terzo delle somme irrogabili in rapporto all’ammontare delle maggiori imposte dovute a seguito della conciliazione. A differenza dell’accertamento con adesione, la conciliazione è più flessibile in quanto è possibile definire anche una sola una parte del contenzioso. Inoltre, ha il vantaggio di definire una parte della contesa e limitare al minimo le questioni innanzi al giudice tributario, di norma soprattutto afferenti questioni di diritto”.

SANTA MARIA CV- INCOMBE LA POLEMICA E' LA VOLTA DI ENRICO MONACO SULL'UNIONE DEI COMUNI

I primi passi della “giunta del fare”, targata centrodestra, lasciano veramente sgomenti per l’incapacità gestionale dei soggetti in campo e per l’assenza di una benché minima strategia per la crescita della Città e la sua collocazione nello scenario provinciale.


L’altro giorno è andata in scena un’altra commedia. Giudicianni, eterodiretto dall’on. Romano, secondo quanto abbiamo appreso dalla stampa (visto che non si riesce oramai neanche più a fare una seduta di consiglio comunale, ancor meno ad avere una risposta), convoca il Consiglio dell’Unione dei Comuni per l’elezione del revisore dei conti. Giudicianni, che fino a prova contraria dovrebbe essere ancora il Sindaco di S. Maria C.V. e il presidente del Consiglio dell’Unione dei Comuni, preso atto evidentemente che in Città non si trova una straccio di professionista idoneo per quella carica, si fa paladino dell’elezione del dr. Stefano Iannotta da San Prisco. Si va alla conta e si scopre che per questioni interne al centrodestra Giudicianni e Romano neanche riescono a eleggere il loro candidato da San Prisco. Il Sindaco di Capua, che sembrerebbe essere in rotta con Romano (… leggo dai giornali, visto che non frequento, né ambisco a frequentare quei lidi), riesce a piazzare il suo candidato.

Ebbene, il giorno dopo il coordinatore cittadino del PDL, Garofalo, che fa? Mica ragiona sul perché di quella sconfitta? No, ordina a Giudicianni di uscire dall’Unione dei Comuni. Come dire: mi hanno tolto il gioco? Il gioco era brutto!

La faccenda potrebbe far sorridere, ma purtroppo lascia l’amaro in bocca. Vorrei chiedere a Garofalo: va bene che non ha mai partecipato alla vita politica e amministrativa della Città, ma almeno è informato che di quell’Unione dei Comuni la nostra Città è capofila? Che l’Unione dei Comuni fu fortemente voluta dal nostro Sindaco per la partecipazione strategica ai finanziamenti europei, dai quali saremmo diversamente esclusi? Che l’Unione dei Comuni, auspice Giudicianni, ha approvato e messo in cantiere progetti di promozione della nostra area territoriale?

Mi pare assolutamente evidente che la maggioranza, o quella che si sforza di apparire tale, non ha alcun sentire comune, se non forse su qualche tema delicato, che allo stato si tiene ancora ben celato. Ma la smettano di gettare discredito sulla nostra Città! Non abbiamo fatto una bella figura e se fossi un revisore dei conti sammaritano mi sentirei anche profondamente deluso e offeso dalle scelte coatte imposte al Primo Cittadino di privilegiare professionalità esterne.

La motivazione della richiesta di uscire dall’Unione è, se possibile, ancor più grave: sarebbe un inutile spreco di risorse. Domanda: quando in consiglio comunale i partiti di centrodestra approvarono all’unanimità la costituzione dell’Unione, Garofalo cosa ne pensava? Era contrario anche allora, o oggi qualcuno gli ha detto che deve dirsi contrario, perché hanno perso contro Antropoli?

Farebbe piacere leggere anche qualche opinione di Giudicianni sull’argomento. Ha cambiato (liberamente) opinione anche lui o gli è rimasto qualche margine di discrezionalità?

Si attendono, invano, chiarimenti.

A proposito di sprechi: visto che non tutti i consiglieri comunali dopo il ribaltone si sono sentiti in dovere di dimettersi dalle commissioni (atto dovuto ai sensi dell’art. 10 del regolamento del Consiglio Comunale), mi aspetto da Garofalo che proponga di eliminare i gettoni di presenza nelle commissioni. Chissà che qualcuno dei suoi adepti non perda di colpo la voglia di partecipare e quella sì che sarebbe una bella economia!

Avv. Enrico Monaco

Il mercato delle vacche!!! Una tradizione che si è radicata a Santa Maria di Gaetano Rauso

Giudicianni ha fatto un’altra figuraccia nell’ultimo consiglio comunale,in cui è mancato il numero legale. Nonostante le rassicurazione di chi lo dirige, passo per passo, non è stato capace di farsi approvare ancora un inutile riequilibrio di bilancio. Oggi tutta la città si aspetta che possa essere intaccata la tenuta di questa Amministrazione ribaltonista e non legittimata dal voto.
Se ciò accadesse non potremmo che compiacerci; finalmente persone che ho sempre reputato serie, darebbero dimostrazione, finalmente, di aver capito (dove scorre il cicero).

Però, a quanto sento dire è solo questione di prezzo. Il mercato delle vacche con una campagna acquisti spregiudicata è in pieno svolgimento.

Chiunque ritiene di essere in buona fede come potrà appoggiare ancora questa maggioranza sbugiardata dai fatti?!!!!. Le persone serie non possano farsi convincere accettando di essere oggetto di questo palese mercimonio. Tutta la città ci guarda e ci giudica. La Magistratura dovrà intervenire.

Chi faceva parte, come me, del PdL e chi ne fa parte ancora, come Rinaldi e Mattuci, è stato costretto a sedere nei banchi del Consiglio insieme a storici avversari politici di cui, è vero, si può avere rispetto, ma verso i quali vi è una profonda diversità di concezione della politica; ma ciò è necessario; tutti dobbiamo unire le forze per mandare a casa chi non è degno di rappresentare la città ed è dannoso per il so sviluppo.

Oggi non ci sono più scuse per nessuno.

Nel Consiglio di domani si conteranno gli uomini ed i venduti.

Perché solo chi è venduto può continuare a tollerare questo stato di cose!!!

Se questo sindaco non avrà il coraggio di farlo, le dimissioni contemporanee di sedici consiglieri sarebbero sufficienti a farlo andare a casa. Dobbiamo dimostrare al Popolo ed alla Magistratura che le persone perbene non ci stanno a sedere negli stessi banchi di chi usa questi metodi per governare la città in modo fraudolento.

Gaetano Rauso

mercoledì 29 settembre 2010

DALLA CASA DELLA SORA GEMMA - LA NEO MAGGIORANZA DEL PDL E DEL SINDACO GIUDICIANNI SCRICCHIOLA ERANO IN 14 - GRANDE BLITZ DI MARIA LUISA CHIRICO

“Parrucchià, hanno rotto a campana .Chi l’ha rotta ‘a pava” – ma l’altro dice “ e’ stato u nepote vuosto” – e il parroco “ Allora è stata na disgrazia.



Chi non ha consentito di raggiungere il numero legale, alis maggioranza, che permetteva al sindaco di dormire sogni tranquilli  nel consiglio comunale di stasera  ?



Sarà un caso, ma l’attenta richiesta del consigliere Maria Luisa Chirico , ha in ogni caso scoperto gli altarini. Già perchè la richiesta del numero legale ha evidenziato che i consiglieri di maggioranza erano soltanto 14



E chi non si era presentato? Guarda caso chi non era convinto di quello che si stava per approvare . Franchino Cecere e Antonio Crisileo . Ma nella minoranza mancavano anche altri consiglieri. Il tutto è stato rimandato a venedì sera . Domani mattina qualcuno come il parruchiano dirà è stata na disgrazia.



Riusciranno gli eroi del sindaco ad avere la maggioranza per poter andare avanti senza preoccupazioni che qualcuno all’ultimo momento fa il salto della quaglia e ci ripensa e farà compagnia agli amici della minoranza?



C’ è da dire che in questi mesi ne vedremo delle belle .
Io mi metto in prima fila

OPERAZIONE URANIA - IL DOPO SANTONASTASO - LA CAMERA PENALE ATRVERSO IL SUO PRESIDENTE CAMILLO IRACE TUONA "NON POSSIAMO STARE DALLA PARTE DI CHI OPERA NELL'ILLECITO"

 Santa Maria Capua Vetere come Palermo, uniti da un destino quello di eleggere il presidente nazionale delle Cemere penali nei prossimi giorni al convegno nazionale che si svolgerà in questo fine settimana in Sicilia . E lì che gli otto avvocati sammaritani che rappresenteranno la camera penale dovranno spiegare cosa è successo a santa Maria Capua Vetere dove nel giro di quattro mesi ci sono tre avvocati penali di grido che sono stati pizzicati dalla Dda di Napoli operando, secondo l’accusa, in maniera illecita pagando false perizie a periti nei processi di camorra . Le accuse sono pesanti agli avvocati fra cui Michele Santonastaso, avvocato di fiducia di Francesco Bidognetti anch’esso raggiunto dall’ordinanza di custodia cautelare insieme al Santonastaso entrambi in stato di detenzione, Angelo Raucci soltanto indagato , ma ancor prima di Carmine D’Aniello a cui è contestato anche il reato di associazione. Abbiamo raggiunto l’attuale presidente della camera penale Camillo Irace per saperne di più su quanto accaduto.



“ La vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’avvocato Michele Santonastaso adesso, ma anche l’avvocato Angelo Raucci e ancor prima Carmine D’Aniello è senz’altro delicata nel suo insieme”.



Perché presidente ?



Perché noi avvocati non possiamo stare dalla parte di chi operano nell’illecito . Non mi sento a nome della camera penale di esprimere giudizi di supporto a favore degli avvocati coinvolti, perché noi perseguiamo uno scopo quello di avvallare tutto ciò che la camera penale e gli avvocati penalisti hanno sempre chiesto, il rispetto per la persona che ha diritto alla difesa. Vede la difficoltà degli avvocati, è eseguire la propria professione in un territorio difficile come quello della provincia di Caserta con processi gravi come in nessun altro parte d’italia.



Proprio per questi motivi noi non ci stancheremo mai di dirlo ci deve essere il rispetto per la funzione di avvocato difensore che non può e sottolineo non può essere per nessun ragione pregiudizialmente sospetto.



La camera penale si è riunita oggi ?



La camera penale ha già fatto un’assemblea oggi , ma ne ha convocata un’altra urgente per oggi alle ore 12,00.



Vorrei aggiungere che la vicenda ha assunto curiosità anche presso le altre camere penali , perché vogliono sapere . L’organo istituzionale di Santa Maria Capua Vetere infatti per la prima volta sarà a Palermo per eleggere il presidente nazionale con otto avvocati e cinque delegati e per la prima volta la camera penale della città del foro avrà un posto nella giunta nazionale”.

Garofalo: “Santa Maria ponga fine all’esperienza in seno all’Unione dei Comuni”

Il Popolo delle Libertà è determinato a porre fine all’esperienza della città di Santa Maria Capua Vetere in seno all’Unione dei Comuni di Terra di Lavoro.

Nella nuova fase amministrativa il partito sarà promotore di una politica di contenimento della spesa pubblica e di eliminazione di ogni spreco.

L’Unione dei Comuni, tenuto anche conto del protrarsi della morosità del comune di Capua, non ha alcuna prospettiva di programmazione e produttività rivelandosi un ente i cui costi hanno quale unica giustificazione il mantenimento di se stesso.

Il coordinatore cittadino, avv. Nicola Garofalo, d’intesa con il gruppo consiliare, “ha formulato espressa richiesta al sindaco dott. Giancarlo Giudicianni affinchè siano tempestivamente avviate tutte le procedure idonee al perfezionamento dell’atto deliberativo che sancisca il formale recesso della città di Santa Maria Capua Vetere dall’Unione dei Comuni di Terra di Lavoro”.

SMASCHERATA LA GANG DEGLI EXTRACOMUNITARI CHE SVALIGGIAVANO APPARTAMENTI

A conclusione di un’articolata indagine, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, la Stazione Carabinieri di Macerata Campania ha proceduto all’esecuzione in data odierna tre ordinanze di misure cautelari personali nei confronti di 3 cittadini di nazionalità albanese facenti parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di furto in abitazione e di estorsione, dei quali solo uno di essi veniva rintracciato e tratto in arresto, precisamente:



• TASHA EDUARD nato in Albania il 2.3.1985.



Gli altri due destinatari del provvedimento restrittivo risultano al momento irreperibili ed attivamente ricercati dalla p.g. procedente.



La complessa attività delittuosa è consistita nel furto di alcuni trattori e nella successiva richiesta estorsiva ai proprietari ditali mezzi agricoli, per il pagamento di somme di denaro anche elevate in cambio della restituzione degli stessi. Tale richiesta veniva accompagnata dalla concreta minaccia che altrimenti i mezzi sottratti sarebbero stati incendiati o comunque mai restituiti.



Nell’ampia congerie di condotte simili - quanto mai diffuse nel territorio campano - il dato relativo alla natura dei veicoli rubati ed oggetto della richiesta estorsiva è tutt’ altro che irrilevante.



A differenza delle automobili e dei motocicli, infatti, i trattori si caratterizzano per alcune peculiarità che ne renderebbero in astratto meno conveniente il furto, ma che di converso connotano di particolare appetibilità l’estorsione; i mezzi agricoli sono estremamente costosi e mantengono la loro utilità e capacità operativa anche per decenni ragion per cui, per gli agricoltori che ne sono proprietari, la loro sottrazione costituisce un danno economico notevole, il che rende dunque questi ultimi maggiormente sensibili alle richieste estorsive.



Risulta accertato, anche attraverso le operazioni di intercettazione telefonica, che i rischi e la scarsa remuneratività dei furti consumati, hanno indotto gli indagati a programmare la sottrazione dei trattori proprio in funzione della successiva richiesta, la quale dunque non costituisce un epilogo occasionale e casuale della vicenda ma si inserisce in un meccanismo unitario e preordinato.



L’organizzazione criminale prevedeva da un lato la commissione di più delitti funzionalmente collegati gli uni agli altri e dall’altro poteva contare sulla presenza stabile di sodali che fossero in grado di individuare il trattore da asportare e i suoi proprietari, compiere il furto, nascondere il mezzo agricolo, contattare i destinatari dell’estorsione e formulare loro le richieste e le minacce, per assicurarsi infine l’incasso della somma pattuita, provvedendo a far ritrovare il mezzo senza farsi scoprire né individuare.



Tale complessa attività è alla base della contestazione di cui all’art. 416 c.p.



Ultimo in ordine di tempo, ma non di importanza, è il caso del rifiuto da parte dell’estorto di pagare la somma pretesa, laddove era indispensabile fare sparire il mezzo attraverso un circuito di ricettatori, certo e prontamente attivabile, per liberarsi rapidamente dell’ingombrante refurtiva.



Tutti i mezzi sottratti sono stati ritrovati e restituiti ai legittimi proprietari.



La vicenda risulta collegata dal punto di vista probatorio ad altra condotta, su cui si è già pronunciato il GIP di Napoli che parimenti concedeva misura cautelare personale. Il solo Tasha Eduard, inoltre, risulta gravato da precedenti penali specifici per numerosissimi delitti di furto anche in abitazione e ricettazione.

martedì 28 settembre 2010

OPERAZIONE URANIA - AMICO DEI GIORNALISTI , MA PER LA DDA ANCHE AMICO DEI CLAN - L'AVVOCATO SANTONASTASO E' IN STATO DI DETENZIONE COME CARMINE D'ANIELLO


LE INDAGINI PARTONO DALL'ARRESTO DEL PERITO ALBERTO FICHERA

C’era una volta un avvocato amico dei giornalisti , ma secondo la procura antimafia anche amico dei clan . Michele Santonastaso è certamente un professionista , ma come tutti i professionisti seri aveva pronosticato anche una brutta figura, perché essere un avvocato di boss della camorra era ed è un rischio. Si spera che la giustizia in questo caso possa risolvere la matassa giudiziaria che si è ingarbugliata nel foro di Santa Maria Capua Vetere . Michele Santostaso non aveva paura , anzi , per molte volte era rimasto solo , anche se qualche avvocato anziano ha speso nei tempi remoti qualche parola nei suoi confronti di benevolenza . Non lo ha condannato la sua spavalderia di leggere un documento nell’aula dove si faceva riferimento a giornalisti “ prezzolati” come li definiva qualche boss della camorra  , ma invece lo ha condannato quell’arresto del professor Alberto Fichera avvenuto in data 13 luglio 2009 . Le manette scattarono in seguito alle dichiarazioni di alcuni pentito secondo i quali il docente Alberto Fichera avrebbe favorito il Clan dei Casalesi.


Il 13 luglio 2009 la Direzione Distrettuale Antimafia, personale dei Centri Operativi DIA di Napoli e di Catania aveva dato esecuzione all’Ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Alberto Fichera Alfio Natale, ingegnere e professore universitario dell’Univeristà di Catania ritenuto gravemente indiziato dei delitti di corruzione e falsa perizia aggravati ai sensi dell’art.7 d.l. 152/91 ( per aver agevolato il clan dei casalesi ed il clan Cimmino, operante nella città di Napoli).

Le indagini venivano avviate dalle dichiarazioni di più collaboratori di giustizia che riferivano che Aniello Bidognetti, Luigi Cimmino e Vincenzo Tammaro ( il primo esponente del clan dei casalesi e gli altri due rispettivamente capo e partecipe del clan Cimmino), non solo avevano organizzato ed eseguito il duplice omicidio in danno di Enrico Ruffano e Giuseppe Consiglio avvenuto in Napoli il 28.4.1999 ma che, seppure ( in particolare il primo ed il terzo) intercettati durante le fasi preparatorie, contestuali e immediatamente successive al delitto, erano stati assolti a fronte di un versamento di denaro in favore del perito che aveva avuto incarico dalla Corte di Assise di Napoli di identificare coloro che avevano preso parte alle compromettenti intercettazioni.

In sostanza, quindi, secondo i collaboratori (tutti vicini, a vario titolo, agli imputati di quel processo) il perito corrotto aveva “aggiustato” il processo depositando una perizia nella quale falsamente attestava che le voci captate nel corso delle decisive intercettazioni telefoniche non corrispondevano a quelle degli imputati Aniello Bidognetti e Vincenzo Tammaro.

Tale Perito veniva identificato nell’attuale indagato Alberto Fichera Alfio Natale.

L’attività di riscontro partiva dall’acquisizione degli atti processuali relativi al duplice omicidio Ruffano -Consiglio il cui dibattimento era stato celebrato innanzi alla I^ Sezione della Corte di Assise di Napoli nell’ambito del procedimento penale nr.22/01 RG a carico di Bodognetti Aniello, Luigi Cimmino, Giuseppe Cristofaro e Vincenzo Tammaro.

Risultava che tutti gli imputati tratti a giudizio innanzi alla citata Corte di Assise, erano stati raggiunti da OCCC – confermata innanzi ai diversi organi giurisdizionali – che, come ricordato dai collaboratori di Giustizia, risultava, effettivamente, trarre il proprio fondamento dallo svolgimento di intercettazioni telefoniche nel corso delle quali venivano captate le voci di coloro i quali avevano organizzato ed eseguito il delitto.

La DDA già all’epoca, così come la stessa Polizia Giudiziaria, non aveva avuto dubbi sulla riconducibilità di quelle utenze e di quelle voci agli allora indagati Giuseppe Cristofaro, Bidognetti Aniello ( figlio del capo clan Francesco Bidognetti) e Tammaro e, conseguenzialmente, sulla sussistenza di gravi elementi indiziari anche a carico del CIMMINO, all’epoca capo dell’omonimo clan cui appartenevano il Tammaro ( esecutore del delitto) e stretto alleato dei Bidognetti. Stamattina l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare dove è accusato di corruzione al concorso in falsa testimonianza .La stessa ordinanza è stata notificata anche a Michele Bidognetti in carcere e a Luigi Cimmino che è in una casa-lavoro. Con l’aggravante dell’art.7 dl 152/91 per aver favorito il clan dei Casalesi fazione Bidognetti, il clan Cimmino e il clan La Torre..

ARRESTATO DAI CC DI MACERATA CAMPANIA UN 28ENNE PREGIUDICATO ALBANESE PER AGGRAVAMENTO DI MISURA CAUTELARE.

Nella mattinata odierna, i Carabinieri della stazione di Macerata Campania hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’ufficio g.i.p. presso il tribunale di santa maria capua vetere nei confronti del 24enne Giacomo Vastano , residente a recale (ce), ritenuto responsabile di “estorsione continuata”.

Il provvedimento restrittivo e’ scaturito dall’attivita’ investigativa condotta dalla citata stazione a seguito di reiterati episodi di violenza commessi dal vastano nei confronti dei propri genitori, costretti in piu’ occasioni, mediante violenze e minacce, a versargli somme di denaro.

Dopo le formalita’ di rito, l’arrestato e’ stato associato alla casa circondariale di santa maria capua vetere.

lunedì 27 settembre 2010

STORIA DELLA POLITICA CASERTANA - CONSOLIAMOCI CON QUESTO

DA SINISTRA A DESTRA l'INGEGNERE CAPACCHIONE , PADRE DI NINO E ROSARIA, AL CENTRO L'ONOREVOLE ARCANGELO LO BIANCO E A SINISTRA MANFREDI BOSCO

STORIA DI sANTA MARIA CAPUA VETERE - VOLTI CONOSCIUTI

ECCO IL PADRE DI FEDERICO SIMONCELLI , E' IL PRIMO DA DESTRA

CASERTA -. MISTER DOCTOR QUANDO ANCORA NON LO ERA

SANTA MARIA CV - QUANDO LA RADIO ERA TUTTO 3

SANTA MARIA CV . QUANDO LA RADIO ERA TUTTO2 -

SANTA MARIA CV - QUANDO LA RADIO ERA TUTTO 1 - LE SIGNORINE BUONGIORNOE BUONASERA DI TELERADIO VOLTURNIA

CASERTA - TEMPI D'ORO ANNI 70-80 PREMIAZIONE ALL'HOTEL HOUSTON

DA SINISTRA A DESTRA GAETANO DE B IASE , PASQUALE PANNONE , PEPPE CIRILLO E SI SCORGE IL PROPRIETARIO DI RADIO CASERTA NUOVA PIERINO FUSCO

S.MARIA CV IL PDL è IN GIUNTA , MA NON CI SONO I SOLDI PER AGGIUSTARE NEANCHE UNA FONTANA

Villa comunale  sempre più abbandonata a se stessa. Si è constatato che le due vasche che spruzzavano acqua e rendevano più accogliente il parco di via de Gasperi e in condizioni disastrose . abbiamo saputo che qualcuno si è interessato affinché si aggiustassero le vasche, ma dal comune hanno risposto picche non ci sono soldi anzi non vi è neanche un euro . Così le vasche che sono asciutte  ed a rischio pericolo per tutti i bimbi che vanno a giocare in villa, sono l’ennesima figura per una nea giunta del Pdl che si appresta a governare .   Provare per credere abbiamo le foto.  

domenica 26 settembre 2010

CASERTA- LA DILANGANTE CORRUZIONE SUGLI APPALTI DI PALAZZO REALE DI CASERTA NON PAGA LO SFORZO DELLA RAI BUTTATE AL VENTO ORE DI LAVORO PER GIUNTA GRATIS DEGLI OPERATORI

La rai non manda in onda il servizio di Palazzo reale di Caserta perche’ vi e’ una indagine della Guardia di Finanza  di napoli conclusasi con quattro arresti fra cui, all’epoca dei fatti 16 luglio 2009 anche l’arresto del sovraintende dei beni architettonici e paesaggisti di Napoli e Caserta. Ecco perché non ci sono i soldi , perché sono stati bloccati tutti i pagamenti in seguito a questa indagine . Li aveva disposti il gip nei confronti di funzionari della Soprintendenza per i beni architettonici di Napoli e Caserta e di imprenditori e liberi professionisti coinvolti in un vasto giro di corruzione per l’aggiudicazione di appalti pubblici. A finire ai domiciliari era appunto, un big della cultura campana, come l’architetto Guglielmo, ex soprintendente per i beni architettonici di Napoli, attuale soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici delle province di Caserta e Benevento. Gli vengono contestate le accuse di associazione e delinquere, corruzione, turbativa d’asta e falso ideologico. La stessa misura cautelare è stata applicata nei confronti dell’imprenditore Luigi Lucci, accusato di corruzione; di Gianluca Guglielmo, nipote del soprintendente, accusato di «prestare il nome» allo zio per svolgere le sue attività illecite; e di Mauro Fusco, collaboratore esterno della soprintendenza per i beni architettonici di Napoli.

DALLA CASA DELLA SORA GEMMA- A SANTA MARIA CAPUA VETERE È NATA LA CARBONERIA DEL PDL. MA IN CITTA' SI VA A SCUOLA UN GIORNO SU DUE DI FESTA SI INTENDE .


Mi fa  immensamente piacere che gli uomini politici della provincia di Caserta ascoltano i consigli della Sora Gemma che è diventato oramai lo slogan che va della maggiore nella città di Santa Maria Capua Vetere. ma sono ancor più felice che una frangia di deputati e senatori del pdl abbia fatto capire da che parte sta , ma soprattutto che sono stati lungimiranti a tal punto di dare quel tocco “storico” a ciò che effettivamente si sono prefissati di eseguire, essere la spina del fianco essere dei “carbonari”( e dovrebbe fare onore ai personaggi che si sono presentati stamattina nell’aula consiliare , perché li equipara ad una grande società parallela istituzionale fondata da Giuseppe Mazzini) italiani, significa essere politici , anche perchè oggi il pd non esiste più, ed in mezzo a questa miriade di personaggi della nazione ambigui e volta faccia ma soprattutto trans ed di ruote di scorte che servono quando il capintesta non parla, ieri si è parlato di politica con il senatore Gennaro Corobnella , Con L'onorevole Mario Landolfi gli onorevoli regionali Angelo Polverino e l'avvocato Daniela Nugnes. Già perché un’altra cosa che non si parla sono le scuole. Già perché l’assessore Giuseppe Russo, visto che è stato fatto da parte, ha pensato bene di lasciare in fondo al mare la neo giunta costituita del pdl scaricando la colpa su chi l’aveva messo da parte, ed ha fatto bene . Si perché sempre perché per la scuola Principe di Piemonte non era ancora in condizioni da accogliere i bambini delle elementari ed a questo ci aggiungiamo che qualcuno ha giocato a nascondino sulla spiaggia, i piedillini si sono trovati a combattere con tutti . ma non finisce qui . Per effetto della chiusura momentanea del principe di Piemonte e il conseguente trasloco alla perla, le classi del liceo classico Cneo Nevio sono ritornate a Piazza Bovio in un istituto saturo a cui non sono state date le classi ne dalla Ragionieria ne dal Liceo Scientifico. Conclusione al liceo classico si va ascuola un giorno su due che sono di festa : Quant’evvero iddio se questo genere di cose persiste ancora agirò per vie legali, in qualità di genitore: Ma la macabra figura il pdl l’ha fatta. Non era meglio mettersi da parte ?

ALLA RICERCA DI UNA CREDIBILITÀ PERDUTA. DI GAETANO RAUSO

La conferenza stampa, senza possibilità di repliche o di interventi, che si è tenuta a Santa Maria Capua Vetere a cura della cosiddetta componente ex AN del P,d.L., non è stata nient’altro se non una passerella di persone che volevano cucirsi addosso una veste di intransigenza e contrapposizione ad una linea politica del loro stesso partito. Una linea politica avversata strenuamente da chi scrive a chiesto , fortemente, che non fosse posta in essere agli stessi che oggi, dopo che è avvenuto l’irreparabile, dicono che il partito è estraneo a quanto è successo a Santa Maria Capua Vetere e che auspicano che tutto ciò sia sconfessato. La verità che come hanno dimostrato coloro i quali hanno accolto Giudicianni e Campochiaro nel partito, anche loro sono responsabili di quanto è accaduto e accadrà e dovranno rendere conto all’elettorato quando , come ben hanno detto Mattucci e Landolfi.:“il controllore chiederà loro il biglietto per viaggiare legalmente”.

Ma questo biglietto doveva essere staccato già da anni, con sacrifici, rinunci e rischi, non quando si deve salire sul carro per cavalcare l’onda di una contestazione e dire le stesse cose che ho sempre detto e per le quali ho lottato senza l’aiuto vero di nessuno.

Oggi Santa Maria ha bisogni di una classe dirigente preparata ed onesta che porti avanti un progetto serio di rilancio sociale, economico e morale, non di chiacchiere e personalismi.!!!!!!

Gaetano Rauso .

sabato 25 settembre 2010

SANTA MARIA CV - ENTRA IN CAMPO LA CARBONERIA DEL PDL CON IL SENATORE CORONELLA E L'ONOREVOLE MARIO LANDOLFI

Domani mattina sarà il giorno della verità per i simpatizzanti che non approvano il progetto amministrativo della città. Nell’aula consiliari la carboneria del PDL si è data appuntamento per esprimere il secco no al progetto . Adesso però dobbiamo constatare chi è daccordo e chi no. . Non a caso il progetto politico amministrativo sposato dal cordinatore cittadino Nicola Garofalo e da quello provinciale il senatore Pasquale Giuliano  (legato da un’ amicizia quarantennale alla famiglia Garofalo )  è teso a far capire come una città può cambiare . Non a caso il progetto presentato al salone degli specchi conferma ancora una volta che il Pdl  si è stretto intorno ai due coordinatori, ma anche il presidente Paolo Romano   i quali hanno richiamato tutti i sindaci e i simpatizzanti per fare quadrato e ripartire Da Santa Maria Capua Vetere .  D’altronde l’ho sempre affermato, una operazione del genere non se la sognano neanche a Roma. Invece il gruppo aderente ( la chiameremo Carboneria ) al senatore Gennaro Coronella e all’onorevole Mario Landolfi non approva ciò che è stato eseguito . Quindi sarà importante seguire le tesi della carboneria del PDL, perché Santa Maria Capua Vetere è in ogni caso crocevia di importanti segmenti politici. Perché se si vuole vincere si parte sempre da qui.     

TECNICHE DI DIFESA IN GIUDIZIO DEL CONTRIBUIENTE - C'E' IL CONVEGNO DELL'UNGRACO A CASERTA

Il processo tributario: tecniche di difesa in giudizio del contribuente”, questo è il tema del convegno organizzato dall’Unione giovani commercialisti ed esperti contabili dall’Unagro nazionale e di Caserta di cui è presidente Raffaele Marcello ed in collaborazione con l’ADC associazione dottori commercialisti ed esperti contabili . Sarà anche la prima Ufficiale del nuovo Direttore Provinciale dell’Agenzia dell’Entrate di Caserta la Dottoressa Patrizia Palma. Nutrito è il parterre del convegno che si svolgerà presso la sala convegni dell’unione industriali di Caserta l’8 ottobre con inizio alle ore 15,00. Molte i professionisti iscritti a fare un breve saluto dopo quelle del presidente Nazionale Raffaele Marcello, vi sarà quello Dott. Giuseppe Balbi Presidente Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili - Sindacato Unitario Nazionale - Sezione Caserta Dott. Rag. Francesco Costanzo Presidente Unione Commercialisti ed Esperti Contabili di Caserta Dott. Enrico Guerra Consigliere Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Dott.ssa Patrizia Palma Direttore Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Caserta Dott. Rag. Giovanni Gerardo Parente Consigliere Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili Dott. Francesco Pierro Presidente Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Caserta Dott. Pietro Raucci Presidente Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Caserta e Massimiliano Santoli Presidente Gruppo Giovani Imprenditori di Caserta,i lavori inizieranno con il tema “Principi generali e tecniche operative del giudizio di appello alla Commissione Tributaria Regionale” di cui sarà relatore l’avvocato Maurizio Villani e “Strategie difensive contro l’attività di accertamento” affidato all’avvocato Paola Rossi professore associato all’Università di Benevento . Alla fine degli interventi sarà dato ampio spazio ai quesiti degli intervenuti.

SAN PRISCO - VENERDI' NERO PER 40 ISCRITTI AL POKER TEXANO CHE SI SVOLGEVA NELL'AULA CONSILIARE

40 persone denunciate per gioco d’azzardo:


Partecipavano ad un torneo di poker texano organizzato all’interno dell’aula consiliare comunale senza aver richiesto l’autorizzazione amministrativa.


La scorsa notte, in san prisco (ce), nel corso di un servizio finalizzato al contrasto del gioco d’azzardo, i carabinieri della locale stazione hanno denunciato a piede libero 40 persone ritenute responsabili a vario titolo di “esercizio e partecipazione a gioco d’azzardo”.

Nello specifico, i militari operanti hanno accertato che i responsabili dell’ “associazione giovani per san prisco”, ottenuta l’autorizzazione da parte del comune di san prisco all’utilizzo dell’aula consiliare comunale, avevano ivi organizzato un torneo di “poker texas hold’em” senza aver richiesto l’autorizzazione amministrativa alla questura di caserta.

Nella circostanza, sono stati sottoposti a sequestro la somma contante di euro 820, 1.095 fiches e 5 mazzi di carte da poker.

CASERTA -LA SQUADRA MOBILE ARRESTA RAPINATORE SERIALE







Nella mattinata odierna, la Squadra Mobile di Caserta ha sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, per rapina aggravata continuata, un giovane incensurato, TASCHINI Pier Domenico, nato a Montefiascone (VT) il 23.4.1967, ma residente a San Nicola L. S., che, nei giorni scorsi, in rapida successione, aveva consumato due rapine a mano armata.

Il 21 Settembre scorso, il giovane si era fatto consegnare il magro incasso dal titolare di una farmacia di Caserta e, evidentemente scontento del bottino, si era impossessato anche di una cassetta per la raccolta delle offerte per i malati terminali, rapinando così circa 250 euro. Nella circostanza, TASCHINI, presentatosi all’apertura della farmacia, dopo avere simulato l’acquisto di un farmaco, aveva mostrato al gestore la pistola che teneva nella cintola intimandogli di consegnargli l’incasso, fuggendo poi a bordo di un’auto, una “Ford Ka” di colore grigio.

Dopo due giorni, intorno alle 10.00 di giovedì 23 Settembre, TASCHINI aveva fatto irruzione, sempre a volto scoperto, in un super mercato di San Nicola L. S. (CE) ed aveva intimato ad uno dei cassieri di consegnargli il contenuto della cassa proferendo la classica frase “questa è una rapina”.

La vittima, inizialmente, credeva ad uno scherzo, poiché il giovane era anche un occasionale cliente del negozio, ma allorchè questi gli puntava contro una pistola semiautomatica estratta dalla cintola, il cassiere apriva immediatamente la cassa, lasciando che il rapinatore si impossessasse del contrenuto, circa 650 euro.

In questa cirostanza il TASCHINI, dopo avere intimato al cassiere di non uscire e dare l’allarme, fuggiva a bord di una bicicletta.

La ricostruzione dei due episodi effettuata dalla Sezione Antirapina della Squadra Mobile induceva a ritenere che potesse trattarsi della stessa persona e che questa fosse della zona. L’intuizione degli investigatori si rivelava fondata, infatti, i poliziotti individuavano un giovane di San Nicola, appunto il TASCHINI, che corrispondeva alle descrizioni fornite dalle vittime e che risultava fortemente somigliante all’uomo ripreso dal sistema di video sorveglianza della farmacia di Caserta.

Questa mattina, dopo alcuni giorni di ricerche, la Polizia rintracciava il TASCHINI che, senza ombra di dubbio, veniva riconosciuto da entrambe le vittime. Presso l’abitazione veniva individuata anche la Ford KA utilizzata per la prima rapina e la bicicletta inforcata in occasione della seconda.

Il tempestivo intervento della Squadra Mobile e le rapidissime indagini che portavano al fermo del TASCHINI, probabilmente, interrompevano sul nascere la “carriera” di rapinatore del giovane, risultato incensurato e senza lavoro fisso.

SEQUESTRO DI PERSONA E RAPINA AGGRAVATA I CARABINIERI DI AVERSA FANNO BINGO

25 settembre 2010 . Nelle prime ore mattinata in gricignano d’aversa (ce), nell’ ambito delle attivita’ di contrasto alle fenomenologie criminali predatorie ( le rapine ai tir negli ultimi mesi sono in sensibile aumento) , i carabinieri del dipendente norm sez. Operativa (ce) rintracciavano e traevano in arresto, in esecuzione ordinanza custodia cautelare in carcere, sottoindicate persone ritenute responsabili di sequestro di persona e rapina aggravata in concorso :


1. Garofalo Pasquale, classe 1983, residente a trentola ducenta (ce), di fatto domiciliato gricignano di aversa (ce), con precedenti penali;

2. Garofalo Salvatore, classe 1964, residente gricignano di aversa (ce), via a.volta nr.7, nullafacente, con precedenti penali.

Gli investigatori , a conclusione articolata e complessa indagine coordinata dal p.m. della procura di nola dr. Giuseppe visone , raccoglievano nei confronti dei predetti consistenti e gravi indizi colpevolezza in relazione ai reati citati , che consentivano ufficio g.i.p. – tribunale nola (na) di emettere provvedimento restrittivo in questione .

Le investigazioni svolte ed i mezzi ricerca della prova utilizzati, comprese attivita’ tecniche, consentivano di determinare, in particolare, che suddetti , in data 24 mar 2010, pressi svincolo autostradale nola (na), armati pistola e servendosi dispositivo elettronico “jammer” (utilizzato per inibire trasmissioni sistema antrapina -satellitare ), rapinavano autocarro fiat 190 , del gruppo “sisa supermercati” , che aveva caricato merce poco prima nella zona asi di gricignano , sequestrando gli autisti, o. A. 28enne e f. R. 32enne , entrambi originari del nolano , per poi liberarli successivamente nelle campagne comune succivo (ce).

Nella stessa mattinata l’ autocarro veniva intercettato ancora carico generi alimentari, valore complessivo euro 50.000,00, sulla strada provinciale trentola-ischitella , da una pattuglia del norm sez. Radiomobile, episodio chiave che ha dato spunto alle indagini.

Gli arrestati sono stati condotti pressa la casa circondariale di s.maria c.vetere.

venerdì 24 settembre 2010

L'ONOREVOLE E AVVOCATO GENNARO CORONELLA SEGUE I CONSIGLI DELLA SORA GEMMA

PdL ; uno spettacolo sconcertante.di Gaetano Rauso

Tutto quello a cui stiamo assistendo a Santa Maria Capua Vetere può essere definito, a dir poco, sconcertante.

Il ribaltone che è stato voluto dall’ala guidata da Cosentino, Giuliano e Romano, trova forti contrapposizioni nella base ed in molti componenti del partito che, come me, si rifanno ai veri valori ispiratori della destra sociale e, soprattutto, rappresentano il lato buono di un partito in cui avevo riposto grandi speranze di riscatto della città e dell’Italia tutta.

Oggi, contravvenendo alle indicazioni del Partito a livello nazionale ed attraverso mercimoni, ricatti e forzature di vario genere, si sta arrivando alla composizione di una maggioranza eterogenea che non ha altro scopo se non quello di permettere di spolpare un territorio, già oggetto di speculazioni e di stravolgimenti del territorio.

Gli esponenti del centro destra che si sono dichiarati propensi a questa scellerata alleanza,sono le stesse persone che, con colpevole connivenza e per tutelare reconditi interessi, hanno determinato per tanti anni la vittoria del centro sinistra a Santa Maria o hanno collaborato con le amministrazioni che si sono succedute a distruggerne l’economia.

Chi ha già tradito ed è palesemente inaffidabile e non potrà mai avere il credito di coloro che vogliono, veramente, il bene della città.

Il PdL, con questo suo scellerato disegno, peraltro portato avanti da un personaggio che, come a tutti è noto, ha ben altri interessi e spadroneggia, ormai su coloro che si sono piegati ai suoi voleri, ha decretato i suo “de profundis”.

Devo dire che, allo stato dei fatti, ritengo di aver fatto benissimo a dare le dimissioni da un partito che si è rimangiato tutto quello che aveva promesso agli elettori ed aveva avallato una mia linea di contrasto duro ad un’amministrazione fallimentare per poi accogliere i suoi peggiori rappresentanti.

Non posso, peraltro, bisimare chi, pur contrapponendosi alla linea del PdL, ha voluto rimanervi, pur con le difficoltà che incontra a contrastare con decisione la linea non condivisa di un partito di cui continua a far parte.

Deve plaudire all’iniziativa di Landolfi e Coronella i quali, con coerenza, hanno indetto una manifestazione di protesta contro questo ribaltone che non aveva alcuna ragione di essere posto in essere, distinguendosi da una linea che i maggiorenti provinciali e regionali hanno voluto imporre, senza passare per i percorsi legittimati dallo Statuto del partito. Invito, quindi, tutti a partecipare a quella manifestazione che potrà chiarire quali sono gli equilibri nel PdL casertano e quale destino potrà avere un partito lacerato da tante contrapposizioni.

All’U.D.C., nel cui ambito vi sono ancora personaggi che, in contrasto con la linea del partito propenderebbero ad entrare in questa nuova maggioranza ascoltando le “sirene malefiche”, consiglio di non perdere quella credibilità che ha faticosamente conquistato e di decidere , inequivocabilmente, quale sarà la sua linea politica a Santa Maria C. V.

Oggi è necessario far decollare un progetto credibile per guardare al futuro di Santa Maria , senza curarsi di questa realtà che si autodistruggerà, insieme ai suoi protagonisti, in questo squallido succedersi di nefandezze politiche che stiamo contrastando strenuamente.

Gaetano Rauso

IL GIP DEL TRIBUNALE DI SALERNO RENDE GIUSTIZIA AD UN GIORNALISTA CASERTANO CHE AVEVA DETTO LA VERITA'- DICHIARANDO IL NON LUOGOA PROCEDERE

Puo’ un giornalista essere ostaggio di un querela fondata soprattutto sul fumus soltanto perché la parte civile è un personaggio politico è un primo cittadino? Penso proprio di si.

E’ accaduto ad un collega casertano che guarda caso sulla Gazzetta di Caserta aveva scritto un articolo proprio quando il provincia gate iniziava a maciullare personaggi politici che secondo la procura erano nel byte illecito degli appalti. (ALIS PROVINCIA -GATE )

Bene ! Il giornalista con spirito di abnegazione che lo contraddistingue aveva narrato un fatto vero non pronunciando mai la parola indagato. Il sindaco di un piccolo paese alle porte di Caserta originario di casal di principe sentendosi offeso perché nell’articolo si faceva riferimento ad una deposizione come persona informata sui fatti , in sostanza si trattava di dichiarazioni rese a sommarie informazione , presentò querala di parte con risarcimento danni .

Mercoledì mattina il giornalista si è recato insieme al suo avvocato Dario Pepe al tribunale davanti al gip , al quale ha reso dichiarazioni spontanee esibendo copia dei verbali di deposizioni eseguiti in quei giorni , e dopo un argomenta discussione dell’avvocato Dario Pepe che ha convinto il gip , lo stesso ai sensi e per gli effetti dell’articolo 425 codice di procedura penale ha dichiarato il non luogo a procedere nei suoi confronti e del direttore .
VEDETE CHE BISOGNA FARE PER ESERCITARE LA PROFESSIONE DI GIORNALISTA IN PROVINCIA DI CASERTA

OPERAZIONE LAVORO SICURO , GLI INDAGATI FANNO SCENA MUTA

Operazione lavoro sicuro , non parla nessuno tranne Faraone . Si si sono svolti ed si concluderanno nei prossimi giorni gli interrogatori degli indagati in regime di detenzione carceraria e quelli a piede libero ai quali è stata limitata la libertà personale. Il giudice di indagini preliminari che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare Dottoressa Paola Cervo, presente anche il magistrato titolare dell'indagine Donato Ceglie ha ascoltato gli indagati che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Pasquale D’Amore assistito dall’avvocato Francesco Nacca , Aldo Nuzzolo assistito dall’avvocato Gianfranco Carbone e Antimo e Luigi Marcello difesi dall’avvocato Francesco Petrillo, , tranne donato faraone che ha chiarito la sua posizione . L’indagine prende spunto da una denuncia eseguita presso la caserma dei carabinieri di Grazzanise sporta da Pasquale Porfido imprenditore di Cancello Arnone. Lunedì mattina infatti i Carabinieri della Stazione di Grazzanise coordinati dal nucleo di Santa Maria Capua Vetere e dal comandante capitano Carmine Rosciano hanno dato esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare di cui una agli arresti domiciliari e le altre in carcere per "associazione per delinquere finalizzata alla concussione cd alla falsità ideologica 2 materiale commessa da pubblici ufficiali . L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere,dal procuratore aggiunto Dottoressa Raffaella Capasso e dal pm Donato Ceglie con la supervisione del procuratore della repubblica Corrado Lembo sempre in prima linea quando c’è da stabilire la legalità.



giovedì 23 settembre 2010

INCENDIO COOPERATIVA AL RISPARMIO C'E' LA PRIMA UDIENZA

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Quattro perito dovranno quantificare il danno davanti al giudice. . Lunedì iniziano le ostilità fra la cooperativa al risparmio e l’ente nazionale energia elettrica . Le speranze  dei dipendenti della Cooperativa al Risparmio  di Santa Maria Capua Vetere incendiata per un corto circuito la notte fra il 15 e 16 luglio 2010 Intorno alle 1,45 , sono legate alle perizie  e al giudice che dovrà quantificare  il risarcimento danni nei confronti del soggetto societario. Quello che è stato instaurato è un accertamento tecnico  preventivo dove il giudice Dottor D’onofrio dovbra decidere sulle perizie che si andranno ad aeseguire sul capannone della Cooperativa. Ancora oggi  l’attività del risulta essere non avviata dopo l’incendio. Secondo  i rappresentanti della società quella notte dato il caldo torrido si è registrato un sopraelevamento della energia elettrica che ha fatto scattre quel corto circuito che ha generato lì’incendio I Vigili del Fuoco, intervenuti con otto mezzi (di cui alcuni provenienti da Napoli ed Aversa) hanno provato a domare le fiamme ma l'interno dell'edificio è ormai raso al suolo.

ESCLUSIVIO STASERA UN'ALTRA CHICCA

SANTA MARIA CV- ESCLISIVO IL PRESIDENTE DEI DOTTORI COMMERCALISTI DI CASERTA E' SOTTO PROCESSO

L'AMICHETTO DEL CUORE DEI COMMERCIALISTI SAMMARITANI AVEVA DETTO A LUCA LONARDO "SEI UN TALEBANO - SEI UNO STRONZO DI MERDA " .

Il presidente Raucci chiede una transazione , ma il consigliere Luca Lonardo chiede le scuse in pubblico -. Cospicua la lista testi più di dieci professionisti che dovranno dichiarare ciò che hanno visto e saputo -.

Caserta. Lite all’ordine dei dottori commercialisti c’è la prima udienza. Vi ricordate la vicenda scandalo fra il consigliere Luca Lonardo e il presidente dell’ordine dei dottori commercialisti Pietro Raucci avvento il 21 gennaio 2010 ? Stamattina il Giudice di Pace dott.ssa La Greca Concettina del tribunale di Caserta letto il ricorso immediato iscritto al N.34/010 R.G.,depositato in cancelleria il 28/1/010 dall’avvocato Marco Andrea Zarone in nome e per conto del proprio assistito,persona offesa Luca Lonardo , nei confronti di Raucci Pietro ha convocato il presidente Raucci davanti al tribunale di Caserta per rispondere ai reati di concorso di percosse, per aver tentato di percuotere Lonardo Luca con azione cosciente e volontaria mediante atti idonei diretti in modo non equivoco allo scopo,in particolare scagliando vidi contro con veemenza nell’intento di cagionargli dolore fisico,senza che dal fatto derivasse alcuna malattia documentata, Evento non verificatosi per il pronto intervento dei consiglieri astanti che impedivano il comportamento dell’azione criminosa. Le accuse sono anche per ingiuria, per avere in esecuzione del medesimo disegno criminoso indicato al capo che precede,offeso e il decoro di Lonardo Luca proferendo nei suoi confronti le seguenti espressioni:" Sei un talebano,sei uno stronzo di merda!" in data 21 gennaio 2010 . Ieri mattina gli avvocati hanno dato luogo al procedimento e soprattutto l’avvocato del presidente Raucci ha chiesto al giudice di presentare una transazione , ma l’avvocato della parte civile ha anche chiesto anche le scuse pubbliche da parte del presidente raucci al ragioniere Lonardo . L’udienza è stata aggiornata . il giudice dovrà in ogni caso sciogliere la risrva sulla lista testi

ROMA - SI APRE IL PROCESSO DAVANTI AL TRIBUNALE DI ROMA PER L'EX PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE.

Prima udienza a carico dell’ex procuratore della repubblica di Santa Marai Capua Vetere . Il processo si è incardinato,ieri mattina dopo il rinvio a giudizio da parte del Gup Maurizio Silvestri su richiesta del Pubblico Ministero di Roma Giancarlo Amato, innanzi la 2° Sezione del Tribunale di Roma, (competente a giudicare i reati dei magistrati sammaritani ) accusato del reato di abuso di ufficio ( art. 323 C.P. pena prevista da 6 mesi a 3 anni ) e di calunnia aggravata ( art. 368 C.P. pena prevista da 2 a 6 anni ), nei confronti dei Sostituti Procuratori Dr. Paolo Albano ( ora capo della Procura di Isernia ) e della Dottoressa Filomena Capasso. La difesa di Mariano Maffei è stata assunta dal figlio avv. Giovanni Francesco Maffei ( ma pare che sia un civilista ) e dal Prof. Avv. Alfonso Maria Stile del Foro di Roma. Per le parti offese era presente in qualità di difensore il Sen. Avv. Ferdinando Imposimato, ex magistrato.



L’ACCUSA DI ABUSO DI UFFICIO



“Art. 323 C.P. perché agendo nell’esercizio delle sue funzioni di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di S. Maria C.V. in violazione della disposizione contenuta nell’art. 335 C.P.P. ( che consente l’iscrizione nell’apposito registro soltanto di effettive “notizie di reato” pervenute dalla polizia giudiziaria ovvero acquisite di iniziativa dagli uffici di Procura ) cagionava intenzionalmente ingiusto danno al Procuratore Aggiunto della Repubblica Paolo Albano, in servizio presso il richiamato ufficio giudiziario, con le seguenti condotte: In data coincidente o immediatamente successiva al 7/6/2006 il Dottor Maffei veniva a conoscenza, attraverso il Sostituto Procuratore della Repubblica Maria Di Mauro ( in servizio presso l’ufficio da lui diretto e titolare del procedimento penale 58/06 mod. 21 nell’ambito del quale erano svolte indagini in merito a presunti illeciti ascrivibili al dottor Giuseppe Tatavitto, medico presso l’ospedale di S. Maria C.V. per la predisposizione di falsi titoli professionali in occasione di un concorso da lui vinto, bandito per il conferimento dell’incarico di Direttore Sanitario di quel presidio) di una situazione per la quale relativamente ai medesimi fatti era pervenuto alcuni anni prima presso la Procura della Repubblica di S. Maria C.V. un esposto anonimo; esposto che era stato inizialmente trattato dal Procuratore Paolo Albano con delega alle indagini ai carabinieri di S. Maria C.V., accompagnata peraltro nel corso dell’attività investigativa da alcuni biglietti manoscritti con i quali il medesimo magistrato aveva precisato gli adempimenti da svolgere in maniera più analitica dall’ufficiale di polizia giudiziaria incarico della trattazione ( maresciallo Enrico Giordano, all’epoca comandante della locale stazione dell’Arma ); la delega era stata poi riscontrata da informativa a firma del richiamato sottufficiale, presentata in visione una prima volta al dr.Albano ma non depositata né registrata presso la Procura di S. Maria C.V., a seguito di rilievi meramente formali da parte del Procuratore Aggiunto contenendo un giudizio dell’operante in ordine alla ritenuta assenza di fatti costituenti reato ( di spettanza più propriamente dell’Autorità Giudiziaria ) e successivamente riproposta senza il predetto giudizio. Il Dottor Albano nonostante l’esito oggettivamente negativo delle indagini svolte, ritenendo la vicenda meritevole di approfondimento ulteriore, aveva disposto una nuova iscrizione degli atti dal modello 46 al modello 21 (sia pure contro “persona da identificare” e non nei confronti di una specifica persona indagata) con assegnazione automatica nell’ambito del gruppo specializzato competente al Sostituto Procuratore Patrizia Dongiacomo, continuando a seguire gli sviluppi pi ù significativi dell’indagine ed infine vistando al richiesta dio archiviazione ( dopo che anche una consulenza grafica non aveva consentito di accertare la falsità dell’unico documento segnalato come sospetto dal maresciallo Giordano ). Le successive indagini condotte dalla dottoressa Di Mauro, peraltro, avevano portato a risultati ben diversi sulla base di una verifica assai più completa operata dalla polizia giudiziaria da costei delegata ( Comando Provinciale Carabinieri di Caserta, Nucleo Operativo ) che aveva preso in considerazione anche altri documenti prodotti dall’aspirante Direttore Sanitario Tatavitto ed aveva approfondito il tema relativo alla falsità del numero di protocollo del solo atto sul quale si era concentrato ( peraltro con esito finale negativo ) l’attenzione del Maresciallo Giordano, evidenziandosi in definitiva una inadeguatezza attività investigativa svolta a suo tempo da quest’ultimo ( ritenuta dolosa dai Carabinieri del richiamato comando Provinciale i quali con informativa 5/7/2006 denunciavano il solo Maresciallo Enrico Giordano quale autore dei delitti previsti dagli artt. 323 -328 e 479 C.P. ) – Preso atto di quanto sopra il Dr. Mariano Maffei disponeva per la trasmissione degli atti contenenti le precedenti investigazioni sfociate in una richiesta di archiviazione del Sostituto Dongiacomo vistata dal Procuratore Aggiunto Albano alla Procura della Repubblica di Roma per competenza funzionale ( ai sensi dell’art. 11 del C.P.P. ) segnalando eventuali responsabilità del maresciallo Giordano e “di magistrati di questo ufficio” ed iscrivendo nei confronti del medesimo Giordano le fattispecie previste dagli artt. 323- 328 e 479 C.P. –

IL PRESIDENTE DELL'UNIGRACO RAFFAELE MARCELLO " ISTAURIAMO UN TAVOLO DI CONFRONTO PER UN COSTANTE MONITORAGGIO

Presidente Marcello, il prossimo 29 ottobre a Fiuggi si terrà un convegno organizzato dall’UNAGRACO dal titolo “Il ruolo delle valide ragioni economiche tra abuso del diritto e antieconomicità delle scelte imprenditoriali”: ci spiega perché la scelta è caduta proprio su questo argomento?
Innanzitutto, va detto che il convegno del prossimo 29 ottobre nella città laziale rientra nei programmi di formazione dell’UNAGRACO. Nelle scorse settimane abbiamo inquadrato quelle che possono essere le tematiche più delicate per la categoria in questo periodo storico, per affrontarne i limiti e cercare di risolvere i problemi. Dopo questo primo passo, abbiamo stabilito che le priorità riguardano il peso del fisco e il rapporto tra economia e diritto. Affronteremo, dunque, tutti questi argomenti, ma certo non posso negare che al centro di tutto ci sarà il delicato tema dell’abuso del diritto. Le prerogative sono molto chiare e non è un caso che sia stato scelto proprio quel titolo per l’incontro”.
Cosa c’è che non va?
Ultimamente, troppo spesso i controlli dell’amministrazione finanziaria sono tesi a sostenere che quando una prestazione è antieconomica non vale la pena di porla in essere. Questo però entra in conflitto con quella che è la performance di un’azienda, che può anche non avere pretese sul breve o sul medio periodo. In sintesi, non è possibile che un imprenditore non possa investire guardando molto più in là del proprio naso. Non ci sembra logico né corretto che il capo di un’azienda non possa più programmare un profitto. Se poi pensiamo che questo ragionamento vale anche per i professionisti, capiamo bene che c’è un paradosso grave e che deve essere risolto quanto prima”.
Insomma, va bene la verifica, però l’UNAGRACO chiede che si tenga conto anche di quella che è la realtà e la struttura di appartenenza.
Esattamente. In alcune circostanze, infatti, lo statuto del contribuente viene disatteso dall’amministrazione finanziaria, che non tiene conto appunto di quella che è la realtà economica e, come giustamente detto, la struttura di appartenenza”.
Cosa chiede il sindacato di categoria?
Sono tre i punti sulla nostra agenda: rispetto dello statuto del contribuente, apertura di un tavolo di confronto e un costante monitoraggio. Per il primo non c’è bisogno di troppe parole, ci sono delle norme da seguire e sarebbe assurdo se ciò non accadesse. Il confronto? E’ un auspicio e una speranza, col dialogo si potrebbero trovare le giuste soluzioni senza allungare eccessivamente i tempi. Infine, il monitoraggio: la nostra convinzione è che serva un’azione più costante”.
Si preannuncia un periodo intenso, l’UNAGRACO si sente solo nel contesto sindacale italiano?
Non soffriamo di questi problemi. La nostra priorità è quella di portare avanti un’attività forte sulle tematiche già elencate, poi è ovvio che sarebbe splendido avere la massima unità da parte delle varie sigle sindacali su temi che non riguardano soltanto i dottori commercialisti e gli esperti contabili. Se è una chimera? No, c’è la possibilità di trovare punti in comune con gli altri”.
Dunque, si riparte il 29 ottobre dal Lazio: perché questa scelta?
Abbiamo federazioni locali molto attive in questa regione, da qualche settimana c’è un nuovo coordinatore regionale e poi c’è un discorso itinerante che stiamo portando avanti e che riguarda i nostri programmi di formazione. Il progetto è ampio, ambizioso e fatto di strategie che potrebbero rivelarsi innovative, il nostro compito è svilupparle nel miglior modo possibile”.
L’incontro pomeridiano a Fiuggi darà diritto a crediti formativi validi per la formazione professionale continua dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei consulenti del lavoro: chi interverrà?
Il programma prevede una breve cerimonia di apertura con i saluti delle autorità, poi la parola verrà data agli ospiti, tutti rappresentanti della categoria. Abbiamo cercato di mettere insieme le varie anime dei commercialisti, ci saranno i vertici della Regione Lazio e poi il professor Moretti, che essendo consigliere del CNDCEC ci darà la sua testimonianza a livello nazionale. Dopo il mio intervento e un breve break, parola ai diversi relatori, che illustreranno la situazione soprattutto a livello regionale. Ma il Lazio è un termometro ottimale della “temperatura” italiana”.
Spostiamoci nel campo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Nelle scorse settimane ha scritto che il professionista deve avere un tempo adeguato a svolgere incarichi di controllo: quali sono le motivazioni?
Il mio pensiero è noto, non è possibile che un professionista svolga un numero di incarichi illimitato. Bisogna mettere dei paletti. Un recente confronto ha lasciato spazio a diverse riflessioni, non ultimo il timore diffuso che un sindaco che ricopre molte cariche possa non prestare la necessaria attenzione ai conti di ogni singola società. Le linee di pensiero, in questo caso, sono due: c’è chi si professa contrario a qualsiasi limitazione e chi ritiene che l’introduzione di un limite agli incarichi assumibili da ciascun professionista sia necessario al fine di assicurare il corretto svolgimento delle funzioni di controllo”.
Le stesse statistiche fornite dal Consiglio Nazionale hanno evidenziato la necessità di introdurre dei paletti organizzativi.
In quell’occasione è stato fatto l’esempio di un professionista che ricopre cinquanta incarichi: è vero, rappresenta un’eccezione, ma risulta evidente che l’assenza di un limite quantitativo dettato da norme di corretto comportamento può generare situazioni patologiche che, tra l’altro, possono screditare l’intera categoria. Dunque, va introdotto un limite per la natura pubblicistica dell’incarico. È pertanto condivisibile la proposta formulata da molti colleghi, secondo cui l’elemento fondamentale che giustifica l’introduzione di un limite agli incarichi di sindaco di società è rappresentato dalla natura pubblicistica dell’incarico. L’organo di controllo di una società, infatti, deve vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento. Tale funzione deve essere svolta non solo nell’interesse dei soci, ma anche nell’interesse di tutti gli altri stakeholders. Per tale motivo l’incarico di sindaco di una società non può essere assimilato a qualsiasi altro incarico professionale”.
Presidente Marcello, in definitiva, può dirsi soddisfatto del lavoro svolto finora alla guida dell’UNAGRACO?
Il nostro sindacato continua ad avere come obiettivo quello di tutelare la categoria e lavorare al meglio per migliorarla e migliorare le condizioni dei professionisti. Il giudizio arriva dalla “base”, ma di certo il nostro impegno è totale e stiamo rispettando tutte le promesse fatte. Nel nostro statuto, d’altronde, è scritto che l’Unione si erge a struttura che consenta ai dottori commercialisti e agli esperti contabili di esprimersi sulle problematiche culturali, professionali e di categoria, e che si propone di promuovere lo studio e la risoluzione di temi o problemi oggetto della professione o di categoria. E ancora, che abbiamo il fine di organizzare, coordinare, promuovere e potenziare le attività sul piano nazionale, quali l’attività di formazione professionale a favore dei commercialisti e degli esperti contabili e le attività di tutela della figura professionale, così come previsto dai singoli statuti delle Unioni locali aderenti e nel rispetto dell’autonomia delle Unioni stesse. Insomma, il convegno di Fiuggi rispetta tutte queste prerogative, comprese quelle per la difesa e la tutela dei diritti e degli interessi dei professionisti”.
Quali sono i prossimi impegni?
Abbiamo già calendarizzato gli eventi: il prossimo sarà il Congresso UNAGRACO, previsto per il 26 novembre a Campobasso”.

OMICIDIO CIARDULLI- FABOZZI - ORDINANZA PER IL GRUPPO SETOLA


Nelle prime ore di stamane, la Squadra Mobile di Caserta, in esito ad indagini coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia di Napoli, nell’ambito del P. penale nr. 45855/08, ha dato esecuzione all’O.C.C.C. nr. 40547/08 R.G.G.i.p. e nr 585/10 R.M.C., emessa dall’Ufficio G. I. P. presso il Tribunale, nei confronti:




1. SETOLA Giuseppe di Luigi, nato a S. Maria C.V. (CE) il 5.11.1970, detenuto;

2. GUERRA Giuseppe, nato a Santa Maria C.V. (CE) il 26.12.1968, detenuto;

3. LETIZIA Giovanni, nato ad Aversa (CE) il 24.11.1980, detenuto.



Il provvedimento, emesso sulla base delle risultanze raccolte dalla Squadra Mobile di Caserta, ha accolto pienamente le ipotesi accusatorie formulate dai PP.MM. della D.D.A di Napoli per i reati di duplice omicidio e detenzione illegale di armi, con l’aggravante prevista dall’art. 7 L. 203/91, avendo gli autori agito al fine agevolare l’attività dell’associazione mafiosa denominata “Clan dei Casalesi – Gruppo Bidognetti” di cui SETOLA aveva assunto la guida dopo la sua evasione da Pavia.

Il provvedimento restrittivo riguarda il duplice omicidio di CIARDULLO Antonio e di FABOZZI Ernesto, consumato il 12 settembre 2008 dal gruppo SETOLA.

L’episodio rientrava in quella strategia stragista che SETOLA Giuseppe intendeva attuare al fine di instaurare un regime di terrore nei confronti di quanti, imprenditori, cittadini italiani e stranieri, fiancheggiatori ed affiliati, risiedevano nel territorio di influenza del clan BIDOGNETTI, la cui autorità criminale andava indebolendosi per l’arresto dei suoi capi e di numerosi affiliati, per l’esistenza di contrasti interni ed a causa della collaborazione di importanti esponenti.

Tale obiettivo, pertanto, veniva perseguito colpendo, in particolare, chi aveva osato denunciare gli affiliati al clan o i congiunti dei collaboratori di giustizia, cioè coloro che, più di ogni altro, erano in grado di minare il dominio criminale della organizzazione.

Secondo la ricostruzione effettuata dalla Squadra Mobile, l’agguato fu posto in essere dallo stesso SETOLA e da LETIZIA Giovanni, mentre il GUERRA svolgeva il ruolo di“specchiettista”.

CIARDULLO Antonio, titolare della Ditta “Ciardullo Trasporti”, attiva nel trasporto dei prodotti ortofrutticoli, e FABOZZI Ernesto, dipendente della citata società, nel pomeriggio del 12 settembre 2008, venivano attinti da numerosi colpi di pistola calibro 9x21 e 9x17 da un commando di due persone, giunte a bordo di una moto, all’interno del deposito di camion di proprietà del citato CIARDULLO, ubicato nei pressi del cimitero di Trentola Ducenta (CE).

Il vero obiettivo del raid omicidiario era il CIARDULLO Antonio, che nel 1998 aveva denunciato per il reato di estorsione GUERRA Giuseppe, esponente del clan BIDOGNETTI, poi arrestato e condannato insieme ad alcuni complici; l’imprenditore, infatti, veniva letteralmente massacrato a colpi di arma da fuoco, venendo attinto da ben quindici colpi di pistola.

FABOZZI Ernesto, invece, veniva eliminato solo perché rappresentava un pericoloso testimone.

Le indagini coordinate dalla D. D. A. di Napoli e condotte dalla Squadra Mobile di Caserta, corroborate da complesse ed inequivocabili perizie balistiche e dalle concordanti dichiarazioni di collaboratori di giustizia, tra i quali SPAGNUOLO Oreste, permettevano di risalire al movente del duplice omicidio ed a individuarne gli autori materiali.

Le perizie balistiche, peraltro, hanno consentito di accertare che la pistola semiautomatica calibro 9x21, usata per il duplice omicidio di CIARDULLO Antonio e FABOZZI Ernesto, era stata utilizzata anche in occasione dei seguenti fatti omicidiari, imputabili al “gruppo Setola”:



• 4 ago. 08 duplice omicidio KAZANI – DANI ;

• 18 sett. 08 omicidio di CELIENTO Antonio2;

• 18 sett. 08 la strage di extracomunitari di Castel Volturno (CE) ;

• 2 ott. 08 omicidio di RICCIO Lorenzo ;

• 5 ott. 08 omicidio di CANTELLI Stanislao .



FERMATO BANCAROTTIERE CON IL VIZIETTO DELLE UCRAINE

Nella mattinata odierna, in Pomezia alla via Don L. Sturzo, personale della Squadra Mobile di Caserta, collaborato da personale della Squadra Mobile di Roma e di personale della Direzione Centrale Anticrimine – Servizio Polizia Scientifica, a seguito di mirata attività infoinvestigativa e ininterrotti servizi di appostamento e pedinamento con ausilio idonee apparecchiature tecniche, ha localizzato e tratto in arresto il pluripregiudicato, PALUMBO Candeloro nato a Giugliano in Campania (NA) nel 1946, LATITANTE in quanto colpito da Ordine di Esecuzione di esecuzione di pena detentiva a seguito di revoca dell’affidamento in prova emesso in data 19.03.2010 dalla Procura della Repubblica Ufficio Esecuzione presso il Tribunale di S. Maria C.V., dovendo il predetto espiare la pena residua di anni 2, mesi 5 e giorni 27 di reclusione cui era stato condannato alla pena di anni 3 di reclusione per bancarotta fraudolenta.
Il prevenuto aveva trovato rifugio nell’abitazione della cittadina Ucraina ZAHYNAYKO Olena di anni 44, in possesso di permesso di soggiorno, ove al momento dell’irruzione veniva altresì sorpreso FURLAN Gabriele nato a Pordenone di anni 50, residente in Francolise (CE), pregiudicato.
Entrambi i predetti sono stati deferiti all’A.G. per favoreggiamento personale, mentre il Palumbo Candeloro è stato associato presso la casa Circondariale di Velletri.

SQUADRA MOBILE CASERTA - PRESI RICCIARDI E NACCA

Nel pomeriggio odierno, la Squadra Mobile di Caserta ha dato esecuzione all’O.C.C.C. nr. 44010/10 R.G. e nr. 598/10 O.C.C. emessa dall’Ufficio G. I. P. di Napoli nei confronti di RICCIARDI Salvatore, alias Fafammiello, nato a Marcinanise (CE) il 17.07.1983, detenuto, e di NACCA Antonio, nato a Caserta il 20.08.1980, detenuto, responsabili di detenzione e porto di armi e munizioni, comuni e da guerra, ricettazione ed estorsione continuata, reati aggravati dal metodo mafioso e dall’avere agito al fine di agevolare l’organizzazione camorristica denominata “Piccolo” detti i “Quaqquarone” di Marcianise (CE), di cui sono ritenuti leve emergenti.
Il G. I. P., non solo ha integralmente confermato l’impianto accusatorio su cui era fondato il provvedimento di fermo emesso nei loro confronti il 2 settembre scorso dalla Procura Distrettuale di Napoli, ed eseguito dalla stessa Squadra Mobile, ma ha contestato anche ulteriori episodi estorsivi accertati nel frattempo dagli investigatori, consumati in danno dei proprietari di una rivendita di surgelati di Capodrise (CE) e del gestore di un albergo di Marcianise (CE), anch’essi vittime delle pretese di denaro e delle minacce perpetrate, con armi da fuoco ed in nome del clan di appartenenza, dai citati NACCA e RICCIARDI.
Dopo l’esecuzione del provvedimento di fermo, infatti, la Squadra Mobile aveva effettuato approfondimenti investigativi su di una serie di danneggiamenti, alcuni dei quali consumati tramite esplosione di colpi di arma da fuoco, di cui erano rimasti vittime imprenditori e commercianti del comprensorio.
Solo alcune delle vittime, però, hanno confermato di essere state “avvicinate” dai due arrestati e di avere pagato il “pizzo”, mentre molti altri hanno negato di avere mai ricevuto minacce ed intimidazioni a scopo estorsivo.
Come si ricorderà, il 2 settembre scorso, la Squadra Mobile di Caserta ed il Comissariato di P. S. di Marcianise, nell’ambito di indagini coordinate dalla Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, avevano dato esecuzione a due provvedimenti di fermo nei confronti di: RICCIARDI Salvatore e NACCA Antonio.

Il provvedimento di fermo aveva “interrotto” l’ascesa criminale dei due giovani, ritenuti le leve emergenti del clan “Piccolo - Quaqquarone” di Marcianise (CE).
L’operazione era la naturale prosecuzione di una precedente indagine coordinata dalla D. D. A. di Napoli e condotta dalla Squadra Mobile di Caserta nei confronti dei “Quaqquaroni” che, nel novembre 2009, aveva portato alla emissione analoghi decreti di fermo nei confronti di altri tre esponenti della stessa organizzazione criminale: LETIZIA Andrea, nato a Marcianise (CE) il 07.07.1976, pregiudicato, ritenuto all’epoca il reggente del clan “Piccolo”; RUSSO Mario, nato a Formia il 26.10.1985, pregiudicato, e MAIETTA Michele, nato a Marcianise (CE) il 24.12.1983, pregiudicato, tutti indagati per estorsionecontinuata ed aggravata ex art. 7 L. 203/90.
Le indagini, allora condotte dalla Squadra Mobile, avevano permesso di appurare uno spregiudicato attivismo dei tre affiliati ed una diffusa attività intimidatoria ed estorsiva nei confronti di imprenditori e commercianti del comprensorio di Marcianise, Caserta, San Nicola la Strada e comuni limitrofi, che segnalava una preoccupante ripresa delle iniziative criminali da parte del Clan Piccolo, anche in diretta competizione con l’opposta organizzazione dei “Belforte-Mazzacane”, ormai fortemente indebolita dagli arresti e dalle pesanti condanne che negli ultimi anni hanno colpito numerosi esponenti della organizzazione, tra i quali i suoi capi storici.
RICCIARDI e NACCA, avevano ormai “rimpiazzato” a pieno titolo gli affiliati già arrestati, come dimostrato dagli ulteriori episodi estorsivi accertati dopo il loro fermo.