La Rete fornisce accessi preziosi alla politica, inedite possibilità individuali di espressione e di intervento politico e anche stimoli all'aggregazione e manifestazione di consensi e di dissensi. Ma non c'è partecipazione realmente democratica, rappresentativa ed efficace alla formazione delle decisioni pubbliche senza il tramite di partiti capaci di rinnovarsi o di movimenti politici organizzati, tutti comunque da vincolare all'imperativo costituzionale del "metodo democratico".

DALLO STRALCIO DEL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
ROMA 22 APRILE 2013


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venerdì 6 agosto 2010

OIPERAZIONE DIA - OMICIDI BALDASCINI DEDL 28 NOVEMBRE 1993 - SEI ARRESTI

Su richiesta della Dda il gip di Napoli, Marcella Suma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di esponenti di primo livello del clan dei casalesi, del clan Mallardo e degli “Amato-Pagano” meglio noto come “Scissionisti”, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, dell’uccisione di Gennaro Baldascini. L’inchiesta della Dia di Napoli si è rivelata di estrema importanza per delineare le alleanze storiche dei clan nel trascorrere degli anni. Infatti l’omicidio di Gennaro Baldascini fu concretizzato dal clan dei “casalesi” in ossequio a un’alleanza con la confederazione di clan raggruppatasi intorno alle famiglie Mallardo (Giugliano) – Licciardi (Secondigliano-Masseria Cardone) – Contini (Arenaccia – Secondigliano-Capodichino).
I capi dei “confederati” all’epoca erano i fratelli Giuseppe e Francesco Mallardo: costoro nel frattempo chiesero a Francesco Bidognetti, più noto come “Ciccioto e mezzanotte” – e di conseguenza la richiesta giunse anche a Francesco Schiavone detto “Sandokan”- di uccidere Baldascini, pur essendo trascorsi, dodici anni dalla morte di Antonio Licciardi. L’organizzazione dell’agguato fu curata dalla famiglia Bidognetti con il placet Francesco Schiavone detto “Sandokan”.
Nel corso di questi ultimi anni sono stati giudizialmente provate le alleanze e le sinergie criminali tra i clan egemoni nella provincia napoletana ed in quella casertana, cementata anche da solidi cointeressi economici. Alleanza che ha portato a numerosi omicidi commessi tra le due province o utilizzando killer che hanno operato nei rispettivi territori dei clan alleati.